Il sottosegretario Giovanardi scrive a stragi80

di | 6 Ottobre 2011

Su richiesta del sottosegretario Carlo Giovanardi pubblichiamo, integralmente e senza commenti, una sua lettera con alcuni chiarimenti rispetto al caso Ustica.
Poiché, a proposito del caso Ustica, vengono spesso citati esiti processuali favorevoli alla tesi dell’esplosione in volo del DC9 Itavia a causa di un missile sparato da altro aviogetto nel corso di una presunta “battaglia aerea”, riporto testualmente passaggi degli atti istruttori e delle sentenze passate in giudicato, emesse, nei diversi gradi di giudizio, dai tribunali penali e dalla Cassazione, in cui si esclude tale ricostruzione o si ipotizza, quale causa della perdita del DC9, l’esplosione di un ordigno collocato a bordo:
Requisitoria p.m. (Salvi, Nebbioso, Roselli): «L’esplosione all’interno dell’aereo, in zona non determinabile, di un ordigno è dunque la causa della perdita del DC9 per la quale sono stati individuati i maggiori elementi di riscontro». (p. 404)
Sentenza di appello: L’esistenza di un velivolo che volava accanto al DC9 ITAVIA era “supportato solo da ipotesi, deduzioni, probabilità e da basse percentuali e mai da una sola certezza.” (Motivazioni, p.68).
«Non è stato raggiunto, cioè, un risultato di ragionevole certezza su un presunto velivolo che avrebbe volato accanto o sotto il DC9 ITAVIA anche successivamente con mezzi di ricerca certamente più completi ed esaurienti di quelli in essere nel 1980 ma sono emerse solo mere probabilità di significato, quindi, dichiaratamente neutro». (Motivazioni p. 68).
«… L’accusa non è altrimenti dimostrabile se non affermando come certo quanto sopra ipotizzato ma non è chi non veda in essa la trama di un libro di spionaggio ma non un argomento degno di una pronuncia giudiziale». (Motivazioni p. 114).
L’estensore delle motivazioni, riferendosi al fatto che l’accusa e le parti civili sostenevano che: «vi sarebbero – il condizionale è d’obbligo – prove di un movimento di aerei militari (…) come hanno dichiarato i testi Bozzo, Diamanti, Colonnelli, Cucchiarelli», ricorda che già «la sentenza di primo grado della Corte di Assise esclude che tali movimenti pur se vi fossero stati, abbiano interessato il volo dell’aereo Itavia per i motivi cui si rimanda e che si condividono pienamente e che si concretano nella circostanza che nessun velivolo, a parte le tracce di due plot del vecchio radar Marconi su cui è stata costruita tutta l’impalcatura dell’accusa, risulta aver attraversato la rotta dell’aereo Itavia, non essendo stata rilevata traccia di essi dai radar militari e civili, le cui registrazioni sono state riportate sui nastri da tutti unanimemente i tecnici ritenuti perfettamente integri». E non basta subito dopo si legge anche : «le dichiarazioni testimoniali, ottenute a distanza di tempo e con riferimenti a volta contraddittori, non possono scardinare questo dato di fatto che è essenziale ai fini del convincimento essendo un dato oggettivo da cui non si può prescindere. A ciò vanno aggiunti i vari accertamenti e comunicati da cui risulta che tutti gli aerei militari italiani erano a terra, che i missili di dotazione italiana erano nei loro depositi, che gli aerei militari alleati non si trovavano nella zona del disastro e che nell’ora e nel luogo del disastro non vi erano velivoli di alcun genere». (Motivazioni p. 115)
« … tutto il resto è fantapolitica o romanzo che potrebbero anche risultare interessanti se non vi fossero coinvolte 81 vittime innocenti». (Motivazioni p. 116).
Cassazione: «Non si è, pertanto, in presenza di una prova incompleta, poiché all’esito di una lunga e complessa istruttoria formale da parte del Giudice Istruttore (durata 19 anni e conclusa con una sentenza-ordinanza di 5468 pagine), seguita da quella dibattimentale con 272 udienze, è stata acquisita una imponente massa di dati, dai quali peraltro non è stato possibile ricavare elementi di prova a conforto della tesi di accusa». (Motivazioni p. 11).
Per la stessa ragione, riporto anche le dichiarazioni rese dal Sen. Cossiga e dall’Amm. Martini in sede di esame testimoniale nel corso del processo sul caso Ustica.
