2006
USTICA: BONFIETTI,MODIFICA A ALTO TRADIMENTO CHIUDE VICENDA
BOLOGNA, 29 GEN - ''La maggioranza di centro destra ha incluso tra le modifiche al codice penale in materia di reati di opinione, approvate in fretta e furia a termine della legislatura, la trasformazione del reato di alto tradimento. In questo modo si e' chiusa inopinatamente la vicenda giudiziaria legata alla vicenda di Ustica: si e' fatto in modo che non esista piu' il reato per il quale sono stati incriminati i generali ai vertici dell'Aeronautica militare all'epoca della tragedia''. A sostenerlo e' Daria Bonfietti, Presidente associazione dei parenti della vittime della strage di Ustica che sull' argomento e' intervenuta oggi sull' Unita'. ''Difficile pensare che anche in questa occasione non si tratti di un provvedimento ad personam: si e' infatti interrotto l'unico procedimento esistente - ha continuato la senatrice -. Si interviene mentre non e' concluso l'iter procedurale, togliendo ai parenti delle vittime, costituitisi come parti civili, le ultime possibilita' di far valere i loro diritti. Ma soprattutto e' assolutamente inaccettabile che ancora una volta si eviti di confrontarsi con l'esigenza di verita' sulla vicenda di Ustica offendendo sia la memoria delle povere vittime sia l'esigenza di trasparenza che deve essere alla base di ogni rapporto tra cittadini e Istituzione''. (ANSA)
USTICA: 98.000 EURO A EREDI DI CIASCUNA DELLE 81 VITTIME DECRETO
ROMA, 24 mar - Agli eredi di ciascuna delle 81 vittime del disastro di Ustica - avvenuto il 27 giugno 1980 - sara' erogata un' indennita' di 98.765 euro. Complessivamente la Finanziaria assegna per il 2006 una quota di 8 milioni di euro. E' quanto previsto da un decreto del ministero dell' Interno pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, che definisce le modalita' per l' erogazione dei fondi. L' importo, indica il provvedimento, andra' a coloro che hanno gia' percepito l' elargizione prevista dalla legge 340 del 1995 o ai loro eredi e a coloro che, pur essendo destinatari secondo la legge 340, non hanno presentato istanza o l' hanno presentata oltre il termine previsto dalla norma. Per usufruire dell' indennita' occorre presentare un' istanza, entro novanta giorni, alla prefettura di residenza della vittima di Ustica al momento del decesso, da parte di tutti gli aventi diritto. (ANSA)
USTICA: GEN TRICARICO,UNA FERITA CHE HA CESSATO DI SANGUINARE
ROMA, 28 MAR - Se dovesse scegliere uno dei momenti piu' significativi per l'Aeronautica nell'anno appena trascorso, il generale Leonardo Tricarico, capo di Stato maggiore della forza armata, direbbe ''la conclusione giudiziaria della vicenda di Ustica. E' la cosa che piu' mi riempie di gioia e soddisfazione. La ferita ha smesso di sanguinare, sul corpo abbiamo una cicatrice di guerra''. Parlando con i giornalisti a margine della cerimonia per gli 83 anni della costituzione dell' Aeronautica militare, il generale Tricarico ha ricordato che nei confronti degli ufficiali implicati nell'inchiesta c'e' stata ''una totale e piena assoluzione'' che e' servita a far venire meno ''le mistificazioni che siamo stati abituati a sentire''. ''Due colleghi, Bartolucci e Ferri - ha proseguito – sono stati gli ultimi ufficiali prosciolti con formula piena. Hanno avuto giustizia ancora in vita e non era affatto scontato''. Secondo Tricarico, ''si chiude un periodo dolorosissimo per l'aeronautica militare, finisce un calvario per il nostro personale implicato nella vicenda. Questo colpo di coda della giustizia ci rida' speranza e ci fa dimenticare questi venti anni di graticola mediatica e giudiziaria. E' una ferita che smette di sanguinare: ne porteremo la cicatrice - ha concluso -, una cicatrice di guerra''. (ANSA)
USTICA: SENTENZA APPELLO, NESSUNA PROVA CERTA CONTRO GENERALI
Roma, 10 apr. - Servivano "prove certe, assolute e inconfutabili" per sostenere che alti ufficiali dell'Aeronautica militare avessero depistato le indagini sul disastro di Ustica del 27 giugno 1980 (con la morte di 81 persone a bordo del Dc9) e impedito al Governo di esercitare la sua funzione. Ma queste prove non ci sono state ed e' per questo che, in base al secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale, il generale Lamberto Bartolucci, capo di Stato Maggiore, e' stato assolto il 15 dicembre scorso dall'accusa di attentato agli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento per non aver riferito alle autorita' politiche i risultati dell'analisi dei tracciati radar di Fiumicino/Ciampino e per aver fornito, assieme al suo vice, il generale Franco Ferri, "informazioni errate alle autorita' politiche escludendo il possibile coinvolgimento di altri aerei nell'informativa del 20 dicembre del 1980". In primo grado, ai due era stata applicata la prescrizione sulla base della considerazione che l'imputazione avesse turbato (e non impedito, come sostenuto dalla procura che aveva chiesto la duplice condanna a 6 anni e nove mesi di reclusione) l'esercizio delle attribuzioni del Governo. Nel motivare l'assoluzione "perche' il fatto non sussiste", la corte d'assise d'appello di Roma ha spiegato che non ci sono elementi certi per dire che Bartolucci sapesse o meno dell'esistenza di un eventuale traffico aereo statunitense, la sera del disastro, desunta dall'anomalia di due plot e avesse tenuto nascosta la notizia, "pure accertatamente infondata". Anche ammettendo che vi fosse questo traffico aereo, "non e' dato comprendere – ha riflettuto la corte, guidata da Antonio Cappiello – quale utilita' ne poteva trarre il Governo alla comunicazione di un fatto inesistente, dato che questa circostanza non poteva in alcun modo costituire impedimento o turbativa delle prerogative governative". Come spiegato dai giudici di primo grado, Bartolucci fu rassicurato da un altro generale dell'inesistenza di una collisione e di altro traffico aereo "per cui non si comprende poi come avesse voluto occultare dati (sui due plot anomali, ndr) che per conseguenza doveva ritenere inesistenti dando disposizioni" ai suoi subalterni. Siamo, dunque, al livello di "deduzioni, ipotesi, verosimiglianze, 'non poteva non sapere', 'rilievi di ordine logico' ma nulla - ha precisato la corte d'assise d'appello - che abbia la veste non solo di una prova ma anche di un indizio". Pur stigmatizzando l'anomalia rappresentata dalle "comunicazioni orali, di sfuggita o casuali" tra le varie Autorita' e evidenziando "un clima torbido" che non e' stato "sfatato neppure dall'atteggiamento processuale di Bartolucci", la corte si e' convinta che il generale "non abbia potuto omettere di comunicare al ministro della Difesa cio' che probatoriamente gli era ignoto. E anche se si volesse dare per certo che Bartolucci fosse venuto a conoscenza dei risultati dell'analisi dei tracciati radar di Fiumicino/Ciampino e quindi della presenza di due plot da cui arguire l'eventuale presenza di altro velivolo che volava accanto al Dc9, non vi era e non vi e' un benche' minimo elemento formale a sostegno di tale conoscenza per cui giustamente ne deriva che non avrebbe potuto riferire alcunche' al ministro, perche' avrebbe dovuto dire che si trattava solo di circostanze non confermate e quindi solo ipotesi allo stato prive di fondamento". E "illazioni basate solo su ipotesi e deduzioni sono fiorite" anche in relazione alla nota del 20 dicembre del 1980, firmata da Ferri d'intesa con il diretto superiore e spedita dallo Stato Maggiore, con cui si erano "fornite informazioni errate alle autorita' politiche escludendo il coinvolgimento di altri aerei". Sul punto, la corte non ha dubbi: "Questa nota avrebbe impedito o turbato le prerogative costituzionali del Governo, ma e' solo una petizione di principio perche' la stessa non poteva in nessun modo coprire alcuno o alcunche' gia' in presenza della prima relazione della Commissione ministeriale Luzzatti del 31 luglio '80 che aveva il carattere dell'ufficialita' a differenza di quella nota che aveva un semplice scopo, ossia quello di chiarire quale fosse il pensiero dello Stato Maggiore al riguardo della notizia del missile" riportata a grandi titoli dai giornali di quel periodo. "In realta' - ha detto la corte - al Governo importava poco o nulla del disastro, tanto e' vero che al di fuori dell'immediato dibattito in Parlamento necessitato da una mozione del 3 luglio '80, in cui tutti i gruppi si interrogavano non tanto sulla causa del disastro quanto, piuttosto, anticipavano un loro giudizio sull'incidente chiedendo la revoca della concessione alla societa' Itavia, non segui' alcun provvedimento, se si pensa che la commissione Luzzatti si sciolse nell'82 nell'indifferenza generale, che il relitto fu ripescato solo sotto la pressione dei familiari delle vittime e solo nell'88 e che nell'89 una commissione parlamentare, istituita per altre ragioni, si occupo' anche del disastro di Ustica". Nella motivazione della sentenza, la corte d'assise d'appello non ha mancato di rivolgere un pensiero a quei familiari delle vittime che hanno definito 'vergognosa' questa assoluzione oppure ha accusato la magistratura di 'non aver voluto accertare fino in fondo la responsabilita' dell'accaduto'. "La corte - si legge - era ben conscia dell'impatto negativo di un'ulteriore sentenza assolutoria anche nei confronti dei due generali ma a fronte di commettere un'ingiustizia, perche' tale sarebbe stata la conferma della sentenza di primo grado o una condanna, andare contro l'opinione pubblica non costituisce un ostacolo. In quel caso, allora, si sarebbe trattato di una vergogna perche' si sarebbero condannati o ritenuti responsabili di un reato persone nei cui confronti vi era un difetto assoluto di prova". La Corte, dopo aver ricordato che il reato di tradimento e' altra cosa rispetto a quello di strage finito in archivio, ha definito "ingenerosa e parziale" l'accusa attribuita alla magistratura di non aver fatto il proprio dovere. "I giudici istruttori Bucarelli e Priore hanno indagato per anni ma la scienza non li ha sorretti o aiutati. La colpa e' dovuta a quei tecnici che, pur avendo recuperato il 96% del relitto, non sono stati in grado di affermare con certezza - perche' di questo ha bisogno la Giustizia, non di ipotesi o di probabilita' – quali siano state le cause del disastro formulando solo ipotesi o probabilita' nemmeno prossimo al 50%". Al fallimento della scienza vanno aggiunti, pero', "le dubbie testimonianze e il comportamento poco corretto di molti compartecipi dell'Aeronautica che certo hanno contribuito a complicare l'indagine. In ogni modo nessuno di loro era in grado di poter affermare di aver visto o sentito qualcosa che poteva orientare i giudici in un senso o nell'altro nel corso della lunghissima inchiesta". Secondo i giudici, infine, un errore commesso in primo grado e' stato quello di sostenere "con un salto logico non giustificabile" che c'era "un velivolo accanto al Dc9 dell'Itavia", considerazione, questa, supportata solo "da ipotesi, deduzioni, probabilita' e basse percentuali e mai da una sola certezza. Non e' stato raggiunto, cioe', un risultato di ragionevole certezza su un presunto velivolo che avrebbe volato accanto o sotto il Dc9 anche successivamente con mezzi di ricerca certamente piu' completi ed esaurienti di quelli in essere nel 1980 ma sono emerse solo mere probabilita' di significato, quindi, dichiaratamente neutro". (AGI)
USTICA/ MOTIVAZIONI APPELLO: NESSUN AEREO ACCANTO AL DC9
Roma, 10 apr. - Sostenere che accanto al Dc9 dell'Itavia, la sera del 27 giugno 1980, c'era un aereo significa compiere un "salto logico non giustificabile". Questa ipotesi è supportata solo da "deduzioni, probabilità e basse percentuali e mai da una sola certezza". Malgrado insomma sia stato recuperato il 96 % del relitto i tecnici non hanno raggiunto "un risultato di ragionevole certezza su un presunto velivolo che avrebbe volato accanto o sotto il Dc9". E, dopo "con mezzi di ricerca certamente più completi ed esaurienti di quelli in essere nel 1980" sono "emerse solo mere probabilità di significato". E' questo uno dei passaggi conclusivi delle motivazioni della sentenza d'appello che il 15 dicembre scorso ha assolto il generale Lamberto Bartolucci, capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, dall'accusa di "attentato agli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento per non aver riferito alle autorità politiche i risultati dell'analisi dei tracciati radar di Fiumicino/Ciampino" e per aver fornito, invece, insieme al suo vice, il generale Franco Ferri, "informazioni errate alle autorità politiche escludendo il possibile coinvolgimento di altri aerei nell'informativa del 20 dicembre del 1980". Non ci sono quindi prove del cosiddetto "muro di gomma", secondo i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Roma, coordinati da Antonio Cappiello, perché per dir questo servono elementi di certezza assoluti e "inconfutabili". Per affermare che qualcuno ha depistato le indagini servono dati di fatto e non congetture. Ed anche ammettendo che il traffico aereo ci fosse, "non è dato comprendere - scrivono i giudici - quale utilità ne poteva trarre il Governo alla comunicazione di un fatto inesistente, dato che questa circostanza non poteva in alcun modo costituire impedimento o turbativa delle prerogative governative". Come spiegato dai giudici di primo grado, Bartolucci fu rassicurato da un altro generale dell'inesistenza di una collisione e di altro traffico aereo "per cui non si comprende poi come avesse voluto occultare dati che per conseguenza doveva ritenere inesistenti dando disposizioni" ai suoi subalterni. Siamo, dunque, al livello di "deduzioni, ipotesi, verosimiglianze, 'non poteva non sapere', 'rilievi di ordine logico' ma nulla che abbia la veste non solo di una prova ma anche di un indizio". Il capo di stato maggiore dell'Aeronautica, Lamberto Bartolucci non poteva "omettere di comunicare al ministro della Difesa ciò che probatoriamente gli era ignoto". E anche se si volesse dare per certo che Bartolucci fosse venuto a conoscenza dei risultati dell'analisi dei tracciati radar di Fiumicino/Ciampino e quindi della presenza di due plot da cui arguire l'eventuale presenza di altro velivolo che volava accanto al Dc9, "non vi era e non vi è un benché minimo elemento formale a sostegno di tale conoscenza per cui giustamente ne deriva che non avrebbe potuto riferire alcunchè al ministro, perché avrebbe dovuto dire che si trattava solo di circostanze non confermate e quindi solo ipotesi allo stato prive di fondamento". La scienza non è riuscita, in tanti anni, a ricostruire cosa è realmente accaduto quella sera, sulla aerovia Bologna – Roma -Palermo. Anche "le dubbie testimonianze e il comportamento poco corretto di molti compartecipi dell'Aeronautica che certo hanno contribuito a complicare l'indagine. In ogni modo nessuno di loro era in grado di poter affermare di aver visto o sentito qualcosa che poteva orientare i giudici in un senso o nell'altro nel corso della lunghissima inchiesta". E "illazioni basate solo su ipotesi e deduzioni sono fiorite" anche in relazione alla nota del 20 dicembre del 1980, firmata da Franco Ferri d'intesa con il diretto superiore e spedita dallo stato maggiore, con cui si erano "fornite informazioni errate alle autorità politiche escludendo il coinvolgimento di altri aerei". Sulla circostanza, il giudice Cappiello spiega: "Questa nota avrebbe impedito o turbato le prerogative costituzionali del Governo, ma è solo una petizione di principio perché la stessa non poteva in nessun modo coprire alcuno o alcunché già in presenza della prima relazione della Commissione ministeriale Luzzatti del 31 luglio '80 che aveva il carattere dell'ufficialità a differenza di quella nota che aveva un semplice scopo, ossia quello di chiarire quale fosse il pensiero dello stato maggiore al riguardo della notizia del missile" riportata dai giornali dell'epoca. "In realtà al Governo importava poco o nulla del disastro, tanto è vero che al di fuori dell'immediato dibattito in Parlamento necessitato da una mozione del 3 luglio '80, in cui tutti i gruppi si interrogavano non tanto sulla causa del disastro quanto, piuttosto, anticipavano un loro giudizio sull'incidente chiedendo la revoca della concessione alla società Itavia, non seguì alcun provvedimento, se si pensa che la commissione Luzzatti si sciolse nell'82 nell'indifferenza generale, che il relitto fu ripescato solo sotto la pressione dei familiari delle vittime e solo nell'88 e che nell'89 una commissione parlamentare, istituita per altre ragioni, si occupò anche del disastro di Ustica". (Apcom)
