Nota introduttiva
Nell'Ottobre 95 è stato avviato un "Supplemento di Indagine Radaristica".
Significa riesaminare, da parte dei Periti Giudiziari, tutti i nastri radar sia civili che militari con il fine di risolvere i dubbi che ancora sussistono sulla loro interpretazione.
Anche per noi della Parte Civile significa poter finalmente accedere alla documentazione radaristica e portare il nostro contributo direttamente nell'indagine, e non solo nella critica alle sue conclusioni.
In questa nota tecnica (1^ Nota "Radaristica") si tirano le conclusioni dell'esame dei nastri radar militari di Marsala e si fanno osservazioni e richieste di chiarimenti ai periti giudiziari.
E` anche un modo di porre alla loro attenzione le nostre interpretazioni su quello che leggiamo nei nastri radar.Derivando queste osservazioni dall'esame dei soli nastri radar di Marsala si vedrà (successivamente, nelle altre note radaristiche) come molti dei dubbi interpretativi qui descritti vengono risolti esaminando poi la documentazione degli altri siti radar militari.
E si vedrà anche che alcune delle nostre conclusioni trovano riscontri precisi.Ma entriamo nel vivo dell'argomento.
E` possibile che intorno al DC9 Itavia si sia svolta una battaglia aerea senza che sui nastri dei radar militari e civili ne sia rimasta traccia?
Ovviamente no, a meno che di ammettere che i nastri sono dei falsi, che sono stati completamente manipolati.
Poiché le registrazioni esistono fino a quattro minuti dopo la strage ( e quattro minuti sono tanti!) sarebbe stata necessaria una manipolazione per cancellare le tracce dei velivoli che hanno combattuto questa battaglia aerea.
Ma i nastri militari sono stati manipolati?
La risposta è "no". Nessuno ha cancellato niente.
Questo si puo` dire con certezza, perché i nastri hanno dei canali di registrazione privilegiati che memorizzano le azioni degli operatori, ed il software in grado di leggere questi canali si trova solo a Plons, in Belgio, al Centro Informatico della NATO. E l'analisi di questi canali ha indicato che tutte le operazioni effettuate dagli operatori trovano riscontro con quello che è risultato dalla lettura dei nastri.
Se il radarista Tizio avesse cancellato la traccia Pippo nei nostri tabulati la traccia Pippo sarebbe inesistente.
Ma leggendo i canali "segreti" sarebbe venuto fuori che Tizio ha cancellato Pippo.
Che non è accaduto. Chiaro!?Il risultato è che, a parte i plot -17, -12 e 2b avvistati dal radar Civile di Ciampino, dai radar militari non risulta traffico di nessun tipo, al momento della strage, in un raggio di 90 miglia (~90 Km) intorno al DC9 Itavia.
Da cui la considerazione: - Se non c'era nessuno, chi lo ha tirato sto missile?
E, bisogna ammettere, il ragionamento non fa una grinza.Se poi volessimo schierarci con quelli che comunque sostengono che i nastri militari sono dei falsi dovremmo automaticamente ammettere che, a parte i tre plot già citati del radar civile, non abbiamo nessun elemento ne per sostenere l'ipotesi della battaglia aerea ne il contrario.
Tutto resterebbe affidato alla fervida fantasia dei singoli ed ognuno, a seconda delle idee politiche, interessi economici, preferenze personali, potrebbe tirare la coperta come più gli aggrada.
Che, fra l'altro, sarebbe una soluzione sicuramente gradita a molti.Ma, è vero che i radar militari non ci possono dare nessuna indicazione?
Forse, fin dal principio, la storia che i nastri dei radar militari sono falsificati è servita proprio per parare la possibilità che si riuscisse, leggendoli, a capire che tipo di indicazioni ci danno.Per esaminare i tracciati radar abbiamo seguito lo stesso criterio usato nell'indagine sul relitto.
In quel caso, se ricordate, siamo partiti da una evidenza macroscopica: Il famoso "bucone". Una cosa che balza subito agli occhi e che si distacca nettamente dalla tipologia del resto dei danni rilevabili sul relitto.
Anche nei tracciati radar di Marsala abbiamo qualcosa di molto simile al "bucone".
Anche in questo caso abbiamo spiegazioni ufficiali strampalate e inattendibili.
Anche in questo caso se seguiamo l'evidenza e la logica l'indagine ci prende per mano e ci porta lontano, permettendoci di ricomporre passo passo tutti i tasselli del "puzzle".Nota:
In questa "1^ Nota tecnica Radaristica" si fa riferimento a tracce e relativi tabulati presenti sui nastri radar.
I tabulati non li pubblico, ed è facile immaginare perché: Non sono certo miei, ed anche se lo ho ricevuti in modo del tutto legittimo non posso pubblicarli arbitrariamente e sarebbe praticamente impossibile avere l'autorizzazione a farlo.
Intendiamoci: nessun segreto! E` agli atti che il contenuto dei nastri non è coperto da segreto. Solo che alla fine l'autorizzazione chi sa a chi spetterebbe darla e non arriverebbe mai.