– il 26 febbraio 2002, nell’ambito del Processo a carico dei 4 generale dell’A.M., davanti ai giudici della III Corte di Assise di Roma (pag. 7-8), sotto giuramento, il Sen. Cossiga dichiarò: «PUBBLICO MINISTERO ROSELLI: sì, ma ebbe mai o no modo di sentire prospettare l’ipotesi di un missile? TESTE COSSIGA FRANCESCO: no, anzi la cosa mi meravigliò quando io poi l’appresi dalla stampa, perché conoscevo bene, mi sembra… mi sembra che si chiamasse Rana, che era aiutante di volo di un Sottosegretario alla Difesa di Guadalupi, quando io diventai Sottosegretario… PUBBLICO MINISTERO ROSELLI: sì. TESTE COSSIGA FRANCESCO: e lo conobbi in quella occasione, era molto amico di Formica, che lo nominò ad una carica di un ente civile, adesso non mi ricordo che cosa fosse, e mi meravigliai quando appresi dai giornali la circostanza che aveva pensato, gli aveva detto che era un missile, perché non me ne parlò assolutamente, anche se poi dagli atti io ho visto che Formica, richiesto, che ne parlò, pare, con il Ministro della Difesa, venne chiesto a Rana se avesse avuto… questo l’ho appreso dagli atti, insomma, e quindi non è cosa che avendo appreso… che era stata una cosa che Rana aveva detto come un’ipotesi, non dico fantasiosa, ma come un’ipotesi, ma non per… PUBBLICO MINISTERO ROSELLI: ipotesi, un’ipotesi prospettata, quindi Formica non in gliene parlò mai? TESTE COSSIGA FRANCESCO: no, no, mai!
– il 19 febbraio 2008, in una intervista rilasciata a Sky Tg24, il Sen. Cossiga dichiarò: «Furono i nostri servizi segreti che, quando io ero Presidente della Repubblica, informarono l’allora sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della marina, a lanciare un missile non ad impatto, ma a risonanza».
– il 3 giugno 2009 il Senatore a vita Francesco Cossiga, come riporta un’agenzia di stampa ANSA di quel giorno (ore 16,55) dichiarò: «Non ho mai affermato di sapere che fu l’aereo di una potenza amica ed alleata ad abbattere per errore l’aereo di Itavia nei cieli di Ustica: a me è stato detto dall’allora capo del Sismi, l’ammiraglio Martini».
– il 28 febbraio 2002, sempre nell’ambito del Processo a carico dei 4 generale dell’A.M., davanti ai giudici della III Corte di Assise di Roma, nel corso della sua escussione testimoniale (pag. 22-26), l’ammiraglio Fulvio Martini aveva dichiarato: «Beh, io ho sempre sostenuto, fin dal primo momento, che l’aereo è venuto giù per una esplosione interna nel settore poppiero. Commissione Stragi è una strana organizzazione, nella quale a un certo punto, quando uno fa una affermazione, indipendentemente dal fatto che sia in seduta segreta o in seduta aperta, ma generalmente in seduta segreta, c’è sempre un individuo che si alza e va a raccontare ai Magistrati quello che lui vuole per la sua parte politica. Questa è una grave scorrettezza, però purtroppo succede e succede spesso, potrei fare dei nomi, ma… non mi sembra il caso. Citerò però un esempio che mi sembra emblematico: a un certo punto di una interrogazione nella quale un membro della Commissione Stragi mi chiese: “Quali aerei avrebbero potuto volare nella zona del… – diciamo – di Ustica, in quel momento?”, io risposi che gli unici che avrebbero potuto volare, a parte i nostri che non avevano volato, sarebbero stati i francesi e gli americani, per una questione di controllo aereo. Un signore, di cui potrei fare il nome, ma non mi sembra il caso, si alzò e andò al… nella sala stampa e con una certa improntitudine disse: “L’Ammiraglio Martini ha detto che sono stati o i francesi o gli americani a buttar giù l’aereo”. Ora, io vorrei dire che il giorno dopo i titoli dei giornali erano: “L’Ammiraglio Martini afferma che…” eccetera, e questo non è assolutamente vero, va bene. Ora, in un ambiente di questa fatta, nella Commissione Stragi può succedere di tutto; comunque il discorso è questo: io ho sempre, indipendentemente da illazioni che sono venute fuori successivamente, ho sempre sostenuto che l’aereo di Ustica è venuto giù per una esplosione nel settore poppiero. È venuto giù per una esplosione nel settore poppiero per un semplice motivo: ci sono tre validi motivi per dire che la battaglia aerea è una invenzione di una certa parte politica, va bene, per un semplice motivo, primo: il Mig 23 non era in condizioni di partire dalla Libia e ritornare in Libia; secondo: non aveva la possibilità di essere rifornito in volo; terzo: la Libia non era in condizioni di assicurare il controllo operativo dell’aereo perché, una cosa