Rassegna stampa cronologica dal 1992 al 1996

 

1992

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 13 gen - Alcune delle situazioni rilevate dai centri radar dell' Aeronautica che la sera del 27 giugno del 1980 seguiva il volo del Dc9 dell' Itavia precipitato poi a Ustica saranno domani e dopodomani al centro di interrogatori decisi dal giudice Rosario Priore. Per domani il magistrato ha convocato negli uffici di Piazza Adriana il maresciallo Antonio Trombetta, che al tempo dei fatti era in servizio nel centro dell' Aeronautica di Ciampino e per mercoledì altri due sottufficiali, Antonio di Micco e Tomaso Acampora. Questi ultimi, che nell' inchiesta sono imputati di violazione di pubblica custodia di cose e soppressione di atti veri erano invece in servizio presso il "22 Cram" di Licola. I tre sottufficiali saranno anche messi a confronto. L'attività istruttoria (il magistrato ha convocato anche una decina di testimoni) riguardera, tra l'altro, 'le dichiarazioni del maresciallo Trombetta, al quale il dottor Priore ha inviato tempo fa una comunicazione giudiziaria ipotizzando i reati di favoreggiamento e falsa testimonianza. Il sottufficiale , come è risultato dalle registrazioni fatte la sera della tragedia dalle apparecchiature del centro radar di Martina Franca, parlando con i suoi colleghi, segnalò che secondo quanto appariva sul radar di Ciampino, si vedevano aerei alzarsi ed abbassarsi sul mare. Ciò ha fatto ipotizzare la presenza nella zona di Ustica di una portaerei. Frattanto, in margine all' inchiesta, i magistrati impegnati nelle indagini respingono la considerazione fatta oggi,nell'ambito dell' intervista pubblicata dal quotidiano " La Stampa ", dal numero due libico Abdelsselam Jalloud, a proposito dei contatti italo- libici sulla vicenda di Ustica. In particolare, Jallud ha affermato, tra l'altro" che nessun giudice italiano si è degnato di venire in Libia" dopochè in Italia era venuto,per parlare con il dottor Priore il magistrato Kadiki della Suprema Corte " per proporre di collazionare i nostri ed i vostri atti". Ma i magistrati italiani replicano facendo presente che da tempo ci sono tre richieste di rogatoria internazionale per poter svolgere attività istruttoria in Libia. Con una di queste Priore ha fatto istanza di poter essere presente all' eventuale attività istruttoria per poter porre personalmente le domande. Si concluderanno domani gli interrogatori disposti dal giudice istruttore Rosario Priore nell' ambito dell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica. Oggi, insieme con numerosi testimoni, il magistrato ha ascoltato Antonio Trombetta, che la sera del 1980 era in servizio a Ciampino con l' incarico di comandante del centro di soccorso aereo. Convocato per le prime ore del pomeriggio, Antonio Trombetta, che nell' autunno scorso ricevette dal giudice Priore una comunicazione giudiziaria, ha dovuto attendere sino a sera prima di essere interrogato dal magistrato alla presenza del pubblico ministero e degli avvocati della difesa e della parte civile. La deposizione è andata avanti per diverso tempo, ma per il momento nulla si è saputo delle risposte date al magistrato. La voce di Trombetta compare sui nastri registrati dalle apparecchiature del centro dell' Aeronautica di Martina Franca la notte del 27 giugno del 1980. Tutti questi nastri sono stati tradotti e sulla base del contenuto il magistrato ha potuto ampliare il quadro delle vicenda. Nella giornata di domani, insime con altri testimoni, saranno interrogati i sottufficiali Antonio di Micco e Tomaso Acampora, entrambi imputati, che erano in servizio nel centro radar di Licola. (ANSA)

USTICA: DOMANI AUDIZIONI MINISTRO ROGNONI E GIUDICE BUCARELLI

ROMA, 14 GEN - La Commissione parlamentare sulle stragi ed il terrorismo riprende domani le audizioni riguardanti l' inchiesta di Ustica. In mattinata a San Macuto saranno ascoltati il ministro della difesa, Virginio Rognoni, e il giudice Vittorio Bucarelli che fu responsabile dell' indagine sul Dc 9 dell' Itavia dal 1 gennaio dell' '84 al 23 luglio 1990. In particolare l' audizione del ministro Rognoni riguarda le decisioni amministrative da prendere, eventualmente, alla luce degli accertamenti fatti dalla magistratura e dalla Commissione stragi sulla vicenda di Ustica. Il giudice Bucarelli il quale, come il ministro, sara' ascoltato in audizione libera e non in sede di testimonianza formale, dovrebbe essere ascoltato sugli accertamenti giudiziari e sui riscontri fatti dalla magistratura all' epoca. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE PER GENERALI AERONAUTICA

ROMA, 15 GEN - Nove comunicazioni giudiziarie per la vicenda di Ustica sono state decise dal giudice Priore nei confronti di altrettanti generali dell' Aeronautica militare italiana. La notizia e' stata data stamani, in commissione stragi, dal ministro della Difesa Virginio Rognoni che e' stato ascoltato in proposito. Il ministro ha specificato che tra i generali su cui il giudice ha aperto formalmente un' indagine vi sono ''il gen. Bartolucci, il gen. Tascio, il gen. Melillo e il gen. Ferri. L' ufficio di Priore - ha detto Rognoni - sta procedendo a loro carico; sta indagando per reati di rilevante gravita'''. Il reato ipotizzato nelle nove comunicazioni giudiziarie (l' istruttoria si svolge con il vecchio rito) e' quello di attentato contro l' attivita' del Governo. Lo si e' appreso in ambienti di Palazzo di giustizia. L' accusa ipotizzata dal giudice priore che oggi e' impegnato in lunghi interrogatori e' prevista dall' Art.289 del codice penale che porta il titolo ''attentato contro gli organi costituzionali e contro le assemblee regionali''. Il reato e' punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti di un piu' grave delitto. Ne risponde chi commetta un fatto diretto a impedire in tutto o in parte, anche temporaneamente le prerogative e le attribuzioni conferite all' organo dalla legge. L' articolo prevede che la pena e' della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e' diretto soltanto a turbare l' esercizio delle attribuzioni o prerogative dell' organo. In commissione stragi e' stato lo stesso ministro della Difesa a chiedere di rinviare la prevista audizione ''visto il quadro nuovo che si e' determinato e per procedere ad una valutazione collegiale nel governo prima di tornare in commissione a riferire il giudizio su questo atto giudiziario''. Quindi anche la prevista audizione del giudice Vittorio Bucarelli e' stata rinviata a data da destinarsi, probabilmente tra una settimana. Delle comunicazioni giudiziarie, che ancora vivono per i procedimenti condotti con il vecchio rito, e' stata data ieri notizia dal giudice Priore al presidente del Consiglio che ha subito avvertito il ministro della Difesa. Sulla natura dei reati il ministro Rognoni non ha fatto ulteriori dichiarazioni nel lasciare la sede della commissione. I parlamentari hanno comunque confermato ai giornalisti che le ipotesi di reato sono gravi. Il presidente della commissione stragi Libero Gualtieri ha detto: ''Apprendiamo questa notizia con un certo rammarico per le istituzioni in cui crediamo. L' allora capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Porta, ci aveva detto in audizione che quando la magistratura avesse preso decisioni in questo senso anche la Difesa avrebbe preso misure conseguenti''. Il presidente della commissione stragi ha aggiunto che, in attesa di avere ulteriori chiarimenti sulla nuova svolta dell' inchiesta giudiziaria, e' stato deciso di aggiornare la seduta ''per dar modo al governo di valutare il tutto, dato che non e' cosa di poco conto''. ''Negli ultimi tempi - ha poi detto Gualtieri -, insieme alla magistratura, abbiamo fatto cose che se fossero state fatte all' inizio ci avrebbero portati assai piu' vicini alla verita'. Dopo undici anni la verita' e' difficile''. L' indipendente di sinistra Sergio De Julio afferma che quella di oggi ''non e' stata una sorpresa''. ''Anzi - ha detto - era una cosa ovvia per chi ha lavorato su questa vicenda. La sorpresa semmai nasce dal fatto che l' attendevamo da troppo tempo. Nessuna esaltazione pero' perche' e' vero che questi personaggi sono tutti soggetti a sanzione, ma che questo possa determinare l' accertamento della verita' sulla strage e' comunque una cosa tutta da accertare e successiva''. Un commento anche del sen. Francesco Macis (Pds): ''Sono imputazioni che riguardano le responsabilita' dei militari mentre le indagini non mi pare che vadano avanti per accertare la causa della strage. E' questo un altro elemento di amarezza: siamo ancora al livello di responsabilita' successive al fatto''. Sono tredici e non nove come si era appreso in un primo momento, le comunicazioni giudiziarie fatte notificare dal giudice Priore agli ufficiali dell' Aeronautica e ad altre persone delle quali, per il momento, non si conosce la qualifica. Sono oltre ai generali Zeno Tascio, Corrado Melillo, Franco Ferri e Lamberto Bartolucci, il gen. Franco Pisano e Federico Benincasa Mannucci, Ernesto Basile De Angelis, Giorgio Russo, Domenico Zauri, Gianluca Muzzarelli, Giovanni Cavatorta, Adriano Piccioni e Claudio Coltelli. I reati ipotizzati sono l' attentato all' attivita' del governo con l' aggravante del reato previsto dall' art. 77 del Codice penale militare di pace (alto tradimento), nonche', il tutto in relazione all' accusa di strage ipotizzata contro ignoti nell' inchiesta, la falsa testimonianza. Secondo quanto si e' appreso, i provvedimenti sarebbero stati firmati dal giudice Priore alla fine del dicembre scorso dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti, dove, insieme con il Pm Giovanni Salvi e il maggiore dei carabinieri Marcantonio Bianchini, aveva compiuto accertamenti presso le autorita' di quel paese. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; MINISTRO ROGNONI

ROMA, 15 GEN - Il ministero della Difesa ha diffuso la seguente dichiarazione del ministro Virginio Rognoni: ''Era doveroso che io dessi alla commissione Gualtieri, notizia pervenuta formalmente alla presidenza del consiglio, circa la comunicazione giudiziaria inviata ad alcuni alti ufficiali dell' Aeronautica per la vicenda di Ustica da parte dell' ufficio istruzioni di Roma. Io ho fiducia nella Magistratura, e nella tempestivita' e serenita' dei suoi accertamenti come ho fiducia che il principio di non colpevolezza, che deve accompagnare tutto il corso del processo fino alla sentenza definitiva, sia vissuto da tutti con adesione convinta e senso di reponsabilita' ''. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; I GENERALI INDIZIATI

ROMA, 15 GEN -La maggior parte dei generali indiziati per la tragedia di Ustica hanno lasciato il servizio attivo. Il generale Lamberto Bartolucci, attualmente in pensione, all'epoca della tragedia di Ustica , era capo di stato maggiore dell'aeronautica. Il generale Franco Pisano , anche egli in pensione, e' stato piu' volte ascoltato dalla commissione difesa in qualita'di Capo di stato maggiore dell'aeronautica (carica che ha ricoperto fino all'aprile del '90). Il generale Zeno Tascio all'epoca del disastro era, con il grado di colonnello, responsabile del secondo reparto aeronautica, il Sios, servizio informazioni operative segrete: attualmente e' capo dell'ispettorato logistico dell'aeronautica. Il generale Corrado Melillo, ex capo del terzo reparto dello stato maggiore dell'aeronautica, e' in pensione. Era stato nominato nell'ottobre dell'85 sottocapo di stato maggiore della difesa. Il generale Franco Ferri gia' sottocapo di stato maggiore dell'Aeronautica al momento del fatto, e' in pensione. Anche i generali Domenico Zauli e Giovanni Cavatorta sono attualmente in pensione. Degli altri militari sottoposti ad accertamenti giudiziari all'epoca dei fatti risultavano: Claudi Coltelli, colonnello dell'Aeronautica; Adriano Piccioni e Giorgio Russo avevano il grado di Tenente colonnello; Federico Benincasa Mannucci, capo dell'Ufficio Sismi di Firenze. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; LE TESI DELL'AERONAUTICA

ROMA, 15 GEN - I vertici dell'Aeronautica Militare susseguitisi negli anni, hanno sempre escluso, con dichiarazioni e testimonianze ufficiali, qualsiasi coinvolgimento della Forza armata nella sciagura di Ustica ed in particolare hanno sempre respinto le accuse di ''colpevoli silenzi'' o di aver manipolato prove importanti per il prosieguo delle indagini: ''la serenita' dell'aeronautica militare e' turbata da offese e umiliazioni'', disse nel 1988, nel corso di una manifestazione ufficiale, il generale Franco Pisano all'epoca capo di stato maggiore. Un anno dopo, il 12 ottobre 1989, fu ascoltato per 13 ore dalla commissione stragi e riconvocato dopo due settimane, poiche' - secondo quanto rese noto la stessa commissione - erano state riscontrate ''numerose contraddizioni della sua testimonianza''. In particolare: la mancata consultazione del Sios aeronautica (il servizio interno operativo segreto), in fase di stesura della relazione che portava la firma del generale; il mancato riferimento, durante la testimoneanza, ad un documento di 71 cartelle elaborato dall'aeronautica e pubblicato da un quotidiano sotto forma di contro-perizia; la richiesta avanzata a suo tempo dall'aeronautica a ''Civilavia'' (e non all'Itav, l'ente allora operante nel settore) dei dati complessivi del traffico aereo non militare relativi alla zona del tirreno nella sera del 27 giugno 1980. Lo stesso gen. Stelio Nardini, attuale capo di stato maggiore, ha piu' volte parlato di ''amarezza'' per gli attacchi contro la forza armata: ''Ci sono i dati utili per l'accertamento della verita' - disse in un incontro con i giornalisti lo scorso anno - . Il paese ha avuto gli strumenti per giungere a questa verita'''. Nardini ha inviato a piu' riprese materiale alla commissione bicamerale d'inchiesta ricevendone pubblico riconoscimento. Altri momenti nell'indagine parlamentare sono state le testimonianze rese dal generale Zeno Tascio, responsabile del Sios all'epoca dei fatti e attuale comandante della regione aerea di Roma; Tascio (che e' stato ascoltato tre volte) diresse inoltre il gruppo di lavoro che stese la prima ''relazione Pisano'' sulla tragedia. In tutte le audizioni l'ex responsabile del Sios ha sempre parlato degli aspetti tecnici dei servizi interni dell'aeronautica mentre in numerosi atti acquisiti successivamente dalla commissione, sarebbero emersi anche rapporti tra questi servizi e il Sismi nell'ambito delle indagini sulla tragedia di Ustica. Pure le testimonianze, nell'89, fatte dall'ex capo di stato maggiore dell'aeronautica, gen. Lamberto Bartolucci, furono valutate diversamente anche se al termine dell'audizione un comunicato della commisione parlo' ''di utili elementi acquisiti''. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; COMMENTI IN PARLAMENTO

ROMA, 15 GEN - Le tredici comunicazioni giudiziarie che chiamano in causa generali dell' Aeronautica e alti ufficiali per la vicenda di Ustica (ci sono anche due ex capi di Stato Maggiore dell' arma azzurra: Bartolucci e Pisano) sono commentate in Parlamento da Dc e Msi-Dn. Il capogruppo democristiano in commissione stragi, sen.Lucio Toth, definisce la decisione del giudice Rosaro Priore ''atto necessario, allo stato delle indagini, per la stessa garanzia costituzionale dei diritti della difesa dei destinatari del provvedimento''. Per Toth l' indagine giudiziaria entra ora in una fase cruciale che esige da parte della commissione ''un responsabile atteggiamento di non interferenza nell' attivita' dei magistrati anche perche' i gravissimi addebiti contestati vanno al di la' delle omissioni e delle 'lacune' che la nostra inchiesta aveva accertato. I reati addebitati implicano infatti - dice tra l' altro - un dolo specifico di ledere interessi vitali del Paese''. Gli onorevoli Giulio Maceratini e Antonio Rastrelli (Msi-Dn), componenti della commissione stragi, invitano ad ''astenersi da qualunque valutazione o anticipazione di giudizio''. ''Esprimiamo in ogni caso - dicono - la nostra piena solidarieta' all' arma aeronautica e ribadiamo che qualunque cosa possa essere accaduta a Ustica e dopo Ustica, in prima linea vi sono, e gravissime, le responsabilita' degli organi politici''. Gianni Cervetti, responsabile del governo ombra Pds-Sinistra indipendente per i problemi della difesa sottolinea che le 13 comunicazioni giudiziarie ''fanno emergere ipotesi di responsabilita' gravi nell'a ccertamento dei fatti per la strage di Ustica''. Secondo Cervetti vi sono ora due questioni importanti: ''Quella di un coerente sviluppo delle indagini per giungere rapidamente alla verita' '', e quella dei rapporti ''intercorsi tra i poteri dello stato chiamati in causa e le responsabilita' politiche che con essi si sono intrecciati''. Cesare Salvi, anch' egli ministro nel governo ombra, afferma che ''in ogni caso la responsabiita' penale e' personale e quindi non se ne puo' certo far carico al corpo dell' Aeronautica militare italiana in quanto tale''. Anche Salvi pone l' accento sulle ''responsabilita' politiche che vanno accertate dalla commissione stragi''. Salvi ricorda anche i tentativi di ''bloccare le indagini; fino alla minaccia del presidente della Repubblica di non consentire la proroga dei termini per le indagini''. Raffaele Costa (Pli), presidente della commissione Difesa di Montecitorio, dice che le comunicazioni rappresentano ''una garanzia e non una accusa che potra' quindi formularsi solo al termine dell' inchiesta preliminare''. ''Non occorrono polveroni che qualche interessato, al di fuori della magistratura, potrebbe essere indotto a sollevare''. Il presidente della commissione Difesa ha parlato anche del rischio che le polemiche possano ''coinvolgere, sopratutto in periodo elettorale, tutte le forze armate''. La ''Sinistra giovanile'' ha diffuso un comunicato del coordinatore nazionale, Nicola Zingaretti, che ricorda l' opposizione espressa alcune settimane fa all' iniziativa dello stato maggiore aeronautica di diffondere nelle scuole un ''diario azzurro'', date le ''omissioni contenute''. ‘'Proponiamo al direttore della Rai Pasquarelli, di mandare in onda nei prossimi giorni, in prima serata, il film 'Muro di gomma' molto piu' obiettivo e portatore di informazioni di tante trasmissioni Rai dell' ultimo periodo''. (ANSA)

USTICA:COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE , PARTE CIVILE

ROMA, 15 gen - I provvedimenti del giudice Priore hanno provocato un intervento degli avvocati dei famigliari delle 81 vittime della tragedia. '' Le comunicazioni giudiziarie inviate dal giudice Priore ai vertici dell' Aeronautica militare e ad esponenti dei servizi costituiscono - sottolineano i penalisti- l' esito coerente di un' ampia attivita' istruttoria che ha progressivamente smascherato manipolazioni e depistaggi che hanno connotato, fin dall' origine, la vicenda della strage di Ustica''. '' Come da sempre abbiamo affermato - rilevano i patroni di parte civile - non si e' trattato, dunque, di occasionali episodi di scarsa efficienza e, al piu', di individuali menzogne, ma di un organico disegno criminale diretto a nascondere inconfessabili responsabilita' della strage. Prendiamo atto, con grande soddisfazione, che l' invio delle nuove comunicazioni giudiziarie imprime una svolta decisiva in una indagine ultradecennale pesantemente segnata, in precedenza, da inammissibili ritardi e sconcertanti inerzie investigative''. Gli avvocati che hanno firmato la dichiarazione hanno aggiunto che si costituiranno parte civile anche nei confronti dei nuovi indiziati '' a sostegno delle ragioni dei famigliari delle vittime, auspicando che il governo voglia immeditamente intervenire nel processo copntro chi e' accusato di gravissime infedelta' costituzionali''.(ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; ASSOCIAZIONE FAMILIARI

BOLOGNA, 15 GEN - ''Le comunicazioni giudiziarie da parte del giudice istruttore Priore a generali ed alti ufficiali dell' Aeronautica confermano ancora una volta quello che da molto tempo andiamo sostenendo: sui cieli di Ustica si e' svolto un episodio di guerra aerea che ha spezzato la vita a 81 innocenti e che si e' fatto di tutto da parte di settori dello Stato per nascondere questa tragica verita'''. Lo ha affermato, in una nota, Daria Bonfietti, presidente dell' associazione parenti vittime della strage di Ustica. ''Certamente e' motivo di soddisfazione cominciare a vedere un giudice che con il suo impegno imbocca la via dell' accertamento delle responsabilita' - prosegue la nota - ma non si puo' dimenticare che troppi a tutti i livelli hanno accettato anni e anni di silenzi, di indugi, di omissioni. Soprattutto all' Aeronautica militare ed ai Ministri della Difesa avevamo chiesto comportamenti diversi ma gli attuali vertici dell' Aeronautica, che evidentemente non hanno responsabilita' dirette nei fatti di 12 anni fa - ha aggiunto Bonfietti - hanno preferito fino ad ora tenere un comportamento ottusamente corporativo e chiuso alla evidenza dei fatti non capendo che la migliore difesa della onorabilita' dell' Arma sarebbe stato un comportamento pronto alla piu' completa collaborazione per il raggiungimento della verita'''. ''Ho anche chiesto - ha proseguito Daria Bonfietti - ai vari ministri della Difesa di non rimanere indifferenti spettatori della vicenda ma di compiere atti concreti che indicassero la loro volonta' perche' dagli apparati militari venisse un fattivo impegno per la verita' invece della colpevole non collaborazione. Come risposta - ha aggiunto la presidente dell' associazione familiari - quando non ho ottenuto fastidio ho avuto soltanto formali attestati di solidarieta' che non si sono mai tramutati in atti concreti. La clamorosa svolta delle indagini spero che induca finalmente il Ministero della difesa e il Governo nel suo insieme a mettere in essere azioni significative e concrete e dunque anche a costituirsi come parte civile nel procedimento affiancando i parenti che soli stanno da anni impegnandosi per la verita'''. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; AERONAUTICA MILITARE

ROMA, 15 GEN - L'Aeronautica Militare ''e' vicina e solidale'' con i suoi uomini chiamati in causa dall'inchiesta sulla tragedia di Ustica. E' quanto si afferma in un comunicato, reso noto stasera dallo stato maggiore aeronautica, in cui si rileva che ''la notizia di ulteriori e diretti coinvolgimenti nella vicenda giudiziaria di Ustica di proprio personale, tra cui gli stessi vertici della Forza Armata del 1980, e' causa di profonda sofferenza, ma non scalfisce in alcun modo la fiducia che l'Aeronautica militare ha sempre riposto e manifestato nei confronti degli organi preposti all'accertamento della verita', nella convinzione che le cause dell'incidente aereo del DC.9 Itavia saranno individuate''. L'aeronautica militare - si legge ancora nel comunicato - , in quanto istituzione dello stato, non accedera' a polemiche, ne' tantomeno rispondera' ad attacchi da qualsiasi parte provengano, nella serena consapevolezza che, in uno stato di diritto, l'operato della magistratura si estrinseca in atti emessi per rispettare i diritti della difesa e con le garanzie costituzionalmente previste per ogni cittadino. A questi uomini l'Aeronautica e' vicina e solidale''. La disponibilita' del relitto - continua il comunicato dello Stato Maggiore - , ''portato alla luce solo dopo sette anni in due distinti cicli di recuperi sotto la supervisione dell'autorita' giudiziaria, rafforza la convinzione che la magistratura possa presto pervenire all'accertamento dei fatti relativi alla causa del disastro e all'individuazione di eventuali responsabilita', sulla base delle regole di un 'giusto processo secondo diritto' in accordo alle modalita' previste dall'ordinamento giuridico''. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; COMMENTI IN PARLAMENTO

ROMA, 16 GEN - Nuovi commenti in Parlamento alla decisione del giudice Priore di inviare 13 comunicazioni giudiziarie a generali e alti ufficiali dell' Aeronautica militare, chiamati in causa nell' inchiesta sulla strage di Ustica. Antonio Patuelli, vice segretario del Pli, invita la magistratura a ''non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno'', evitando contestualmente di ''coinvolgere e confondere indistintamente nell' inchiesta tutta l'Aeronautica e tutte le forze armate''. I liberali, dice ancora Patuelli, ''sollecitano tutte le istituzioni e tutti i responsabili di apparati dello Stato a fornire alla magistratura, anche spontaneamente, ogni informazione e notizia che fosse in loro possesso sul disastro di Ustica''. Il gruppo parlamentare dei Verdi, in una interrogazione (primo firmatario il capogruppo alla Camera Massimo Scalia), chiede al presidente del Consiglio, Andreotti, di dare alla magistratura ''la necessaria collaborazione nell' accertamento della verita' sulla strage''. I Verdi chiedono anche ad Andreotti di rimuovere dagli incarichi che attualmente ricoprono gli ufficiali inquisiti per attentato contro gli organi costituzionali. ''Appare inverosimile - dice Scalia in una dichiarazione - che 13 alti ufficiali compiano atti del genere senza copertura politica''. ''Le forze armate italiane non meritano certo linciaggi indiscriminati '' e occorre augurarsi ''che le ipotesi di gravissimi reati sui quali il magistrato indaga possano presto risolversi in qualcosa di certo''. Lo scrive oggi ''La Voce repubblicana'', a proposito delle comunicazioni giudiziarie per il disastro aereo di Ustica, affermando che occorre una certa cautela ''in un paese che tradizionalmente non destina alla condizione militare e ai suoi difficili doveri la considerazione che caratterizza invece molti altri paesi''. ''Ma e' altrettanto vero - prosegue la ''Voce'' - se non piu' vero che la targedia di Ustica ha bisogno di verita' anche scomode, dopo anni di nulla''. Il giornale del Pri conclude dicendo che al presidente della commissione parlamentare Stragi, il repubblicano Libero Gualtieri, ''vanno riconosciuti meriti oggettivi nell'aver ricercato con ostinazione di far luce''. ''Il governo dovrebbe costituirsi parte civile contro se stesso'', ha dichiarato Falco Accame, ex presidente della commissione Difesa della Camera. Accame sostiene che ''e' del governo la responsabilita' principale degli enormi ritardi nella ricerca della verita' su Ustica''. La magistratura, a giudizio dell'ex-parlamentare, ''dovrebbe spiegare perche' gli interrogatori del personale dei centri radar non furono fatti immediatamente dopo il fatto ma ad anni di distanza''. (ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 15 gen - Negli uffici giudiziari di Piazza Adriana il giudice Priore ha continuato oggi gli interrogatori di testimoni e imputati della vicenda di Ustica, cominciati ieri con una deposizione di rilievo, quella del sottufficiale dell'Aeronautica Antonio Trombetta, che la sera del 27 giugno del 1980 era capo del servizio di soccorso aereo presso il centro dell'Aviazione di Ciampino. L'interrogatorio di Trombetta si è riferito, soprattutto ad alcune conversazioni telefoniche, registrate dalle apparecchiature delle diverse postazioni radar dell' Aeronautica che seguivano il volo del Dc9 dell' Itavia. Da queste, in sostanza, traspare la presenza di aerei americani nella zona del disastro. Secondo quanto si è appreso oggi, il sottufficiale, al quale nel novembre scorso il giudice Priore ha inviato una comunuicazione giudiziaria, avrebbe in sostanza confermato il contenuto delle conversazioni nelle quali compare anche la sua voce, ricordando, tra l'altro, che quella sera il capo controllo del centro di Ciampino era Porfilio Massari. Sarebbe stato lui a prendere contatti con l'Ambasciata americana, parlando delle circostanze rivelate dagli schermi radar. L' interrogatorio di Trombetta avrebbe raggiunto momenti di tensione. Poi il sottufficiale avrebbe ammesso alcune circostanze, precisando anche alcune delle circostanze rivelate dalle registrazioni. Gli interrogatori di oggi, dopo l'audizione avvenuta stamane, di diversi testimoni, sono quelli dei due sottufficiali del centro radar di Licola, Antonio di Micco e Tommaso Acampora. È anche previsto un confronto con Trombetta, a meno che le loro dichiarazioni non vengano ritenute dal magistrato sufficienti per verificare alcuni fatti. Frattanto sono state depositate le trascrizioni di altri nastri magnetici contenenti le registrazioni delle conversazioni avvenute tra il centro di Ciampino e le altre postazioni radar dell' Aeronautica dislocate in varie zone d' Italia e, tra l'altro, a Marsala, Palermo, Siracusa. Alcuni dei colloqui ( i documenti depositati riempiono oltre duecento pagine) confermano ulteriormente la presenza di aerei americani nella zona e la richiesta di contatti con l' Ambasciata statunitense. (ANSA)

USTICA: LA VICENDA

ROMA,15 gen - L' inchiesta sul disastro cominciò non appena si ebbe la certezza che il velivolo Dc9 dell'Itavia, scomparso dai radar dei centri di controllo dell' aviazione militare dislocati in vari punti strategici della penisola alle ore (reali) 20,59'45", era precipitato in mare. Anche se il punto di caduta è più vicino geograficamente a Ponza che all'isola siciliana, sin dal primo momento si parlò di " tragedia di Ustica" ed il primo ad occuparsi della vicenda fu il magistrato di Marsala. Mentre si raccoglievano i primi dati necessari per le indagini, mezzi aerei e navali cominciarono a perlustrare il tratto di mare antistante l'isola e nelle prime ore della mattina del 28 giugno si cominciarono a recuperare corpi e rottami. Le indagini furono successivamente trasferite a Roma ed affidate al sostituto procuratore della repubblica Giorgio Santacroce, che dispose anche perizie ed accertamenti sui nastri sequestrati nei centro radar dell' Aeronautica e sulle vittime. Già sin dai primi momenti la causa del disastro fu attribuita all' impatto del velivolo con un missile anche se per diverso tempo questa circostanza venne tenuta in sottordine. Cedimento strutturale ed esplosione di una bomba a bordo furono le altre ipotesi avanzate sulle cause del disastro. Mentre procedevano per loro conto le varie inchieste amministrative, il pm Giorgio Santacroce, che aveva raccolto diversi elementi contrastanti circa l'attribuzione delle responsabilità, decise nel dicembre del 1983 di formalizzare l' inchiesta, che venne affidata al giudice Vittorio Bucarelli. Fu lui a disporre lo svolgimento di perizie su una parte del velivolo recuperata dal fondo del mare dalla società francese " Ifremer". Dall' indagine tecnica emerse la tesi che era stato un missile ad abbattere il velivolo, tesi che espressa all' unanimità in un primo tempo dalla "Commissione Blasi" fu successivamente abbandonata, proprio dallo stesso ingegner Blasi, che preferì l'ipotesi dell' esplosione di una bomba collocata a bordo. Sempre caratterizzata da accese polemiche riguardanti soprattutto la responsabilità del disastro ed i depistaggi attribuiti all'Aeronautica per non far venire a galla la verità,l' inchiesta giunse nel giugno del 1990 ad una svolta clamorosa: il giudice Bucarelli, che aveva nel frattempo incriminato 21 avieri, rinunciò all'incarico e la direzione dell' inchiesta passòal suo collega Rosario Priore. Questi, in un anno e mezzo, ha praticamente "rivisitato" tutta l'indagine, facendo inoltre ripescare dal fondo del mare quasi l'intero velivolo e la " scatola nera". (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; COL. BENINCASA

ROMA, 16 GEN - Il colonnello dei carabinieri Federigo Mannucci Benincasa, in relazione alle comunicazioni giudiziarie sul "caso Ustica" fatte notificare dal giudice Priore, ha reso noto di apprendere "con profonda indignazione" l' inclusione del suo nominativo nelle notizie di stampa "per i reati di alto tradimento e di attentato all' attività di governo". Benincasa definisce "tali notizie false e gravemente lesive del mio onore di uomo e di ufficiale dell' arma dei carabinieri" e precisa che la comunicazione giudiziaria emessa ieri nei suoi confronti "attiene a pretesi dubbi sull'autenticità di documenti sui quali ho già chiesto di fornire al giudice al più presto decisivi chiarimenti". (ANSA)

USTICA: LE COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE

ROMA, 16 gen - Notizie più dettagliate si sono apprese, negli ambienti giudiziari, sulla posizione dei tredici ufficiali ai quali il giudice Priore, che indaga sulla tragedia del DC.9 dell'Itavia, ha fatto notificare le comunicazioni giudiziarie . Di loro, nove hanno ricevuto la comunicazione giudiziaria con la specificazione delle imputazioni che il magistrato ha inteso loro attribuire. Gli altri quattro, invece, sono semplicemente "indiziati di reato" e nel provvedimento loro notificato vengono indicati solo i titoli di reato ipotizzati. La posizione più grave, dal punto di vista processuale, è quella assunta dai generali Lamberto Bartolucci (attentato contro l' attività del governo aggravata dall'ipotesi di alto tradimento prevista dall' articolo 77 del codice penale militare di pace), Franco Ferri (stesse imputazioni),Corrado Melillo (stesse imputazioni oltre a quelle di falso materiale, abuso d'ufficio e favoreggiamento personale) e Zeno Tascio ( stesse accuse e abuso d' ufficio, nonchè comunicazione giudiziaria per soppressione di documenti, violazione di pubblica custodia di cose, falso e soppressione di atti veri). La comunicazione giudiziaria con la specificazione del capo di imputazione è stata notificata anche a Franco Pisano, Giovanni Cavatorta, Domenico Zauli e Gianluca Muzzarelli per le ipotesi di reato di falso (due episodi) e abuso d' ufficio, e a Giorgio Russo per falso e abuso d'ufficio Semplicemente indiziati Ernesto Basile de Angelis (violazione della pubblica custodia di cose e falso), Federico Mannucci Benincasa (falso in relazione ad episodi in cui si ipotizzano i reati di violazione della pubblica custodia di cose), Adriano piccioni e Claudio Coltelli (per entrambi falsa testimonianza). (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 16 gen - Mentre è ancora viva l' eco suscitata dall' invio di tredici comunicazioni giudiziarie da parte del giudice Rosario Priore a generali ed alti ufficiali, che vengono cosìimprovvisamente coinvolti nell' inchiesta giudiziaria sulla strage di Ustica, il magistrato si accince a disporre altre attività istruttorie. Queste prevedono, tra l'altro, la convocazione negli uffici di piazza Adriana dei nuovi indiziati, che potrebbero essere chiamati entro il mese per essere interrogati sui fatti che hanno determinato l' emissione dei provvedimenti a loro carico, nonchè l'avvio di nuove indagini tecniche. Per quanto riguarda queste ultime il giudice Priore ha già fissato per domani mattina, nell' aeroporto di Pratica di Mare dove vengono custodite le parti del Dc9 ripescato nel mare di Ustica, una riunione alla quale parteciperanno sia i componenti della commissione internazionale che svolge gli accertamenti per incarico del magistrato, sia i consulenti di parte. Priore, inoltre, ha convocato anche tre nuovi periti ai quali ha affidato recentemente nuove indagini tecniche. Sono un medico legale, un chimico ed un esperto in frattografia. Le nuove perizie sono di natura balistica-eplosivistica, chimica e metallografica ed il giudice le ha affidate agli esperti dando loro 60 giorni di tempo per presentare le relazioni. L' indagine di natura chimica dovrà stabilire " la natura delle sostanze di aspetto nerastro" trovate su reperti ossei che sono state ripescati dagli esperti che operano a bordo della nave " Valiant Service", ingaggiata dal giudice Priore per procedere al recupero dal fondo del mare di Ustica di tutto quanto è di pertinenza del Dc9 precipitato il 27 giugno del 1980. L' indagine tecnica dovrà anche stabilire se le tracce in questione possano essere state determinate da una esplosione. La seconda perizia di natura balistico-esplosivistica ha un diretto riferimento all' ipotesi che a determinare il disastro possa essere stato un missile aria-aria dotato di "testa di guerra" del tipo "continous road" su aeromobile civile pressurizzato. La relazione dovrà anche riferire "se e con quali modalità residui incombusti di esplosivo di una testata di guerra possano essere stati portati all' interno di un velivolo dall' onda esplosiva o da frammenti della testata o del corpo del missile". Infine, per quanto riguarda la perizia metallografica e frattografica, i periti dovranno stabilire qual è stata la causa che ha determinato fratture e deformazioni sulle parti del velivolo dell' Itavia, riferendosi, comunque all' esito di altri accertamenti tecnici già acquisiti all' inchiesta. Il giudice Priore, che nei giorni scorsi aveva ricevuto dai periti dattilografici i documenti contenenti la trascrizione delle conversazioni registrate la sera del 27 giugno del 1980 dalle apparecchiature delle varie postazioni radar dell' Aeronautica, dal momento in cui il Dc9 dell' Itavia scomparve dagli schermi degli apparecchi di osservazione, ha ora a sua disposizione la trascrizione di un'altra bobina che è stata già depositata. Contiene, tra l'altro una conversazione avvenuta tra un ufficiale addetto alla torre di controllo di Ciampino e l' ambasciata americana. Della persona che fa la telefonata non si conosce il nome. Dal testo trascritto emerge che già alle 22.39 nella torre di controllo si sta fa l' ipotesi di una collisione in volo del Dc9 con un velivolo americano. Dopo aver fatto il numero dell' ambasciata statunitense e in attesa della risposta, l'ufficiale della torre di controllo parla con qualcuno che gli sta accanto. "Chiamo l' ambasciata - dice -. Secondo me una delle cose più probabili è una collisione in volo con uno dei loro aerei". Poi arriva la risposta e l' ufficiale chiede di poter parlare con l' ufficio che ha come numero telefonico interno il "550". Nessuno però risponde e l' uomo della torre di controllo parla con l' addetto dell'ambasciata che si trova al centralino. " Abbiamo avuto un problema...-dice l' ufficiale della torre di controllo- con un aereo... dovremmo parlare con qualcuno...vede, se l' aereo è caduto ci sarebbero 81 persone morte. Quindi penso sia abbastanza importante chiamare qualcuno". Il centralinista dell' Ambasciata chiede ancora di attendere, ma la risposta non arriva. L' ufficiale resta in attesa e nel sottofondo si sente che parla ancora con la persona che gli sta accanto la quale chiede: "... c' era una esercitazione?... americana?..." nessuno risponde, poi qualcuno dice, mentre il 550 rimane muto, che "forse è il caso di chiedere a Sigonella". Frattanto, sercondo quanto si è appreso oggi, non è escluso un intervento della magistratura militare nei confronti dei tredici ufficiali coinvolti nell' inchiesta del giudice Priore. Per il momento la Procura militare non ha preso iniziative poichè attende ancora di conoscere quali sono le accuse che il magistrato ordinario ipotizza nelle comunicazioni giudiziarie. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 17 gen - Nell' hangar dell' aeroporto militare di Pratica di Mare, dove vengono custoditi le parti del Dc9 dell' Itavia precipitato nel mare di Ustica il 27 giugno del 1980 e recuperati ad una profondità di 3.500 metri, il giudice Rosario Priore ha tenuto oggi la prevista riunione con tutti i periti di ufficio ed i consulenti di parte. L' incontro è stato deciso per programmare la prossima attività istruttoria collegata allo svolgimento delle indagini tecniche, in corso ormai da tempo, per cercare di capire quali siano state le cause della tragedia e per avviare le nuove tre perizie disposte per acquisire altri elementi di giudizio. In particolare, queste ultime sono state decise alla fine dello scorso mese di dicembre, proprio quando il giudice Priore, accogliendo le richieste del pubblico ministero Giovanni Salvi, decideva di emettere le comunicazioni giudiziarie nei confronti dei tredici ufficiali sospettati, in sostanza, di aver steso un velo di omertà sulla vicenda accaduta dodici anni fa. L' incontro di oggi è praticamente servito, alle presenza dei consulenti delle parti che compaiono nell' inchiesta, per stabilire su quali reperti si dovranno svolgere i nuovi accertamenti che sono di tre tipi: chimico, balistico-esplosivistico e metallografico. L' indagine balistico-esplosivistica è stata affidata a due esperti tedeschi, i dottori Martin Ehrenfried Ibisch e Peter Kolla del "Kriminaltechnisches Institut" del Bundeskriminalamt di Wiesbaden. Dovranno, in sostanza, illustrare i meccanismi e le dinamiche delle esplosioni in generale, ed ,in particolare, gli effetti di un eventuale impatto del Dc9 dell' Itavia con un missile aria- aria, descrivendo qualsiasi possibile effetto. La perizia chimica, che dovrà accertare la natura di sostanze di aspetto nerastro che compaiono su reperti ossei ripescati nel mare di Ustica, sarà svolta dai professori Annunziata Lopez, Rosario Nicoletti e Giorgio Graziani. Sono tutti docenti dell' Università " La Sapienza" di Roma. La prima fa parte dell' Istituto di medicina legale, il secondo è del Dipartimento di Chimica, il terzo del dipartimento Scienze della Terra. Infine la perizia metallografica è stata affidata al professor Sergio Reale, del dipartimento di Meccanica e Tecnologia industriale dell' Università di Firenze. È stato chiamato ad integrare un collegio già nominato il 7 dicembre dello scorso anno e che su incarico di Priore dovrà, tra l'altro stabilire quali sollecitazioni hanno prodotto le fratture riscontrabili sulle parti del Dc9 ripescate dai fondali marini. (ANSA)

USTICA: AMBASCIATA AMERICANA SU PRESENZA PORTAEREI

ROMA, 17 GEN - L' ambasciata americana, in relazione a notizie sulla presunta presenza di una seconda portaerei nel Tirreno la sera della strage di Ustica, il 27 giugno 1980, ha precisato attraverso il suo portavoce: ''L' ambasciata esclude nel modo piu' assoluto la presenza di una portaerei americana nel mar Tirreno o nella zona di Ustica. Ribadisce che, dopo accurati accertamenti, l' unica portaerei americana nel Tirreno era la 'Saratoga', in rada a Napoli''. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; COCER AERONAUTICA MILITARE

ROMA, 17 GEN - Il comitato di rappresentanza (cocer) dell'aereonautica militare ha inviato alla stampa un comunicato nel quale, ''rinnova la sua solidarieta' ai parenti delle vittime'' della strage di Ustica, ed esprime fiducia nell'opera dell'autorita' inquirente e della commissione parlamentare sulle stragi affinche' - si legge - ''sia fatta piena luce sulle responsabilita' politico-militari''. Il Cocer dell'arma azzurra, ''dopo i provvedimenti decisi dal giudice Priore nei confronti di alti gradi dell'AM nelle quali si ravvisano talune gravi responsabilita' intende salvaguardare - si legge ancora nel documento - la dignita' morale e professionale del personale dell'aviazione militare, la cui immagine va tutelata e non e' sotto accusa, che opera quotidianamente in difesa delle libere istituzioni''.(ANSA)

USTICA: INTERVISTA GEN. VIVIANI AL ''TGA''

MILANO, 17 GEN - L' eventuale responsabilita' dell' Aeronautica Militare in merito alla strage di Ustica, secondo l'ex comandante del controspionaggio militare, gen. Ambrogio Viviani, se esiste ''ricade esclusivamente sul capo di Stato Maggiore''. E' quanto Viviani ha affermato al ''TGA'', il telegiornale di ''Rete A'', in un'intervista che sara' trasmessa stasera alle 19 e di cui l'emittente televisiva ha fornito un'anticipazione. ''Rete a'' sostiene che il gen. Viviani, interpellato dal ''TGA'' sulla strage di Ustica, ha dichiarato: ''La responsabilita' ricade esclusivamente sul capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, il quale o non aveva uomini e mezzi per garantire l'efficienza della forza armata e quindi doveva chiederli, oppure aveva i mezzi necessari e quindi risponde unicamente lui della loro efficienza''. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 17 gen - Nell' hangar dell' aeroporto militare di Pratica di Mare, dove vengono custoditi le parti del Dc9 dell' Itavia precipitato nel mare di Ustica il 27 giugno del 1980 e recuperati ad una profondita' di 3.500 metri, il giudice Rosario Priore ha tenuto oggi la prevista riunione con tutti i periti di ufficio ed i consulenti di parte. L' incontro e' stato deciso per programmare la prossima attivita' istruttoria collegata allo svolgimento delle indagini tecniche, in corso ormai da tempo, per cercare di capire quali siano state le cause della tragedia e per avviare le nuove tre perizie disposte per acquisire altri elementi di giudizio. In particolare, queste ultime sono state decise alla fine dello scorso mese di dicembre, proprio quando il giudice Priore, accogliendo le richieste del pubblico ministero Giovanni Salvi, decideva di emettere le comunicazioni giudiziarie nei confronti dei tredici ufficiali sospettati, in sostanza, di aver steso un velo di omerta' sulla vicenda accaduta dodici anni fa. L' incontro di oggi e' praticamente servito, alle presenza dei consulenti delle parti che compaiono nell' inchiesta, per stabilire su quali reperti si dovranno svolgere i nuovi accertamenti che sono di tre tipi: chimico, balistico-esplosivistico e metallografico. L' indagine balistico- esplosivistica e' stata affidata a due esperti tedeschi, i dottori Martin Ehrenfried Ibisch e Peter Kolla del ''Kriminaltechnisches Institut'' del Bundeskriminalamt di Wiesbaden. Dovranno, in sostanza, illustrare i meccanismi e le dinamiche delle esplosioni in generale, ed ,in particolare, gli effetti di un eventuale impatto del Dc9 dell' Itavia con un missile aria- aria, descrivendo qualsiasi possibile effetto. La perizia chimica, che dovra' accertare la natura di sostanze di aspetto nerastro che compaiono su reperti ossei ripescati nel mare di Ustica, sara' svolta dai professori Annunziata Lopez, Rosario Nicoletti e Giorgio Graziani. Sono tutti docenti dell' Universita' '' La Sapienza'' di Roma. La prima fa parte dell' Istituto di medicina legale, il secondo e' del Dipartimento di Chimica, il terzo del dipartimento Scienze della Terra. Infine la perizia metallografica e' stata affidata al professor Sergio Reale, del dipartimento di Meccanica e Tecnologia industriale dell' Universita' di Firenze. E' stato chiamato ad integrare un collegio gia' nominato il 7 dicembre dello scorso anno e che su incarico di Priore dovra', tra l' altro stabilire quali sollecitazioni hanno prodotto le fratture riscontrabili sulle parti del Dc9 ripescate dai fondali marini.(ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; PRESIDENTE COCER AERONAUTICA

ROMA, 18 GEN - Il presidente del Cocer dell' aeronautica militare, colonnello Marcello Chiaretti, in merito ai contenuti del comunicato, relativo al ''caso Ustica'', pubblicato oggi dalla stampa e attribuito alla stessa rappresentanza dell'aeronautica, afferma - in una nota – che ''tali notizie risultano essere invece una chiara manipolazione di una delibera interna, intesa a salvaguardare la dignita' di tutto il personale dell'aviazione militare dagli attacchi indiscriminati di cui la forza armata e' fatto oggetto''. Chiaretti afferma quindi che ''quanto pubblicato non puo' in alcun modo intendersi quale voce ufficiale dell'organo della rappresentanza dell'Aeronautica militare''.(ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 18 GEN - È in fase di stesura il calendario degli interrogatori dei 13 tra generali ed alti ufficiali ai quali il giudice istruttore Rosario Priore ha fatto notificare altrettante comunicazioni giudiziare in relazione al disastro di Ustica. Secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari, sarebbe stata confermata per i primi giorni di febbraio la partenza per gli Stati Uniti dei magistrati titolari dell'inchiesta. In quel paese vi erano già stati, per l'espletamento di alcuni importanti atti istruttori, nello scorso dicembre, pochi giorni prima che venisserro emessi i provvedimenti giudiziari nei confronti di 13 persone. Intanto è stata smentita dagli inquirenti l'ipotesi circolata secondo la quale l'abbattimento del Dc9 dell' Itavia sarebbe stato provocato da un missile sparato da un caccia francese nell'intento di colpire un Mig 21 libico che, per sfuggire all'aggressore, si era collocato nella scia del Dc9. In particolare uno degli inquirenti ha sottolineato che si tratta di un tentativo di ipotizzare le possibili cause che la sera del 27 giugno 1980 provocarono la morte di 81 passeggeri. (ANSA)

USTICA: SEQUESTRATA BOBINA SPECIALE GR1

ROMA, 18 GEN - Agenti dell'Ucigos hanno sequestrato, nel pomeriggio nella redazione del Gr1, su disposizione del procuratore aggiunto della repubblica di Roma Michele Coiro, la bobina dello speciale trasmesso alle ore 8.00 di oggi sulla vicenda Ustica nel corso del quale sono stati resi noti alcuni passi delle richieste formulate dal pubblico ministero per l'emissione delle 13 comunicazioni giudiziarie a carico di altrettanti alti ufficiali dell' aeronautica. Secondo quanto riferito dallo stesso Gr1, nel documento firmato dal giudice Coiro, si motiva il sequestro con la "pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e la violazione della pubblica custodia di cose o alternativamente concorso in rivelazione di segreto d' ufficio in relazione alla pubblicazione di brani di requisitorie del pm". Nel corso della perquisizione gli agenti dell' Ucigos hanno sequestrato i fogli di tutto il notiziario letto alle 8 nonchè due bozze di notizie non lette trovate in un cestino. Durante lo speciale, secondo un comunicato diffuso nella tarda mattinata alla stampa dal Gr1, sono state fra l'altro lette le motivazioni che hanno determinato l' emissione dei provvedimenti giudiziari. Il servizio del Gr1 ha citato in i motivi addotti in 21 pagine dal pm per la richiesta dei provvedimenti giudiziari nei confronti degli alti ufficiali. In particolare per il generale Corrado Melillo, all' epoca dei fatti capo del terzo reparto dello stato maggiore dell'aeronautica, nel testo diffuso del Gr1 si parla di responsabilità per aver, "al fine di favorire quanti avevano omesso di riferire alle autorità politiche e giudiziarie, che nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1980 era stata avviata la ricerca di forze aeronavali statunitensi che si presumevano coinvolte nel disastro e che a tale scopo sin dalla sera stessa erano state interessate le autorità statunitensi". Per quanto concerne il generale Zeno Tascio, il Gr1 ha affermato che il pm lo ritiene responsabile in quanto "dopo avere omesso di riferire alle autorità politiche e giudiziarie le informazioni concernenti la ricerca di mezzi aeronavali statunitensi a partire dal 27 giugno 1980 e l' ipotesi di una esplosione coinvolgente il velivolo, abusando del proprio ufficio e al fine di impedire che potessero emergere, a qualsiasi titolo, eventuali responsabilità commissive o omissive dell'aeronautica, forniva al magistrato un'informativa nella quale non si faceva cenno a tale attività ". Secondo la testata giornalistica, nel documento di accusa del Pm si afferma che "da un complesso di elementi risulta che l' occultamento delle informazioni concernenti da un lato la presenza di un intenso traffico militare statunitense, e dall' altro, le valutazioni immediatamente effettuate sia negli ambienti tecnici dell'aeronautica militare italiana che dagli specialisti stranieri, circa le possibilità del disastro, fu oggetto di una decisione centrale e ad alto livello". Secondo il Gr1, nelle conclusioni del pm è scritto che i generali al vertice dell' aeronautica militare nel 1980, Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, rispettivamente capo di stato maggiore e sottocapo, "dopo aver omesso di riferire alle autorità le informazioni concernenti la possibile presenza di traffico militare statunitense, la ricerca di mezzi aeronavali statunitensi a partire dal 27 giugno 1980, l' ipotesi di una esplosione coinvolgente il velivolo e i risultati dell' analisi dei tracciati radar di Fiumicino-Ciampino, abusando del proprio ufficio, fornivano alle autorità politiche informazioni errate , tra l'altro escludendo il possibile coinvolgimento di altri aerei ed affermando che non era stato possibile esaminare i dati del radar Fiumicino-Ciampino perchè in possesso esclusivo della magistratura, anche tramite la predisposizione di informative scritte, in Roma in epoca successiva e prossima al 27 giugno 1980". La nota del Gr1 si sofferma anche sulla posizione del generale Franco Pisano, con riferimento alla sua relazione richiesta dall' allora ministro della Difesa Valerio Zanone. In particolare nel testo è scritto che il generale ed i suoi collaboratori Giovanni Cavatorta, Domenico Zauli e Gianluca Muzzarelli devono essere considerati responsabili perchè: "in concorso tra loro (al fine di favorire quanti avevano omesso di riferire sia alle autorità politiche che giudiziarie e quanti avevano consumato i delitti di attentato contro gli organi costituzionali di abuso di ufficio e di falsità per soppressione e d' altro) abusando della loro funzione, redigevano una relazione alla quale allegavano atti nei quali si attestava falsamente il compimento di attività mai compiute, mentre omettevano di allegare atti rilevanti". In merito alla presunta sparizione di alcuni atti, nel servizio si fa riferimento a quelli riguardanti la "telefonata relativa alla presenza" di Marco Affatigato (che secondo un' ipotesi dei primi giorni poteva essere a bordo dell'aereo ed essere l' obiettivo di un attentato) "a bordo del Dc9 e quelle successive di smentita". La notizia del sequestro della bobina è stata data dal Gr1 nell' edizione delle 17 dopo la lettura di una "smentita" del responsabile della squadriglia francese nel Mediterraneo nel 1980, Pierre Lacoste, circa il coinvolgimento di un aereo francese nel disastro. In serata gli agenti dell' Ucigos sono tornati nella sede del Gr1 e hanno consegnato alla redattrice di turno un mandato di perquisizione per la stanza del direttore. I funzionari, visto che la stanza era chiusa a chiave, hanno dovuto attendere l' arrivo di un custode che è stato rintracciato fuori Roma. Gli uomini dell' Ucigos si sono poi soffermati a lungo nell'ufficio di Livio Zanetti, oggi fuori città. Intanto, sempre dal del Gr1, si è appreso che nella tarda mattinata di oggi sono state perquisite le abitazioni di Duccio Guida e Iva Testa, i due giornalisti autori dello speciale del Gr1 su Ustica. (ANSA)

USTICA: NESSUN COMMENTO DA PARTE FRANCESE

PARIGI, 18 GEN - Il ministero della difesa francese non ha voluto commentare oggi le affermazioni di stampa italiana che chiamano in causa un caccia dell' aviazione francese nella vicenda del dc9 dell' itavia abbattuto nel cielo di ustica. ''l' inchiesta e' in corso e non abbiamo commenti da fare'', hanno risposto fonti del ministero interpellate sulla vicenda, ricordando peraltro che la pista francese era gia' stata evocata in passato. in particolare - a sostegno dell' ipotesi di un coinvolgimento francese - si era accusata l' ifremer (istituto di ricerche per lo sfruttamento del mare, a cui era stato affidato nel 1987-88 il recupero del relitto del dc9) di avere volutamente evitato di riportare in superfice alcuni elementi dell' aereo per nascondere le prove di queste responsabilita'. l' ifremer ha sempre respinto categoricamente le accuse. (ANSA)

USTICA: DOPO PERQUISIZIONE REDAZIONE GR1

ROMA, 19 GEN - Nulla e' stato sequestrato – secondo quanto si e' appreso dal Gr1 - nella stanza del direttore della testata giornalistica, Livio Zanetti, nel corso della seconda perquisizione eseguita ieri sera dagli agenti dell'Ucigos, su mandato del sostituto procuratore aggiunto della Repubblica, Michele Coiro. Gli agenti si sono trattenuti a lungo nell'ufficio di Zanetti, che era fuori citta', alla ricerca del documento di 21 pagine nelle quali sono contenuti i motivi addotti dal pm per la richiesta dei 13 provvedimenti giudiziari nei confronti degli alti ufficiali dell'aeronautica. Gli uomini dell'Ucigos ritorneranno, pero', domani nello studio di Zanetti per controllare un armadio e due cassetti della scrivania che erano chiusi a chiave e ai quali hanno apposto i sigilli. Non e' stato sequestrato nulla anche nell' abitazione di uno dei due giornalsiti del GR1, Iva Testa, autori dello ''speciale'' che ieri ha dato notizia del contenuto del documento della procura della Repubblica di Roma e la cui registrazione e' stata poi sequestrata nel pomeriggio di ieri dall'Ucigos. E' stato, inoltre, precisato dagli stessi redattori del GR1 che l'abitazione dell'altro autore dello ''speciale'', Duccio Guida, non e' stata perquisita dagli agenti dell'Ucigos, come invece era stato riferito precedentemente. (ANSA)

USTICA : FALCO ACCAME

ROMA,19 Gen - Un invito alla commissione stragi affinche' '' ascolti immeditamente e con assoluta priorita' i soccorritori " della tragedia di Ustica stato rivolto dal presidente dell'Anavafaf, l'associazione che tutela le famiglie dei militari caduti in tempo di pace, Falco Accame. In particolare l'Anavafaf - ha detto Accame - sulla base di un intervento di Alfredo Galasso, uno dei legali dei parenti delle vittime del DC9 dell'Itavia, svolto ieri ad un convegno presso il cinema Metropolitan (secondo il quale ai legali di parte civile stato comunicato che l'aereo DC 9 giunto probabilmente in acqua quasi integro) - sottolinea che se la ricerca fosse stata iniziata immediatamente si sarebbe impedito che quaranta persone finissero in fondo al mare; l'aereo infatti avrebbe planato verso il mare per circa dieci minuti o forse addirittura per quattordici tendendo forse un ammaraggio''. Ci implica, conclude Accame, che "probabilmente non tutto l'equipaggio e non tutti i passeggeri sono morti alle ore ventuno come finora si accreditato" e che "l'ipotesi del missile ha impedito e depistato le indagini sulle cause degli enormi ritardi nella ricerca".(ANSA)

USTICA: ACCAME

ROMA, 20 GEN - Falco Accame, ex presidente della commissione difesa della Camera, chiede alla commissione stragi di ascoltare tutti i militari che intervennero nei soccorsi dopo la scomparsa dagli schermi radar del Dc9 dell' Itavia caduto ad Ustica. In particolare Accame chiede che sia ascoltato il comandante del ''Breguett Atlantic'', Bonifacio, che avvisto' per primo i resti del velivolo. ''Dovrebbero essere ascoltati anche gli altri soccorritori, specie quelli di Furbara e della Nave Doria che coordino' le operazioni''. Accame afferma anche che in un convegno svoltosi a Roma il 18 gennaio di quest'anno ''uno degli avvocati di parte civile, Alfredo Galasso ha comunicato che alle parti civili era stato reso noto che l' aereo era giunto in acqua praticamente integro. Se le cose stanno cosi' - aggiunge Accame - il velivolo non e' stato abbattuto da un missile perche' questo lo avrebbe ridotto in frantumi''. ''Il fatto che l' aereo non sia stato abbattuto da un missile trova anche qualche punto di sostegno nella totale mancanza, finora riscontratasi, tra i rottami di tracce di metal del missile o di polvere da sparo''. Accame torna a riproporre la tesi di un radiobersaglio come causa prima dell' incidente. (ANSA)