USTICA: DIFESA BARTOLUCCI, ALLA GOGNA PER ACCUSE INESISTENTI
Roma, 11 apr. - "Il generale Lamberto Bartolucci per quasi venti anni e' stato sottoposto alla gogna pubblica per rispondere di un reato inesistente dal punto di vista probatorio. La corte d'assise d'appello lo ha assolto perche' non c'e' la prova che con la sua condotta abbia depistato le indagini sul disastro di Ustica, impedendo l'esercizio delle attribuzioni del Governo. E lo stesso vale per il suo vice, il generale Franco Ferri". L'avvocato Ugo Biagianti, difensore dell'ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, commenta cosi' le motivazioni della sentenza emessa il 15 dicembre scorso dai giudici di secondo grado. "Non c'e' stata alcuna insufficienza o contraddittorieta' delle prove, come avevano sostenuto alcune parti civili - ha proseguito Biagianti, che ha assistito il generale assieme ai colleghi Vincenzo Crupi, Elisabetta Forlani e Daniela Ceci -. La prova era del tutto assente e la corte d'assise d'appello ha ammesso che sarebbe stato del tutto ingiusto condannare due innocenti, a costo di essere impopolari. I giudici hanno ribadito che questo processo non aveva nulla a che vedere con il reato di strage e che, ad esempio, la presunta esistenza di un traffico aereo statunitense la sera del disastro puo' essere materiale per un film di spionaggio perche' supportato solo da suggestioni, deduzioni, ipotesi, non certo da prove. Insomma, sono stati smontati quei castelli accusatori che per anni hanno costretto Bartolucci e Ferri a essere indicati come responsabili di tutto". L'alto ufficiale "esce a testa alta da questa vicenda – ha proseguito il penalista -, per lui e' la fine di un incubo anche se rimane il dispiacere per il danno subito dai familiari delle vittime. Ma le colpe sulla strage, hanno sentenziato i giudici di secondo grado, vanno addebitate altrove: soprattutto ai vari governi e alla loro ignavia se si pensa che la commissione Luzzatti chiuse i lavori nell'82 nell'indifferenza generale, che il relitto fu recuperato nell'88 e solo su pressione dei familiari, che l'anno dopo fu nominata una commissione parlamentare e che nel '90 prese il via l'indagine vera e propria con il giudice istruttore Rosario Priore. Insomma, bisogna chiedersi - ha concluso Biagianti - che cosa si e' fatto a livello politico per dieci anni". Sulla stessa lunghezza d'onda il commento degli avvocati Gregorio Equizi e Gianpaolo Filiani, difensori di Franco Ferri: "Finalmente dopo venti anni e' stata resa giustizia. Era importante attendere la lettura delle motivazioni della sentenza per capire che i generali dell'Aeronautica sono stati assolti dalla corte d'assise d'appello per mancanza assoluta di prove e non, come era stato detto da altri, perche' le prove presentate dall'accusa erano insufficienti". (AGI)
USTICA: GEN. TRICARICO, FERITA SANATA MA CICATRICE RESTA
Roma, 27 apr. - ''La ferita e' sanata ma la cicatrice resta''. Soddisfazione per la sentenza della prima Corte d'Appello di Roma di assoluzione con formula piena sul caso Ustica e' espressa dal Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, il gen. Leonardo Tricarico, all'Auditorium della Conciliazione per il tradizionale incontro sulle strategie future dell'Aeronautica militare. ''Con questa sentenza -ha aggiunto- si chiude finalmente il lungo iter giudiziario, salvo qualche eventuale strascico che non vedo al momento probabile e che comunque non auspico''. Tricarico annuncia che, parallelamente, ''con la chiusura della vicenda giudiziaria che ha visto l'assoluzione piena, si chiude anche la fase del nostro silenzio responsabile''. ''Dagli anni '80 l'Aeronautica militare -ricorda il capo di Sma- ha scelto di tacere, nella considerazione che non dovevano esserci ostacoli di alcun tipo al cammino della giustizia. Questo atteggiamento responsabile, forse non sempre limpido e trasparente -aggiunge significativamente Tricarico- puo' essere stato interpretato come una posizione poco generosa verso gli indagati''. ''Se cosi' e' stato o almeno e' stato percepito da qualcuno, chiedo scusa come capo di Stato maggiore dell'Aeronautica a chi ha sofferto ingiustamente''. Per il gen. Tricarico, il caso Ustica rappresenta ora ''la chiusura di un capitolo doloroso. E' come la cicatrice che sana una ferita: il taglio non sanguina piu' ma il suo segno resta''. Ora, ''terminata la fase di rissosita', di animosita' e anche di mistificazione -promette- scriveremo la nostra storia, che non rappresentera' un passo in avanti nell'individuazione delle responsabilita' ma dira' una parola di verita' e di chiarezza su quanto accaduto''. (Adnkronos)
USTICA: RELITTO DC9 PRESO IN CONSEGNA DA COMUNE BOLOGNA
BOLOGNA, 22 MAG - Con la firma della responsabile del settore Lavori, il Comune di Bologna ha preso in consegna il relitto del Dc9 Itavia che 26 anni fa precipito' nel mare di Ustica. Il relitto si trova da anni nella base dell'Aeronautica militare di Pratica di Mare (Roma) e, come annunciato da tempo, verra' trasferito nel capoluogo emiliano per dare vita al 'Museo della memoria'. Dopo la firma sono cominciati i lavori di smontaggio necessari per il viaggio che i resti del velivolo dovranno fare verso Bologna. ''Con questo atto si conclude un percorso che ci ha visto impegnati in tutti questi anni per la ricerca della verita' - ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Ustica -. Il Dc9 restera' nel 'Museo della memoria' come simbolo di di un sentire e di una coscienza comuni''. (ANSA)
USTICA: GOVERNO RICORRE IN CASSAZIONE
ROMA, 1 giu - Dopo 26 anni di inchieste e un fiume in piena di polemiche, il Governo prende una posizione chiara in uno dei "misteri italiani", il disastro di Ustica, una delle piu' intricate e complesse vicende nazionali. Lo fa con uno breve comunicato: "Il governo ha deciso di dare mandato all'Avvocatura dello Stato, costituita quale parte civile, a proporre ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma, 6 aprile 2006, relativa alle imputazioni connesse al disastro aereo di Ustica". A Palazzo Chigi si procede con determinazione ma si fa anche attenzione a non urtare suscettibilita': "Il governo - e' anche scritto nella nota - nel ribadire la piena fiducia nell'operato dell'Aeronautica militare ha inteso in questo modo sollecitare, anche a garanzia degli stessi interessati, una piena e definitiva pronuncia della Cassazione in ordine all'assoluta estraneita' ai fatti dei soggetti coinvolti e alla corretta interpretazione del nuovo testo delle norme penali poste a tutela dello Stato e delle sue Istituzioni introdotto dalla legge n. 85/2006". La sentenza e' quella emessa dalla Corte d'Appello di Roma il 15 dicembre 2005 e pubblicata il 6 aprile del 2006, in cui sono stati assolti i generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri dall'accusa di alto tradimento in relazione a presunti depistaggi delle indagini relative al disastro di Ustica, avvenuto il 27 giugno del 1980. Bartolucci e Ferro omisero di comunicare al Governo informazioni sul disastro aereo di Ustica, secondo l'accusa, e per questo avrebbero tradito. Nella sentenza i due ufficiali vengono assolti con una formula precisa: "Il fatto non sussiste". La Procura Generale nel ricorso sostiene che questa formula deve essere sostituita con un'altra: "Il fatto contestato non e' piu' previsto dalla legge come reato". La legge e', appunto, quella cui fa riferimento Palazzo Chigi, la n.85/2006, entrata in vigore nel periodo compreso tra la lettura del disposizione della sentenza di secondo grado (15 dicembre 2005) e la pubblicazione delle sue motivazioni (6 aprile 2006). In essa si sostiene, tra l' altro, che l'attentato alla Costituzione si configura soltanto compiendo atti violenti. In un certo senso la legge si attaglia alle accuse rivolte dalla magistratura ai due generali dell' Aeronautica. Inoltre, l'utilizzo della diversa formula richiesta nel ricorso della Procura Generale potrebbe rivelarsi un grimaldello giudiziario per riaprire in qualche modo il processo. Bartolucci e Ferro sono gli unici imputati davanti alla Corte di Assise di Appello. In primo grado, il 30 aprile 2004, la terza Corte d'Assise di Roma assolse Bartolucci, Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo per i presunti depistaggi ma per un capo di imputazione nei confronti dei primi due, riguardante l' informazione alle autorita' politiche della presenza di altri aerei la sera dell'incidente, fu considerata la prescrizione. Il Procuratore Generale e' impersonato da due dei tre pm del primo grado affidati alla Procura Generale soltanto per questo processo, Erminio Amelio e Maria Monteleone, e da un procuratore generale. Ad oggi ancora non c'e' certezza sulle cause del disastro: bomba a bordo, missile, collisione o quasi-collisione. Quest' ultima e' ritenuta dal giudice Rosario Priore la causa piu' verosimile. N‚ c'e' chiarezza sullo scenario in cui e' avvenuta la tragedia: che il velivolo si sia trovato casualmente coinvolto in un'esercitazione militare, che sia stato usato come schermo per oscure operazioni, che siano stati i libici con una bomba o con un missile a farlo saltare, oppure con un Mig ritrovato tempo dopo sulla Sila. Ma ci sono anche altre ipotesi: e' stato un tentativo fallito di abbattere l'aereo di Gheddafi; il DC9 fu colpito da un missile lanciato da un sottomarino francese, o da israeliani che intendevano abbattere un aereo francese diretto in Iraq. Qualcuno ha anche sostenuto che la tragedia e' collegata alla strage di Bologna. Sospetti si sono addensati anche su casi apparentemente molto distanti dalla vicenda Ustica. Molti hanno sollevato dubbi su presunti collegamenti con l'incidente delle frecce tricolori a Ramstein, le uccisioni del gen. Giorgieri da parte del terrorismo di sinistra e del gen. Boemio a Bruxelles, e inoltre incidenti stradali e suicidi. (ANSA)
USTICA: DARIA BONFIETTI, GIUSTO CHE AVVOCATURA STATO CONTINUI AD ESSERE PRESENTE
Roma, 1 giu. - ''L'Avvocatura dello Stato e' sempre stata presente in questi anni in tutte le fasi del processo. E' giusto che continui ad esserlo ora che i Pm ricorrono in Cassazione contro questa sentenza vergognosa''. Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione Famigliari Vittime della Strage di Ustica, commenta cosi' all'ADNKRONOS la decisione del governo di proporre ricorso per Cassazione nei confronti della sentenza della Corte d'Appello di Roma. ''Purtroppo -rileva Daria Bonfietti- non esiste piu' il reato di alto tradimento. Non sappiamo se la Cassazione si esprimera' sulla vicenda. E' comunque giusto che lo Stato continui ad essere presente anche in un'eventuale nuova fase processuale, nella speranza che si arrivi infine a rivedere quella sentenza''. (Adnkronos)
USTICA: RICORSO PG IN CASSAZIONE, MODIFICARE MOTIVI
ROMA, 1 giu - La Procura Generale ha presentato ricorso in Cassazione nei confronti dei due ex ufficiali dell' Aeronautica Militare Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di omessa comunicazione al Governo di informazioni sul disastro aereo di Ustica, poco piu' di un mese fa. Alla base del ricorso la richiesta da parte dei magistrati che nella sentenza venga usata la formula che ''il fatto contestato non e' piu' previsto dalla legge come reato'' rispetto a quella assolutoria ''perche' il fatto non sussiste'' utilizzata nelle motivazioni della sentenza di secondo grado. Entrambi gli ufficiali infatti sono stati assolti; in primo grado il processo si concluse con la prescrizione per Bartolucci e Ferri, e con l' assoluzione per altri due imputati, Zeno Tascio e Corrado Melillo. Il Procuratore Generale, impersonato da due dei tre pm del primo grado affidati alla Procura Generale soltanto per questo processo, Erminio Amelio e Maria Monteleone, e da un procuratore generale, ha chiesto che invece la formula sia modificata. Dal momento della sentenza con relativa lettura in aula del dispositivo, il 15 dicembre 2005, a quello del deposito delle motivazioni della sentenza, meta' marzo circa, e' stata approvata una legge in base alla quale si sostiene che l'attentato alla Costituzione si configura soltanto in caso di atti violenti. I magistrati chiedono quindi l'applicazione di questa legge. Nel disastro di Ustica morirono 81 tra passeggeri e componenti dell'equipaggio che erano a bordo del Dc 9 dell' Itavia partito da Bologna la sera del 27 giugno 1980 e diretto a Palermo. (ANSA)
USTICA: COLARIETI, BENE RICORSO GOVERNO, ORA TOCCA A DIPLOMAZIA
RIETI, 2 GIU - ''La scelta del Governo di ricorrere, tramite l'Avvocatura dello Stato, in Cassazione contro la sentenza di appello che nel dicembre scorso assolse i generali dell'Aeronautica Bartolucci e Ferri dall'accusa di aver depistato le indagini sul disastro del Dc9 Itavia e' un grosso passo avanti ma anche la diplomazia dovra' dare il suo contributo''. E' quanto dichiara il giornalista Fabrizio Colarieti, curatore del sito www.stragi80.it che raccoglie da sei anni nelle rete Internet la poderosa mole di atti dell'inchiesta sul disastro di Ustica. ''La scelta del Governo non puo' che essere accolta con soddisfazione - prosegue - da chi, insieme ai familiari delle vittime, si e' battuto e si batte affinche' emerga la verita' su quanto accadde la sera del 27 giugno 1980 nei cieli italiani''. ''L'esecutivo - prosegue il giornalista autore nel 2002 insieme a Daniele Biacchessi di un libro sullo stesso caso - con questa azione che di fatto apre un importante capitolo, da' una nuova speranza all'intero Paese che ha sempre voluto che si facesse piena luce sul caso Ustica. Riceviamo giornalmente le lettere di tantissimi cittadini che consultando il nostro sito si indignano per quanto non e' stato ancora fatto. Ora auspico, dopo questa importante presa di posizione del Governo, che si torni anche a chiedere conto e collaborazione a quei paesi, Francia e Stati Uniti in testa, che per anni, non rispondendo alle rogatorie promosse dalla magistratura, non hanno permesso di fare passi avanti, di decifrare i tracciati radar e di chiarire il ruolo di quei caccia militari che, di fatto, erano in volo attorno al Dc9''. Secondo Colarieti, ''quei 98mila euro che il precedente Governo ha destinato con la finanziaria come risarcimento a ciascuno degli eredi degli 81 passeggeri non potevano e non dovevano essere l'unico gesto nei confronti di chi attende giustizia e risposte da ventisei anni''. (ANSA)