che tutti dovrebbero sapere, ma che molti fanno finta di non sapere, un aereo da caccia di notte, un Mig 23, è un cieco che vola, non vede assolutamente niente, se non ha un controllo aereo che lo porta da qualche parte lui è un cieco, va bene, quindi per questi tre motivi la battaglia aerea non ci può essere stata. D’altra parte, come molti speravano compreso il sottoscritto, l’aereo, i relitti dell’aereo, è rimasto muto per molti anni, ma non per tutti gli anni; il giorno che è stato ricostruito al 94.6 per cento, evidentemente la battaglia aerea non c’è stata, perché il buco del missile non c’è. Poi noi abbiamo avuto l’abilità di inventare una cosa che ha fatto ridere gli esperti di tutto il mondo inventando la cosiddetta “near collision”; la “near collision” è una di quelle tali bufale per cui quando la pattuglia acrobatica vola sarebbe sempre in condizioni di “near collision” più o meno, quindi non esiste la storia. C’è un altro problema, che non lo sapremo mai chi ha messo la bomba nella parte poppiera, per un altro motivo, che fintanto che si attribuisce il giorno dopo la causa della strage a una certa parte politica, a una certa… a un certo Stato, evidentemente si lasciano raffreddare le piste calde, quindi la pista calda di chi ha messo la bomba a Bologna, se esisteva, col tempo si è raffreddata e non si trova più, su questo non c’è dubbio. A quell’epoca il Capo della Polizia si chiamava Parisi, Parisi ha sostenuto sempre che la bomba era stata messa a Bologna, va bene, parlando con me, eravamo amici, va bene, mi ha sempre detto: “Se qui lasciano raffreddare la pista non troveremo mai niente”».
– l’8 settembre 2010, rispondendo per iscritto, a nome del Governo, all’interrogazione dell’On. Maurizio Turco (n. 4-00022), il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Sen. Giovanardi, ha riferito che: «L’onorevole Amato, all’epoca sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha negato che i vertici del Sismi lo abbiano mai informato circa la presunta responsabilità dei francesi nella strage di Ustica, avendo avuto viceversa dall’ammiraglio Martini una indicazione sulla prevalenza dell’ipotesi che l’aereo fosse precipitato a causa di una bomba. Il dipartimento per l’informazione e la sicurezza, sentita l’agenzia informazioni sicurezza interna ed esterna ha peraltro confermato quanto già illustrato in ordine ad altri atti di sindacato ispettivo e cioè che dai compendi archivistici dell’agenzia non sono emersi riscontri in merito alle asserite comunicazioni rese al senatore Cossiga e all’onorevole Amato in ordine alle responsabilità francesi sul disastro aereo di Ustica».
– il 10 settembre 2011, proprio nella sentenza del processo civile presso il Tribunale di Palermo, il giudice scrive: «Nel presente processo sono state inoltre assunte le testimonianze degli On.le Cossiga e Amato, dalle quali però questo giudice non ritiene di trarre alcun elemento utile alla ricostruzione dei fatti in considerazione: a) della contraddittorietà delle dichiarazioni rese dall’On. Cossiga nel corso del tempo – avendo egli riferito nel presente processo fatti e circostanze (di essere stato informato dal direttore del SISMI, ammiraglio Fulvio Martini, molto tempo dopo il disastro, all’epoca in cui era Presidente della Repubblica, che ad abbattere il DC9 era stato per errore un aereo dell’Aviazione Marina Francese decollato da una portaerei al largo del sud della Corsica) mai riferite prima né innanzi al Giudice Istruttore, né nel suo esame testimoniale reso innanzi alla Corte di Assise all’udienza del 26.02.2002; b) della mancanza di un puntuale riscontro di quanto da lui riferito nel presente processo nella deposizione resa dall’On. Amato (il quale ha escluso di essere mai stato informato di analoghe circostanze tanto in via ufficiale quanto in via ufficiosa, contrariamente a quanto sostenuto da Cossiga, secondo cui l’ammiraglio Martini gli avrebbe riferito di avere fornito la stessa informazione ad Amato); c) del fatto che la fonte ultima dell’informazione – fornita dall’ammiraglio Martini all’On.le Cossiga secondo quanto da quest’ultimo dichiarato nel presente processo – è da ravvisarsi in “informazioni che giravano nell’ambiente dei servizi” – cioè in un elemento di cui non è possibile valutare l’attendibilità». (pp. 10 e 11).