USTICA: CONCLUSA PERQUISIZIONE REDAZIONE GR1

ROMA, 20 GEN - Con la perquisizione di un armadio e di due cassetti collocati nell' ufficio del direttore del Gr1 Livio Zanetti, dai quali, secondo quanto si e' appreso, non e' stato portato via nulla, si sono conclusi gli accertamenti dell' Ucigos disposti nella redazione giornalistica dal procuratore aggiunto della repubblica di Roma, Michele Coiro. La perquisizione era stata ordinata dopo che, nel corso del notiziario delle 8 di sabato scorso, era stato trasmesso uno ''speciale'' dedicato alla vicenda di Ustica con particolare riferimento alle motivazioni che hanno indotto gli inquirenti a chiedere l' emissione delle 13 comunicazioni giudiziarie contro altrettanti alti ufficiali dell' aeronautica militare. I reati per i quali procede il magistrato sono quelli di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e di concorso in rivelazione di segreto d' ufficio. Gli agenti dell' Ucigos, che sabato avevano compiuto due ispezioni negli uffici del Gr1, avevano rimandato ad oggi il controllo dell' armadio e dei due cassetti, trovati chiusi a chiave, poiche' sabato scorso il direttore Zanetti era fuori Roma. Dopo aver tolto i sigilli apposti sui componenti d' arredo dell' ufficio, gli uomini del servizio informativo hanno verificato il contenuto dei documenti custoditi. (ANSA)

USTICA: PERQUISIZIONE UCIGOS A CORRIERE DELLA SERA

ROMA, 20 gen - Nuova perquisizione dell' Ucigos di Roma nell' ambito delle indagini disposte dalla procura della repubblica presso il tribunale di Roma in seguito alla pubblicazione delle motivazioni con le quali l' ufficio del pubblico ministero aveva chiesto l' emissione delle comunicazioni giudiziarie nei confronti dei tredici ufficiali ora coinvolti nell' inchiesta su Ustica. Gli investigatori sono andati nel pomeriggio negli uffici del Corriere della Sera a perquisire la stanza del giornalista Andrea Purgatori che oggi, nel suo servizio , ha riportato ampi passi della requisitoria scritta del pubblico ministero. Negli uffici di via Tomacelli gli agenti sono entrati esibendo un ordine di perquisizione firmato dal procuratore aggiunto Michele Coiro. La sua firma compare anche in calce alla motivazione pubblicata dai giornali. Secondo quanto si è appreso, nell'ufficio di Purgatori non è stata trovata alcuna copia della requisitoria e gli investigatori, ai quali è stato affidato anche il compito di fare un sopralluogo nell' abitazione del giornalista, si sarebbero limitati a sequestrare alcune carte nonchè il dattiloscritto di notizie di agenzie di stampa che il giornale riceve quotidianamente in abbonamento. Nell'ordine di perquisizione il magistrato ha ipotizzato i reati di ricettazione pubblicazione arbitraria di atti riguardanti un procedimento penale e la rivelazione del segreto di ufficio. A determinare l' apertura dell' indagine,è stato sottolinato negli ambienti giudiziari, è stato il pregiudizio che la pubblicazione delle motivazioni sulle quali si basavano le richieste della procura della repubblica ha recato all'inchiesta. Sollecitando l' emissione dei provvedimenti contro i tredici, il procuratore aggiunto Coiro ed i sostituti Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi avevano indicato al giudice istruttore Priore una serie di circostanze che, oltre a giustificare l' invio delle comunicazioni giudiziarie, sarebbero state poi oggetto di contestazione durante i prossimi interrogatori. Tali motivazioni dovevano rimanere coperte dal segreto istruttorio. Tant'è vero che Priore, per non "scoprire le sue carte", pur accogliendo le richieste del PM, si era limitato ad indicare nei suoi provvedimenti soltanto gli articoli del codice penale in cui si configurano i reati ipotizzati. Ora, in seguito alla pubblicazione di ampi stralci delle motivazioni, è ovvio -si fa rilevare negli ambienti giudiziari- che anche gli ufficiali che prossimamente si dovranno presentare per essere interrogati o come imputati o come indiziati, avranno avuto tutto il tempo di preparare le loro difese per ribattere alle accuse. (ANSA)

USTICA: INTERVISTA AVVOCATO GALASSO

ROMA, 21 GEN - L' avvocato Alfredo Galasso, uno dei legali dei familiari delle vittime di Ustica, in una intervista a Radio Radicale, della quale l' emittente ha diffuso una sintesi, ha affermato: ''Ho la sensazione che si e' davvero ad un passo della verita', ma proprio per questo sono piuttosto preoccupato; penso che bisogna fare in modo di impedire la sensazione che in questo paese esiste comunque un regime che alla fine copre tutto''. Dopo aver sostenuto che le indagini in corso ''dimostrano che l' aereo e' arrivato integro in mare e che ''per 7, 8 o 10 minuti i passeggeri, quasi certamente vivi e coscienti sono precipitati nel Tirreno'', Galasso ha detto che ''ci sono alcuni elementi che fanno ritenere che i servizi di soccorso sono partiti in ritardo o che sono stati ritardati volontariamente'' e che ''siccome gli ufficiali addetti ai servizi di sicurezza erano a conoscenza dell' operazione che doveva accadere quella notte, e hanno avuto modo di assistere a cio' che si e' verificato, credo che ci troviamo alle soglie dell' omicidio volontario''. Inoltre Galasso ha parlato di ''coperture di natura politica'' all' operato dei vertici dell'aereonautica militare, di ''responsabilita' disciplinare e penale'' di chi ha indagato prima del giudice Priore, della necessita' che il Governo si costituisca parte civile e della verifica ''di elementi di responsabilita' anche penale nei confronti dei ministri della difesa degli ultimi anni'' (ANSA)

COMMISSIONE STRAGI: STRETTA FINALE SU GLADIO E USTICA

ROMA, 23 GEN - La commissione Stragi si prepara ad un lavoro serrato, nelle prossime due settimane, per discutere ed eventualmente approvare le relazioni su Gladio ed Ustica mentre si preparano anche documenti finali dei gruppi di lavoro sugli attentati in Alto Adige e sulla vicenda Moro. Per la fine della legislatura l' organismo bicamerale d' inchiesta redigera' anche un documento che illustrera' il complesso degli atti acquisiti e dei riscontri effettuati sui molti argomenti che ha avuto nell'agenda di lavoro. Oggi l' ufficio di presidenza ha fissato in linea di massima il prossimo calendario dei lavori della commissione. La prossima settimana, molto probabilmente venerdi', si terra' una riunione per discutere la bozza di relazione su Gladio. La settimana successiva tocchera' al documento finale sulla vicenda di Ustica. Martedi' prossimo ci sara', in mattinata, l'audizione con il direttore del Sismi, Luigi Ramponi (su Ustica), mentre il gruppo di lavoro su Moro incontrera' il ministro dell' Interno, Vincenzo Scotti, presso la sua abitazione a causa del recente infortunio. Tema dell' incontro soprattutto la questione della prigione di Moro e le indagini fatte per individuarne la localizzazione. In calendario c' erano anche le audizioni di Andreotti e Craxi, sempre per Ustica, ma non si sa se ci sara' il tempo per tenerle. Sergio De Julio (Sin. Ind.) ha detto ai giornalisti che oggi dalla Dc ''e' venuta una forte opposizione a lavorare oltre la data di scioglimento delle Camere mentre c' e' una certa disponibilita' a chiudere comunque quanto e' gia' in dirittura d' arrivo''. Francesco Macis (Pds) spiega che ''si vuole chiudere, con motivazioni politiche, tutta la questione, prima della campagna elettorale''. ''Non si vuole - ha aggiunto - che si parli di queste vicende dopo lo scioglimento. Temo che questo atteggiamento preluda ad un vero e proprio ostruzionismo. Se alla Dc non stanno bene le relazioni lo dica subito in maniera da poter dar tempo a tutti di prepararne altre di minoranza. Non vorrei che si arrivasse a essere 'strozzati' nei nostri lavori con la scusa dei tempi''. Il capogruppo dc in commissione Stragi, il sen.Lucio Toth, ha successivamente spiegato la richiesta avanzata oggi dalla Dc: ''Ci troviamo di fronte alla realta' del poco tempo per concludere. Abbiamo sottolineato che non ci si deve inoltrare nella problematica del contrasto tra dottrina, che lo permetterebbe, e prassi, che lo esclude, dell'attivita' della Commissione oltre lo scioglimento delle Camere, soprattutto per evitare riflessi sulla campagna elettorale. Partiamo dal presupposto che tutti gli organi dello Stato debbano astenersi, a cominciare dai massimi, da interventi impropri. Ecco perche' chiediamo la discussione delle relazioni finali. Certamente - ha aggiunto Toth - riferiremo anche su altre questioni e, soprattutto, cercheremo di dare una visione completa sul problema delle stragi''. Roberto Cicciomessere (radicale) sostiene, invece, che in commissione ''c' e' una volonta' esplicita da parte della Dc e implicita da parte del Pds di chiudere i lavori dell' organismo d' inchiesta prima della campagna elettorale, non tenendo conto della prassi che ha visto gli organismi d' inchiesta lavorare e, addirittura, votare dopo le elezioni e prima dell' insediamento del nuovo parlamento. I maggiori partiti temono che, nel corso della campagna elettorale, vengano aperti quegli armadi dove sono gelosamente custoditi i segreti della cooperazione Dc-Pci nelle vicende dei Servizi segreti''. (ANSA)

USTICA: DOMANI AUDIZIONI ROGNONI E BUCARELLI

ROMA, 23 GEN - Il ministro della Difesa, Virginio Rognoni, e il giudice Vittorio Bucarelli saranno ascoltati domani dalla commissione parlamentare sulle Stragi. In particolare il ministro dovra' spiegare qual e' l' atteggiamento del governo rispetto alle tredici comunicazioni giudiziarie che hanno chiamato in causa generali e alti ufficiali dell'aeronautica nella vicenda di Ustica. Era stato proprio il ministro della Difesa, la scorsa settimana, ad annunciare che vi erano state incriminazioni per ''reati molto gravi'' nei confronti di generali dell' arma azzurra e che, in alcuni casi, il reato ipotizzato vede il governo come parte lesa. Il giudice Bucarelli che ha seguito l' inchiesta dal 1 gennaio '84 al 23 luglio '90 rispondera' alle domande dei commissari in audizione libera. A proposito delle notizie stampa che hanno diffuso il testo delle ipotesi di reato fatte dal giudice Priore nei confronti dei tredici alti ufficiali, l' on. Sergio De Julio, componente della commissione Stragi, ha detto: ''La logica non porta certo ad accusare i giudici, che stanno indagando della fuga di notizie che si rivela un danno per l' inchiesta. Escluderei che ci sia un interesse specifico a diffondere, da parte loro, quello che e' un danno al loro lavoro e quindi bisognerebbe vedere piu' in alto negli uffici della procura della repubblica di Roma''. (ANSA)

USTICA: DIFESA ECCEPISCE NULLITA' PROVVEDIMENTI

ROMA, 23 GEN - La nullita' assoluta delle comunicazioni giudiziarie che il giudice istruttore Rosario Priore ha inviato nei giorni scorsi a 13 ufficiali coinvolgendoli nell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica e' stata sollevata oggi dal professor Carlo Taormina in previsione della convocazione dei suoi assistiti che sono il generale Gianluca Muzzarelli e i colonnelli Vincenzo De Angelis, Giorgio Russo, Claudio Coltelli e Adriano Piccioni. L' iniziativa del difensore ha determinato la sospensione delle convocazioni in attesa che il pubblico ministero esprima il suo parere sulla questione che, nella vicenda, potrebbe assumere importanza anche per la posizione degli altri indagati. La questione sollevata da Taormina, nella sostanza, tende a dimostrare la nullita' dei provvedimenti in quanto, secondo il penalista, dovevano essere adottati in base alle norme del codice di procedura penale entrate in vigore il 24 ottobre del 1989 e non secondo le disposizioni del vecchio rito. Per sostenere la sua tesi, il professor Taormina ha citato una serie di motivi ricordando tra l' altro una decisione presa dalla corte costituzionale con la sentenza 108 dello scorso anno. Questa dispone il divieto di riunione tra processi da trattare con il vecchio e nuovo rito. Ai cinque ufficiali assistiti dal professor Taormina il giudice Priore ha contestato nei provvedimenti giudiziari differenti reati. In particolare, a De Angelis la violazione della pubblica custodia di cose e falso; a Muzzarelli il falso; a Piccioni e Coltelli la falsa testimonianza e a Russo il falso e l' abuso d' ufficio. Nella questione, con la quale sostiene l' assoluta carenza di potere a giudicare di Priore, il penalista premette che le comunicazioni giudiziarie sono del 30 dicembre 1991 ''per presunti reati che sarebbero stati commessi indifferentemente prima o dopo l'entrata in vigore del nuovo codice processuale; che qualunque sia il tempo di commissione del preteso reato trattasi di 'notitiae criminis' emerse dopo l' entrata in vigore del predetto codice e quindi dopo il 24 ottobre 1989''. Di conseguenza ''non puo' non applicarsi la disciplina del vigente codice sotto ogni profilo normativo, dalle forme di eventuale instaurazione del procedimento ai criteri attributivi di giurisdizione e competenza''. In sostanza, il penalista afferma che essendo in vigore la nuova normativa e' inesistente la stessa figura del giudice istruttore prevista dall' abolito codice Rocco. Per il professor Taormina, quindi, le situazioni processuali emerse nell' ultima fase dell' inchiesta ricadono sotto la competenza del pubblico ministero che deve procedere in base a quanto dispone il nuovo rito processuale. Da tutto cio', a suo giudizio, discende non solo la nullita' delle comunicazioni giudiziarie ma anche tutti gli atti che fossero stati compiuti successivamente alla loro emissione. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 23 gen - L' ufficiale dell' Aeronautica Porfilio Massari,che la sera del 27 giugno del 1980 era a capo del turno in servizio al centro radar di Ciampino, è stato interrogato questa sera dal giudice istruttore Rosario Priore nell' ambito dell' inchiesta sulla sciagura. A Massari , che secondo quanto è emerso dalle indagini avrebbe preso contatti con l' ambasciata americana non appena ci si accorse che dagli schermi radar era scomparsa la sagoma del Dc9 dell' Itavia, il 10 settembre dello scorso anno, il giudice Priore inviò una comunicazione giudiziaria. All' interrogatorio di Massari, cominciato nel tardo pomeriggio negli uffici giudiziari di piazza Adriana, hanno partecipato anche i pubblici ministeri Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli. La deposizione di Massari si ricollega a quanto dichiarato nei giorni scorsi da un altro indiziato di reato, il maresciallo Antonio Trombetta, che era uno dei sottufficiali facenti parte del turno di servizio. In particolare, Trombetta avrebbe confermato che Massari, in quanto capo turno, si incaricò di prendere contatti con l' ambasciata. Sulle dichiarazioni dell' ufficiale, che è rimasto nell'ufficio di Priore sino a tarda sera, non sono trapelate indiscrezioni. L' interrogatorio di Massari, che è stato assistito dall'avvocato Massimo Pilato, si è concluso alle 21,30. Secondo quanto si è appreso, Massari avrebbe negato di essere stato lui a prendere contatti con l' ambasciata americana. Avrebbe, invece, attribuito l' iniziativa ad un altro collega .I giudici dovranno ora fare accertamenti su questa persona. A Massari, comunque hanno mosso diverse contestazioni e tra queste il fatto che l' ufficiale, pur essendo il capo turno la sera del disastro, abbia affermato di aver saputo della presunta presenza di aerei americani nella zona del disastro soltanto in tempi recenti. Tra l' altro i magistrati avrebbero fatto rilevare che questo argomento venne già preso in esame nel 1988 dalla " Commissione Pisano". (ANSA)

USTICA: AUDIZIONE GIUDICE BUCARELLI

ROMA, 24 GEN - ''Signor giudice, lei era libero di poter venire da noi o meno: se ora pero' lei ricalca le cose che sono nelle carte o dice molto, molto meno, non so bene a cosa serva... visto che c' e' almeno dieci volte di piu' nella nostra documentazione''. Libero Gualtieri, presidente della commissione stragi, ha interrotto cosi' , a meta' dell audizione in programma oggi a palazzo San Macuto, Vittorio Bucarelli il magistrato gia' responsabile, dall' 84 al '90, dell' inchiesta sul disastro di Ustica. Davanti all' organismo bicamerale, che lo ha ascoltato in audizione libera, il giudice ha difeso la sua condotta e le sue scelte rinviando appunto agli atti ed a lle carte, ''unici giudici del mio agire'', ha detto. Bucarelli ha espresso pochi giudizi o notazioni particolari nonostante le quasi due ore di incontro con la commissione. Sui sequestri dei nastri radar, ristretti al triangolo Ponza- Latina-Palermo, il giudice Bucarelli ha detto che all' epoca non c' erano conoscenze specifiche sui radar: ''Non posso esprimere giudizi sui miei colleghi''. Il giudice ha detto di ignorare che il Sismi avesse segnalato che la ditta francese ''Ifremer'' che effettuo' il primo recupero fosse legata ai servizi segreti d' oltralpe. Sul supplemento di perizia alla relazione Blasi, quello che avrebbe dovuto rispondere al quesito sul tipo di missile che poteva aver colpito il velivolo ed eventualmente, quali nazioni potevano averlo in dotazione, Bucarelli ha fatto alcune osservazioni sull' utilizzo di tre ''ausiliari'' da parte dei periti. ''Io non li ho nominati: era un potere del perito che ha utilizzato queste consulenze. Io non credo che quelle tre persone (un professore universitario e due tecnici della Selenia, Ndr) potessero avere questa veste''. ''Quanto ci dice - ha replicato Gualtieri - e' una cosa molto grave visto che proprio sui convincimenti dei consulenti la commissione si divise''. Bucarelli ha ricordato che gli ausiliari ''non giurano come i periti e comunque non rispondono delle indicazioni date''. ''Comunque - ha aggiunto - non ci si deve scandalizzare del fatto che si utilizzino tecnici della 'Selenia', e' una cosa usuale in certi campi''. Il giudice si anche lamentato per le condizioni in cui si trovo' ad operare in quel periodo: ''nel frattempo emisi, complessivamente, 3400 provvedimenti avendo solo una segretaria ed un maresciallo come collaboratori. Chiesi un computer e mi dissero di no. Dissi io all' allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giuliano Amato, che non occorreva una legge per coprire le spese del primo recupero dei resti del velivolo: era quella una spesa dovuta''. (ANSA)

USTICA: COMMENTI A DECISIONE GOVERNO

ROMA, 24 GEN - Molti commenti alla decisione del governo di non costituirsi, almeno in questa prima fase, parte civile rispetto ai quattro generali chiamati in causa per attentato ai poteri del governo ed alto tradimento nella vicenda di Ustica. Il repubblicano Libero Gualtieri dice che ''se la costituzione di parte civile e' posticipata con la garanzia che ci sia un difensore dello Stato che sia ammesso nel vecchio rito e' gia' una sicurezza. Il governo ha comunque affermato - attraverso Rognoni - che se questo non fosse possibile, valutera' al momento l' eventuale costituzione di parte civile''. Sul generale Tascio, Gualtieri ha detto ai molti giornalisti presenti a San Macuto: ''avete sentito che c' e' stata l' unanimita' della commissione nel riconoscere che sarebbe stato piu' prudente un provvedimento cautelare che isolasse maggiormente il Tascio dai centri operativi dell' aeronautica, soprattutto quelli che sono legati al processo''. Pierferdinando Casini, vicepresidente della commissione stragi ha detto che ''il governo non poteva prendere una decisione diversa da questa. Non ha fatto la parte dello struzzo. Sulla base delle indiscrezioni giornalistiche non si possono emettere verdetti sommari''. Per il gen. Tascio, Casini parla di ''interventi cautelativi''. Ci sono state anche, subito dopo la riunione della commissione, diverse interpellanze ed interrogazioni sulla non costituzione di parte civile. Il senatore Dc Luigi Granelli ha chiesto al governo di modificare la sua scelta e di ''costituirsi parte civile in un procedimento giudiziario in cui vanno tutelati, insieme ai diritti delle famiglie delle vittime, gli interessi legittimi di importanti organi dello stato'' assumendo nel frattempo ''i provvedimenti cautelari di propria competenza al fine di mettere gli interessati nella condizione di meglio difendersi ed evitare che comportamenti censurabili di alcuni ufficiali coinvolgano ingiustamente l' intera aeronautica e l' insieme degli apparati pubblici''. Una interpellanza in questo senso e' stata presentata anche dal senatore verde Marco Boato, mentre il Pds (Macis, Giacche' e Battello) ricordano che nella prima relazione della commissione ''vennero denunciate specifiche responsabilita' di ufficiali preposti ad organismi dell' aeronautica tra le quali quelle del gen. Zeno Tascio dirigente all' epoca del Sios-aereonautica. I senatori del Pds chiedono che il governo dia incarico all' avvocatura dello stato di costituirsi parte civile perche' questa scelta ''rappresenta la sola forma di partecipazione attiva nel processo per la tutela degli interessi dello Stato''. Intanto, alla Camera, 16 deputati del Pds hanno presentato una interrogazione rivolta al presidente del Consiglio per chiedere al governo di rivedere la propria decisione e costituirsi parte civile evitando anche che al gen. Tascio ''siano affidati compiti operativi''. L' on. Tommaso Staiti (gruppo misto) afferma che ''questa scelta suona come un insulto alla memoria delle vittime e costituisce un ulteriore indizio della connivenza dei vertici politici nella vicenda di Ustica''. Uguale la posizione dell' indipendente di sinistra Sergio De Julio: ''il fatto di non costituirsi parte civile e di non prevedere misure di cautela nei confronti di Tascio dimostra il collegamento che esiste tra politici e militari in questa vicenda ed il grosso potere di ricatto che e' attualmente nelle mani del gen. Tascio''. (ANSA)

USTICA: GOVERNO NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

ROMA, 24 GEN - Il governo, per ora, non si costituisce parte civile nei confronti dei quattro generali dell' Aeronautica (Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Corrado Melillo e Zeno Tascio) che hanno ricevuto una comunicazione giudiziaria che ipotizza la violazione dell' art. 289 del Codice di procedura penale (attentato contro gli organi costituzionali, con l' aggravante dell' alto tradimento visto los tatus di militari). Il ministro della difesa, Virginio Rogonino, lo ha comunicato stamani alla commissione parlamentari per le stragi sottolienando comunque che, contestualmente, e' stato nominato un avvocato difensore, presso l' avvocatura dello stato, che dovra' seguire gli ulteriori sviluppi della fase giudiziaria dando la possibilita' di una decisione diversa ''quando fosse accertato un danno alle prerogative e i poteri del governo''. Dei quattro generali chiamati in causa per quest' ipotesi di reato il solo attualmente in servizio e' Zeno Tascio, ispettore logistico dell' Aeronautica che - ha detto Rognoni - ''viene trasferito, lasciando questo incarico, per essere messo a disposizione alle dirette dipendenze del gen. Nardini, capo di stato maggiore dell' Aeronautica''. Il ministro della difesa ha comunicato anche che presso lo stato maggiore dell' arma azzurra e' stato costituito un gruppo che avra' l' incarico di seguire la vicenda di Ustica. Il presupposto giudiziario citato da Rognoni per questa scelta e' l' art. 304 del codice di procedura penale, vecchio rito. ''La scelta - ha insistito Rognoni - e' stata differita per poter acquisire gli elementi necessari e non basarsi solo, passivamente su schegge di processo cosi' come emergono dalle comunicazioni giiudiziarie''. Subito dopo le comunicazioni del ministro si e' aperto un dibattito. Il presidente Gualtieri ha detto che ''colpisce che il gen. Tascio venga trasferito presso lo staff dello stato maggiore proprio li' dove si fornisce quella collaborazione che con il gen. Nardini c' e' sempre stato''. Il capogruppo del Pds in commissione, Francesco Macis, ha parlato, per il ''congelamento'' (questa la definizione data successivamente da Rognoni) di Tascio di ''autentica beffa: un insulto al parlamento e a questa commissione che ha messo in risalto le responsabilita' di questo generale''. Diversi commissari hanno criticato il comunicato ufficiale dell' Aeronautica diffuso dopo le tredici comunicazioni giudiziarie: ''l' arma azzurra si e' posta come soggetto politico - ha detto Sergio De Julio (Sin. ind.) - dando un' immagine che assolutamente non merita''. Il verde Boato ha ricordato l' affermazione fatta oggi da Rognoni che ''l' Aeronautica non e' una fortezza assedita ma si sta comportando come se lo fosse''. Il senatore ha parlato di una scelta ''totalmente inaccettabile'' per la non costituzione di parte civile e di decisione ''discutibile'' a proposito del gen. Tascio. L' on. Cipriani (ex Rifondazione comunista) ha detto che a Tascio e' stata fornita ''una copertura tipicamente mafiosa che testimonia dei livelli di appoggio dati a questo generale anche da ambienti politici''. Il capogruppo Dc, sen. Lucio Toth, ha detto che e' ''comprensibile la solidarieta' ma quando si ricoprono alte cariche tutto deve essere commisurato: non si puo' esprimere solidarieta' istituzionale a chi e' inquisito''. Toth ha espresso perplessita' ''sulla decisione riguardante il gen. Tascio'' sottolineando che il governo ''non ha chiuso alcuna porta che precluda ad una costituzione di parte civile''. Nereo Battello del Pds ha contestato l' efficacia futura di questa scelta: ''con il vecchio rito l' avvocato difensore non ha diritti da far valere nel procedimento, a meno che non si costituisca parte civile''. Il missino Giulio Maceratini ha detto che le decisioni annunciate dal ministro ''fanno sorgere il sospetto che questo atteggiamento nasca dalla preoccupazione che scelte diverse potessero far saltare le coperture politiche finora offerte ai militari''. Il ministro Rognoni, intervenendo in sede di replica, ha respinto le osservazioni di Battello dicendo che la scelta giuridica fatta dal governo garantisce sostanzialmente la possibilita' di valutare la consistenza degli addebiti fatti ai militari. Dal ministro, cosi' come dal presidente della commissione, e' venuta una critica alla violazione del segreto istruttorio che ha fatto ''un danno ai giudici, alle indagini e agli imputati''. Rognoni ha anche respinto duramente che il trasferimento di Tascio allo stato maggiore possa permettergli di ''adoperarsi ed affannarsi''. Gualtieri ha detto poi che i documenti dell' Aeronautica ''citati negli atti di accusa pubblicati dai giornali non risultano a conoscenza della commissione nonostante che l' Aeronautica abbia piu' volte detto di averci fatto avere tutto quanto e' a sua disposizione''. Rivolgendosi infine al ministro ha aggiunto: ''spero che qualora emerga l' impossibilita' di accertare la consistenza delle accuse il governo adotti altre decisioni''. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 24 gen - I sottufficiali dell' aeronautica Antonio di Micco e Tommaso Acampora, che la sera del 27 giugno del 1980 erano in servizio presso il centro radar dell' Aeronautica di Licola, sono stati interrogati oggi dal giudice istruttore Rosario Priore, che ha chiesto loro alcune precisazioni in merito alle rilevazioni fatte dal loro centro la sera del disastro. Fu il giudice istruttore Vittorio Bucarelli, al quale era affidata l' indagine negli anni scorsi (lascio' l' incarico in seguito alle aspre polemiche avvenute in margine al suo operato) ad incriminarli il 23 giugno del 1989. Insieme con loro furono messi sotto accusa altri 21 tra ufficiali e sottufficiali in servizio presso i centri radar che quella sera avevano seguito il volo del Dc9. Di Micco era identificatore, mentre Acampora era assistente del capo controllore. Sono imputati di violazione della pubblica custodia di cose e soppressione di atti veri. Le accuse si riferiscono al mancato ritrovamento di alcuni documenti, tra i quali un brogliaccio riguardante l' arrivo di telex inviati al centro di Licola dal ''Terzo ROC'' di Martina Franca. Sulle risposte date dai due imputati ai quesiti dei magistrati non si sono apprse indiscrezioni.(ANSA)

USTICA: PROVVEDIMENTO PER GEN. TASCIO; MINISTRO ROGNONI

ROMA, 25 GEN - Il ministro della Difesa, Virginio Rognoni, in merito al provvedimento adottato nei contronti del gen. Zeno Tascio, il solo in servizio tra gli alti ufficiali dell'Aeronautica coinvolti nelle indagini sulla tragedia di Ustica, ha fatto la seguente dichiarazione: ''Vedo con sorpresa che qualche foglio di stampa da' una distorta interpretazione del provvedimento che ho preso nei confronti del gen. Zeno Tascio, di cui ho dato comunicazione ieri alla Commissione Gualtieri. Secondo questa interpretazione al gen. Tascio sarebbe stato conferito un incarico di piu' alto livello di quello precedente o addirittura egli sarebbe stato promosso. Non e' cosi', e gia' ieri la mia replica in Commissione era stata chiarissima''. ''Con il mio provvedimento - ha aggiunto Rognoni - il gen. Tascio, capo dell'Ispettorato Logistico dell'Aeronautica militare, operante nell'ambito dello Stato Maggiore, lascia questo comando e resta senza incarico alle dipendenze, e naturalmente non puo' essere che cosi', del capo di Stato Maggiore della sua forza armata''. (ANSA)

USTICA: FAMIGLIARI VITTIME PARTE CIVILE CONTRO UFFICIALI

ROMA, 25 GEN - I famigliari delle vittime di Ustica si sono costituiti parte civile contro i tredici ufficiali recentemente coinvolti nell' inchiesta sul disastro di Ustica. A presentare la documentazione al tribunale di Roma e, in particolare, alla sezione stralcio dell' ufficio istruzione al quale sono affidati i procedimenti che , in seguito alla proroga, vengono ancora svolti con il vecchio rito, sono stati gli avvocati Alessandro Gamberini e Costantino Marini, i quali rappresentano Daria Bonfietti, Maria Laura Martinelli e Costantino Superchi. Nel disastro del 27 giugno del 1980 hanno perso alcuni famigliari. Dai tredici ufficiali, e' stato specificato nell' atto di costituzione, la Bonfietti, la Martinelli e Superchi pretendono il risarcimento dei danni conseguenti ai fatti delittuosi ipotizzati nei loro confronti. Frattanto per quanto riguarda gli interrogatori dei sottufficiali Antonio di Micco e Tommaso Acampora (erano in servizio la sera del disastro nel centro radar di Licola) avvenuti ieri, secono quanto si e' appreso, le loro dichiarazioni sono state caratterizzate da molti ''non ricordo''. Dagli interrogatori e' anche emerso che a Licola era in funzione un telefono non collegato con apparecchiature di registrazione. Su questo, la sera della tragedia, giunsero diverse telefonate ma non e' certo da dove provenissero . A proposito delle telefonate arrivate subito dopo che fu segnalata la scomparsa dagli schermi radar del Dc9 sull' apparecchio non collegato con i registratori, nel corso dell' interrogatorio e' stato chiesto ai due sottufficiali se le chiamate potessero provenire dallo Stato Maggiore o dagli uffici del Sios dell' Aeronautica. Secondo quanto si e' appreso, i due marescialli non sono stati in grado di dare una risposta e non avrebbero neppure ricordato chi rispose alle telefonate. Oggi il giudice Priore e' tornato in ufficio per proseguire l'esame degli atti, e predisporre l' attivita' istruttoria da svolgere la prossima settimana. Tra l' altro, non appena avra' ricevuto il parere dell' ufficio del pubblico ministero, Priore decidera' sulla istanza del professor Carlo Taormina, il quale ha chiesto che vengano annullati i provvedimenti contro i tredici ufficiali poiche' i provvedimenti si sarebbero dovuti prendere in base alle disposizioni del nuovo codice di procedura penale e non secondo quanto previsto dalla precedente normativa. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 24 gen - I sottufficiali dell' aeronautica Antonio di Micco e Tommaso Acampora, che la sera del 27 giugno del 1980 erano in servizio presso il centro radar dell'Aeronautica di Licola, sono stati interrogati oggi dal giudice istruttore Rosario Priore, che ha chiesto loro alcune precisazioni in merito alle rilevazioni fatte dal loro centro la sera del disastro. Fu il giudice istruttore Vittorio Bucarelli, al quale era affidata l' indagine negli anni scorsi (lasciò l'incarico in seguito alle aspre polemiche avvenute in margine al suo operato) ad incriminarli il 23 giugno del 1989. Insieme con loro furono messi sotto accusa altri 21 tra ufficiali e sottufficiali in servizio presso i centri radar che quella sera avevano seguito il volo del Dc9. Di Micco era identificatore, mentre Acampora era assistente del capo controllore. Sono imputati di violazione della pubblica custodia di cose e soppressione di atti veri. Le accuse si riferiscono al mancato ritrovamento di alcuni documenti, tra i quali un brogliaccio riguardante l' arrivo di telex inviati al centro di Licola dal "Terzo ROC" di Martina Franca. Sulle risposte date dai due imputati ai quesiti dei magistrati non si sono apprse indiscrezioni. (ANSA)

USTICA: PERQUISIZIONE A "REPUBLICA"

ROMA, 25 gen - Funzionari dell' Ucigos hanno perquisito oggi, per ordine del pubblico ministero Andrea De Gasperis, nella sede romana del quotidiano " La Repubblica", l' ufficio del redattore giudiziario Franco Scottoni. Il giornalista, al quale è stata ispezionata anche l' abitazione, in questi giorni, riferendosi alla richiesta di provvedimenti nei confronti dei tredici ufficiali coinvolti nell'inchiesta sul disastro di Ustica, ha pubblicato alcuni articoli citando gli argomenti contenuti nella requisitoria scritta in base alla quale il giudice Rosario Priore ha emesso le comunicazioni giudiziarie. I reati ipotizzati nel decreto di perquisizione sono la ricettazione e la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. A visitare l' ufficio del quotidiano e l'abitazione di Scottoni sono stati il vicequestrore Giuseppe Eufemia ed il funzionario Giuseppe Mercurio, entrambi dell'Ucigos, che nei giorni scorsi, avevano già perquisito la redazione del "Gr1" e del "Corriere della Sera". Secondo quanto si è appreso, il documento cercato dagli investigatori, cioè le 21 cartelle della requisitoria scritta firmata dal procuratore aggiunto Michele Coiro e dai sostituti Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi non è stata trovata. (ANSA)

USTICA: COMUNICAZIONI GIUDIZIARIE; FALCO ACCAME

ROMA, 26 GEN - ''Non conosco la fondatezza delle accuse mosse al gen. Tascio e non mi posso quindi pronunciare su di esse, ma se si vuole obbligare il gen. Tascio a confessare di aver nascosto il cosiddetto missile-killer oggetto della massima telenovela italiana (e ora anche di un film) manifesto la mia piena solidarieta' al generale''. E' quanto ha dichiarato Falco Accame, presidente dell'Associazione che tutela le famiglie dei militari caduti (Anavafaf) a proposito dell'inchiesta su Ustica e per il quale ''quello che sembra si stia imbastendo nella commissione stragi e su quasi tutti gli organi di stampa e' una specie di processo staliniano dove qualcuno deve per forza ammettere la validita' dell' ipotesi di abbattimento tramite missile formulata dalla commissione anche se l' aereo 'colpito dal missile' ha planato per dieci minuti e se nemmeno un millimetro quadrato di metallo missilistico e' stato trovato e nemmeno un milligrammo di polvere da sparo''. Dopo aver detto che ''la stampa di regime nasconde invece le responsabilita' dei politici che non chiesero se non otto anni dopo con incredibile leggerezza e irresponsabilita' una relazione circostanziata ai militari'', Accame sottolinea come ''il piu' totale e cinico disinteresse circonda invece la morte dei passeggeri e il fatto se qualche vita poteva essere salvata''. ''Ma l'Anavafaf – ha concluso - continuera' a battersi per questo. Non ci preoccupano ne' la piazza ne' i processi staliniani''. (ANSA)

COMMISSIONE STRAGI: USTICA; AUDIZIONE DIRETTORE SISMI

ROMA, 28 GEN - Il gen. Luigi Ramponi, da qualche mese direttore del Sismi, e' stato ascoltato stamane dalla Commissione parlamentare sulle stragi che indaga su Ustica. E'stata questa l'ultima audizione formale della commissione presieduta da Libero Gualtieri e non ha aggiunto sostanziali nuovi elementi a quanto era gia' noto all'organismo bicamerale. Ramponi ha detto di non avere novita' sull'ipotesi di un coinvolgimento americano o francese, fatta dall'ammiraglio Martini ''qualora fosse vero che ci sia stato un attacco aereo''. Egli si e' riservato di far avere ulteriori elementi su diversi argomenti: il ''codice 56'', l'aereo che la sera del 27 giugno 1980 si suppone trasportasse un importante personaggio; la tensione tra Italia e Libia a causa dell'accordo di cooperazione firmato con l'Italia da La Valletta; il possibile legame tra Ustica e la strage di Bologna. Ramponi fara' avere indicazioni anche sul foglietto, con una rotta disegnata a mano, che molti tra i testimoni ricordano di aver visto sul corpo del pilota del Mig libico caduto in Sila ma che manca, nonostante le richieste, dalla documentazione della commissione. Sul gen. Mannucci Benincasa, gia' capocentro Sismi a Firenze, e che e' fra i 13 alti ufficiali che hanno ricevuto le comunicazioni giudiziarie dal magistrato Rosario Priore, Ramponi ha comunicato che l'ufficiale e' ''a disposizione'' della prima divisione e non avra' ''mani in pasta'' in questa vicenda. Ramponi ha spiegato di avere incontrato Mannucci Benincasa ''per capire la questione''. ''Mi raccontato - ha detto Ramponi - che un suo amico, il giudice Tricomi (che non sali' sul Dc 9 per una serie di circostanze) sosteneva di essere lui l'obiettivo della bomba o del missile perche' stava indagando su 'Prima Linea' e sui legami con la Libia. Questa e' la faccenda''. Il verde Marco Boato ha ricordato che l'ex capocentro di Firenze ''e' coinvolto in molti episodi non chiari a cominciare dal depistaggio sulla strage di Bologna. E' inquietante che sia per Ustica, sia per Bologna, si tiri in mezzo Marco Affatigato, estremista nero, legato ai servizi segreti''. Il presidente Gualtieri ha osservato che il Sismi e il Sios si adoperarono ''affinche' non giungesse all'esterno l'opinione espressa subito dagli esperti americani sulla presenza di tracce anomale vicino al Dc 9, cosi' come non si tenne conto che, fin dal primo mese, la commissione Luzzatti aveva detto che si potev capire qualcosa della vicenda solo se si fosse recuperato il relitto''. La commissione discutera' a partire da mercoledi' prossimo la bozza di relazione su Gladio mentre la settimana successiva tocchera' alla bozza di relazione su Ustica.(ANSA)

USTICA: PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME DA ANDREOTTI

BOLOGNA, 1 FEB - Il Presidente dell' Associazione fra i parenti delle vittime della strage di Ustica Daria Bonfietti sara' ricevuta nel pomeriggio di martedi' dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giulio Andreotti. Nel darne l' annuncio Daria Bonfietti in una nota ha ribadito l' intenzione di chiedere la costituzione di parte civile da parte del Governo nel procedimento aperto dal Giudice Priore contro gli alti ufficiali dell' aeronautica ed ha espresso la speranza ''che il Presidente del Consiglio, nel pieno delle sue funzioni, possa contribuire a superare la posizione di attesa che il Ministro della Difesa on.Rognoni aveva illustrato recentemente alla Commissione stragi''. I cinque periti di parte civile nell' inchiesta sulla tragedia di Ustica si sono incontrati oggi al Politecnico di Torino con avvocati e rappresentanti della ''Associazione Famiglie Vittime di Ustica''. Uno dei professori del ''pool'', Mario Pent, docente di ''Sistemi di telecomunicazione'', ha presentato gli ultimi risultati della sua ricerca che convaliderebbero l' ipotesi, da lui gia' avanzata nei mesi scorsi, della presenza delle tracce di due areei, uno sulla scia del Dc 9 esploso il 27 giugno del 1980 e l' altro accanto. Sulle conclusioni di Pent e' stato pero' mantenuto uno stretto riserbo. Daria Bonfietti, presidente dell' associazione delle famiglie delle vittime, ha spiegato che la perizia sara' consegnata ai giudici il prossimo 11 febbraio e ha annunciato che il prossimo martedi' rappresentanti dell' associazione incontreranno il presidente del Consiglio, Giulio Andreotti. ''L' incriminazione dei 13 militari - ha spiegato la Bonfietti - ha dato una svolta molto importante alla vicenda. Ora chiediamo allo Stato di costituirsi parte civile nel processo perche' e' lo Stato stesso ad essere stato ostacolato nel raggiungimento della verita'''. (ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 3 feb - I provvedimenti emessi dal giudice istruttore Rosario Priore nei confronti di 13 ufficiali nello scorso mese di gennaio sono pienamente validi anche se emessi secondo le disposizioni del vecchio codice di procedura penale. È questa la tesi della procura della repubblica in merito all'istanza con la quale il professor Carlo Taormina, difensore di alcuni degli ufficiali aveva chiesto che fossero dichiarati nulli i mandati di comparizione e le comunicazioni giudiziarie poichè, a suo giudizio, è ormai pienamente operante il nuovo codice di procedura. Probabilmente domani i pubblici ministeri Roselli e Salvi depositeranno la loro requisitoria consentendo così a Priore di pronunciarsi sulla questione. Prosegue intanto l' attività istruttoria e sugli interrogatori trapelano soltant poche indiscrezioni. Si è saputo, ad esempio, che la settimana scorsa è stato ascoltato l' ex capo del Sismi ammiraglio Fulvio Martini e che nel corso del colloquio si è fatto riferimento a dichiarazioni che tempo fa, sulla vicenda di Ustica, sono state fatte dall' ex capo dello Sdece francese ammiraglio Lacoste. Anche oggi il giudice Priore ha convocato nel suo ufficio altri testimoni, tra i quali un ufficiale di marina, Angelo De Marcus. Nel programma di lavoro del magistrato è anche previsto, secondo quanto si è appreso, il conferimento di nuove indagini tecniche. I periti sono stati convocati per sabato prossimo. Sono esperti in varie discipline.Secondo quanto si è appreso, tra loro ci sarebbe anche un esperto canadese al quale verrà affidato il compito di esaminare il "voice recorder" ,cioè la "scatola" che registrò le parole pronunciate a bordo e tra queste una che chi la stava dicendo non riuscì a finire: "Gua...". (ANSA)

USTICA: IL GOVERNO POTREBBE COSTITUIRSI PARTE CIVILE

ROMA, 4 FEB - Il Governo potrebbe costituirsi parte civile nel procedimento relativo alla strage di Ustica che vede inquisiti, fra gli altri, alcuni alti ufficiali dell'Areonautica. Lo riferisce, al termine di un incontro col Presidente del Consiglio Andreotti, il Presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti.In sostanza, come ha spiegato Franco Di Maria, l'avvocato dell'Associazione che ha partecipato all'incontro, il Governo ha gia' nominato un avvocato di parte lesa, ''considerando in pratica equipollenti i poteri di quest'ultimo e quelli dell'avvocato di parte civile. La nostra valutazione, invece e' diversa, in quanto l'avvocato di parte lesa ha, secondo noi, poteri ancora minori rispetto a quelli, gia' esigui, dell'avvocato di parte civile, non potendo fra l'altro seguire nemmeno gli interrogatori degli imputati''. ''Il presidente Andreotti - ha detto ancora l'avv.Di Maria – ha quindi assicurato che, qualora dovesse risultare esatta la nostra valutazione, e cioe' qualora l'avvocato nominato dal Governo non potesse partecipare ai prossimi interrogatori, il giorno dopo il Governo si costituira' parte civile''. Nell'esprimere soddisfazione per l'esito dell'incontro, Daria Bonfietti ha affermato che la richiesta affinche' il Governo si costituisca parte civile nel procedimento in corso ''la abbiamo fatta perche' sia tangibile e formalmente sottolineato l'impegno della intera nazione per scoprire la verita' e perche' oggi abbiamo imputati per reati commessi proprio contro il Governo. Inoltre - ha detto – la abbiamo richiesta anche perche' si deve fornire un atto di interesse, apprezzamento e fiducia nei confronti della Magistratura che deve vedere sostenute le sue iniziative''. Daria Bonfietti ha anche affermato di aver denunciato al Presidente Andreotti ''non solo alla luce delle piu' recenti svolte delle indagini, ma per la mia esperienza di questi dodici anni, che mai l'Aeronautica Militare ha dato contributo fondamentale per il conseguimento della verita', anzi questa verita' ha cercato di allontanare in ogni modo. Si e' perfino messo a disposizione degli imputati - ha aggiunto – documenti espressamente negati al Giudice Istruttore. Mi riferisco – ha specificato - al comportamento degli ufficiali dell'Aeronautica periti di parte nel procedimento in corso''. La Bonfietti ha quindi concluso affermando di aver chiesto ''l'impegno da parte dello Stato e della Pubblica Amministrazione nel suo complesso che non venga spesa, direttamente o indirettamente, neppure una per la difesa degli imputati''. (ANSA)

USTICA: INTERVISTA EX UFFICIALE M.M.

ROMA, 5 FEB - Nel numero in edicola domani, l'''Europeo'' pubblica una intervista (il cui testo e' stato anticipato oggi alla stampa) a un ex ufficiale del corpo di commissariato della Marina Militare, Angelo Demarcus, gia' interrogato dal giudice Priore che conduce l'inchiesta su Ustica. Demarcus, che riporta quanto avrebbe appreso dal maresciallo Dettori (''morto in circostanze misteriose nel 1987'', sostiene l'''Europeo''), identificatore del centro radar di Poggio Ballone al tempo della tragedia, sostiene che il DC9 precipito' ''durante una battaglia tra Mig libici''. Il DC9 – si legge nel testo dell' intervista - ''venne fatto partire in ritardo da Bologna per consentire ad un mig libilo di celarsi ai radar volando sotto la fusoliera''. Il Mig avrebbe avuto il compito di ''abbattere l'aereo di Gheddafi che era in volo per Varsavia'': operazione ''concertata da Cia, Sdece e Sismi''. Sempre secondo il testo dell' Europeo Demarcus afferma che ''qualcuno della fazione filoaraba del Sismi'' avrebbe avvertito il leader libico che invio' invece altri 2 Mig. Nel corso della battaglia ci sarebbe stata una collissione tra il Mig che volava sotto il DC9 e l'aereo Itavia che ''riporto' danni al carrello'' Questa circostanza avrebbe costretto il pilota ad un ammaraggio. Quando il DC9 ammaro', l'aereo sarebbe stato ''imbragato e tenuto a galla per molte ore'' attraverso un cavo legato ad una nave prima di ''esser fatto inabissare''.(ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA, NUOVE PERIZIE

ROMA, 8 FEB - Nuove indagini tecniche sono state disposte oggi dal giudice istruttore Rosario Priore nell' ambito dell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica. Tra le varie perizie che dovevano essere conferite ce n' era una di particolare importanza, di natura fonica. Ma l' affidamento dell'incarico è slittato. In sostanza, un esperto canadese, il professor F.W. Slingerland, che fa parte, ad Ottawa del "Institute for Aerospace Research", doveva essere incaricato di stabilire, attraverso l'esame di una registrazione fatta dal "voice recorder" del Dc9 dell' Itavia, se l' esplosione che ha provocato la tragedia sia avvenuta all' interno o all' esterno del velivolo. In particolare l' esperto, esaminando quello spezzone di nastro in cui si ode una parola troncata a metà, cioè "gua.." avrebbe dovuto stabilire, attraverso vibrazioni intercettate dal nastro, se l'esplosione che determinò il disastro fu esterna o interna. Il pubblico ministero e la parte civile, rappresentata dall' avvocato Franco di Maria, hanno chiesto a Priore che prima di affidare il nastro al perito, venga stabilito la metodologia che l' esperto canadese intende seguire. All' indagine parteciperanno anche i professori italiani Paolo Santini e Andrea Paoloni. Non ci sono stati invece problemi per confermare il conferimento di una perizia balistico - esplosivistica già disposto il 30 dicembre dello scorso anno. L'indagine deve stabilire se il disastro possa essere stato provocato da un missile aria-aria dotato di "testa di guerra" del tipo " continuos road" su aeromobile pressurizzato. L'ordigno in questione esplode prima di colpire il bersaglio, investendolo da brevissima distanza con una micidiale getto di sferule. Queste, nel caso del Dc9, avrebbero perforato alcune parti del velivolo, penetrando all' interno della carlinga, come sarebbe risultato dall' esame di alcuni reperti. Oggi il magistrato ha chiamato a far parte del collegio peritale il professor Giovanni Brandimarte, che è un esperto della Commissione permanente per gli esperimenti sul materiale da guerra e direttore dell' istituto di chimica degli esplosivi con sede a La Spezia. Ai suoi esperimenti, parteciperà per conto della società Itavia il consulente di parte professor Antonio Ugolini, che oggi ha partecipato alla riunione davanti al giudice istruttore Priore, sollecitando che nel corso dell'indagine tecnica si stabilisca l' esistenza di eventuale materiale cementante e lubrificante delle sfere, che sono state ritrovate, tra l' altro, all' interno di un'ala del Dc9. L' ultima perizia conferita oggi è di natura grafica ed è stata affidata ai professori Mario Sorrentino e Renato Perrella. Dovranno esaminare diversi documenti sequestrati al Sismi nel corso delle indagini e stabilire se sia autentica la firma "col. Notarnicola" che compare in calce ad essi. Sullo stesso carteggio i periti dovranno svolgere una serie di accertamenti per stabilire se le annotazioni abbiano subito alterazioni. Le sferule che dovranno essere prese in esame dai periti incaricati dell' indagine balistica sono nove e sono state ritrovate, come si rileva dai quesiti conferiti dal giudice Priore, nel flap dell' ala destra del Dc9. Da qui l' ipotesi che possano appartenere alla testata di guerra di un missile. L' avvocato Franco Di Maria, componente del collegio di avvocati che assistono i famigliari delle vittime, ha chiesto che i periti stabiliscano se queste sferette metalliche" siano state parti di un evento esplosivo e quali siano state, nell' ipotesi affermativa, le cause dell' evento medesimo". L' indagine dovrà inoltre, attraverso un esame radiografico a settori delle parti affidate ai periti, se oltre a quelle recuperate ci siano altre sferule rimaste conficcate nei reperti. L' indagine balistica, secondo l' avvocato Osvaldo Fassari, che rappresenta l' Itavia, deve essere completata da esami medico-legali " per evidenziare le fenomenologie che potrebbero aver causato l' evento esplosivo". Per l' avvocato Fassari, comunque, l' indagine balistica deve essere svolta a largo raggio anche su altri tipi di ordigni. (ANSA)

USTICA: COMUNE PALERMO PARTE CIVILE

PALERMO, 11 FEB - Il Comune di Palermo si costituira' parte civile nel processo per la ''strage di Ustica'' (l' incidente del DC9 dell' Itavia, nel 1980, in cui morirono 81 persone). Il Consiglio comunale ha, infatti, approvato all' unanimita' un ordine del giorno con il quale ''si impegna il sindaco e la giunta municipale a costituire il Comune parte civile nel procedimento in corso sulla strage di Ustica e, in particolare, nei confronti degli imputati di alto tradimento''. L' iniziativa oltre allo scopo di ''tutelare i diritti delle famiglie delle vittime'' si propone l' obiettivo di ''far prevalere la domanda di verita' e giustizia e di difesa e di rinnonvamento della democrazia italiana sulle ragioni e sulle iniziative del potere occulto interno e internazionale che ha ostacolato, e tuttora ostacola, la ricerca della verita' nei diversi livelli istituzionali investiti delle inchieste su Ustica''. Il sindaco Domenico Lo Vasco, commentando l' approvazione dell' ordine del giorno che venerdi' sara' riversato nell' apposita delibera che verra' adottata dalla giunta comunale, ha detto ''per tantissimi anni si e' taciuto e ora per il merito di bravi magistrati si comincia a fare luce''. Lo Vasco ha anche ricordato che quasi tutte le vittime erano di Palermo e che, scegliendo di costituirsi parte civile, ''il comune ha interpretato il desiderio dei congiunti delle vittime e dell' intera citta'''. (ANSA)

USTICA: INTERVISTA EX SOTTUFFICIALE AERONAUTICA

PALERMO, 11 FEB - In una intervista al quotidiano "L' Ora" di Palermo, che ne ha diffuso una sintesi, un sottufficiale dell' Aeronautica in pensione, le cui generalità non vengono rese note, afferma che la sciagura di Ustica sarebbe stata causata da "una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il Mig libico precipitato sui monti della Sila". Il sottufficiale la sera del 27 giugno 1980 sarebbe stato in servizio allo Shape (Supreme Headquarter Allied Powers Europe), il quartier generale della Nato vicino a Bruxelles: nella sintesi dell' "Ora" è detto che si tratta dello stesso militare che due anni fa si mise in contatto con "telefono giallo" la trasmissione di Raitre che dedicò una puntata al "giallo" di Ustica. L'uomo, che - sempre secondo la sintesi - recentemente è stato interrogato dal giudice Rosario Priore, ha riferito all' "Ora" che due aerei americani levatisi in volo da una portaerei nel Mediterraneo avrebbero ricevuto l' ordine di abbattere un Mig libico dopo gli "avvertimenti" rimasti senza risposta. Un missile avrebbe poi colpito il Dc-9 dell' Itavia. La tragedia - ha detto ancora il sottufficiale - è stata registrata anche dal radar di Marsala ma quella parte della bobina non è stata più trovata. "Quella notte - ha concluso - è atterrato a Marsala un aereo militare. Qualcuno sarà andato a sequestrare il nastro". (ANSA)

USTICA: PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME

BOLOGNA, 11 FEB - Daria Bonfietti, Presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica ha espresso in una dichiarazione il proprio ringraziamento e profonda commozione per la decisione del Comune di Palermo (vedi ansa. 117/0B) ''di costituirsi parte civile nella vicenda di Ustica. La citta' - ha detto Bonfietti - che e' stata profondamente colpita nei suoi cittadini dalla strage mostra di potersi schierare apertamente dalla parte di chi ricerca la verita' unendosi, lo voglio ricordare, al Comune di Mantova, al Comune di Bologna, agli enti locali dell' Emilia-Romagna che ci sono stati sempre vicini. Proprio solo ieri il presidente della provincia di Bologna a nome di tutte le province della regione mi ha consegnato un contributo per l' attivita' della associazione. La societa' civile con tutti questi atti mostra di non volere dimenticare - ha proseguito - e chiede con sempre maggiore insistenza la verita' sulla tragica vicenda del DC9. Anche se non corrisponde alle nostre richieste, io voglio sottolineare la decisione del Presidente del Consiglio dei Ministri Sen.Andreotti di dichiarare per la prima volta in atti ufficiali che il Governo si sente 'parte offesa' nella vicenda. Ora io mi aspetto ancora un pronunciamento chiaro dalla Commissione stragi che in questa vicenda ha avuto, con il suo costante lavoro, un ruolo positivo''. ''La commissione - ha continuato Bonfietti - proprio partendo da quello che nelle varie sedute ha, senza particolari divisioni, saputo elaborare, deve saper far sentire forte la sua voce perche' oggi piu' che mai si puo' chiedere conto di quei comportamenti che all' interno della Pubblica amministrazione hanno cosi' a lungo delittuosamente ostacolato la ricerca della verita'. Io - ha proseguito Daria Bonfietti - do molta importanza a questi pronunciamenti che debbono mostrare la volonta' chiara da parte di tutti, Governo, Istituzioni, Societa' civile, di raggiungere la verita' senza lasciare zone d' ombra nelle quali qualcuno possa pensare di trovare impunita'''. (ANSA)

USTICA: ARTICOLO PRESIDENTE ASSOCIAZIONE VITTIME

PALERMO, 12 FEB - In un articolo che ''L' Ora'' di Palermo pubblichera' domani e di cui e' stata diffusa una anticipazione, Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione familiari delle vittime di Ustica, interviene sull' intervista al sottufficiale presunto testimone della strage. ''Le rivelazioni fatte al vostro giornale dal maresciallo addetto al controllo del traffico aereo dei Paesi alleati - scrive la Bonfietti - ci danno la possibilita' di sperare che il 'muro di gomma' si stia sgretolando. Qualora il giudice Priore ne potesse verificare l' attendibilita', queste nuove informazioni potrebbero probabilmente contribuire all' accertamento dei fatti''. ''Molti sono i dati verosimili che vengono portati in questa testimonianza e tali da ricondurre all' ormai sicuro scenario di battaglia aerea che si e' svolto nei nostri cieli. Vogliamo essere fiduciosi - conclude la Bonfietti - che molti altri militari a conoscenza, magari solo, di 'spezzoni' di verita', sentano finalmente il 'dovere civile' di rendere la loro testimonianza all' autorita' giudiziaria''. L' Ora di Palermo, ha pubblicato oggi una intervista al sottufficiale dell' Aereonautica che la sera del disastro sarebbe stato in servizio al Quartere Generale della Nato vicino a Bruxelles. Nella quale afferma, tra l'altro, che la sciagura sarebbe stata causata da ''una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il mig libico precipato sui monti della Sila''.(ANSA)

USTICA: FURTO DOCUMENTI NELLA REDAZIONE DELL'EUROPEO

ROMA, 12 FEB- Una cartella con la prima stesura dell'intervista all'ufficiale di marina Angelo Demarcus, relativa alla tragedia di Ustica e un altra cartella che conteneva materiale in preparazione per un dossier sulle "morti misteriose" del dopo-Ustica, sono state "sottratte" dalla redazione dell'Europeo. Il furto, secondo quanto ha riferito il capo della redazione romana Daniele Protti, è avvenuto la scorsa notte, nei nuovi locali di piazza indipendenza, che da circa un mese ospitano le redazioni romane dei periodici Rizzoli, ed è stato scoperto dal vigilante che prende serivizio alle 7. Approfittando di alcune impalcature esistenti all'esterno del palazzo per lavori di restauro, i ladri sono entrati da una finestra, che hanno forzato,e hanno raggiunto il secondo piano che ospita le redazioni di "Oggi" e dell"Europeo". Hanno rovistato in armadi e cassettiere, aprendo anche la cassaforte del caporedattore di "Oggi"dalla quale tuttavia non hanno sottratto nulla. Nell'ufficio del capo della redazione romana, Daniele Protti , del vicecaporedattore Sandro Provvisionato e della segreteria di redazione dell'Europeo si è concentrato il lavoro dei ladri che hanno ignorato materiale di valore come computer, stampanti , macchine fotografiche, registratori. Oltre al materiale giornalistico i ladri - secondo quanto riferito da un cominicato del settimanale - hanno portato via solo una busta di un inviato, custodita nell'armadio della segreteria di redazione, che conteneva 320 mila lire, e una foto-tessera di Daniele Protti che ha firmato l'intervista insieme a Vittorio Scutti e a Sandro Provvisionato. Quest'ultimo, nei giorni scorsi - si legge nel comunicato dell'Europeo - aveva ricevuto a casa delle telefonate anonime di persone che, qualificandosi come militari, lo coprivano di minacce e insulti invitandolo a non interessarsi più del caso di Ustica.Sempre Provvisionato stava raccogliendo documenti e materiali per l'altro "dossier" sul caso Ustica "sottratto "la scorsa notte dalla redazione del settimanale. Nell'intervista pubblicata sul settimanale, che è in edicola in questi giorni, l'ex ufficiale di marina Angelo Demarcus sostiene che i servizi segreti utilizzarono il dc9 dell'Itavia per coprire un agguato a Gheddafi e che equipaggio e passeggeri furono "testimoni" di una battaglia tra aerei libici nel cielo di Ustica. Nell'intervista l'ufficiale della marina militare ("in servizio effettivo dal luglio 1958 al novembre 1983; successivamente è stato collocato in ausiliaria") sostiene che il dc9 ammarò che era ancora integro e successivamente "fu fatto inabissare perchè i passeggeri e soprattutto l'equipaggio avrebbero potuto raccontare ciò che era accaduto". (ANSA)