USTICA: TRIBUNALE PALERMO, STATO RISARCISCA FAMIGLIA GUZZO
Palermo, 3 giu. - Lo Stato risarcira' i parenti di una delle vittime della strage di Ustica. Dopo quasi 26 anni, infatti, Giuseppe Guzzo, e la moglie Iolanda Pillitteri, riceveranno circa 130 mila euro per la morte della figlia, Rita, che perse la vita il 27 giugno del 1980 proprio sul Dc9 dell'Itavia Bologna-Palermo. Lo rivela un quotidiano locale, il 'Giornale di Sicilia', che spiega che a pagare sara' il ministero alle Infrastrutture e ai Trasporti. Il giudice onorario, Giovanni Inzerillo, dopo un quarto di secolo dall'avvio della causa, iscritta nel ruolo generale dei processi civili del Tribunale di Palermo nel 1981, ha stabilito che ai due coniugi andranno 83 mila euro, 20 mila invece a ciascuno dei due figli. Ai 123 mila euro si aggiungeranno le spese legali: 8.500 euro. (Adnkronos)
USTICA. RISARCIMENTO STATO, BONFIETTI SORPRESA E CONTENTA
Bologna, 03 giu - "Sono soddisfatta e contenta e adesso anche gli altri parenti saranno indotti a seguire la stessa via". Cosi' la presidente dell'associazione famigliari vittime di Ustica, Daria Bonfietti, commenta la sentenza di un giudice del Tribunale civile di Palermo che ha intimato allo Stato di risarcire i parenti di una delle vittime della strage di Ustica, a 26 anni di distanza. Bonfietti non nasconde la sorpresa per la sentenza di Palermo anche perche' "fino ad oggi ci avevano sempre detto che era necessario aspettare un pronunciamento del penale prima di poter avere risarcimenti in sede civile. In ogni caso, sono contenta per chi e' riuscita ad ottenere il riconoscimento di un mancato risarcimento". Riguardo all'atteso ritorno a Bologna del relitto del Dc9, l'aereo dell'Itavia che precipito' il 27 giugno del 1980, Bonfietti spiega: "Finora non ho avuto notizie diverse da quella che confermava l'intenzione di trasportare il relitto dell'aereo nella settimana dal 20 al 30 giugno, se poi non si riuscira' a fare in tempo vedremo". (Dire)
USTICA: PURGATORI, ORA PUO' CROLLARE IL MURO DI GOMMA
Roma, 3 giu. - ''Certo si puo' riaprire il processo. Dobbiamo sapere cosa e' accaduto quella notte, in tempo di pace, quasi sulla verticale del Golfo di Napoli''. Lo afferma in un'intervista a 'Il Mattino' Andrea Purgatori giornalista e sceneggiatore del film sulla strage di Ustica, il ''Muro di gomma'' spiegando che ''lo 'scenario d guerra' prefigurato nelle sentenze non e' fantapolitica: e' stato ricostruito tecnicamente dagli specialisti della Nato che interpretarono i dati radar per i magistrati''. Quanto al ricorso del governo in Cassazione contro la sentenza di appello che assolto gli ex generali dell'Aereonautica, Bertolucci e Ferri, dall'accusa di alto tradimento sui depistaggi delle indagini del disastro di Ustica, Purgatori commenta: ''Dopo la grazia a Bompressi, e' un atto rivoluzionario, un'assunzione di responsabilita'. La magistratura - spiega - sul piano dell'inchiesta ha fatto l'impossibile''. ''Per andare fino in fondo - dice - ci vuole una seria volonta' politica. Eccola: il governo da' mandato all'avvocatura di ricorrere in Cassazione e formalizza cosi' la contraddizione presente nei due processi, quello di primo grado e di appello. Le sentenze - precisa - infatti, da una parte confermano che il 'Dc9' si e' trovato la centro di uno 'scenario di guerra' e quindi, che e' stato commesso il reato, dall'altra - conclude - assolvono i responsabili dell'Aeronautica militare cui spetta il compito di garantire la sicurezza dello spazio aereo italiano''. (Adnkronos)
USTICA: ASS.VITTIME,GRAZIE A PRODI PER RICORSO IN CASSAZIONE
BOLOGNA, 5 GIU - Daria Bonfietti, presidente della Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, ha inviato una lettera di ringraziamento al presidente del Consiglio Romano Prodi per l'intervento del Governo che ha invitato la Avvocatura dello Stato a presentare ricorso contro la sentenza di assoluzione per insufficienza di prove nei riguardi del vertice dell'Aeronautica militare dell'epoca, 26 anni fa. ''In questa decisione - ha detto Daria Bonfietti - ho apprezzato l'evidente interesse per la vicenda e la continuita' con atteggiamenti del precedente governo Prodi che avevano indubbiamente portato all'individuazione di elementi utili per l'accertamento della verita'. Primo fra tutti l'intervento presso la Nato che aveva permesso ai giudici, nella fase istruttoria, una determinante collaborazione nella ricerca e nell'individuazione di tracce radar che indicavano la presenza di aerei militari nell'area del disastro''. (ANSA)
USTICA: DOMENICA ARRIVA A BOLOGNA IL RELITTO DEL DC9
BOLOGNA, 19 GIU - La mattina di domenica 25 giugno, due giorni prima del 26/o anniversario di una delle stragi piu' controverse e ricche di lati oscuri della storia d'Italia, il relitto del Dc-9 Itavia precipitato al largo di Ustica arrivera' a Bologna. Lo ha annunciato il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, al quale la Corte d'Assise d'Appello ne ha affidato la custodia. Sara' un trasporto di dimensioni senza precedenti. ''Il relitto si muovera' dall'aeroporto di Pratica di Mare – ha spiegato Cofferati - trasportato da una colonna di una decina di mezzi, tra camion telonati e due grandi mezzi per trasporti eccezionali. La partenza e' prevista fra le 20 e mezzanotte di sabato. Il relitto arrivera' a Bologna fra le 8 e le 12 di domenica. E' impossibile fare previsioni piu' precise, perche' un trasporto di queste dimensioni non si e' mai fatto. Il tragitto e' ancora piu' lungo di quello del sommergibile 'Toti' che venne portato a Milano''. Del trasporto si occupano il ministero dei Trasporti e il comando dei vigili del fuoco. Il relitto sara' 'parcheggiato' nella caserma bolognese dei vigili del fuoco di via Aposazza, alla periferia della citta', poi sara' rimontato nel 'Museo della memoria'. Ad accoglierlo ci sara' una delegazione composta dalle autorita' cittadine, dai familiari delle vittime e da rappresentanti del Governo. Nei prossimi giorni si dovranno definire le modalita' di trasporto, lungo l'Autostrada del Sole. L'orientamento e' quello di non chiuderla, cercando di limitare al minimo i disagi alla circolazione, che saranno comunque consistenti. ''Si tratta – ha commentato Cofferati - di problemi inediti anche per chi organizza il trasporto. Era importante e significativo, dal punto di vista simbolico, riportare il relitto a Bologna prima del 27''. Il convoglio eccezionale che trasportera' il relitto del Dc9 dell'Itavia sara' composto da 14 automezzi del Dipartimento dei vigili del fuoco e sara' scortato dalle pattuglie della Polizia stradale. I pezzi piu' grandi dell'aereo, il timone di coda e le ali, che raggiungono un'altezza di quattro metri e mezzo, saranno caricati su mezzi scoperti mentre il resto viaggera' in camion chiusi. Il convoglio - fanno sapere dal Dipartimento dei vigili del Fuoco del ministero dell'Interno che su indicazione del ministero della Giustizia si e' occupato del trasporto del relitto - lascera' l'aeroporto militare di Pratica di Mare non prima della mezzanotte e arrivera' a Bologna nella tarda mattinata di domenica: per percorrere i circa 350 chilometri che separano Roma dal capoluogo emiliano i mezzi impiegheranno non meno di 12 ore. E' molto probabile, sostengono ancora al Dipartimento, che durante il trasporto verranno chiusi alcuni tratti autostradali in modo da consentire il transito dei mezzi eccezionali senza problemi. (ANSA)
USTICA: L'ULTIMO VIAGGIO DE 'I TIGI', DC9 TORNA A BOLOGNA
ROMA, 22 giu - Non e' solo un ritorno a casa, quello de 'I Tigi': e' un viaggio a ritroso nella storia d'Italia, con il suo carico di rabbia e dolore, muri di gomma e depistaggi, assoluzioni e verita' mai confessate. Ed e', anche, il simbolo di quella parte del Paese che non vuole dimenticare e per questo chiede ancora, 26 anni dopo, risposte. Perche' la Memoria e' qualcosa di piu' profondo, anche delle sentenze. L'ultimo viaggio del Dc9 dell'Itavia esploso in volo la sera del 27 giugno dell' '80 al largo di Ustica, iniziera' sabato sera: caricato a pezzi sui camion, quel che resta dell'aereo inabissatosi a 3.700 metri di profondita' lascera' l'hangar della base dell'Aeronautica Militare di Pratica di Mare per raggiungere Bologna. Un trasporto dall'alto valore simbolico che di eccezionale non ha solo le dimensioni. Nel capoluogo emiliano 'I Tigi' sara' il centro attorno al quale nascera' il Museo della Memoria. ''Il Dc9 e' il simbolo di un sentire e di una coscienza comuni'' disse il presidente dell' associazione dei familiari delle 81 vittime, Daria Bonfietti, quando il Comune di Bologna prese in consegna, nel maggio scorso, i resti dell'aereo. A vederlo oggi, il Dc9, fa meno impressione e piu' tristezza. Per almeno un decennio le migliaia di brandelli dell'aereo recuperati in fondo al mare sono rimasti attaccati allo scheletro di ferro realizzato proprio per ricostruire la carlinga del Dc9 esplosa in volo e permettere ai periti di tentare di capire cosa accadde quella sera. L'hangar di metallo e lamiera, off limits per la gente comune, ha fatto il resto, proteggendone e custodendone la sacralita' e la storia. Caricato sui camion, invece, del Dc9 resta solo la tragedia. I pezzi di metallo corrosi dalla salsedine, gli strati di vernice che cadono come foglie, i giubbotti salvagente ormai senza colore, le ruote del carrello ancora incredibilmente gonfie, come se 'I Tigi' dovesse atterrare da un momento all'altro. I vigili del fuoco, cinquanta uomini diretti dagli ingegneri del Dipartimento Gregorio Agresta e Clara Modesto, hanno lavorato per due mesi. ''Prima abbiamo dovuto dividere il relitto in tre parti costruendogli attorno una seconda gabbia di protezione - racconta Modesto - poi abbiamo rinforzato le parti piu' deboli e solo alla fine abbiamo potuto iniziare le operazioni di carico''. Tutti i pezzi, prima che il relitto venisse smontato, sono stati rinumerati dal comune di Bologna seguendo quella che era la numerazione originale dei reperti. Sette i mezzi speciali che trasporteranno 'I Tigi' a Bologna (oltre ad altri sette di supporto). Sui primi tre sono stati posizionati i tronconi principali dell'aereo: della prua rimane solo lo scheletro e cinque brandelli di metallo; del corpo centrale si riconoscono ancora 12 oblo' e la 'A' finale di Itavia; il terzo e' quello meglio conservato, con pezzi di carlinga piuttosto grandi. Sugli altri due mezzi scoperti viaggeranno i pezzi piu' grandi: il troncone di coda e l'ala destra. In due camion chiusi, invece, e' stato caricato tutto cio' che non era materiale metallico: salvagenti, sedili, pezzi di cinture di sicurezza, il frigorifero di bordo, brandelli di effetti personali dei passeggeri. Non e' rimasto altro per ricordare i 64 adulti, 13 bambini e 4 membri dell'equipaggio che quella sera del 27 giugno viaggiavano da Bologna a Palermo: commercianti, casalinghe, studenti, impiegati, professionisti. Un pezzo di quell'Italia che all'inizio degli anni Ottanta iniziava ad utilizzare l'aereo lasciandosi alle spalle gli infiniti viaggi in treno attraverso la penisola. La partenza del convoglio e' prevista da Pratica di Mare verso la mezzanotte. Come 26 anni fa, il Dc9 riattraversera' l'Italia e l'Appennino: quella notte lo fece in cielo e con le sue forze, scendendo verso il sud e sparendo dai radar nel punto 'Condor' sopra il Mediterraneo. Stavolta, invece, lo fara' percorrendo l'A1, adagiato su camion che viaggiano alla velocita' di un carretto. Alcuni tratti dell'autostrada saranno chiusi proprio per permettere ai mezzi, scortati dalla polizia stradale, di viaggiare senza incontrare problemi. L'arrivo a Bologna e' previsto dopo circa 12 ore di viaggio. Ma una volta che 'I Tigi' avra' raggiunto il museo della Memoria, il cerchio non sara' chiuso. Non ancora, almeno: nell' hangar di Pratica di mare restano i pezzi del Mig libico caduto sulla Sila il 18 luglio dell'80, 21 giorni dopo la strage, e quelli di un serbatoio di un mezzo militare di cui non e' mai stata accertata la provenienza, recuperato in mare a poca distanza dal punto in cui si inabisso' il Dc9 dell'Itavia. Simboli, anche questi, di una storia italiana che aspetta ancora di essere scritta per intero. (ANSA)
STRAGE USTICA: IL RELITTO DEL DC9 ITAVIA RIPERCORRE LA TRAGICA ROTTA
Roma, 22 giu. - Nell'anniversario della strage di Ustica, il relitto del Dc9 Itavia precipitato in mare con 81 passeggeri a bordo il 27 giugno 1980, ripercorrera' la tragica rotta da Pratica di Mare, dove e' custodito dopo essere stato recuperato dai fondali marini al largo della costa tirrenica, fino a Bologna, la citta' dalla quale il Dc9 della compagnia Itavia parti' ventisei anni fa, direzione Palermo. Radio 2 raccontera' in diretta il lungo viaggio notturno accompagnandolo con le voci di molti che hanno intrecciato la loro vita con la vicenda di Ustica. Interverranno tra gli altri Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, i magistrati Rosario Priore ed Erminio Amelio, l'avvocato di parte civile Alessandro Gamberini, Marco Paolini, Sergio Cofferati, Andrea Purgatori, Marco Risi, Daria Lucca, Adalberto Pellegrino, gia' presidente dell'Agenzia Nazionale per la sicurezza del volo. (Adnkronos)
STRAGE USTICA. MANCUSO: E' STATO UN ATTO DI TERRORISMO
Bologna, 23 giu - "Sono convinto che sia stato un atto di terrorismo" ed e' "difficile immaginare che una catena di informazioni possa essersi spezzata in quel modo senza investire il livello politico". Lo ha detto l'assessore comunale agli Affari Istituzionali ed ex magistrato, Libero Mancuso, riferendosi alla strage di Ustica, in un passaggio della conferenza stampa convocata per spiegare i dettagli del ritorno a Bologna del relitto del Dc-9 caduto i mare il 27 giugno del 1980. La presidente dell'associazione famigliari delle vittime, Daria Bonfietti, ha chiesto ai parlamentari emiliani di ripresentare in Parlamento il disegno di legge per far si' che anche i famigliari delle vittime di Ustica, cosi' come i famigliari delle vittime della Uno Bianca, possano accedere ai benefici per le vittime del terrorismo, dalla quale a tutt'oggi sono escluse. Bonfietti ha ricordato la vicenda giudiziaria relativa alla strage di Ustica e ha ringraziato il governo per la recentissima decisione di dare mandato all'Avvocatura di Stato di ricorrere in Cassazione contro l'assoluzione per insufficienza di prove nei riguardi dei generali dell'Aeronautica militare al tempo della tragedia deciso dalla Corte d'Assise. "Ci siamo rivolti al ministro degli Esteri D'Alema- ha detto Bonfietti- perche' riprenda l'attivita' verso i governi di Usa, Francia, Gran Bretagna e Libia per indurli alla collaborazione e ha confidato la speranza che la Procura di Roma possa aprire una nuova indagine". Oggi, ha chiuso Bonfietti, "sappiamo che, in tempo di pace, un aereo e' stato abbattuto. Vogliamo sapere perche' e da chi. Abbiamo un pezzo di verita', ma ne manca ancora uno." (Dire)