F.to Sen. Carlo Giovanardi
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio

24 pensieri su “Il sottosegretario Giovanardi scrive a stragi80

  1. avio rodriguez

    mi limito a dire solo questo per non dar troppo peso al on. Giovanardi : “Di Ustica non parlo, acqua di un fiume non ancora prosciugato” conte De Marenche, servizi segreti Francesi 1977-1981.
    Intervista rilasciata anni fa al settimanale “panorama”

  2. Fox2

    Ecco la storia che “colorochementonoimpunementesapendodimentire” vorrebbero sentirsi raccontare:

    LA “VERA” STORIA DI USTICA – OVVERO IL FATTO NON SUSSISTE

    NESSUN aereo libico è mai penetrato furtivamente in territorio italiano
    NESSUN aereo libico eseguiva le manutenzioni in Jugoslavia ed in Italia in quel periodo.
    NON è vero che la zona sud del Tirreno era utilizzata per esercitazioni NATO
    NON è vero che l’area del Tirreno era soggetta ad improvvisa comparsa di traffico aereo militare USA
    NON è vero che l’aerovia Ambra 13 era spesso invasa da traffico aereo militare USA tanto da far preoccupare i controllori dei voli civili
    NON è vero che un AWACS o aereo radar, orbitasse in quelle ore a 50 km da Grosseto.
    NON è vero che Naldini e Nutarelli, mentre erano ancora in prossimità dell’aereo civile, abbiano emesso un segnale di allarme alla Difesa Aerea, codice 7300, che in codice NATO significa “emergenza generale confermata”.
    NON è vero che gli operatori di Poggio Ballone abbiano espresso dubbi agli stessi piloti del DC-9 sul traffico limitrofo
    NON è vero che i Tracciati radar di Poggio Ballone siano stati smarriti
    NON è vero che i Tracciati radar di Licola, in posizione perfetta per vedere tutto, siano stati smarriti
    NON è vero che ci fu per ben sei minuti mancata associazione al DC9 del transponder assegnatogli
    NON è vero che i radiofari a sud di Ponza quella sera fossero tutti spenti, come da procedura di Difesa Aerea
    NON è vero che CT-39G Sabreliner, o P3 Orion, pattugliatori marini, o Lockheed C-141 Starlifter,
    quadrireattori da trasporto strategico, americani, siano transitati quel giorno lungo la costa tirrenica.
    NESSUN F-111 dell’USAF, basati a Lakenheath (Suffolk, Gran Bretagna) si stava trasferendo verso l’Egitto, all’aeroporto di Cairo West quel giorno
    NESSUN Operatore di Napoli Grazzanise chiese notizia sorpreso del “Tretz31 proveniente da Lakenheath, improvvisamente deviato ad Aviano” alle 20,31 del 27 Giugno 1980.
    NESSUN ponte aereo, era in atto in quei giorni attraverso l’italia, con lo scopo di stringere una cooperazione sempre più stretta con l’Egitto
    NON è vero che c’erano tracce radar non programmate che transitano ad oltre 600 nodi in prossimità dell’Aereo civile,
    NON è vero che ci sono pluritestimonianze dell’inseguimento tra aerei da caccia sulla costa calabra quella sera
    NESSUN MiG libico cadde in Italia in quei giorni
    NESSUN Medico Legale effettuando l’autopsia del Pilota del MiG disse che, stante l’avanzatissimo stato di decomposizione, la morte risaliva a 20 giorni prima collocandosi in corrispondenza dell’incidente di Ustica.
    NON è vero che ci sono state attività di ricerca in una zona a 20 miglia ad est del punto di caduta, effettuate da velivoli non appartenenti al Soccorso aereo Italiano.
    NESSUNA Intensa e insolita attività di volo fino a tarda sera è testimoniata presso la base aerea di Solenzara, in Corsica, che ospitava vari stormi dell’Armée de l’air francesi
    NON è vero che il Maresciallo Carico, operatore al sito radar di Marsala, ha mai detto ” ehi ma questo ha fatto un salto da canguro! Ora mette la freccia e sorpassa” la sera del 27 Giugno alle ore 20,58 (due minuti prima della catastrofe).
    NON è vero che il diario del sito radar di Marsala ha “una pagina strappata” nel giorno della perdita del DC-9.
    NON è vero che il sergente in servizio quella sera a Marsala NON ha fornito esauriente spiegazione sull’accaduto.
    NESSUNO ha mai parlato di traffico americano quella sera.
    NESSUNO ha mai telefonato all’Ambasciata Americana quella sera per chiedere notizie del traffico aereo militare notato.
    NESSUN ufficiale dell’Aeronautica ha mai detto: “…una delle cose più probabili è la collisione in volo con uno dei loro aerei..”
    NESSUN ufficiale dell’Aeronautica ha mai detto: “…vedono razzola’ diversi aeroplani…”
    NESSUN serbatoio di aereo militare da 300 galloni, prodotto negli Stati Uniti dalla Pastushin Aviation Company di Huntington Beach, Los Angeles, California, è stato trovato sul fondo marino nella zona del disastro e proprio in prossimità del Plot 19, combinazione non assegnato al DC-9 dai periti Radar.
    NON è vero che casco di volo e salvagenti della marina americana siano stati ritrovati in zona.
    NESSUNA portaerei americana con la sua task force era presente nel Golfo di Napoli quella sera.
    NESSUNA pagina del diario di bordo di quella portaerei relativa a quella sera è stata riscritta.
    NESSUNA registrazione radar è stata smarrita o manomessa e pertanto tutte furono tranquillamente consegnate agli inquirenti.