USTICA:PROVVEDIMENTI PER UFFICIALI;RESPINTA ECCEZIONE

ROMA, 12 feb - Il giudice istruttore Rosario Priore, al quale e' affidata l' inchiesta sulla tragedia di Ustica, ha respinto la richiesta con la quale il professor Carlo Taormina, difensore di alcuni imputati nel procedimento, aveva sostenuto la nullita' dei provvedimenti che nello scorso mese di gennaio erano stati notificati a tredici ufficiali, la maggior parte dei quali appartenenti (anche se oggi molti sono in pensione) all' Aeronautica. Taormina, sollevando la questione, aveva eccepito che i mandati di comparizione e le comunicazioni giudiziarie firmate da Priore erano nulle in quanto emesse in base alle norme del vecchio codice di procedura penale. Secondo il penalista, che intende riproporre la questione, con un prossimo ricorso, alla Corte di Cassazione, i provvedimenti dovevano essere invece essere decisi secondo le disposizioni del nuovo codice di procedura penale, che ha abolito la figura del giudice istruttore. A sostenere che la questione sollevata da Taormina non era fondata erano stati nei giorni scorsi anche i pubblici ministeri Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi. Ora Priore ha ritenuto di condividere le loro tesi, citando nella motivazione nel suo provvedimento , un' ampia giurisprudenza della Cassazione.(ANSA)

USTICA: COMUNE PALERMO PARTE CIVILE

PALERMO, 14 FEB - La giunta municipale di Palermo, presieduta dal sindaco Domenico Lo Vasco, ha dichiarato di far costituire il Comume parte civile del processo per l' incidente aereo di Ustica (1980, 81 vittime). L' incarico di formalizzare in sede giudiziaria la costituzione di parte civile e' stato affidato all' avv. Vito Lo Verde, capo ripartizione degli affari legali. Lunedi' scorso il consiglio comunale aveva votato un ordine del giorno con il quale si impegnava la giunta a far intervenire il Comune nel processo. Nel documento, approvato all' unanimita', si sottolinea che scopo dell' iniziativa e' ''di contribuire alla tutela dei diritti delle famiglie delle vittime e di far si che la domanda di verita' e di giustizia e di difesa e di rinnovamento della democrazia italiana, riesca ad affermarsi e a prevalere sulle ragioni e sulle iniziative del potere occulto interno e internazionale che ha ostacolato, e tuttora ostacola, la ricerca della verita' nei diversi livelli istituzionali investiti delle inchieste su Ustica''. L' ordine del giorno pone in evidenza che la costituzione di parte civile del Comune deve valere, in particolare, ''nei confronti degli imputati di alto tradimento''. (ANSA)

USTICA: DEPOSITATA PERIZIA DI PARTE SU MIG LIBICO

ROMA,14 feb - Un documento di una trentina di pagine, nelle quali il consulente di parte civile Armando Iorno propone al giudice istruttore Rosario Priore l' esito delle sue indagini tecniche circa il percorso compiuto, prima di precipitare , dal Mig libico ritrovato il 18 luglio del 1980 sulla Sila.Nella relazione il perito stabilisce anzitutto che il velivolo è del tipo "Mig 23 Ms Flogger E", secondo la classificazione Nato; poi attraverso una serie di considerazioni e di rilievi tecnici, giunge ad esprimere la convinzione che tale velivolo militare, anche se dotato di tre serbatoi supplementari, sarebbe stato in grado di compiere un tragitto di soltanto 1420 miglia nautiche. Proprio da questa circostanza, gli avvocati che sono costituiti in collegio di parte civile per conto dei famigliari delle 81 persone perite nel disastro, ipotizzano che difficilmente il Mig possa essere partito per la sua missione che resta tuttora misteriosa, dalla base libica di Benina, come è stato ipotizzato nel corso delle indagini. Il documento sarà ora valutato dal dottor Priore, che e quotidianemente impegnato nell' attività istruttoria. Frattanto il giudice Priore, ha respinto una istanza con la quale la difesa della società Itavia aveva chiesto che venisse revocato l' incarico al consulente di alcuni ufficiali dell'aeronautica, che nell'inchiesta hanno assunto la posizione di imputati,in seguito ad un mandato di comparizione che fu emesso contro di loro dal giudice Vittorio Bucarelli. In particolare, secondo la difesa dell' Itavia, il maggiore Salvatore di Natale non può svolgere l' incarico in quanto come esperto del centro dell' aeronautica di Borgo Piave, a Latina, ebbe l' incarico di esaminare i nastri registrati dalla postazione radar di Marsala e sequestrati dal pubblico ministero Giorgio Santacroce. Lo stesso pubblico ministero, nell' esprimere il suo parere sulla questione, aveva rilevato che il maggiore Di Natale aveva testimoniato anche davanti alla Commissione Parlamentare sulle stragi. Priore, sulla base di varie considerazioni giuridiche ha ritenuto che non sussista l' incompatibilità denunciata. Tuttavia nella motivazione si rileva: " Nè si venga a dire che così si danneggiano i diritti della difesa, giacchè a tale decisione si è costretti dalla grave scorrettessa costituita dalla nomina in qualità di consulente tecnico di persona che tanta parte ebbe nello sviluppo dei fatti per cui si procede, situazione che dovrebbe essere nota a chi nominò il predetto". (ANSA)

USTICA: SINDACATI INCONTRANO ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME

ROMA, 18 FEB - Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i rappresentanti dell'Associazione ''Parenti delle vittime della strage di Ustica'' esprimendo ''solidarieta' e impegno nel dar loro aiuti concreti''. Lo ha reso noto, in un comunicato, la Cgil ribadendo anche la ''piena adesione dei sindacati alla manifestazione nazionale organizzata dall'Associazione per il mese di giugno, in coincidenza con l'anniversario della sciagura''. Di fronte alle ''difficolta''' esposte dalla presidente dell'Associazione stessa, Daria Bonfietti – continua la nota - ''il segretario generale della Cgil, Bruno Trentin e il segretario generale aggiunto della stessa confederazione Ottaviano Del Turco, insieme ai segretari confederali Raffaele Morese della Cisl e Giancarlo Fontanelli della Uil hanno deciso di lanciare un appello ai lavoratori, organizzando una sottoscrizione di sostegno alle famiglie delle vittime''. Ricordando che ''i tre segretari generali invieranno una lettera aperta ai presidenti della Repubblica e del Consiglio con l'indicazione di proposte precise'' il comunicato conclude annunciando che ''sara' valutata la possibilita' che i sindacati di categoria, cioe' le federazioni dei trasporti, si costituiscano parte civile, a tutela del personale viaggiante, partecipando cosi' al collegio peritale e di difesa''. (ANSA)

COMMISSIONE STRAGI: BOZZA RELAZIONE USTICA; COMMENTI

ROMA, 19 FEB - Primi commenti alla bozza di relazione su Ustica, deposita oggi in commissione stragi. Per Sergio De Julio (Sin.Ind.), nel documento finale ''non ci sono cose ad effetto. E' un ribadire le posizioni gia' espresse. C' e' un qualche maggior elemento critico nei confronti del Governo mentre e' riaffermata la dura valutazione sull' Aeronautica. Per l' Aeronautica - ha detto ancora - e' chiaramente descritta quell' attivita' di inseguire le ipotesi per limitarle a quelle che escludevano il missile''. Antonio Rastrelli, senatore missino, ha detto che non viene ''indicato l' elemento che potrebbe unificare la condotta di Aeronautica, magistratura e governo nella vicenda. Il 'grande vecchio', il grande ispiratore di questo atteggiamento comune sfugge completamente alla relazione. La parte sostanziale non c' e'. C' e' ricostruzione dei fatti, ma non giudizi. La relazione - ha aggiunto - lascia al lettore il compito di tirare le somme: e' una carenza gravissima. Avremmo dovuto indagare fino in fondo per capire perche' si sia agito per creare questa copertura complessiva. Il Sios Aeronautica, con il gen. Tascio, e' nell' occhio del ciclone, mentre si stabilisce anche una connessione tra Ustica e il Mig sulla sola osservazione della stragegia di depistaggio e copertura che fu attuata durante le due vicende. Non ci sono pero' prove della coincidenza e della contestualita' dei due fatti''. Francesco Macis, capogruppo del Pds in commissione, ha sostenuto che nel testo ''non c' e' molto di nuovo. Mi sarei atteso conclusioni molto piu' specifiche e precise sulle responsabilita' politiche e degli apparati amministrativi che invece non mi pare ci siano. E' una ricapitolazione dei fatti e una indicazione delle responsabilita' amministrative e politiche che emergono in maniera incontrovertibile. Queste erano gia' state accertate e indicate, ma le conclusioni che se ne traggono mi paiono deboli. Forse - ha aggiunto Macis - l' atteggiamento della Dc comincia a dare i suoi frutti. Quella stessa Dc che blocca i lavori della commissione stragi, ma spinge per l' approvazionre, al comitato per i servizi segreti, di un documento su Gladio che sara' di segno opposto a quello del presidente Gualtieri. Al comitato non sono possibili le relazioni di minoranza. Quello che si vuole - ha concluso - non e' una affermazione sulla regolarita' dei lavori della commissione, ma un timbro sulla legittimita' di Gladio che deve essere apposto a tutti i costi''. (ANSA)

COMMISSIONE STRAGI: DEPOSITATA BOZZA RELAZIONE SU USTICA

ROMA, 19 FEB - ''Le conclusioni stanno nei fatti: le vicende di Ustica e del Mig non potevano essere affrontate in modo peggiore. Non c' e' stata innocenza''. Questo il giudizio finale della bozza di relazione sulla vicenda di Ustica, preparata dal presidente della commissione stragi, Libero Gualtieri, e depositata stamane presso la segreteria dell'organismo bicamerale. Tra l' altro il documento (64 pagine suddivise in otto capitoli, piu' una introduzione ed una conclusione) sottolinea che agli 81 morti del Dc9 Itavia, caduto tra Ustica e Ponza il 27 giugno 1980, ''c'e' da aggiungere una ottantaduesima vittima: l' aeronautica. E cio' a causa del comportamento di alcuni ufficiali''. In sostanza il documento ricalca, per ampia parte, la pre-relazione gia' approvata dalla commissione il primo ottobre del 1990 aggiungendo elementi documentali, noti, nel frattempo acquisiti. I tre soggetti, sui quali si fanno dei rilievi, come gia' nel primo documento, sono rispettivamente l' Aeronautica, la magistratura e il governo che ''si lascio' tranquillizzare'' dall' Arma azzurra. Il testo e' stato depositato ma non diffuso, stamane, e quindi e' stato possibile ricostruirne le parti essenziali in base a quanto riferito dai commissari. ''Deludente - e' scritto nel documento - e' stata la risposta della magistratura, la quale non ha trovato in quegli accertamenti elementi sufficienti per imprimere all' inchiesta quella accelerazione auspicabile ed anche doverosa e non ha saputo far meglio che 'processare davanzali' (il presidente dell' Itavia, compagnia di bandiera del Dc.9 - ndr)''. ''Per la commissione e' possibile indicare al Parlamento le responsabilita' dei poteri pubblici e delle istituzioni militari per avere trasformato una 'normale' inchiesta sulla perdita di un aereo civile con tutti i suoi 81 passeggeri in un insieme di menzogne, di reticenze, di deviazioni, al termine delle quali alle 81 vittime se ne' e' aggiunta un' altra: quell' Aeronautica militare che, per quello che ha rappresentato e rappresenta, non meritava certo di essere trascinata, nella sua interezza, in questa avventura''. Un rilievo anche al governo: ''Le risposte del governo alle interrogazioni e interpellanze su Ustica sono un documento impressionante''. Ecco in sintesi i principali rilievi presenti negli otto capitoli. 1) Introduzione: non c' e' certezza sulle cause. I magistrati attendono le perizie finali. La commissione stragi puo' pero' valutare che ci sono responsabilita' certe, indipendenti dalle ragioni del disastro. La commissione puo' ''indicare la responsabilita' dei pubblici poteri e delle istituzioni militari''. 2) Operazioni di ricerca e soccorso: molti i rilievi critici. Tra l' altro si afferma che tre punti di rilevamento (due a Ciampino e Licola) hanno indicato tre coordinate per il punto di caduta del velivolo, tutte errate con uno scarto che va da 30 a 60 chilometri dal punto dell' incidente. La versione Bonifacio (aereo che plana e galleggiamento) non e' attendibile. 3) Le diverse ipotesi: e' ricordata in dettaglio l' attivita' della commissione amministrativa Luzzatti e del giudice Santacroce. ''Il gen. Rana indico' per primo il missile e solo il missile come ipotesi''. 4) Le prime fasi dell' inchiesta e le acquisizioni della magistratura: oggi ''l' inchiesta giudiziaria e' condotta con grande impegno e competenza ma sconta il ritardo con cui furono individuate dai magistrati, incaricati per primi, talune problematiche''. 5) Gli accertamenti dell' Aeronautica militare. ''Bilanciamento'' e ''neutralizzazione'' delle ipotesi prevalenti: c' e' una omogeneita' di azione fra il gen.Tascio (Sios Aeronautica) e quanto fece la commissione Luzzatti. Il 23 dicembre '80 Tascio indica la posizione ufficiale dell' Aeronautica che sara' sostenuta per diversi anni. In quello stesso momento l' Arma azzurra ha gia', per certa, l' ipotesi missile. Santacroce aveva accertato, negli Usa, che in prossimita' del Dc-9 potevano esserci due velivoli. C' e' poi da chiarire l' attivita' svolta da Tascio e dall' Aeronautica nel gruppo di lavoro creato, subito dopo l' incidente, presso l'ambasciata Usa. 6) Il lungo letargo dell' inchiesta: il contatto tra Sios e Santacroce desta ''molte perplessita'''. Nei documenti stilati dal gen. Tascio vi sono ''una serie di inesattezze, tutte convergenti, sulla tesi che vicino al Dc-9 non vi fosse un altro aereo e quindi non poteva esserci missile''. Molto presto, ''l' inchiesta va in letargo''. Si parla anche dell' attivita' della commissione Blasi e delle due distinte risultanze peritali, e del recupero dei resti del velivolo. Altra vicenda ''sepolta'' e' quella del Mig libico caduto in Sila. 7) L' intervento del Parlamento, del gGoverno e degli altri organi istituzionali: si ricostruire in dettaglio la questione Formica-Lagorio, con le divergenze appurate sull' ipotesi del missile, e si citano anche le dichiarazioni fatte dall' ex sottosegretario ai servizi segreti, sen.Francesco Mazzola (''Mi presero per il bavero''). Dopo la relazione dell' Aeronautica, nel 1989, l' autorita' politica non assunse iniziative e ''si limito' a farsi tranquillizzare dall'Aeronautica''. Mazzola riconosce anche il sostanziale blocco economico che impedi' il recupero dei resti del velivolo fino a quando si ebbe l' intervento dell' allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giuliano Amato. 8) Conclusioni: Gualtieri riepiloga il rilievi fatti ai tre soggetti chiamati in causa, osservando tra l' altro che ''si tratta di fissare nuove norme affinche' in casi futuri esistano competenze diverse tra le autorita' ministeriali e amministrative e quelle giudiziarie''. Richiesta anche l' istituzione di apposito ente chiamato a sovrintendere alle inchieste sugli incidenti aerei. (ANSA)

USTICA: "EUROPEO" SU "DIECI MORTI MISTERIOSE"

ROMA, 19 FEB - La storia di dieci morti definite "misteriose" di persone che sarebbero venute in contatto con "i segreti di Ustica" è l' argomento di un servizio che sarà pubblicato domani dall'"Europeo" e di cui il settimanale ha anticipato oggi il testo. Nell' articolo si solleva "il sospetto che quelle morti siano tutte legate alla tragedia di Ustica" (27 giugno 1980). L' elenco si apre con quelle di un capitano stroncato da un infarto e di un maresciallo trovato impiccato, "entrambi in servizio la sera del 27 giugno" nel centro radar di Poggio Ballone, presso Grosseto. Si ricordano poi la morte per un incidente stradale dell' allora "comandante dell' aeroporto militare di Grosseto, competente sul sito radar di Poggio Ballone" e quelle di due dei tre piloti delle "Frecce Tricolori" precipitati a Ramstein, in Germania, nell'88, che, secondo quanto riferisce l' articolo, sarebbero stati a bordo di un aereo decollato, insieme con altri due velivoli, da Grosseto la sera del disastro di Ustica. Nel 1984, "altro misterioso incidente stradale", in cui muore il sindaco di Grosseto, che, afferma il settimanale, aveva raccolto le confidenzedi alcuni militari, secondo cui "due caccia si erano levati in volo dalla base di Grosseto per inseguire e abbattere un mig libico". Nel servizio viene poi definito "un attentato anomalo" quello di cui fu vittima il generale dell'Aeronautica Licio Giorgeri, ucciso nell' 87 dalle "Unità combattenti comuniste". Secondo quanto riportato nell'articolo, "all' epoca della strage di Ustica Giorgeri faceva parte dei vertici del Rai, il Registro aeronautico italiano", responsabile del quale era il generale Saverio Rana, "morto di infarto". L' articolo riferisce poi della morte in un incidente stradale in Calabria di un maresciallo dell' Aeronautica che "stava conducendo un' indagine" sul mig libico precipitato, secondo il giornale, sulla Sila la sera della tragedia di Ustica. Infine, la morte di un altro maresciallo, "freddato con tre colpi di pistola al ventre il primo febbraio del 1991", il quale, si afferma nel servizio, fino al 1985 "aveva lavorato all' aeroporto di Lamezia Terme, uno scalo direttamente coinvolto nella vicenda del mig libico". Alla fine dell'articolo si indica un undicesimo caso, che potrebbe rientrare nell' elenco: quello di un ex pilota della 46/a Aerobrigata di Pisa, "precipitato con il suo Piper antincendio il due febbraio scorso". Il settimanale riferisce che un quotidiano, dopo l'incidente, aveva rievocato un' intervista in cui il pilota "aveva duramente attaccato" un alto ufficiale dell'Aeronautica, "oggi inquisito nell' inchiesta sul Dc9". (ANSA)

USTICA: GIUDICE PRIORE A BOLOGNA

BOLOGNA, 19 FEB - Dopo aver lasciato la Toscana Priore nel pomeriggio è arrivato a Bologna dove, a quanto si è potuto apprendere, ha incontrato i sostituti procuratori Libero Mancuso, pm al processo per la strage alla stazione, e Leonardo Grassi, titolare dell'inchiesta-bis. Il maggiore Marcantonio Bianchini del reparto operativo dei Carabinieri di Roma, che normalmente assiste Priore nell' indagine su Ustica, si è invece recato negli uffici del centro elettronico delle Ferrovie dello stato dove sono conservate le registrazioni dei voli civili e militari. Nell' ottobre scorso Priore aveva fatto sequestare presso Civilavia il nastro magnetico originale con le registrazioni dei voli e poi il 5 novembre a Bologna lo aveva confrontato con la copia e la strisciata a stampa conservata negli uffici delle ferrovie. Nel 1980 Civilavia aveva appaltato al centro meccanografico Fs di Bologna (che sovrintendeva a tutto il sistema dei trasporti nazionali) la fatturazione dei sorvoli nello spazio aereo italiano alle compagnie di bandiera e alle aviazioni militari per il pagamento delle relative tasse. Ancora oggi è possibile decrittare i nastri soltanto a Bologna. Qui Priore fece ordinare i sorvoli (che sono registrati in sequenza) per giorno, ora, compagnia di bandiera o aviazione militare, per poi confrontare questi dati con quelli già a disposizione della magistratura. A tarda sera il giudice Priore e il Pm dell' inchiesta su Ustica Giovanni Salvi, che lo accompagnava, hanno lasciato il palazzo di Giustizia dove hanno ascoltato alcuni testimoni. Ai cronisti che, dopo l' incontro con i magistrati di Bologna Grassi e Mancuso, hanno chiesto se esiste un filo che lega le due inchieste, Ustica e la strage alla stazione Priore ha risposto: "questo è un argomento di discussione", ma a quanto si è appreso ai magistrati non risultano elementi nuovi. Il giudice Priore ha inoltre definito "interessante", la documentazione del centro elettronico delle Ferrovie dello stato. (ANSA)

USTICA: GIUDICE PRIORE A GROSSETO

GROSSETO, 19 FEB - Il giudice Rosario Priore, titolare dell' inchiesta sulla strage di Ustica, ha compiuto oggi una visita all' aeroporto "Baccarini" di Grosseto, base del Quarto stormo caccia dell'Aeronautica militare. Il magistrato, accompagnato da alcuni collaboratori del suo ufficio, è stato ricevuto dal comandante della base, colonnello Tiziano Tosi, alle 13,30. Dopo il colloquio, sul cui tenore non sono trapelate indiscrezioni, il giudice Priore ha compiuto una visita all' aeroporto, da cui, secondo alcune voci, smentite fermamente dall' Aeronautica militare, sarebbe partito un aereo militare che potrebbe essere stato coinvolto nella tragedia del DC9. Durante il suo breve soggiorno in Maremma, il magistrato non avrebbe visitato invece il centro radar di Poggio Ballone che registrò alcune fasi dell' ultimo volo dell' aereo dell'Itavia. (ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 21 FEB - Possibili intrecci tra la tragedia di Ramstein (Germania), provocata dalla collisione di due aerei della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori il 28 agosto del 1988, e la vicenda di Ustica sono all' esame delle indagini che il giudice istruttore Rosario Priore sta conducendo sulla sciagura del Dc9 dell'Itavia. Nel corso della trasferta compiuta nei giorni scorsi a Grosseto e a Bologna, il magistrato, secondo quanto si è appreso, avrebbe ascoltato, come testimoni, le vedove degli ufficiali Ivo Nutarelli e Mario Naldini, piloti dei due aerei che si scontrarono nel cielo di Ramstein provocando la morte di 51 persone ed il ferimento di altre 400. Nel corso dell' interrogatorio le due donne avrebbero riferito particolari che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti. Il possibile legame, tutto da verificare, della tragedia di Ramstein con alcuni risvolti della vicenda di Ustica era stato ipotizzato da alcuni organi di informazione tedeschi successivamente ripresi dal settimanale "L' Europeo". Secondo quanto è stato scritto, i piloti Nutarelli e Naldini avrebbero fatto parte dell'equipaggio di un aereo "TF 104" biposto levatosi in volo dall'aeroporto di Grosseto, insieme con altri due velivoli militari, la sera del disastro di Ustica. Sempre secondo "L' Europeo", i due piloti morirono una settimana prima di un possibile interrogatorio su Ustica. La tragedia di Ramstein avvenne il 28 agosto del 1988, durante una esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale "Frecce Tricolori" in occasione della Giornata Aerea Internazionale che si svolse nella base aerea americana, quartiere generale delle Forze Aeree Americane in Europa. Tre aerei si urtarono in volo mentre eseguivono il "cardioide", una figura che prevede che le "Frecce tricolori" convergono da due lati a bassa quota e il "solistà li incrocia a quota più alta. L' Inchiesta accertò inceve che l' aereo del "solista" (il tenente colonnello Ivo Nutarelli) arrivò all' appuntamento quasi alla stessa quota degli altri aerei, urtandoli. I tre aerei, pilotati dal tenente colonnello Nutarelli, dal tenente colonnello Mario Naldini e dal capitano Giorgio Alessio, dopo la collisione precipitarono sulla folla provocando 51 morti e più di 400 feriti. (ANSA)

USTICA: "NON SO NIENTE" DICE VEDOVA PILOTA MORTO A RAMSTEIN

PRATO (FIRENZE), 22 FEB - "È vero sono stata sentita dal giudice Priore, ma non avevo niente da dire a lui e tantomeno ho qualcosa da dire ora alla stampa". Lo ha affermato Leri Risaliti, vedova del pilota delle "Frecce tricolori" Ivo Nutarelli, morto il 27 agosto 1988 a Ramstein (Germania), insieme ai colleghi Mario Naldini e Giorgio Alessio, nell'incidente aereo che provocò la morte di 51 spettatori ed il ferimento di altri 400. Secondo alcune indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, le vedove di Nutarelli e Naldini avrebbero riferito al giudice Rosario Priore, titolare dell' inchiesta sulla strage di Ustica, che i loro mariti (nel 1980 erano in servizio alla base di Grosseto) il giorno dopo la strage avrebbero loro detto che l' aereo Itavia era stato abbattuto per errore da un missile. Leri Risaliti, che vive a Prato, si è limitata a confermare l' incontro con il giudice, ma non ha voluto aggiungere altro, affermando semplicemente di non avere niente da dire e concludendo che sulla vicenda "sono state scritte cose non vere". Nutarelli e Naldini, la sera dell'abbattimento del DC-9 rimasero in volo con i loro caccia "F-104" fino a pochi minuti prima della strage e in vicinanza di Ustica. I due, fra l' altro, secondo alcune indiscrezioni non confermate, avrebbero dovuto essere interrogati dai magistrati inquirenti appena una settimana dopo il loro incidente a Ramstein. Il giudice Priore, oltre ad aver ascoltato le vedove dei due piloti, mercoledì scorso, si è recato all' aeroporto "Baccarini" di Grosseto, base del Quarto stormo caccia dell'Aeronautica militare. Il magistrato, dopo aver incontrato il comandante della base, effettuò un giro per l' aeroporto da cui, secondo voci smentite dall' Aeronautica, sarebbe partito un aereo militare che potrebbe essere stato coinvolto nella tragedia del DC-9. (ANSA)

USTICA: INTERVISTA A MARESCIALLO DI MICCO

ROMA, 25 Feb - L' ex maresciallo dell' Aeronautica militare Antonio Di Micco, gia' in servizio presso la base radar di Licola, coinvolto nelle indagini sulla tragedia di Ustica e chiamato dal giudice Rosario Priore a rispondere dell' accusa di falsa testimonianza aggravata, ha rilasciato un' intervista - della quale e' stata anticipata una sintesi - che apparira' sul prossimo numero di ''Notizie verdi'', organo dela federazione dei Versi. Di Micco afferma di essere stato interrogato da Priore ''sulle comunicazioni telefoniche che erano seguite due o tre ore dopo l' incidente''. Rispondendo all' intervistatore, Di Micco conferma che arrivarono delle telefonate con richieste di informazioni sull' accaduto, ma precisa che si e' trattato ''solo di comunicazioni di servizio'', e di non aver riconosciuto chi gli chiedeva informazioni. ''Non riconobbi il colonnello in questione - dice - e comunque gli dissi subito di rivolgersi all' ente superiore di Martina Franca''. ''Volevano farci dire - aggiunge Di Micco - che si trattava di Zeno Tascio ed invece non e' vero''. ''Se io avessi risposto a Tascio - continua - la telefonata sarebbe andata diversamente da come e' andata, perche' lo conoscevo molto bene. Ed e' falso che io nella telefonata seguente con il capitano Patronigriffi abbia detto 'ha telefonato quello dello Stato Maggiore'''. ''Ho detto - ribadisce Di Micco - 'un colonnello dello Stato maggiore proprio perche' non lo avevo riconosciuto''. (ANSA)

USTICA:PROVVEDIMENTI CONTRO UFFICIALI;RICORSO CASSAZIONE

ROMA, 28 feb - Sara' la Cassazione a stabilire se debba svolgersi secondo le norme del vecchio codice di procedura penale, ovvero in base a quelle entrate in vigore il 24 ottobre del 1989, il procedimento avviato dal giudice istruttore Rosario Priore, nell' ambito dell' inchiesta sul disastro di Ustica, contro i tredici ufficiali coinvolti nell' indagine con i provvedimenti emessi il 30 dicembre dello scorso anno. A rivolgersi alla suprema corte e' stato il professor Carlo Taormina, che nell' inchiesta assiste cinque ufficiali (due dei quali imputati, mentre gli altri sono indagati). Il difensore, il 23 gennaio scorso con una eccezione aveva fatto rilevare a Priore che i provvedimenti emessi contro i suoi assistiti (e di conseguenza anche contro gli altri) dovevano essere dichiarati nulli. E cio' in quanto, pur essendo pienamente operante la nuova nornativa ed essendo stati i fatti contestati contestati in questa situazione, i provvedimenti stessi erano stati emessi secondo le disposizioni del precedente codice. L' eccezione di Taormina e' stata respinta da Priore su conforme richiesta del pubblico ministero. Ma il professor Taormina, con un ricorso di ventitre' pagine, ha chiesto il giudizio della Cassazione per evidenziare quelli che, a suo giudizio ''sono i gravi errori in cui sono incorsi il giudice istruttore e, prima di lui, i magistrati inquirenti''. Nel ricorso, il professor Taormina ha sottolineato che la giurisprudenza della Cassazione e' assolutamente unanime perche' ''nei confronti dei nuovi imputati e indiziati si proceda secondo il nuovo codice''. Il penalista, percio', esprime ''meraviglia e rammarico per la mancata, corretta applicazione di una norma chiarissima e di giurisprudenza assolutamente conforme''. Nel suo ricorso il rofessor Taormina non esclude, in un prossimo futuro, ''di poter sollevare altre questioni di competenza per quanto riguarda i fatti di Ustica'' ora all' esame di Priore. A quest'ultimo, inoltre, chiedera' di ''rivedere la sua erronea decisione (in merito al rigetto della sua eccezione), invitandolo a pronunciarsi con formale sentenza sulla sua competenza a giudicare''.(ANSA)

USTICA; DUE MISSILI ACCANTO A RESTI DC9 ITAVIA?

ROMA, 3 mar - Nei fondali di Ustica, a poca distanza dai resti del Dc9 dell' Itavia i tecnici "Ifremer" , incaricata di recuperare il velivolo, notarono "forme particolari" che potrebbero essere il corpo di missili? Fu l'ingegner Massimo Blasi, supervisore al recupero, a dare uno stop all'operazione quando da bordo del minisommergibile "Nautile" un tecnico impegnato nell' opera di esplorazione dei fondali pronunciò in francese la parola "missil"? Questi due interrogativi (ai quali non è stata mai data una risposta), sono ripresi in considerazione dal giornalista Annibale Paloscia nel libro-inchiesta "Ustica: un caso ancora aperto". Il volume, che sarà in edicola con il prossimo numero di "Avvenimenti", è il quinto della serie "Storia dell' Italia dei Misteri" confezionata dal settimanale. "La mattina del 22 maggio 1988 - si legge nel libro - il 'Nautile' esplora la profondità del Tirreno alla ricerca dei pezzi del Dc9 dell'Itavia....sul piccolo sommergibile (che filma e registra tutta l' operazione: n.d.r.) sono imbarcati due operatori dell'Ifremer. Alle 11,58 appare sul fondo una forma particolare, che potrebbe essere il corpo di un missile. Uno dei due operatori scandisce la parola missile. Dalla registrazione si sente chiaramente la pronuncia francese misil". Qualche cosa, però, a giudicare dalle registrazioni, non va, secondo l'autore: "Qualcosa è stato tagliato: immagini o parole?". L' esplorazione dei fondali, a 3600 metri riserva, secondo l'autore, un' altra sorpresa: "Alle 13,53 - si legge nel libro - si intravede un' altra classica forma di missile, un trapezio isoscele con un corpo allungato. Alle 14,34 sul nastro scorre l' immagine dello stesso oggetto da un' altra angolazione. Le ricerche dell' Ifremer vengono sospese tre giorni dopo. Il 26 giugno si fa una verifica sul fondo per prendere nota dei reperti non recuperati. Il direttore dell'Ifremer, ingegner Roux, rivela in una intervista che lo stop è stato dato dall' ingegner Blasi". Nel libro, sulla base delle registrazioni fatte dal minisommergibile, si ipotizza che i due "corpi" di presunti missili possano appartenere ad ordigni del tipo "Matra R 530" francese e "Shafrir" israeliano. Si legge ancora nel libro: "Forse la sera di quel 27 giugno 1980 uno di quei due missili che sono ancora in fondo al mare è stato lanciato contro il Dc9 dell' Itavia e l' ha passato da parte a parte come un panetto di burro". (ANSA)

USTICA: CAPO STATO MAGGIORE AERONAUTICA

ROMA, 5 MAR - Il Capo di stato maggiore dell' Aeronautica ha ribadito oggi di ''non sapere perche' il DC.9 di Ustica e' caduto, ne' e' in grado di avanzare ipotesi sull'incidente''. Il gen. Stelio Nardini, intervenuto oggi ad un incontro dello stato maggiore con l'Associazione giornalisti aerospaziali italiani (Ugai), ha sottolineato che se lui stesso ''non e' uscito allo scoperto per contrastare le piu' recenti ipotesi di un coinvolgimento dell' Aeronautica apparse sulla stampa e' perche' in precedenti occasioni sono stati criticati sia gli interventi che che i silenzi''. Sull' argomento, ha proseguito Nardini, sembra che ''non si possa ne' parlare ne' stare zitti, anche perche' e' molto difficile per chi e' innocente dimostrarlo. L'Aeronautica ha fiducia nella magistratura ed e' sicura che la verita' verra' a galla''. Nardini ha inoltre detto che il Nuovo modello di difesa ''e' un ottimo lavoro e non e' vero che l' Aeronautica ne esca 'sconquassata'. Considerando gli insegnamenti del Golfo, il 'Modello' riconosce invece giuste molte esigenze dall' Aeronautica che prima si erano dovute tagliare''. Nei prossimi anni, ha concluso Nardini, ''dovremo spendere al meglio ogni lira disponibile, riducendo le basi, ottimizzando la logistica, ma conservando la possibilita' di intervento non solo nei confini nazionali, ma ovunque vi sia una minaccia alla sicurezza internazionale''. (ANSA)

USTICA: FORZATE PORTE ABITAZIONI AVVOCATI E INVESTIGATORI

ROMA, 6 MAR - Persone che la Digos sta cercando di identificare hanno forzato, tra il 15 ed il 25 febbraio scorso (la notizia si è appresa solo oggi dato il riserbo degli investigatori), le porte delle abitazione e le automobili degli avvocati di parte civile e di collaboratori dei magistrati Rosario Priore e Giovanni Salvi nonchè di periti impegnati nell'indagini tecniche sulla tragedia di Ustica. La digos ha già fatto diversi sopralluoghi e rilievi e quanto prima invierà un rapporto alla procura della repubblica. Secondo quanto si è appreso, sia dalle abitazioni sia dalle automobili non sono stati asportati oggetti o documenti. L' ipotesi fatta dagli investigatori è quella che gli ignoti fossero alla ricerca di atti sull' inchiesta giudiziaria. Tra le persone che hanno ricevuto le misteriose "visite" c'è l' avvocato Osvaldo Fassera, patrono di parte civile nell' inchiesta su Ustica per conto dell' Itavia. Ascoltato dalla Digos, il penalista ha confermato che sia dalla sua abitazione che dalla sua automobile non è stato asportato alcunchè. (ANSA)

USTICA: GIUDICE PRIORE IN USA

New York, 12 Mar - Il giudice Rosario Priore e altri magistrati incaricati dell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica sono da alcuni giorni negli Stati Uniti per una serie di accertamenti ma hanno evitato accuratamente incontri con i giornalisti. Lo hanno reso noto fonti giudiziarie di Washington. Priore avrebbe dovuto compiere un viaggio negli Usa tra la fine di Gennaio e l' inizio del Febbraio scorso per cercare di ascoltare alcuni ex funzionari e ex ufficiali militari che si trovavano in Italia con diverse funzioni al tempo del disastro del DC-9 dell' Itavia. Quel viaggio pero' non ebbe luogo. I cinque - William McBride, ufficiale della marina con la 16ma Flotta, William McDonald dei marines, Dick Coe, colonnello dell' Aeronautica, Douane Claridge, ex funzionario della Cia, e Steve May, un diplomatico - avrebbero fatto parte di una commissione costituita appositamente allora per indagare sul disastro di Ustica. A quella commissione avrebbe prestato la sua collaborazione il Colonnello Zeno Tascio a quel tempo responsabile del 'Sios' aeronautica. Secondo le fonti, il giudice e gli altri funzionari al seguito dovrebbero far ritorno in Italia oggi stesso. (ANSA)

USTICA: RIENTRATI GIUDICI DA TRASFERTA IN USA

ROMA, 13 MAR - Sono rientrati questa mattina a Roma dagli Stati Uniti dove si erano recati lunedì scorso, il giudice istruttore Rosario Priore e i pubblici ministeri Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli per svolgere attività istruttoria nell' ambito dell' inchiesta sulla strage di Ustica. Il viaggio, anche per evitare che al seguito dei tre magistrati si recassero giornalisti, si è svolto nel massimo riserbo. Partiti lunedì scorso, per tre giorni (martedì , mercoledì e giovedì) Priore e i pubblici ministeri hanno lavorato a tempo pieno interrogando otto persone ed acquisendo un' ampia documentazione ritenuta utile alla prosecuzione dell' inchiesta. Dalle autorità americane i tre magistrati sperano di poter ottenere nei prossimi giorni altri documenti. Ne hanno fatto una specifica richiesta anche se questi dossier sono attualmente classificati. Tuttavia c' è la speranza -è stato fatto notare dagli inquirenti-che le autorità americane diano la loro massima collaborazione. Negli Stati Uniti i giudici, che sono stati accompagnati da ufficiali dei carabinieri e funzionari dell' Ucigos, secondo quanto si è appreso hanno interrogato otto persone che erano in grado di dare informazioni su che cosa avvenne non appena si diffuse la notizia del disastro del 27 giugno 1980. In particolare sono stati interrogati come testimoni William Mc Bride, della Us Navy e ufficiale di collegamento della 16/a flotta; William Mc Donald, responsabile del corpo dei marines dislocati in Italia; Dick Coe, tenente colonnello dell' Us Air Force ed addetto militare presso l'ambasciata americana in Italia; Douane Claridge, capo della stazione Cia in Italia e Steve May, diplomatico. Inoltre i magistrati hanno anche ascoltato altri tre testimoni che all'epoca dei fatti erano o addetti militari o consiglieri politico-militari dell' ambasciata. Di costoro, però, per il momento non si conosce il nome. Sembra comunque certo che tutti avrebbero fatto parte di una commissione che subito dopo il disastro indagò sulle cause della tragedia. Insieme con loro avrebbe anche lavorato, per uno scambio di documenti e di informazioni, il colonnello Zeno Tascio, responsabile all' epoca del Sios aeronautica. Nella trasferta americana i tre magistrati hanno avuto piena collaborazione dal dipartimento della giustizia, dal Pentagono e dalla segreteria di Stato. I documenti già acquisiti vengono giudicati di notevole rilievo per quanto riguarda la vicenda Ustica. Nessuno di questi comunque, ha un diretto riferimento con la vicenda del Mig libico. Come si è detto, Priore e i pubblici ministeri hanno chiesto altri carteggi. La loro istanza sarà esaminata nei prossimi giorni e, se sarà possibile, i documenti in questione saranno declassificati e consegnati all' autorità giudiziaria italiana. (ANSA)

USTICA: INDAGINE DIGOS ROMA DOPO MISTERIOSI EPISODI

ROMA, 30 mar - Per la seconda volta in un mese si sono ripetuti, in margine all' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica, misteriosi episodi, l' ultimo dei quali accaduto negli stessi uffici "bunker" di Piazza Adriana", che hanno determinato indagini da parte della Digos di Roma. Sono del 6 marzo scorso le prime notizie di tentativi di furto , effrazioni delle porte di studi legali e di danneggiamenti delle automobili di esponenti delle forze dell' ordine che collaborano con il giudice istruttore Rosario Priore e con i pm Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi. Oggi trapelano dagli ambienti giudiziari, nonostante il riserbo, notizie di altri episodi misteriosi: le portiere dell'automobile di un sottufficiale dei carabinieri sono state forzate e, fatto più grave, la "talpa" ha colpito negli stessi uffici di Piazza Adriana, dove il giudice Piore ha la sua base operativa. In particolare, alcuni fascicoli contenenti documenti che dovevano essere custoditi in cassaforte sono stati trovati sotto una cassettiera. Ignoti, per il momento, i responsabili di questi misteriosi episodi. Per tentare di trovare una spiegazione, il giudice Priore, insieme con i pubblici ministeri, ha tenuto una riunione con la Digos e con gli investigatori dei carabinieri mettendo a punto un piano operativo. Sulla vicenda, comunque, viene mantenuto per ora il massimo riserbo. Secondo indiscrezioni, la "visita" nell' ufficio del giudice Priore sarebbe avvenuta la scorsa settimana. Il sospetto che a farla sia stata una "talpa" sarebbe avvalorato dal fatto che i fascicoli sono stati trovati sotto la cassettiera accatastati con cura, come se qualcuno li avesse consultati seguendo il loro ordine progressivo. Inoltre, il sospetto che il visitatore sia interno alla struttura troverebbe fondamento nella inaccessibilità degli uffici per gli estranei. Le stanze occupate dal giudice Priore sono situate in un' ala dell' edificio di piazza Adriana , che ospita anche il Tribunale dei Ministri e gli uffici dei sostituti procuratori generali. Lo stesso Priore, che è appunto sostituto procuratore generale, coordina qui le indagini su Ustica poichè ha mantenuto il ruolo di giudice istruttore nell' inchiesta sul Dc9 Itavia. L' accesso agli uffici è supercontrollato: si entra solo se autorizzati. Alla porta il visitatore viene riconosciuto da una telecamera e passa, dopo l' esame al metaldetector, solo dopo accertamenti su persone da incontrare e motivi delle visite. Nell' edificio sono di stanza anche un distaccamento dell' ucigos e uno del reparto operativo dei carabinieri. Negli uffici giudiziari di piazza Adriana, tra l' altro, sono stati istruiti gli ultimi grandi processi per fatti di terrorismo. (ANSA)

USTICA: INDAGINI DOPO MISTERIOSI EPISODI

ROMA, 31 MAR - L'ipotesi che esista un legame tra gli episodi accaduti in margine all' inchiesta sul disastro di Ustica ed altri come l' irruzione negli uffici della commissione del senato incaricata di esaminare la vicenda della Bnl di Atlanta e l' incursione compiuta recentemente nello studio privato romano del ministro dell' interno Vincenzo Scotti, è presa in considerazione dagli investigatori ai quali è stato affidato il compito di valutare questi fatti, tutti avvenuti nel mese appena trascorso. Come si ricorderà, il 6 marzo trapelarono le prime notizie su "visite" misteriose in studi di avvocati, periti e esponenti delle forze dell' ordine che collaborano nell' inchiesta sul disastro del 27 giugno 1980; successivamente ci fu l' irruzione notturna negli uffici del senato; quindi la notizia di ignoti visitatori nello studio del ministro dell' interno. È poi di ieri la notizia che neppure il "bunker" di piazza Adriana, ufficio superprotetto dove si trattano, insieme con Ustica, questioni giudiziarie delicate ed è sede del tribunale dei ministri, si è salvato la settimana scorsa dall' azione delle "talpe". Sotto una cassettiera sono stati, infatti, trovati fascicoli che dovevano essere custoditi in cassaforte. Se dall'analisi complessiva dei fatti accaduti i magistrati trovassero riscontri dell'esistenza di una associazione per delinquere, ciò determinerebbe il trasferimento degli atti, per competenza, dalla procura circondariale a quella presso il tribunale. Per il momento la magistratura romana prosegue con indagini separate sui singoli episodi per stabilire se gli ignoti si siano impossessati durante le loro irruzioni di documenti custoditi negli uffici o se abbiano fatto azioni dimostrative per creare un clima di tensione su vicende molto delicate. L' episodio più sconcertante, comunque, resta - a giudizio degli inquirenti - quello di piazza Adriana, dove fascicoli della maxi inchiesta sulla tragedia di Ustica sono stati trovati fuori dalla cassaforte che doveva custodirli. Il problema, in particolare, è quello di stabilire se siano stati fotocopiati documenti riservati raccolti dal giudice istruttore Rosario Priore nel corso delle sue indagini. (ANSA)

USTICA: GIUDICE PRIORE A SIENA

SIENA, 1 APR - Una sessantina di avieri di leva che il 27 giugno 1980, il giorno del disastro di Ustica, erano in servizio all' aeroporto ''Baccarini'' di Grosseto, base del quarto stormo dell' Aeronautica militare, sono stati sentiti oggi dal giudice Rosario Priore, titolare dell' inchiesta sull'abbattimento del DC 9 dell' Itavia. Gli interrogatori si sono svolti nell' aula penale del tribunale di Siena in quanto, ha spiegato il magistrato, che era coadiuvato da alcuni funzionari dell' Ucigos, gran parte dei testi erano senesi. Dalle deposizioni sarebbero emerse ''cose interessanti'', ha precisato il giudice Priore nel primo pomeriggio, prima di lasciare Siena, rifiutandosi pero' di chiarire il contenuto degli interrogatori. ''Stiamo svolgendo indagini a 360 gradi - ha aggiunto - perche' anche elementi apparentemente insignificanti possono avere qualche peso all' interno dell' inchiesta''. A quanto si e' appreso, comunque, il magistrato avrebbe cercato di ricostruire la situazione dell' aeroporto di Grosseto la sera del disastro e accertare se dalla base del quarto stormo dell' Aeronautica fosse partito in volo un aereo militare che, secondo alcune voci, potrebbe essere stato coinvolto nell' abbattimento del DC 9. (ANSA)

USTICA: IPOTESI BOMBA; PERITO DI PARTE E SEN. ZAMBERLETTI

MILANO, 11 apr - Il quotidiano ''La Prealpina'' di Varese pubblichera' domani un' inchiesta sul caso Ustica, della quale il giornale ha diffuso una anticipazione, con dichiarazioni dell' ing. Ermanno Bazzocchi, perito di parte nominato da alcuni ufficiali dell' Aeronautica indagati dal giudice priore, e del sen. Giuseppe Zamberletti (DC): il primo, anticipando i contenuti della sua perizia che sta per depositare all' ufficio istruzione del tribunale di Roma, rende noti alcuni elementi a sostegno della tesi secondo cui fu una bomba a far precipitare il DC-9 dell' Itavia; il secondo afferma che, se cio' e' vero, ''a mettercela sono stati i libici'' e rileva ''analogie'' tra il caso Ustica e quello di Lockerbie. Ermanno Bazzocchi, progettista dell' Aermacchi di Varese, elenca - secondo ''La Prealpina'' - tre elementi che proverebbero l' ipotesi dello scoppio di una bomba a bordo del DC-9. ''La testa di guerra di un missile - scrive - si scompone in non meno di 1500 schegge centrando il bersaglio e di questi pezzi non ne e' stato trovato uno; inoltre sia la scaletta posteriore del DC-9 sia il cono di coda sono volati via, divelti, e questo e' tipico dell' onda d' urto di un' esplosione interna. Infine le maschere d' ossigeno non sono uscite dai loro scomparti, segno che la pressione in cabina non e' diminuita ma aumentata in seguito allo scoppio. Subito dopo c' e' stato un brusco calo, e' vero, solo che a quel punto, avvenuta la deflagrazione, l' aereo era spappolato ed anche i tubi dell' impianto dell' ossigeno eramo tranciati''. Intervistato dai giornalisti della ''Prealpina'' il sen. Zamberletti afferma: ''Se nel DC-9 c' era una bomba, e la credibilita' di un Bazzocchi non si discute, a mettercela sono stati i libici, ne sono convinto. Avvertimento a Ustica il 27 giugno, vendetta a Bologna il 2 agosto. Io sostengo da tempo che con la bomba alla stazione di Bologna i libici si sono vendicati di un accordo con il quale, di fatto, li privammo del protettorato militare su Malta. Accordo che firmai io a La Valletta, in qualita' di sottosegretario agli esteri del governo Cossiga, proprio il 2 agosto 1980''. Il sen. Zamberletti, rilevate altre analogie tra il caso Ustica e quello Lockerbie, annuncia anche che nella commissione parlamentare su Ustica, di cui e' componente, chiedera' ''un riesame della vicenda. Se la verita' e' a portata di mano non possiamo far finta di nulla''. ''Un conto - conclude Zamberletti - e' dire che l' Aeronautica militare non ha visto sui radar cio' che quella notte doveva vedere, un altro sostenere che ha nascosto le prove dell' abbattimento del DC-9''. (ANSA)

USTICA: IPOTESI BOMBA; BONFIETTI REPLICA A ZAMBERLETTI

BOLOGNA, 13 APR - Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione parenti delle vittime delle stragi di Ustica, e il legale di parte civile Alessandro Gamberini hanno replicato alle dichiarazioni rilasciate sabato al quotidiano ''La Prealpina'' dall' ing.Ermanno Bazzocchi, perito di parte di alcuni ufficiali dell' aeronautica, e dal sen.Giuseppe Zamberletti. Contestando la tesi avanzata da Bazzocchi, secondo la quale sarebbe stata un bomba a far esplodere l' aereo, Bonfietti e Gamberini, hanno osservato che Bazzocchi ha partecipato ad appena quattro riunioni del collegio dei periti al lavoro da anni e che la sua leggerezza non meriterebbe commenti. Il perito aveva tra l' altro ricordato che sia la scaletta posteriore sia il cono di coda erano volati via divelti, come e' ''tipico dell' onda d'urto di una esplosione inetrna'' e i due rappresentanti dei familiari hanno sottolineato come non sia stata ritrovata neppure la scaletta anteriore e che i bagagliai, ''anche quello posteriore siano stati ritrovati integri''. ''Se bastassero le valutazioni dei progettisti - hanno detto ancora Bonfietti e Gamberini - sarebbe bene rivolgersi a chi quell' aereo ha costruito, ed esiste agli atti una documentata relazione tecnica degli ingegneri progettisti del Dc9 redatto dalla Douglas McDonnel che indica un missile come causa del disastro''. A Zamberletti, Bonfietti e Gamberini hanno invece contestato l'ipotizzata analogia tra i casi di Ustica e Lockerbie. Dopo aver sostenuto che ''i lampi sul radar'' indicati come pezzi dell' aereo (come a Lockerbie) e, secondo zamberletti, ''erroneamente confusi con un aereo in fase di attacco da molti esperti'', sono stati visualizzati e registrati sul radar di Ciampino, ''prima dell' abbattimento del Dc9'', Bonfietti e Gamberini hanno ripreso un passo delle dichiarazioni di Zamberletti. ''Si puo' ammettere che i militari dell' Aeronautica - hanno commentato - siano stati dei cialtroni 'perche' non hanno visto', invece non si puo' ammettere che siano dei mascalzoni 'perche' hanno taciuto la verita''. ''Le grandi manovre contro le incriminazioni dei generali da parte del giudice Priore - hanno concluso – si svolgono ormai alla luce del sole e, purtroppo, non si limitano a queste innocue, perche' risibili, dichiarazioni. Si sappia peraltro che le denunceremo tutte a tempo debito''. (ANSA)

COMMISSIONE STRAGI: APPROVATA RELAZIONE FINALE SU USTICA

ROMA, 14 APR - La commissione parlamentare sulle Stragi e il terrorismo ha approvato, con una votazione unanime, la relazione conclusiva sull' inchiesta riguardante la vicenda di Ustica. La bozza di relazione predisposta dal presidente, sen.Libero Gualtieri, e' stata modificata con l' approvazione di una decina di emendamenti predisposti dal Dc Pier Ferdinando Casini. Gli emendamenti non attenuano il giudizio espresso dal documento: ''La vicenda di Ustica e quella del Mig 23 libico non potevano essere affrontate in modo peggiore''. ''Anche l' innocenza avrebbe avuto difficolta' ad emergere dal groviglio di menzogne, leggerezza, arroganza che ha avviluppato fin dall' inizio l' accertamento dei fatti. Ma innocenza non c' e' stata. Ora si tratta di trarre le conclusioni''. Prima di mettere in votazione il documento, il presidente Gualtieri ha ricordato le parole pronunciate da Francesco Cossiga il 29 giugno 1989, incontrando l' associazione dei familiari delle vittime di Ustica: ''E' piu' colpevole chi copre le prove di un delitto di chi lo commette. In uno Stato di diritto puo' accadere che 81 cittadini vengano uccisi ma non puo' accadere che non si sappia come, quando o per quale responsabilita' questo e' avvenuto''. ''Noi - ha aggiunto Gualtieri - abbiamo lavorato seguendo questa traccia e mirando ad accertare le responsabilita' non penali ma politico-istituzionali generali. Sara' un documento che fara' onore al Parlamento italiano''. Durante il dibattito sulla relazione su Ustica il sen.Manfredi Bosco (Dc) ha preannunciato che presentera' una sua nota aggiuntiva di critica alla relazione approvata. ''Ci tengo - ha detto riferendosi al documento predisposto da Gualtieri - che venga approvata questa relazione che la storia cancellera' rapidamente''. L' indipendente di sinistra Sergio De Julio e il capogruppo del Pds sen.Francesco Macis hanno detto che ritengono ''insufficiente'' la relazione Gualtieri laddove affronta le responsabilita' politiche e percio' presenteranno un documento su questo aspetto della vicenda. Gualtieri ha detto di aver incontrato recentemente il giudice Priore in relazione anche ai misteriosi furti avvenuti nello staff e nello stesso ufficio del magistrato. ''Ho trovato un clima pesante all' interno degli uffici giudiziari – ha detto, - non aggiungo altro. Priore mi ha detto di attendere ancora delle perizie dall' estero e che intende predisporre il recupero di 12 ceste di parti del Dc-9 gia' raccolte sul fondo del mare e non recuperate nella precedente campagna. Molte parti dell' aereo, ricostruito nell' hangar di Pratica di Mare, che erano state identificate in precedenza come appartenenti alla parte posteriore del velivolo sono invece da attribuirsi a quella anteriore. Ho espresso al capo della polizia e al ministro dell' Interno la preoccupazione per una vicenda, come quella dei furti, che lascia sconcertati''. De Julio, sempre a proposito dei furti che hanno colpito agenti di polizia e giornalisti impegnati nella vicenda di Ustica, ha detto che questi sono ''veri e propri atti intimidatori che presuppongono delle capacita' di organismi del tipo servizi segreti''. E' in atto ''un chiaro tentativo di isolamento nei confronti del giudice Priore''. In sostanza il documento ricalca ampiamente la pre-relazione gia' approvata dalla commissione il primo ottobre del '90 aggiungendo elementi documentali e considerazioni acquisiti nel frattempo. I tre soggetti sui quali si fanno dei rilievi critici, come gia' nel primo documento, sono rispettivamente l'Aeronautica, la magistratura e il governo che ''si lascio' tranquillizzare'' dall' Arma azzurra. ''Per la commissione e' possibile indicare al Parlamento le responsabilita' dei poteri pubblici e delle istituzioni militari per avere trasformato una 'normale' inchiesta sulla perdita di un aereo civile con tutti i suoi 81 passeggeri in un insieme di menzogne, di reticenze, di deviazioni al termine delle quali alle 81 vittime se ne e' aggiunta un' altra: quell' Aeronautica che non meritava certo di essere trascinata, nella sua interezza, in questa avventura''. (ANSA)

COMMISSIONE STRAGI: GUALTIERI SU RELAZIONE USTICA

ROMA, 14 APR - Libero Gualtieri e' visibilmente soddisfatto del risultato unanime raggiunto dalla sua bozza di relazione su Ustica. ''Sono contento - ha detto ai giornalisti - perche' e' anche un fatto liberatorio vedere che in conclusione c' e' l' unanimita'. Gli emendamenti presentati erano cosa di poco conto. Piu' che altro si e' trattato di limature, di attenuazioni...'alcuni' al posto di 'molti'...niente di sostanziale. D.: Una conclusione importante, quindi? Gualtieri: ''Credo che sia importante anche per i magistrati. Saranno confortati da questa decisione. E poi, si', sono soddisfatto: io che ero stato descritto come uno dei piu' pericolosi sovversivi del paese, ho avuto in commissione addirittura i voti dell' intera Dc: una certa soddisfazione posso certamente esprimerla''. (ANSA)

USTICA: ASSOCIAZIONE FAMILIARI SU RELAZIONE COMMISSIONE STRAGI

BOLOGNA, 15 APR - Soddisfazione perche' ''la commissione parlamentare stragi ha approvato all' unanimita' la relazione conclusiva del presidente Gualtieri'' e' stata espressa con una dichiarazione dalla presidente dell' Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti. Secondo Bonfietti ''la Commissione con i suoi pazienti lavori ha dato un contributo importante all' accertamento della verita' e ha portato allo scoperto i comportamenti di coloro che all' interno degli apparati dello Stato hanno usato ogni strumento, tradendo il loro ruolo, per impedire che tale verita' si facesse strada. Le conclusioni oggi approvate dovranno essere attentamente vagliate dal Governo e dal nuovo Parlamento per chiedere definitivamente conto di quei comportamenti che all' interno della pubblica amministrazione hanno cosi' a lungo ostacolato la ricerca della verita'. Tale impegno - afferma Daria Bonfietti - diventa ancor piu' necessario proprio quando alcuni episodi, soprattutto intrusioni negli uffici dei giudici e intimidazioni nei riguardi dei loro collaboratori, possono fare temere che qualcuno stia ancora pensando di poter agire subdolamente e impunemente contro la possibilita' della verita' di farsi luce''. ''Ora ci attendiamo - ha concluso Daria Bonfietti - che anche i magistrati, che hanno alacremente lavorato in questo ultimo scorcio di istruttoria e hanno sentito cr4escere attorno a loro l' apprezzamento e la solidarieta' dell' opinione pubblica, possano ordinare le prove raccolte, interpretare le perizie nello scenario degli avvenimenti di quella tragica notte, e dire quella parola definitiva di verita' che attendiamo da dodici lunghi anni''. (ANSA)

