Caso Ustica, legali familiari: l’avvocato dello Stato non polemizzi

di | 25 settembre 2015

“Voglio evidenziare una palese interferenza tra gli organi istituzionali e specificatamente del governo nei confronti della magistratura. Una interferenza palesemente enunciata dall‘avvocatura dello Stato per conto del governo, il quale persiste nel disconoscere l’efficacia di una sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione, proponendo una serie di appelli ‘a catena’ avverso le sentenze emesse dal Tribunale di Palermo, che hanno già deciso in ordine alla responsabilità dello Stato, nei giudizi promossi con altre domande giudiziarie successivamente pervenute da altri parenti delle vittime”. Lo scrive in una lettera al presidente della Repubblica, e per conoscenza al presidente del Consiglio, l’avvocato Vincenzo Fallica, legale di alcuni familiari delle vittime di Ustica secondo cui “rimane incomprensibile il comportamento seguito dall’Avvocatura dello Stato, la quale con l’ultimo appello affronta un dibattito giudiziario non consono ai principi della compostezza richiesta dalla comune dialettica processuale”. “Argomentazioni – prosegue – su avvenimenti verificatisi a livello mediatico, intrisi di malignità e di inutile polemica come se il caso potesse essere deciso al di fuori delle aule giudiziarie”. Il legale si riferisce alla parte del ricorso firmato dal’avvocatura dello Stato in cui si parla delle polemiche che seguono i ricorsi. “I documenti – dice Fallica – sono al loro posto e non deve apparire scandaloso se la sentenza di primo grado, poi confermata in Cassazione, è stata estesa in una pagina e mezza e non più, perché tanto bastava per avere le idee chiare al riguardo e principalmente quella che offriva un’immagine dello Stato consapevole delle proprie responsabilità laddove, in difesa dei cittadini, lo stesso è inceppato in una manovra maldestra certamente finalizzata al bene e non al male del suo popolo”. “A questo punto – conclude il legale – Le chiedo un Suo intervento per mettere finalmente la parola ‘fine’ ed interrompere l’interferenza del Governo nel rispetto dei principi dettati dalla nostra costituzione”.(Fonte Ansa)