Riguardo alle modalità di funzionamento del sistema di difesa NATO-Nadge qui è riportato solo quello che è indicato nel "Rapporto Pisano" (l'inchiesta fatta dall'Aereonautica nell'89) dove è scritto di dare al documento la massima diffusione.
Per cui, volentieri, mi adeguo.Certo si potrebbe considerare che dopo 17 anni forse i tabulati non hanno ragione di restare riservati.
E` come se volessimo tenere segreti i disegni costruttivi di un archibugio o di una "Bombardella Manesca", micidiale arma del '600.
Però, pensando che ancora c'è il segreto militare sui fatti di Caporetto.....
I^ Nota Tecnica nell'ambito del "Supplemento di Perizia Radaristica" (Luglio '96) Roma li 10/07/96
OGGETTO : Nota tecnica relativa all'esame di alcune tracce della Track Data Recording di Marsala per la sera del 27/06/80 e richiesta di informazioni a riguardo.
I sottoscritti Consulenti Tecnici di Parte Lesa Di Stefano Luigi e Mario Cinti nell'ambito del supplemento di perizia radaristica presentano la seguente nota tecnica.
Indice Introduzione
Esame d'insieme della THR di Marsala.
Analisi della traccia AJ421 (DC9 Itavia)
Esame di alcune tracce antecedenti all'incidente al DC9 I Tigi
Esame della traccia AA450-AJ450.
Modalità di funzionamento del sistema NADGE.
Cenni sulle tecniche di guerra elettronica.
Esame della traccia KA011.
Ulteriori considerazioni sulle tracce AJ450 e KA011.
Esame della traccia AJ453.
Esame della traccia AJ024.
Esame della traccia LL437.
Esame di alcune tracce successive all'incidente al DC9 I Tigi
Esame della traccia LL000.
Esame della traccia AJ000.
Esame della traccia AA055
Analisi conclusive.
Analisi degli eventi prima delle ore 18.00Z
Analisi degli eventi fra le ore 18.00Z e le ore 19.04Z
La traccia AJ453.
La traccia LL437.
Correlazione fra AJ024, LL437 e AJ453.
Analisi degli eventi fra le ore 19.48Z e le ore 04.24.41Z(del giorno 28/06)
L'esercitazione SYNADEX alla luce di quanto emerso dall'esame della THR di Marsala.
Quadro d'insieme emerso dall'esame della THR di Marsala.
Allegati.
INTRODUZIONE Gli scriventi hanno presentato a fine Dicembre 95 una nota tecnica relativa all'esame del relitto ricostruito del velivolo DC9 I-Tigi, concludendo che sullo stesso siano rilevabili i danni causati da due missili che hanno causato la perdita del velivolo e la morte degli occupanti.
Dalla stessa nota si ricava che le due armi dovessero essere del tipo a guida radar semiattiva, visto la zona di impatto più associabile ad un sistema di guida a radar piuttosto che all'infrarosso.
Questa ipotesi fa presupporre una intenzionalità dell'atto.
Ciò in quanto:
- Il missile a guida radar semiattiva necessita dell'illuminazione del bersaglio da parte del velivolo lanciatore dalla partenza dell'arma sino al suo scoppio.
- In caso di lancio per errore o nel momento in cui il pilota si rendesse conto di aver puntato contro il bersaglio sbagliato basta il semplice spegnimento del radar per evitare l'impatto.
Si deve quindi ipotizzare, nel nostro caso, una intenzionalità di colpire, magari contro un bersaglio sbagliato.Quindi, a parere degli scriventi, si è trattato di un atto di offesa deliberato, compiuto con mezzi militari e pianificato militarmente.
Quanto premesso per indicare l'approccio valutativo che gli scriventi stanno eseguendo sui tracciati radar della THR di Marsala.
Non appare logico, a parere degli scriventi, che un simile evento sia potuto accadere "totalmente" sotto gli occhi della Difesa Aerea senza che vi fosse alcun tipo di reazione.
Se nella vista della difesa aerea fosse apparso un velivolo sconosciuto la reazione avrebbe dovuto essere rapida e puntuale, nel senso che nel giro di pochi secondi la traccia sarebbe stata almeno "inizializzata" e ne sarebbe rimasta testimonianza sui nastri.
Infatti l'interruzione delle registrazioni inizia alcuni minuti dopo la strage, e quale che ne sia stata la causa, non si puo` prescindere dal fatto che "prima" dell'evento, prima cioè di un qualsiasi atto "ostile" una eventuale traccia sarebbe stata avvistata e registrata.
Nel caso del radar Marconi di Ciampino il primo avvistamento della traccia UFO risale alle 18.58.11Z, e, se si fosse trattato di un radar della difesa aerea questa traccia sarebbe stata controllata ed identificata.Ma all'interrogativo del perché la presenza dell'UFO sulla THR di Marsala sia negata si puo` rispondere semplicemente che l'UFO non appare perché non è stato avvistato, o perché non sia stato possibile avvistarlo.