USTICA: LA TESTIMONIANZA DI UN ADDETTO AI RADAR

ROMA, 15 APR - La convinzione di uno dei radaristi dell' aereonautica, Mario Alberto Dettori, che l'arma azzurra fosse responsabile del disastro di Ustica, è raccontata in un servizio che sarà pubblicato sul prossimo numero del settimanale "avvenimenti" e di cui è stato anticipato il testo. Il DC9 dell'Itavia "l'abbiamo tirato giù noi" , avrebbe confidato Dettori, che la sera del disastro era in servizio a Poggio Ballone, parlando al telefono il giorno dopo con un collega, il capitano Mario Ciancarella. Il settimanale precisa che le preoccupazioni manifestate al collega ed in famiglia, il maresciallo Dettori non le esternò ai suoi superiori a Poggio Ballone, nè ai magistrati. Ma un mese dopo telefonò di nuovo al capitano Ciancarella, suggerendo di controllare "bene gli orari di atterraggio del 27 giugno". Lo stesso controllo fatto recentemente dal giudice Priore, da due anni nuovo titolare dell'inchiesta, al quale Ciancarella, dopo la morte di Dettori e di altri testimoni del "caso Ustica" , ha raccontato le convinzioni dell'amico. "Avvenimenti" afferma che il controllo di quegli orari rivela che ventidue minuti dopo la strage due F104 atterrarono a Grosseto "di ritorno da una missione di cui non si è mai saputo niente". Li pilotavano due uomini che sono morti, nell"88, nell'incidente di Ramstein, in Germania durante una esibizionedelle Frecce Tricolori. (ANSA)

USTICA: GENERALE NARDINI

POZZUOLI (NAPOLI), 16 APR - "Ciò che è avvenuto lunedì scorso a Palazzo San Macuto ci ha procurato ferite più laceranti di quelle che hanno segnato i corpi, cinquantuno anni orsono, dei nostri caduti, ma non smetteremo un sol attimo di lottare per la causa della verità". Lo ha detto oggi, riferendosi all'approvazione da parte della Commissione Stragi della relazione sul caso Ustica, il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, generale Stelio Nardini, nel suo intervento alla cerimonia di giuramento e battesimo del corso "Nibbio IV" dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Rivolto agli allievi, Nardini ha aggiunto:"Perciò oggi, davanti a questa bandiera e a tutti voi dico: nessun uomo dell'Aeronautica Militare ha mai tradito la loro memoria, il loro sacrificio, il giuramento di fedeltà alle nostre istituzioni". Parlando successivamente con i giornalisti, il generale Nardini ha precisato che nelle sue parole non vi era un intento polemico:"Non mi permetterei mai di essere polemico con nessuno - ha detto - Noi però non ci sentiamo sotto accusa, siamo soltanto amareggiati. Ancora non so per quale motivo è caduto il DC9 dell'Alitalia a Ustica. Ci sentiamo parte di questa tragedia che ha colpito il paese e riteniamo che in questo stato di diritto la verità verrà fuori". (ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 23 apr - Sono contenute in un documento di circa mille pagine le trascrizioni di numerose conversazioni telefoniche e di comunicazioni terra - velivolo - terra registrate dalle apparecchiature dei diversi centri radar dell'aeronautica che la sera del 27 giugno del 1980 seguirono la tragedia del DC9 dell' Itavia partito da Bologna per raggiungere l' aeroporto di Palermo. Le trascrizioni vanno ad aggiungersi a quelle dei mesi scorsi, completando il quadro della vicenda, al quale, comunque, non aggiungerebbero nulla di sensazionale e, in sostanza,nessun nuovo elemento in grado di spiegare il perchè del disastro. A depositare le trascrizioni, mettendole a disposizioni delle parti, è stato il giudice istruttore Rosario Priore, al quale sono affidate le indagini. In questi ultimi tempi l'attività del magistrato si è svolta in sordina, ma potrà riprendere con maggior eco dopo l' 8 maggio prossimo, giorno in cui la corte di Cassazione dovrà decidere se per nove alti ufficiali ( in maggior parte dell' Aeronautica), coinvolti nella vicenda giudiziaria il 15 gennaio scorso, si debba indagare con il vecchio rito procedurale, ovvero secondo quanto previsto dal nuovo codice di procedura penale. A sollevare la questione, che Priore ha ritenuto infondata, è stato il professor Carlo Taormina, difensore di alcuni di questi ufficiali che ora l'ha riproposta alla suprema corte. Dalle numerose conversazioni emerge, tra l' altro, che alle 22,40 del 27 giugno del 1980 gli addetti ai centri radar seguirono la partenza da Pisa, per l' aeroporto di Sigonella di un aereo militare americano, indicato in codice Juliet Mike 463", autorizzato a seguire una rotta che passava per l' Elba e Ponza. Gli stessi centri si misero in contatto con Sigonella e poi con l'Ambasciata americana di Roma. Della presenza di vari aerei americani in zona parlarono anche un ufficiale, Fiorito, ed un altro addetto al centro di Roma Ciampino, Guidi. Accennarono anche ad una esercitazione e Fiorillo parlò, evidentemente dopo la scomparsa del DC9, di una possibile esplosione in volo. Guidi replicò : " si vede razzolare diversi aerei americani..." ipotizzando poi anche una possibile "collisione", aggiungendo poi : "è probabile che da quelle parti ci sia anche una portaerei". Lo stesso Guidi poi, rispondendo al alcune considerazioni diFiorito parla ancora di una esercitazione "conosciuta, ma che non doveva interferire con la nostra attivita". Sulla base del contenuto delle telefonate gli avvocati delle parti presenteranno probabilmente nuove istanze istruttorie. (ANSA)

USTICA: GEN. NARDINI; ''NON E' GIUSTIFICABILE NON SAPERE''

PERDASDEFOGU (NUORO), 23 APR - ''Non e' giustificabile che dopo 12 anni non si sappia perche' un aereo e' caduto''. Questo e' quanto ha affermato il capo di Stato maggiore dell' aeronautica Stelio Nardini, sull' incidente di Ustica intervenendo oggi alla consegna della bandiera d' istituto militare al poligono sperimentale e di addestramento interforze del Salto di Quirra (vedi Ansa n. 184/0B e segg.). ''Io ho detto in piu' occasioni che non sono un tecnico – ha affermato Nardini - ho avuto soltanto l' occasione di vedere il relitto perche' il giudice Priore ha invitato il ministro della Difesa e me a visionare quel che rimaneva dell' aeroplano. Dico solo che quando casca un aereo se c' e' la possibilita' di recuperare quello che rimane si arriva sicuramente a sapere perche' e' caduto''. Per il capo di Stato maggiore dell' arma azzurra il giudice Priore ha avuto ''un grande coraggio, quando si e' accorto che i pezzi che erano stati recuperati nella prima istanza erano il 30 per cento di quello che dovevano essere non ha esitato un solo momento a riaffrontare delle spese per andare in fondo al mare a recuperare il restante''. Ricordando la vicenda di Lockerbie dove ''dopo 20 mesi si sa che e' stata una bomba e si e' indicato il posto dove essa e' stata collocata'', Nardini ha definito ''non spiegabile e giustificabile che in uno stato come il nostro dopo 12 anni non si abbia la possibilita' di sapere''. ''Sapere - ha detto Nardini - e' importante per prevenire altri incidenti. Non dobbiamo difendere l' immagine di una compagnia aerea, vogliamo che si sia sicuri che quando c' e' un incidente si individui la causa''. Parlando della commissione stragi che si e' occupata della vicenda, Nardini, dopo aver detto di non essere in possesso della relazione finale, ha affermato che suo compito e ' l' individuazione delle cause che non hanno permesso di capire chi e' stato l' autore di una strage. In questa direzione ha aggiunto Nardini la commissione ''certamente ha indicato l' aeronautica militare in quanto responsabile del controllo e della difesa aerea; avendo quindi gli occhi per vedere nello spazio aereo - ha aggiunto - era coinvolta in pieno''. Nell' affermare di non condividere le conclusioni a cui e' giunta la commissione, Nardini ha auspicato che ''le responsabilita' che verranno individuate dalla giustizia avranno il conforto di periti professionalmente preparati''. Il capo di Stato maggiore dell' aeronautica ha infine detto che la vicenda Ustica ha avuto ''un impatto molto pesante sul nostro personale. Penso che in miei uomini operino serenamente perche' essendo tutti tecnici capiscono cos' e' l' aeronautica e sanno trarre le loro conclusioni non sulle cause ma sulla impossibilita' di architettare una cosa di questo genere''.(ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 23 apr - Sono contenute in un documento di circa mille pagine le trascrizioni di numerose conversazioni telefoniche e di comunicazioni terra - velivolo – terra registrate dalle apparecchiature dei diversi centri radar dell'aeronautica che la sera del 27 giugno del 1980 seguirono la tragedia del Dc9 dell' Itavia partito da Bologna per raggiungere l' aeroporto di Palermo. Le trascrizioni vanno ad aggiungersi a quelle dei mesi scorsi, completando il quadro della vicenda, al quale, comunque, non aggiungerebbero nulla di sensazionale e,in sostanza,nessun nuovo elemento in grado di spiegare il perche' del disastro. A depositare le trascrizioni, mettendole a disposizioni delle parti, e' stato il giudice istruttore Rosario Priore, al quale sono affidate le indagini. In questi ultimi tempi l' attivita' del magistrato si e' svolta in sordina, ma potra' riprendere con maggior eco dopo l' 8 maggio prossimo, giorno in cui la corte di Cassazione dovra' decidere se per nove alti ufficiali ( in maggior parte dell' Aeronautica), coinvolti nella vicenda giudiziaria il 15 gennaio scorso, si debba indagare con il vecchio rito procedurale, ovvero secondo quanto previsto dal nuovo codice di procedura penale. A sollevare la questione, che Priore ha ritenuto infondata, e' stato il professor Carlo Taormina, difensore di alcuni di questi ufficiali che ora l'ha riproposta alla suprema corte. Dalle numerose conversazioni emerge, tra l' altro, che alle 22,40 del 27 giugno del 1980 gli addetti ai centri radar seguirono la partenza da Pisa, per l' aeroporto di Sigonella di un aereo militare americano, indicato in codice Juliet Mike 463'', autorizzato a seguire una rotta che passava per l' Elba e Ponza. Gli stessi centri si misero in contatto con Sigonella e poi con l' Ambasciata americana di Roma. Della presenza di vari aerei americani in zona parlarono anche un ufficiale, Fiorito, ed un altro addetto al centro di Roma Ciampino, Guidi. Accennarono anche ad una esercitazione e Fiorillo parlo', evidentemente dopo la scomparsa del Dc9, di una possibile esplosione in volo. Guidi replico' : '' si vede razzolare diversi aerei americani...'' ipotizzando poi anche una possibile ''collisione'', aggiungendo poi : ''e' probabile che da quelle parti ci sia anche una portaerei''. Lo stesso Guidi poi, rispondendo al alcune considerazioni diFiorito parla ancora di una esercitazione ''conosciuta, ma che non doveva interferire con la nostra attivita''. Sulla base del contenuto delle telefonate gli avvocati delle parti presenteranno probabilmente nuove istanze istruttorie. (ANSA)

USTICA: PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME

BOLOGNA, 24 APR - ''Ora e' il Parlamento appena eletto che deve imboccare con decisione la strada dell' impegno concreto: e' venuta finalmente l' ora di chiedere conto di quei comportamenti che all' interno della pubblica amministrazione hanno cosi' a lungo ostacolato la ricerca delle verita'''. Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione parenti vittime delle strage di Ustica, ha lanciato questo appello intervenendo ad una manifestazione pubblica organizzata a Bologna dal coordinamento centri sociali anziani. Bonfietti ha espresso ''emozione e gratitudine per l' impegno'' della commissione parlamentare stragi e del suo presidente e ha denunciato come ''in questi giorni si stia ripetendo un copione gia' visto: nel dicembre 1980 - ha detto - l' Aeronautica manifestava il convincimento che il Dc9 fosse precipitato a causa di un rilevante cedimento strutturale del velivlo. Solo quando nel 1987 la commissione peritale parlo' di un missile proprio l' Aeronautica si fece portabandiera della tesi della bomba a bordo, riproponendo quindi l' ipotesi dell' esplosione interna rispetto alla ipotesi del missile. Oggi stanno avvenendo le stesse cose: si riparla adi bomba a bordo, si scoprono similitudini col disastro di Lockerbie, si riusa insomma l' esplosione interna quando ci si avvicina alle conclusioni delle perizie giudiziarie''. ''Il Dc9 cade integro – ha ricordato Bonfietti - e si spezza al contatto con il mare.L' aereo Pan Am invece si e' completamente frantumato in aria senza segni di esplosioni interne nelle sue strutture e senza segni ne' di ustioni ne' di lesioni all' apparato respiratorio sui cadaveri. Ma soprattutto l' areo di Ustica precipito' mentre attorno a lui si sta svolgendo un episodio di guerra aerea: la lettura dei tracciati radar di Ciampino mostra infatti una caccia che attacca e un altro aereo che si nasconde proprio sotto il dc9''. ''Dobbiamo ora aspettare - ha concluso il Presidente dell' Associazione - le conclusioni del giudice Priore che fino ad ora con il suo impegno ha certamente fatto vivere all' opinione pubblica un' immagine della magistratura bene diversa da quella protagonista dei 10 anni di precedenti indagini; ma anche qui la vigilanza deve essere costante: si vanno susseguendo atti di intimidazione, dalle effrazioni ai danni ai collaboratori alle incursioni nelle stanze dei giudici, che vanno guardati con estrema preoccupazione. C' e' qualcuno che ancora pensa di poter ostacolare o condizionare il corso della giustizia. Questo non deve essere piu' tollerato''. (ANSA)

USTICA: INDAGINI A BOLOGNA SU IPOTESI BOMBA A BORDO

BOLOGNA, 7 MAG - L' ipotesi che il DC9 caduto nel mare di Ustica il 27 giugno '80 sia stato sventrato da una bomba, e non da un missile, è al centro di un' indagine dei carabinieri del reparto operativo di Roma che da due giorni sono a Bologna per consultare le carte delle inchieste-bis sulle stragi alla stazione di Bologna del 2 agosto '80 e dell'Italicus del 4 agosto '74. Dopo che il consulente di parte degli ufficiali dell' aeronautica coinvolti nell' inchiesta aveva sostenuto l' ipotesi della bomba, e dopo che l' on.Giuseppe Zamberletti aveva adombrato la pista libica dietro l'attentato, l' indagine vuole accertare se nelle carte dei giudici bolognesi vi siano riscontri su contatti tra terroristi neri italiani e servizi segreti del paese arabo. Da Roma si è mosso il Maggiore Marcantonio Bianchini, con sei militari del pool che da due anni lavora a tempo pieno nell' inchiesta del giudice Rosario Priore. Stamane l' ufficiale è stato ricevuto dal giudice bolognese Leonardo Grassi. Del contenuto dell' incontro si è appreso solo che è cominciata la consultazione degli atti, e che si tratta di un accertamento "doveroso", visto che anche all' interno del collegio dei periti nominati da Priore l' ipotesi della bomba non è stata del tutto scartata. E infatti sta per cominciare nel mare di Ustica (rinviata ieri per la concomitanza di un' esercitazione Nato) la quarta campagna di recupero di parti del DC9 per accertare le cause della strage. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA

ROMA, 9 MAG - Riprendono questa mattina al largo di Ustica i lavori della società Winpol per ripescare dai fondali i resti del DC9 dell' Itavia precipitato nel giugno del 1980. La nave "Sea Mussel" ha preso il posto della "Valiant Service" che tra l' altro, come si ricorderà, aveva recuperato la "scatola nera". La nuova campagna di recupero dovrebbe concludersi alla fine di maggio. Frattanto sul piano dell' inchiesta il giudice Rosario Priore e il pubblico ministero Giovanni Salvi hanno avuto per tre giorni riunioni con i componenti delle commissioni peritali che collaborano alle indagini: si tratta di 15 esperti italiani, inglesi e svedesi che a Pratica di Mare hanno anche esaminato i resti dell'aereo già ripescati con i quali si è ricostruita la struttura del DC9, denominato "Iron bird". Frattanto il magistrato riprenderà ora gli interrogatori dopo che la Cassazione, con una decisione presa ieri, ha stabilito l' inammissibilità del ricorso con il quale il prof. Carlo Taormina, difensore di alcuni degli ultimi ufficiali incriminati nell' ambito dell' inchiesta aveva chiesto che sugli ultimi risvolti della vicenda, compresa l' incriminazione dei nove ufficiali, si procedesse con il nuovo rito. (ANSA)

USTICA: CALENDARIO INTERROGATORI

ROMA, 21 mag - Cominceranno martedi' prossimo gli interrogatori dei tredici ufficiali che, con provvedimenti del giudice Rosario Priore, sono stati coinvolti nell' inchiesta sul disastro di Ustica del 27 giugno 1980. I provvedimenti erano stati notificati all' inizio dell' anno. Il giudice Priore ha convocato negli uffici-bunker di Piazza Adriana per la mattina del 26 il generale Lamberto Bartolucci, che all' epoca dei fatti era capo di Stato maggiore dell' Aeronautica. Poi , nei giorni successivi e sino a venerdi' 29 interroghera' uno dopo l' altro gli ufficiali Franco Ferri (all'epoca sottocapo di Stato maggiore), Corrado Melillo ( ex capo del terzo reparto dello Stato Maggiore dell' Aeronautica) e Zeno Tascio (che dirigeva all' epoca il Sios Aeronautica). A questi quattro ufficiali, Priore ha contestato gravi reati, attribuendo loro la posizione di imputati. In particolare, ha accusato Bartolucci d' aver attentato all' attivita' del governo, con l'aggravante dell' ipotesi di alto tradimento previ dall' articolo 77 del codice penale militare di pace. Della stessa accusa sono chiamati a rispondere anche Ferri e Melillo. Quest' ultimo, inoltre, e' anche accusato di falso, abuso d'ufficio e favoreggiamento. Analoga e' anche la posizione di Tascio, che e' indiziato anche di soppressione di documenti, violazione di pubblica custodia di cose, falso e soppressione di atti veri. L' attivita' istruttoria proseguira' probabilmnte nella settimana successiva con l' interrogatorio degli altri ufficiali che si trovano, nell' ambito dell' indagine, in posizione meno grave. Sono i generali Franco Pisano Giovanni Cavatorta, Domenico Zauli e GIanluca Muzzarelli e Giorgio Russo per i quali sono state ipotizzate le accuse di falso e abuso d' ufficio. Semplicemente indiziati sono nell' inchiesta gli ufficiali Ernesto Basile de Angelis (violazione della pubblica custodia di cose e falso), Federico Mannucci Benincasa ( falso in relazione ad episodi in cui si ipotizzano i reati di violazione di pubblica custodia di cose), Adriano Piccioni e Claudio Coltelli ( falsa testimonianza). Con la nuova attivita' istruttoria si apre una fase di rilievo dell' indagine, che era stata in un certo senso rallentata in seguito al ricorso con il quale il professor Carlo Taormina aveva sostenuto che i tredici ufficiali in questione dovevano essere inquisiti secondo le disposizioni del nuovo rito procedurale e che quindi la loro posizione doveva essere stralciata dal procedimento principale. La Cassazione, pero', ha dichiarato inamissibile il ricorso.(ANSA)

USTICA: ASSOCIAZIONE VITTIME, ''NON CREDIBILE IPOTESI BOMBA''

TORINO, 23 MAG - ''Non e' credibile l' ipotesi della bomba come causa dell' incidente del Dc9 a Ustica''. E' l' opinione dell' associazione dei parenti delle 81 persone morte sull' aereo dell' Itavia il 27 giugno 1980, ribadita oggi a Torino durante un incontro con la stampa (vedi Ansa n. 389/0B). ''Questa ipotesi - ha detto la presidente dell' associazione, Daria Bonfietti - e' il tentativo di bilanciare e neutralizzare l' eventualita' che l' aereo sia stato centrato da un missile. Si riparla di bomba a bordo e si scoprono somiglianze con il disastro di Lockerbie proprio quando ci si avvicina alle conclusioni delle perizie giudiziarie''. ''E' stato il presidente della Repubblica a confermarci che fu fatta credere piu' volte la 'tragica ovvieta'' della natura accidentale del disastro'', ha aggiunto la presidente, la quale ha anche denunciato ''atti di intimidazione, furti o tentativi di furto ai danni di persone vicine all' associazione, a Roma, a Torino e a Bologna, e ai magistrati, incursioni nelle stanze dei giudici''. Daria Bonfietti si e' poi rivolta alle Camere: ''Sentano l' esigenza di chiedere conto di quei comportamenti che hanno a lungo ostacolato la ricerca della verita'''. Infine, ha ricordato che la prossima settimana il giudice istruttore Rosario Priore interroghera' nuovamente gli imputati. Il 26 giugno l' associazione organizzera' un convegno a Bologna per il 12/o anniversario della sciagura. Due dei tentativi di furto avvenuti ai danni di persone coinvolte nell' inchiesta sull' incidente di Ustica, riferiti oggi dalla presidente dell' associazione, sono avvenuti a Torino, in un ufficio del Politecnico, e in un' abitazione, tra la meta' dello scorso febbraio e i primi di marzo. I fatti denunciati da Daria Bonfietti sono stati confermati da uno dei diretti interessati, il prof. Donato Firrao, docente di metallurgia, perito d' ufficio del giudice Rosario Priore, e dallo stesso Rettore del Politecnico, Rodolfo Zich. Firrao ha, pero', precisato che le indagini svolte dalla polizia nel suo ufficio (e in quello adiacente di cui era stata forzata la porta) hanno permesso di stabilire che non sono stati rubati documenti e che non sono state installate microspie. ‘'Credo che ad aver attirato l' attenzione - ha detto Firrao - fosse il fatto che l' ufficio in questione era l' unico non apribile con un semplice pass-partout''. Analoga ipotesi di un collegamento con l' inchiesta su Ustica e' stata fatta per un tentativo di furto avvenuto nell'abitazione di un altro esperto, consultato dai periti di parte dell' associazione delle vittime e del quale non e' stato fatto il nome. Nello stesso periodo dell' incursione al Politecnico, l' alloggio dell' esperto e' stato rovistato, ma senza portare via nulla. ''Secondo me - ha detto Firrao - i due episodi non hanno niente a che fare con le indagini su Ustica''. (ANSA)

USTICA: PERITI ASSOCIAZIONE VITTIME

TORINO, 23 MAG - "Dalle analisi della traiettoria del Dc-9 abbattuto il 27 giugno 1980 a Ustica, ricavate dalle tracce dei radar di Fiumicino, si può sostenere, con buona probabilità, che un aereo ha volato in prossimità del Dc-9 1-PG dell' Itavia, per alcune decine di minuti prima dell'incidente". Lo afferma uno studio dei periti di parte dell'associazione che raggruppa i parenti delle 81 vittime dell'incidente. È stato presentato stamane, a Torino, dai docenti del Politecnico Mario Pent e Mario Vadacchino. Era presente anche il presidente dell' associazione, Daria Bonfietti. "Tale velivolo estraneo - si afferma nel documento - ha volato ad una distanza inferiore ai due chilometri per la maggior parte del tempo e non è stato quindi in grado di modificare sensibilmente i dati radar". "L'aereo si allontanò in modo visibile dalla traiettoria del Dc-9 per due volte: la prima alle 18.40 circa, quando il Dc-9 volava ad est-nord-est di Roma; la seconda pochi istanti prima dell'incidente. In questo secondo caso la traiettoria di tale aereo è risultata parallela a quella del Dc-9 per circa 15 chilometri. Nei secondi immediatamente antecedenti la caduta del DC-9 fu eseguita dall' aereo estraneo una manovra di accostamento che portò la sua traiettoria a coincidere nuovamente con quella del Dc-9". "La probabilità che la presenza di due traiettorie distinte nei tracciati radar - hanno ancora sottolineato i periti - sia dovuta ad errori casuali è pari allo 0,16 per cento, per il primo allontanamento, e a circa il dieci per il secondo". Durante la presentazione dello studio - un volume spesso quasi 400 pagine, costituito da quattro consistenti capitoli e seguiti da dettagliate appendici, frutto di quasi due anni di lavoro - è stato anche definito il punto in cui risulterebbe evidente la prima comparsa dell' aereo misterioso vicino al Dc-9. È una zona del cielo sopra i monti Prenestini. I periti hanno rilevato che prima di quel momento "nelle registrazioni radar dell'aeroporto militare di Grosseto, che ha controllato il volo del Dc-9, esiste un 'buco' di circa tre minuti, sette minuti prima dell' apparizione dell'altro aereo". Il prof. Pent ha poi aggiunto: "Possiamo dire che ci troviamo in un ambiente di guerra". Angelo Tartaglia, altro docente del Politecnico e perito di parte dell'associazione delle vittime, ha presentato un suo studio sulla caduta in mare dei frammenti e dei pezzi del Dc-9. La ricerca vuola dimostrare che "i 33 punti individuati dai radar e fino ad oggi definiti come parti dell' aereo in caduta non sono riconoscibili come parti dell' aereo, se comparati con una simulazione. La caduta dei pezzi sarebbe avvenuta in modo del tutto diversa". (ANSA)

USTICA: TROVATO NEL TIRRENO SERBATOIO PRODUZIONE USA

TORINO, 23 MAG - Una quindicina di pezzi di un serbatoio di aereo, di costruzione statunitense, sono stati ripescati lo scorso 18 maggio nel mare Tirreno, circa un chilometro ad est dalle tre zone in cui sono stati rinvenuti i rottami del Dc-9 caduto il 27 giugno 1980. Lo hanno annunciato oggi a Torino, in un incontro con la stampa, i periti di parte dell' associazione dei parenti delle 81 vittime morte nell' incidente di Ustica (vedi Ansa n. 389/0B e ss.). Il ritrovamento risale al novembre scorso, ma le ceste di raccolta erano rimaste nella "fossa" del Tirreno, per il perdurare delle cattive condizioni metereologiche e per impegni assunti dalla nave di pescaggio. I reperti sono stati sottoposti ai periti di parte per iniziativa del giudice istruttore Rosario Priore, che conduce l'inchiesta. I professori Mario Pent e Mario Vadacchino, docenti al Politecnico di Torino, hanno esaminato ieri per tre ore i rottami, negli uffici del tribunale di Roma: "Si tratta di materiali in alluminio, corrosi dall' acqua, con chiazze di vernice bianca, con targhette scritte in inglese che riportano il nome di ditte statunitensi, alcune di queste californiane". "Ad un prima analisi - hanno sostenuto i periti - si direbbe che i pezzi del serbatoio siano finiti in acqua in epoca analoga ai rottami del Dc-9. Per noi si aggiunge un elemento significativo alla vicenda". A ripescare il materiale che aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda Ustica è stata la nave "Sea Mussel" della società inglese Whinpol che già in precedenza con un altro battello aveva riportato in superficie la maggior parte del Dc 9 precipitato il 27 giugno del 1980 nei fondali del mare antistante Ustica. La Sea Mussel è al lavoro dal 9 maggio scorso e ora ha riportato in superficie frammenti metallici della lunghezza fino a due metri che, ricostruiti, corrispondono ad un serbatoio d' aereo non civile capace di contenere 300 galloni (circa 1.100 litri) di carburante. Il ritrovamento è avvenuto ad est della zona in cui si trovava il DC 9 e a suggerire al giudice Priore ed ai suoi collaboratori l'opportunità di allargare le esplorazioni ad un' area maggiore rispetto a quella presa in considerazione fino ad oggi, erano stati di "plot" anomali che i radar dell' Aeronautica avevano registrato la sera sel disastro. In particolare seguendo la rotta del DC 9 e accertato che stava precipitando erano apparsi sullo schermo radar segnali che allungavano la zona di caduta del velivolo. Proprio in base a queste osservazioni riprese in esame dagli investigatori hanno determinato lo sviluppo della campagna di recupero e nei giorni scorsi c'è stata la sorpresa che offre ora al magistrato nuovi motivi per fare altre ipotesi sulle cause del disastro. I nuovi reperti sono stati esaminati ieri da periti d' ufficio e dai consulenti di parte. Questi ultimi ne hanno parlato oggi nel corso della conferenza stampa fatta a Torino. Ma il giudice Priore fin da ieri sera aveva disposto che fossero sottoposti a perizia di natura chimico-metallografica. Agli esperti che fanno parte dello staff di periti internazionali che attualmente collabora all' inchiesta, Priore ha chiesto di fare una relazione entro la metà del prossimo mese di giugno identificando con sicurezza le scritte rilevabili sui frammenti che già indicano come il serbatoio sia di fabbricazione americana nonchè di esaminare e catalogare tutto quanto necessario per stabilire quali aerei non civili hanno in uso questo tipo di serbatoio. Non appena sarà in possesso di tutti i dati Priore intende fare rogatorie internazionali che lo porteranno innanzitutto negli Stati Uniti e poi in quei paesi che hanno in dotazione aerei che fanno uso di questo tipo di serbatoio. Proprio attraverso questa indagine si potrebbe giungere a stabilire se il serbatoio, che il velivolo può espellere una volta che sia stato esaurito il carburante in esso contenuto, fu sganciato proprio nel periodo in cui avvenne la tragedia di Ustica. (ANSA)

USTICA: INTERROGATO GENERALE BARTOLUCCI

ROMA, 26 mag - Con l' interrogatorio durato quasi cinque ore del generale Lamberto Bartolucci, che all' epoca del disastro di Ustica era capo di Stato maggiore dell' Aeronautica, il giudice istruttore Rosario Priore ha ripreso oggi l' indagine sui 13 ufficiali che con provvedimenti emessi alla fine dello scorso anno, sono stati coinvolti nella fase più recente dell'inchiesta sulla tragedia avvenuta il 27 giugno del 1980. Nella vicenda processuale Bartolucci, che è stato ascoltato negli uffici-bunker di Piazza Adriana e ha subito numerose contestazioni da parte del magistrato, ha una posizione di particolare gravità. Priore, infatti, che lo ha riconvocato per il 2 giugno, lo ha accusato di attentato contro l' attività del Governo, aggravata dall' ipotesi di alto tradimento prevista dall'articolo 77 del codice militare di pace. In particolare, sulla vicenda di Ustica e sulle cause del disastro, avrebbe fornito alle autorità politiche, che ne avevano fatto richiesta, informazioni errate. Tra l' altro, secondo quanto gli viene contestato, avrebbe escluso il possibile coinvolgimento nella vicenda di altri aerei, rilevando, tra l' altro, che non era stato possibile esaminare i dati del radar di Fiumicino e Ciampino perchè subito sequestrati dalla magistratura. Accompagnato dal difensore Vincenzo Crupi, Bartolucci è giunto in piazza Adriana verso le 11,30 ed è subito cominciato l'interrogatorio. Secondo quanto si è appreso al termine dell' interrogatorio, la contestazione principale fatta al generale, sulla base del capo di imputazione, è stata quella di non aver informato l' autorità politica del sospetto che attorno al DC9, la sera del disastro, c' era un intenso traffico di altri aerei, probabilmente militari e di nazionalità statunitense. L' ufficiale avrebbe risposto di non aver mai saputo nulla nell' immediatezza del fatto e di non aver avuto informazioni. Il giudice Priore, però, gli ha mosso varie contestazioni basate, tra l' altro,sul contenuto di alcune conversazioni telefoniche registrate dalle apparecchiature in dotazione ai centri radar dell'Aeronautica. Da queste emergerebbe anche che subito dopo la scomparsa del Dc 9 dell'Itavia dagli schermi furono attivati canali di conoscenza da parte dello Stato Maggiore,di cui lo stesso Bartolucci era il massimo esponente. Anche su questo punto l' ufficiale si sarebbe trincerato più volte dietro i non ricordo e lo stesso avrebbe fatto anche quando il giudice Priore lo ha informato che una documentazione proveniente dalle autorità statunitensi conferma che dopo il disastro fu dagli stessi americani organizzato un gruppo di lavoro per accertare l' eventuale coinvolgimento di loro aerei nella vicenda. Alle domande del magistrato, secondo quanto si è appreso, il generale ha risposto con tranquillità, anche se molte volte, davanti a situazioni delicate, si e trincerato dietro i non ricordo. Meno sicuro sarebbe stato quando le domande hanno riguardato, in particolare, l' attività messa in atto dallo Stato Maggiore subito dopo la tragedia. Alle 17,30 l' interrogatorio è stato sospeso e rinviato all' inizio di giugno. Domani Priore ascolterà il generale Franco Ferri, all' epoca sottocapo di Stato Maggiore dell' Aeronautica, che processualmente si trova nella stessa posizione di Bartolucci. (ANSA)

USTICA: INTERROGATORIO GENERALE FERRI

ROMA, 27 mag - Il generale Franco Ferri, che all'epoca del diasastro di Ustica era sottocapo di Stato maggiore dell' Aeronautica, è stato interrogato oggi per quasi cinque ore dal giudice istruttore Rosario Priore dell' ambito dell'inchiesta sul disastro di Ustica. All' ufficiale,che è chiamato a rispondere, come imputato, di attentato contro l' attività del governo, aggravata dall' ipotesi di alto tradimento prevista dal codice militare, sono state rivolte domande anche sulla vicenda del Mig libico la cui carcassa, alcuni giorni dopo la tragedia del Dc 9, fu trovata sui monti della Sila, in località Timpa delle Magare. All' interrogatorio di Ferri, che è difeso dall' avvocato Giuseppe De Luca, hanno partecipato anche gli avvocati di parte civile Costantino Marini, Franco di Maria e Marcello Garaffa. Secondo quanto si è appreso, Ferri avrebbe detto che quella sera, dopo che si era diffusa la notizia del disastro, si sarebbe attivato per accertare se in quei momenti ci fossero in volo attorno al Dc 9 velivoli italiani. Soltanto il giorno dopo cercò di stabilire se ci fossero anche aerei alleati. Su questa circostanza, però, il giudice Priore gli ha mosso diverse contestazioni, basate sul contenuto delle telefonate registrate dai centri radar, telefonate dalle quali risulta che era subito entrato in azione il gruppo di lavoro organizzato dagli americani. Nel corso dell' interrogatorio l'ufficiale, secondo quanto si è appreso, ha parlato di alcune circostanze,mostrando tuttavia imprecisione nelle date in cui si sono verificate. È per questo che il giudice Priore gli ha mosso delle contestazioni, basandole ancora una volta sul contenuto delle registrazioni telefoniche. Ferri, inoltre, avrebbe escluso d' aver avuto rapporti con esponenti politici e soprattutto con l' allora ministro della Difesa Lelio Lagorio. I rapporti con lui li teneva il capo di Stato Maggiore. Dopo altre contestazioni, all' ufficiale sono state rivolte domande relative alla vicenda del Mig libico. Ferri ha ricordato che della questione di occupò il capo del Sios Aeronautica Zeno Tascio insieme con alcuni suoi collaboratori. Dall'interrogatorio, comunque, sarebbe emerso che il pilota del Mig, perito nel disastro, non era una persone "sconosciuta", poichèaveva fatto vari tentativi di diserzione. In proposito, però, l' ufficiale avrebbe detto di non sapere nulla. L'attività istuttoria proseguirà domani con l' interrogatorio del generale Corrado Melillo. (ANSA)

USTICA : INTERROGATORIO GENERALE MELILLO

ROMA, 28 mag Il generale Corrado Melillo, che nel giugno del 1980, all' epoca del disastro di Ustica, era capo del terzo reparto dello Stato Maggiore dell' Aeronautica, è stato interrogato oggi, per quasi cinque ore, dal giudice istruttore Rosario Priore. È accusato di attentato contro l' attività del Governo aggravato dall' ipotesi di alto tradimento, di falso materiale, abuso d' ufficio e favoreggiamento. Tutte queste ipotesi di reato sono conseguenti ai presunti silenzi tenuti dall'ufficiale sui fatti di 12 anni fa. Oggi il generale avrebbe detto, tra l' altro, di non aver saputo nulla della presenza di velivoli americani nella zona in cui si trovava il Dc 9. Priore, poi, avrebbe chiesto all' ufficiale spiegazioni circa la differenza che esiste tra la traduzione grafica fatta dall'Aeronautica delle registrazioni radar di Ciampino-Fiumicino e quelle trascritte, invece, dai periti di parte civile, che hanno notato l' esistenza di due tracce (plot) che, secondo loro, indicherebbero la presenza di due aerei nelle vicinanze del Dc 9. Il magistrato, inoltre, ha chiesto anche spiegazioni circa un telex statunitense, consegnato all'autorità giudiziaria il 20 dicembre del 1980, con il quale ancora una volta si esclude la presenza nella zona di aerei militari americani. Domani sarà ascoltato il generale Zeno Tascio, che era al comando del Sios, il servizio segreto dell'Aeronautica. (ANSA)

USTICA: INTERROGATO GENERALE TASCIO

ROMA, 29 mag - Con l' interrogatorio del generale Zeno Tascio, che all' epoca del disastro di Ustica era a capo del Sios dell'Aeronautica il giudice istruttore Rosario Priore ha concluso oggi un'altra fase delle indagini in corso omai da dodici anni per stabilire quali cause determinarono la caduta del Dc 9 dell' Itavia. Tascio, ascoltato per quasi cinque ore con l' assistenza del professor Franco Coppi, è stato ascoltato in veste di imputato; ha dovuto rispondere non solo sulla vicenda di Ustica, ma anche a domande riguardanti il Mig libico ritrovato il 18 luglio del 1980 sui monti della Sila, in località Timpa delle Magare, dove era precipitato. Tascio è accusato di attentato contro l'attività del governo aggravata dall' ipotesi di alto tradimento prevista dal codice militare di pace, di abuso d' ufficio ed è indiziato anche dei reati di soppressione di documenti, violazione della pubblica custodia di cose, falso e soppressione di atti veri. Sul disastro di Ustica, secondo quanto si è appreso, l' ufficiale ha detto che il Sios indagò sulla vicenda sollecitato dal Sismi. Uno dei reparti del servizio si occupò di sentire le ambasciate alleate, e tra queste quelle di Francia e Stati Uniti, sulla eventuale presenza di loro aerei nei pressi della via aerea percorsa dal Dc 9 dell'Itavia. Tascio ha comunque smentito d'aver raccolto informazioni circa il possibile coinvolgimento nel disastro di aerei americani. Il generale Tascio avrebbe anche escluso che al suo servizio siano stati affidati, dopo la caduta del Dc 9 incarichi investigativi sulla vicenda, sottolineando che fu uno dei reparti del Sios ad attivarsi autonomamente. Ma in proposito il giudice Priore, sollecitato dal pm Giovanni Salvi, gli avrebbe fatto varie contestazioni, poichè il personale addetto a questo reparto avrebbe escluso d' essere intervenuto nella vicenda di Ustica. Dopo aver negato d'aver partecipato ad una riunione che fu tenuta dallo Stato maggiore dell' aeronautica il giorno successivo al disastro, Tascio, secondo quanto si è appreso, ha ammesso di essersi recato a Timpa delle Magare per ispezionare i resti del Mig. Tuttavia ha precisato che non c'erano sul posto agenti della Cia, ma solo esperti statunitensi. Riferendosi all' esito degli interrogatori degli ufficiali, cominciati martedì scorso, gli vvocati dei familiari delle vittime, che si sono costituiti parte civile nel procedimento, hanno rilevato che dalle deposizioni sono emerse situazioni che, a loro parere giustificano i provvedimenti emessi dal giudice Priore. (ANSA)

USTICA: ''IL MURO DI GOMMA'', FILM IN VIDEOCASSETTA

ROMA, 2 GIU - Un aggiornamento degli ultimi due anni di indagini sulla tragedia di Ustica attraverso una ricostruzione dei fatti ad opera dal giornalista del Corriere della Sera Andrea Purgatori. E' quanto propone la ''Panarecord'', societa' di home video della Rcs Video, in coda al film di Marco Risi ''Il muro di gomma''. La pellicola dedicata alla ricostruzione della vicenda di Ustica fino all'agosto del 1990, e' attualmente disponibile a noleggio e a partire da settembre sara' commercializzata. L' iniziativa e' stata presentata oggi a Roma in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, oltre allo stesso Purgatori, che del film e' stato coautore della sceneggiatura, anche il regista Risi e Daria Bonfietti, presidente dell' associazione dei familiari delle 81 vittime del Dc9 precipitato al largo di Ustica il 27 giugno 1981. La ricostruzione di Purgatori, mediante un' intervista nella quale rievoca alcune delle tappe piu' importanti (tra cui gli sviluppi sul mistero del Mig libico precipitato sulla Sila e sul possibile coinvolgimento nella vicenda di altri Paesi), ha l' obiettivo di contribuire a tenere l' argomento d' attualita'. I rappresentanti della societa' di home video hanno detto che per ottobre, periodo in cui scadranno i termini per la conclusione dell' inchiesta giudiziaria che sta conducendo il giudice istruttore Rosario Priore, e' previsto un' ulteriore aggiornamento. ''Questo film -ha detto Purgatori- e' stato importante non tanto perche' racconta le coperture fatte su questa vicenda, quanto perche' costituisce uno spaccato dellanostra societa''. Parlando quindi dell' attenzione dedicata alla vicenda, con riferimento al ruolo svolto dalla stampa, il giornalista ha sottolineato come ''a differenza di altre stragi per questa e' scattata un' anomalia consistita nel confrontarci con le istituzioni al piu' alto livello; questa attenzione –ha aggiunto- che ha profondamente irritato i vertici militari, e' stata importante per evitare l' affossamento dell' inchiesta''. Secondo la Bonfietti, l' iniziativa presentata oggi e' di particolare rilievo perche', riferendosi soprattutto all' incriminazione degli alti ufficiali dell' aeronautica e al recente ritrovamento nel fondale di Ustica di un serbatoio non appartente al Dc 9, ''sono successe cose piu' importanti in questi ultimi due anni che non nei dieci precedenti''. La donna ha poi annunciato che in concomitanza con il dodicesimo anniversario del disastro si svolgera' a Bologna un convegno che avra' l' obiettivo di analizzare gli aspetti socioligici e psicologici determinati dalla vicenda. Risi ha invece auspicato che oltre all' aggiornamento previsto per ottobre ce ne sia uno definitivo: ''la mia speranza -ha detto- e' che si giunga alla verita' e che i responsabili comincino a pagare''. (ANSA)

USTICA: NUOVO INTERROGATORIO GENERALE BARTOLUCCI

ROMA, 2 giu - Nuovo interrogatorio del generale Lamberto Bartolucci, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, imputato nell' inchiesta sul disastro di Ustica di attentato contro l' attività del, aggravata dall' ipotesi di alto tradimento previsto. L' ufficiale, difeso dall' avvocato Vincenzo Crupi, era già stato sentito dal giudice Rosario Priore martedì scorso, ma poi la sua deposizione era stata sospesa poichè il magistrato aveva deciso di riprenderla dopo aver interrogato altri ufficiali imputati, che sono Franco Ferri, Corrado Melillo e Zeno Tascio. Oggi le contestazioni di Priore a Bartolucci hanno riguardato gli accertamenti fatti circa la presenza nella zona in cui si trovava il velivolo dell'Itavia, di aerei militari americani, con riferimento alle registrazioni fatte dai radar dell'Aeronautica che avevano seguito il volo del DC9.Altre domande hanno riguardato le trascrizioni delle comunicazioni registrate dal terzo Roc di Martina Franca, nelle quali si parla, con riferimento al disastro, di possibile esplosione in volo o di collisione tra aerei. Altre contestazioni hanno riguardato la mancata indicazione da parte dell' Aeronautica, nella trascrizione dei dati registrati dal radar di Ciampino, di due segnali(plot), che secondo gli avvocati di parte civile, indicavano con certezza la presenza di due aerei vicini al DC9. Con il nuovo interrogatorio di Bartolucci, il giudice Priore ha concluso per il momento l'indagine sugli ufficiali imputati; venerdi prossimo comincerà ad ascoltare gli indiziati di reato ai quali, secondo le norme del vecchio codice di procedura penale, ha inviato alla fine del dicembre scorso comunicazioni giudiziarie. A presentarsi a Priore saranno venerdì i generali Franco Pisano e Domenico Zauli, per i quali è stata ipotizzata l' accusa di falso. Lunedì 8 giugno saranno invece ascoltati il generale Giovanni Cavatorta ed il colonnello Gianluca Muzzarelli. Anche per loro Priore ha ipotizzato il reato di falso. (ANSA)

USTICA: INCHIESTA; INTERROGATI GENERALI AEREONAUTICA

ROMA, 6 giu - Lungo interrogatorio, nell' ambito dell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica, del generale Franco Pisano, che fu a capo della commissione di indagine nominata nel 1989 dall'allora ministro della difesa Valerio Zanone, e del suo vice, il generale Domenico Zauli. Il giudice istruttore Rosario Priore, che per lunedì prossimo ha convocato nel suo ufficio gli altri due componenti della Commissione, i generali Giovanni Cavatorta e Gianluca Muzzarelli, ha formulato per tutti le accuse di favoreggiamento, abuso d' ufficio e falso. Accuse che sia Pisano sia Zauli hanno respinto, sostenendo d' aver svolto i compiti loro affidati nel massimo rispetto della legge. Comunque, secondo i magistrati che svolgono l' inchiesta, la Commissione Pisano, al termine delle sue indagini, avrebbe redatto una relazione finale dove si attestavano accertamenti, che in realtà sarebbero stati fatti, a proposito della presenza, nella zona della tragedia, di aerei stranieri e di una portaerei, probabilmente americana. Un' altra contestazione si riferisce al fatto che nella relazione si omise di indicare che sin dalla stessa notte del disastro il comandante del "Terzo Roc" di Martina Franca ed i responsabili del Soccorso Aereo avevano ipotizzato che la causa del disastro potesse attribuirsi ad una esplosione avvenuta all' interno del DC9 dell' Itavia o ad una collisione. Il generale Pisano, ascoltato per oltre tre ore, ha ricordato che la Commissione da lui presieduta fu istituita il 17 maggio del 1989 subito dopo che il gruppo di esperti nominati periti d' ufficio dal giudice Priore aveva depositato la sua relazione, ipotizzando che fosse stato un missile a provocare la caduta del DC9 dell' Itavia. Pisano, che consegnò i risultati della sua indagine quaranta giorni dopo l'avvio dell' inchiesta amministrativa, ha ricordato, tra l'altro, di non essersi occupato personalmente degli accertamenti, delegati ai singoli componenti della Commissione. Poi ha aggiunto che nulla di concreto fu stabilito a proposito della presenza in zona di una portaerei, nè a proposito della presenza di velivoli di nazionalità italiana o straniera levatisi in volo o da una base terrestre o da una portaerei in navigazione. Prima di Pisano aveva deposto il generale Zauli, che nella sostanza ha detto quanto riferito dal suo collega. Fu Zauli, tra l' altro, a preparare la relazione di base da presentare al Ministro della Difesa, sintetizzando il contenuto di documenti acquisiti dall'inchiesta e i rapporti dei generali che hanno svolto gli accertamenti. (ANSA)

USTICA; DC9 ITAVIA:RIPESCATA PARTE MANCANTE FUSOLIERA

ROMA, 14 giu - Dai fondali del mare di Ustica, dove il 27 giugno del 1980 precipitò il DC9 dell'Itavia , è stata riportata in superficie la parte terminale della fusoliera del velivolo. A ripescare il relitto, lungo tre metri ed alto quasi due, sono stati i tecnici della nave "Sea Mussel",della società inglese Winpol, che per incarico del giudice istruttore Rosario Priore sta da alcuni mesi esplorando nuovamente i fondali per riportare in superficie tutte quelle parti che non erano state recuperate nel corso della precedente campagna di ricerche. Il relitto è stato recuperato alcuni giorni fa e domani mattina la nave giungerà a Napoli per consegnarlo agli investigatori. Insieme con questo reperto, che è il più grande tra quelli recuperati sino ad oggi, sono stati riportati in superficie altri pezzi di velivolo. Tutto il materiale sarà immediatamente portato a Pratica di Mare, nell' hangar dove i tecnici hanno ricomposto tutte le parti ripescate nel corso delle precedenti campagne. Il pezzo di carlinga trovato nei giorni scorsi ha sei finestrini e tracciata per tutta la lunghezza una striscia rossa. Ancora non è stato possibile stabilire se il reperto sia della parte destra o sinistra della parte terminale del velivolo. (ANSA)

USTICA: DC9 ITAVIA; SBARCATA A NAPOLI PARTE MANCANTE FUSOLIERA

NAPOLI, 15 GIU - La parte terminale della fusoliera del DC9 dell'Itavia, precipitato al largo di Ustica nel giugno dell'80, è stata sbarcata stamane a Napoli, insieme con altri reperti portati in superficie nei giorni scorsi. Ad assistere all'operazione è giunto da Roma il giudice Rosario Priore, accompagnato dai periti e da funzionari dell'Ucigos. Il relitto è stato recuperato dai tecnici della nave "Sea Mussel" della società inglese Winpol, che per conto del giudice sta esplorando nuovamente i fondali per recuperare le parti del velivolo non ripescate nelle precedenti campagne. L'imbarcazione ha attraccato in mattinata al molo 11 dello scalo partenopeo ed i reperti sono poi stati caricati su di un furgone del vigili del fuoco, ripartito intorno a mezzogiorno per Pratica di Mare. Qui il materiale sarà sistemato nell'hangar dove sono state via via ricomposte le parti dell'aereo portate in superficie in precedenza. Il pezzo di fusoliera recuperato è lungo circa tre metri, ha sei finestrini ed una striscia rossa che rappresenta la "livrea" dell'Itavia. "È forse il pezzo più grande recuperato finora - ha spiegato il giudice Priore - e rappresenta la parte terminale del velivolo, collegata con il tratto della coda". Il giudice ha precisato che il relitto, che non era stato avvistato nelle precedenti campagne, è stato individuato nei giorni scorsi e subito portato in superficie. "Di rilevante - ha sottolineato Priore - c'è che si trovava molto lontano dal luogo in cui sono avvenuti i precedenti recuperi, ovvero ad oltre cinque, sei chilometri ad est. Bisognerà ora cercare di interpretare questa strana circostanza". Circa la possibilità che questi ultimi recuperi possano rivestire particolare interesse per il proseguimento dell'inchiesta, il giudice Priore ha affermato:"Noi lo speriamo". Nella campagna cominciata ai primi di maggio sono stati portati in superficie complessivamente una settantina di reperti. Con l'operazione che ha consentito il recupero della parte finale della fusoliera, sono stati ripescati anche una trentina di altri pezzi. Sul proseguimento dei rilevamenti, il giudice Priore ha spiegato che la campagna continuerà ancora "per qualche altra settimana". (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 26 giu - Il ritrovamento in fondo al mare di Ustica, dove il 27 giugno del 1980 precipitò il Dc 9 dell'Itavia i tre segnalatori acustici denominati " Signal under water sound" ed il nuovo interrogatorio del generale Franco Ferri che è stato vicecapo del Sios aeronautica ( il servizio di siurezza) sono le ultime novità che registra l' inchiesta giudiziaria sulla strage di 12 anni fa. Il giudice istruttore Rosario Priore ha già consegnato ai periti d' ufficio i tre reperti, del tutto identici a quelli che già furono ripescati lo scorso anno e che alcuni scambiarono per parti di un missile. Il 26 luglio del 1991 però gli investigatori smentirono clamorosamente le notizie che con notevole rilievo erano state pubblicate dai giornali. Si precisò che si trattava soltanto di segnalatori acustici, adoperati dai mezzi militari in occasione di esercitazioni. Gli apparecchi recuperati nei giorni scorsi dalla "Sea Mussel", la nave della della società inglese Winpol impegnata nell' esplorazione dei fondali, si trovavano nella stessa zona di mare in cui tempo fa sono stati recuperati un serbatoio supplementare di aereo militare ed una parte della carlinga del DC9, facente parte del settore di coda. L' interrogatorio del generale Ferri fa seguito a quello avvenuto una decina di giorni fa. L'ufficiale è imputato di attentato agli organi costituzionali, aggravati dall' ipotesi di alto tradimento prevista dal codice militare di pace e di altri reati. Ferri è stato interrogato a proposito di un casco speciale che è in dotazione agli uomini addetti alle segnalazioni sulle portaerei statunitensi. Questo casco è stato ritrovato dal magistrato nel 1990 in un depsito dell' Aeronautica nel 1990 insieme con alcune parti del Mig libico precipitato sulla Sila. Ma dalle indagini è emerso che il casco era stato recuperato nel 1980 da uno dei mezzi che la Marina aveva inviato nella zona di Ustica per partecipare ai soccorsi. Nessuna indiscrezione è trapelata sulle risposte che Ferri ha dato alle domande del giudice Priore. (ANSA)

USTICA: GUALTIERI PER PROROGA INCHIESTA MAGISTRATURA

BOLOGNA, 26 GIU - ''La commissione parlamentare Stragi, che scadra' il 2 luglio, deve essere rinnovata al piu' presto e ritengo che anche l' inchiesta della magistratura su Ustica abbia bisogno di una proroga, almeno di un anno'': lo ha detto il presidente Libero Gualtieri ai giornalisti nel corso del covegno organizzato a Bologna alla vigilia del 12/o anniversario della tragedia di Ustica. ''Mi auguro che il nuovo governo - ha aggiunto Gualtieri - metta le amministrazioni sottostanti nelle condizioni di collaborare di piu'. In passato Amato e' stato molto attento ai problemi della mia commissione''. Gualtieri ritiene che il magistrato titolare dell' inchiesta su Ustica non possa concludere il suo lavoro entro ottobre e la presenza della commissione parlamentare – ha sottolineato - darebbe forza alla richiesta di proroga. ''Sarebbe un grave errore che la commissione non potesse cominciare a lavorare presto - ha concluso Gualtieri. - Tutte le forze politiche si stanno pronunciando favorevolmente al rinnovo della commissione Stragi e di quella Antimafia. I presidenti delle due Camere potrebbero gia' chiedere ai gruppi parlamentari i nomi dei nuovi membri''. Il giudice Rosario Priore – ha spiegato Gualtieri nel pomeriggio durante la tavola rotonda – ha bisogno di tempo per completare le ricerche in mare e recuperare tutti i resti dell' aereo. Dopo gli ultimi ritrovamenti, il campo di ricerca si e' infatti esteso ad un tratto di mare molto piu' ampio. La societa' Ifremer - ha precisato – aveva recuperato soltanto il 25% dell' aereo e in fondo al mare ci sono ancora 12 cestelli di materiale. Terminato il periodo transitorio fra il vecchio e il nuovo codice, in base al quale era stata concessa una proroga per tutte le inchieste sulle stragi, il giudice Priore dovrebbe chiudere entro il 24 ottobre. Per un' ulteriore proroga sarebbe necessaria una legge o un decreto legge, che Gualtieri ha sollecitato. Anche la commissione parlamentare ''ha ancora molto da fare'': noi – ha proseguito Gualtieri - abbiamo avuto bisogno di magistrati coraggiosi e bravi, loro hanno avuto la nostra collaborazione. Bisognerebbe che lo Stato smettesse di fare resistenza. Deve aprire i suoi archivi. Invece abbiamo sempre avuto una grande opera di frenaggio. La democrazia e' inquinata se non si riesce a trovare la verita'''. La verita' sulle stragi non si riesce a conoscere ''non perche' lo stato non funziona, ma perche' funziona troppo con una presenza patologica: non c' e' stata strage - ha concluso Gualtieri - in cui non siano entrati i servizi segreti con effetti devastanti''. Il giudice Rosario Priore – ha spiegato Gualtieri nel pomeriggio durante la tavola rotonda – ha bisogno di tempo per completare le ricerche in mare e recuperare tutti i resti dell' aereo. Dopo gli ultimi ritrovamenti, il campo di ricerca si e' infatti esteso ad un tratto di mare molto piu' ampio. La societa' Ifremer - ha precisato – aveva recuperato soltanto il 25% dell' aereo e in fondo al mare ci sono ancora 12 cestelli di materiale. Terminato il periodo transitorio fra il vecchio e il nuovo codice, in base al quale era stata concessa una proroga per tutte le inchieste sulle stragi, il giudice Priore dovrebbe chiudere entro il 24 ottobre. Per un' ulteriore proroga sarebbe necessaria una legge o un decreto legge, che Gualtieri ha sollecitato. Anche la commissione parlamentare ''ha ancora molto da fare'': noi – ha proseguito Gualtieri - abbiamo avuto bisogno di magistrati coraggiosi e bravi, loro hanno avuto la nostra collaborazione. Bisognerebbe che lo Stato smettesse di fare resistenza. Deve aprire i suoi archivi. Invece abbiamo sempre avuto una grande opera di frenaggio. La democrazia e' inquinata se non si riesce a trovare la verita'''. La verita' sulle stragi non si riesce a conoscere ''non perche' lo stato non funziona, ma perche' funziona troppo con una presenza patologica: non c' e' stata strage - ha concluso Gualtieri - in cui non siano entrati i servizi segreti con effetti devastanti''. (ANSA)

USTICA: FAMILIARE LANCIA APPELLO PER ''COMPRARE'' LA VERITA'

FOLGARIA (TRENTO), 6 LUG - Roberto Superchi, residente a Costa di Folgaria (Trento), padre di una bambina di 11 anni morta sull' aereo abbattuto ad Ustica, ha lanciato un appello a tutti gli Italiani affinche' offrano 50 lire a testa per poter ''comprare la verita'''. A distanza di 12 anni, ha detto Superchi, ''credo che l' unico modo per riuscire a scoprire la verita' sia quello di pagare qualcuno che sa''. ''Se ogni italiano offrisse 50 lire - ha detto - si raggiungerebbe la somma di 2 miliardi e mezzo, con la quale si puo' mettere una sorta di taglia e incoraggiare a parlare chiunque e' a conoscenza di quanto accaduto il 27 giugno 1980 nel cielo di Ustica''. Roberto Superchi, che in passato e' stato ricevuto con una delegazione di familiari delle vittime di Ustica dal Presidente Cossiga ed ha preso parte anche ad una puntata di Samarcanda sull' argomento, ha detto che rendera' note le modalita' concrete dell' iniziativa nei prossimi giorni. ''Ci troviamo davanti all'inziativa di un padre cui e' stata strappata la figlia nel fiore della giovinezza e che da troppi anni attende la verita'. – ha commentato sull' iniziativa di Superchi Daria Bonfietti, presidente dell' associazione dei parenti delle vittime - L'associazione ha sempre preteso e continua a pretendere questa verita' chiedendo agli Organi dello Stato competenti di fare fino in fondo il loro dovere. Ora la Magistratura pare indagare con solerzia e lo sforzo dell' associazione e' rivolto a essere presente in questa fase - ha concluso - sostenendo, con il contributo dei cittadini tutti, le spese per periti ed avvocati''. (ANSA)

USTICA: AL VIA ''50 LIRE PER LA VERITA'''

TRENTO, 9 LUG - Con l' assegnazione del numero di conto corrente postale, ha preso ufficialmente il via stamane a Trento l' iniziativa ''50 lire per la verita''' lanciata da Roberto Superchi, padre di una bimba di 11 anni, Giuliana, morta ad Ustica, per ''comperare la verita'''. E' stato lo stesso Superchi, un ristoratore di origine romagnola, ed ora residente a Folgaria (Trento), a presentare stamane in una conferenza stampa l' iniziativa, definita ''una provocazione nata dal cuore'' per avere qualche altro spiraglio per conoscere la verita' su Ustica. Ogni italiano e' stato invitato a versare 50 lire sul conto corrente postale 200386 intestato allo stesso Superchi. I relativi bollettini saranno custoditi fino al 30 settembre dal quotidiano trentino ''L' Adige''. Quel giorno, - ha spiegato Superchi - con un notaio e l' assistenza dei legali dell' associazione dei parenti delle vittime di Ustica sara' decisa l' attribuzione della somma raccolta. (ANSA).