    infine…

    NESSUN aereo civile ITALIANO è mai caduto la sera del 27 giugno 1980 e tutti i passeggeri sono arrivati a destinazione sani e salvi con i loro bambini,

    …che ormai sono diventati grandi e raccontano sempre la storia di quel volo ai loro figli.

    Fox2 (Noi Ricordiamo)

  3. Elisabetta

    Beh devo assolutamente complimentarmi con Fox2 …
    Sei un grande !!!
    Anche mio papà e mia mamma, sono atterrati quella sera e in questi 31 anni hanno avuto la fortuna di crescere i loro figli, diventare anziani e di conoscere i loro nipotini che spesso anche a loro raccontano di quel volo, e ogni anno il 27 giugno incontrano gli altri 79 passeggeri e vanno a mangiarsi tutti insieme una pizza …
    ma tra poco forse si dirà anche che quella sera il volo IH 870 non è mai partito partito da Bologna.
    Malgrado tutto sei riuscito a farmi sorridere 🙂

  4. Fox2

    Elisabetta,

    leggevo le tue lettere 30 anni fa quando eri una ragazza affranta dal dolore di aver perso i tuoi genitori in una notte, di non poter più parlare con loro, di non potere abbandonarti ancora nel loro affetto e nella loro protezione.
    Ero giovane anch’io e la tua e le altre storie, di Giuliana, di Roberto e di tutti gli altri, mi hanno profondamente colpito e mi ha ferito, nel corso degli anni, l’atteggiamento di una parte dello Stato che, non solo non ha fatto la necessaria e dovuta chiarezza sulla Tragedia, ma addirittura ha ostacolato il lavoro di decine di onesti Funzionari che hanno cercato in tutti i modi di ricostruire gli avvenimenti, infischiandosene, nel nome di una “Oscura Ragion di Stato”, di quelli che sono i Veri Proprietari della Repubblica, cioè i suoi Cittadini.
    Non sono riuscito a sopportare, neanche con il passare degli anni, chi parla a vanvera senza competenza o tanto peggio in malafede su questa Tragedia, perchè fare disinformazione su questa vicenda (sia per dolo che per incompetenza) vuol dire allontanare la eventuale possibilità di arrivare alla verità e quindi di rendere giustizia ad 81 vittime innocenti, alle loro famiglie ed ai cittadini italiani, che, come il sottoscritto, sono stufi di vedersi prendere in giro da un branco di boiardi di Stato, che si sono impadroniti della nostra Nazione ed, anzichè servirla, si comportano da Padroni…

    Provo sempre un grande imbarazzo quando incontro le persone che hanno sofferto per questa vicenda, un pò perchè perchè posso contrapporre solo la mia indignazione all’immenso dolore di chi è rimasto direttamente coinvolto.
    Pertanto debbo superare un certo disagio per limitarmi a dissertare tecnicamente su un evento che ha strappato il cuore ad altri.