In diverse occasioni si è sostenuto, anche da persone qualificate appartenenti alle nostre FFAA, che mancando dai radar militari la traccia del velivolo aggressore, quindi del lanciatore, non puo` esistere neppure il missile.
Questo approccio al problema stupisce soprattutto se a formularlo è persona esperta di tecnologie militari applicate all'aviazione militare.
Risulta infatti abbondantemente in letteratura che le Forze Aeree di ogni paese spendono una cospicua parte dei Budget messi a disposizione dai contribuenti per Ricerca, Sviluppo e Acquisizione di strumenti da guerra elettronica e non esiste aviazione moderna che ne sia priva.
Tralasciare di valutare, se pur in via ipotetica, che un eventuale aggressore abbia usato dispositivi da guerra elettronica la sera del 27/06/80 rappresenta una lacuna che va` rimossa, tanto più che fra i codici di identificazione NATO ve ne è uno apposito che descrive la situazione di un velivolo nemico che sta compiendo una azione di disturbo o inganno elettronico.
Quindi gli scriventi giudicano opportuno inserire questa tematica nell'insieme dell'indagine, al fine di valutare la possibilità che dall'osservazione dei tracciati emergano evidenze in tal sensoC'è un motivo preciso che spinge gli scriventi a voler indagare su questa via, e si tratta del fatto che l'anomalia registrata circa le caratteristiche di volo della traccia AA450-AJ450 (che sarà in dettaglio trattata in seguito) pone una serie di interrogativi ai quali va` data risposta.
Da molti anni sui media si è letto di varie ipotesi che indicano una manipolazione dei tracciati radar della base radar di Marsala allo scopo di "mascherare" soggetti ed eventi che per qualche motivo si vuole tenere celati.
Chi scrive non ha elementi per avvalorare o smentire queste ipotesi.
Infatti i dati della THR di Marsala ricevuti nell'ambito del supplemento di indagine sono costituiti da file elettronici in formato "testo", per cui non è possibile accertare al di la di ogni dubbio che essi siano esattamente fedeli a quanto, nella sua interezza, è contenuto nel nastro magnetico originario.
Inoltre negli atti è indicato che i dati vengono estratti dai nastri magnetici a mezzo di un programma di riduzione dei dati, e non si è in possesso del "listato" di detto programma.Pergli scriventi possono considerare che la traccia AA450-AJ450 mostra di vivere ad oltre 65.000 piedi, con velocità al suolo poco superiore ai 100 Km in direzione Est, con un vento verso Est superiore ai 200 Km/h.
Per cui questo velivolo, se si dirigesse veramente verso Est, avrebbe volato con velocità all'aria negativa!
Si tratta di un controsenso palese e si immagina che se di manipolazione si trattasse ci si troverebbe di fronte ad un atto di persona che di volo si intende assai poco.
Se ci si permette un paragone esplicativo è come se un falsario producesse una banconota da Undicimila Lire. E` ovvio che troverebbe molte difficoltà nello spaccio, quale che sia la bontà della fattura.
Per cui, immaginando che un eventuale "manipolatore" avrebbe almeno cercato di non creare una traccia con caratteristiche di volo extraterrestri, o comunque potendo avrebbe eliminato quelle evidenze capaci di generare attenzione e dubbi, si è andati a cercare di capire a quale causa quelle caratteristiche "potrebbero" essere dovute.Parlare di guerra elettronica non significa automaticamente pensare a tecnologie sofisticatissime possedute solo da una qualche superpotenza, od utilizzabili per mezzo di grandi e sofisticati velivoli costruiti allo scopo.
Per illustrare come in realtà stanno le cose nel settore si allega la foto, tratta da Rivista Italiana Difesa N. 3 Marzo 1985, di un Mig 21 della difesa aerea egiziana dotato di "pod" per la guerra elettronica.
Si tratta di un caccia intercettore che già nel 1980 poteva considerarsi "vecchio", e le Forze Aeree Egiziane, seppur temibili, non sono certo considerate fra quelle dotate di materiale particolarmente aggiornato e sofisticato.Si tratta quindi di apparecchiature utilizzabili anche da un singolo caccia, ed efficaci soprattutto se l'eventuale avversario non è allertato circa l'esigenza di dover fronteggiare una simile minaccia.
Per cui, trovandosi di fronte a tracce "strane" ed "incomprensibili" si è ritenuto, ove ve ne fossero i presupposti, "di non poter escludere" che ci si trovasse di fronte ad operazioni di guerra elettronica, ed indagare anche in questa ottica.Naturalmente, oltre che ad un esame specifico di quelle tracce "strane" o "incomprensibili" si renderà necessario un esame globale delle registrazioni onde poter ricavare un quadro d'assieme che consenta di evidenziare quali sono gli elementi di interesse anche in relazione alla loro collocazione temporale.
Infatti, nell'ipotesi da noi ammessa, un evento di natura militare che abbia portato all'abbattimento di un aereo civile deve lasciare le tracce di una attività precedente e successiva all'evento stesso, in quanto nell'immediatezza dei fatti difficilmente si puo` escludere che il sistema di difesa aerea non abbia reagito in alcun modo.