USTICA: SESSANTAMILA ADESIONI A ''50 LIRE PER LA VERITA'''

TRENTO, 11 AGO - Oltre sessantamila persone hanno aderito all' iniziativa ''50 lire per la verita''' lanciata da Roberto Superchi - padre di una bambina di 11 anni, Giuliana, morta nell' aereo precipitato a Ustica - per raccogliere fondi e poter ''comperare la verita' sul disastro'', come lui stesso aveva spiegato un mese fa a Trento presentando l' idea. Sul conto corrente postale 200386, intestato ''50 lire per la verita'', in poco piu' di un mese sono giunte oltre sessantamila attestazione di solidarieta' da tutte le regioni italiane ma anche dall' estero, come nel caso di un vaglia di due dollari giunto dal Canada con un ritaglio di giornale. La somma sinora raccolta e' di poco superiore ai tre milioni ma come ha spiegato Superchi ''importante e' la solidarieta' dimostrata dalla gente in questo frangente''. Molti vaglia recano piu' firme o addirittura riportano indicazioni di gruppi di persone che hanno accettato di venir coinvolte in quella che Superchi ha definito ''una provocazione nata dal cuore'' tesa a creare qualche nuovo spiraglio per conoscere la verita' su Ustica. Per questo un mese fa aveva invitato tutti gli italiani a versare 50 lire per creare un fondo, la cui attribuzione sara' decisa a fine settembre con un notaio e l' assistenza dei legali dell' associazione dei parenti delle vittime di ustica. (ANSA)

USTICA: LA VICENDA GIUDIZIARIA

ROMA, 13 AGO - La svolta è arrivata il 15 gennaio scorso, dopo quasi 12 anni di indagini. Al ritorno da una missione compiuta negli Stati Uniti, il giudice istruttore Rosario Priore notifica 13 comunicazioni giudiziarie ad alti ufficiali dell' aeronautica militare. Per nove di essi si tratta di vere e proprie incriminazioni: sono accusati di reati che vanno dall' attentato contro organi costituzionali alla falsificazione o sottrazione di atti concernenti la sicurezza dello stato, dall' abuso di ufficio al favoreggiamento. E per quattro di loro c' è anche l' aggravante dell' alto tradimento. Una breccia sembra così aprirsi su uno dei casi, quello di Ustica (27 giugno 1981), tra i più misteriosi ed intricati tra le vicende giudiziarie italiane per la quale il Consiglio dei Ministri ha deciso di prorogare i termini del procedimento. Con il coinvolgimento ufficiale dei vertici dell'aeronautica, per la prima volta si ha la sensazione che l'inchiesta della magistratura sia sul punto di arrivare ad un risultato concreto. Ma il percorso seguito per giungere a questo risultato è stato lungo e tortuoso. L'inchiesta, sempre caratterizzata da accese polemiche e da continui contrasti a proposito delle ipotesi missile bomba, fu avviata non appena si ebbe la certezza che il DC9 dell' Itavia con 81 persone a bordo partito da Bologna alla volta di Palermo era precipitato in mare. Quando la mattina del 28 giugno 1980 mezzi aerei e navali cominciarono a perlustrare il tratto di mare nel quale si era inabissato il velivolo e a recuperare corpi e rottami, la macchina della giustizia si era già messa in moto per raccogliere i dati necessari per le indagini. Da quel momento molte persone hanno indagato sul mistero che ha portato il DC9 a precipitare nel Tirreno. Magistrati e commissioni d' inchiesta hanno esaminato migliaia di documenti e sentito centinaia di testimoni ma nonostante ciò non è stata ancora scritta la parola "fine" sulla vicenda. Già all'indomani del disastro, fu avallata l' ipotesi che la caduta fosse da addebitarsi ad un cedimento strutturale del velivolo. L' Itavia fini sotto accusa per aver fatto decollare un aereo non idoneo. Ma con il passare del tempo questa possibilità tramontò fino ad essere esclusa tanto che le indagini cominciarono ad orientarsi dapprima verso l' ipotesi di un attentato,e poi sulla eventualità di un impatto del velivolo con un missile. Dopo l' iniziale attribuzione dell' inchiesta alla procura di Marsala, le indagini furono trasferite a Roma ed affidate al pm Giorgio Santacroce. Quest' ultimo, dopo aver raccolto elementi contrastanti circa l' attribuzione delle responsabilità, nel dicembre del 1983 formalizzò l' inchiesta, che fu assegnata al giudice istruttore Vittorio Bucarelli. Fu quest' ultimo magistrato a disporre perizie su una parte velivolo recuperato dal fondo del mare dalla società francese "Ifremer". Dall' indagine tecnica emerse la tesi che era stato un missile ad abbatetre il DC9, tesi espressa inizialmente all' unanimità dalla "commissione Blasi" e successivamente abbandonata proprio dallo stesso responsabile del gruppo di lavoro che portava il suo nome. Nel frattempo il mistero si era arricchito di un altro episodio mai risolto: il ritrovamento, ufficialmente 20 giorni dopo il disastro di Ustica, del "Mig 23" libico precipitato sui monti della Sila e che a più riprese è stato messo in correlazione con la caduta del DC9 dell' Itavia. Nel giugno del 1990, tra accese polemiche sulle responsabilità dei vertici dell' aeronautica militare si registrò un fatto clamoroso. Il giudice Bucarelli, che nel frattempo aveva incriminato 21 avieri, rinunciò all' incaricò e la direzione dell' inchiesta passò al suo collega Rosario Priore. Questi, in due anni, ha praticamente "rivisitato" tutta l' indagine. Dopo aver ordinato nuove perizie ed ascoltato centinaia di testi, il magistrato ha disposto tra l' altro il recupero delle parti del relitto ancora in fondo al mare, "scatola nera" compresa, prima di giungere all' incriminazione dei vertici dell'aeronautica. (ANSA)

USTICA: PROROGATO PROCEDIMENTO; ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME

BOLOGNA, 14 AGO - L' Associazione parenti vittimedella strage di Ustica ha espresso ''soddisfazione'' per l' emanazione da parte del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro di Grazia e Giustizia, del decreto per il prolungamento dei termini delle istruttorie particolarmente gravi condotte con il vecchio rito. ''In questo modo - sottolinea un comunicato - si permettera' al giudice Priore di proseguire nelle difficili indagini per l' accertamento della verita' sulla vicenda di Ustica''. Per l' Associazione non era ''materialmente possibile chiudere questa istruttoria nei tempi in precedenza fissati'', anche perche' solo un mese fa vi sono stati ''importanti recuperi'' nel corso delle ricerche al largo di Ustica, che giustificano la prosecuzione delle ricerche e delle relative perizie. L' Associazione ha ribadito che ''a queste misure eccezionali si e' dovuti ricorrere perche' troppi, nei molti anni trascorsi, hanno operato per nascondere prove di ogni tipo o non hanno dato la dovuta collaborazione. Ora il giudice, che con le sue indagini - prosegue il comunicato - ha potuto delineare le responsabilita' di chi ha impedito alla verita' di farsi luce, puo' dedicare la sua attenzione alle conclusioni delle perizie'' e arrivare a dare ''finalmente risposte'' alle domande sulla tragedia di Ustica. L' Associazione ''si aspetta'' inoltre un impegno delle forze parlamentari per l' approvazione ''nei tempi dovuti del provvedimento del governo''. (ANSA)

USTICA: PERPLESSITÀ PERITI TORINESI SU RILEVAMENTI RADAR

TORINO, 22 AGO - Perplessità sui rilevamenti del radar militare di Marsala relativi a quanto accadde la sera del 27 giugno 1980 sul cielo di Ustica, è stata espressa dal professore Mario Vadacchino che, assieme al collega del Politecnico di Torino Angelo Tartaglia, è perito di parte civile. "Non appare chiaro - ha detto - come il radar, pur trovandosi così vicino al luogo ell'incidente, non abbia visto nulla subito dopo l' esplosione. D' altra parte - ha aggiunto - con questo non ci sentiamo di dire che i dati siano stati manomessi. Stiamo infatti lavorando su tabulati, ma il funzionamento di queste apparecchiature militari è coperto da segreto". Vadacchino ha poi ribadito che si fa sempre più inconsistente, alla luce dei nuovi accertamenti, l' ipotesi che a causare l'esplosione dell' arero DC9 che causò 87 vittime, sia stata una bomba collocata all' interno. "Dopo la perizia consegnata due mesi fa continuiamo a lavorare sui resti dell'areo recentemente recuperati. Ci sono ancora molti dubbi da chiarire, ma una cosa appare sempre più certa: che non si sia trattato di una bomba". (ANSA)

USTICA: PADRE VITTIMA SU CAUSE DISASTRO AEREO

TRENTO, 12 SET - Roberto Superchi, albergatore di Folgaria, padre di una bambina di nove anni morta nel disastro aereo di Ustica e promotore dell' Iniziativa ''50 lire per la Verita'' destinata a raccogliere fondi per tentare di scoprire la verita' sulla fine del ''DC 9'' Itavia, ha sostenuto in una dichiarazione: ''Un ex militare italiano, pronto a testimoniare davanti al magistrato, mi ha confidato che la responsabilita' dell' abbatimento del 'DC 9' e' di aerei francesi che volavano in zona''. Superchi e il suo avvocato non hanno voluto fornire ulteriori particolari sulla vicenda, di cui sara' informato il giudice istruttore di Roma Rosario Priore. Superchi ha indicato in oltre centomila le person e che hanno aderito all' iniziativa ''50 lire per la verita'', promossa con il controllo del quotidiano l' Adige per raccogliere fondi destinati a ricompensare persone che conoscono i retroscena della tragedia di Ustica. (ANSA)

USTICA: CONCLUSO RECUPERO RELITTO, INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 23 set - Il recupero dai fondali del mare di Ustica dei rottami del Dc 9 dell' Itavia precipitato il 27 giugno del 1980 con 81 persone a bordo, si è concluso. A riportare in superficie gli ultimi reperti che consentiranno ai periti nominati dal giudice istruttore Rosario Priore di ricostruire,sopra una sagoma di legno, il velivolo, sono stati I tecnici della nave "Valiant", della società inglese "Wimpol" e si trovano ora nell' hangar dell' aeronautica militare di Pratica di Mare, a disposizione degli investigatori. Tra le ultime parti recuperate, le sezioni della fusoliera di destra e di sinistra con tutti i finestrini, e la parte di coda. Alcune delle parti ripescate sono lunghe sino ad otto metri. I rottami sono stati ritrovati in una zona vicina a quella che in passato era stata esplorata dalla società francese "Ifremer", che riportò a galla la parte anteriore del DC9. Per quanto riguarda gli accertamenti sugli ufficiali e sottufficiali dell' Aeronautica incriminati o indagati, il giudice Priore ha ripreso gli interrogatori, riascoltando alcuni di coloro che erano già stati sentiti prima della pausa estiva. Tra questi i tenenti colonnelli Adriano Piccioni e Claudio Coltelli. I due ufficiali sono stati ascoltati, tra l' altro, su un punto fondamentale della vicenda, e cioè quello riguardante i contatti che furono presi la sera della tragedia con l' ambasciata americana. Secondo notizie diffusesi subito dopo la deposizione e raccolte da un quotidiano, Piccioni e Coltelli hanno escluso di essere stati loro ad avviare i contatti con l' ambasciata statunitense, precisando : " tutto è passato sulle nostre teste", facendo riferimento di conseguenza a resposabilità "superiori". Queste notizie sono state però smentite dal professor Carlo Taormina, che assiste i due ufficiali, il quale, dopo ver rilevato che ancora una volta c'è stata l' ennesima violazione del segreto istruttorio, ha affermato che "Piccioni e Coltelli hanno respinto ogni addebito ed hanno dimostrato la loro assoluta correttezza". (ANSA)

USTICA: CONCLUSO RECUPERO RELITTO, PERITI PARTE CIVILE

TORINO, 23 SET - Il recupero dei reperti dell' aereo DC9 esploso nei cieli di Ustica "è apparentemente completo" e presto potrebbero esserci importanti novità nella ricostruzione di quello che accadde la sera del 27 giugno 1980 e che provocò la morte di 81 civili. L' indiscrezione è trapelata oggi dai periti di parte civile (tre professori del Politecnico di Torino) che invitano, comunque, alla massima cautela. Secondo i periti, "di fronte ai nuovi rilievi, le carte si sono rimescolate, ma è ancora presto per confermare o smentire la nostra ipotesi iniziale". L' ipotesi è quella che a causare l' esplosione non fu una bomba posta all' interno dell' aereo, ma un missile. "La collocazione dei resti non è immediata e siamo all' inizio dei nostri accertamenti", hanno aggiunto gli esperti. Per quanto riguarda i dati del radar militare di Marsala sulla traiettoria compiuta dal DC9, i periti torinesi ribadiscono le loro perplessità. Appare strano - secondo loro - come l'apparecchiatura, così vicina al luogo dell'incidente, non abbia registrato nulla subito dopo l'esplosione. Anche questa parte della perizia però non formula nessuna ipotesi certa. "Non possiamo affermare che ci sia stata una manomissione - ha detto oggi il professor Mario Pent - anche perchè il funzionamento dei radar militari è coperto da segreto". (ANSA)

USTICA: MEZZO MILIONE ADESIONI A ''50 LIRE PER LA VERITA''

TRENTO, 29 SET - Sono oltre mezzo milione le persone che hanno sinora aderito all' iniziativa ''50 lire per la verita'' lanciata dall' albergatore trentino-bolognese Roberto Superchi per la raccolta di fondi destinati a pagare eventuali persone in grado di fornire indicazioni utili a risolvere il mistero dell' incidente aereo di Ustica. Tra le vittime di quel disastro vi e' anche la figlia di Superchi, che all' epoca aveva undici anni. Contemporaneamente alla raccolta dei fondi, Superchi ha confermato che continuano a giungere indicazioni e notizie sugli eventi che hanno provocato la caduta e l' inabissamento nel Mar Tirreno del DC 9 dell' Itavia. Una serie di indicazioni che vengono sono poi comunicate al giudice istruttore di Roma attraverso il legale dell' albergatore. Recentemente quest' ultimo aveva reso noto di avere un testimone, pronto a effettuare una dichiarazione al giudice, che indicava nell'aviazione francese la responsabile dell' incidente di Ustica. (ANSA)

USTICA: AEREI MILITARI; DODICI ANNI DI SMENTITE

ROMA, 17 OTT - La presenza di aerei militari sull'Adriatico, nelle ore dell'abbattimento del DC 9 dell'Itavia, è stata smentita più volte in questi dodici anni, anche attraverso le ambasciate in Italia, da diversi Paesi occidentali. Oltre alla Libia ed a Israele, tra i Paesi occidentali sono stati chiamati in causa da rivelazioni ed indiscrezioni, in particolare Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania. Rispetto alla novità emersa oggi, sulla presenza la sera dell'incidente di un "Phantom" e di un "F.104", solo la Francia non ha mai avuto in dotazione nessuno di questi due tipi di aerei, del resto molto comuni in tutto il mondo. A sei giorni dal disastro, l'ambasciata Usa a Roma aveva precisato che "nessun aereo o nave americani erano impegnati nella zona dell'incidente". A distanza di otto anni, il 15 novembre 1988, il portavoce dell'ambasciata Usa ribadì che "al momento del disastro non vi erano unità navali o aerei statunitensi in manovra nel Mediterraneo". Il giorno successivo, anche le ambasciate della Germania Federale e della Francia a Roma smentirono ufficialmente la presenza di loro aerei. Il tre luglio 89, l'ambasciatore Secchia dichiarò che "tutti gli aerei militari Usa presenti nel Mediterraneo il 27 giugno 80 erano atterrati sei ore prima dell'incidente". Una posizione ribadita più volte fino ad oggi. (ANSA)

USTICA: AEREI MILITARI; I PHANTOM E GLI F-104

ROMA, 17 OTT - All' epoca della tragedia di Ustica erano stati prodotti oltre 5.000 caccia F-4 Phantom, nelle loro innumerevoli versioni, e oltre 2.500 caccia F-104 Starfighter, gran parte dei quali erano ancora in circolazione. Il Phantom, della americana McDonnell Douglas, è stato uno dei maggiori successi commerciali di un caccia militare. Dal 1958, anno del suo primo volo, è stato prodotto in 5.195 esemplari fino al maggio 1981, quando uscì l'ultimo esemplare dalla giapponese Mitsubishi che lo produceva su licenza. Nato come caccia per la Marina americana, è stato poi realizzato in decine di versioni diverse ed è entrato in dotazione delle aeronautiche di 11 nazioni: Usa, Gran Bretagna, Germania Occidentale, Spagna, Israele, Grecia, Turchia, Iran, Repubblica di Corea, Australia, Giappone. L' F-104, caccia dalle eccezionali prestazioni aerodinamiche, costruito dalla americana Lockheed, ha volato per la prima volta nel 1954 ed è stato prodotto in 2.573 esemplari. Oltre che negli Stati Uniti, ha costituito l' ossatura delle aviazioni Nato fino ai primi anni '80. È stato prodotto su licenza anche dall' Italia (245 esemplari), dal Canada, dal Giappone e da un consorzio europeo di Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi (1.057 esemplari). È entrato in dotazione delle aeronautiche di 14 Paesi, anche se all'epoca della tragedia di Ustica, alcuni di essi ne avevano giàiniziato la radiazione. Gli Stati Uniti avevano iniziato a radiare gli F-104 dal 1975; il Canada nel 1980 ne manteneva tre squadroni in Germania; la Germania Occidentale li aveva ancora e così anche Belgio, Danimarca, Olanda e Norvegia, anche se avevano già avviato i programmi di radiazione. Nel 1980 gli F-104 erano ancora in dotazione all'aeronautica turca e a quella greca, mentre la Spagna li utilizzò soltanto dal 1965 al 1972. In Italia sono ancora oggi in linea. Fuori dall' Europa, gli F-104 erano in dotazione, all' epoca della sciagura di Ustica, a Taiwan e Giappone, mentre il Pakistan li aveva radiati nel 1973. (ANSA)

USTICA:L' INCHIESTA, SU PRESENZA AEREI MILITARI

ROMA, 17 ott - Dalla documentazione raccolta dal giudice istruttore Rosario Priore per tentare di stabilire quali furono le cause che il 27 giugno del 1980 determinarono il disastro di Ustica, continuano ad emergere elementi che sino ad oggi erano rimasti inediti e che forniscono nuovi impulsi all'indagine.L' ultima novità in ordine di tempo è saltata fuori dalla registrazione di una telefonata avvenuta tra il tra i centri radar di Ciampino e Poggio Ballone, a Grosseto. Rivela, in sostanza, l' esistenza, quella sera, di uno scenario di guerra e la presenza di almeno due aerei militari, un Phantom ed un F. 104. Qualche accenno è stato fatto anche sulla possibile presenza in zona di una portaerei. La conversazione avvenne un'ora e quattro minuti dopo il disastro, tra un esperto radar di Ciampino ed un esperto di Grosseto. Ma quest' ultimo, mentre parlava con il collega di Roma, conversava anche con un' altra persona che si trovava nella sua stanza accanto a lui. Anche se con toni smorzati questa conversazione è stata registrata dalle apparecchiature di Ciampino ed ora i periti fonici nominati dal giudice Priore, dopo aver filtrato la conversazione principale, hanno trascritto la seconda in 17 pagine dattiloscritte. Il documento viene ritenuto dal magistrato e dai suoi collaboratori molto importante e gli investigatori stanno tentando di identificare le persone che conversavano. Il colloquio avvenne all' ora convenzionale " 20,04 zulu" e a parlare erano tre persone, una di nome Mario. Le altre due sono indicate come X e X1. Del Phantom - secondo quanto emerge dalla registrazione della telefonata - parla per primo Mario che poi, durante la conversazione parla di una caduta, di uno scoppio e di traffico aereo. La conversazione, comunque, non è lineare e le frasi sono spesso spezzate e frammentarie. Poi ad un certo punto Mario chiede a X " dò sta sto Phantom, lo vedevi tu?" e X risponde: "c' era un Phantom, lo vedevo li solamente c'era". E X1, intervenendo dice: "però c' era pure il Phantom...c' ha gli indicatori che scompaiono". Si parla poi della diversità tra il Phantom "partito da Napoli per Napoli" e dell' F 104 e "della portaerei". Mario: "qui il discorso è... dove sta la portaerei? infatti dicono che la portaerei non ce l' hanno trovata". X1: "ma infatti dove vivono, chissà che fine ha fatto..." Mario : "... dicono che là nella rada non ce l'hanno nemmeno trovata". Quanto agli sviluppi dell' inchiesta, il collegio di esperti è ancora al lavoro per dare una risposta definitiva al quesito riguardante le cause che hanno determinato la caduta del DC9 dell'Itavia. Le tesi sono contrastanti. In un primo tempo era stata fatta l' ipotesi di un cedimento delle strutture; dello scoppio di un ordigno a bordo. Poi venne fatta l'ipotesi dell' impatto con un missile. Ma successivamente lo stesso collegio di periti che l' aveva formulata non fu d'accordo, e venne riproposta la tesi della bomba nascosta in qualche parte dell' aereo. In favore di questa ultima possibilità deporrebbero alcuni degli ultimi accertamenti, i quali avrebbero escluso l' esistenza sulla parte esterna della carcassa del velivolo ripescata nel mare di Ustica, di tracce di esplosivo usato per le testate missilistiche. (ANSA)

USTICA: BONFIETTI, ''TRASCRIZIONI CONFERMANO SCENARIO GUERRA''

BOLOGNA, 18 OTT - ''Le trascrizioni depositate in questi giorni confermano lo scenario di guerra che i parenti delle vittime avevano sempre denunciato''. Lo ha detto Daria Bonfietti, presidente dell' associazione parenti delle vittime di Ustica, commentando i nuovi elementi emersi dalla documentazione raccolta dal giudice Priore. ''Voglio ricordare - ha aggiunto - che il prof. Pente, perito di parte e professore del politecnico di Torino, ha depositato una memoria nella quale si dimostra che il DC9, nell' ultima parte del suo volo, era seguito da un altro velivolo. A questo punto Priore, che con tanta solerzia sta conducendo le indagini, ha davanti a se' uno scenario delineato e deve condurre le sue ricerche''. Bonfietti si rivolge anche al Governo italiano affermando che ''non e' piu' possibile accettare che il grande scrigno che nasconde la verita' su Ustica, l' Aeronautica militare italiana, non sia in grado nemmeno di fornire i nomi degli avieri presenti quella notte. A questo punto deve fare subito i nomi delle persone che nelle registrazioni parlano da Grosseto. Il Governo deve poi far sentire a livello internazionale la volonta' di sapere, rispetto a tutti i Paesi che possono in qualche modo avere notizie: Libia, Francia, Stati Uniti. In particolare diventa enigmatica la posizione della portaerei 'Saratoga'. Nelle conversazioni si dice che la portaerei non l' hanno trovata, ma nessun documento ci fornisce la sua posizione esatta, in quella notte''. (ANSA)

USTICA: LUTTWACK, "IMPOSSIBILE COPRIRE UN ERRORE"

RIMINI (FORLÌ), 18 OTT - "Ustica? Nun sacciu". Così Edward Luttwack, consulente del dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha risposto alle domande dei giornalisti a Rimini sulle nuove ipotesi per la strage del Dc-9 dell'Itavia. Riferendosi poi al recente episodio del missile della portaerei "Saratoga" che ha colpito la nave turca per errore durante un'esercitazione della nave, Luttwack ha detto che "è possibile l' errore, non è possibile coprire l' errore". "Se ogni giornalista italiano - ha aggiunto - versasse una lira per ogni riga che scrive su Ustica si potrebbe creare un centro di ricerche sulla strage di Ustica che avrebbe mille professionisti e fra cento anni potremmo avere una risposta. L'unica cosa che si sa - ha proseguito - è che i missili aria-aria della sesta flotta sono molto cari e vengono tutti registrati: si è sempre saputo quanti sono, dove sono e quelli che vengono sparati e non si è mai trovato un missile mancante. I missili nave-aria sono molto grandi. Se ne fosse stato sparato uno per errore ci sarebbero stati 600 marinai ad averlo visto. Quindi - ha concluso - nell' ambito del conoscibile non c' è nulla; nell' ambito del romanzo tutto è possibile". (ANSA)

USTICA: ''NO COMMENT'' DAL PENTAGONO

NEW YORK, 18 OTT - Nessuna reazione dal Pentagono alle ultime rivelazioni sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980: l' ufficiale di turno ha precisato che la difesa Usa non e' stata ancora ufficialmente informata della registrazione telefonica che confermerebbe la presenza di almeno due aerei militari, un Phanton e un F.104, nei cieli di Ustica la sera della tragedia. ''Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione - ha detto la portavoce - e, essendo domenica, non c' e' nessuno che possa fare commenti''. Anche al Dipartimento di stato e' stato escluso che nella giornata di oggi possano esserci commenti. (ANSA)

USTICA: LA "BATTAGLIA" DELLE PERIZIE

ROMA, 19 OTT - Una lunga serie di perizie dai risultati spesso controversi ha scandito l'andamento dell'inchiesta giudiziaria che da 12 anni cerca la verità sulla fine del DC9 Itavia caduto nel mare di Ustica. Le conclusioni degli accertamenti tecnici disposti dai magistrati che hanno coordinato le indagini o presentati su iniziativa delle parti hanno di volta in volta riaperto la polemica legata all'interrogativo fondamentale: fu un missile, una bomba a bordo, o un cedimento strutturale a causare la distruzione dell' aereo e la morte degli 81 passeggeri? La prima grande svolta in questo scontro di tesi venne ben nove anni dopo la sciagura, il 18 marzo 1989, quando i sei periti incaricati dal giudice Vittrorio Bucarelli depositarono gli esiti della perizia fonica sul "voice recorder" del DC9 da cui risultava che uno dei due piloti ebbe il tempo di esclamare con voce alterata "guar.." due secondi prima che il nastro registrasse un sibilo fortissimo per poi interrompersi. Il collegio di periti concluse quindi che l' aereo fu abbattuto da un missile. Nelle 400 pagine del documento, tra l'altro, veniva detto che le tracce di esplosivo sui frammenti interni dell' aereo erano di "T4" e di "TnT", tipici di ordigni militari. Inoltre, si ipotizzava che il foro trovato su un portello del vano anteriore fosse stato provocato da un oggetto esterno che viaggiava alla velocita di 400 metri al secondo. Alla fine di settembre del 1989, il magistrato affidò un supplemento di perizia per stabilire il tipo di ordigno e la nazionalità. Di li a pochi mesi, però, ci fu un colpo di scena: due dei periti che avevano firmato la perizia con la tesi del missile fecero marcia indietro e dissero di propendere per la bomba a bordo. I due esperti, il capo della commissione Massimo Blasi e l'ingegner Raffaele Cerra, spiegarono il ripensamento con il cattivo funzionamento degli strumenti di elaborazione dei dati radar da cui sarebbe derivata una confusione sui tracciati. A loro dire, il radar di fiumicino non aveva registrato nessun velivolo esterno alla traiettoria del DC9 e le due tracce rilevate erano state lasciate da frammenti dell' aereo e dal corpo stesso. Di parere diverso gli altri quattro periti i quali ribadirono che fino a 100 secondi dopo il disastro erano state trovate tracce di un aereo esterno che viaggiava a 700 nodi e ipotizzarono che ad abbattere il velivolo fosse stato un missile Aria-aria del tipo "continuous rod", all' epoca non in dotazione all' aeronautica italiana. Il 19 settembre 1990, dopo la rinuncia del giudice Bucarelli, il nuovo titolare dell' inchiesta Rosario Priore chiese allo stesso gruppo di periti di rispondere a 29 quesiti tra cui quello della "compatibilità dell' esplosione interna con il quantitativo e il tipo di frammenti individuati e l' assenza di dati obiettivi su tutte le salme recuperate". Priore, in sostanza, ha proceduto ad una rilettura completa dell' indagine ed ha ordinato il recupero nel mare di ustica di quasi tutti i rottami dell' aereo e della seconda "scatola nera", quella che registra i dati tecnici di volo. Il capitolo più recente riguardante le perizie è del febbraio scorso quando il magistrato romano ordinò tre distinti accertamenti. Ad un esperto canadese, F.W. Slingerland, fu chiesto di stabilire se dalla registrazione della esclamazione "guar..." del pilota del DC9 e dalle vibrazioni successive incise sul nastro fosse possibile capire se ci fu un esplosione interna o esterna. Le altre due perizie erano di tipo balistico -se il tipo di missile fosse davvero un "aria-aria" continuous rod- e grafico, sull' autenticità della firma "col. Notarnicola" nei documenti sulla vicenda sequestrati al Sismi. I periti di parte civile, poco meno di un mese fa, rilevarono che "il recupero dei reperti dell' aereo è apparentemente completo" e fecero riferimento a possibili importanti novità nella ricostruzione della sciagura. "Di fronte ai nuovi rilievi -dissero i tre professori del Politecnico riferendosi anche ai dati del radar militare di marsala da cui non sarebbe risultato nulla dopo l' esplosione dell' aereo- le carte si sono rimescolate, ma è ancora presto per confermare o smentire la nostra ipotesi iniziale, quella del missile". (ANSA)

USTICA: AMBASCIATORE USA IN ITALIA

TRIESTE, 19 Ott - ''Il governo americano non e' in grado di nascondere qualcosa per 12 anni.'' Cosi' ha risposto, a proposito delle ultime notizie sulla vicenda del DC9 Itavia di Ustica, l' ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Peter Secchia, avvicinato dai giornalisti oggi a Trieste,(vedi ANSA 245à0A), dove si trova per una serie di cerimonie tra le quali l' inaugurazione della nuova sede della Agenzia Consolare Usa.'' Confermo - ha aggiunto- che non c' erano aerei da combattimento in quell' area. Lo hanno dichiarato tre Segretari di Stato alla Difesa americana e non vedo ora cos' altro potrei aggiungere''. Secchia stamane aveva incontrato i giornalisti in occasione della visita nel porto di Trieste della portaerei ''Saratoga'', che faceva parte della Sesta Flotta all' epoca della sciagura di Ustica, e che -come hanno piu' volte precisato le autorita' statunitensi - il giorno della caduta del DC9 era in rada a Napoli . ''Su Ustica- ha anche detto Secchia- ci sono almeno 150 versioni; una volta si e' detto che e' stato un missile, poi un sottomarino, poi ancora un missile..'' (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA, INDAGINI A LONDRA

ROMA, 19 ott - Trasferta in Inghiltera del giudice Rosario Priore, dei pm Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi e di quattro periti, che indagano sulla tragedia di Ustica. Negli uffici del Rarde, un centro che ha sede nel Kent e che si occupa delle determinazione delle cause dei disastri aerei, saranno analizzati sei reperti, ripescati a settembre scorso nei fondali di Ustica, per verificare se una delle cause del disatro possa essere stata l' esplosione di un ordigno nel reparto di coda del Dc 9 dell' Itavia. Gli accertamenti cominceranno domani mattina e i periti nominati dal giudice Priore hanno già raggiunto i laboratori inglesi. Sono esperti in esplosivi e in ingegneria aeronautica. Alla presenza di Priore e dei pubblici ministeri che li raggiungeranno domani insieme con consulenti nominati dalla parte civile, cercheranno di verificare se sia fondata l'ipotesi di una esplosione interna, nella parte della "toilette". Infatti, una parte di questa sarebbe risultata mancante, secondo la costruzione del Dc 9 fatta dai tecnici, nella ricomposizione delle parti riportate in superficie dalla ditta francese Ifremer prima e dalla inglrese Wimpol nella seconda campagna di recupero. Si ripropone, così la tesi che il disastro sia stato provocato dallo scoppio di un ordigno e non da un missile. I tecnici della Wimpol hanno anche ripescato un serbatoio di un aereo del tipo "Corsair" , che sembra fosse in dotazione ad aerei della portaerei Saratoga. I dati che i magistrati ed i periti raccoglieranno in Inghilterra saranno di fondamentale importanza per la redazione finale della perizia sulle cause del sinistro, perizia che in sostanza, è la più importante ai fini delle indagini che entro l' anno prossimo il giudice Priore dovrà concludere. Nell' ambito dell' inchiesta, il giudice ha disposto oltre quindici accertamenti tecnici e la maggior parte si sono già conclusi. Mancano però quelli più importanti e, in particolare, oltre alla relazione tecnica quelle di natura esplosivistica, frattografica e chimica. Queste ultime tre si concluderanno probabilmente entro un mese, a meno che la delicatezza dell' indagine non richieda qualche proroga. Molto più tempo, invece, sarà necessario per la principale. La trasferta londinese segue di pochi giorni la diffusione della trascrizione di un colloquio nella torre di controllo della base militare di Grosseto durante il quale tre militari, un' ora dopo il disastro, parlano della presenza di un Phantom, di un f104 e di una portaerei di cui non è stata trovata traccia nella rada. Il contenuto di quella conversazione, di cui si è avuta notizia a distanza di tanti anni, ha dato nuovo vigore alla polemica sulle presunte responsabilità e omissioni sul caso Ustica. Daria Bonfietti, presidente dell' associazione dei familiari delle vittime, ha chiesto l'intervento del governo e del presidente del consiglio Giuliano Amato. (ANSA)

USTICA: COME SI ''RIPULISCE'' UNA REGISTRAZIONE DISTURBATA

ROMA, 19 OTT - Con le moderne apparecchiature per la manipolazione del suono e' oggi possibile scomporre, filtrare e ricostruire una registrazione, come e' stato fatto nelle ultime perizie foniche sui nastri di Ustica, intervenendo come se si trattasse di una operazione chirurgica. Da una conversazione pressoche' incomprensibile a causa di disturbi di fondo (rumori, interferenze, fruscii, ecc.) si puo' ''estrarre'' solo la parte che interessa rendendola se non '' ad alta fedelta' '', almeno perfettamente comprensibile. Le apparecchiature utilizzate sono le stesse che l'industria elettronica ha creato per gli studi di registrazione professionale; di solito questi impianti sono utilizzati per ''ripulire'' vecchie incisioni fonografiche di importanza storica da incidere su moderni compact disc. Una operazione del genere e' stata fatta anni fa per riversare le incisioni di Toscanini disponibili su vecchi dischi a 78 giri. Fino a qualche anno fa, le apparecchiature si limitavano a filtri che eliminavano selettivamente il suono in ristrette gamme di frequenza corrispondenti ai rumori indesiderati. Operare su una conversazione e' molto piu' facile rispetto ad una registrazione musicale. La voce umana in una normale conversazione ha infatti una gamma di frequenze molto limitata (da alcune centinana di Herthz a circa 2.500-3.000 Hertz) rispetto alla gamma musicale che copre tutto lo spettro udibile di frequenze (da 20 Hertz a circa 18 mila). Se si vuole rendere intellegibile una conversazione e' quindi possibile eliminare tutte le frequenze che senz'altro non interessano e cioe' quelle inferiori e superiori allo spettro della voce umana. Gia' questa prima operazione riduce notevolmente il rumore di fondo e le interferenze. Piu' recentemente, con l'avvento delle tecniche cosiddette digitali, quelle cioe' che scompongono il suono in una serie di numeri, e' possibile operare ancora piu' in profondita' su una registrazione. L'analisi del suono da ''ripulire'' puo' infatti essere condotta con apparecchiature computerizzate che selezionano i suoni che interessano distinguendoli da quelli che provocano i disturbi. In alcuni casi, vi sono dei brevi segnali acustici (dell'ordine dei centesimi di secondo) che non possono essere scomposti perche' il suono e il disturbo sono esattamente della stessa frequenza. In queste situazioni il computer elimina del tutto il breve segnale composto dal suono e dal disturbo ad esso sovrapposto e poi ''ricostruisce'' artificialmente la parte che interessa facendo una ''media matematica'' tra il segnale che precede e quello che segue. Le moderne apparecchiature per la gestione del suono riescono a fare questo ''trapianto'' con una velocita' tale da rendere l'operazione non avvertibile dall'ascoltatore: il suono e' ricostruito quasi alla perfezione. (ANSA)

USTICA: PENTAGONO, LA SARATOGA ERA IN PORTO

WASHINGTON, 19 OTT - Il Pentagono smentisce categoricamente la possibilita' che aerei militari USA incrociassero nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980, quando il DC-9 Itavia si inabisso' in mare col suo carico di 81 persone. ''La Saratoga era nel porto di Napoli. E' rimasta li' dal 23 giugno al 6 luglio. Non c'e' modo di nascondere una portarei grande come quella'', ha dichiarato all' ANSA il portavoce, tenente colonnello Kenneth Satterfield. Le ultime rivelazioni sulla strage non cambiano la ricostruzione fornita dalla autorita' Usa: ''Nessuna nave o aereo americano operava nella zona in quel momento'', ha dichiarato il portavoce. No comment invece sulla presenza di velivoli dell' Aeronautica italiana: ''Non e' responsabilita' degli Stati Uniti star loro dietro. La questione riguarda le autorita' italiane''. (ANSA)

USTICA: PERIZIA ESCLUDEREBBE ESPLOSIONE BOMBA IN TOILETTE

ROMA, 20 OTT - Non ci sarebbe stato scoppio di un ordigno all' interno della toilette del DC9 dell'Itavia precipitato ad Ustica il 27 giugno del 1980. Secondo quanto si è appreso questa sera lo escluderebbero le analisi fatte nel Kent, in Inghilterra, presso il centro del Rarde. Le analisi fatte oggi avrebbero infatti escluso la presenza di tracce di esplosivo sul lavabo della toilette che i periti nominati dal giudice istruttore Rosario Priore avevano portato con sè oltremanica per farlo esaminare. A seguire lo svolgimento delle indagini tecniche in Inghilterra sono i tre esperti in esplosivistica, ingegneri Casarosa, Castellani e Brandimarte. È stato infatti affidato loro il compito di individuare, anche attraverso la valutazione dei dati che emergeranno dagli accertamenti svolti in Inghilterra, le cause che hanno determinato la caduta del velivolo. In particolare gli accertamenti in corso tendono a stabilire se tra queste cause non ci possa essere stata come ventilato già in un primo momento l' esplisione all' interno della toilette o comunque nella parte di coda dell'aereo di un ordigno che ha compromesso le sue strutture. Comunque per il momento è questa l'unica indiscrezione trapelata da Londra. Probabilmente domani nel caso che i periti rientrino in sede si potranno avere ulteriori informazioni. (ANSA)

USTICA: MINISTRO ANDO' SU IMPEGNO USA

ROMA, 25 OTT - Il segretario di Stato americano alla Difesa, Dick Cheney, ''e' disponibile e si impegna a fornire un riscontro tempestivo a tutte le questioni che sono state poste dai giudici italiani'' in merito alla vicenda del Dc.9 dell' Itavia precipitato a Ustica. Lo ha detto il ministro della Difesa, Salvo Ando', al termine dell' incontro con il collega statunitense, Cheney (vedia Ansa n. 220/0A e seg.). Ando' ha detto di aver chiesto la ''collaborazione necessaria'', in questa fase delle indagini, ''perche' queste possano concludersi presto e bene''. Nel corso di questi anni - ha spiegato Ando', incontrando brevemente i giornalisti - ''sono state fatte alle autorita' americane delle richieste: si tratta di chiarire dei particolari importanti ai fini del buon esito dell' inchiesta e quindi ho sollecitato il governo americano affinche' queste risposte arrivino presto e perche' siano le piu' complete possibili, naturalmente sulla base delle conoscenze e delle carte che sono in loro possesso''. Alla domanda dei giornalisti se fosse stato posto il problema degli spostamenti della portaerei statunitense ''Saratoga'', il ministro Ando' ha detto che agli Usa ''non si chiede tanto di fornire una ricostruzione globale, complessiva della vicenda, bensi' di rispondere ad alcuni particolari. Credo che gli inquirenti vogliano soltanto questo''. Il ministro Ando' ha poi aggiunto che non c' e' altro modo di collaborare all' inchiesta ''se non quello di dare delle risposte puntuali su questioni precise, molto particolari, che via via vanno emergendo''. Dopo aver affermato di non conoscere nei particolari gli atti dell' inchiesta, coperti dal segreto istruttorio, Ando' ha dichiarato che ''si pone una questione di principio e cioe' che i giudici italiani siano messi nelle condizioni di poter svolgere bene l' inchiesta, che va ormai avanti da tanti anni. Credo pero' che si sia giunti a una fase molto delicata; quindi tutto cio' che serve per il completo accertamento della verita' bisogna fornirlo e bisogna che lo facciano tutti''. Ando' ha concluso dicendo di aver ''avuto l'impressione'' che ci sia, da parte americana, ''la volonta' di collaborare. Adesso aspettiamo le risposte''. (ANSA)

USTICA: AMBASCIATORE SECCHIA

ROMA, 26 OTT.- ''Non e' mai emersa alcuna informazione che potrebbe far pensare ad un coinvolgimento degli Stati Uniti'' nella vicenda di Ustica. Lo ha affermato l' ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Peter Secchia, in una dichiarazione. Questo il testo della dichiarazione di Secchia, diffusa dallarappresentanza diplomatica degli Stati Uniti in Italia: ''il Governo degli Stati Uniti ha risposto puntualmente, in questi anni, a tutte le richieste del Governo e dei giudici italiani per informazioni relative alle indagini sulla tragedia di Ustica. E' palesemente scorretto che la stampa affermi che gli Stati Uniti hanno risposto con un 'no comment'. Ai nostri stretti alleati italiani noi abbiamo sempre risposto fattivamente ed esaurientemente, spendendo migliaia di 'ore-uomo' alla ricerca di informazioni aggiuntive. Durante i miei tre anni e mezzo a Roma - ha proseguito l'ambasciatore - gli Stati Uniti hanno risposto chiaramente ed esaurientemente alle richieste provenienti dalle autorita' italiane. Non e' mai emersa alcuna informazione che potrebbe far pensare ad un coinvolgimento degli Stati Uniti in questa tragedia''. '' Come ha confermato domenica il segretario di Stato alla Difesa Cheney - ha proseguito l'ambasciatore Secchia - gli Stati Uniti sono pronti a rispondere alle richieste delle autorita' italiane tempestivamente fornendo ogni informazione aggiuntiva che dovesse emergere.'' ''Io trovo che non sia corretto che qualcuno possa suggerire attraverso voci ed insinuazioni- che il Governo degli Stati Uniti sia stato meno che disponibile su questo argomento con il Governo italiano''. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 26 ott - I prossimi sviluppi dell' inchiesta sulla strage di Ustica dipenderanno dalla collaborazione che gli Stati Uniti daranno, come promesso dal segretario americano alla Difesa, Richard Cheney, all' autorità giudiziaria romana. Il giudice istruttore Rosario Priore, al quale sono affidate le indagini, ritiene che proprio la promessa di collaborazione annunciata oggi da un comunicato congiunto del ministro della Difesa italiano Salvo Andò e da Cheney valga a far accettare dalle autorità americane alcune richieste di rogatoria internazionale fatte già da tempo per chiarire alcuni risvolti della vicenda. Riferendosi a diversi elementi emersi dalla sua inchiesta, Priore ha chiesto alle autorità d' oltreoceano di poter indagare su precisi punti che riguardano la presenza di aerei americani la sera del 27 giugno del 1980 (giorno della tragedia) nei pressi del punto in cui il DC9 dell' Itavia precipitò, i movimenti della portaerei "Saratoga"( che aveva come base operativa Napoli) in quel giorno o nel successivo. Inoltre, l' indagine che Priore intende svolgere in America riguarda anche un serbatoio per carburante recuperato nei fondali di Ustica, in dotazione agli aerei del tipo "Corsair". Due squadriglie di questi velivoli facevano parte dell'armamento della "Saratoga". In ordine di tempo, l' ultima richiesta di rogatoria fatta da Priore riguarda gli elementi emersi dalla traduzione della telefonata avvenuta la sera della tragedia tra Poggio Ballone e Ciampino. Da questa, il cui testo si è conosciuto nei giorni scorsi, si evince che aerei del tipo Phantom ed F 104 quella sera si trovavano nel tratto di cielo in cui volava il DC9 dell' Itavia e che probabilmente "in zona c'era una portaerei". Un' altra richiesta del magistrato italiano riguarda il serbatoio supplementare ripescato in mare e in dotazione all' aereo "Corsair". Questo, della lunghezza di dieci metri, è dotato di sofisticate apparecchiature e la sua fabbricazione è di costo elevato. Mai era capitato in tempo di pace che, dopo aver esaurito il carburante che conteneva, un velivolo "Corsair" se ne disfacesse. Legata, poi, ai movimenti della "Saratoga" la sera del disastro è poi la richiesta di Priore fatta alle autorità americane di fornirgli i nastri sui quali le apparecchiature di bordo della portaerei registrarono tutto il movimento aereo della zona. Già nei mesi scorsi, in occasione di un viaggio negli Stati Uniti, Priore aveva chiesto copia di questi nastri che il comandante in capo della Sesta Flotta si fece consegnare dal contrammiraglio comandante della "Saratoga" a poche ore dal disastro. Ma, secondo indiscrezioni, sembra che questi nastri siano stati da tempo distrutti. Per quanto riguarda l' inchiesta, i periti nominati dal magistrato stanno ancora verificando, attraverso indagini tecniche, quali possano essere state le cause del disastro. Attualmente, secondo indiscrezioni, la tesi prevalente è quella dell' esplosione di un ordigno nella parte di coda del DC9, anche se le recenti analisi fatte dal Rarde, in Inghilterra, hanno escluso la presenza di tracce di esplosivo sul lavabo della "toilette" che si trovava in coda al velivolo. I dati emersi dagli accertamenti svolti in Inghilterra vengono ora esaminati e valutati dai periti, che stanno preparando per il giudice Priore la relazione finale. (ANSA)

USTICA: AMBASCIATORE SECCHIA, ''GLI USA NON HANNO MENTITO''

ROMA, 28 OTT - Gli Stati Uniti non hanno mai ''mentito'' su Ustica e, anzi, hanno ''risposto a tutte le domande che sono state rivolte'' per chiarire le ragioni che provocarono l'esplosione del DC9 dell'Itavia. L'ambasciatore americano a Roma Peter Secchia, ospite ieri sera del ''Maurizio Costanzo show'', ha difeso con forza il comportamento degli Usa sul ''caso Ustica'' e ha polemizzato con l'inviato del ''Corriere della Sera'' Andrea Purgatori. ''Devo dire - ha risposto Secchia ad un giornalista del ''Corriere della sera'', Giuliano Zincone, presente alla trasmissione - che rimango sempre molto ferito nel leggere che si accusa l'America di aver mentito e sono un po' deluso nel leggere sul giornale per il quale lei scrive, che l'America viene accusata di non essere stata onesta''. ''Mi chiedo perche' non e' spiegato, nell'articolo, che l'autore dell'articolo che lancia questa accuse e' anche l'autore di un film che sta ottenendo moltissimi incassi.'', ha proseguito Secchia che ha detto di riferirsi a ''Il Muro di Gomma', dedicato alla strage di Ustica, del quale Purgatori ha scritto la sceneggiatura. ''Io sono un uomo di affari non solo un ambasciatore e immagino - ha continuato - che per tutti gli spettatori che vanno a vedere questo film ci sara' qualcosa che andra' all'autore della sceneggiatura''. Le affermazioni di Secchia sono state respinte da Giuliano Zincone. Rispondendo ad una domanda su alcune affermazioni del Ministro delle Difesa Salvo Ando', il quale ha dichiarato domenica che gli Stati Uniti potrebbero avere ''qualcosa da dire'' sulla vicenda di Ustica, Secchia ha sostenuto di ''non aver sentito il ministro della difesa italiano dire che noi sapevamo qualche cosa che non avevamo detto''. Sollecitato da Maurizio Costanzo, l'ambasciatore ha poi aggiunto che il Consigliere diplomatico del Ministro della Difesa ''ha smentito le dichiarazioni di Ando''. ''L'America - ha proseguito - ha risposto a tutte le domande che le sono state rivolte sul caso Ustica. Ci sono 26 richieste che sono state inoltrate alle autorita' americane, molte di queste richieste consistono in piu' pagine. Il problema in italia e' questo: in Italia esistono i magistrati indipendenti, quindi quando vengono inoltrate delle richieste tramite i canali giudiziari noi naturalmente diamo la nostra risposta utilizzando gli stessi canali, mentre invece quando ci sono delle domande e delle richieste di informazioni che vengono generate dall' esecutivo, come in questo caso, da un ministro o da palazzo Chigi, la risposta a queste domande avviene tramite l'ambasciatore italiano a Washington e poiche' i vostri magistrati non possono dialogare con i ministri a volte i ministri stessi non sono a conoscenza del fatto che una determinata domanda ha gia' trovato risposta''. ''E' chiaro che da parte nostra c'e' tutta la solidarieta' possibile ,la comprensione nei confronti delle famiglie. Gia' nella primavera del 1988 - ha detto l'ambasciatore americano - al vostro governo e' stato presentato una lettera dove si spiegava esattamente la posizione della portaaerei 'Saratoga', e' stato indicato chiaramente che nessuno degli aerei era in volo , e' stato indicato che il radar della portaerei non era in funzione, e abbiamo potuto dare indicazioni precisissime sull'esatta posizione di tutti i nostri mezzi aerei e navali e vi assicuro che noi abbiamo tutti i dati relativi a dove si trovavano tutti i nostri mezzi nonche' sappiamo esattamente quello che succede ai nostri missili''. A Zincone che gli ha chiesto quale fosse la sua ''opinione personale'' sulla vicenda, Secchia ha risposto che ''gli Stati Uniti hanno dato piu' risposte in maniera piu' esauriente di quanto non si possa dire degli altri interlocutori dei magistrati che hanno compiuto le indagini''. ''E' chiaro che da parte nostra c'e' tutta la solidarieta' possibile ,la comprensione nei confronti delle famiglie. Gia' nella primavera del 1988 - ha detto l'ambasciatore americano - al vostro governo e' stato presentato una lettera dove si spiegava esattamente la posizione della portaaerei 'Saratoga', e' stato indicato chiaramente che nessuno degli aerei era in volo , e' stato indicato che il radar della portaerei non era in funzione, e abbiamo potuto dare indicazioni precisissime sull'esatta posizione di tutti i nostri mezzi aerei e navali e vi assicuro che noi abbiamo tutti i dati relativi a dove si trovavano tutti i nostri mezzi nonche' sappiamo esattamente quello che succede ai nostri missili''. A Zincone che gli ha chiesto quale fosse la sua ''opinione personale'' sulla vicenda, Secchia ha risposto che ''gli Stati Uniti hanno dato piu' risposte in maniera piu' esauriente di quanto non si possa dire degli altri interlocutori dei magistrati che hanno compiuto le indagini''. (ANSA)

USTICA: LA POSIZIONE USA NEGLI ANNI

ROMA, 28 OTT - Una smentita ufficiale sul possibile coinvolgimento degli Stati Uniti nel disastro di Ustica giunse già il 3 luglio 1980, ad una settimana dalla scomparsa in mare del DC9 Itavia con 81 passeggeri a bordo. L' allora ambasciatore americano a Roma Richard Gardner precisò che "nessun aereo o nave americani erano impegnati nella zona dell' incidente". Lo scorso 19 ottobre, per l' ennesima volta, il Pentagono ha negato categoricamente la possibilità che velivoli militari americani si trovassero a sorvolare il mare di Ustica la sera del 27 giugno di 12 anni fa. Apparecchi che sarebbero potuti decollare dalla portaerei Saratoga, alla fonda nel golfo di Napoli tra il 23 giugno ed il 6 luglio dell' 80. Posizione ribadita ancora ieri sera dall'ambasciatore statun itense a Roma, Peter Secchia , nel corso della trasmissione televisiva "Marizio Costanzo Show". Gli Stati Uniti hanno a più riprese fornito collaborazione tecnica nella lettura dei tracciati radar e del contenuto delle scatole nere del DC9 ma hanno sempre declinato ogni loro coinvolgimento, anche accidentale, nella vicenda. Di nuovo nell' 89 l' ambasciatore Peter Secchia ripetè che "il giorno della tragedia di Ustica tutti gli aerei americani presenti nel Mediterraneo erano atterrati già sei ore prima dell' incidente". Quanto alla sigla "Sinadex", indicante un' esercitazione militare gli Usa dichiarono che era "sconosciuta" ai propri comandi. Nel dicembre 1988 fu l' allora segretario della difesa Frank Carlucci a dire: "Conducemmo subito indagini e stabilimmo che non c' erano in zona nostre navi od aerei". In quei giorni il numero due libico, Maggiore Jallud, in visita in Italia, aveva ripreso la tesi, avanzata un mese prima da Gheddafi, secondo la quale gli americani avevano abbattuto l' aereo civile italiano nel corso di una vera e propria azione di guerra il cui obiettivo era in effetti lo stesso Gheddafi, in viaggio su un altro aereo alla volta di Varsavia. Per dare ancor più peso a questa accusa nell' 89 la Libia istituì anche una commissione d' inchiesta su Ustica, mentre nel gennaio del '90 il leader Libico affermò che la tragedia di Ustica era stata provocata dal tentativo americano di colpire il suo aereo personale, sul quale lui però non si trovava. Nel giugno del 1990 gli Stati Uniti vennero tirati in ballo anche dall' ammiraglio Fulvio Martini, responsabile del Sismi dall' 84. Nel corso di una sua audizione davanti alla commissione stragi Martini affermò: "Ci sono il 50 per cento di possibilità di un coinvolgimeto americano o francese". Le autorità francesi smentirono e l'ambasciata Usa a Roma ripetè che non esistevano prove documentate di missili sparati da aerei dell' Usaf nè unità della marina militare dotate di missili terra-aria in quella zona. All' inizio di dicembre del 1990 il giudice istruttore Rosario Priore si recò a Washington per interrogare l' ex comandante della Saratoga, James Flatlely a proposito degli spostamenti e dell' attività della sua unità, e che parte della sesta flotta, ma non trovò traccia di registrazioni riguardanti eventuali avvistamenti radar fatti dalla Saratoga il giorno dell' incidente. Dal viaggio del giudice non emersero elementi particolarmente utili all'inchiesta. L' 11 luglio dello scorso anno venne ritrovato, non lontano dai resti del DC9, un frammento che , a un primo esame, sembrò appartenere ad un missile tipo "Standard" in dotazione anche alla marina americana, contrassegnato dalla sigla "Mk30". "Un missile - spiegò un portavoce del Pentagono - che dal 1969 è stato impiegato molte volte in esercitazioni nel Mediterraneo". Priore è poi tornato negli Stati Uniti nel marzo di quest' anno per ascoltare alcuni ufficiali americani che avrebbero fatto parte di una commissione d' inchiesta formatasi subito dopo il disastro. Nel maggio scorso ancora un ritrovamento in mare: pezzi di un serbatoio d' aereo di fabbricazione statunitense, circa ad un chilometro ad est dal luogo dove furono ripescati i rottami del DC9. Lo scorso 19 ottobre Secchia ripete che "il governo americano non è in grado di nascondere un fatto di tali dimensioni per 12 anni". (ANSA)

USTICA: BONFIETTI ESPRIME APPREZZAMENTO A MINISTRO ANDO'

BOLOGNA, 29 OTT - Daria Bonfietti, presidente dell' associazione parenti vittime della strage di Ustica, dopo l' incontro avvenuto ieri con il ministro della Difesa Salvo Ando' ha diffuso una dichiarazione in cui esprime ''apprezzamento per l' azione intrapresa dal Ministro sul piano internazionale. Azione indispensabile - afferma Bonfietti - poiche', nonostante le gia' precise richieste poste nell' agosto scorso anche dal ministro Martelli alle autorita' americane, il giudice Priore ancora non ha gli elementi necessari per stabilire la posizione e l' attivita' della 'Saratoga' in quella notte; tali informazioni sono indispensabili e non certo marginali nella ricostruzione degli avvenimenti della notte del 27 giugno '80''. Daria Bonfietti ha inoltre chiesto al ministro Ando' che possano essere messi finalmente a disposizione dell' autorita' giudiziaria ''tutti gli atti, gli elementi e le informazioni ancora in possesso dell' Aeronautica Militare Italiana, quali strumenti altrettanto indispensabili - sottolinea – per abbattere definitivamente il muro di reticenze, bugie e mancata collaborazione che alcuni uomini dell' Aeronautica Militare hanno contribuito a mantenere e che finora hanno impedito alla verita' di farsi luce''. (ANSA)

USTICA: CONSULENTI DI PARTE SU DIFFUSIONE NOTIZIE INCHIESTA

ROMA, 29 ott - Con un documento diffuso oggi, dieci consulenti tecnici, che nell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica assistono un gruppo di ufficiali e sottufficiali ai quali e' stata avviata nel corso delle indagini una comunicazione giudiziaria, affermano che '' le risultanze degli accertamenti sin qui effettuati sono sostanzialmente diverse dai contenuti delle informazioni diffuse''. I firmatari del documento, riferendosi ''a comunicati trasmessi dalle stazioni radio-televisive ed a notizie pubblicate da quotidiani'' giudicano ''fuorviante e dannosa ai fini dell' accertamento della verita' nell' attuale fase conclusiva dell' struttoria la diffusione di interpretazioni di parte presentate come certezze''. Il documento conclude ribadendo l' impegno dei consulenti degli indagati di continuare a mantenere, anche per il rispetto dovuto alle vittime della tragedia, il massimo riserbo sugli sviluppi delle indagini , osservando le disposizioni impartite dal magistrato. Quanto all' inchiesta,il giudice Rosario Priore, che domani andra' all' aeroporto di Pratica di Mare e' stato ricostruito con i reperti recuperati a Ustica il Dc9 dell' Itavia, non ha voluto commentare le notizie riguardanti i Phantom che sarebbero partiti da Villafranca la sera del disastro. Il magistrato ha confermato che sono stati fatti interrogatori ed accertamenti che tuttavia non hanno offerto nulla di nuovo all' indagine. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA,PRIORE A PRATICA DI MARE