PER STRAGE USTICA: BOLOGNA ACCOGLIE RELITTO E CELEBRA 26 ANNI DA TRAGEDIA
Bologna, 23 giu. - Bologna non dimentica la tragedia Ustica e si appresta a celebrare il 26esimo anniversario della strage aerea costata la vita ai 81 persone. Quest'anno pero', il ricordo dell'attentato, si arricchisce di un evento per il quale il Governo, le istituzioni locali e l'associazione dei parenti delle vittime, presieduta dalla senatrice diessina Daria Bonfietti, hanno lavorato per anni: l'arrivo in citta' del relitto del Dc9, custodito finora in un hangar di Pratica di Mare (Roma). I pezzi dell'aeromobile, che giungeranno sotto le Due Torri domenica mattina, saranno collocati temporaneamente nella stazione dei vigili del fuoco di via Aposazza, per essere poi sistemati nel Museo della Memoria di via Saliceto, approntato appositamente per accogliere il Dc9, precipitato il 27 giugno del 1980. Oltre al comitato di accoglienza del relitto guidato dal sindaco Sergio Cofferati, che aspettera' l'arrivo del convoglio di 10 mezzi pesanti, il Comune, la Provincia e la Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l'associazione dei familiari delle vittime, ha organizzato per il prossimo 27 giugno un'intera giornata di iniziative per ricordare l'anniversario di quello che, oggi in conferenza stampa a Palazzo D'Accursio, l'assessore agli Affari Istituzionali del Comune Libero Mancuso ha definito senza mezzi termini ''un attentato terroristico, seppur rivolto altrove''. Per Mancuso, inoltre, ''la catena di informazione che doveva portare alla verita' non puo' essersi interrotta senza aver coinvolto il livello politico''. ''Il caso di Ustica non e' chiuso - gli ha fatto eco la senatrice Bonfietti - oggi e' ormai un caso politico. Ci manca ancora di sapere mezza verita': sappiamo cosa e' successo ma non chi sono i responsabili''. ''Voglio che il mio Governo mi dia una spiegazione sul perche' in tempo di pace un areo civile e' stato abbattuto - ha continuato Bonfietti - credo che ne valga la pena''. Tra le richieste dell'associazione, rinnovata in occasione dell'anniversario della tragedia, anche la modifica della recente legge per le vittime del terrorismo che esclude due episodi che hanno segnato profondamente Bologna e cioe' la strage di Ustica e la vicenda della 'uno bianca'. ''E' sempre giovane la memoria''.E' lo slogan sotto il quale si svolgeranno le iniziative commemorative che prenderanno il via alle 11 in Comune con l'incontro tra il sindaco Sergio Cofferati e l'associazione dei parenti delle vittime. La giornata si chiudera', invece, all'Arena del Sole con la mesa in scena dei due spettacolo premiati nell'ambito del ''Premio Ustica per il Teatro'' 2005. Si tratta di ''Quattro'' di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro di ''A' noce'' della compagnia del 'Papiccio'. L'intero percorso del relitto, da Pratica di Mare a Bologna, sara' seguito in diretta, domenica prossima, dalla trasmissione radiofonica Caterpillar sulle frequenze di Radio Rai 2. (Adnkronos)
STRAGE USTICA: MANCUSO, POLITICA NON POTEVA NON SAPERE
BOLOGNA, 23 GIU - «È difficile immaginare che la catena delle informazioni sulla strage di Ustica possa essersi spezzata senza investire il livello politico». È il parere di Libero Mancuso, ex magistrato a Bologna, ora assessore della giunta Cofferati. Mancuso è intervenuto, in rappresentanza del Comune, alla presentazione delle iniziative che martedì ricorderanno il 26/o anniversario della strage. Anche se il momento più significativo del ricordo sarà domenica, quando arriverà a Bologna il relitto del Dc9 Itavia, partito da Bologna per Palermo e precipitato in mare il 27 giugno 1980. «Guardando il processo - ha aggiunto Mancuso - e al silenzio dei testimoni e delle autorità militari io sono convinto che si sia trattato di un atto di terrorismo. Il ritorno dell'aereo deve essere un riappropriarsi della memoria delle nostre tragedie. Questa città è stata duramente colpita, ma ha saputo sempre reagire con una solidarietà di popolo unica per il mondo intero». Dopo l'arrivo del relitto, in programma domenica mattina, le iniziative per l'anniversario della strage proseguiranno martedì mattina con l'incontro, in Comune a Bologna, fra il sindaco Sergio Cofferati e i familiari delle vittime. In serata invece saranno presentati i due spettacoli teatrali, vincitori del 'Premio Ustica 2005'. Si tratta di 'Quattrò di Mario Gelardi e Giuseppe Miale Di Mauro e 'A nocè di e con Barbara Apuzzo che andranno in scena alle 21 nel chiostro dell'Arena del Sole. «Questo relitto - ha detto Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di Ustica - è la ricostruzione e la rappresentazione simbolica della nostra battaglia. Con quello siamo riusciti ad appurare solo un pezzo di verità. Ne manca un altro: quello che identifica i responsabili». A Bologna si sta già pensando al 27/o anniversario della strage con un obiettivo preciso: l'apertura del museo della memoria dove sarà rimontato il relitto. È l'obiettivo che si è posto Daria Bonfietti. I 14 camion che trasporteranno a Bologna i resti del Dc9 depositeranno il carico nella caserma dei vigili del fuoco. Il relitto sarà poi rimontato in un capannone della periferica via Saliceto. C'è anche l'idea di trasportare al museo, simbolicamente, uno dei pezzi più grandi martedì mattina con una gru. Sarà l'ufficio tecnico del Comune di Bologna a valutare, domenica mattina, la fattibilità dell'operazione. (ANSA)
USTICA: COLARIETI, CITTADINI IN STRADA AL PASSAGGIO RELITTO
RIETI, 23 GIU - «Ha ragione la senatrice Daria Bonfietti, il relitto del Dc9 è il simbolo di una lotta non ancora conclusa. Per questo sarebbe bello vedere tanti italiani, tra domani notte e domenica mattina, nella strade di Roma e Bologna e lungo l'A1, che accompagnano l'ultimo viaggio del relitto». A dichiararlo è il giornalista reatino Fabrizio Colarieti, curatore del sito internet www.stragi80.it, che ha raccolto la poderosa mole di documenti sull'inchiesta di Ustica. «Domani sera aggiunge il giornalista - il lento convoglio che trasporterà dalla base di Pratica di Mare a Bologna il relitto del Dc9 Itavia, precipitato il 27 giugno di ventisei anni fa nel Tirreno, attraverserà l'Italia ed è giusto che i cittadini scendano in strada a guardare i resti di quell'aereo che dopo il recupero dal fondo del Tirreno sono rimasti quasi vent'anni chiusi nell'hangar dell'aeroporto di Pratica di Mare. Ancora oggi, ventisei anni dopo il suo abbattimento, perchè di questo si trattò, aggiunge Colarieti il Dc9 è un simbolo di lotta per i familiari degli 81 cittadini italiani, che su quell'aereo persero la vita, e anche per quella parte del Paese che vuole conoscere la verità su quanto accadde quella sera nei cieli italiani. Essere lì, in strada, al passaggio del Dc9, è un modo per testimoniare che l'Italia non ha dimenticato». (ANSA)
BONFIETTI: PARLAMENTO RIVEDA LEGGE SU VITTIME TERRORISMO
Bologna, 23 giu. - "Dalla recente legge per le vittime del terrorismo sono stati esclusi due tragici eventi che hanno particolarmente colpito la città di Bologna, Ustica e la vicenda della Uno Bianca. Per rimediare a questa inaccettabile ingiustizia, nelle scorsa Legislatura, parlamentari di tutti gli schieramenti politici avevano presentato un apposito disegno di legge: chiediamo che tale iniziativa venga ripresa dal nuovo Parlemento". Lo ha detto Daria Bonfietti, presidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della tragedia aerea del 27 giugno 1980, oggi a Bologna per presentare le iniziative in occasione del 26esimo anniversario della strage. Domenica mattina alle 11.30, come annunciato nei giorni scorsi dal sindaco di Bologna Sergio Cofferati, arriverà nel capoluogo emiliano il relitto del DC9 Itavia, che sarà depositato nella sede della direzione regionale dei vigili del fuoco in via Aposazza, in attesa di essere collocato nel nuovo museo della memoria di via Saliceto. Il relitto, che partirà dall'hangar di Pratica di Mare nella notte tra sabato e domenica, verrà trasportato da una decina di camion e due mezzi per il trasporto eccezionale. "Quel relitto è, pezzettino per pezzettino, la ricostruzione della nostra battaglia - ha commentato Bonfietti - è stato uno sforzo pazzesco recuperarlo, ma grazie a lui siamo riusciti ad appurare un pezzo della verità". (Apcom)
STRAGE USTICA: PINTO, TRASFERIMENTO RELITTO DC-9 BLOCCA POSSIBILITA' ACCERTAMENTI
Roma, 24 giu. - ''Il comitato evidenzia che e' in corso il trasferimento del relitto del DC-9 I-TIGI, della societa' 'Itavia' che ha subito il disastro aereo di Ustica con la perdita di 81 inconsapevoli vittime, dall'aeroporto di Pratica di mare alla sede dell'istituito Museo DC-9 Ustica di Bologna''. Lo ha dichiarato all'ADNKRONOS Enrico Pinto, coordinatore del Comitato studi Ustica. ''Il trasferimento del relitto, e' da presupporre per rimozione del sequestro da parte dell'autorita' giudiziaria - ha spiegato Pinto - priva la vicenda di Ustica di ogni possibilita' di accertamento definitivo della verita' circa le cause del disastro aereo, essendo il relitto del DC-9 l'unico elemento di prova certa per individuare in modo tecnico e scientifico le cause del disastro''. ''Il comitato ritiene infatti - ha concluso Pinto - che il relitto del DC-9 costituisca tutt'ora un elemento incontestabile di prova certa di un'avvenuta deflagrazione interna al veivolo per la quale sono stati trovati specifici elementi di riscontro da parte dei collegi peritali, mentre, in 26 anni, non sono mai stati reperiti ed accertati elementi che possano far supporre il disastro aereo civile quale conseguenza di altri eventi''. (Adnkronos)
STRAGE USTICA: VITALI (DS),UNA MOZIONE NEL 26/O ANNIVERSARIO
BOLOGNA, 24 GIU - Nel 26/o anniversario della strage di Ustica, martedi' 27 giugno verra' presentata in Senato una mozione parlamentare ''per chiedere al governo che si attivi nelle opportune sedi internazionali affinche' Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Libia collaborino finalmente con la magistratura italiana''. Lo scrive in una nota il sen. Walter Vitali (Ds- Ulivo), a proposito della strage del Dc9 Itavia in volo da Bologna a Palermo e caduto in mare il 27 giugno 1980. ''Come e' scritto negli atti giudiziari - ricorda Vitali - il Dc9 'e' stato abbattuto a causa di un'azione di guerra in tempo di pace contro un aereo civile'. Sapere da chi e perche' e' una questione di dignita' nazionale. Sono sicuro che il governo Prodi, a differenza del precedente governo di centrodestra, assumera' i relativi impegni e operera' in tal senso, come gia' avvenne nel 1998 con l'acquisizione dalla Nato dei tracciati radar di quella notte''. ''Inoltre - prosegue Vitali - nelle scorse settimane, ho ripresentato il disegno di legge per estendere ai familiari delle vittime della strage di Ustica, nonche' ai familiari delle vittime della banda della Uno Bianca, i benefici della Legge n. 206 del 2004. Anche su questo tema credo che incontreremo la sensibilita' dell'attuale governo''. (ANSA)
USTICA. VITALI: GOVERNI ESTERI COLLABORINO CON MAGISTRATI
Bologna, 24 giu - Il Dc9 di Ustica, come e' scritto negli atti giudiziari, "e' stato abbattuto a causa di un'azione di guerra in tempo di pace contro un aereo civile". Percio' "sapere da chi e perche' e' una questione di dignita' nazionale". Cosi' il senatore Walter Vitali (Ds-Ulivo) annuncia che martedi' 27 giugno, ventiseiesimo anniversario della strage di Ustica, "presenteremo in Senato una mozione parlamentare per chiedere al governo che si attivi nelle opportune sedi internazionali affinche' Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Libia collaborino finalmente con la magistratura italiana". Vitali si dice "sicuro che il governo Prodi, a differenza del precedente governo di centrodestra, assumera' i relativi impegni e operera' in tal senso, come gia' avvenne nel 1998 con l'acquisizione dalla Nato dei tracciati radar di quella notte". Il senatore diessino segnala inoltre di aver gia' ripresentato, nelle scorse settimane, il disegno di legge per estendere ai familiari delle vittime della strage di Ustica, nonche' ai familiari delle vittime della banda della Uno Bianca, i benefici della Legge n. 206 del 2004. "Anche su questo tema- conclude Vitali- credo che incontreremo la sensibilita' dell'attuale governo". (Dire)
USTICA: ARRIVATO A BOLOGNA IL RELITTO DEL DC-9
BOLOGNA, 25 GIU - E' arrivato alle 11.30 alla caserma dei vigili del fuoco di Bologna il relitto del Dc-9 Itavia, precipitato in mare il 27 giugno 1980 al largo di Ustica. E' stato infatti affidato alla custodia del Comune di Bologna che lo rimontera' nel museo della memoria in allestimento in un ex deposito dell' azienda trasporti. I resti dell'aereo, ripescati a 3.500 metri di profondita', e trasportati dai mezzi dei Vigili del fuoco, sono partiti dall'aeroporto militare di Pratica di Mare attorno alla mezzanotte. Si e' trattato di un trasporto eccezionale di proporzioni inedite: il convoglio composto da 15 mezzi hanno lentamente percorso l'Autostrada del Sole da Roma a Bologna. Ad attendere il relitto c'erano il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, i familiari delle vittime della strage, con la presidente della loro associazione Daria Bonfietti, il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e il sottosegretario agli Interni Ettore Rosato. (ANSA)
USTICA: PARISI, GOVERNO IMPEGNATO NELLA RICERCA DELLA VERITA'
BOLOGNA, 25 GIU - ''Il Governo si sente impegnato a promuovere tutte le iniziative che abbiano come obiettivo la ricerca della verita'''. E' il messaggio inviato dal ministro della difesa Arturo Parisi alla cerimonia per l'arrivo a Bologna del relitto del Dc-9 di Ustica. ''Il Consiglio dei ministri - ha ricordato Parisi, in una nota inviata al sindaco di Bologna - ha gia' dato mandato all'avvocatura dello Stato di proporre ricorso contro la sentenza della Corte d'Assise d'appello di Roma relativa alle imputazioni connesse al disastro aereo di Ustica. Un ricorso avanzato nell'interesse e a garanzia di tutti''. Parisi, scusandosi di non poter partecipare all'iniziativa per impegni precedenti, ha voluto far sentire la vicinanza propria e del Governo ai familiari delle vittime. ''Il lungo e straordinario viaggio - ha aggiunto - che ha portato a Bologna il relitto del Dc-9 dell'Itavia, ha un grande rilievo simbolico, che va oltre i confini di questa citta' e delle sue ferite indelebili''. Parisi ha ringraziato anche i vigili del fuoco che si sono fatti carico del trasporto dei resti del velivolo. (ANSA)
USTICA/DC9 ARRIVA A BOLOGNA TRA LE LACRIME DEI PARENTI