    D’altronde, solo insistendo attraverso serie e continue analisi tecniche possiamo sperare di dare un senso compiuto a questo dramma, la cui soluzione non lenirà mai e comunque il dolore di chi resta, ma che forse potrà finalmente donare la giustizia e la pace alle anime che non sono più con noi…

    Con immenso rispetto per i vostri lutti ed il vostro dolore… assicurandoti che

    Noi ricordiamo…

    Fox2

  5. stragi80.it

    Alcune domande per il sottosegretario Giovanardi:

    1. Un ingegnere ambientale (specializzato in idraulica), che afferma in tv di essere un esperto di aeronautica, e due suoi consulenti, intercettati mentre riferiscono agli indagati informazioni coperte dal segreto, sarebbero i cosiddetti periti di fama internazionale?

    2. Per quanto riguarda l’Avvocatura, è a conoscenza di quanto la stessa le ha scritto in merito alla questione del depliant del museo di Bologna? (La lettera è qui: http://www.stragi80.it/allegati/avv221210.pdf)

    3. Se ad abbattere il Dc9 fu una bomba, perché una cinquantina di militari (finora mai processati) si adoperarono per far sparire registri, tracciati (come a Marsala e Licola), elenchi del personale in servizio ed evitarono in ogni modo di rispondere alle domande degli inquirenti (già nei giorni successivi all’incidente)?

    4. Per quale motivo i controllori di Ciampino, mezzora dopo la scomparsa dell’Itavia, tentano di mettersi urgentemente in contatto con l’Ambasciata americana? (L’audio della telefonata è qui: http://www.stragi80.it/audio/mp3/ciampino_tel.mp3)

    5. Perché la Francia, rispondendo alle rogatorie, disse che la base di Solenzara aveva chiuso alle 17, quando un testimone oculare, il generale Nicolò Bozzo, afferma di aver visto decollare dei Mirage dopo le ore 20 e anche oltre?

    6. La Cassazione chi ha assolto nel 2007? Vediamo:

    – Primo grado: si concludeva con l’assoluzione degli imputati per intervenuta prescrizione, con modifica del Capo di Imputazione dal 1° comma dell’art.289 (impedimento) al 2° comma dello stesso articolo (turbamento).

    – Appello: rigetta le istanze di riapertura del Dibattimento e conclude con una formula assolutoria ex art.523 c.p.c. (“per insufficienza di prove”).

    – Legge salva generali: In data 24/02/2006 il Parlamento con la legge n. 85, modifica l’art.289 del C.p. aggiungendo la condizione di “atti di violenza” al reato, condonando di fatto i Generali imputati.

    – Ricorso: in data 10.05.2006, la Procura Generale di Roma proponeva ricorso in Cassazione richiedendo, in luogo dell’assoluzione per insufficienza di prove emessa dal Consesso di Assise di Appello, la dichiarazione assolutoria perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

    – Cassazione: in data 10/01/2007 la 1^ Sezione della Cassazione rigettava il ricorso della Procura Generale e confermava la sentenza assolutoria d’Appello (nei confronti di Bartolucci e Ferri).

    7. Prima del processo cosa è accaduto e quanti erano gli indagati? Vediamo:

    – Di oltre 60 indagati solo nove 9 finiscono sotto processo (Ecco l’epigrafe: http://www.stragi80.it/documenti/gi/epigrafe.pdf), perché una cinquantina di ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica vengono assolti prima, da Priore, per intervenuta prescrizione o altre cause estintive del reato. Va da sé nessuno li ha definitivamente assolti, si sono semplicemente salvati. Poi nel corso del dibattimento (1 dicembre 2000) la Corte d’Assise dichiara la nullità dell’attività istruttoria compiuta anche nei procedimenti per il reato di falsa testimonianza contestato agli imputati Pugliese, Alloro, Masci, Notarnicola e Bomprezzi (sono militari dell’Ami e dei Servizi). Il processo va avanti solo per: Tascio, Bartolucci, Ferri e Melillo. Quindi, alla fine, di 60 indagati solo Tascio, Bartolucci, Ferri e Melillo sono stati assolti (è sopra abbiamo scritto come), e gli altri?