ROMA, 30 ott - Sopralluogo del giudice Rosario Priore e del pm Giovanni Salvi nell' aeroporto militare di Pratica di Mare, con invito esteso ai giornalisti, operatori televisi e fotografi che hanno così potuto vedere come i periti incaricati di accertare le cause della tragedia di Ustica abbiano ricostruito il DC9. A disposizione degli esperti incaricati di formulare una tesi conclusiva sulle cause del sinistro, c'è il 90 per cento della superficie "bagnata", cioè del velivolo escludendo gli arredamenti e le attrezzature interne. Il tutto è stato catalogato e poi montato su una struttura di metallo e legno. La parte meglio conservata e la parte di coda. La visita organizzata per oggi ha fornito l'opportunità agli organi di informazione di poter dare un quadro dell' opera svolta dal magistrato e dai suoi collaboratori non solo per recuperare dal fondo del mare i resti del velivolo, ma per identificare la zona di ricerca. Senza anticipare nulla sulle conclusioni dell' indagine, i periti hanno confermato che le ricerche si sono svolte su un' area di cinquanta chilometri quadrati, entro la quale recuperare i frammenti del velivolo per dare poi consistenza ai ragionamenti scientifici ed agli studi fatti dagli esperti che, a giudicare dai risultati ottenuti, hanno ora a disposizione una mole di dati che consentirà loro di formulare, come gli stessi hanno auspicato oggi, una plausibile tesi sulle cause del disastro. Insieme con i magistrati Priore e Salvi c' erano oggi due periti, i professori Santini e Casarosa, che con i loro studi e ipotesi hanno consentito di delimitare l'area delle ricerche successivamente alla iniziale campagna svolta dalla società francese Ifremer per recuperare dai fondali di Ustica i resti del DC9. A questa èpoi subentrata, sino al settembre scorso l' impresa inglese Wimpol, alla cui opera è stata attribuita notevole importanza. Le esplorazioni hanno riguardato complessivamente un' area di 50 chilometri quadrati suddivisa in cinque settori identificati con le lettere A, B, C, E, F. Nelle prime tre ha operato la società francese ,che ha recuperato in A la coda del velivolo, in B i motori, in C parte della fusoliera. Nel settore E-F la Wimpol, a distanza di sette chilometri rispetto alla zona A ha invece ritrovato la parte finale della carlinga e le ali del DC9, nonchè il serbatoio in dotazione ai velivoli "Corsair" , che all' epoca del disastro erano imbarcati su portaerei americane.Secondo gli esperti è stata di fondamentale importanza per poter ricostruire i fatti accaduti il 27 giugno del 1980, l' opera di recupero. I resti del DC9 riportati in superficie appaiono di fondamentale importanza per poter formulare la tesi finale sulla tragedia, tesi che gli esperti avrebbero già abbozzato, studiando, tra l' altro, le deformazioni che hanno subito le lamiere ricomposte sulla struttura prefabbricata. Tutto quanto recuperato dai fondali di Ustica è stato riunito, insieme con l' aereo ricostruito attraverso l' impiego delle strutture metalliche che componevano la carlinga, la fusoliera e la parte di coda, nell' aeroporto di Pratica di Mare in un hangar vigilato costantemente dai carabinieri che hanno in dotazione anche unità cinofile. Il capannone ha una superficie di oltre 2500 metri quadrati. Distribuiti in vari settori ci sono oggetti di diverso genere come corpetti di salvataggio di colore giallo sui quali è impressa la scritta : "Property Havaiian Air lines", cuscini di sedili, indumenti appartenuti ai passeggeri,alcune borse . E poi, distribuiti in altri settori, grovigli di fili, pezzi di tubi in plastica e oggetti di ogni genere unitamente a minuscoli frammenti metallici o di plastica. Sono stati tutti classificati e poi studiati per capire le cause che ne hanno determinato la deformazione e la frantumazione. Alle numerose domande che sono state loro rivolte, gli esperti (che hanno illustrato ai giornalisti i metodi scientifici adottati per lo svolgimento ddll' incarico loro affidato, metodi che hanno consentito , tra l' altro, di delimitare senza errore qual'era la zona da esplorare) non hanno dato risposte precise. Hanno detto che esprimeranno le loro conclusioni soltanto nel rapporto che prossimamente consegneranno a Priore. (ANSA)

USTICA: MARTELLI SOLLECITA RISPOSTE USA A QUESITI MAGISTRATI

Roma, 4 nov - Il ministro di Grazia e giustizia Claudio Martelli ha inviato il 30 ottobre scorso al collega statunitense William Batt, l'elenco delle numerose richieste di indagini riguardanti la strage di Ustica con la preghiera di fornire nel piu' breve tempo possibile l'esito degli accertamenti non ancora espletati. Fonti del ministero fanno rilevare che non hanno ricevuto ancora risposta, in particolare, alcune richieste fatte a partire dal febbraio di quest'anno. Si tratta di richieste, affermano le stesse fonti, che riguardano accertamenti su una serie di velivoli che hanno interessato i nostri radar la sera del 27 giugno 1980 e i movimenti della portaerei Saratoga, che nei giorni a cavallo della tragedia di Ustica si trovava nelle acque territoriali italiane e in particolare nel golfo di Napoli. Sono venticinque le rogatorie che il giudice istruttore Rosario Priore ha rivolto nel corso delle indagini da lui svolte alle autorita' statunitensi con riferimento alle indagini sulla strage di Ustica. Si tratta delle cosidette '' rogatorie internazionali'' alle quali solo in parte e' stata data risposta. In particolare per undici c'e' stata una risposta definitiva positiva, altre quattro hanno avuto una risposta negativa definitiva, a sette e' stata data una risposta interlocutoria. Sono invece otto le rogatorie alle quali non e' stata data nessuna risposta. Di queste pratiche, la piu' lontana nel tempo e' del 15 febbraio scorso. Il giudice Priore ha chiesto '' accertamenti relativi ad aeromobili e ,in particolare all' aeroporto di provenienza e destinazione di un aeromobile la cui traccia viene individuata durante la raccolta dei dati inviati dai vari siti radar''. Dieci giorni piu' tardi, Priore chiede di identificare '' un volo militare statunitense, la cui traccia radar e' stata registrata la sera del disastro''. E' invece del 15 maggio 1992 '' la richiesta di accertamenti circa i tempi di volo, gli aeroporti di provenienza e testinazione, le ragioni del volo dei velivoli statunitensi in volo o in procinto di decollare dal sera del 27 giugno 1980 recanti le sigle Delta Romeo Foxtrot 07 e 030,Juliet Mike,463 e Tango Charlie 068''. Sono venticinque le rogatorie che il giudice istruttore Rosario Priore ha rivolto nel corso delle indagini da lui svolte alle autorita' statunitensi con riferimento alle indagini sulla strage di Ustica. Si tratta delle cosidette '' rogatorie internazionali'' alle quali solo in parte e' stata data risposta. In particolare per undici c'e' stata una risposta definitiva positiva, altre quattro hanno avuto una risposta negativa definitiva, a due e' stata data una risposta interlocutoria. Sono invece otto le rogatorie alle quali non e' stata data nessuna risposta. Di queste pratiche, la piu' lontana nel tempo e' del 15 febbraio scorso. Il giudice Priore ha chiesto '' accertamenti relativi ad aeromobili e ,in particolare all' aeroporto di provenienza e destinazione di un aeromobile la cui traccia viene individuata durante la raccolta dei dati inviati dai vari siti radar''. Dieci giorni piu' tardi, Priore chiede di identificare '' un volo militare statunitense, la cui traccia radar e' stata registrata la sera del disastro''. E' invece del 15 maggio 1992 '' la richiesta di accertamenti circa i tempi di volo, gli aeroporti di provenienza e testinazione, le ragioni del volo dei velivoli statunitensi in volo o in procinto di decollare dal sera del 27 giugno 1980 recanti le sigle Delta Romeo Foxtrot 07 e 030,Juliet Mike,463 e Tango Charlie 068''. Il giorno successivo Priore chiedeva accertamenti circa la nazionalita' di un velivolo menzionato in piu' conversazioni telefoniche tra il radar di Ciampino e quello di Brindisi. Il 30 maggio, sempre di quest' anno, veniva avanzata la richiesta di ausilio all' attivita' di indagine della sezione italiana dell' Interpol per conoscere la casa costruttrice del serbatoio ripescato in mare nell' estate del 1992 nonche' dei singoli elementi che lo componevano. Il 19 giugno si chiedevano ulteriori accertamenti relativamente ad una rogatoria avanzata il 13 marzo del 1991 che sette mesi dopo aveva ricevuto risposta definitiva positiva. Ancora l' 8 luglio 1992 una seconda richiesta per ulteriori accertamenti sulla rogatoria avanzatail 15 febbraio del '92. In attesa di risposta infine, una richiesta del 20 ottobre scorso e relativa alla trasmissione di copia della documentazione comprovante l' arrivo e la partenza della portaerei Saratoga nel porto di Napoli nel periodo giugno - luglio 1990; e la richiesta di indagini per accertare se velivoli Usa del tipo Phantom, F15 e F16, sorvolassero, il 27 giugno 1980, tra le ore 18 Zulu e le ore 20,30 Zulu, la penisola italiana e il mar Tirreno. Sono due le ''rogatorie'' che hanno ricevuto una risposta interlocutoria: la prima risale al 25 giugno '91. In particolare gli inquirenti italiani avevano avanzato richiesta di accertamenti tramite l' ufficio operazioni del quartier generale Usafe di Ramstein delle forze Nato, relativa alla ''identificazione, natura della missione e base di destinazione dei piloti che a bordo di due velivoli militari dell' Air Force Usa, la sera del 27 giugno 1980, fecero rifornimento di carburante presso la base aerea di Demimomannu''. Risposta interlocutoria ha pure ottenuto la richiesta avanzata il 16 settembre del '91 di escussione degli ufficiali statunitensi Biankino e Coe, che la notte tra il 27 e il 28 giugno 1980 ''furono contattati dall' aeronautica militare italiana''. Delle quattro rogatorie che hanno avuto una risposta negativa definitiva, la prima risale al 17 giugno 1991: si chiedevano informazioni relative ''alla missione compiute dal gen. Rana presso la Federal Aviation Agency di Washington nel 1980''. La seconda il 29 ottobre 1991 per accertamenti circa un aereo ''con sigla Navy 61206, che, proveniente da Sigonella, compi' dalle ore 18,35 zulu alle ore 19,50 zulu circa, del 27 giugno 1980, avvicinamenti su Lamezia Terme''. Nella stessa rogatoria si chiedevano accertamenti su un secondo velivolo con sigla ''Juliet Mike 169 o 179'' che ''chiese da Sigonella alle ore 19,32 zulu del 27 giugno 1980, piano di volo per Torrejon'' in Spagna ''ottenendolo alle ore 19,35 zulu via Palermo''. Le altre due richieste che hanno ottenuto risposta definitiva negativa sono del luglio scorso: il 9 si chiedevano indagini ''su giubbotto salvagente di colore arancione rinvenuto a Rocazzo, comune di Trabia (Palermo) il 21 agosto 1980'', e il 21 dello stesso mese per ''informazioni circa un serbatoio subalare''. Tra le risposte definitive positive risultano, tra le altre , la richiesta di testimonianza dell' amm. James Flatley; le sei fotografie effettuate dall' agente speciale Paul Schrecker; la richiesta circa l' esistenza di un falso manuale per piloti militari Usa apparso a Napoli e reso noto dalla stampa con ''nuove norme di sicurezza e combattimento a seguito dell' abbattimento del Dc9 Itavia ''; La richiesta di indagini circa la provenienza e il luogo di produzione '' del casco del pilota del Mig 23 libico , rinvenuto in agro di Castel silano il 18 luglio 1980 ''. (ANSA)

USTICA: MINISTRO ANDO' E GEN. NARDINI

POZZUOLI (NAPOLI), 5 NOV - Il cambio di guardia alla Casa Bianca non dovrebbe costituire un ostacolo agli impegni assunti dagli Stati Uniti per una attiva collaborazione nelle indagini sulle cause che portarono alla tragedia di Ustica. E' quanto ha sostenuto oggi il ministro della Difesa, Salvo Ando', incontrando i giornalisti al termine della cerimonia svoltasi stamane all'accademia aeronautica di Pozzuoli. ''Sono fiducioso dell'impegno preso da Cheney'', ha detto Ando' riferendosi ai colloqui che ha avuto nei giorni scorsi con il segretario di Stato Usa alla Difesa in Scozia e a Roma. ''Credo - ha aggiunto - che vi sia la volonta' a collaborare''. E in merito alla decisione della Difesa di costituirsi parte civile nel caso Ustica ha spiegato: ''Come ministro ritewndo di dover tutelare la Difesa come amministrazione e le Forze Armate da immeritati coinvolgimenti in polemiche che non possono e non devono riguardare le istituzioni e in particolare l'Aeronautica''. Alla conferenza stampa era presente anche il capo di stato maggiore dell'Aeronautica il quale, da parte sua, ha affermato che l'ipotesi del cedimento strutturale del DC-9 dell'Itavia, ''non fu certo avanzata dall'Aeronautica''. ''Gli aerei noi li conosciamo - ha aggiunto - e sappiamo bene che da soli non si rompono. Io ho sempre pensato a una collisione''. Dopo aver respinto l'accusa di ''atteggiamento passivo'' rivolta da piu' parti, in questi anni, ai vertici dell'Aeronautica (''Se cosi' fosse saremmo stati incriminati dai giudici'') Nardini, riferendosi agli ufficiali che in passato hanno ricevuto comunicazioni giudiziarie, ha affermato: ''Credo che sia loro diritto essere considerati innocenti sinche' non sara' provato il contrario. La stampa, al contrario spesso anticipa giudizi di condanna''. ''L'Aeronauti - ha aggiunto - non e' parte nella causa e con la decisione da parte della Difesa di costituirsi parte civile si vuole anche difendere i nostri uomini''. Il ministro Ando' ha pure affrontato il tema del progetto per la costruzione del caccia ''Efa'': ''Bisogna avere certezzi - ha detto - in ordine alle risorse possibili per i prossimi anni proprio per evitare che i progetti rimangano incompiuti''. Secondo Ando' l'Aeronautica dovrebbe risentire di meno dai tagli apportati al bilancio della Difesa: ''Ritengo che il comportamento che noi stiamo tenendo in merito al caccia Efa tenga conto di questa linea. Non solo non siamo disimpegnati in questo progetto, ma vogliamo che i quattro paesi del consorzio Efa rimangano insieme''. Ed ha annunciato per meta' dicembre un nuovo incontro a quattro sul tema. (ANSA)

USTICA: ACCAME, "IL MISSILE È UNA MISTIFICAZIONE"

ROMA, 7 NOV - "La responsabilità di un missile killer nella caduta del DC9 dell' Itavia a Ustica si sta rivelando sempre di più una mistificazione gigantesca. Bisognerebbe avere il coraggio di ripartire dall' ipotesi di un cedimento strutturale dell' aereo o di una collisione con un radio bersaglio". Lo afferma Falco Accame, ex presidente della commissione Difesa della Camera ed ex parlamentare di Dp. Secondo Accame "milioni di italiani sono stati convinti che il missile killer sia stata la causa della caduta del DC9. Televisione e giornali hanno dato come notizia vera ciò che era solo fiction. Ora bisogna avere il coraggio di uscire dal coro. Il missile va considerato per quello che è: una semplice ipotesi. Per troppo tempo è stato considerato un capro espiatorio". A giudizio di Accame, per risalire alle cause della caduta del DC9, "occorre ripartire dai cadaveri ritrovati in acqua". In particolare Accame ricorda il ritrovamento del corpo di un carabiniere che aveva subito nell' incidente l'amputazione di un piede, e che aveva avuto il tempo di stringere la caviglia con un laccio per evitare il dissanguamento. "Ciò dovrebbe far pensare che l'aereo non si è disintegrato all'istante, come doveva succedere se fosse stato colpito da un missile". Accame ritiene anche "inverosimile" la presenza della portaerei americana Saratoga in rada a Napoli al momento dell'incidente. (ANSA)

USTICA: FRANCIA FORNIRA' INFORMAZIONI

PARIGI, 10 NOV - La Francia e' disposta a fornire chiarimenti all'Italia sulla sciagura di Ustica e lo fara' entro il 20 novembre data alla quale il Consiglio dei ministri dell'Ueo (Unione dell'Europa Occidentale) si riunira' a Roma sotto presidenza di turno italiana. Lo ha indicato oggi il ministro della Difesa francese Pierre Joxe al suo collega italiano Salvo Ando' nel corso del vertice italo-francese che si svolge a Parigi. Lo ha riferito lo stesso Ando' ai giornalisti. ''Ci sono state sei rogatorie - ha indicato Ando' - ad alcune non e' stato risposto, ad altre e' stato risposto negativamente. Ho chiesto a Joxe risposte tempestive: si e' rimostrato molto collaborativo e disposto a fornire chiarimenti entro il 20 novembre''. La richiesta italiana riguarda eventuali registrazioni che i servizi dell'aeronautica francese avrebbero effettuato in basi vicine all'Italia, come per esempio in Corsica. (ANSA)

USTICA: BONFIETTI; ''SCOPRIRE IL RUOLO DELLA SARATOGA''

BOLOGNA, 12 NOV - Daria Bonfietti, presidente dell' associazione tra i familiari delle vittime di Ustica, ha accolto le notizie arrivate dagli Usa (v.ANSA 015/0A) come un nuovo, piccolo passo avanti sulla strada delle verita'. ''Abbiamo sempre sentito il bisogno che anche l' opinione pubblica statunitense fosse informata e coinvolta direttamente su questa drammatica storia - ha commentato quando le sono state riferite le notizie sul servizio del telegiornale della Cbs - e' importante che queste informazioni siano state date con grande evidenza''. Bonfietti, infaticabile da tanti anni nella ricerca delle prove su quello che successe la notte del 27 giugno 1980, e' stata tra le persone intervistate dai giornalisti della Cbs per il servizio sulla tragedia di Ustica. ''Noi oggi non abbiano elementi per accusare le forze militari Usa di un loro diretto coinvolgimento nell' abbattimento del Dc9 ma siamo convinti che le autorita' statunitensi non abbiano detto tutto quello che sanno - ha spiegato - e allora e' importante che i dubbi si facciano strada anche tra i cittadini di quel paese''. ''Un aspetto che stiamo seguendo da tanto tempo - ha aggiunto - e' quello del ruolo della portaerei Saratoga. Per anni, come ci e' successo con l' aeronautica italiana, ci siamo trovati davanti ad un muro, ci siamo sentiti dire che quella notte la Saratoga era in porto e aveva i radar spenti''. 'Solo col tempo - ha proseguito Bonfietti - abbiamo saputo che una nave non puo' rimanere con le apparecchiature di controllo disattivate e allora abbiamo avuto una nuova versione: un radar era acceso ma in manutenzione e quindi 'vedeva' poco. Poi lo stesso comandante ha ammesso che il radar era funzionante ma si e' affrettato a specificare che quella notte non aveva registrato nulla di particolare. E poi si ' saputo che la mattina dopo la tragedia i tracciati erano stati portati via''. Insomma, e' credibile, pensano i familiari delle vittime, che gli Usa abbiano fondamentali informazioni su quello che e' successo e che queste possano provenire anche dalla portaerei. Ed e' vero allora che, a quanto si e' potuto apprendere anche il giudice Priore sta concentrando le indagini di questo periodo sul ruolo della portaerei?. ''Questo non lo sappiamo - ha risposto Bonfietti - ma sappiamo che un nostro perito ha potuto prendere visione del diario di bordo e che ad una prima analisi risultano molte calligrafie diverse per i giorni precedenti ed una sola dal 27 giugno. Sono elementi da verificare, ma sembra che tutto quello che e' successo in quelle ore sia stato ricostruito da una sola mano. Sono menzionate salite a bordo e sucessive uscite che sembrano anomale. E poi il ruolo della Saratoga e' confermato da altri particolari: dalle registrazioni risulta che quella notte i militari si chiedevano tra loro dove fosse la portaerei? Perche'''. (ANSA)

USTICA:INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 12 nov - Trasferta a Napoli del giudice istruttore Rosario Priore, per svolgere, nell' ambito dell'inchiesta sulla strage di Ustica, indagini sui movimenti della portaerei americana Saratoga la sera del 27 giugno del 1980, quando avvenne il disastro. Il magistrato sarà domani nel capoluogo partenopeo insieme con i publici ministeri Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli ed il colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini, che avrà a sua disposizione un gruppo di investigatori dell'Arma. A Napoli il giudice Priore andrà alla ricerca di notizie e documentazioni riguardanti la Saratoga, ed ascolterà anche cinque o sei persone che secondo quanto già emerso dagli accertamenti, sarebbero in grado di fornire notizie di rilievo sui fatti. Come base operativa il giudice Priore ha scelto la sede della compagnia dei Carabinieri, in Piazza Carità. È qui che si svolgeranno gli interrogatori delle persone chiamate a testimoniare, mentre Bianchini ed i suoi uomini si recheranno presso diversi uffici alla ricerca dei documenti che interessano i magistrati Tra l' altro, gli investigatori sarebbero alla ricerca dei libri di bordo per fare una serie di verifiche riguardanti, tra l' altro la composizione dei turni di guardia disposti per il 27 giugno del 1980 e probabilmente anche per il giorno successivo. L' attività istruttoria dovrebbe concludersi in giornata; il giudice ed i suoi collaboratori dovrebbero arrivare a Napoli nella tarda mattinata e subito cominceranno gli interrogatori dei testimoni. Quanto agli uffici dove si recheranno i carabinieri per ricercare i documenti non sono trapelate indiscrezioni. (ANSA)

USTICA: GIUDICE PRIORE A NAPOLI PER INTERROGATORI

NAPOLI, 13 NOV - È stata proficua la giornata napoletana del giudice istruttore Rosario Priore, che indaga sulla strage di Ustica. Lo ha detto il magistrato rispondendo ai giornalisti che lo attendevano nella sede del gruppo carabinieri "Napoli 1". Lasciando la caserma "Pastrengo" Priore, dopo una mattinata trascorsa nella sede dei carabinieri, ha confermato di aver interrogato cinque persone, di nazionalità italiana. "Tutti ufficiali di marina"?, gli è stato ancora chiesto. "No" ha risposto il giudice. Priore ha anche reso noto di aver disposto "qualche sequestro e l'acquisizione di documenti". Il sequestro - gli è stato domandato - riguarda la presenza della portarei Usa "Saratoga" alla fonda nella rada di Napoli il 27 giugno 1980? "Questo - ha risposto Priore - non posso dirlo". Ma dopo gli incontri di oggi, siete più ottimisti? "Non posso dirlo" ha insistito il magistrato che era accompagnato dal colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini. "Continuerò a fare qualche cosa oggi a Napoli" ha aggiunto "e stasera ripartiro"'. La Cbs americana comincia a porre quesiti sulla strage di Ustica: come giudica ciò? "Troppo presto per dare interpretazioni adesso... Ho appreso solo ieri sera di questo fatto". Nel tardo pomeriggio il giudice Priore ed il colonnello Bianchini sono ritornati nella sede del gruppo "Napoli 1". Non sono stati resi noti i movimenti degli investigatori in città. Nella caserma "Pastrengo" Priore e Bianchini avrebbero esaminato il materiale acquisito agli atti. Non ci sarebbero stati altri interrogatori dopo quelli della mattinata che avrebbero riguardato alcuni ufficiali della Marina: tre capitani di vascello ed uno di fregata nonchè un funzionario del porto. Sui risultati dell'interrogatorio gli inquirenti hanno mantenuto il più stretto riserbo. In serata il giudice è ripartito per Roma. Il giudice Priore e le persone che l'hanno accompagnato a Napoli sono rientrati a Roma poco dopo le 20. L'esito della missione, secondo quanto si è appreso, è stato soddisfacente ed ora il materiale raccolto sarà esaminato e studiato per stabilire, tra l' altro se sia necessario svolgere nel capologo partenopeo altra istruttoria. A Napoli il magistrato , i pubblici ministeri ed i loro collaboratori hanno raccolto la testimonianza di quattro ufficiali dell'ammiragliato ed un funzionario della capitaneria di porto. Nulla di particolare si è appreso sulle loro dichiarazioni. Ma per quanto riguarda la documentazione acquisita si è saputo che riguarda, tra l' altro, non solo i movimenti che la sera del disastro potrebbe aver fatto la portaerei Saratoga, ma anche gli spostamenti di altre navi appartenenti alla Flotta in rada nel porto di Napoli e in forza alla Nato. Altri documenti che il magistrato ha fatto acquisire dai carabinieri del colonnello Bianchini riguardano lo scambio di messaggi tra le navi e diversi enti militari interessati quella sera alla ricerca del DC9 dell' Itavia scomparso dai radar dei centri di osservazione. Tutto il materiale, come si è detto, sarà ora esaminato in vista di prossime attività istruttorie. E l' esame riguarderà anche i brogliacci della capitaneria di porto. Questi documenti sono già da tempo in possesso del magistrato il quale li sta esaminando per comprendere, soprattutto, i movimenti avvenuti nel porto la sera del disastro ed anche nelle ore successive, ed i sistemi di annotazione adottati. Proprio a proposito di questi brogliacci, in serata in un servizio della televisione era stato detto, tra l' altro, che i testimoni ascoltati oggi non avevano riconosciuto le firme apposte su di essi. Lo stesso magistrato ha dichiato infondata l' indiscrezione, definendola di pura "fantasia" poichè nella parte dei brogliacci che riguardano l' indagine non compaiono firme. (ANSA)

USTICA: SULLA ''SARATOGA'' NUOVE DOMANDE DEI PERITI

ROMA, 14 NOV - I periti di parte civile della tragedia di Ustica, dopo la risposta Usa al servizio della CBS, stanno per inviare al gudice Rosario Priore un elenco di quesiti riguardanti la portaerei ''Saratoga''. Lo ha affermato il perito Paolo Miggiano in una conversazione con un redattore dell'ANSA. Il portavoce Pete Williams aveva spiegato che i dubbi sollevati da Miggiano nella intervista alla tv americana e riguardanti i cinque turni di guardia durante le ore a cavallo della tragedia di Ustica (dalle 8 del 27 giugno alle 04 del 28 giugno 1980) non nascondevano alcun mistero. Miggiano aveva mostrato tre fogli del giornale di bordo scritti dalla stessa mano. Da Washington si e' affermato che e' prassi usuale della US Navy ricopiare le annotazioni di attivita' da una brutta copia per una questione di leggibilita' del registro di bordo. Il perito, sulla base di una documentazione comprendente il giornale di bordo e la ''Command history'' della portaerei afferma ora che ''una ricopiatura di ben cinque turni di guardia e' una prassi unica nei due mesi esaminati. Quella che e' stata indicata come 'prassi standard' e' avvenuta pero' solo il 27 giugno dell' 80. In effetti, in base alle carte, ad ogni turno di quattro ore il sottufficiale annota gli eventi e, alla fine del turno, l'ufficiale rilegge, corregge, sigla e firma. E' strano poi che in queste tre pagine non ci sia alcuna cancellazione o annotazione, al contrario delle altre''. Le questioni ''da chiarire – ha aggiunto miggiano - sono ancora molte''. Ecco una sintesi dei principali quesiti che saranno inviati a Priore: 1) Quale era la condizione operativa della ''Saratoga'' il 27 giugno '80. Durante i due mesi esaminati, infatti, la portaerei e' ''in condizione di prontezza operativa IV'', e cio' anche quando, pochi giorni prima e' in una fase di acuta tensione internazionale, e a meno di 200 miglia da Tripoli. Cosa significa questa ''condizione IV''? Sono spenti i radar? Nessun aereo e' pronto a partire? 2) Le carte ufficiali dicono che la nave e' all' ancora, a Napoli, dal 23 giugno al 6 luglio. La ''Command history'' afferma pero' che il 2 luglio la portaerei fa una crociera veloce: ''fast cruise'': cosa e' crociera veloce e quanto dura? 3) E' accertato che gli Usa si sono interessati di Ustica dal 28 giugno. La prima risposta ufficiale della Marina mericana all' ambasciata Usa, a Roma, e' del 3 luglio 1980. Il 1 luglio – in base ai documenti - si svolge una riunione sulla ''Saratoga'' a cui partecipano: il contrammiraglio J.r. Sanderson, comandante della forza di battaglia della VI flotta, G.H. Flatley III, comandante della portaerei, un non meglio specificato capitano della marina Usa, il comandante degli aerei della Marina Usa nel Mediterraneo e un italiano che viene definito prefetto di o dell ''campagna'' o ''compagnia''. I periti chiedono di sapere chi era questo italiano e di che cosa si era discusso in quella riunione. 4) Il primo turno di guardia il 27 giugno '80 era sotto la responsabilita' dell' ufficiale Norris che non firma, contro le procedure normali, il fine-rapporto di quella mattina. Il 23 luglio, alla vigilia della partenza da Napoli della nave, Norris, su comando specifico, lascia la portaerei: c' e' un nesso tra questi due fatti? 5) Il 17 luglio, durante una esercitazione, arrivano sulla ''Saratoga'' l' ambasciatore americano a Mosca Watson, accompagnato dall' addetto militare e da un civile, Montgomery. E' - si chiede - Hugh Montgomery, gia' capostazione Cia a Roma fino al 1979? Miggiano sottolinea infine il contributo che potrebbe venire all' inchiesta da alcuni documenti americani , ''ad esempio 'la Command history'' della nave ma senza le censure fatte sulla copia che si e' riusciti ad avere e altre carte relative a comunicazioni della rete Usa in possesso della Nsa (National Security Agency) e non consegnati finora perche' contenenti - secondo quanto dichiarato - elementi attinenti alla sicurezza nazionale americana''. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA,NESSUN FALSO NEI REGISTRI PORTO NAPOLI

ROMA, 14 nov - Non c'è alcuna alterazione nei brogliacci della capitaneria di porto di Napoli dove furono annotati il 27 giugno del 1980 i movimenti delle navi alla fonda, compresa la portaerei Saratoga. Gli accertamenti svolti ieri nel capoluogo partenopeo dal giudice Rosario Priore e dai pm Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli hanno fugato qualsiasi sospetto, soprattutto per quanto riguarda (almeno a giudicare dagli elementi raccolti per il momento dai magistrati) gli spostamenti della portaerei statunitense. Da questa, secondo diverse tesi prospettate in varie occasioni, sarebbero partiti aerei che, da una valutazione delle registrazioni radar potrebbero aver volato accanto al DC9 dell' Itavia. La smentita dell' esistenza di falsificazioni è degli stessi magistrati e si basa sulle testimonianze raccolte ieri a Napoli. In particolare, dal brogliaccio della capitaneria di porto già acquisito da tempo agli atti dell' indagine, risultava che la Saratoga era entrata il 23 giugno del 1980 nel porto di Napoli e che era poi nuovamente rientrata il 18 luglio successivo, senza che vi fosse traccia della data della sua uscita. La circostanza fu rivelata da un' inchiesta giornalistica. Ma nella seconda quindicina del luglio del 1991, pochi giorni dopo le notizie di stampa, fu annotato che la portaerei aveva lasciato Napoli in data successiva al 27 giugno del 1980. A fare l' annotazione sul brogliaccio della capitaneria, sul quale non ci sono firme (ed è stato oggi ulteriormente confermato dopo le smentite di ieri) è stato l'ufficiale Raffaello Vezzi che, in sostanza, con le sue dichiarazioni, ha risolto i dubbi degli investigatori circa la presenza nel porto di Napoli il 27 giugno di dodici anni fa della portaerei. In particolare, l' annotazione venne fatta, esaminando documenti ufficiali dell' epoca del disastro, nella seconda quindicina del luglio del 1991 successivamente al recupero della "scatola nera" del DC9 dai fondali di Ustica, avvenuto la sera del 14 luglio di quell' anno. Le spiegazioni di Vezzi sembrano aver convinto i magistrati che, tuttavia, continuano ad interessarsi della questione per esaminarla in tutti i suoi aspetti. Elementi di giudizio sono stati forniti anche dagli altri testimoni. Molte delle domande hanno avuto per argomento la Saratoga, ma a tanti anni di distanza dal fatto gli ufficiali, pur cercando una conferma dei loro ricordi nei documenti dell' epoca, non sarebbero stati in grado di dare risposte definitive. È per questo motivo che i magistrati ora stanno studiando tutta la documentazione acquisita ieri per decidere se sia il caso di tornare a Napoli per nuove attività istruttorie. Tra l' altro, Priore intende stabilire perchè la data d' uscita della Saratoga non fu annotata dodici anni fa. Una risposta, comunque , potrà essere data dalle carte sequestrate ieri. Quanto all' inchiesta, i magistrati hanno sottolineato che ad aiutarli nella ricerca della verità potrebbero contribuire le risposte da parte di numerosi Paesi stranieri alle loro rogatorie. Tra i governi che neppure hanno dato riscontro alle istanze di Priore ci sono la Francia e la Libia. A quest' ultima sono state fatte tre richieste che si riferiscono alla vicenda del Mig precipitato sulla Sila. Anche la Russia non ha risposto alle domande dei giudici italiani, rilevando che non ci sono accordi in materia di assistenza giudiziaria. Una certa collaborazione è invece stata data dagli Stati Uniti. (ANSA)

USTICA: LE RICHIESTE DI ROGATORIA ALLA FRANCIA

ROMA, 17 NOV - Sono sei le richieste di rogatoria formulate per via diplomatica, tra il luglio del 1990 ed il giugno del 1992, dalla magistratura italiana alle autorità francesi con riferimento agli accertamenti sulla tragedia di Ustica. Solo in un caso, la richiesta di visione dei resti di un velivolo francese esploso in volo nel deserto del Niger nel 1989, la Francia ha dato il proprio consenso, mentre negli altri casi o non c' è stata risposta oppure è stata dichiarata l'inesistenza degli atti, o l'indisponibilità di un teste, che si chiedeva di visionare o sentire. Questi i contenuti delle richieste: 1) 6 luglio 1990; richiesta di acquisizione di registrazioni radar, da postazioni fisse o mobili, relative al traffico aereo tra le ore 19.00 zulu e le ore 21 zulu del 27 giugno 1980 nella zona di caduta del DC9 Itavia. Risposta del 26 luglio 1990: inesistenza di registrazioni. 2) 29 ottobre 1990; richiesta di visione dei resti del Dc 10 Uta esploso in volo nel deserto del Niger il 19 settembre 1989. Richiesta di copie delle relazioni tecniche effettuate dai periti incaricati del caso, di copia dei rilievi fotografici concernenti il sopralluogo effettuato sull' area di caduta dell'aereo e della sua ricostruzione presso l' hangar di Parigi-Le Bourget. Risposta del 17 settembre 1992; consenso alla visione, nessuna risposta sulle restanti richieste. 3) 18 dicembre 1990; richiesta di citazione ex art. 12 della convenzione europea di assistenza giudiziaria del teste Marco Affitigato, abitante in Francia. Risposta del 28 dicembre 1990: risposta negativa per indisponibilità del teste. 4) 14 febbraio 1992; richiesta di acquisizione di atti risultanti della inchiesta diretta ad accertare eventuali coinvolgimenti di aerei e navi francesi, la sera del disastro, secondo le dichiarazioni dell'ammiraglio Lacoste. Richiesta di indagini sulla presenza, tra il 1980 ed il 1987, presso un centro radar francese del sottufficiale dell' aeronautica militare italiana Mario Alberto Dettori. Richiesta di accertamenti sulla posizione in mare al momento del disastro della portaerei francese Clemenceau. Nessuna risposta. 5) 15 maggio 1992; richiesta di accertamenti sulla presenza di un velivolo in volo la sera del disastro da Ajaccio a Tripoli. Nessuna risposta. 6) 21 luglio 1992; richiesta di accertamenti sul relitto di un apparecchio di misurazioni meterologiche ripescato nel corso delle operazioni di recupero dei relitti e delle salme, eseguite nelle ore successive al disastro. Nessuna risposta. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA,17 NOV - Il governo francese sarà ufficialmente invitato a collaborare all' inchiesta che il giudice istruttore di Roma Rosario Priore sta svolgendo sulla tragedia di Ustica. Tramite il ministero di Grazia e Giustizia il magistrato ha deciso di chiedere all' autorità giudiziaria francese di consentirgli una rogatoria internazionale allo scopo di raccogliere informazioni che vengono ritenute indispensabile per la prosecuzione degli accertamenti in corso in Italia ormai da dodici anni. In particolare, dalle autorità francesi il giudice Priore ed i pubblici ministeri Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli intendono conoscere se i centri di rilevazioni radar d'oltralpe abbiano registrato movimenti di aerei la sera del 27 giugno del 1980 quando il DC9 dell' Itavia precipitò; qual era la dislocazione della portaerei "Clemenceau", che solitamente aveva la sua base nella rada di Tolone; se quella sera erano in volo aerei francesi; qual è stato l' esito di una indagine fatta in Francia sulla tragedia. Già in precedenza il magistrato aveva sollecitato la collaborazione, senza tuttavia avere risposta. Ora però, appellandosi a quanto stabilito dalla convenzione di Strasburgo sulla reciproca assistenza giudiziaria tra Italia e Francia, Priore chiede al Guardasigilli di adoperarsi perchè finalmente gli vengano fornite dai francesi le notizie richieste. Più difficile, invece, appare la soluzione di un analogo problema che esiste con la Russia, alla quale Priore si è rivolto nell' ambito dell' indagine sulla caduta del Mig Libico sui Monti della Sila il 18 luglio successivo alla tragedia del DC9. Poichè dagli accertamenti è risultato che il velivolo è di fabbricazione sovietica , il giudice Priore ha chiesto alle autorità russe di indicare a quale nazione fu venduto. Tuttavia sino ad oggi al magistrato italiano è stata negata qualsiasi informazione con la scusa che tra il nostro Paese e la Russia non ci sono accordi in materia giudiziaria. Ma a questa obiezione il magistrato replica sottolineando che proprio recentemente il procuratore generale di Mosca Valentin Stepankov è venuto a Roma per indagare sui rapporti finanziari tra il Partito Comunista sovietico ed il Pci, ricevendo la massima collaborazione. Le risposte che il magistrato riceverà in futuro non solo dalle autorità francesi e russe, ma anche da quelle statunitensi, su sollecitazione del Governo Italiano, consentiranno di completare un ampio quadro di indagine che alla fine dello scorso mese di luglio determinò gli interrogatori, nel più stretto riserbo, dell' ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga e del ministro della difesa in carica nel giugno del 1980 Lelio Lagorio. Cossiga, in particolare, fu sentito da Priore in qualità di presidente del Consiglio al tempo dei fatti. Le domande furono numerosissime e, anche se non sono trapelate indiscrezioni sulle risposte, si è saputo che il magistrato ha chiesto al Presidente qualsiasi tipo di informazione di cui era venuto in possesso sia a livello militare sia politico. Nel corso del colloquio si è parlato delle ipotesi che furono fatte sulle cause del sinistro e si è anche discusso della situazione internazionale ed interna dell'epoca, nonchè della posizione del generale comandante del Sismi Santovito e della probabili ipotesi fatte su possibili collegamenti tra la strage di Ustica e quella avvenuta alla stazione di Bologna. Analoghe domnde furono rivolte a Lagorio, il quale ha confermato tutto quanto detto già davanti alla Commissione stragi. Frattanto, in attesa di avere una risposta alle sue domande, Priore continua gli interrogatori, le verifiche e le indagini soprattutto per quanto riguarda gli eventuali movimenti fatti dalla portaerei Saratoga e l'identificazione delle persone che erano a bordo. Il punto focale di quest'ultimo accertamento è quello di stabilire quale credito dare alle voci secondo le quali, nonostante le smentite ufficiali che la davano alla fonda nella rada di Napoli, la gigantesca nave si sarebbe mossa, forse per partecipare ad una esercitazione di cui non si è mai parlato sino ad oggi. Indagini sulla Saratoga sono state anche sollecitate dal perito di parte civile Paolo Miggiano. Frattanto, in margine alla vicenda, il giudice dell' indagine preliminare Maria Teresa Siotto, accogliendo le istanze dell' avvocato Nino Marazzita ha archiviato la denuncia che un gruppo di ufficiali dell'aeronautica imputati nell' inchiesta sulla strage avevano presentato contro i periti Imbimbo,MIgliaccio e Lecce che a conclusione dell' indagine tecnica avevano avallato l'ipotesi che a provocare il disastro potesse essere stato un missile. Il magistrato ha ritenuto infondate le accuse. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 19 nov - Cinque bobine, contenenti la registrazione di colloqui avvenuti tra i centri radar di Ciampino, Marsala e Palerno il 27 giugno del 1980 dalle 19 al momento in cui precipitò il DC9 dell'Itavia sono state consegnate oggi ai periti per la trascrizione. La decisione è del giudice Rosario Priore e dei pm Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli. Ai periti il giudice ha concesso sessanta giorni di tempo per consegnare le trascrizioni delle conversazioni che completeranno quelle già da tempo in possesso dei magistrati e che si riferiscono al momento in cui il velivolo dell' Itavia scomparve dagli schermi ed ai successivi interventi per rintracciarlo e per poi avviare i soccorsi. Frattanto proseguono le indagini, anche per verificare le ultime notizie pubblicate da diversi organi di stampa e riguadanti la possibilità che la sera del 27 giugno del 1980 la portaerei Saratoga abbia potuto lasciare per qualche tempo la rada di Napoli per una missione. Nonostate le più diverse ipotesi fatte sulla fondatezza della notizia, appare evidente che la persona più idonea a chiarire la situazione è il contrammiraglio James Flatley, che all'epoca comandava la gigantesca nave. In verità il giudice Priore ed i pubblii ministeri l' hanno interrogato in passato negli Stati Uniti, ma il segreto istruttorio impedisce di sapere se qauesto argomento sia già stato toccato e quali siano state le risposte. Proprio il 24 agosto del 1990 il giudice Priore chiese agli Stati Uniti di poter fare una rogatoria per ascoltare l' alto ufficiale che nel luglio precedente aveva fatto un' intervista telefonica ad una giornalista della seconda rete televisiva Italiana. Nel dicembre successivo e nel gennaio del 1991 le autorità americane risposero positivamente ed in quella occasione, tra le altre indagini, si cercò di sapere dal contrammiraglio se i radar della sua portaerei la sera del disastro fossero in funzione. La risposta fu che le apparecchiature erano in fase di manutenzione, ma che comunque almeno un radar era in funzione. I nastri di quelle registrazioni non sono però mai stati acquisiti dal magistrato italiano benchè questi durante le sue trasferte negli Stati Uniti ne avesse chiesto copia. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 19 nov - Cinque bobine, contenenti la registrazione di colloqui avvenuti tra i centri radar di Ciampino, Marsala e Palerno il 27 giugno del 1980 dalle 19 al momento in cui precipitò il DC9 dell'Itavia sono state consegnate oggi ai periti per la trascrizione. La decisione è del giudice Rosario Priore e dei pm Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli. Ai periti il giudice ha concesso sessanta giorni di tempo per consegnare le trascrizioni delle conversazioni che completeranno quelle già da tempo in possesso dei magistrati e che si riferiscono al momento in cui il velivolo dell' Itavia scomparve dagli schermi ed ai successivi interventi per rintracciarlo e per poi avviare i soccorsi. Frattanto proseguono le indagini, anche per verificare le ultime notizie pubblicate da diversi organi di stampa e riguadanti la possibilità che la sera del 27 giugno del 1980 la portaerei Saratoga abbia potuto lasciare per qualche tempo la rada di Napoli per una missione. Nonostate le più diverse ipotesi fatte sulla fondatezza della notizia, appare evidente che la persona più idonea a chiarire la situazione è il contrammiraglio James Flatley, che all'epoca comandava la gigantesca nave. In verità il giudice Priore ed i pubblii ministeri l' hanno interrogato in passato negli Stati Uniti, ma il segreto istruttorio impedisce di sapere se questo argomento sia già stato toccato e quali siano state le risposte. Proprio il 24 agosto del 1990 il giudice Priore chiese agli Stati Uniti di poter fare una rogatoria per ascoltare l' alto ufficiale che nel luglio precedente aveva fatto un' intervista telefonica ad una giornalista della seconda rete televisiva Italiana. Nel dicembre successivo e nel gennaio del 1991 le autorità americane risposero positivamente ed in quella occasione, tra le altre indagini, si cercò di sapere dal contrammiraglio se i radar della sua portaerei la sera del disastro fossero in funzione. La risposta fu che le apparecchiature erano in fase di manutenzione, ma che comunque almeno un radar era in funzione. I nastri di quelle registrazioni non sono però mai stati acquisiti dal magistrato italiano benchè questi durante le sue trasferte negli Stati Uniti ne avesse chiesto copia. (ANSA)

USTICA: FRANCIA ATTENDE ANCORA DOMANDA ROGATORIA

PARIGI, 19 NOV - Il ministero della giustizia francese non ha ancora ricevuto la rogatoria internazionale sulla vicenda di ustica che e' stata annunciata dal giudice priore. fonti del ministero hanno oggi indicato a parigi che, ''come succede sempre in questi casi, la francia esaminera' con grande cura la richiesta italiana, quando le sara' pervenuta, e cooperera' nel modo piu' efficiente, viste anche le ottime relazioni tra i due ministri'' della giustizia, claudio martelli e michel vauzelle. le fonti hanno aggiunto che, a loro parere, occorreranno ancora alcuni giorni prima di ricevere la richiesta, che deve passare attraverso i rispettivi ministeri degli esteri e deve quindi essere tradotta. un alto funzionario, che ha chiesto di restare anonimo, ha mostrato stupore ''per gli attacchi della stampa italiana contro la francia, come se la francia fosse al centro della vicenda ... e' sbagliato inoltre dire che la francia non ha risposto alle precedenti richieste: rispondere negativamente significa rispondere''. altre fonti distinguono tra richieste di informazione prevenute dall' italia e rogatorie: ''un conto e' rispondere alle une, un conto alle altre. non si possono dare informazioni sulla portaerei 'clemenceau' come se fosse un peschereccio''. (ANSA)

USTICA: PENTAGONO RIBADISCE, LA SARATOGA ERA IN PORTO

WASHINGTON, 19 NOV - Il Pentagono ribadisce la sua versione dei fatti: la portaerei Saratoga non ha avuto nulla a che fare con la tragedia di Ustica, iquel giorno era in porto a Napoli. ''La stampa italiana e' libera di pubblicare quel che vuole, ma la Saratoga era in porto e questo e' un fatto'', ha oggi dichiarato all' Ansa un portavoce del Pentagono, il colonnello dell' Air Force David Garmer. Secondo il Pentagono, la portaerei rimase all' ancora nella rada del porto partenopeo dal 23 giugno al 6 luglio 1980. (ANSA)

USTICA: AMBASCIATA USA SU MOVIMENTI ''SARATOGA''

ROMA, 23 NOV - Il termine ''fast cruise'' che appare nel registro della portaerei americana ''Saratoga'' il 2 luglio 1980 significa ''crociera sul posto'' e indica ''un'esercitazione che viene effettuata prima di lasciare il porto per assicurarsi che tutto e' in ordine in vista della futura partenza'', che ''avvenne il 6 luglio 1980''. Lo ha precisato l'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma sottolineando che il termine ''fast cruise'' e' stato ''travisato in alcuni articoli di stampa'' e che ''alcuni equivoci sono sorti nell'interpretare la terminologia usata nel giornale di bordo della Saratoga per il periodo giugno-luglio 1980''. Interpellato sui movimenti della Saratoga in relazione alla vicenda del Dc9 dell'Itavia precipitato il 27 giugno 1980 nel mare di Ustica, il portavoce del Pentagono ha affermato recentemente che la portaerei non si e' mossa dalla rada di Napoli dal 23 giugno al 6 luglio. Il fatto che nel giornale di bordo della portaerei compaia il termine ''fast cruise'' il 2 luglio non e' in contrasto quindi, secondo quanto risulta dalla precisazione dell'Ambasciata, con la dichiarazione del Pentagono. ''L'esatta traduzione di 'fast cruise' - si legge nel comunicato diffuso oggi - non e' 'crociera veloce' ma 'crociera sul posto'. In inglese l'aggettivo 'fast', oltre a significare 'rapido, celere, veloce', significa anche 'fermo, fisso, saldo, sicuro' (vedi il 'Nuovo Ragazzini' Zanichelli, 1990)''. ''Nel linguaggio usato dalla Marina militare Usa - prosegue il comunicato - 'fast cruise' non e' altro che un'esercitazione, o 'dry run' (prova) che viene effettuata prima di lasciare il porto per assicurarsi che tutto e' in ordine in vista della futura partenza, in questo caso la partenza della 'Saratoga' che avvenne il 6 luglio 1980. Durante tutto il periodo di ogni esercitazione 'fast cruise', la nave rimane ferma all'ancora - al porto o in rada''. ''Inoltre - conclude il comunicato - la 'condizione di prontezza operativa IV' riferita alla 'Saratoga' e' il grado piu' basso dei quattro gradi 'prontezza' in uso presso la Marina militare americana . Esso corrisponde alla condizione normale di una nave che si trova ferma in un porto o che naviga tanquillamente in mare''. (ANSA)

USTICA: AMMIRAGLIO FLATLEY SU SPOSTAMENTI SARATOGA

WASHINGTON, 23 NOV - Nei giorni della tragedia di Ustica la Saratoga era impegnata in esercitazioni simulate che non ne comportarono uscite in mare aperto: la portaerei rimase all' ancora nella rada del porto di Napoli. Questa e' la versione dei fatti dell' ammiraglio James Flatley, a quanto hanno indicato oggi persone vicine all' alto ufficiale. Al comando della Saratoga nel giugno del 1980, quando cadde il Dc-9 dell' Itavia, e adesso in pensione, Flatley e' stato negli ultimi giorni al centro di una specie di ''giallo'': secondo indiscrezioni apparse sulla stampa italiana, avrebbe detto in una deposizione raccolta nel dicembre 1991 dal giudice Rosario Priore che il giorno della sciagura aerea la portaerei usci' dal porto partenopeo per esercitazioni. Le indiscrezioni sembravano fare emergere un contrasto tra la versione dell' ammiraglio e quella ufficiale del Pentagono, secondo cui la Saratoga rimase nel porto di Napoli dal 23 giugno al 6 luglio. Persone vicine all' alto ufficiale hanno oggi indicato che probabilmente c' e' stato un 'equivoco' con il giudice Priore: Flatley non ha mai parlato di uscite della Saratoga in alto mare in quei giorni, ha soltanto affermato che nei giorni ddella tragedia di Ustica la nave era impegnata in un' esercitazione simulata. Manovre a tavolino che non si tradussero, dice l' ammiraglio, in spostamenti fisici. (ANSA)

USTICA: PER AMMIRAGLIO CROWE NESSUN COINVOLGIMENTO USA

WASHINGTON, 23 NOV - Comandante in capo del ''fianco sud'' della Nato dal 1980 al 1983, l' ammiraglio William Crowe ha oggi negato con vigore che ci sia stato un qualche coinvolgimento Usa nella tragedia di Ustica. Parlando in margine ad una colazione di lavoro organizzata dalla 'Italia-Us Business Conference', un gruppo di uomini d'affari italiani attivi a Washington, Crowe ha detto che le indagini interne del Pentagono hanno escluso in modo tassativo l' ipotesi di responsabilita' Usa. Capo di stato maggiore dal 1985 al 1989, adesso consigliere del presidente eletto Bill Clinton per i problemi della difesa, l'ammiraglio era a Napoli quando l' aereo dell' Itavia si inabisso' nel mare vicino a Ustica e ha oggi espresso stupore per il fatto che in Italia ancora ''si trascina e trascina'' l' inchiesta giudiziaria su una disgrazia vecchia di dodici anni. Crowe ha reagito con incredulita' quando gli e' stato chiesto un commento all' ipotesi che il DC-9 sia rimasto vittima di una trappola tesa a distruggere un aereo libico a bordo del quale avrebbe dovuto viaggiare il colonnello Muammar Gheddafi. (ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA; CHIESTA NUOVA ROGATORIA

ROMA, 25 nov -Si sposteranno probabilmente ancora una volta negli Stati Uniti le indagini del giudice istruttore Rosario Priore sul disastro di Ustica. Secondo quanto si è appreso da indiscrezioni il magistrato, in accordo con i pubblici ministeri Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli avrebbe presentato alle autorità giudiziarie americane la possibilità di interrogare nuovamente il contrammiraglio James Flatley, che la sera del disastro era al comando della portaerei Saratoga dislocata nella rada di Napoli. La nuova rogatoria dovrebbe servire a Priore per chiarire definitivamente uno dei tanti misteri della vicenda, e cioè se la sera del 27 giugno del 1980 la portaerei rimase alla fonda nella rada di Napoli, ovvero se, come avrebbe dichiarato l' alto ufficiale nel corso di una precedente rogatoria negli Stati Uniti, la gigantesca nave salpò per qualche ora per fare una esercitazione. Le nuove domande da rivolgere al contrammiraglio riguarderebbero anche le annotazioni fatte sui libri di bordo nei quali sembra non si parli di questa uscita . Il 23 novembre scorso sia l' Ambasciata americana da Roma, sia Flatlely da Washington smentirono le notizie pubblicate in proposito dalla stampa, precisando, tra l'altro, che l' esercitazione in cui la Saratoga fu impegnata la sera del 27 giugno del 1980 era simulata. L' equivoco circa una probabile uscita, secondo gli americani è stato determinato dalla cattiva traduzione del termine "fast cruise". (ANSA)

USTICA: INTERVISTA EX COMANDANTE "SARATOGA"

ROMA, 25 NOV - Il Telegiornale Uno nella edizione delle 20,00 ha trasmesso alcuni passi di una intervista con il contrammiraglio James Flatey che, all'epoca della tragedia di Ustica, comandava la portaerei statunitense "Saratoga". La testimonianza completa sarà riproposta stasera nella rubrica Approfondimento di "Linea Notte". Nell'intervista Flatey ha ribadito che "la sera del 27 e la notte tra il 27 e il 28 giugno 1980 la Saratoga era ancorata in rada a Napoli ed è rimasta nello stesso punto dal 23 giugno al 6 luglio". "Come ho già detto al giudice - ha aggiunto il contrammiraglio Flatey - non c'è stata nessuna esercitazione nè il 27 nè il 28; mi pare di avere parlato di una 'fast cruise', di una simulazione che l'equipaggio fa senza muovere l'ancora come se si dovesse salpare, ma questo il 2 luglio. Io non ho mai detto che la nave si è mossa e il testo della deposizione non può che confermarlo". (ANSA)

USA: MARINAI 'SARATOGA' SCAMBIARONO MANOVRA PER REALTA'

NEW YORK, 26 NOV - L' equipaggio della portaerei americana 'Saratoga' lancio' per errore due missili contro la nave turca 'Muavenet', causando la morte di cinque persone, perche' i marinai scambiarono una esercitazione per un vero attacco. Lo afferma oggi un quotidiano statunitense. Questa, secondo il 'The Virginian-Pilot', sarebbe la conclusione raggiunta da una commissione d' inchiesta (composta da tre ammiragli statunitensi e un funzionario turco) che ha indagato sull' incidente avvenuto il primo ottobre scorso nel Mar Egeo durante un' esercitazione Nato. Svegliati a mezzanotte per una simulazione di attacco – avrebbe concluso la commissione - i marinai della 'Saratoga' avrebbero avuto la falsa impressione di essere nel cuore di una vera battaglia, lanciando cosi' due missili 'Spea Sparrow' contro la nave creduta ostile, il cacciatorpediniere turco 'Muavenet'. I missili provocarono la morte di cinque persone a bordo della nave turca, compreso il comandante. Il rapporto della commissione d' inchiesta, appebna inviato al Pentagono, e' stato anticipato al quotidiano di Norfolk (che ospita una delle maggiori basi navali americane) da una anonimo ''ufficiale della marina americana''. Della 'Saratoga' si e' tornato a parlare in questi giorni in Italia. La portaerei si trovava nel porto di Napoli quando il 27 giugno 1980 venne abbattuto il Dc9 dell' Itavia mentre sorvolava i cieli di Ustica. (ANSA)

USTICA: ASSOCIAZIONE FAMILIARI ANNUNCIA MANCANZA FONDI

BOLOGNA, 27 NOV - L' Associazione familiari dei parenti delle vittime della strage di Ustica, fondata nel 1989 dalle cinquanta famiglie delle 81 vittime del Dc9 Itavia caduto in mare il 27 giugno 1980, si vede costretta per mancanza di fondi a interrompere la sua attivita' e lancia un appello ''urgente e irrinunciabile a tutti gli amici della verita''', ripetendo, come tre anni fa: ''la verita ha un prezzo che vogliamo pagare''. Lo ha reso noto con un comunicato la stessa associazione, che afferma di avere davanti a se' ''una scelta drammatica: o considerare chiuso il proprio compito, lasciando ad altri - Parlamento, Governo, Magistratura - di proseguire, ma facendo cosi' mancare quella scrupolosa vigilanza delle famiglie che fino ad oggi ha efficacemente contribuito a dissipare il cumulo di falsita' e depistaggi nel quale l' inchiesta ha rischiato piu' volte di naufragare. O sforzarsi di proseguire nel suo impegno. Per tutto cio' avrebbe bisogno di una solidarieta' concreta, e in questo momento di crisi i contributi di cittadini ed Enti sono inesistenti''. Daria Bonfietti, presidente dell' associazione, ricorda che in tre anni privati cittadini, enti pubblici, sindacati, banche, gruppi parlamentari hanno contribuito con 280 milioni,ma il costo per l'associazione nonostante periti e legali abbiano lavorato gratis e siano state rimborsate le spese vive e i viaggi, e' stato di oltre 277 milioni; in cassa ne rimangono quindi oggi meno di tre. L' Associazione parenti delle vittime sottolinea, nella nota, che a dodici anni dalla strage ''prende sempre piu' consistenza lo scenario di guerra aerea che le famiglie delle vittime avevano sempre denunciato. L' istruttoria durera' ancora un anno e poi ci saranno tutti gli anni del processo''. L' Associazione ricorda inoltre il numero del proprio conto corrente bancario: e' il 10111 della Cassa di Risparmio di Bologna, agenzia 17. (ANSA)