Bologna, 25 giu. - Si è concluso stamattina, dopo 26 anni, il viaggio del DC9 Itavia precipitato il 27 giugno del 1980 nei mari di Ustica, portando con sé 81 vittime. Alle 11.30 di stamattina il relitto del DC9, partito la notte scorsa dall'hangar dove era custodito a Pratica di Mare, è arrivato al Comando regionale dei vigili del fuoco in via Aposazza a Bologna, dove ad accoglierlo c'erano l'associazione dei parenti delle vittime, il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e il sottosegretario al ministero dell'Interno Ettore Rosato. Decine le persone che hanno atteso per le strade di Bologna il passaggio del convoglio, composto in totale da 17 veicoli e lungo circa 300 metri mentre attraversava l'autostrada del Sole. Un viaggio di circa 425 chilometri, per ritornare nella città dove l'aereo partì il 27 giugno del 1980, e dove adesso verrà ospitato dopo che la Corte d'assise d'appello ne ha affidato la custodia al sindaco. Per un anno il relitto riposerà nel Comando dei vigili del fuoco, ma per il prossimo anniversario sarà già pronto il museo della memoria, che in una vasca a livello -1 accoglierà il DC9 rendendolo visibile a tutti. Tante le lacrime e la commozione dei parenti delle vittime quando il primo camion del convoglio, con a bordo un grosso pezzo della fusoliera, avvolto nel cellofan, è arrivato al Comando dei vigili del fuoco. Una processione silenziosa, che ha commosso i presenti quasi quanto i parenti delle vittime della strage di Ustica. "C'era mio fratello a bordo, c'era mio fratello", ripeteva piangendo la signora Emma, mentre guardava passare il convoglio dei camion. In lacrime anche Daria Bonfietti, presidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime della strage di Ustica. "Oggi non riesco a dire altre parole, è il giorno dell'emozione, del silenzio e del ricordo - ha detto Bonfietti - spero che i nostri cari sentano e capiscano che lo stiamo facendo per loro". "Spero che questo ritorno dia forza a noi, alla società politica e ai cittadini per andare avanti alla ricerca della verità - ha aggiunto Bonfietti – quando un bambino vedrà il DC9 la prima cosa che dirà sarà 'Chi è stato?', è talmente ovvio ma è bellissimo". "Una meravigliosa opera di arte spontanea", l'ha definita la presedente dell'associazione dei familiari delle vittime, un aereo che "è partito intero, ma è tornato in duemila pezzi: noi però un pezzo di verità lo abbiamo conquistato. Adesso vogliamo sapere da chi è stato spezzettato in tutti questi pezzi". "Si tratta di una giornata molto importante, non c'è bisogno di molte parole", ha detto il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, accogliendo il relitto nella sede del Comando dei vigili del fuoco. "Con l'arrivo del relitto si chiude un lungo ciclo e se ne apre un altro - ha aggiunto Cofferati - adesso si tratta di utilizzare il Museo della memoria e il relitto perché si realizzino gli avanzamenti necessari, per appurare fino in fondo, la verità giudiziaria su ciò che accadde nei cieli di Ustica". "Quello che è arrivato oggi a Bologna non è solo una cosa inanimata, un relitto, ma è un punto nella storia della città - ha sottolineato il sindaco - non c'è nessuna speculazione, la comunità bolognese ha vissuto drammaticamente quei momenti e ha continuato a ricordare con una compattezza significativa". "La scelta fatta dal Governo di ricorrere è una scelta politica ben precisa che condivido - ha proseguito l'ex leader Cgil – poi andrà sostenuta da altre iniziative, perché venga fatta tutta la luce che manca sulla vicenda di Ustica". "Ricordare, per evitare che si ripetano avvenimenti di questa natura, è fondamentale – ha concluso Cofferati - per chi li ha vissuti e ancora di più per chi li trova, o li dovrebbe trovare nei libri di scuola". (Apcom)
USTICA: 26 ANNI DI INCHIESTE, MISTERI E PROCESSI/CRONOLOGIA
Roma, 25 giu. - E' arrivato a Bologna, al Comando regionale dei vigili del fuoco di via Aposazza, il relitto del Dc9 'Itavia' che il 27 giugno del 1980 precipito' nei mari di Ustica facendo 81 vittime. A due giorni dal 27esimo anniversario della strage i resti dell'aereo, custoditi finora in un hangar di Pratica di Mare (Roma), sono giunti sotto le Due Torri, per essere sistemati nel Museo della Memoria di via Saliceto, approntato appositamente per accogliere il Dc9. Ma ecco le tappe principali di questi 26 anni di inchieste, misteri e processi. -27 GIUGNO 1980: Ore 20.59'.45". Il Dc9 I-Tigi Itavia, in volo da Bologna a Palermo, partito con due ore di ritardo, si inabissa a nord di Ustica. Ottantuno le vittime fra passeggeri ed equipaggio, tra cui 13 bambini, due non avevano ancora compiuto due mesi. -GIUGNO 1980: Il gruppo neofascista dei Nar rivendica la strage: per i giudici si trattera' di un vero e proprio depistaggio operato dal cosiddetto Super Sismi. -LUGLIO 1980: Il ministro socialista della Difesa Lelio Lagorio riferisce al senato dell'incidente escludendo il coinvolgimento di aerei militari. Le autorita' aeronautiche sostengono l'ipotesi del 'cedimento strutturale' del velivolo. Il generale Romolo Mangani, comandante del Centro operativo regionale di Martina Franca, responsabile del controllo radar dei cieli del sud verra' accusato di 'alto tradimento per aver depistato le indagini'. LUGLIO 1980: Sui monti della Sila viene trovato un Mig 23 libico, forse caduto la notte del 27 giugno, la stessa della tragedia del Dc9. -DICEMBRE 1980: L'Itavia, l'azienda del Dc9 esploso, dirama un comunicato stampa che indica come unica ipotesi valida a spiegare la caduta dell'aereo quella di un missile. -MARZO 1982: La prima commissione d'inchiesta parlamentare (presidente Carlo Luzzati) sostiene che senza l'esame del relitto non e' possibile chiarire se il Dc9 cadde per esplosione interna (bomba) o esterna (missile). -AGOSTO 1986: Il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, chiede al presidente del Consiglio, Bettino Craxi di rendere possibile il recupero del relitto con questa motivazione: ''ogni ritardo nelle indagini comporta il rinvio delle eventuali misure correttive che potrebbero rivelarsi indispensabili per la prevenzione di altri incidenti''. GIUGNO 1987: La ditta francese Ifremer comincia le operazioni di recupero del Dc9. -MARZO 1989: Dopo cinque anni di lavoro i periti della commissione Blasi nominata dal giudice Bucarelli concludono che il Dc9 e' stato abbattuto da un missile. -MAGGIO 1990: A sorpresa, due dei componenti della commissione voluta da Bucarelli fanno marcia indietro riproponendo l'ipotesi della bomba. -MARZO 1993: Alexj Pavlov, ex colonnello del Kgb, rivela la sua verita': il Dc9 fu abbattuto da missili americani, i sovietici videro tutto dalla base militare segreta che nascondevano vicino a Tripoli: ''Fummo costretti a non rivelare quanto sapevamo per non scoprire il nostro punto di osservazione. Quella notte furono fatte allontanare tutte le unita' sovietiche della zona perche' sapevamo che ci sarebbe stata un'esercitazione a fuoco delle forze americane''. DICEMBRE 1993: Andrea Crociani, imprenditore toscano, viene interrogato dal giudice Rosario Priore, titolare dell'inchiesta. Crociani rivela le confessioni a lui fatte da Mario Naldini, il tenente colonnello che prestava servizio all'aeroporto di Grosseto e che la sera del 27 giugno si alzo' in volo con il suo caccia Tf140 per un'esercitazione Nato. ''Mario mi disse: 'quella notte c'erano tre aerei. Uno autorizzato, due no. Li avevamo intercettati quando ci dissero di rientrare. All'aeroporto di Grosseto, dopo l'atterraggio, ci informarono della tragedia del Dc9''. Naldini e' il capo squadriglia delle Frecce Tricolori, morto a Ramstein nell'agosto dell'88 durante la disastrosa esibizione che causo' la morte di 51 persone. Dieci giorni dopo doveva essere ascoltato da Priore per i fatti di Ustica. -FEBBRAIO 1994: Il giornalista Claudio Gatti ricostruisce con Gail Hammer una nuova verita'. Il Dc9, secondo l'ipotesi, fu abbattuto per sbaglio dai servizi segreti israeliani che volevano colpire un aereo che trasportava uranio arricchito destinato a una centrale nucleare irachena. -NOVEMBRE 2003: Una sentenza del Tribunale dichiara responsabili i ministeri dei Trasporti, della Difesa e dell'Interno, e li condanna in solido a risarcire all'Itavia i danni, quantificati in circa 108 milioni di euro (210 miliardi delle vecchie lire). La sentenza faceva seguito al lungo giudizio intentato dall'Itavia, assistita dall'avvocato Giuseppe Alessi, nel 1981, pochi mesi dopo i fatti. L'Itavia ha sostenuto che il disastro di Ustica ''non fu provocato da cedimento strutturale dell'aereo ma da un missile lanciato da un altro aereo, che la responsabilita' dell'incidente era imputabile ai ministeri della Difesa, dell'Interno e dei Trasporti che non avevano garantito la sicurezza dell'aerovia assegnata alla Itavia e che i danni sofferti dalla Societa', che aveva cessato l'attivita' perche' dichiarata decaduta da tutti i servizi di linea ed era stata sottoposta all'amministrazione straordinaria, erano pari allo stato passivo accertato dal commissario governativo''. NOVEMBRE 2004: Vengono depositate le motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Roma sulla strage di Ustica. I giudici rilevano, tra l'altro, ''una forte determinazione ad orientare nel senso voluto dallo Stato maggiore dell'Aeronautica le indagini a qualsiasi livello svolte su Ustica ''. Nell'aprile precedente la terza sezione della Corte d'Assise di Roma aveva assolto, da tutte le accuse contestate, i generali dell'Aeronautica Militare Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo individuando responsabilita' nelle condotte dei generali Bartolucci e Ferri in merito alle informazioni che i due militari fornirono alle autorita' politiche, anche se per questo capo di imputazione il reato e' considerato prescritto. In particolare i due alti ufficiali esclusero il possibile coinvolgimento di altri velivoli la sera del 27 giugno 1980. Le motivazioni depositate, secondo Daria Bonfietti, senatore Ds e presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime della strage, ''ribadiscono che ad opera dei veritici dell'Aeronautica e' stato commesso il reato di alto tradimento: in quanto, avendo dati sulla presenza di altri aerei attorno al Dc9 Itavia, ''inequivocabilmente significativi'', decisero di non trasmetterli al Governo''. -DICEMBRE 2005: Vengono assolti l'ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica generale Lamberto Bartolucci e il suo vice Franco Ferri dai giudici della prima Corte d'Assise d'Appello, presieduta da Antonio Cappiello, che cosi' porta a sentenza il giudizio di secondo grado per la strage di Ustica. Ai due imputati assolti erano contestati i reati di alto tradimento a attentato agli organi costituzionali in relazione al presunto depistaggio sul disastro aereo di Ustica . A rappresentare l'accusa erano i pm Maria Monteleone ed Erminio Amelio, che avevano chiesto nei confronti dei due generali dell'Aeronautica 6 anni e 9 mesi di reclusione. (Adnkronos)
STRAGE USTICA: DAVANZALI, MIO PADRE ALDO LA VITTIMA NUMERO 82
Roma, 26 giu. - ''Mio padre si ammalo' subito dopo Ustica. Era rimasto un uomo solo, senza lavoro. Era un imprenditore importante ad Ancona. In un momento tutti gli hanno voltato le spalle, anche le banche. Ha perso ogni cosa, noi figli abbiamo dovuto ricomprare i beni personali''. Lo ha dichiarato, in un'intervista al 'Quotidiano Nazionale', Luisa Davanzali, la figlia di Aldo Davanzali, ex presidente di 'Itavia' e proprietario dell'aereo DC-9 di Ustica, i cui resti sono arrivati ieri a Bologna. ''Chiedo semplicemente - ha proseguito Davanzali - che si dicano due parole anche per lui, per papa'. E' morto con i passeggeri del 'suo' jet. Poi ha affrontato la malattia, un altro calvario''. ''La sera del 27 giugno era distrutto. Noi abbiamo fatto causa allo Stato, chiediamo un risarcimento''. ''La sentenza dei generali mi ha sconvolto - ha spiegato Davanzali - quella conclusione che il fatto non sussiste: com'e' possibile? Mio padre era stimato da tutti, la sentenza di Priore lo ha scagionato, ma lui stava gia' troppo male per accorgersene. Ormai viveva ritirato nella casa di Sirolo, e' morto li'''. (Adnkronos)
USTICA: NAPOLITANO, TEMPO NON OSTACOLI VERITA' E GIUSTIZIA
ROMA, 27 GIU - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, in occasione del ventiseiesimo anniversario della strage, il seguente messaggio: ''In questo particolare e doloroso momento, desidero ricordare con commozione e rispetto tutte le vittime innocenti di quella tragica notte. Rinnovare la memoria significa anche compiere ogni sforzo perche' il tempo non sia d'ostacolo alla doverosa risposta all'anelito di verita' e di giustizia su quanto drammaticamente accaduto. E' con questi sentimenti che, certo di interpretare la coscienza collettiva, esprimo a tutti i familiari l'affettuosa vicinanza e la solidale partecipazione al dolore che la triste ricorrenza ancor piu' acuisce''. Il messaggio e' reso noto un comunicato del Quirinale. (ANSA)
USTICA: MARINI, NECESSARIO RICORDARE A NUOVE GENERAZIONI TRAGICO EPISODIO
Bologna, 27 giu. - ''A distanza di tanti anni e' sempre necessario ricordare a tutto il paese, e in particolare alle nuove generazioni, un tragico episodio che colpi' profondamente la coscienza degli italiani, in anni di drammatica difficolta'''. Il presidente del Senato, Franco Marini, nella ricorrenza del 26esimo anniversario della strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno del 1980, ha inviato un telegramma alla presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti, nel quale sottolinea l'importanza della memoria e rivolge ''un pensiero commosso, a nome dell'assemblea parlamentare di Palazzo Madama alle 81 vittime innocenti di allora''. ''Lo sgomento di un lutto collettivo tanto profondo -si legge nel testo del messaggio- rimane prettamente vivido per tutti noi''. (Adnkronos)
STRAGE USTICA: BERTINOTTI, VERITA' PER RENDERE PIU' FORTI ISTITUZIONI DEMOCRATICHE
Bologna, 27 giu. - ''La verita' storica su Ustica e' anche una necessita' per rendere piu' forti le istituzioni democratiche, tanto piu' quanto la Costituzione repubblicana manifesta tutta la sua vitalita'''. E' questo il messaggio che il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato oggi alla senatrice Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, nella ricorrenza del 26esimo anniversario della tragedia. La missiva e' stata letta questa mattina a Palazzo d'Accursio a Bologna, in occasione della cerimonia di commemorazione della strage. ''Una citta', Bologna, si incarica di ricordare all'intero paese -si legge nel messaggio- che i morti si onorano in primo luogo con la verita'''. (Adnkronos)
STRAGE USTICA: COFFERATI, VERITA'' GIUDIZIARIA SIA COERENTE CON QUELLA STORICA