    1. jack

      tratto da IH870 il volo spezzato riassume la versione di molti dei miltari sopracitati:

      “La versione degli imputati”

      Riepiloghiamo la versione dei fatti fornita dagli imputati : la sera del 27 giugno 1980 l’allora colonnello Arpino oppure gli uomini del Cop chiamano il generale Bartolucci il quale ordina una verifica sugli aerei italiani. Arpino chiama il colonnello Giangrande e dispone il suddetto accertamento. I due ufficiali si sentono più di tre volte fino a notte fonda, ma gli esiti della verifica non vengono comunicati al capo di Stato Maggiore. Durante la notte, il maresciallo Berardi, sottufficiale di turno al Cop, apprende della possibile presenza di aerei americani vicino al DC9 ma non riferisce nulla al suo superiore che gli siede accanto.
      La mattina successiva l’allora colonnello Arpino non incontra, come fa ogni mattina, l’ufficiale smontante al Cop. Si limita solo a leggere il brogliaccio e nonostante esso sia assolutamente privo di notizie e non contenga l’annotazione della verifica effettuata, non chiede spiegazioni né relazioni suppletive. Non incontra come accade quotidianamente il generale Melillo e neppure il generale Bartolucci con cui era stato in contatto la sera prima. Si imbatte, invece, nel generale Ferri ma non gli riferisce quanto accaduto durante la notte. Il generale Melillo ha un breve colloquio col colonnello Giangrande, ufficiale di turno al Cop, il quale, però, gli dice che non ci sono novità. Il generale Bartolucci, capo assoluto dell’Aeronautica militare, dopo aver chiesto la sera prima di sapere se fossero coinvolti nell’incidente velivoli militari italiani – un’operazione che richiede solo pochi minuti – arriva in ufficio senza ancora avere avuto una risposta. E’ costretto, pertanto, a chiedere una seconda verifica. Durante il briefing mattutino, al quale non partecipa il sottufficiale di turno al Cop perché impegnato a tornare a Capua, non vi è alcun significativo scambio di informazioni. Il terzo Roc e cioè il sito radar di Martina Franca, che durante la notte ha effettuato una verifica all’italiana (due telefonate) dall’esito negativo circa la presenza di aerei Usa, non comunica tale risultato allo Stato Maggiore, che, pertanto, è costretto autonomamente a contattare le forze alleate.
      A Ciampino, nel frattempo, nonostante sia in servizio personale competente, si trascorre la notte aspettando che il colonnello Russo, il cui sonno è sacro, si svegli naturalmente. Quando questi, con tutta calma e tranquillità, raggiunge l’ufficio, gli viene ordinato d’impegnarsi per scoprire, attraverso i tracciati radar, dove sia finito il DC9. Lo scopo è portare, dopo 12 ore di bagnomaria, soccorso ai passeggeri. Prima ancora che gli venga impartito tale compito, però, l’aereo è stato già rinvenuto ma nessuno glielo dice. E così il colonnello Russo, isolato nella sua stanzetta come il giapponese nella giungla e affiancato dal povero capitano Martino sveglio dalla sera precedente, s’impegna e fa le cose per bene. Non va a cercare, come pure potrebbe, gli ultimi segnali inviati dal DC9. Impiegherebbe solo pochi minuti. Parte invece da Bologna e plot dopo plot ripercorre tutto il tracciato dell’aereo precipitato. Impiega alcune ore. Non è ancora soddisfatto. La scala della cartina da lui realizzata è troppo ridotta. Ne fa un’altra più ampia. Passano altre ore. In tutto saranno 12 ma in questo lasso di tempo nessuno gli comunica che l’aereo è stato rinvenuto dalle 7 di mattina e che, pertanto, il suo lavoro è inutile allo scopo. Neppure gli uomini del soccorso, i quali teoricamente avrebbero bisogno della sua opera per indirizzare gli elicotteri, lo contattano. L’unico che va a trovarlo nella sua stanzetta e lo sprona a terminare è il colonnello Guidi capo dell’intero sito di Ciampino. Sfortunatamente anche a lui nessuno ha detto nulla del ritrovamento del DC9. Peccato perché a quell’ora lo sanno tutti non solo all’interno dell’Aeronautica militare ma anche all’esterno. La televisione ha già mostrato i primi cadaveri.
      Il generale Fazzino, amico del generale Melillo e Bartolucci quotidianamente in visita allo Stato Maggiore, improvvisamente interrompe ogni contatto e sceglie la strada dell’isolamento e dell’ascesi. Anche il generale Mangani tenta codesta soluzione ma viene “fulminato sulla via del giudice Priore” dalle telefonate con la sua voce registrata. Almeno lui sapeva e ha riferito tutto.