USTICA: L' INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 2 dic -Per la vicenda di Ustica è giunto il momento del confronto fra le varie ipotesi fatte dai componenti del collegio peritale internazionale incaricato dal giudice istruttore Rosario Priore di spiegare le cause del disastro. Tra le ipotesi c'è anche quella dell' esperto inglese che propende per lo scoppio di un ordigno a bordo del DC9 dell' Itavia. Da oggi, infatti, sono cominciati a Roma e si concluderanno a fine settimana gli incontri dei vari esperti per formulare la tesi che sarà illustrata nella relazione finale. Il deposito della maxiperizia è previsto per l' inizio del prossimo mese di gennaio, mentre in tempi più brevi potrebbero concludersi le indagini tecniche del perito Carlo Casarosa sul Mig 23 caduto sulla Sila, la perizia chimica e quella medico legale. Quest'ultima riguarda gli accertamenti fatti dal professor Giusto Giusti sulle ossa umane che la nave inglese della società Wimpol ha ripescato dal fondo del mare. Il deposito di tutte le perizie disposte dal magistrato ( una è di natura frattografica) sarà completato entro il prossimo mese di gennaio. A discutere sulle varie ipotesi formulate dagli esperti inglesi,svedesi e tedeschi che compongono il collegio peritale per spiegare le cause del sinistro sono da oggi tutti gli esperti scelti da Priore. Sono undici persone alle quali si aggiungeranno anche i periti chimici e frattografici. ROMA, 2 dic - In particolare, ad esaminare le diverse ipotesi saranno in questi giorni gli inglesi Arnold Francis Taylor ( del Cranfield Aviation Safety Center), D. C. Cooper (Università di Birmingham), Chris Protheroe ( Air Accidents Brach), il tedesco Hans Forching (Università Braunschuerg), gli svedesi Gunno Gunnval (responsabile dell'ufficio di analisi radar del Ministero Difesa Svedese) e Goran Lilian (dell' Istituto Flygtekniska Forsokanstalte) e i professori italiani Aurelio Misiti, Paolo Santini, Antonio Castellani e Giovanni Piccardi, tutti dell' Università La Sapienza , di Roma, e Carlo Casarosa, dell' Università di Pisa. Lo studio, che servirà per gettare le basi della perizia finale,e che sarà seguito, oltrechè da Priore anche dai pubblici ministeri Giovanni Salvi e Vincenzo Roselli, si svolgerà non solo negli uffici giudiziari di Piazza Adriana, ma anche nell' hangar dell' aeroporto di Pratica di Mare, dove è stato ricostruito il DC9 con i pezzi recuperati dai fondali di Ustica, e nei gabinetti scientifici della facoltà di ingegneria dell' Università La Sapienza. Un parere sarà anche richiesto ai periti medico-legali, chimici e in frattografia. Saranno riesaminate tutte le conclusioni peritali precedenti, comprese quelle del cedimento delle strutture, dell' impatto del velivolo con un missile, dell' esplosione di un ordigno a bordo. (ANSA)

USTICA: AMBASCIATORE SECCHIA, 'ACCUSE IRRESPONSABILI AGLI USA'

ROMA, 3 DIC - Per rispetto al segreto istruttorio delle indagini sulla tragedia di Ustica gli Stati Uniti non hanno finora ripondere alle ''accuse irresponsabili'' agli Stati Uniti raccolte da una parte della stampa italiana. Lo afferma in una lunga e dettagliata nota (cinque pagine) l' ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Peter Secchia. Il diplomatico aggiunge che avrebbe ''rassegnato le dimissioni'' se avesse avuto ragione di credere 'di essere stato fuorviato su una questione cosi' importante'' dalle autorita' militari del suo Paese e si augura - nel momento in cui si accinge a lasciare l' incarico in Italia - che ''questo doloroso caso sia risolto al piu' presto'' anche per allontanare ''completamente e finalmente'' ''l' ombra che questo caso ha proiettato sui rapporti Italia- Usa''. L' ambasciatore precisa che, con la consegna delle ultime risposte, gli Stati Uniti hanno dato esecuzione a 28 delle 31 richieste pervenute tramite i canali giudiziari ufficiali. ''Stiamo provvedendo - afferma l' ambasciatore - a dare esecuzione ad altre due recenti richieste. Si tratta di due richieste di colloqui che sono gia' state accordate e che avranno luogo prossimamente. Abbiamo chiesto chiarimenti rigurado ad un aspetto della terza richiesta, a cui daremo esecuzione al piu' presto possibile''. ''Le richieste giudiziarie - spiega l' Ambasciatore - vengono avanzate in base ad uno speciale trattato in materia penale. Si tratta di documenti legali inoltrati dal magistrato che conduce l'inchiesta e trasmesse al nostro Dipartimento di Giustizia dal Ministro di Grazia e Giustizia. Nel caso particolare, le risposte vengono poi inoltrate al giudice Priore, che in base alla legge italiana e' vincolato al segreto istruttorio. Se neanche il governo degli Stati Uniti mantenesse il segreto, gli sforzi del giudice sarebbero ridotti. ''Tuttavia, appunto perche' abbiamo rispettato il segreto istruttorio, non siamo stati in grado di rispondere alle accuse irresponsabili che le prove raccolte nell' inchiesta giudiziaria ufficiale dimostrerebbero infondate. I magistrati che conducono l' inchiesta, e soltanto loro, sanno quanto ampiamente abbiamo collaborato e non hanno mai espresso altro che apprezzamento per i nostri sforzi. ''Nel riferirci al disbrigo delle richieste giudiziarie - specifica Secchia - usiamo il termine ufficiale ''dare esecuzione'', che e' usato nel trattato di reciproca assistenza. Non usiamo le caratterizzazioni ''risposta positiva o negativa'', perche' questi termini potrebbero dar luogo ad equivoci, e far supporre l' esistenza di un atteggiamento preconcetto circa il tipo di risposta che dovremmo dare''. ''Ad eccezione dei familiari delle vittime del disastro di Ustica, nessuno piu' delle autorita' americane - afferma l' Ambasciatore - desidera che l' indagine giudiziaria in corso possa offrire la soluzione ai quesiti che finora non hanno avuto risposta. Abbiamo sempre avuto la certezza che un' indagine approfondita avrebbe dimostrato la totale estraneita' degli Stati Uniti in questa tragedia. ''Desidero rivolgere - prosegue Secchia - un appello alla ragione ad alcuni rappresentanti dei mezzi di comunicazione italiani. Chiedo a loro di riesaminare cio' che hanno raccolto e scritto sul caso Ustica. Riconosco a rispetto il diritto della libera stampa di occuparsi di questa importante faccenda. Il mio desiderio e' che questo compito sia svolto in modo responsabile. ''Negli ultimi due mesi, un fiume di articoli di stampa ha insinuato che gli Stati Uniti o la portaerei Saratoga sono in qualche modo coinvolti nell' incidente. ''Secondo alcuni titoli di giornale, gli Stati Uniti avrebbero mentito in merito alla posizione in cui si trovava la Saratoga il 27 giugno 1980. Una vignetta satirica pubblicata in prima pagina mostrava il ponte della Saratoga coperto con le croci delle vittime di Ustica. Il mio governo - lamenta Secchia - e' stato accusato di essere sordo alle richieste di informazione che provenivano dall'Italia e di nascondersi dietro ai 'no comment' ''. ''Dal mio punto di osservazione, - prosegue Secchia - vedo la stampa mettere sotto processo e giudicare colpevole il mio governo, sulla base di congetture e di fughe di notizie anonime che non trovano riscontri oggettivi. Mentre diversi dicasteri del governo americano hanno impiegato grandi risorse nel cercare di rispondere alle richieste che ci sono pervenute, siamo stati accusati di nascondere informazioni e di rifiutarci di collaborare. Infatti, rileggendo gli articoli apparsi sulla stampa negli ultimi due mesi appare chiaro che non sono state presentate nuove prove che contraddicono le nostre posizioni. Si', ci sono state tante voci, congetture, fughe di notizie anonime, ma prove e fatti concreti mai. Temo che gli italiani che leggono i giornali e che guardano la televisione possano giungere alla conclusione che dietro tutto questo fumo debba pur esserci del fuoco, e che le accuse o le insinuazioni, per quanto non plausibili e infondate, se ripetute con sufficiente frequenza, possano essere accettate come veritiere''. ''Desidero dichiarare con la massima fermezza - afferma l' ambasciatore - che nella zona non vi era alcuna nave da guerra o aereo da combattimento Usa in grado di abbattere il Dc-9 dell' Itavia, che la Saratoga rimase nel porto di Napoli dal 23 giugno al 6 luglio 1980, come abbiamo sempre detto e documentato, e che in quel momento nel Mediterraneo non si svolgeva alcuna esercitazione della Nato o degli Stati Uniti''. ''Come Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia durante gli ultimi tre anni e mezzo, - aggiunge Secchia - ho esaminato il caso con scrupolo e con la massima attenzione. Sono completamente soddisfatto delle dichiarazioni rese dalle nostre autorita' militari. Se mai avessi avuto ragione di credere di essere stato fuorviato su una questione cosi' importante, avrei rassegnato le dimissioni''. ''Mentre mi accingo a lasciare il mio incarico in Italia, - conclude l' ambasciatore americano - e' piu' che mai vivo il mio desiderio che questo caso doloroso sia risolto al piu' presto, in modo tale che le famiglie delle vittime possano ottenere le disposte cui hanno diritto, che l' opinione pubblica italiana possa essere informata pienamente sui particolari dell' incidente, e che l' ombra che questo caso ha proiettato sui rapporti Italia-Usa sia completamente e finalmente allontanata. ''Spero che questo comunicato - prosegue l' ambasciatore - ponga fine alle ipotesi circa la riluttanza o la mancanza di cooperazione da parte degli Stati Uniti nelle indagini su Ustica. Nel prendere atto del fatto che le indagini sul caso Ustica sono di competenza e responsabilita' del governo italiano, il mio governo ha sempre garantito la massima disponibilita' a fornire ogni possibile assistenza nelle indagini. La comunicazione odierna dimostra il pieno adempimento della promessa di collaborazione fatta dal Ministro della Difesa Cheney e dal Ministro della Giustizia Barr alle autorita' itlaiane negli ultimi mesi''. (AMSA)

USTICA: CONFERENZA STAMPA ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME

ROMA, 3 DIC - Dopo la denuncia fatta venerdi' scorso in cui l' Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica ha fatto sapere di non poter piu' continuare, per mancanza di fondi, la propria azione nella ricerca della verita' sull' aereo dell' Itavia, numerosi sono stati i messaggi e le telefonate di solidarieta' che l' associazione ha ricevuto. Oggi Daria Bonfietti, presidente dell' associazione, assieme agli avvocati di parte civile e i periti di parte del Politecnico di Torino, in una conferenza stampa ha illustrato i bilanci dell' associazione. ''In questi giorni - ha affermato Bonfietti – ho visto muoversi molti cittadini. Tantissimi ci hanno telefonato per chiederci di continuare nella nostra iniziativa e molti sono stati i messaggi e le testimonianze di solidarieta' ricevute, fra cui un messaggio del presidente del Senato Giovanni Spadolini e uno del ministro della Difesa Salvo Ando'''. Durante la conferenza stampa sono state presentate le iniziative per raccogliere fondi. Sia il settimanale Panorama che il Corriere della Sera hanno promosso una campagna di solidarieta'. In particolare Panorama aprira' una sottoscrizione a un ''Club amici della verita''' i cui fondi andranno all' associazione. Inoltre Vittorio Cecchi Gori, produttore per la Penta film, del film ''Muro di Gomma'' ha deciso di rimettere in programmazione il film a Roma e a Milano e di devolvere gli incassi a beneficio dell' associazione. Anche la Rcs video, che ha prodotto una cassetta video sulla strage di Ustica, ha deciso di devolvere gli incassi di una grossa quota delle stesse cassette alla associazione. Daria Bonfietti, dopo aver affermato che in tre anni l' associazione ha raccolto 280 milioni e ne ha spesi 277, ha detto di credere che ''l' associazione debba continuare esistere almeno fino alla fine della fase istruttoria. Anche col nostro sforzo molte cose sono cambiate da quella tragica sera''. A questo proposito Bonfietti ha ricordato che la prima ipotesi avanzata fra le cause della sciagura di Ustica fu quella del cedimento strutturale ''alla quale tutti credettero per molti anni. Ora si fanno altre ipotesi''. Per Daria Bonfietti se non si e' ancora arrivati alla verita' e' perche' ''in questi anni qualcuno ha giocato con le carte truccate''. Anche gli ex dipendenti dell' Itavia - ha annunciato Annamaria Luppi all' epoca della sciagura rappresentante sindacale dei lavoratori della compagnia aerea - ''scenderanno in campo raccogliendo fondi a favore dell' associazione. Questo anche perche' molti di noi, soprattutto gli addetti alla manutenzione degli aeromobili, si sentirono accusati di essere i colpevoli della strage''. Daria Bonfietti ha infine ricordato che in questi giorni molti cittadini le hanno telefonato per conoscere il conto corrente bancario della associazione che e' il n. 10111 della cassa di risparmio di Bologna ag.n.17.(ANSA)

USTICA:L' INCHIESTA GIUDIZIARIA,GIUDICE PRIORE IN USA

ROMA, 4 dic- Nuova trasferta negli Stati Uniti del giudice Rosario Priore per ascoltare testimoni e raccogliere documenti sulla vicenda di Ustica. La partenza del magistrato, che sarà accompagnato dal pubblico ministero Giovanni Salvi, dal colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini e da ufficiali di polizia giudiziaria, coinciderà con la conclusione delle riunioni che i periti d' ufficio hanno tenuto in questi giornmi a Roma per discutere delle cause che determinarono il 27 giugno del 1980 la caduta del DC9 dell' Itavia. Secondo indiscrezioni, l'ipotesi che ha polarizzato l'attenzione degli esperti e la conseguente ampia discussione è stata quella che attribuisce ad un' esplosione avvenuta all' interno del velivolo la causa del disastro. Tuttavia non sono state ancora abbandonate altre ipotesi, e cioè l' impatto con un missile o lo scontro con un altro velivolo. Le discussioni, comunque, sono giunte praticamente alla fine e , secondo quanto si è appreso, la bozza della relazione peritale finale è già pronta. Di conseguenza dovrebbero essere rispettati i tempi per il deposito del documento, che è previsto per i primi giorni del prossimo mese di gennaio. L' esame degli elementi tecnici raccolti per preparare la perizia finale era cominciato tre giorni fa, con sopralluoghi anche all' aeroposto di Pratica di Mare, dove sono stati rimontati i pezzi del velivolo ripescati al largo di Ustica. La richiesta di rogatoria è stata accettata dalle autorità americane in tempi brevi e ogni istanza del giudice Priore sembra essere stata accolta favorevolmente. La partenza, a meno di un cambiamento all'ultimo momento, dovrebbe avvenire domenica prossima e i giudici, insieme con i loro collaboratori, resteranno a Washington per almeno quattro giorni. In particolare, la nuova rogatoria prevede l' interrogatorio dell' ammiraglio James Flatley, che nel 1980 era il comandante della Saratoga alla fonda nella rada di Napoli, del colonnello Dick Coe, che all' epoca addetto militare aeronautico presso l' ambasciata militare a Roma. Insieme con loro saranno ascoltati altri cinque o sei ufficiali della Marina statunitense. Alle autorità americane il giudice Priore ha chiesto anche diversi documenti e, secondo quanto si è appreso ci sarebbe anche su questa richiesta ampia disponibilità. Gli interrogatori avverranno negli uffici del dipartimento della giustizia a Washington; all' ammiraglio Flatley saranno chieste nuove informazioni sui movimenti della Saratoga, soprattutto per stabilire se (ma la circostanza è già stata smentita più volte dalle autorità americane) la sera del disastro la Saratoga levò l' ancora per una breve missione. A Coe, invece, saranno chieste notizie sui contatti che quella sera l' ambasciata americana ebbe con le autorità italiane. (ANSA)

USTICA: PRIORE A WASHINGTON PER VERIFICHE 'PISTA AMERICANA'

WASHINGTON, 8 DIC - Dov' era la Saratoga nelle ore di Ustica? Perche' quel giorno il diario di bordo della portaerei fu scritto da un unico sottufficiale? All' Ambasciata americana a Roma si costitui' o no in fretta e furia un ''gruppo di lavoro'' per indagare sulla tragedia? Se si', a quali conclusioni arrivo'? Da oggi a venerdi' il giudice Rosario Priore cerca a Washington risposte a questi interrogativi, importanti per accertare che cosa successe al DC9 dell' Itavia caduto in mare il 27 giugno 1980 per cause ancora misteriose (bomba? missile? cedimento strutturale?). Con l' ausilio del pubblico ministero Giovanni Salvi e del colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini, il giudice ha incominciato la sua quarta missione in Usa per Ustica interrogando in mattinata un esperto della ''Navy'' americana a cui ha chiesto ragguagli tecnici sui ''meccanismi operativi'' della Saratoga. Per il Pentagono la ''pista americana'' scandagliata da Priore non ha consistenza alcuna: la gigantesca portaerei non ha nulla a che vedere con la tragedia di Ustica. Dal 23 giugno al 6 luglio non si mosse dalla rada del porto di Napoli, aveva i radar spenti, i suoi aerei erano stati tutti spostati alla base siciliana di Sigonella. A dispetto delle ripetute smentite Usa, la Saratoga e' entrata nell' inchiesta giudiziaria per presunte 'anomalie' nel diario di bordo (in genere aggiornato dal sottufficiale di servizio al termine delle sue quattro ore di turno) e per presunte 'discrepanze' nelle dichiarazioni dell'allora comandante della portaerei James Flatley. In pensione, l' ammiraglio Flatley sara' ascoltato domani da Priore che gia' l' ha interrogato una prima volta nel dicembre del 1991. Dovrebbe ripetere cose che ha ampiamente anticipato nelle ultime settimane: le 'discrepanze' sono il frutto di un malinteso.La Saratoga rimase sempre all' ancora dal 23 giugno al 6 luglio. Si', ci fu una esercitazione ''fast cruise'' il 2 luglio ma si tratto' di una manovra simulata, a tavolino. Corroborata dalle spiegazioni degli esperti, con il Pentagono che non vede nulla di strano nella 'ricopiatura in bella' del diario di bordo ad opera di una stessa mano, la deposizione di Flatley dovrebbe chiudere il capitolo Saratoga e portare all'archiviazione delle varie ipotesi fatte su un eventuale coinvolgimento materiale Usa nella tragedia di Ustica. Le verifiche giudiziarie di Priore a Washington mirano anche ad accertare un secondo aspetto della ''pista americana'': se per caso Cia e Pentagono non sappiano piu' di quanto hanno finora detto. Cruciale si preannuncia l' interrogatorio a cui sara' sottoposto (con ogni probabilità giovedi') il colonnello Dick Coe, un adetto militare che nel 1980 era in servizio a Roma. In alcune interviste Coe ha accennato ad un gruppo di lavoro formato all' Ambasciata degli Usa a Roma subito dopo l' incidente e in stretto contatto con le autorita' italiane. Ma sembra che adesso il colonnello faccia un po' di marcia indietro. Con una rogatoria supplementare di una settimana fa Priore ha rinnovato anche la richiesta di ascoltare Duane Claridge, che dodici anni fa dirigeva le operazioni della Cia in Italia. Coinvolto nello scandalo Irangate, Claridge non pare pero' disposto ad incontrarsi con il giudice italiano che ha comunque tenuto oggi a sottolineare che gli americani ''sono sempre stati collaborativi e adesso sono ancora piu' rapidi'' nel rispondere alle numerose rogatorie su Ustica. A giudizio di chi segue da tempo l' inchiesta, l' atteggiamento degli Usa e' diverso da quello della Francia, che e' stata anch' essa coinvolta nelle indagini per il disastro aereo di dodici anni fa e che non avrebbe finora risposto - dicono le fonti - alle rogatorie di Priore. (ANSA)

USTICA: CONTINUA IL 'GIALLO' DEL DIARIO DI BORDO SARATOGA

WASHINGTON, 9 DIC - Per ora irrisolto il 'giallo' attorno al diario di bordo della Saratoga nel giorno della tragedia di Ustica. Su questo punto cruciale della ''pista americana'' il giudice Rosario Priore, il pubblico ministero Giovanni Salvi e il colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini hanno ieri interrogato a Washington due esperti della Marina Usa: ne hanno ricavato chiarimenti importanti ma a quanto sembra non sono riusciti ad accertare in modo inequivocabile se per caso il diario redatto sulla portaerei il 27 giugno 1980 - quando il DC9 dell' Itavia si inabisso' nel mare vicino a Ustica - sia stato in qualche modo manipolato. Il diario viene in genere aggiornato dal sottufficiale di servizio alla fine delle sue quattro ore di turno: quel 27 giugno pero' un' unica calligrafia copre cinque turni. Per l' ''anomalia'' il Pentagono e l' allora comandante della Saratoga James Flatley hanno una spiegazione: fu semplicemente ricopiato in bella il frettoloso brogliaccio di bordo. Si sarebbe trattato di una pratica corrente. A quanto e' trapelato, una simile versione dei fatti non e' finora apparsa al cento per cento convincente: analizzando il diario della Saratoga in due mesi del 1980, i giudici italiani hanno infatti riscontrato che solo in un' altra occasione un' unica mano ha scritto i rapporti di 3 turni consecutivi. Per vederci piu' chiaro Priore ha ieri acquisito i microfilm di un anno intero di diario di bordo. Ha anche domandato di poter interrogare i sottufficiali di turno sulla Saratoga il giorno di Ustica ma cio' non sara' possibile nel corso dell' attuale trasferta. Il diario di bordo si profila come la patata bollente dell' interrogatorio a cui Priore, Salvi e Bianchini sottopongono tra oggi e domani l' ammiraglio Flatley, gia' interrogato nel dicembre 1990: cosi' com' e', il documento conferma la tesi ufficiale americana secondo cui il giorno di Ustica la Saratoga era alla rada nel porto di Napoli e quindi del tutto estranea al misterioso disastro aereo. Con un' intervista Flatley ha fatto sapere nelle ultime settimane che dal 23 giugno al 6 luglio 1980 la Saratoga non usci' mai dalla baia partenopea e rimase all' ancora tutto il tempo. A Washington da lunedi' sera, Priore vorrebbe interrogare entro venerdi' anche il colonnello Dick Coe, addetto militare americano a Roma nel 1980, e Duane Clarridge che dodici anni fa era capo della ''stazione Cia'' in Italia. (ANSA)

USTICA: SARATOGA, FLATLEY E IL GIALLO DEI DIARI DI BORDO

WASHINGTON, 9 DIC - Nel giorno della tragedia di Ustica il diario di bordo della portaerei americana Saratoga presenta un' 'anomalia' sospetta: un' unica mano ha redatto i rapporti su cinque turni consecutivi - dalle otto di mattina in poi - quando invece ogni sottufficiale di servizio e' tenuto a fare il resoconto al termine delle sue quattro ore di guardia. Perche' il 27 giugno 1980 le rigorose regole sulla stesura del diario non furono rispettate? Nella speranza di sciogliere i nodo il giudice Rosario Priore ha ieri ascoltato a Washington du super-esperti della Marina Usa e ha oggi incominciato l' interrogatorio di un testimone-chiave: l' ammiraglio in pensione James Flatley, che dodici anni fa era al comando della portaerei Da lunedi' nella capitale americana assieme al pubblico ministero Giovanni Salvi e al colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini, il giudice italiano ha avuto chiarimenti importanti ma a quanto sembra non e' per ora riuscito ad accerta in modo inequivocabile se l' ''irregolarita''' riscontrata nel giorno in cui il DC9 dell' Itavia si inabisso' nel mare vicino a Ustica nasconda o meno una manipolazione dolosa. Il particolare e' cruciale: nella versione ''irregolare'' il diario di bordo avvalora a pieno la tesi ufficiale del Pentagono secondo cui nel giorno di Ustica la Saratoga era tranquillamente in rada a Napoli e non c' entra nulla con la tragedia. Flatley e' stato sottoposto ad interrogatorio in un ufficio distaccato del Dipartimento della Giustizia al centro di Washington, il Bond Building. In una recente intervista egli aveva spiegato che talvolta i brogliacci dei sottufficiali di servizio venivano ricopiati in bella da un unica mano sul diario di bordo. Si tratterebbe di una pratica corrente, anche se non in linea con i regolamenti della 'Navy'. A detta di Flatley nei due mesi a cavallo di Ustica risulta che in altre sedici occasioni la stessa mano ha scritto due turni di fila e in una diciasettima occasione addirittura tre. Gli inquirenti italiani non sembrano al cento per cento convinti di queste precisazioni e per vederci piu' chiaro hanno ieri acquisito i microfilm riguardanti i diario di bordo della portaerei per tutto il 1980. Lumi potrebbero venire anche dall'interrogatorio dei sottufficiali di turno sulla Saratoga il giorno di Ustica ma cio' non sara' possibile nel corso dell'attuale trasferta. Flatley era gia' stato ascoltato una prima volta dal giudice Priore nel dicembre 1990 ma soltanto per appurare se i radar della portaerei fossero in azione nella notte di Ustica e che cosa avessero eventualmente captato. Sul livello delle ''emissioni elettromagnetiche'' della portaerei a seconda delle circostanze i due super-esperti della ''Navy'' hanno fatto ieri una vera a propria lezione a Priore, Salvi e Bianchini che ora ne sanno di piu'. Flatley ad ogni modo assicura - in totale sintonia con la versione ufficiale del Pentagono - che dal 23 giugno al 6 luglio 1980 la gigantesca nave ai suoi comandi non usci' mai dalla baia partenopea e rimase all' ancora tutto il tempo. Alla sua quarta trasferta in Usa per Ustica, Priore completera' domani l' interrogatorio dell' ammiraglio e entro venerdi' vorrebbe ascoltare anche il colonnello Dick Coe, addetto militare americano a Roma nel 1980, e Duane Clarridge che dodici anni fa era capo della ''stazione Cia'' in Italia: da loro vorrebbe maggiori ragguagli su che cosa fecero gli americani subito dopo la caduta del DC-9 dell' Itavia, se costituirono uno speciale ''gruppo di lavoro'', se e' vero che si tennero in stretto contatto con i loro interlocutori italiani dando piu' o meno per scontato un abbattimento ad opera di un missile. (ANSA)

USTICA: EX CAPO CIA A ROMA RIFIUTA INTERROGATORIO

WASHINGTON, 10 DIC - Duane Clarridge, capo della Cia in Italia all' epoca di Ustica, ha detto no: per ora non vuole essere interrogato dal giudice Rosario Priore, che assieme al pubblico ministero Giovanni Salvi e al colonnello dei carabineri Marcantonio Bianchini e' da lunedi' in trasferta a Washington alla ricerca di elementi per capire che cosa accadde al DC-9 dell' Itavia caduto in mare il 27 giugno 1980. Clarridge e' coinvolto nello scandalo Irangate e ha fatto sapere che al momento non intende testimoniare in altre inchieste. Dall' ex ''station chief'' del servizio segreto Usa, gli inquirenti italiani avrebbero voluto ottenere notizie sul ''gruppo di lavoro'' che fu costituito all' ambasciata degli Stati Uniti a Roma dal defunto addetto aeronautico Joe Bianchino subito dopo il disastro aereo in stretto collegamento con i servizi segreti italiani: chi vi partecipo'?, quali furono le conclusioni a cui il 'team' arrivo'?. Di fronte al ''gran rifiuto'' di Clarridge gli inquirenti italiani hanno domandato al ministero americano della giustizia di ascoltare almeno il suo numero due a Roma, Vincent Cannistraro, un cui interrogatorio a tambur battente non appare pero' molto probabile. Sul ''gruppo di lavoro'' Priore ha chiesto di ascoltare di nuovo anche Dick Coe, nel 1990 addetto militare a Roma. In un' intervista rilasciata al giornalista della Rai Massimo De Angelis il colonnello Coe e' stato molto prodigo di particolari, ma ha poi ''sfumato'' le sue dichiarazioni. In programma per oggi, l' interrogatorio di Coe e il suo confronto con de Angelis non hanno potuto aver luogo nei tempi fissati perche' la neve caduta in mattinata su Washington ha ritardato l' arrivo di Coe dal Texas con l' aereo. L' unico capitolo della ''pista americana'' che Priore, Salvi e Bianchini hanno potuto approfondire senza intoppi e slittamenti nel corso della loro quarta trasferta in Usa per Ustica e' stato quello della Saratoga, grazie all' interrogatorio dell' ammiraglio in pensione James Flatley che nel 1980 comandava la portaerei. Nel corso di un' intervista telefonica James Flatley disse due anni fa che quando avvenne la tragedia di Ustica i radar della Saratoga captarono un intenso traffico aereo nel basso Tirreno. L' ammiraglio ha adesso rimpiazzato gli indicativi con i condizionali. Sostiene che nel 1990 lui parlo' in termini ipotetici, puntualizzo' che se la portaerei non avesse avuto i radar spenti avrebbe potuto tenere sotto controllo anche il traffico aereo del basso Tirreno, in genere piuttosto intenso ... A quale Flatley credere? Le dichiarazioni del 1990 sono davvero il frutto di un malinteso? Interrogandolo, Priore lo ha ieri e oggi messo davanti ad una serie di discrepanze e anomalie, a partire dal 'giallo' attorno alle pagine del libro di bordo DI quel 27 giugno 1980 in cui cadde il DC-9 dell' Itavia. Perche' mai un' unica mano scrisse cinque rapporti consecutiv quando invece i regolamenti ne impongono la stesura ad ogni ufficiale di guardia al termine delle sue quattro ore di servizio? Non e' una circostanza sospetta? Flatley assicura che non c' e' sotto alcun mistero, nessuna manipolazione dolosa: la ''ricopiatura in bella'' dei brogliacci redatti dai vari sottufficiali era pratica abbastanza corrente. E' vero, i regolamenti non la prevedono. Ma nemmeno la vietano. Facendo in apparenza marcia indietro rispetto all' intervista del 1990, l' ammiraglio in pensione ha ripetuto che la Saratoga non c' entra proprio nulla con Ustica: nelle ore del disastro era tranquillamente all' ancora nella rada del porto di Napoli, con i radar spenti. (ANSA)

USTICA: PRIORE E SALVI INTERESSATI A ''PISTA FRANCESE''

WASHINGTON, 11 DIC - La tragedia di Ustica rimane avvolta nel mistero: in quattro giorni di interrogatori, indagini e contatti a Washington, il giudice Rosario Priore e il sostituto procuratore Giovanni Salvi hanno proceduto ad importanti verifiche della ''pista americana'', ma hanno indicato che l' oscura vicenda del DC-9 dell' Itavia esploso il 27 giugno 1980 sopra il mare di Ustica richiederebbe un atteggiamento molto piu' collaborativo anche da parte di altri Paesi, in primo luogo Francia e poi Libia e Russia. Nel corso della loro quarta trasferta in Usa, i due magistrati italiani hanno fatto grossi progressi negli accertamenti sulla portaerei americana Saratoga, hanno acquisito documenti ''importanti'' e hanno concordato con alti funzionari del Pentagono forme ''piu' celeri ed efficaci'' di cooperazione. Finora gli americani si sono limitati a precisazioni piu' o meno puntigliose sulle attivita' aereo-navali della Sesta Flotta nel giorno del disastro aereo, adesso potrebbero forse fornire elementi utili per lo scandaglio di altre ''piste''. Pur non essendo riuscito ad interrogare due testi chiave , Priore e' ripartito oggi da Washington soddisfatto: ''Abbiamo avuto la massima collaborazione e i risultati sono abbastanza buoni. L' instaurazione di una serie di rapporti con il Pentagono dara' con ogni probabilita' risultati anche nel prossimo futuro''. A schivare il confronto con gli inquirenti di Ustica, accompagnati a Washington dal colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini, sono stati l' ex capo della Cia in Italia Duane Clarridge e l' addetto militare Dick Coe, figure di spicco nello speciale ''gruppo di lavoro'' che si costitui' all' Ambasciata degli Usa a Roma subito dopo il disastro aereo. Il primo si e' chiamato fuori con la scusa che gia' deve vedersela con una serie di incriminazioni per lo scandalo Irangate, il secondo non si e' presentato ieri all' interrogatorio perche' il suo volo da Dallas e' stato cancellato a causa del maltempo. I testimoni ''eccellenti'' della trasferta si sono cosi' ridotti all' ammiraglio in pensione James Flatley e a Vincent Cannistraro, braccio destro di Clarridge in Italia. Al comando della Saratoga all' epoca di Ustica, Flatley si e' allineato alla versione ufficiale del Pentagono: il giorno della tragedia del DC-9 la portaerei era in rada nel porto di Napoli, con i radar in manutenzione. Non si mosse, non vide niente. Perche' allora l' ammiraglio dichiaro' due anni fa a Priore che poche ore dopo il disastro la nave salpo' per una esercitazione verso la Sardegna? ''Mi sono confuso, mi sono sbagliato. L' uscita per l' esercitazione in Sardegna l' abbiamo fatta in occasione di un' altra entrata nel porto di Napoli'', ha affermato ieri l' ammiraglio. Pur definendole a caldo ''convincenti'', i magistrati verificheranno se le spiegazioni di Flatley sono in linea con tutti i documenti a disposizione, in particolare con i libroni della ''Command History'', dove anno per anno sono state riportate le attivita' della Saratoga. Benche' la portaerei sembri destinata ad uscire prima o poi di scena (Flatley ha sostenuto che nel 1980 la nave non aveva nemmeno la tecnologia per la registrazione delle attivita' dei radar), l' ipotetica pista del coinvolgimento materiale Usa non e' ancora archiviata soprattutto a causa del serbatoio ausiliario di un aereo militare Usa rinvenuto non lontano dai resti del DC-9. Per Flatley il ritrovamento non significa nulla: capita che si debba sganciare un serbatoio ausiliario durante un volo, nei fondali del Tirreno ce ne sono senz' altro parecchi. Priore e Salvi hanno chiesto al Pentagono precisazioni sul numero di serbatoi ausiliari mediamente ''persi'' in mare. La ''pista americana'' e' piu' sviluppata di altre grazie all' ampia disponibilita' delle autorita' Usa. Priore e Salvi hanno auspicato che Parigi dia delucidazioni sul movimento di aerei e portaerei francesi nel Tirreno quel 27 giugno 1980. I magistrati sono pure interessati a contatti con Tripoli e Mosca, per capire se c' e' un legame tra Ustica e il Mig-23 libico ritrovato a pezzi sulla Sila nel luglio 1980 e se i servizi segreti della ex Urss indagarono sulla vicenda del DC-9. (ANSA)

USTICA: PRIORE SOLLECITA COOPERAZIONE FRANCIA, LIBIA E RUSSIA

WASHINGTON, 11 DIC - Negli sforzi per far luce sulla misteriosa tragedia di Ustica il giudice Rosario Priore e il pubblico ministero Giovanni Salvi insisteranno sulla ''pista americana'' approfittando del' ampia disponibilita' del Pentagono ma sperano che anche Francia, Libia e Russia incomincino a collaborare all' inchiesta. Da lunedi' ad oggi a Washington assieme al colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini, i due magistrati italiani hanno espresso quest' auspicio tirando le somme della loro quarta trasferta in Usa alla ricerca di tasselli nell' oscura vicenda del DC-9 dell' Itavia esploso il 27 giugno 1980 sopra il mare di Ustica mentre volava da Bologna a Palermo con a bordo 81 persone. Pur non essendo riusciti ad interrogare due testi-chiave, l' ex-capo della Cia in Italia Duane Clarridge e il colonnello Dick Coe, ex addetto militare a Roma, Priore e Salvi hanno dato un giudizio molto positivo della loro missione oltre-oceano: hanno fatto progressi negli accertamenti sulla portaerei americana Saratoga, hanno acquisito una documentazione ''importante'', hanno concordato con alti funzionari del Pentagono forme ''piu' celeri ed efficaci'' di cooperazione. Finora gli americani si sono limitati a precisazioni piu' o meno puntigliose sulle proprie attivita' aereo-navali, adesso potrebbero forse fornire indicazioni anche per la verifica di altre ''piste''. Priore e Salvi dovrebbero ritornare in un prossimo futuro in Usa per ulteriori indagini ma aspettano delucidazioni di Parigi sul movimento di aerei e portaerei francesi nel giorno di Ustica. Sono altrettanto interessati a contatti con Tripoli e Mosca: vorrebbero accertare se c' e' un collegamento tra il Dc-9 dell' Itavia e il Mig-23 libico ritrovato a pezzi sulla Sila nel luglio '80 e se i servizi segreti della defunta Urss indagarono su tutta la matassa. In assenza di Clarridge (si e' chiamato fuori con la scusa che e' tutto preso a difendersi da incriminazioni per lo scandalo Irangate) e di Coe (non si e' presentato ieri all' interrogatorio dicendo che il suo volo da Dallas e' stato cancellato a causa del maltempo), l' ammiraglio James Flatley - allora comandante della Saratoga - e' stato il piu' importante teste ascoltato da Priore e Salvi in questi giorni. L' ammiraglio si e' allineato alla versione ufficiale del Pentagono: il giorno di Ustica la Saratoga era in rada nel porto di Napoli, aveva i radar in manutenzione. Non si mosse. Non vide niente. Perche' allora Flatley dichiaro' due anni fa che poche ore dopo il disastro la nave salpo' per una esercitazione in Sardegna? ''Mi sono confuso, mi sono sbagliato'', ha detto ieri l' ammiraglio ai giudici che terminano oggi la trasferta washingtoniana interrogando il ''numero due'' di Clarridge a Roma, Vincent Cannistraro. (ANSA)

USTICA: NUOVI FONDI PER ASSOCIAZIONE FAMILIARI

BOLOGNA, 14 DIC - L' Associazione familiari vittime di Ustica continua la sua battaglia per la verita': all' appello per la richiesta di fondi stanno rispondendo singoli cittadini, enti locali, politici e associazioni. ''E' una mobilitazione commovente e molto significativa'', ha detto Daria Bonfietti, che oggi ha ricevuto la somma di 11 milioni dalle mani del Presidente della Provincia di Bologna Lamberto Cotti, di cui cinque come contributo dell' Unione delle Province dell' Emilia Romagna e sei, come avviene gia' da anni, di quella di Bologna. Con i primi contributi l' Associazione presieduta da Daria Bonfietti sta facendo fronte alle spese per i periti di parte civile, ma la campagna per la raccolta di fondi prosegue e si chiudera' nei prossimi mesi con un' iniziativa pubblica a Roma. Secondo Bonfietti,'' i colpevoli non sono solo i responsabili materiali di quanto e' accaduto nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, ma anche coloro - ha detto ricordando tra l'altro i militari dell' Aeronautica accusati di reati fino all' alto tradimento - che in questi 12 anni hanno ostacolato la verita' ''. A questo proposito ha polemizzato con il ''doppio ruolo'' dei periti degli imputati, anch' essi militari, ''che devono smettere di pensare di essere i periti dell' Aeronautica''. Come esempio di questa confusione di ruoli, Bonfietti ha detto che'' i periti degli imputati si sono recati a una riunione convocata dal giudice Priore a Brescia a bordo di mezzi militari''. Quanto al ruolo della portaerei Saratoga, l' associazione familiari ritiene che gli americani quantomeno abbiano visto cio' che e' accaduto nel cielo di Ustica, perche' ''e' impensabile che fosse a radar spenti''. ''Noi non sosteniamo che gli americani abbiano sicuramente partecipato alla battaglia aerea che ha coinvolto il Dc9, anche se dall' esame del libro di bordo c' e' il sospetto che la Saratoga non fosse neppure in rada a Napoli - ha spiegato Bonfietti - ma quel che e' certo e' che hanno visto''. La vicenda della Saratoga, secondo Bonfietti, e' stata amplificata dai mass media, ma non va dimenticato ''che tutti hanno pezzettini di segreti da nascondere'': ''la verita' su Ustica - ha concluso - la chiediamo agli americani, ma anche all'Italia''. (ANSA)

USTICA: MINISTRO ANDO' ; '' IL GEN. TASCIO SI E' DIMESSO''

CASALECCHIO DI RENO, 17 DIC - Il ministro della Difesa Salvo Ando' ha reso noto che il gen. Zeno Tascio, ex responsabile del Sios dell' Aeronautica e imputato nell' inchiesta sulla sciagura di Ustica, si e' dimesso e ''non ha piu' rapporti con la Difesa''. Ando' lo ha detto nel corso del dibattito dedicato a Ustica e alla tragedia dell' Itc Salvemini, che si e' svolto a Casalecchio nell' ambito delle celebrazioni per il secondo anniversario dell' aereo precipitato sulla scuola il 6 dicembre 1990 . In seguito all'incriminazione, il gen. Tascio era stato rimosso in via cautelare dalle funzioni operative e assegnato a disposizione del capo di Stato Maggiore dell' Aeronautica, decisione contro la quale il generale aveva fatto ricorso al Tar. In attesa dell'esito del ricorso, Tascio - secondo quanto ha riferito Ando' - aveva chiesto di essere riammesso alle funzioni operative, ma il ministro ha dato parere contrario e il generale avrebbe anticipato la pensione. Sollecitato dalle domande di Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione familiari vittime di Ustica, e dai giornalisti, il ministro ha ribadito di aver fatto richiesta per la costituzione di parte civile del Ministero della Difesa nel processo: ''Abbiamo un interesse rilevante all'accertamento della verita'. Il che significa che l' inchiesta giudiziaria arrivi al suo termine naturale, e che si avvalga di tutte le collaborazioni necessarie''. ''Ciascuno deve fare la sua parte - ha proseguito il ministro - per consentire ai giudici inquirenti di poter acquisire i tasselli che mancano per comporre un mosaico che poi dia credibilita' alla verita' che ci forniranno. In questo contesto il ruolo del Ministero della Difesa e' un ruolo importante per cio' che puo' dare, dire e anche per tutti i contatti, anche di tipo informale, attraverso i quali si possono sollecitare altri a collaborare con i giudici italiani''. A questo proposito, Ando' ha ricordato di aver sottolineato con americani e francesi che l' interesse ''ad avere qualche brandello di verita' in piu''' non riguarda solo l' Italia ma anche loro. Il ministro ha poi ribadito di aver assicurato al giudice Priore che tutti i materiali che riguardano la Difesa devono essere ''acquisibili facilmente''. (ANSA)

USTICA: GEN. TASCIO SU SUA POSIZIONE IN AERONAUTICA

ROMA, 17 DIC - Il gen. Zeno Tascio, ex responsabile del Sios dell' Aeronautica, a proposito delle affermazioni fatte dal ministro della Difesa ha dichiarato di aver chiesto di essere posto "in posizione ausiliaria" e che tale iniziativa non ha "alcun riferimento con gli accertamenti relativi al processo di Ustica". " Debbo chiarire - ha ancora precisato - che con più di 43 anni di servizio attivo, alla data del 31 dicembre 1992 sarei stato posto in 'riduzione di quadri', il che mi avrebbe collocato in posizione di non impiego fino al compimento dl 61/mo anno di età, nell' agosto del 1993. In tale situazione - ha continuato il gen. Tascio - così come altri miei colleghi che si trovano nella mia stessa posizione, ho chiesto di essere posto in posizione 'ausiliaria'. Per quanto riguarda infine le indagini sulla tragedia di Ustica, il gen. Tascio ha ricordato di aver ricevuto a suo tempo informazione di garanzia, "formalità questa - ha sottolineato - dalla quale non deriva alcuna formulazione di responsabilità, che peraltro ho sempre contestato". (ANSA)

USTICA: SEQUESTRATE FOTO A NAPOLI PER CONTROLLI SU 'SARATOGA'

NAPOLI, 19 DIC - La Digos di Napoli, su disposizione del giudice Rosario Priore che conduce l'inchiesta sulla sciagura di Ustica, ha sequestrato i negativi di alcune foto scattate da due coppie di sposi partenopei il 27 giugno del 1980. Il sequestro - eseguito alcuni giorni fa, ma solo oggi se ne è avuta notizia - è stato deciso per acquisire indicazioni sulla presenza nel porto di Napoli della portaerei statunitense 'Saratoga' la sera del disastro aereo. Le foto mostrano alcune vedute del golfo partenopeo, in cui si intravede una nave di grandi dimensioni che potrebbe essere l'unità militare americana: le perizie che saranno compiute sui negativi dovranno accertare se si tratti della 'Saratoga' e - attraverso lo studio delle ombre - l'orario preciso in cui le immagini furono riprese. Come è noto, infatti, uno dei punti più controversi nell'inchiesta su Ustica riguarda la posizione della 'Saratoga' al momento del disastro: secondo la marina militare degli Stati Uniti la nave era ancorata nel porto di Napoli, da dove non avrebbe potuto far decollare velivoli, ma finora in proposito non sono stati raccolti elementi certi. Il giudice Priore ha, quindi, ordinato di rintracciare i coniugi sposatisi a Napoli il 27 giugno di dodici anni fa: delle cinque coppie identificate, due possedevano foto ritenute utili all'inchiesta. Questa indagine fu suggerita nei giorni scorsi anche da una lettera pubblicata sul quotidiano partenopeo 'Il Mattino'. (ANSA)

1993

USTICA: GIUDICE PRIORE A FIRENZE

FIRENZE, 4 GEN - Il giudice istruttore Rosario Priore ha compiuto oggi a Firenze alcuni atti istruttori nell'ambito dell' inchiesta da lui condotta sull' abbattimento del DC9 Itavia sui cieli di Ustica il 27 giugno 1990. Il magistrato romano si è trattenuto stamani per poco meno di un' ora in un ufficio della procura della repubblica, acquisendo copie di alcuni atti, e nel pomeriggio ha sentito alcuni testimoni. Sul contenuto del lavoro istruttorio compiuto dal giudice Priore non sono trapelate indiscrezioni. (ANSA)

USTICA:INCHIESTA GIUDIZIARIA; SCIPPATI DOCUMENTI A PERITO

ROMA, 14 gen - Un altro episodio a margine dell'inchiesta giudiziaria sulla strage di Ustica svolta dal giudice Rosario Priore. L' ingegner Gunno Gunnval, responsabile dell' ufficio di analisi radar del ministero della difesa svedese e componente del collegio dei periti nominato dal magistrato per cercare di stabilire le cause del disastro, è stato scippato la scorsa settimana di una borsa contenente una serie di ''floppy disk'' sui quali aveva riportato il risultato dei suoi studi che servono per redigere la relazione finale. Il furto,avvenuto la scorsa settimana nella stazione della linea che collega la zona dell'Ostiense con l' aeroporto di Fiumicino e del quale si è avuta notizia soltanto oggi, comunque, non compromette il lavoro dell' esperto, che è in possesso di copie dei suoi studi già trasferite su altri ''floppy disk''. Della vicenda si sta interessando la Digos. Lo ''scippo'' è avvenuto nella mattinata di mercoledi' scorso. Gunno Gunnval era giunto a Roma perché per il giorno successivo era prevista una riunione dei periti che sono impegnati nella redazione finale della perizia nella quale si dovranno indicare, sulla base delle indagini tecniche, le probabili cause della tragedia. In particolare, la commissione formata da esperti italiani e stranieri deve dire se il Dc 9 dell' Itavia possa essere precipitato perché colpito da un missile, o se sia avvenuta una esplosione a bordo, ovvero (ma questa ipotesi è la meno accreditata) se ci sia stato un cedimento strutturale. Secondo quanto si è appreso, Gunnval, mentre si trovava nella stazione del tratto della metropolitana che congiunge la città con l' aeroporto Leonardo da Vinci, è stato avvicinato da un giovane alto, magro ed elegantemente vestito, che gli ha rivolto la parola per chiedergli informazioni. Improvvisamente lo sconosciuto ha afferrato la borsa che Gunnval aveva con sè e rapidamente si è allontanato prima che qualcuno potesse fermarlo. L'episodio è stato subito denunciato alla Digos e ora sono in corso le indagini, che si inseriscono in quelle riguardanti diversi episodi accaduti nei mesi scorsi, quando persone, ancora oggi sconosciute, entrarono negli studi di avvocati e danneggiarono le automobili di periti e collaboratori del giudice Priore, ma senza rubare nulla. Le incursioni ( una venne fatta anche nell ' ufficio dello stesso giudice Priore), cominciarono all' inizio dello scorso mese di febbraio. Gli sconosciuti, in particolare, hanno forzato le porte degli studi di diversi avvocati di parte civile; hanno forzato le portiere delle automobili di alcuni collaboratori del giudice Priore e del pubblico ministero Giovanni Salvi, nonchè di periti impegnati nelle indagini tecniche disposte da Priore. A questi episodi se ne sono aggiunti nello stesso periodo altri, anche se non collegati con la vicenda di Ustica. In particolare, gli sconosciuti visitarono gli uffici della commissione d' inchiesta sulla vicenda della filiale della Bnl di Atlanta. Infine ci fu la sottrazione dagli uffici del settimanale ''Europeo'' di materiale che doveva servire a redigere un articolo sulle ''morti misteriose" del dopo Ustica. Frattanto, l'uccisione avvenuta ieri a Bruxelles del generale in pensione Roberto Boemio ha provocato oggi una interrogazione dei parlamentari del Pds Bargone, Folena, Recchia,Imposimato e Grasso i quali chiedono al Ministro dell' Interno di sapere quali siano le notizie in possesso del Governo, se vi siano elementi che possono far ritenere l' assassinio del generale Boemio in qualche modo collegato alla sua deposizione nel processo per la strage di Ustica. (ANSA)

USTICA: INCHIESTA GIUDIZIARIA

ROMA, 18 GEN - Nuovo capitolo dell' inchiesta giudiziaria sul disastro di Ustica avvenuto la sera del 27 giugno 1980. Il nastro contenente la registrazione di un'intervista al Gr1 fatta da un ex ufficiale dei servizi segreti sovietici, Anatolij Ivanov, secondo il quale sarebbe degli americani la responsabilità (per un incidente durante una "manovra di fuoco") dell'abbattimento del Dc 9 dell' Itavia, è stato fatto sequestrare dal giudice istruttore Rosario Priore, titolare delle indagini. Nell' intervista, trasmessa stamane e di cui è stato diffuso il testo, si parla anche della portaerei americana "Saratoga". Ivanov, ex addetto al Gru (Ufficio centrale dei servizi segreti militari) dello Stato maggiore delle Forze armate, afferma che nel 1980 era collaboratore dell' "Intelligenza militare" e si occupava dei problemi italiani. Dopo aver ricordato di aver analizzato con i suoi collaboratori l'incidente del velivolo italiano, Ivanov dice: "Da tutto quanto ho potuto analizzare risulta che il Dc 9 italiano è stato abbattuto con un missile da un aereo della Marina militare degli Stati Uniti. Si è trattato indubbiamente di un incidente, di un infortunio durante una manovra di fuoco". Una rogatoria internazionale per avere dai russi la documentazione in loro possesso, con riferimento ai dati raccolti dai mezzi militari che operavano la sera del 27 giugno 1980 nella zona in cui avvenne il disastro è stata da tempo rinnovata dal giudice Priore. La procura di Mosca respinse la prima richiesta - è scritto in una delle domande poste dal Gr1 all' ex ufficiale - di avere in visione i materiali raccolti dalle autorità russe su Ustica, affermando che non esistevano. Al giornalista italiano, Ivanov detto invece che i documenti in questione esistono e che ha avuto "la possibilità di analizzarli". Dopo aver detto che la documentazione è costituita anche da rilevazioni radar e da intercettazioni, l'ex ufficiale ha precisato "che i documenti italiani dovrebbero essere presso lo Stato maggiore della Marina militare ex sovietica e attualmente russa, almeno credo". Un passo dell' intervista è stato dedicato alla presenza di unità sovietiche la sera del 27 giugno 1980 nel Mediterraneo meridionale, con riferimento alla possibilità che la portaerei americana "Saratoga" fosse in movimento. "Quando si muovevano unità navali della Nato o americane - ha detto Ivanov - noi le sorvegliavamo prevalentemente con sottomarini. E quella notte un sottomarino sovietico stava svolgendo un servizio di sorveglianza". Sulla ipotesi che la "Saratoga" quella notte fosse in una stazione nel Mediterraneo (domanda non precedentemente concordata) Ivanov inizialmente ha affermato: "È proprio quanto emerge dai documenti che ho analizzato". Ma, dopo essersi consultato con i suoi collaboratori, ha aggiunto: "Non posso confermarle la presenza della "Saratoga". Secondo Ivanov è invece del tutto estraneo alla vicenda il Mig libico trovato ufficialmente 20 giorni dopo il disastro sui monti della Sila: "Secondo quanto mi risulta - ha concluso - la vicenda del Mig dell' aeronautica militare libica è del tutto estranea, il suo volo non ha coinvolto assolutamente unità d'appoggio sovietiche. Qualcosa potrebbe sapere qualche mio collega che a quell' epoca fungeva da consigliere militare in Libia". (ANSA)

USTICA: GIUDICE PRIORE A NAPOLI

NAPOLI, 20 GEN - Il giudice Rosario Priore è da questa mattina a Napoli nell'ambito delle indagini sul disastro aereo del DC9 dell'Itavia caduto nel mare di Ustica il 27 giugno del 1980. Priore, che è accompagnato dal sostituto procuratore Giovanni Salvi e dal vice questore dell' Ucigos Giuseppe Eufemia, sta interrogando negli uffici della Digos della Questura 35 coppie che si sposarono sabato 28 giugno, il giorno seguente l'incidente aereo. L' indagine mira ad accertare se dalle foto scattate in occasione dei matrimoni e che ebbero per sfondo il golfo di Napoli, possa emergere la presenza della portaerei americana "Saratoga", ancorata in rada. Le coppie convocate sono state scelte su di un totale di 300: gli inquirenti hanno infatti selezionato quelle che avevano celebrato le nozze nel centro di Napoli. Nella convocazione era specificata la richiesta di esibire l'album con le foto del matrimonio. Incontrando i giornalisti, durante una pausa degli interrogatori, il giudice Priore ha detto: "C'è grande collaborazione, abbiamo avuto le foto e stiamo cercando anche i negativi". Alla domanda se, sullo sfondo di qualche fotografia, apparisse la "Saratoga", Priore ha risposto: "Questo non lo posso dire, stiamo esaminando". Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, in alcune foto portate oggi in questura, sarebbe visibile sullo sfondo la sagoma di una nave simile alla "Saratoga". "Sappiamo - ha aggiunto Priore - che il sabato ci furono centinaia di coppie che si sposarono. La selezione è stata fatta in base al criterio delle persone che fanno parte di una determinata zona di Napoli e che si sono sposate in luoghi prossimi a dove vengono scattate le fotografie". Lo scorso dicembre due coppie di sposi portarono in Questura alcune foto scattate il giorno dell'incidente, venerdì 27 giugno. Su alcune di queste, sulle quali sono in corso perizie, vi sarebbe immortalata una nave di grossa stazza, che sembra essere la "Saratoga". "Le perizie alternative - ha detto Priore rispondendo ai giornalisti - saranno pronte tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio". In merito alle dichiarazioni di un ex agente segreto russo che aveva indicato la marina militare americana come responsabile dell'abbattimento del DC9, Priore ha osservato: "È un filone aperto che non stiamo trattando in questo momento". Quindi, ad un giornalista che gli chiedeva se si stessero facendo "dei piccoli passi verso la verità ", Priore ha detto: "Qualche passo lo stiamo facendo". "Lei è ottimista", gli è stato infine chiesto. "SI", ha risposto il giudice". (ANSA)

USTICA: CONTRIBUTI AD ASSOCIAZIONE PARENTI VITTIME

BOLOGNA, 25 GEN - Contributi e attestati di solidarieta' stanno giungendo da tutt' Italia - informa un comunicato - all' Associazione parenti vittime della strage di Ustica, dopo la denuncia che le ristrettezze economiche avrebbero potuto interrompere ''l' impegno per il conseguimento della verita', unico obiettivo perseguito in questi anni dall'Associazione''. Tra i mittenti, precisa la nota, gli ex piloti dell' Itavia, i lavoratori di Civilavia e controllori di volo di vari Centri radar, rappresentanze sindacali, numerosi consigli di fabbrica e associazioni della societa' civile. In varie aziende e' stata devoluta ''un' ora di lavoro per la verita''' e in numerose scuole si sono svolte manifestazioni collegate alla proiezione del film di Risi ''Il muro di gomma''. Contributi sono stati inviati anche da enti locali, dall' associazione ex consiglieri regionali dell' Emilia-Romagna, da sezioni di partiti e dal mondo della cooperazione, da parlamentari a titolo personale e dalle associazioni della Resistenza, sia a livello nazionale che locale. Alle vittime della strage di Ustica - conclude il comunicato - sara' dedicato anche lo spettacolo che l' attrice Franca Rame terra' dopodomani, mercoledi', al teatro Ariston di Mantova. (ANSA)

USTICA:INCHIESTA GIUDIZIARIA,MAGISTRATI IN BELGIO

ROMA, 27 gen- L' uccisione avvenuta in Belgio il 13 gennaio scorso del generale in pensione dell' aeronautica Roberto Boemio è stato al centro di colloqui che il giudice istruttore di Roma Rosario Priore ed il pm Giovanni Salvi, ai quali è affidata l' inchiesta sul disastro di Ustica, hanno avuto a Bruxelles con i magistrati che si occupano del caso. Boemio, che aveva 58 anni, lavorava come consulente della Alenia presso la Nato. La trasferta dei giudici romani è stata decisa allo scopo di accertare se l'uccisione di Boemio, compiuta da alcuni sconosciuti che l' avevano aggredito presumibilmente per rapinarlo, potesse avere un collegamento con gli sviluppi dell'inchiesta sul disastro del Dc9. Sembra però che per il momento gli investigatori di Bruxelles tendano ad escludere questa circostanza. Le indagini, comunque, sono ancora in corso e la polizia belga sta ancora tentando di identificare i responsabili. Subito dopo il delitto erano stati fermati alcuni giovani che però sono stati successivamente scagionati. I magistrati italiani e belgi hanno concordato di mantenere contatti e di scambiarsi informazioni. Nella trasferta il giudice Priore ed il pm Salvi sono stati accompagnati da funzionari dell' Interpol e della Digos di Roma. (ANSA)

USTICA: LETTERA BONFIETTI A SCALFARO E AMATO

BOLOGNA, 27 GEN - Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, ha reso noto di aver scritto ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri ''per esprimere le inquietudini'' proprie e dei parenti tutti ''per i piu' recenti avvenimenti legati alla tragedia di Ustica. Voglio riferirmi -prosegue la lettera diffusa alla stampa- da un lato alla serie preoccupante di morti e di strani episodi che fanno dichiarare a parlamentari di temere di essere al cospetto di un complotto internazionale oscuro e dall'altro alle parole di un ufficiale sovietico che dichiara l'esistenza, anche in questo paese, di documenti di estrema rilevanza. Ora tutti debbono avere la consapevolezza che non e' possibile affidare solo al giudice la responsabilita' di ricercare una verita' cosi' drammatica e cosi' dirompente. Ora sappiamo che Usa, Francia e anche Urss hanno istituito unita' di crisi ai piu' alti livelli, essendosi resi conto immediatamente della drammaticita' di cio' che era avvenuto, ma sappiamo anche che nessuno di questi paesi ha dato aiuti concreti alle indagini condotte in Italia. Questo atteggiamento colpisce gravemente la credibilita' delle nostre istituzioni alle quali non viene fornita nessuna utile collaborazione; riteniamo indispensabile un forte intervento da parte dei massimi Organi dello Stato, per un' azione decisa e risoluta a livello diplomatico, rivolta a smuovere queste posizioni di non collaborazione''. ''Credo che - e' la conclusione del messaggio di Bonfietti - proprio perche' non sia la credibilita' delle nostre istituzioni ad essere messa pericolosamente in discussione, oggi si debba pretendere, oltre che dagli Ufficiali della nostra Aeronautica e dei nostri Servizi Segreti, anche dai vari paesi, che per la loro collocazione geografica non possono non aver visto cio' che e' accaduto nella tragica notte del 27 giugno '80, un atteggiamento meno sprezzante nei confronti della possibilita' di vedere ristabiliti valori di verita' e giustizia cosi' a lungo calpestati''. (ANSA)