Bologna, 27 giu. - ''E' sempre importante che la verita' giudiziaria sia coerente con quella storica, affinche' ciascuno possa esprimere i giudizi e scegliere comportamenti''. Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, fa appello alla necessita' di andare a fondo alla tragica vicenda che ha coinvolto il Dc9 'Itavia 870' abbattuto nei cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 e di raggiungere finalmente la verita' su quanto realmente accaduto. In occasione del 26esimo anniversario della strage, si e' tenuta questa mattina a Palazzo D'Accursio la cerimonia di commemorazione, nella Sala Rossa, alla presenza del presidente dell'associazione dei parenti delle vittime Daria Bonfietti, dei parenti e delle istituzioni civili e militari. ''Senza ombra di dubbio -ha osservato Cofferati- si e' trattato di una strage che ha ferito profondamente la citta' e i cittadini di Bologna''. ''E' importante, dunque, che ci si ritrovi, come ogni anno, qui, a scambiarci parole, utilizzare questa occasione per ricordare''. E la memoria, secondo il sindaco ''e' importante per ognuno di noi: per chi gestisce la cosa pubblica e per i cittadini, perche' non ci siano zone d'ombra''. Il primo cittadino ha fatto poi riferimento ai ''passi avanti importanti'' che sono stati fatti. ''Li abbiamo apprezzati'', ha detto sottolineando ''la determinazione dei magistrati che ha fatto luce su una vicenda che ha toccato profondamente la comunita' dei bolognesi''. ''Questo 26esimo anniversario -ha fatto notare Cofferati- non e' come gli anni passati, ma un punto di transito verso il totale accertamento di quanto e' successo nei cieli di Ustica''. Il sindaco ha infine ricordato che la commemorazione fa seguito a ''un atto importante ovvero l'arrivo del relitto del Dc9 a Bologna'' che e' stato ''un momento di profondissima commozione ''. (Adnkronos)
USTICA: FASSINO, BATTAGLIA PER VERITA' NOSTRO IMPEGNO
ROMA, 27 GIU - ''La verita' su Ustica e' sempre stata e continuera' ad essere per noi un impegno cui non si puo' venir meno'': lo afferma Piero Fassino in un messaggio di solidarieta' ai familiari delle vittime di Ustica nel giorno dell'anniversario della strage. ''In questo giorno che ci ricorda la terribile strage avvenuta 26 anni fa - scrive il segretario dei Ds - voglio esprimere ai familiari delle vittime di Ustica tutta la solidarieta' e il nostro cordoglio, mio personale e dei Democratici di Sinistra. L'iniziativa di riportare il relitto del Dc-9 Itavia a Bologna, per istituire il Museo della Memoria di via di Saliceto, e' giusta e va sostenuta: la tenace battaglia condotta in questi anni dai familiari delle vittime e dalle istituzioni locali perche' si raggiunga la verita', potra' cosi' continuare a essere un punto di riferimento essenziale per la nostra coscienza civile, per la dignita' nazionale dell'Italia''. ''Per questo - prosegue - abbiamo accolto con soddisfazione e speranza la decisione del Governo di promuovere il ricorso in Cassazione: la verita' su Ustica e' sempre stata e continuera' ad essere per noi un impegno cui non si puo' venir meno''. (ANSA)
STRAGE USTICA: BOLOGNA, OGGI COMMEMORAZIONE 26ESIMO ANNIVERSARIO
Bologna, 27 giu. - Nel 26esimo anniversario della strage di Ustica, quando il DC9 'Itavia 870' venne abbattuto, si e' tenuta questa mattina a Palazzo d'Accursio a Bologna la commemorazione della tragedia. Presenti, oltre alle istituzioni civili e militari, anche Daria Bonfietti, presidente del Comitato dei familiari delle vittime. Bonfietti ha voluto ringraziare il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, per ''la sensibilita' non scontata'' dimostrata nei confronti della vicenda, e ha fatto notare anche l'attenzione da parte del governo, per il fatto che ha dato mandato all'Avvocatura di Stato a procedere oltre il secondo grado di giudizio nei confronti di quanti erano stati accusati di 'alto tradimento', e che sono stati assolti per prescrizione in primo grado e per insufficienza di prove nel secondo grado di giudizio. ''Ora andremo al terzo grado'' ha assicurato Bonfietti a tutti i presenti, pur evidenziando che cio' che e' importante e' ''scoprire chi e' stato. Non si puo' permettere -ha detto- che qualcuno la faccia franca''. La senatrice ha ricordato la sentenza del giudice Priore del 1999 che ha riconosciuto il fatto che un aereo civile e' stato abbattuto e che nessuno ha dato spiegazione. ''Non possiamo accettare di non sapere chi lo ha abbattuto, chi e' stato. L'indicibile verita' che qualcuno non ha voluto confessare ora interessa anoi cittadini e chideremo l'intervento delle nostre autorita' politiche''. ''Non e' escluso -ha aggiunto Bonfietti- che mettendo insieme i nuovi elementi si possa aprire un nuovo procedimento per stralci''. (Adnkronos)
USTICA: MINOLI, ANCHE TV PUO' AIUTARE QUANDO MOBILITA
ROMA, 27 giu - ''Siamo presenti nel giorno dell'anniversario, per non dimenticare una brutta pagina della storia italiana'', spiega Giovanni Minoli in un'intervista sul quotidiano on line www.articolo21.info a proposito delle ragioni che lo hanno spinto, questa sera, a trasmettere alle ore 22:50 su Raidue una puntata speciale de 'La Storia siamo noi' dedicata appunto alla strage di Ustica, a 26 anni dalla tragedia. La televisione puo' suggerire una chiave per risolvere il mistero di questo disastro finora rimasto senza colpevoli? Una trasmissione cosa puo' innescare di nuovo per la ricerca della verita'? ''Non ho la volonta' ne' l'ambizione di innescare alcunche' afferma Minoli - ma solo la speranza che possa aiutare a far riflettere, a stimolare una maggiore coscienza collettiva su questo ed altri fatti cosi' tristi e cupi della nostra storia. In questo senso la tv puo' aiutare perche' mobilita i cuori e i cervelli''. Due giorni fa, nella commozione generale dei familiari delle vittime, i resti del relitto aereo, sono stati trasportati in un nuovo museo della Memoria a Bologna: ''Questo trasferimento afferma Minoli segna la volonta di trasformare una tragedia in una consapevolezza crescente dei tanti misteri che ancora circondano il nostro Paese''. ''Mantenere in vita la memoria degli avvenimenti positivi e negativi che hanno segnato la storia deve essere uno dei compiti istituzionali del servizio pubblico - afferma il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti - ci auguriamo che questa serata dedicata al ricordo di Ustica possa essere seguita da altri appuntamenti dedicati alla memoria e che questo tipo di trasmissioni non debbano piu' essere salutate come un evento ma possano e debbano costituire uno dei tratti distintivi della televisione pubblica dei prossimi mesi''. (ANSA)
USTICA. BONFIETTI: VOGLIAMO IL PROCESSO PER STRAGE
Bologna, 27 giu- "Conquisteremo la verita'". Nelle parole di Daria Bonfietti, presidente dei famigliari delle vittime di Ustica, c'e' un nuovo slancio di speranza, dopo lo storico ritorno del Dc9 a Bologna. Alla cerimonia tenuta questa mattina a Palazzo D'Accursio per il 26^ anniversario dell'abbattimento del volo Bologna-Palermo, i famigliari ne sono convinti: "Questo relitto ci aiutera' a ricomporre tutta la verita'", afferma Bonfietti a fianco del sindaco Sergio Cofferati, citando poi l'obiettivo per il prossimo anniversario: il completamento, attorno a cio' che resta dell'aereo, del museo della Memoria alla periferia della citta'. "Confortati" per la decisione del Governo di ricorrere contro l'assoluzione dei generali allora ai vertici dell'aeronautica, ora i parenti delle 81 vittime guardano avanti, anche a possibili clamorosi sviluppi nella vicenda giudiziaria: "Andremo avanti in questa battaglia perche' non escludo, se si mettessero assieme nuovi elementi, che si possa finalmente aprire un procedimento per strage", dice Bonfietti dopo aver letto i messaggi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dei presidenti delle due Camere, Franco Marini e Fausto Bertinotti. L'appello al nuovo esecutivo e' chiaro: "Credo che il governo abbia la possibilita' di agire concretamente- afferma ancora Bonfietti di fronte agli altri famigliari- sia facendo sentire agli stati amici e alleati, che fino ad oggi non hanno dato la dovuta collaborazione, l'assoluta esigenza del nostro paese di una collaborazione completa, sia affrontando il nodo verita' all'interno dell'aeronautica militare". Alla cerimonia in Comune erano presenti molte autorita' cittadine, a cominciare dal Questore Francesco Cirillo. Cofferati ha concluso il suo intervento parlando del futuro museo, che "sara' importante" accanto agli eventi culturali che saranno messi in campo per ricordare quel giorno. "La pace nel vostro cuore ci sara' solo quando la verita' sara' appurata", ha detto il sindaco ai famigliari. (Dire)
STRAGE USTICA. DS: GOVERNO CONTATTI USA, GB, FRANCIA E LIBIA
Bologna, 27 giu - Nel giorno del 26^ anniversario della strage di Ustica e del ritorno a Bologna dei relitti dell'aereo caduto nel mare di Sicilia, i senatori bolognesi dell'Ulivo Walter Vitali e Federico Enriques chiedono al governo, in una mozione parlamentare, di "adoperarsi per accertare la verita' nelle sedi piu' opportune, comprese le istituzioni internazionali". La mozione prende spunto dalla decisione del governo, il 1^ luglio scorso, di dare incarico all'Avvocatura dello stato di ricorrere in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma che, il 6 aprile 2006, ha assolto i generali dell'aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri dell'accusa di alto tradimento. Vitali e Enriques si appoggiano anche sugli atti giudiziari di Rosario Priore. Al termine dell'istruzione del 1999, in effetti, il magistrato arriva alla conclusione che il Dc9 e' stato abbattuto in un atto di guerra non dichiarato, e che "in particolare Stati Uniti, Libia, Francia e Gran Bretagna non hanno consentito alla magistratura italiana di aver accesso a tutte le informazioni o hanno dato risposte incomplete o prive di contenuti reali".Oggi, in nome delle 81 vittime della strage, Vitali e Enriques chiedono quindi un impegno del Governo per ottenere la collaborazione di questi quattro paesi. Viene denunciato in particolare il comportamento degli Stati Uniti: i senatori chiedono di conoscere l'attivita' svolta dall'ambasciata americana subito dopo il disastro, le registrazioni radar effettuate quel giorno, i piani di volo e tutti i documenti della Cia relativi al 27 giugno 1980. Chiedono inoltre al Governo di "esperire ogni tentativo di contatto con le autorita' della Libia" per ottenere la sua collaborazione con la magistratura italiana. Dalla Francia, il Governo dovrebbe ottenere i piani di volo e le registrazioni radar delle basi della Corsica. La mozione infine chiede che l'Inghilterra accerti definitivamente la presenza o meno di una portaerei britannica, nel Tirreno, la sera della strage. (Dire)
USTICA: BOLOGNA - COFFERATI, PER MUSEO RICEVUTI 2.032.000
Bologna, 28 giu. - Ammonta complessivamente a 2 milioni e 32 mila euro la cifra che il Comune di Bologna ha ricevuto, in 3 diverse tranches, in base a leggi dello Stato e alla convenzione firmata l'11 maggio del 2001 dall'allora sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca, dalla Regione Emilia Romagna, la Provincia di Bologna e il Governo, per l'allestimento del relitto del Dc9 abbattuto a Ustica nel 1980, nel Museo della Memoria di via Saliceto sotto le due Torri. A riferire il dato in consiglio comunale e' stato oggi il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, rispondendo ad una domanda del consigliere de La Tua Bologna, Carlo Monaco. "Il Comune ha messo a disposizione la struttura ospitante e la progettazione del museo - ha aggiunto Cofferati - dalla Provincia, invece, sono stati stanziati 50 milioni di vecchie lire, cui si aggiunge il contributo della Regione per l'allestimento del museo, pari a 350.000 euro". Il costo della gestione del museo, invece, sara' invece definita in seguito alla ricostruzione del relitto all'interno della struttura, previsto nelle prossime settimane. "Per il completamento del museo servira' circa un anno di tempo - ha concluso il sindaco - e speriamo di potere rendere la struttura accessibile per l'anniversario del prossimo anno". (Adnkronos)
USTICA: LEGALE FAMILIARI VITTIME CHIEDE VERITA' A NAPOLITANO
TRAPANI, 30 GIU - L'avvocato Francesco Messina, parte civile in rappresentanza di sette vittime della sciagura aerea di Ustica del 27 giugno 1980, tutte di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo, si e' rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiedergli di ''voler disporre tutti quegli atti di sollecitazione necessari ad attivare gli organi competenti a condurre tutte quelle azioni di dovere istituzionale, legali e morali, volte all'accertamento - chiaro e non fumoso - della verita' sulla strage di Ustica''. L'appello e' stato inoltrato anche al presidente del Consiglio, Romano Prodi, ed al ministro degli Esteri, Massimo D'Alema. ''Persa ormai l'occasione giudiziale - dice il legale – non rimane che sperare che il governo, a tutti i livelli, voglia finalmente occuparsi della questione ancora aperta''. (ANSA)
USTICA: TRICARICO, FERITA SARA' GUARITA SOLO CON PRONUNCIA DEFINITIVA CASSAZIONE
Roma, 19 set. - La 'ferita' della vicenda di Ustica sara' ''definitivamente guarita'' solo con la pronuncia definitiva della Cassazione. Il gen. Leonardo Tricarico lascia la carica di capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare sottolineando ''Il calvario mediatico di molti anni'' e le ''mistificazioni operate nel corso di vent'anni'' sulla vicenda. ''Avrei voluto alzare il calice e brindare con tutti coloro che hanno sofferto e con tutta l'Aeronautica per la conclusione della vicenda -ha detto nel corso della cerimonia di passaggio di consegne con il gen. Vincenzo Camporini- ma dobbiamo ancora attendere la pronuncia, questa volta definitiva, della Suprema Corte che confermi, senza ombra alcuna, la cristallina valutazione di merito espressa dalla giuria della prima Corte d'Assise d'Appello di Roma. Solo allora la ferita che lentamente si e' rimarginata sara' definitivamente guarita!''. Tricarico ha ricordato il verdetto di secondo grado del processo di Ustica, ''una sentenza limpida che spazza via tutte le mistificazioni operate nel corso di vent'anni e non solo a mezzo della pubblica informazione. Ai proscioglimenti di primo grado di decine di militari imputati, di fatto nessuno condannato, si e' aggiunta l'assoluzione di 4 generali che nell'organizzazione, e per me in particolar modo, sono stati riferimento sicuro per lealta', onore ed attaccamento alle istituzioni. Sono gli stessi giudici di secondo grado -ha aggiunto Tricarico- a riconoscere in alcuni passaggi della sentenza in maniera aperta ed intellegibile a chicchessia, che un'ingiustizia sarebbe stata commessa nei loro confronti. Ma tutto questo non ha avuto purtroppo l'onore della cronaca nel risarcire almeno parzialmente il calvario mediatico di molti anni''. (Adnkronos)
USTICA: COLARIETI, 'SI A BANCA DATI UNICA STRAGI E TERRORISMO' APPELLO PER EVITARE CANCELLAZIONE MEMORIA TRAGEDIA