      La versione degli accadimenti offerta dagli imputati e dai loro amici e colleghi sembra uscita di un racconto di Pirandello o dalla sceneggiatura di un film di Totò. E’ una commedia degli equivoci, fatta di fraintendimenti, mancati colloqui e comunicazioni. Ognuno agisce per conto suo, senza coordinamento e raziocinio, senza logica e intelligenza. Si va dal DC9 atterrato sulla portaerei, alla collisione con una montagna in mezzo al mare, dalla telefonata all’ambasciata Usa per fare uno scherzo, alla ricerca del punto di caduta dell’aereo 10 ore dopo il suo ritrovamento. Improvvisamente spariscono profeti, scompaiono colleghi, non si compilano registri, non si riconoscono le proprie voci.
      Purtroppo non si stava girando una fiction : era la realtà, una realtà di morte.”

    2. Marco

      Chiedo all’amministratore, mi scusi ma dell’impianto del Giudice priore cosa è arrivato intatto ai tre gradi di giudizio finale? Voglio dire Lei ricostruisce che la maggior parte degli indagati è stata preliminarmente esclusa per prescrizione… ma chi le dice che sarebbero stati condannati?

      1. Fox2

        Beh i reati ci sono stati, i responsabili perfettamente individuati, se non fosse passato troppo tempo, secondo voi come finiva? Con una pacca sulla spalla?…

        Fox2 (Noi Ricordiamo)

      2. stragi80.it

        Signor Marco, le consiglio di ripercorrere, con un po’ di attenzione, le prime fasi dell’istruttoria. Valuti lei gli atteggiamenti di moltissimi militari, in particolare quelli in servizio a Licola e Marsala. Atteggiamenti ben fotografati nel post di Jack, “La versione degli imputati”. I tanti non so, non ricordo, non c’ero o non ero io, oppure, peggio ancora, non posso rispondere… Che bisogno c’era? E chi le dice che sarebbero stati assolti?

  6. Daniele

    Sig.Marco, che il comportamento dei militari assolti per prescrizione avrebbe comportato una responsabilità lo dice la Sentenza civile. La legga con attenzione; in essa si ripercorrono tutti i fatti e si delineano tutte le responsabilità. E’ uno scorcio disarmante di quanto ignobili possano essere stati gli atti e le omissioni dell’A.M.. Non credo vi sia da aggiungere altro.

  7. cristiano

    Il problema resta sempre lo stesso, per questa come per altre stragi:
    1) Sappiamo con certa approssimazione – questo sito e’ un buon punto di riferimento informativo per addentrarsi in ulteriori ricerche – come TECNICAMENTE si sono svolte le cose
    2) Immaginiamo – ed in parte abbiamo dei riscontri -chi siano stati gli ATTORI diretti ed indiretti
    3) Constatiamo ad opera di chi sia stata fatta informazione (a tutti i livelli: dalle consulenzs, testimonianze, scendendo agli articoli accademici o di giornale) nelle diverse direzioni, e IPOTIZZIAMO il perche’.
    …. la nostra sola speranza, come ho visto e’ stato gia’ scritto, sta nelle PROVE AD ALTA TECNOLOGIA. Non possiamo sperare nelle testimonianze o in improbabili archivi segreti, ne’ tantomeno in veline o cose simili. Se non altro per avere la certezza su come si sono svolti i fatti salvo poi non poter individuare i responsabili (vedi il caso “Mattei”). Non abbiamo gli strumenti per ricostruire le varie dinamiche nascoste che hanon avuto luogo nel o in relazione al nostro paese in quegli anni (e parlo i eventi ed accordi NON eclatanti) e che stanno alla base delle stragi.

    Siamo purtroppo poi circondati da una iperfetazioni di fonti informative che, in piu’ o meno buona fede, creano teorie le piu’ diverse, facendo spesso ingenuamente il gioco di chi vuole coprire la verita’ finche’ questa possa avere una rilevanza a livello strategico…
    Complimenti per il sito stragi80.

    1. cristiano

      …aggiungo che, come da voi riportato in apertura del sito, anche per il sottoscritto vale il disclaimer per cui nulla di quello che scrivo rispecchia mie opinioni personali.

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