USTICA: GOVERNO PARTE CIVILE; DEPOSITATA RICHIESTA

ROMA, 28 GEN - L'avvocatura dello Stato ha depositato oggi l'atto formale di costituzione di parte civile della presidenza del consiglio, nel processo penale sul disastro di Ustica. Lo si e' appreso negli ambienti della Difesa. L'iniziativa fu proposta al governo il 30 ottobre scorso dal ministro della Difesa, Salvo Ando', e ''rinnovata con insistenza'' lo scorso 1 dicembre, dopo una risposta interlucutoria della stessa avvocatura. ''E' un passo importante – ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione parenti delle vittime della strage - che avevamo chiesto inutilmente ai precedenti ministri della difesa Martinazzoli e Rognoni''. ''Questo gesto - ha proseguito - ha un forte valore simbolico, anche perche' ora il ministero della Difesa e' contrapposto ai generali accusati. Speriamo che questo atteggiamento sia fatto proprio da tutte le forze armate e in particolare dall' aeronautica''. ''Adesso abbiamo bisogno di altri atti dai massimi organi dello Stato'', ha concluso Bonfietti che proprio ieri aveva scritto ai presidenti della Repubblica e del Consiglio dei ministri chiedendo ''un forte intervento per un' azione decisa e risoluta a livello diplomatico'' per smuovere posizioni di non collaborazione da parte di Usa, Francia ed ex Urss. (ANSA)

USTICA: BONFIETTI SOTTOLINEA IMPEGNO SOCIETA' CIVILE

MODENA, 7 FEB - ''Mancando al loro ruolo istituzionale Governo, Parlamento, magistratura, soltanto l' impegno della societa' civile ha tenuto desta la volonta' di giustizia e verita' sulla strage di 81 persone nel cielo di Ustica''. Lo ha detto Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione parenti vittime della strage di Ustica, che oggi a Modena e' intervenuta al congresso regionale confederale dell' Arci. ''Ora e' ancora la societa' civile, che rispondendo all' appello dell' associazione per la raccolta di fondi, mostra di continuare a volere questa verita' - ha proseguito Bonfietti - Ma debbono essere anche le istituzioni del nostro Paese a svolgere fino in fondo il loro compito. Per questo ci siamo rivolti alla Presidenza della Repubblica e del Consiglio per chiedere che il giudice Priore non sia lasciato solo a risolvere quello che ha sempre piu' i connotati di un intrigo internazionale. E' la stessa credibilita' del nostro Paese che e' messa in gioco quando si viene a sapere che Usa, Francia e ora anche Russia hanno svolto indagini ben documentate che non mettono a disposizione delle autorita' italiane''. ''Non e' piu' tollerabile che tutti, Aeronautica italiana e centri radar di altri Paesi, abbiano visto quello che e' accaduto quella notte - ha concluso Daria Bonfietti - e il giudice debba ora poter indagare, per ricostruire l' incidente, solo sul relitto del Dc9''. (ANSA)

USTICA: GRANDI NOMI DELLO SPETTACOLO PER RACCOLTA FONDI

BOLOGNA, 19 FEB - Grandi nomi dello spettacolo italiano hanno risposto all' appello dell' Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica che nel dicembre scorso ha finito completamente i fondi. Francesco De Gregori, Paolo Rossi, Fabrizio De Andre', Francesco Guccini, David Riondino, Alessandro Bergonzoni, Lella Costa, Paolo Hendel e Massimo Rocchi si esibiranno gratuitamente, e senza rimborsi spese, in nome dell' impegno civile. Nove artisti di prestigio per l'iniziativa ''Teatri per la verita''', ideata da Accademia Perduta-Romagna Teatri a favore dell' Associazione, che si terra' fra febbraio e maggio in altrettanti teatri romagnoli. ''Non sono solo canzonette, ma la rivendicazione di diritti calpestati da 13 anni'', ha detto nella conferenza stampa Daria Bonfietti, instacabile presidente dell' associazione per Ustica, che da quando ha lanciato l' appello ha trovato la concreta solidarieta' di enti, associazioni e cittadini ''che hanno sentito il bisogno di verita'''. Un salto di qualita' dell'opinione pubblica ''che qualche anno fa non sarebbe stato possibile'' e tanto piu' importante oggi che l' inchiesta del giudice Priore sta per arrivare alla sua ultima e decisiva fase (si chiudera' a fine anno). L' iniziativa, in cui sono coinvolte circa 200 persone fra artisti, organizzatori e personale dei teatri che lavoreranno tutti a titolo gratuito, non vuole solo raccogliere fondi, ma anche ''far parlare di Ustica''. E' il segno che ''gli anni 80 sono definitivamente alle spalle - ha detto Ruggero Sintoni, uno degli organizzatori - il segno che e' tornato il ''tempo dell'impegno civile'' e che le iniziative di valore politico, culturale e sociale ''non sono piu' fuori moda''. Proprio a Ustica, Paolo Rossi dedichera' l' anteprima nazionale del suo ultimo spettacolo ''Pop e Rebolot''. L' incasso della serata, che si terra' il 15 marzo al teatro Goldoni di Bagnacavallo, sara' devoluto all' Associazione come il ricavato degli altri otto spettacoli in programma. Il primo appuntamento di ''Teatri per la verita''', che ha il patrocinio degli enti locali romagnoli, e' per venerdi' prossimo, 26 febbraio, con il concerto di De Gregori al teatro Petrella di Longiano. Chiudera' il 20 maggio Alessandro Bergonzoni a Bagnacavallo con ''Anghingo'''. In vista della chiusura dell' inchiesta, Bonfietti ha rinnovato l' appello ai massimi organi dello Stato, invitandoli ad affrontare ''l'intrigo internazionale di Ustica'' con una volonta' politica diversa perche' ''ancora oggi - ha detto – il giudice Priore e' lasciato troppo solo''. (ANSA)

USTICA: EX FUNZIONARIO KGB SU AEREO AMERICANO

Roma, 3 mar - A quasi tredici anni dalla tragedia del DC 9 Itavia che nel cielo di Ustica costò la vita ad ottanta persone, un colonnello dei servizi segreti dell' ex Unione Sovietica ha rivelato in un' intervista al Gr1, della quale la testata radiofonica ha diffuso il testo integrale, che da una base radar, nelle vicinanze di Tripoli, i sovietici seguirono "momento per momento" quanto accadde quella sera ed accertarono che fu un missile sparato da un caccia americano ad abbattere l' aereo in volo da Bologna a Palermo. Oltre al testo dell'intervista all' ufficiale che ha affermato di chiamarsi Alexey Pavlov, il Gr1 ha reso nota anche una dichiarazione sul caso dell' ex presidente sovietico Michail Gorbaciov, secondo il quale nessuno lo informò mai dell' episodio. "Sono comunque a disposizione delle autorità italiane - aggiunge Gorbaciov - e chiedo che il governo russo renda pubblici tutti i documenti che dovessero richiedere gli italiani". Il colonnello Pavlov, secondo il testo diffuso dal Gr1, afferma nell' intervista che nel giugno del 1980 era in forza all' ambasciata sovietica di Tripoli, in Libia e svolgeva la funzioni di "residente del Kgb". In particolare, l' ufficiale avrebbe avuto l' incarico di "collegamento con i consiglieri militari sovietici che assistevano le forze armate di Gheddafi". Pavlov racconta poi cosa vide sugli schermi radar della base segreta sovietica, di cui, dice, "gli americani non sapevano e non sanno nulla". "In quelle ore - afferma - ero nella base con altri otto ufficiali sovietici. Eravamo tutti all' erta per l' annunciata operazione americana. Seguimmo lo svolgersi dell' operazione da un radar che riusciva a coprire tutta l' area del Mediterraneo che dal nord della Libia arrivava alla Sardegna". Secondo il colonnello del Kgb, ad un tratto sul display comparve "un aereo che identificammo come il DC9 dell'Itavia". Pavlov aggiunge che il velivolo "sembrò subito fuori dalla tradizionale aerovia e soprattutto troppo vicino a quello che seguivamo come il campo di operazioni degli americani". Dopo qualche secondo "sullo schermo - aggiunge nell' intervista al Gr1 Pavlov - apparve un oggetto molto più piccolo che i nostri esperti identificarono subito come un missile aria-aria che proveniva dalla zona dove erano in volo i caccia americani". Stando ancora alle dichiarazioni fatte da Pavlov, i caccia americani che quella sera parteciparono all'operazione nel Mediterraneo non erano partiti da una portaerei come si è ripetuto in questi anni, ma "molto più a nord, da una base italiana in Sardegna". Il missile sarebbe stato sparato soltanto pochi minuti dopo il decollo. L' ex funzionario sovietico sostiene poi che lui ed i suoi colleghi videro chiaramente il missile colpire il DC 9 dell' Itavia ed ha aggiunto di essere "sicuro che si trattò di un incidente" perché "il missile sfuggì al controllo". Alla domanda di spiegare le ragioni per le quali fino a oggi Mosca non ha mai rivelato questo episodio, il colonnello risponde: "il nostro silenzio in quella fase di grande scontro tra Mosca e l' occidente non è spiegabile se non con gravi motivi militari". Pavlov aggiunge che i sovietici furono "costretti a non rivelare quanto sapevano per non scoprire il loro punto di osservazione" e che un ordine in questo senso "venne addirittura dal comitato centrale del partito". La base segreta sovietica, secondo Pavlov, era di un' importanza strategica essenziale perché assicurava "il controllo radar per l' aviazione di Gheddafi, riducendo la sua inferiorità con gli americani". L' ex funzionario parla anche di un rapporto redatto sull' episodio. "Insieme con il collega Piotr Sulameinov, che svolgeva le funzioni di consigliere militare di Gheddafi - aggiunge nell' intervista Pavlov -, compilammo un rapporto sull' accaduto e, corredato dal tracciato radar, lo inviammo a Mosca. Una copia - afferma ancora Pavlov - andò al colonnello Gheddafi con l' indicazione di non farne parola". Ma il leader libico non avrebbe rispettato la richiesta ed "il 5 luglio, qualche giorno dopo, incontrandosi con il polacco Jaruszelski, Gheddafi, per rafforzare le sue richieste di aiuto militari da parte dei paesi del Patto di Varsavia, rivelò quanto accadde in Libia". Secondo Pavlov, infine, il rapporto sulla vicenda sarebbe "ancora presso il quartier generale del Gru, sesta sezione, e presso gli archivi operativi del Kgb". Questa, infine, la dichiarazione sul caso fatta da Gorbaciov e diffusa sempre dal Gr1: "Devo confessare - afferma l' ex presidente sovietico - che non venni mai informato dell'episodio, nè come segretario generale del Pcus, nè come capo supremo delle Forze Armate. In questi mesi ho scoperto però che non tutto mi veniva riferito. Sono a disposizione delle autorità italiane per qualsiasi chiarimento possa offrire, e chiedo che il governo russo renda pubblici tutti i documenti che dovessero richiedere gli italiani". (ANSA)

USTICA: EX FUNZIONARIO KGB; AMBASCIATE INTERESSATE

ROMA, 3 MAR - Interpellate in merito alle nuove rivelazioni sulla tragedia di Ustica dell'ex colonnello del Kgb, Alexey Pavlov, l'ambasciata in Italia degli Stati Uniti ha nuovamente respinto un coinvolgimento americano nella vicenda; quella di Russia "per il momento" non commenta; mentre quella polacca "non esclude" che, a suo tempo, Jaruszelsky potesse essere stato informato da Gheddafi di quanto accaduto nei cieli di Ustica, secondo la versione dei fatti fornita da Pavlov. "Non è da escludere - si fa osservare all'Ambasciata polacca a Roma - che il colonnello Gheddafi, per rafforzare la sua richiesta di aiuto alla Polonia, abbia usato nei confronti dei dirigenti polacchi anche l'argomento Ustica". "Sappiamo che la Libia è stata sostenuta dal blocco comunista. All'epoca i rapporti tra Libia e Polonia - si fa notare inoltre - erano assai sviluppati ed è quindi possibile che nell'ambito di una visita a Varsavia, Gheddafi abbia confidato a Jaruszelsky quello che sapeva su Ustica per ottenere più aiuti". Silenzio, invece, dalla sede diplomatica libica in Italia, mentre la portavoce dell'ambasciata statunitense, ribadisce la smentita del Pentagono aggiungendo che "gli Stati Uniti hanno sempre collaborato con le autorità giudiziarie italiane e continueranno a farlo". (ANSA)

USTICA: EX FUNZIONARIO KGB ; COMMENTI

BOLOGNA, 3 MAR - Daria Bonfietti, presidente dell' associazione parenti vittime di Ustica, commentando le dichiarazioni di un alto ufficiale russo diffuse stamane dal GR1 ha espresso "profondo turbamento nell' apprendere, a quasi 13 anni dalla strage, che mentre i periti in Italia debbono lavorare su pochissimi elementi (soltanto i tracciati radar di Ciampino) vari Paesi amici o alleati - Usa, Francia e ora anche Russia - dispongano di importantissimi documenti che non mettono a disposizione delle indagini". "Per questo - ha commentato Bonfietti - deve farsi più forte l' appello alle nostre istituzioni, ai massimi organi dello Stato, perché siano messi a disposizione del giudice Priore tutti i materiali . Non voglio trovarmi a celebrare il 13/o anniversario con una verità ormai accertata, ma che non si può confermare soltanto perché le nostre istituzioni non hanno saputo farsi rispettare nel consesso internazionale. Sarebbe insopportabile per la loro credibilità". Bonfietti ha affermato, "senza entrare nel merito tecnico delle rivelazioni che vengono da Mosca", che "sia le prime indagini svolte anche da enti americani, sia oggi gli ulteriori studi dei periti di parte civile, professori del politecnico di Torino, sia addirittura l' ascolto delle conversazioni telefoniche della notte della tragedia, portano inequivocabilmente ad uno scenario di guerra aerea nei cieli di Ustica". MAR - Daria Bonfietti ha voluto inoltre ringraziare, prendendo spunto dal servizio odierno del GR1, "tutta la stampa italiana che continua a interessarsi della vicenda Ustica facendosi interprete di un' opinione pubblica che non perde l' occasione di dimostrare la sua costante volontà di raggiungere la verità, di conquistare una verità che anche per il suo impegno è già stata "svelata". "Le nuove rivelazioni del colonnello Pavlov sulla strage di Ustica rendono sempre di più urgente l'immediato insediamento della nuova commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi". Lo sostiene in una dichiarazione il parlamentare di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena. Secondo il deputato, "le rivelazioni di Pavlov sono importanti, anche se bisogna fare gli opportuni riscontri" perché "sulla vicenda abbiamo assistito ad una serie innumerevoli di depistaggi che ci inducono a non accettare come oro colato ogni nuova ed improvvisa verità". L'on. Russo Spena ribadisce, infine la richiesta già fatta al Ministro di Grazia e Giustizia di "adoperarsi per consentire alla magistratura italiana di interrogare per rogatoria gli ufficiali sovietici che a diverso titolo sono intervenuti sul caso Ustica". (ANSA)

USTICA: EX FUNZIONARIO KGB; GIUDICE PRIORE

Roma, 3 mar - Il giudice Rosario Priore è già al lavoro e, quanto prima, attraverso le vie diplomatiche, inoltrerà la richiesta con la quale chiedere all' autorità giudiziaria di Mosca di poter interrogare Alexej Pavlov. In particolare, Priore intende chiedere l' esatta identificazione del testimone, il permesso di interrogarlo alla presenza di un magistrato russo che dovrà porre le domande formulate dal magistrato italiano, l' acquisizione delle registrazioni radar sull' incidente che, secondo Pavlov, sarebbero in possesso del Gru, il servizio segreto militare russo. Priore, confermando d'aver già avviato le procedure per la rogatoria, ha sottolineato che le autorità sovietiche hanno già "dato segnali di collaborazione, nel dicembre scorso, rispondendo a quesiti posti nell' agosto precedente". Priore si è riferito, in particolare, alle risposte date dalla precedente rogatoria con la quale era stato chiesto di dare agli investigatori italiani copia delle registrazioni radar che la notte del 27 giugno del 1980, giorno della tragedia, fossero state fatte da navi sovietiche presenti nel mediterraneo. "Le autorità russe - ha detto Priore- hanno risposto che nessuna nave sovietica, quella sera, fece registrazioni radar e conseguentemente non è possibile dare informazioni in proposito. Ora, però, spunta la postazione terrestre ed il discorso si riapre necessariamente". Le eventuali registrazioni fatte dalla postazione nei pressi di Tripoli potrebbe agevolare, secondo Priore, le indagini in corso. Comunque, c'è da dubitare che le apparecchiature abbiano potuto direttamente registrare quanto accadeva nel cielo di Ustica, considerato che dal punto di caduta dell' aereo la postazione di cui parla Pavlov dista oltre 420 miglia. Possibile, quindi, ipotizzare che un satellite artificiale possa aver fatto da stazione intermedia, ritrasmettendo i dati raccolti alla postazione di Tripoli. Comunque, soltanto il diretto contatto con le autorità sovietiche ed un esame del materiale potràdare una risposta ai numerosi interrogativi. Secondo gli investigatori italiani, dipende ora dalle autorità giudiziarie di Mosca agevolare l' opera di indagine. In proposito il giudice Priore ha ricordato che l' atmosfera, nonostante non esistano precisi accordi di collaborazione in campo giudiziario, è cambiata dal momento della visita fatta lo scorso anno in Italia dal procuratore generale di Mosca Valentin Stepankov per indagare sui finanziamenti che il Partito comunista sovietico avrebbe fatto al Partito comunista Italiano negli scorsi anni.Proprio nell' ambito di questa nuova atmosfera le autorità di Mosca hanno risposto positivamente anche ad altri quesiti che Priore aveva posto con la rogatoria della scorsa estate. (ANSA)

USTICA: IPOTESI SU AVVISTAMENTO MISSILE

ROMA, 3 MAR - Potrebbe essere stato un satellite spia sovietico e non un radar a seguire "momento per momento" quanto accadde nel cielo di Ustica nella notte in cui cadde il DC9 dell'Itavia. È quanto ha affermato il presidente dell'Istituto affari internazionali Stefano Silvestri in una dichiarazione al GR1. Il satellite spia, ipotizza Silvestri avrebbe poi trasmesso le immagini ad un centro radar a terra attraverso collegamenti con altri satelliti geostazionari per telecomunicazioni. Negli ambienti tecnico-militari si sottolinea comunque che anche un satellite spia (per quanto perfezionato) nè un radar terrestre sono in grado di avvistare un missile antiaereo (lungo circa due metri e di poco più di 20 centimetri di diametro) mentre è in volo per colpire un bersaglio. (ANSA)

USTICA: USA, PENTAGONO NEGA ANCORA UNA VOLTA COINVOLGIMENTO

WASHINGTON, 3 MAR - Gli Stati Uniti non sono coinvolti nella tragedia di Ustica: il Pentagono ha oggi reagito con una nuova smentita alle accuse dell' ex-colonnello del KGB Aleksei Pavlov, che in un' intervista radiofonica ha addossato agli americani la responsabilita' dell' incidente . Un portavoce del Pentagono, Keith Arterburn, ha rimandato ad un' articolata smentita del 22 novembre scorso con cui gli Stati Uniti hanno affermato che nessuna nave e nessun aereo americano si trovavano il giorno della tragedia nell' area dove cadde il 'DC9' dell' Itavia. (ANSA)

USTICA: DUBBI TECNICI SULL' AVVISTAMENTO DALLA LIBIA

ROMA, 4 MAR - Molte perplessità hanno sollevato nei tecnici le "rivelazioni" dell' ex funzionario del Kgb Alexej Pavlov sull' attività di una base radar segreta russa in Libia per spiegare le cause della tragedia di Ustica. Il presunto radar a lunga portata non sarebbe stato tecnicamente in grado di scoprire un missile aria-aria di circa due metri di lunghezza e del diametro di 30 centimetri. E per di più, ad una distanza di oltre 600 chilometri come quella che esiste fra il punto più settentrionale della costa libica e il punto del Tirreno in cui è caduto il DC9 Itavia (a metà strada fra Ponza e Ustica). Le dimensioni dei bersagli minimi rilevabili dai radar di lunga portata sono di almeno una decina di metri. Viceversa un satellite spia dotato di un sensore all'infrarosso particolarmente sensibile avrebbe forse potuto rilevare la traccia di calore emessa dal missile che è a temperatura maggiore rispetto allo scarico dell'aereo che lo lancia. È però dubbio che nel 1980 l'Urss abbia avuto una tale tecnologia. Per rilevare un aereo militare in volo alla stessa quota del DC9 Itavia (7.500 metri) un radar deve trovarsi ad una distanza massima di 423 chilometri e la sua antenna deve essere ad una quota di almeno 260 metri sul livello del mare. Forse quelle che l'ex funzionario afferma di aver visto sono le immagini di un satellite spia. La base segreta presso Tripoli sarebbe stata quindi non una installazione radar ma una base per la ricezione di dati da satellite che ha bisogno di antenne molto più ridotte. Radar con portate di 600 chilometri sono i cosiddetti radar "oltre l' orizzonte" come quelli della catena americana Norad destinata all' avvistamento dei missili balistici. Hanno antenne alte come palazzi di 10 piani e sono costruiti con una tecnologia che nel 1980 non era disponibile al di fuori degli Usa. Quanto alla segretezza di questo presunto radar a lunga portata ex sovietico, simili apparati devono avere un'antenna di almeno 15 metri di larghezza per 4-5 di altezza, con una potenza media di 300 Watt e una potenza di picco di circa dieci KiloWatt. Sono dimensioni e soprattutto energie, emesse quasi in continuazione, che non avrebbero potuto fisicamente nascondere il presunto radar ai sistemi di rilevazione occidentali (con satelliti, radar aerei, navali e terrestri, e sorveglianza elettronica). (ANSA)

USTICA: PRESIDENTE IFREMER

ROMA, 4 MAR - "I servizi segreti fanno della disinformazione, la verità è difficile da raggiungere dopo dieci anni dal disastro anche se dai pezzi di aereo che sono stati recuperati si può risalire alle cause". Lo ha dichiarato Pierre Papon, presidente dell'Ifremer, l' istituto francese che ha partecipato al recupero dell' aereo caduto a Ustica a margine del Seminario europeo sulle tecnologie marine e ambientali nel Mediterraneo che si sta svolgendo a Santa Margherita Ligure in Liguria orgnaizzato dal Cnr, dall' Enea e dall'Ifremer. "Nel giugno del '91 sono venuto a Roma - ha detto Papon - davanti alla commissione d' inchiesta bicamerale con i miei collaboratori e in quell' occasione abbiamo mostrato la documentazione raccolta nel nostro lavoro di recupero: abbiamo recuperato il 70 per cento dei pezzi dell' aereo, non abbimao trovato la scatola nera ma il voice recorder". Il governo italiano, poi, secondo Papon, ha voluto dare a un altro organismo il compito di recuperare i pezzi rimanenti dell' aereo "e dal allora non abbiamo più ricevuto notizie". "Non posso fare ipotesi - ha aggiunto Papon - sulle cause dell' incidente ma avendo gli elementi dell' aereo si può ritornare alla causa". Papon si augura "che ci sarà giustizia per le vittime del disastro di Ustica anche se dieci anni dopo è difficile dire, ipotizzando che sia stato un missile, le cause e soprattutto le provenienza del missile stesso". Papon si augura "che ci sarà giustizia per le vittime del disastro di Ustica anche se dieci anni dopo è difficile dire, ipotizzando che sia stato un missile, le cause e soprattutto le provenienza del missile stesso". (ANSA)

USTICA: MINISTERO ESTERI RUSSO NON HA INFORMAZIONI

MOSCA, 4 MAR - La Russia non ha informazioni che possano far luce sulla tragedia del DC-9 dell' Itavia precipitato quasi 13 anni fa al largo di Ustica e il governo di Mosca nei mesi scorsi ha gia' manifestato ai giudici italiani piena disponibilita' a fornire qualsiasi aiuto che possa servire a stabilire la verita'. Lo ha dichiarato all'Ansa Andrei Tsiganov, capo della sezione 'Italia' del ministero degli esteri russo. Alla fine dell' anno scorso - ha detto Tsiganov - il ministero degli esteri russo ha ricevuto una nota del governo italiano con cui gli si chiedeva di dare aiuto ''fornendo eventuali informazioni in nostro possesso sull' abbattimento dell'aereo''. ''Abbiamo risposto in modo ufficiale che la nostra Marina militare non ha informazioni sull' incidente e che le ricerche negli archivi degli altri organismi competenti hanno dato esito negativo'', ha aggiunto il funzionario . ''Abbiamo anche manifestato disponibilita' a collaborare con gli inquirenti inviando in Italia nostri esperti di aeronautica'', ha concluso Tsiganov. Ieri il Gr-1 aveva diffuso un' intervista a un sedicente colonnello dell' ex Kgb Aleksei Pavlov secondo il quale da una base segreta sovietica nei pressi di Tripoli era stata registrata la traccia radar di un missile lanciato da un caccia americano che colpiva il DC-9 dell' Itavia. Secondo il sedicente Pavlov, un rapporto sull' incidente, assieme al tracciato radar che testimonierebbe il lancio del missile americano contro il Dc-9, si troverebbe presso la sesta sezione del quartier generale dei Servizi di spionaggio del ministero della Difesa russo e negli archivi operativi dell' ex Kgb, sciolto dopo il fallito colpo di stato dell' agosto 1991 e riorganizzato come ministero della sicurezza. Interpellato dall' Ansa, Nikolai Medviedev, vice-capo del servizio stampa del ministero della Difesa russo, ha detto: ''Non sappiamo chi sia questo colonnello Aleksei Pavlov, non c'e' qui da noi alcun ufficiale con questo nome, stiamo comunque indagando sulla vicenda di Ustica e su queste notizie diffuse in Italia, per il momento non possiamo dire nulla''. Da parte sua Vladimir Karpov, funzionario del servizio stampa dello spionaggio all' estero, ha dichiarato all' Ansa: ''Su Ustica non abbiamo nulla da dire''. E ha aggiunto: ''Non conosciamo nessun colonnello Pavlov''. Nello stesso servizio del Gr-1 l' ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov si e' messo a disposizione delle autorita' italiane, pur dichiarandosi all'oscuro di quanto rivelato da Pavlov. Vladimir Poliakov, dell' ufficio stampa della 'Fondazione Gorbaciov', ha ribadito la volonta' del centro di aiutare la ricerca della verita' su Ustica. (ANSA)

USTICA: RICERCA SU STRATEGIA DELLA ''DISINFORMAZIONE''

PALERMO, 20 APR - Una ricerca dalla quale emerge una strategia della ''disinformazione'' nella tragedia aerea di Ustica e' stata presentata oggi a Palermo dalla cattedra di sociologia della cultura della facolta' di scienze politiche di cui e' titolare Salvatore Costantino. Con l' autore dell'indagine, Gianfranco Badami, hanno partecipato al dibattito anche Daria Bonfietti, presidente dell' associazione dei parenti delle vittime, il legale di parte civile Goffredo Garraffa e il giornalista Franco Nicastro. Il Presidente della Regione, Giuseppe Campione, ha fatto giungere un messaggio nel quale osserva che ''nessuna ragion di Stato puo' e deve fare ombra sulla verita', anche la piu' scomoda, anche la piu' imbarazzante''. La vicenda di Ustica, secondo Campione, e' uno dei tanti casi di giustizia negata ''perche' e' mancata la volonta' di andare fino in fondo'' e per questo occorre riflettere ''sulla disponibilita' di importanti pezzi dello Stato a coprire responsabilita' molto gravi''. E' la prima volta, ha osservato Daria Bonfietti, che le istituzioni si spingono a tanto nella denuncia delle ''coperture'' che hanno impedito finora l' accertamento della verita'. Viene in tal modo riconosciuto, ha aggiunto l' avvocato Garraffa, che il corso della giustizia e' stato per 13 anni ostacolato e deviato. La situazione, ha spiegato ancora Daria Bonfietti, e' ora cambiata e la stessa inchiesta giudiziaria si avvia verso la conclusione dopo avere accertato che ad abbattere il 27 giugno 1980 il Dc-9 dell' Itavia in volo da Bologna a Palermo e' stato un missile esploso da una unita' militare alleata. ''Anche gli alti ufficiali - ha aggiunto – che hanno occultato le prove dell' abbattimento sono stati incriminati. Siamo dunque sulla buona strada''. Tutti hanno riconosciuto che nel processo di accertamento della verita' un contributo determinante e' stato dato dai giornali e dal sistema dell' informazione. Alcune testate ed alcuni giornalisti, in particolare, hanno svolto un' opera di ricerca rigorosa e dato un sostegno molto importante alle iniziative dell' associazione dei parenti delle vittime. I media hanno inoltre contribuito a superare le ''distrazioni'' dei poteri dello Stato e a vanificare la ''strategia della disinformazione''. ''In tal modo - ha concluso Daria Bonfietti - lo stato delle conoscenze e ' arrivato ad un punto alto ed oggi, sia pure con grande ritardo, siamo molto piu' vicini alla verita'. E' merito di tutti coloro che nella societa' civile hanno lottato per avere finalmente giustizia''. La situazione, ha spiegato ancora Daria Bonfietti, e' ora cambiata e la stessa inchiesta giudiziaria si avvia verso la conclusione dopo che i periti di parte civile hanno accertato che ad abbattere il 27 giugno 1980 il Dc-9 dell' Itavia in volo da Bologna a Palermo e' stato un missile. ''Anche gli alti ufficiali - ha aggiunto - che hanno occultato le prove dell' abbattimento sono stati incriminati. Siamo dunque sulla buona strada''. Tutti hanno riconosciuto che nel processo di accertamento della verita' un contributo determinante e' stato dato dai giornali e dal sistema dell' informazione. Alcune testate ed alcuni giornalisti, in particolare, hanno svolto un' opera di ricerca rigorosa e dato un sostegno molto importante alle iniziative dell' associazione dei parenti delle vittime. I media hanno inoltre contribuito a superare le ''distrazioni'' dei poteri dello Stato e a vanificare la ''strategia della disinformazione''. ''In tal modo - ha concluso Daria Bonfietti - lo stato delle conoscenze e ' arrivato ad un punto alto ed oggi, sia pure con grande ritardo, siamo molto piu' vicini alla verita'. E' merito di tutti coloro che nella societa' civile hanno lottato per avere finalmente giustizia''. (ANSA)

USTICA: INTERVISTA EX GENERALE KGB

ROMA,21 APR - Il GR1 ha trasmesso oggi una nuova testimonianza secondo cui furono aerei statunitensi ad abbattere il Dc9 dell'Itavia nel cielo di Ustica il 27 giugno del 1980. Ad essere intervistato dalla Rai, che ne ha diffuso il testo, è stato questa volta il generale del KGB in pensione Yuri Sulimov che ha detto di essere, all'epoca, il responsabile degli istruttori sovietici che assistevano l'aviazione libica. Sulimov ha detto che le fasi della tragedia furono seguite dagli ufficiali sovietici in servizio nella stazione satellitare di intercettazione realizzata nei piani sottostanti lo stato maggiore dell'aviazione di Gheddafi a Maitighe, nei sobborghi di Tripoli. "Io personalmente non ho potuto seguire materialmente l'abbattimento - ha raccontato il generale - ma quando giunsi, raccolsi le testimonianze dirette dei miei colleghi che erano in servizio quella notte che mi dissero che l'areo italiano era stato abbattuto da un missile sparato da altri aerei identificati come americani". Rispondendo ad altre domande dell'intervistatore, il generale Sulimov ha che dell'accaduto fu informato l'ambasciatore sovietico in libia, Anissimov, e inviato un dettagliato rapporto al decimo reparto dello stato maggiore sovietico a Mosca. Il generale Yuri Sulimov, che nel 1980 aveva anche l'incarico di supervisore del sistema radaristico e satellitare installato dall'Urss in Libia, ha detto che la notizia fu pubblicata, qualche giorno dopo l'arrivo del rapporto a Mosca, da "Stella Rossa", il quotidiano delle forze armate sovietiche. In seguito però, ha aggiunto, "l'informazione si inabissò e seguì altri itinerari non ufficiali: c'era da proteggere Maitighe, la base di osservazione che non risultava cosi'potente allora nemmeno agli americani". Il centro di intercettazione infatti, secondo l'ufficiale, "è perfettamente in grado di monitorare l'intera fascia di mare che separa le coste libiche dalla Sardegna grazie a un sistema combinato di radar e segnali satellitari". L'intervista a Sulimov conferma quella, già trasmessa oltre un mese fa con un altro ufficiale sovietico, presentato con lo pseudonimo di colonnello Pavlov, il quale disse al Gr1 che ad abbattere l'areo passeggeri italiano era stato un caccia della marina statunitense. Sulimov ha affermato che il suo collega ha dovuto utilizzare un "nome di copertura" poichè è ancora in servizio, mentre lui ha accettato di rivelare la sua vera identità poichè ormai è in pensione. (ANSA)

USTICA: CONSEGNATA A PRIORE PERIZIA SU "MIG" LIBICO

Roma, 5 mag - Il mig libico precipitato sui monti della Sila, in località Timpa delle Magare il 18 luglio del 1980 non sarebbe partito, contrariamente a quanto ha sostenuto una commissione d' inchiesta Italo-Libica, da Tripoli. È questa, secondo indiscrezioni trapelate oggi, una delle conclusioni alle quali, dopo diversi mesi di indagini, sono giunti i periti che collaborano con il giudice Rosario Priore alle indagini sul disastro del Dc9 dell' Itavia precipitato nel mare di Ustica il 27 dicembre del 1980. La perizia sul Mig rappresenta uno dei capitoli della complessa inchiesta ed è stata consegnata ieri al magistrato, che ora dovrà esaminarla prima di depositarla a disposizione dei difensori e delle parti civili. Insieme con la relazione sul velivolo, i periti hanno consegnato a Priore i risultati di un'altra indagine riguardante i libri di bordo della portaerei americana "Saratoga", il cui contenuto era apparso "sospetto" agli investigatori. Sempre secondo indiscrezioni, i libri rappresenterebbero delle anomalie, come se fossero stati riscritti, o meglio ricopiati dalla stessa mano da un originale forse rimasto danneggiato. Nelle conclusioni alle quali era giunta nel 1980 la commissione Italo-Libica, il velivolo era partito da Tripoli il 18 luglio del 1980 per partecipare ad una esercitazione. Secondo le ipotesi che erano alla base dell'indagine tecnica, il pilota, probabilmente per un malore perse conoscenza e il controllo dell' aereo che, uscito di rotta, raggiunse i monti della Sila, dove precipitò. Se corrispondono al vero le indiscrezioni trapelate oggi, i periti nominati da Priore confuterebbero queste conclusioni, sottolineando, tra l'altro che, considerato il fatto che il velivolo era stato impegnato in una esercitazione militare, non avrebbe avuto sufficiente carburante per arrivare sino sui monti della Calabria, ma sicuramente precipitato in mare. L'affidamento delle indagini risale al febbraio del 1991 e a far parte del collegio di esperti il giudice Priore aveva chiamato il tecnico tedesco Manfred Held, di Monaco di Baviera, esperto in test di guerra e gli italiani Carlo Casarosa ed Enzo Dalle Nese. Per giungere alle loro conclusioni gli esperti hanno avuto a disposizione diverse parti del velivolo recuperate sul luogo del disastro e già sottoposte in passato ad esperimenti. Quanto alle indagini sulla Saratoga, in più occasioni indicata come presente sulla scena del disastro del Dc9, gli investigatori sarebbero giunti alla conclusione che il 27 giugno del 1980 era nella rada di Napoli. (ANSA)

USTICA: INDAGINI SU IPOTESI BOMBA A BORDO

BOLOGNA, 5 MAG - L' indagine sulla strage di Ustica del giudice romano Rosario Priore si sta arricchendo di nuovi documenti recuperati dai colleghi che conducono le inchieste sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e sul recente ritrovamento a Firenze di un deposito di armi nello stesso stabile in cui vi era una sede coperta del Sismi. Da ieri a Bologna vi è infatti un pool di investigatori, guidato dal colonnello dei carabinieri Marcantonio Bianchini, che collabora all' inchiesta di Ustica. Dal fitto riserbo si è potuto apprendere solo che la visita riguarda uno scambio di documenti tra Priore e il giudice istruttore Leonardo Grassi. I due magistrati stasera o domani saranno a Firenze per incontrare il procuratore della Repubblica Pierluigi Vigna, che ha condotto le inchieste sull'eversione nera in Toscana e che si sta occupando del ritrovamento delle armi. L'inchiesta fiorentina deve accertare anche se quel deposito fosse nella disponibilità dell'ex capogruppo Sismi di Firenze, col.Federico Mannucci Benincasa. Gli inquirenti starebbero compiendo accertamenti sull' ipotesi, una delle tante ancora in piedi, che la sciagura di Ustica del 27 giugno '80 sia stata causata non da un missile, ma da un ordigno a bordo. Uno dei periti che stanno accertando le cause della strage avrebbe ipotizzato, in contrasto con la tesi del missile, l' esplosione di un piccolo ordigno, sugli 80 grammi, posizionato sotto la toilette del DC9. È un' ipotesi che non trova credito a quanto si appreso dagli altri periti, che propendono per il missile, anche perché un ordigno di tale livello avrebbe potuto avere gli effetti che ha avuto solo in circostanze eccezionali, ma che la magistratura intende comunque vagliare. Intanto però attende la conclusione della perizia, in vista dell'ormai prossima chiusura dell' inchiesta, prorogata fino al 31 dicembre '93. L'accertamento riguarda anche i presunti contatti tra i servizi segreti libici e esponenti dell'eversione nera italiana. Lo scambio di documenti tra magistrati, tra l' altro, verterebbe sui presunti depistaggi ad opera dei servizi segreti "deviati" italiani e che avrebbero riguardato sia la strage di Ustica che quella alla stazione. E che avrebbero avuto secondo l' accusa in Mannucci Benincasa uno dei protagonisti. (ANSA)

USTICA: PERIZIE IN TOSCANA PER GIUDICI PRIORE E GRASSI

FIRENZE, 6 MAG - Una perizia, nell' aeroporto militare di Grosseto, sulle conseguenze dell' esplosione di una carica da 80 grammi sulla paratia di un aereo "DC 9"; un sopralluogo nel grande castello dei marchesi Pianetti Della Stufa a Molino di Calcione, vicino Monte San Savino (Arezzo), proprietari dello stabile fiorentino dove nel marzo scorso è stato ritrovato un piccolo arsenale di armi; una sosta in un poligono militare per verificare proprio quelle armi, esplodendo alcuni colpi e quindi passando i bossoli ai laboratori per il controllo su un loro eventuale utilizzo in episodi noti: sono queste le tre tappe della giornata che i giudici Rosario Priore e Leonardo Grassi, titolari delle inchieste sulla strage di Ustica e sulla strage di Bologna, hanno passato in Toscana, accompagnati dal sostituto procuratore della repubblica di Firenze Vilfredo Marziani che si occupa del ritrovamento delle armi nel capoluogo toscano. Sarebbero molti i punti di contatto che legano le tre inchieste: la prova esplosiva è stata chiesta da Priore per verificare una ipotesi avanzata da uno dei periti da lui incaricati di prefigurare un possibile scenario per la tragedia avvenuta nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980. Questa ipotesi prefigurava la presenza di un ordigno di piccole dimensioni sotto la toilette del "DC 9". L' esperimento di Grosseto dovrebbe aver fornito al giudice Priore elementi per stabilire la concretezza di questa ipotesi. Nessuna indiscrezione è trapelata per spiegare la visita dei magistrati nella grande casa dei marchesi Pianetti Della Stufa nell' aretino. Era stato proprio il marchese Bernardo, per 22 anni funzionario Cee a Bruxelles, a scoprire casualmente, il 10 marzo scorso, in un soppalco dello stabile fiorentino di via Sant' Agostino, i pacchi contenenti armi tra le quali alcune risalenti alla seconda guerra mondiale ed altre automatiche più recenti. Quell' appartamento era di proprietà di suo padre, capitano di cavalleria durante la seconda guerra mondiale, morto nel 1991. Quel ritrovamento è diventato "importante" quando si è scoperto che, nello stesso stabile di via Sant' Agostino, si trovava una base coperta del Sismi. Le ipotesi che sono nate su questa "coincidenza" - dall' esistenza di un arsenale dei servizi segreti a quella che si trattase di un "nasco" dell'organizzazione Gladio - non hanno trovato per ora conferme nelle dichiarazioni rese dal colonnello Federigo Mannucci Benincasa, capocentro del Sismi a Firenze fino al 1991, raggiunto da un avviso di garanzia conseguente a quel ritrovamento. Ma è proprio la figura di Mannucci Benincasa a chiudere il cerchio e a riportare alle indagini sulla strage di Bologna. I giudici bolognesi infatti stanno indagando sulle "deviazioni" dei servizi segreti che avrebbero avuto, secondo l' accusa, in Mannucci Benincasa uno dei protagonisti. (ANSA)

USTICA: PRIORE A FIRENZE CON GIUDICE BOLOGNESE GRASSI

FIRENZE, 12 MAG - Per la seconda volta in meno di una settimana, il giudice romano Rosario Priore, titolare dell'inchiesta sulla sciagura di Ustica del 27 giugno 1980, e il suo collega bolognese Leonardo Grassi, che indaga sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, sono tornati in Toscana a svolgere un' attività istruttoria coperta da un totale riserbo. Il lavoro dei due magistrati è legato al deposito di armi scoperto il 10 marzo scorso a Firenze, in un palazzo che ospitava anche un' appartamento "coperto" del Sismi, e soprattutto alla figura del colonnello Federico Mannucci Benincasa, capocentro del Sismi a Firenze fino al 1991, indagato nell' ambito di tutte e tre le inchieste (Ustica, strage Bologna e armi di Firenze). Priore e Grassi, accompagnati da ufficiali del Ros dei carabinieri, hanno incontrato stamani in procura a Firenze il sostituto procuratore Vilfredo Marziani, che indaga sul ritrovamento delle armi, ed hanno poi lasciato il palazzo di giustizia fiorentino per recarsi a compiere attività istruttoria altrove. I due magistrati erano già stati in Toscana altre volte nelle ultime settimane, l' ultima delle quali il 6 maggio scorso. In quell'occasione, Priore affidò una perizia da compiere nell' aeroporto militare di Grosseto e si recò quindi con Grassi e Marziani a compiere un sopralluogo nell' aretino, nel castello dei marchesi Pianetti della Stufa, proprietari del palazzo dove sono state trovate le armi. (ANSA)

USTICA: ESPOSTO SU INCIDENTE AEREO SU ALPI APUANE

LUCCA, 22 MAG - La morte del tenente colonnello Sandro Marcucci, precipitato il 2 febbraio 1992 sulle Alpi Apuane con il Piper antincendio che stava pilotando in un volo di esercitazione, non fu un incidente, ma un attentato da mettere in relazione alla strage di Ustica: e' quanto sostiene, in un esposto inviato a Rosario Priore, il magistrato che indaga su Ustica, Mario Ciancarella, ex capitano dell' aeronautica, amico di Marcucci, esponente della Rete, che attualmente gestisce una libreria a Lucca. Secondo Ciancarella, Marcucci era a conoscenza di alcuni particolari sulla vicenda di Ustica e, soprattutto, sul Mig libico i cui resti furono trovati sulla Sila ed aveva deciso di parlare. Tre giorni dopo questa sua decisione, pero', mori' nell' incidente aereo. Mario Ciancarella ha deciso di inviare l' esposto a Priore dopo che l' inchiesta sulla morte di Marcucci e' stata archiviata dalla magistratura di Massa secondo la quale il Piper sarebbe caduto ''per il probabile sovrapporsi di un errore umano a condizioni metereologiche sfavorevoli''. Un' archiviazione che l'ex capitano dell' aeronautica contesta con una serie di rilievi che lunedi' prossimo saranno spiegati nel dettaglio nel corso di una conferenza stampa che la Rete terra' a Pisa e durante la quale saranno anche proiettate diapositive inedite sull' incidente aereo. (ANSA)

USTICA:BONFIETTI,'SI FANTASTICA ANCORA DI BOMBE INVISIBILI'

FORLI', 24 MAG - ''Le perizie paiono attardarsi oltre misura sull' ipotesi della bomba, una ipotesi che non ha alcuna veridicita'. Tutto questo per noi e' motivo di grande preoccupazione come lo e' sapere, proprio dalle parole del giudice, che dall' estero non arriva nessuna collaborazione''. La denuncia di una ''fase di stallo all' interno del collegio dei periti d' ufficio'' e di un ''momento molto inquietante'' per quello che sta succedendo sul piano giudiziario nell'inchiesta sulla tragedia di Ustica e' di Daria Bonfietti, presidente dell' associazione familiari delle vittime. Bonfietti ha espresso le sue preoccupazioni nel corso del dibattito con l'ex presidente della commissione stragi, il sen.Libero Gualtieri, e il presidente della commissione antimafia, l' on.Luciano Violante, che ha chiuso a Forli' l' iniziativa ''teatri per la verita''', organizzata per raccogliere fondi a favore dell'associazione. ''Ai primi di ottobre era gia' stata quasi definitivamente esclusa la possibilita' di un ordigno a bordo e si lasciava come ultima ipotesi la collocazione nel bagno del DC9 - ha detto Bonfietti - ma le analisi compiute al Rarde a Londra hanno pero' escluso una esplosione. Invece si sta continuando a cercare punti dove poter collocare una esplosione, si fantastica di bombe invisibili, di cariche di pochi grammi, si ritorna a parlare del bagno, nascondendo il fatto che la sua porta e' sfondata verso l' interno''. Secondo Bonfietti, invece, ''l'ascolto dei nastri, le indagini del giudice Priore e le rivelazioni giornalistiche portano inequivocabilmente a un episodio di guerra aerea''. Proprio per questo i 65 milioni raccolti da ''Accademia Perduta/Romagna teatri'' in 9 spettacoli di cantanti e attori (tra cui Guccini, De Andre', De Gregori, Paolo Rossi e Lella Costa) che hanno devoluto l' incasso all' associazione, serviranno ad affiancare al collegio dei periti di parte civile esperti con competenza in campo missilistico. ''In questo modo crediamo di dare un contributo significativo alle indagini - ha detto Bonfietti - supplendo a carenze che, forse, sono anche del collegio peritale nominato dal giudice''. Ha inoltre denunciato che anche sulla questione del Mig 23 (pur non potendolo collegare direttamente a Ustica) ''in questi 13 anni si e' mentito e si e' mentito in svariatissime occasioni proprio davanti al Parlamento''. Ha poi ricordato che nella relazione Gualtieri, votata all' unanimita' in commissione, sono indicate responsabilita' ''dei militari, degli uomini dei servizi segreti e di tutti coloro che non hanno fatto il loro dovere''. ''La relazione ha detto le cose che ha detto e non e' successo niente -ha spiegato Bonfietti- questo e' il nostro dramma''. Gualtieri ha confermato che la relazione individua responsabilita' (depistaggi, sottrazione di carte) ''suscettibili di provvedimenti da parte del Parlamento''. Gualtieri si e' augurato che nei prossimi giorni il Parlamento ricrei la commissione d' inchiesta sulle stragi, ''che, se avra' la stessa spinta - ha detto -, potra' arrivare alla verita' possibile, quella politica, per dare ai familiari un brandello di verita' cui hanno diritto''. Ma secondo Gualtieri e' una commissione ''che da' molto fastidio'' e serve, quindi, ''una grande pressione da parte dell' opinione pubblica e della stampa''. Anche per Violante ci sono le condizioni per fare passi avanti, ma la commissione dovra' avere una presidenza autorevole, ''la piu' adeguata possibile''. ''Ustica e' l' unica strage involontaria, ma e' scattato lo stesso meccanismo di menzogna che ha funzionato in tutte le altre stragi - ha rilevato il presidente dell'Antimafia - e con tale rapidita' che non puo' esserci stata mediazione politica, un meccanismo ben rodato riconducibile alla concezione di un potere irresponsabile non solo della politica ma anche della burocrazia, in questo caso militare''. ''Ancora non si sa - ha detto - chi ha lanciato il missile, ma oggi la verita' e' piu' complicata: bisogna anche spiegare perche' e' stata occultata''. Il successo dell' iniziativa ''Teatri per la verita''' ha permesso, insieme a altri gesti di solidarieta', di far vivere l' associazione dei familiari delle vittime di Ustica che, prima dell' appello lanciato in dicembre da Daria Bonfietti, stava per chiudere per mancanza di fondi. (ANSA)

USTICA: EX CAPITANO AERONAUTICA SU "ABBATTIMENTO DC9"

PISA, 24 MAG - Ad abbattere il Dc9 dell' Itavia la sera del 27 giugno 1980 sarebbe stato un missile partito da un caccia dell' aeronautica militare italiana: lo ha detto l' ex capitano dell' aeronautica, Mario Ciancarella, nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche l' onorevole Galasso, deputato della Rete. Questa "verità", secondo l' ex ufficiale, anche lui esponente della Rete, sarebbe stata scoperta dal tenente colonnello Sandro Marcucci "ucciso - ha detto Ciancarella - perché sapeva troppo su Ustica". Marcucci perse la vita in un volo di esercitazione con un Piper antincendio sulle Alpi Apuane il 2 febbraio del '92, ma secondo Ciancarella non sarebbe caduto per un incidente, come risulta dall' inchiesta della magistratura di Massa, ma "qualcuno gli avrebbe tappato la bocca per sempre, forse con una bomba al fosforo". Marcucci avrebbe quindi avuto le prove che il Dc9 era stato abbattuto da un nostro caccia "secondo un piano stabilito dagli Usa e da settori dei servizi segreti italiani". La responsabilità dell' incidente doveva essere attribuita alla Libia, secondo Ciancarella ("Marcucci aveva scoperto che il Mig era partito da Pratica di Mare e non da Tripoli"), per mettere in moto una ritorsione nei confronti di Gheddafi e favorire l'installazione dei missili a Comiso. "Vogliamo - ha detto Galasso - che il caso Marcucci, frettolosamente liquidato, sia riaperto". (ANSA)

USTICA: REGISTRAZIONI INEDITE E IPOTESI MISSILE

ROMA, 28 MAG - In un servizio che apparirà sul numero de "L' Espresso" in edicola domani e del quale è stata anticipata una sintesi, si parla ancora della tragedia di Ustica. Il settimanale pubblica alcuni fotogrammi tratti dalle riprese subacquee effettuate nel maggio 1988 dal sommergibile "Nautile" dell' Ifremer, l 'impresa francese incaricata di recuperare i resti del Dc9 dell' Itavia dal fondo del Tirreno. Le fotografie, afferma il settimanale, permetterebbero di riconoscere la parte posteriore (quella che contiene il motore) di due missili: uno "Shafrir I", israeliano, ma fabbricato in Francia, ed un "Matra R 530", francese. Entrambi, si legge nel servizio, sono missili del tipo aria-aria, cioè da combattimento aereo, ed in entrambi, come risulta dal confronto con la sagoma del missile completo, manca la parte anteriore contenente la testata esplosiva. Inoltre l' audio della videocassetta permetterebbe di percepire più volte la parola "missile" in francese. Una copia della registrazione, aggiunge "L' Espresso", "è sicuramente in possesso del collegio peritale", ma al periodico non risulta che questo abbia fatto "alcuna indagine approfondita" in proposito. La registrazione, inoltre, non permetterebbe di stabilire se il "Nautile" abbia recuperati o meno quelli che appaiono essere ordigni. "A Pratica di Mare - si sottolinea -, tra i rottami dell' aereo, non ce n'è mai stata traccia". Il servizio è corredato anche dalle foto di un' ala del Dc9 sulla quale sarebbe visibile una serie di fori con dentro delle sferette metalliche. "Visto che non fanno parte della struttura dell' aereo - è la conclusione - una spiegazione ragionevole è che siano state scaraventate contro la lamiera, ad altissima velocità, dalla testata da guerra di un missile". (ANSA)

USTICA: CELEBRAZIONI 13/O ANNIVERSARIO, ''ULTIMO ANNO''

BOLOGNA, 31 MAG - ''27 giugno 1980-1993: l' ultimo anno''. Cosi' l' associazione parenti delle vittime della strage di Ustica ha intitolato il programma delle manifestazioni per commemorare il 13/o anniversario dell' inabissamento del Dc 9 Itavia, che provoco' la morte di 81 persone. Il 27 giugno, alle 20, partira' da Bologna un aereo per Palermo, alla stessa ora e con la stessa rotta del Dc 9, sul quale saliranno esponenti della cultura, dello spettacolo, dei sindacati, delle associazioni e dell' informazione che in questi 13 anni si sono battuti per avere giustizia. E alle 20,58, l' ora esatta della tragedia, molte barche a vela raggiungeranno il luogo dove cadde l' aereo per consegnare, al mare e idealmente ai morti, messaggi portati da una staffetta di motociclisti,che partira' da Bologna il 25 giugno. A bordo di una delle imbarcazioni, l' attore Corso Salani, protagonista del film ''Il muro di gomma'' di Marco Risi sulla strage di Ustica, leggera' le frasi conclusive della sceneggiatura: ''C' era la guerra quella sera?...''. Piu' tardi, a Palermo, ci sara' l' evento conclusivo delle celebrazioni, per non dimenticare tutte le richieste di verita' e giustizia che ancora attendono risposta: la serata assumera' un significato particolare, perche' avverra' a un mese esatto dall' attentato di Firenze del 27 maggio. Il programma non e' ancora definito, ma si terra' un concerto di musica classica, e con un laser si potranno scrivere in cielo i nomi delle vittime. Il calendario delle manifestazioni e' stato intitolato ''l' ultimo anno'' perche' ''questa sara' l'ultima volta, prima della chiusura dell' istruttoria giudiziaria prevista entro la fine del '93, che si potra' far sentire l'impegno della societa' civile per la verita' su questa drammatica e inquietante vicenda'', ha spiegato Daria Bonfietti, presidente dell' associazione dei parenti delle vittime, nel presentare le iniziative in una conferenza stampa a Bologna. ''Il giudice Rosario Priore e' in possesso di elementi che la parte civile non puo' avere - ha continuato - ma abbiamo gia' alcuni spezzoni di verita', grazie all' opera dei nostri periti del Politecnico di Torino: il Dc 9 non era solo quella notte nei cieli di Ustica, aveva attorno altri aerei ed e' stato abbattuto in uno scenario di guerra''. Bonfietti, visibilmente commossa anche per le nuove vittime di Firenze, ha poi sottolineato il sostegno ricevuto da varie associazioni: fra le tante, Arci, Acli, Anpas, Movi, Agesci e la rivista Micromega, che hanno collaborato alla preparazione delle manifestazioni di quest' anno, insieme a Uisp, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, le Regioni Emilia-Romagna e Sicilia. E per non disperdere la documentazione su Ustica raccolta negli anni, il Comune di Bologna realizzera' un museo-archivio, un ''luogo della memoria'' sulle stragi che hanno insanguinato l' Italia, dove collocare anche il relitto del Dc 9 dopo la conclusione dell' iter giudiziario. (ANSA)

USTICA: BONFIETTI REPLICA A PARISI SU IPOTESI BOMBA

BOLOGNA, 23 GIU - Daria Bonfietti, presidente dell' associazione familiari delle vittime strage di Ustica, informata delle dichiarazioni di Parisi durante l' audizione , ha detto di non capire ''perche' il capo della polizia si faccia portavoce della tesi della bomba, tesi che e' all'interno di una perizia''. ''A Parisi - ha aggiunto – vorrei chiedere quante indagini 'vere' sono state fatte seguendo questa ipotesi''. ''La storia della bomba e' una storia strana – ha commentato ancora la presidente dell' associazione – che riemerge ogni volta che ci si avvicina alla verita'. So benissino che alcuni tecnici stranieri propendono per la tesi della bomba, come so benissimo che negli ultimi sei mesi si e' tentato di 'collocare' questa stessa bomba a meta', nel bagagliaio, in ogni parte dell' aereo, fino ad arrivare alla toilette. Ma gli esperimenti che anche in questi giorni vengono fatti escludono questa possibilita' mentre proprio dalle stesse analisi affiorano tracce di esplosivo Tnt+T4, il composto delle testate dei missili''. L' avv.Alessandro Gamberini, a nome del collegio di difesa dell' associazione, a sua volta ha diffuso una nota. ''Stupisce - ha scritto - che il capo della polizia si faccia portavoce di 'indiscrezioni' giudiziarie piuttosto che delle risultanze dell'organo cui e' preposto''. ''Si tratta evidentemente – ha proseguito il legale - di indiscrezioni interessate a dare sostanza ad una ipotesi, quella della bomba, che pur non ha trovato, nonostante tutti gli esperimenti svolti su indicazione di chi si e' fatto sostenitore di questa ipotesi, alcun riscontro decisivo nell' esame del relitto: ed anzi ha trovato e trova una radicale smentita nell' esame di quei tabulati radar che confermano la presenza di aerei militari attorno al Dc9 Itavia al momento del suo abbattimento. Sono in programma nei prossimi giorni udienze peritali molto importanti e delicate dalle quali scaturiranno, riteniamo, ulteriori elementi per ricostruire quel tragico accaduto come un episodio di guerra il cui chiarimento attendiamo ancora dalle autorita' di governo di questo Paese''. (ANSA)

USTICA: COMMENTI A DICHIARAZIONI PREFETTO PARISI

ROMA, 24 GIU - L' ipotesi che la strage di Ustica possa essere legata ad un' esplosione conseguenza di una bomba a bordo del Dc-9 Itavia, fatta dal capo della polizia, prefetto Parisi, davanti alla commissione Stragi, e' commentata anche oggi da diversi parlamentari. Giovanni Russo Spena (Rifondazione comunista) segretario della commissione Stragi ha dichiarato: ''Nessuno e tantomeno il capo della polizia puo' parlare della strage di Ustica a caso; per questo le sue affermazioni, che riesumano il primo depistaggio dei Servizi, sono gravissime. In questi tredici anni - ha aggiunto il deputato - ci siamo trovati, nei momenti decisivi, di fronte al partito della bomba. E' una ostinazione che cozza con le relazioni e gli atti della magistratura''. ''A Parisi domandiamo: ma se ci fosse stata davvero una bomba cosa ci facevano, come dimostrato da piu' di un tracciato, quei tre velivoli militari, non identificati, attorno al Dc-9?''. Carla Rocchi, capogruppo dei Verdi al Senato sostiene che e' ''incredibile che proprio il capo della polizia, che pure in passato aveva sostenuto l' ipotesi del missile, abbia scelto un momento cosi' delicato in cui su Ustica si stanno facendo parecchi passi in avanti, per rilanciare una versione screditata come quella della bomba''. Il capogruppo dei Verdi al Senato, Carla Rocchi, si rivolge ancora al prefetto Parisi affermando: ''Il capo della polizia se invece di guardare ai margini delle inchieste giudiziarie ne osser