(ANSA) - RIETI, 12 NOV - «Sì alla banca dati unica sulle stragi e il terrorismo o le carte di Ustica faranno la stessa fine dei fascicoli di Piazza Fontana». Questo l'appello lanciato da Fabrizio Colarieti, giornalista reatino ideatore del sito internet www.stragi80.it che conserva atti ufficiali e testimonianze sulla strage di Ustica, in riferimento all'impegno preso dal ministro Mastella per salvare le carte di Piazza Fontana attraverso la creazione di una banca dati unica dove conservare e indicizzare, in digitale, tutti gli atti delle inchieste più importanti della storia repubblicana. «Il ministero della Giustizia - spiega Colarieti - presto dovrà fare i conti anche con il milione e mezzo di fogli dell'inchiesta sulla strage di Ustica che, come gli atti della strage di Piazza Fontana parcheggiati nel tribunale di Catanzaro, rischieranno di sbiadirsi e di scomparire per sempre se non verranno digitalizzati. Anche i faldoni dell'inchiesta sulla strage di Ustica, conservati nell'archivio della Corte d'Assise di Roma all'interno del complesso romano di Rebibbia, faranno la stessa fine: sono già sbiaditi, sommersi dalla polvere, mal conservati in contenitori aperti, e diventeranno presto illeggibili cancellando così la memoria sulla tragedia del DC9 Itavia precipitato il 27 giugno 1980 nel Tirreno». L'appello lanciato dal giornalista è quello di un' accelerazione della creazione della banca dati unica «altrimenti di Ustica e delle altre stragi rimarrà solo quello che in questi anni giornalisti e studiosi hanno fotocopiato e in alcuni casi pubblicato nella rete internet». «Il nostro sito, www.stragi80.it - conclude Colarieti - finora è servito proprio a questo: conserva la memoria, grazie all'aiuto dell' Associazione parenti delle vittime di Ustica e di tanti giornalisti e avvocati che hanno lavorato al caso. Conserva circa il trenta per cento dei documenti che riguardano l' inchiesta e quando la giustizia avrà fatto il suo corso che fine farà il resto?». (ANSA)
FINANZIARIA: 12 MLN PER VITTIME USTICA E UNO BIANCA
(ANSA) - ROMA, 1 DIC - Arrivano 12 milioni di euro, per ciascuno dei prossimi tre anni, in favore dei familiari delle vittime di Ustica e dei familiari delle vittime e i superstiti della «banda della Uno bianca». A loro saranno riconosciuti gli stessi benefici previsti per le vittime di stragi e atti terroristici. Lo prevede un emendamento del relatore alla Finanziaria, Gianfranco Morgando, depositato in commissione Bilancio del Senato. L'emendamento modifica la legge varata il 3 agosto del 2004, specificando che le disposizioni della legge «si applicano inoltre ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica del 1980, nonchè ai familiari delle vittime e ai superstiti della cosiddetta banda della Uno Bianca». (ANSA)
2007
STRAGE USTICA: 10 GENNAIO CASSAZIONE DECIDE SU RICORSO GOVERNO
Roma, 3 gen. - Il 10 gennaio prossimo la Corte di Cassazione si pronuncerà sul caso Ustica, decidendo se accogliere o meno il ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato su incarico del Governo contro l'assoluzione dei generali dell'Aeronautica militare dall'accusa di attentato agli organi costituzionali e alto tradimento. Lo rende noto il sito 'Comitatostudiperustica.it', curato dal generale dell'Arma azzurra Francesco Pinto, e da Francesco Gironda. «La Suprema Corte - si legge sul sito - pronuncerà le ultime parole su una vicenda di indicibile sofferenza per i parenti delle vittime ,e che ha visto, ingiustamente, imputati i vertici della Aeronautica militare italiana, per una supposta copertura, al governo, di uno scenario di fantasia su cui nessuna prova è mai stata presentata». I due generali Lamberto Bartolucci, ex capo di Stato maggiore dell´Aeronautica, e il suo vice Franco Ferri, erano accusati di aver fornito alle autorità politiche informazioni depistanti sulle cause della strage. Nel processo di primo grado i vertici dell'Arma azzurra furono ritenuti responsabili, beneficiando della prescrizione per il reato di turbativa, mentre nel grado di appello è arrivata l'assoluzione piena. A seguito della quale si è aggiunta la modifica legislativa del codice penale per la quale «il reato di attentato contro gli organi costituzionali è configurabile solo laddove gli atti siano qualificati come violenti» mentre non è più prevista la cosiddetta turbativa. (Adnkronos)
STRAGE USTICA: GIOVANARDI, DAL GOVERNO ACCANIMENTO CONTRO AERONAUTICA
Roma, 3 gen. - «È una questione incredibile». Così l'ex ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi commenta il ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato su incarico del governo contro l'assoluzione dei generali dell'Aeronautica militare dall'accusa di attentato agli organi costituzionali e alto tradimento per il caso Ustica. Per Giovanardi, «c'è un accanimento del governo Prodi contro l'Aeronautica militare e contro le Forze Armate. L'esecutivo - accusa - si accanisce contro i servitori dello Stato ed esalta gli ex terroristi, in Parlamento come nei ministeri, che i servitori dello Stato li uccidevano». L'ex ministro ricorda che «la magistratura, dopo anni di indagini, è pervenuta a una sentenza di assoluzione. Ed io, per il governo della scorsa legislatura, sono andato in Parlamento a riferire in maniera esaustiva e documentata, chiarendo che al 99,9% la causa fu una bomba a bordo, mentre le varie commissioni di inchiesta hanno scartato l'ipotesi di un missile». (Adnkronos)
USTICA: DOMANI LA CASSAZIONE DECIDE SUL RICORSO DEL GOVERNO
Roma, 9 gen. - Caso Ustica in Cassazione. Domani la Prima sezione penale deciderà sul ricorso presentato dal Governo e dalla Procura Generale dopo che la Corte d'assise d'appello di Roma, il 15 dicembre del 2005, aveva assolto i generali dell'Aeronautica militare, Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, con formula piena dopo essere finiti sotto processo per alto tradimento. Sotto la lente dei giudici con l'ermellino anche il ricorso del ministero della Difesa. La sentenza che i giudici di piazza Cavour dovranno esaminare è appunto quella emessa dalla Corte d'Appello della capitale il 15 dicembre 2005, pubblicata il 6 aprile del 2006, con la quale erano stati assolti Ferri e Bartolucci dall'accusa di alto tradimento in relazione a presunti depistaggi delle indagini relative alla tragedia di Ustica. Secondo l'accusa, i generali omisero di comunicare al governo informazioni sul disastro aereo. Per questo, avrebbero tradito. Nella sentenza, i due ufficiali vennero assolti con formula piena perché «il fatto non sussiste». Il problema sorge in relazione al fatto che tra il verdetto di merito e la pubblicazione della motivazione sono passati quattro mesi, un tempo durante il quale è subentrata una modifica della legge in relazione al reato contestato e che, in buona sostanza, afferma che non è punibile la condotta se non è stata accompagnata da comportamenti violenti. Ecco perché nel ricorso, la Procura Generale sostiene che la formula «perché il fatto non sussiste» debba essere sostituita con un'altra: «Il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato». L'utilizzo della diversa formula potrebbe rivelarsi un grimaldello giudiziario per riaprire il processo e, soprattutto, per fare ottenere ai familiari delle vittime, che in Cassazione non si sono costituiti parte civile, il risarcimento per danni morali. In primo grado, il 30 aprile del 2004, la terza Corte d'Assise di Roma assolse Bartolucci, Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo per i presunti depistaggi, ma per un capo d'imputazione nei confronti dei primi due, riguardante l'informazione alle autorità politiche della presenza di altri aerei la sera dell'incidente, fu considerata la prescrizione. (Adnkronos)
USTICA:DOMANI PROCESSO IN CASSAZIONE, MA REATO NON ESISTE PIU'
Roma, 9 gen. - Sara' l'ultimo atto di un processo su uno dei misteri piu' oscuri d'Italia, ma non arrivera' in ogni caso a definire responsabilita' penali per quanto accadde nei cieli di Ustica il 27 giugno del 1980. Si apre domani, davanti alla prima sezione penale della Cassazione, il terzo grado di giudizio per gli ex ufficiali dell'Aeronautica militare Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di aver depistato le indagini legate al disastro aereo del Dc9 dell'Itavia, che si inabisso' al largo dell'isola siciliana con 81 persone a bordo. Il reato loro contestato, prescritto per i giudici in primo grado e per il quale furono invece assolti in appello, oggi non esiste piu', dopo la riforma dell'articolo 289 c.p. (Attentato contro organi costituzionali) attuata con la legge n.85 del 2006. Se, infatti, i giudici della terza Corte d'assise della Capitale avevano derubricato il reato, con l'applicazione del secondo comma del suddetto articolo, ritenendo che l'imputazione contestata avesse soltanto 'turbato' (e non 'impedito' come sostenuto dall'accusa) l'esercizio delle prerogative del Governo nel chiarire quanto accaduto al Dc9, e dunque dichiarando il non doversi procedere nei confronti dell'ex capo di stato maggiore della Difesa Bartolucci e il suo vice Ferri per intervenuta prescrizione del reato, i giudici d'appello avevano assolto i generali "perche' il fatto non sussiste" ai sensi dell'articolo 530 c.p.p., secondo comma (equivalente alla vecchia formula dell'insufficienza di prove), ritenendo che contro gli imputati ci fossero "deduzioni, ipotesi, verosimiglianze, 'non poteva non sapere', 'rilievi di ordine logico' ma nulla - si legge nella sentenza - che abbia la veste non solo di una prova ma anche di un indizio". Nel febbraio scorso, inoltre, dopo la sentenza della Corte d'assise d'appello, ma prima della pubblicazione delle sue motivazioni, e' entrata in vigore la nuova legge, secondo la quale puo' essere accusato di attentato contro organi costituzionali "chiunque commette 'atti violenti' diretti ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente l'esercizio delle loro funzioni" al Presidente della Repubblica o al Governo, nonche' alle Camere, alla Consulta e alle assemblee regionali. Atti violenti, dunque, che di certo non sono contestati ai due imputati. Alla luce di cio', la Procura generale di Roma, rappresentata dai pm Erminio Amelio e Maria Monteleone e dal pg Salvatore Vecchione, nel ricorrere alla Suprema Corte chiede di sostituire la formula assolutoria pronunciata nel dicembre 2005 con quella secondo cui "il fatto contestato non e' piu' previsto dalla legge come reato". In tal modo, spiega l'avvocato Alfredo Galasso, legale di parte civile per i familiari della vittime, resterebbe aperta la possibilita' di promuovere un'azione civile per i risarcimenti. "Il fatto che i generali non possano piu' essere condannati in sede penale e' assolutamente scontato - sottolinea il penalista - perche' il Parlamento e' intervenuto prima che si concludesse il processo ed ha deciso che quel reato non esiste piu', ma se venisse ora cambiata la formula assolutoria resterebbe in piedi la possibilita' di esercitare un'azione civile". Gli 'ermellini' della Cassazione, dunque, domani esamineranno, assieme al ricorso della Procura, quello presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e del ministero della Difesa, costituitisi parte civile nel procedimento e rappresentati dall'Avvocatura generale dello Stato. Il 1* giugno scorso, il Governo, aveva infatti annunciato di aver dato mandato all'Avvocatura di ricorrere contro la sentenza d'appello: "il Governo - si spiegava in una nota - nel ribadire la piena fiducia nell'operato dell'Aeronautica militare, ha inteso in questo modo sollecitare, anche a garanzia degli stessi interessati, una piena e definitiva pronuncia della Cassazione in ordine all'assoluta estraneita' ai fatti dei soggetti coinvolti e alla corretta interpretazione del nuovo testo delle norme penali poste a tutela dello Stato e delle sue Istituzioni introdotto dalla legge n.85/2006". Al di la' dell'esito processuale di questa lunghissima e drammatica vicenda, nessuna certezza e' stata finora raggiunta sulle cause del disastro: anche se le prime ricostruzioni parlarono di cedimento strutturale del velivolo, fin da subito si ipotizzo' che a causare il disastro fossero stati una bomba, un missile o una collisione con un altro aereo. Nell'estate dell'86 si inizio' il recupero del relitto e nel giugno del '97 sul tavolo del giudice istruttore Rosario Priore arrivo' il dossier completo delle indagini da cui emerse che il Dc9, la sera dell'incidente, volo' per un'ora all'interno di uno scenario di guerra. Un supplemento di perizia confermo' l'affollamento di velivoli nei cieli italiani il 27 giugno '80. Quasi tutti questi aerei avevano i trasponder spenti per evitare di essere identificati. (AGI)
CASSAZIONE: USTICA, DOMANI SI DECIDE SE RIAPRIRE PROCESSO
ROMA, 9 gen - Domani la Prima sezione penale della Cassazione decidera' se riaprire - ai soli fini civili del risarcimento in favore dei familiari delle 81 vittime morte sull' aereo dell'Itavia decollato a Bologna il 27 giugno 1980 e diretto a Palermo - il processo per la strage di Ustica, cosi' come chiede, nel suo ricorso alla Suprema Corte, il governo presieduto da Romano Prodi. Palazzo Chigi sara' rappresentato dagli avvocati dello Stato Massimo Giannuzzi e Giovanni de Figuereido che cercheranno di far cambiare la formula con la quale sono stati assolti ("perche' il fatto non sussiste"), dalla Corte di Assise di Appello di Roma il 15 dicembre 2005, i generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto, ormai, 26 anni fa. Per l'Avvocatura dello Stato il verdetto assolutorio dovrebbe essere riscritto con la formula "perche' il fatto non e' piu' previsto dalla legge come reato" - in questo modo consentendo l'inizio dell'azione civile - in quanto nelle more del deposito della sentenza di appello e' stata approvata la legge 85/2006 che ha depenalizzato alcuni reati militari (come il depistaggio e la turbativa) e d'opinione, punendo penalmente solo le azioni violente. "Se la nostra tesi venisse accolta - ha spiegato Giannuzzi - si potrebbe superare l'ostacolo che impedisce di intraprendere il processo civile: sarebbe un procedimento di portata limitata, certo, ma purtroppo su Ustica la verita' non si e' riuscita ad accertare". I parenti delle vittime non si sono costituiti in Cassazione. Forse perche', come dice Giannuzzi, "contano sul ricorso dell'Avvocatura". (ANSA)
CASSAZIONE: USTICA; BONFIETTI, PROCESSO UCCISO DA TECNICISMI
BOLOGNA, 9 GEN - ''I nostri avvocati hanno presentato una memoria affiancando il ricorso dei pm, del Procuratore generale e dell' Avvocatura dello Stato'', ha confermato Daria Bonfietti, storica presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime, che non ha comunque minimamente nascosto la propria amarezza. ''Dovremo accontentarci di questo - ha detto - ma il vero processo e' stato ucciso da tecnicismi giuridici ed e' stato cancellato quello che un magistrato, Rosario Priore, aveva accertato senza contestazioni e cioe' che un aereo fu abbattuto da un'azione di guerra in tempo di pace e che qualcuno ostacolo' la ricerca delal verita'. C' e' stata la prescrizione, l'assoluzione per la vecchia insufficienza di prove e addirittura la cancellazione del reato. Dovremmo essere felici di tutto questo? Continuiamo a dire che dovrebbe ancora intervenire la politica''. (ANSA)
USTICA: PG CASSAZIONE L'ALTO TRADIMENTO NON È PIU' REATO ASSOLVERE I DUE GENERALI
Roma, 10 gen. - Il reato di attentato contro gli organi costituzionali non è più previsto dalla legge come reato pertanto la formula di assoluzione piena con la quale i due generali imputati per il caso Ustica erano stati assolti in appello va cambiata. Lo chiede il sostituto procuratore generale della Cassazione Luigi Ciampoli ai giudici della prima sezione penale chiamati oggi a decidere sul ricorso presentato dal governo e dalla Procura generale dopo l'assoluzione in appello dei generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, processati per alto tradimento. In sostanza il pg della Cassazione chiedendo che i due ufficiali vengano assolti non più con la formula piena perchè «il fatto non sussiste», bensì con la formula più lieve «perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato» dà modo ai familiari delle vittime di poter aprire una causa civile per ottenere il risarcimento dei danni. In ogni caso Ciampoli, nel corso della sua requisitoria ha strigliato l'avvocatura dello Stato, come pure le parti civili, per aver «delegato i motivi di ricorso a quelli della Procura dello Stato», senza individuare in questo modo «i motivi specifici del loro ricorso». Da qui la richiesta di accoglimento del ricorso della Procura generale e di inammissibilità dei ricorsi presentati dall'avvocatura dello Stato e dalle parti civili. Chiedendo il cambiamento della formula del reato per il quale i due ufficiali, presenti oggi in Aula, sono stati assolti dalla Corte d'appello di Roma il 15 dicembre 2005, il pg ha sottolineato che trattandosi di un fatto che non è più previsto dalla legge come reato, non può nemmeno essere sottoposto a processo, ''sia che sia stato commesso, sia che non lo sia stato». Il rappresentante della pubblica accusa della Cassazione fa riferimento alla legge 85 del 2006, entrata in vigore nel periodo fra la lettura del dispositivo della sentenza di secondo grado, appunto il 15 dicembre 2005, e la pubblicazione delle sue motivazioni il 6 aprile del 2006. In essa si sostiene che l'attentato alla Costituzione si configura soltanto compiendo atti violenti. Da qui la richiesta del pg Ciampoli di modificare la formula. Una modifica, questa, che se venisse applicata potrebbe riaprire il processo? Non lo crede il professor Enzo Musco, difensore del generale Ferri che dice: «del tutto improbabile la riapertura del processo perchè qui oggi si discute solo di una questione tecnica, la modifica della formula assolutoria. La verità su Ustica ormai -è convinto il difensore- è una pietra tombale dal 1990. Dopo 273 udienze di primo grado e 25 di appello non si è voluti arrivare alla verità». In ogni caso se la Cassazione accoglierà le richieste del rappresentante della pubblica accusa, che sono poi quelle della Procura generale ricorrente, i generali dovrebbero sborsare di tasca loro i soldi per risarcire i familiari delle vittime. «E si potrebbe esercitare un'azione civile anche nei confronti dello Stato -incalza Alfredo Galasso, difensore di alcuni familiari delle vittime- Sul piano penale, comunque, oggi la vicenda si conclude senza aver accertato le responsabilità». Una riapertura del caso? «Possibile solo se il pm trovasse nuovi elementi di indagine ma allo stato attuale non si vede molta luce. Lo Stato, a parte qualche tentativo, ha rinunciato a cercare la verità», conclude il difensore. (Adnkronos)
CASSAZIONE: USTICA; PG, MODIFICARE FORMULA ASSOLUTORIA
ROMA, 10 GEN - ''Accogliere il ricorso del Procuratore Generale del Tribunale di Roma, annullare senza rinvio la sentenza modificandone la formula assolutoria per i generali dell'Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri, accusati di aver omesso informazioni sul disastro''. Sono queste le conclusioni del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Luigi Ciampoli in merito al processo sulla strage di Ustica. I supremi giudici della prima sezione penale sono chiamati - ai soli fini civili del risarcimento in favore dei familiari delle 81 vittime morte sull'aereo dell'Itavia decollato da Bologna il 27 giugno 1980 e diretto a Palermo - a decidere sulla riapertura del processo, cosi' come chiesto nel suo ricorso dal governo presieduto da Romano Prodi. Secondo quanto chiesto dalla procura generale della Cassazione, ma anche dalle parti civili ed all' Avvocatura dello Stato, il verdetto assolutorio per la strage di Ustica dovrebbe essere riscritto con la formula ''perche' il fatto non e' piu' previsto dalla legge come reato'' - in questo modo consentendo l' inizio dell' azione civile - in quanto nelle more del deposito della sentenza di appello alla Corte d' Assise di Roma e' stata approvata la legge 85/2006 che ha depenalizzato alcuni reati militari (come il depistaggio e la turbativa) e d'opinione, punendo penalmente solo le azioni violente. Il procuratore Ciampoli ha inoltre chiesto l'inammissibilita' dei ricorsi delle parti civili e dell'Avvocatura dello Stato, criticandole perche' si sono limitate ''a delegare alla Procura Generale della Cassazione il loro ricorso, senza articolare o individuare l'interesse delle parti civili. Questo indica carenze nel loro ricorso, una mancata specificazione degli interessi particolari''. (ANSA)
CASSAZIONE: USTICA; DIFESA GENERALI, E' UN PROCESSO DI SERIE C
ROMA, 10 gen - ''Questo e' un processo di serie C, invece di cercare la verita' su Ustica si cercano responsabilita' sui generali dell'Aeronautica''. E' il commento dell'avv. Enzo Musco, difensore di Franco Ferri, generale dell'Aeronautica accusato insieme a Lamberto Bertolucci di aver omesso al governo informazioni sul disastro di Ustica. ''E' improbabile che venga riaperto il caso - ha spiegato Musco a margine dell'udienza alla I sezione penale della Cassazione chiamata a decidere sul ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato contro l' assoluzione dei generali - in ogni caso l'eventuale risarcimento possibile con la formula assolutoria, e' gia' previsto in Finanziaria con un comma che equipara le vittime a bordo dell' Itavia alle vittime del terrorismo''. ''Sul caso Ustica - ha aggiunto l' avv. Musco - e' stata posta una pietra tombale fin dalle conclusioni dell' indagine del giudice Priore: dopo 273 udienze di primo grado, 25 di appello, nessuna verita' e' stata accertata sulle vere cause del disastro''. (ANSA)
CASSAZIONE: USTICA; PARTI CIVILI, SPERANZA ULTIMA A MORIRE
ROMA, 10 GEN - ''La speranza e' l'ultima a morire, e' sempre possibile riaprire le indagini nel caso il pm abbia nuovi elementi''. Con questo spirito l'avvocato Alfredo Galasso, difensore delle parti civili nei processi per la strage di Ustica, attende l'esito dell'udienza alla prima sezione penale della Corte di Cassazione chiamata a decidere se riaprire - ai soli fini civili del risarcimento in favore dei familiari delle 81 vittime - il processo per la strage di Ustica. ''Sul piano sostanziale chiediamo la modifica della formula assolutoria dei due generali dell'Aeronautica, questo consentirebbe un'azione civile sia nei confronti dei due ex ufficiali sia nei confronti dello Stato''. ''Questa e' per noi una speranza che ha un valore piu' morale che giuridico, anche perche' lo Stato a volte e' sembrato rinunciatario nel cercare verita' e responsabilita'''. (ANSA)
USTICA: L'AMAREZZA DEI PG CASSAZIONE 81 VITTIME ASPETTANO ANCORA LA VERITA'
Roma, 10 gen. - «Ci sono 81 vittime che a distanza di 27 anni aspettano di sapere che cosa è successo». Amarezza e 'disagio', per sua stessa ammissione, nelle parole del rappresentante della pubblica accusa della Cassazione Luigi Ciampoli che oggi ha chiesto, nell'ambito del processo sul disastro di Ustica avvenuto il 27 giugno del 1980, di cambiare la formula assolutoria con la quale sono stati assolti i generali imputati Lamberto Bertolucci e Franco Ferri, processati per alto tradimento in relazione a presunti depistaggi delle indagini relativi alla tragedia che costò 81 morti. Al termine della sua requisitoria, il sostituto procuratore generale della Suprema Corte non vuole e non può rinunciare all'idea che, anche dopo tanti anni, si possa fare luce su uno dei tanti 'misteri d'Italia'. Da qui il suo appello: «Dopo 42 anni di servizio in magistratura -afferma Ciampoli- non posso rifiutarmi di credere che non sia ancora possibile arrivare alla verità, se non altro come fatto storico, perchè in ogni caso le responsabilità penali finirebbero prescritte per il tempo». Il Pg è convinto che, «tutto può ancora succedere. Del resto -argomenta la sua convinzione- nella sentenza di appello si dice che gli accertamenti effettuati non hanno portato a risultati certi perchè la scienza, al momento, non aveva le tecnologie adatte per far luce sui fatti ma se ora ci si rimboccano le maniche e si studiano bene le carte, facendo una ricostruzione sui reperti ritrovati tutto può ancora accadere», conclude Ciampoli che puntualizza come gli estremi per non consegnare alla storia un ennesimo mistero possano essere contenuti in quei «17 mila volumi» di cui si compone il caso Ustica. (Adnkronos)
CASSAZIONE: USTICA; BONFIETTI, NON CI IMPORTA RISARCIMENTO
ROMA, 10 gen - ''Non ci importa del risarcimento, questo ultimo atto della lunga fase processuale ci coinvolge fino ad un certo punto: chiediamo piuttosto che adesso intervenga la politica''. Cosi' Daria Bonfietti, storica presidente dell' Associazione dei Familiari della vittime della strage di Ustica, commenta l'udienza pubblica alla quale ha assistito in I sezione penale della Corte di Cassazione. I supremi giudici, adesso riuniti in camera di consiglio, sono chiamati a decidere sul ricorso presentato dal Procuratore generale del Tribunale di Roma e dall' Avvocatura dello Stato con il quale chiedono di cambiare la formula assolutoria per i generali dell' Aeronautica Bartolucci e Ferri. ''La storia - ha aggiunto Daria Bonfietti - non si scrive nelle aule dei tribunali, una storia che gia' conosciamo e che e' gia' stata scritta dal giudice Rosario Priore. Oggi il problema torna alla politica che deve difendere la dignita' nazionale: in tempo di pace e' stato abbattuto un aereo civile da aerei militari stranieri, questo dovrebbe bastare affinche' il governo, il ministro degli Esteri D'Alema, chiedano conto a questi Paesi di quel che e' successo. Paesi che sin d'ora sono stati reticenti''. Riguardo la presenza in aula dei generali dell'Aeronautica processati, la presidente dei Familiari delle vittime di Ustica ha detto di ''non capire in base a quale malinteso senso di fedelta' istituzionale questi nonni ormai ottantenni hanno taciuto e continuano a tacere manipolando la realta'...''. (ANSA)
CASSAZIONE: USTICA, NO A PROCESSO PER RISARCIMENTO
ROMA, 10 gen - La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale del tribunale di Roma contro l' assoluzione dei generali dell' Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri per il disastro di Ustica. Resta preclusa quindi la possibilita' di riaprire il processo anche per la parte relativa ai risarcimenti civili. Il presidente della I Sezione penale di piazza Cavour, Torquato Gemelli, al termine di una camera di consiglio durata oltre cinque ore, ha letto il dispositivo con il quale e' stato rigettato anche il ricorso delle parti civili, ovvero la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Difesa, che sono stati condannati al pagamento di 500 euro ciascuno alla cassa delle ammende. ''Fa parte della legge, la Corte puo' accogliere o rigettare il ricorso'', ha commentato lasciando l'aula il procuratore generale della Cassazione Luigi Ciampoli, che questa mattina nel corso della sua requisitoria aveva chiesto l' accoglimento del ricorso. I generali dell'Aeronautica Bartolucci e Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa, sono quindi assolti in maniera definitiva ''perche' il fatto non sussiste''. Rigettando il ricorso del Procuratore generale della Corte d' Appello (e non del tribunale, come detto in precedenza), la Cassazione ha negato la riapertura del procedimento che avrebbe permesso ai familiari delle 81 vittime del disastro dell' aereo Itavia caduto nel mare di Ustica il 27 giugno 1980 di ottenere i risarcimento, come aveva chiesto il governo presieduto da Romano Prodi. Gli avvocati dello Stato Massimo Giannuzzi e Giovanni De Figuereido, che hanno rappresentato Palazzo Chigi, hanno cercato, senza successo, di far cambiare la formula con la quale sono stati assolti ("perch‚ il fatto non sussiste"), dalla Corte di Assise di Appello di Roma il 15 dicembre 2005 i generali dell' Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa. Secondo l' Avvocatura dello Stato, il verdetto assolutorio avrebbe dovuto essere riscritto con la formula "perche' il fatto non e' piu' previsto dalla legge come reato" - in questo modo consentendo l' inizio dell'azione civile - in quanto nelle more del deposito della sentenza di appello e' stata approvata la legge 85/2006 che ha depenalizzato alcuni reati militari (come il depistaggio e la turbativa) e d'opinione, punendo penalmente solo le azioni violente. (ANSA)
USTICA: GENERALE FERRI, E' LA FINE DI UN INCUBO
ROMA, 10 gen - ''E' la fine di un incubo, finalmente la mia onesta' e' stata riconosciuta definitivamente''. Cosi' il generale Franco Ferri, assolto definitivamente dall'accusa di alto tradimento in merito alla strage di Ustica commenta la decisione della Cassazione. ''Questa sentenza - ha spiegato il suo difensore, Enzo Musco - dimostra che i generali hanno trovato finalmente il loro 'giudice a Berlino': in questo modo si chiudono per sempre tutte le manovre politiche...''. Per quanto riguarda il no definitivo della Suprema corte ad ogni ipotesi risarcitoria delle vittime legata alla mancata modifica della formula assolutoria l'avvocato ha commentato: ''Questo era un processo che nemmeno doveva essere celebrato, per le vittime era tutto gia' finito nel '90''. (ANSA)
USTICA: PM AMELIO MA NOI NON RINUNCEREMO A CERCARE LA VERITA'
Roma, 10 gen. (Adnkronos) - Nonostante la Cassazione abbia chiuso il processo penale sulla vicenda Ustica con l'assoluzione definitiva dei due generali processati per alto tradimento, la Procura non rinuncerà a cercare la verità. Interpellato dall'ADNKRONOS dopo la decisione della Suprema Corte, il pm Erminio Amelio che si è occupato del caso Ustica per la Procura generale che oggi si è vista dichiarare inammissibile il ricorso, dice: «La decisione di oggi chiude definitivamente questo troncone di processo per il quale è stata emessa definitivamente la parola fine. Sulla responsabilità dei generali non si può più fare nulla ma da parte nostra continueremo a cercare la verità». Il pm Amelio si rende conto che sono ormai passati 30 anni dalla strage del Dc9 Itavia, e che dunque ogni tipo di lavoro sarà difficile. Comunque afferma: «Noi stiamo lavorando sulla falsariga della sentenza del giudice Priore che nella sua ordinanza disse chiaramente che sono ignoti gli autori della strage. Le ricerche -afferma- stanno dando esiti ma vedremo se potranno essere utilizzati perchè dopo 30 anni...». Il pm pensa anche al risvolto morale che la decisione della Cassazione ha provocato. «Questo verdetto impedisce ai famigliari delle vittime ogni possibilità di risarcimento. Se la Cassazione avesse accolto la nostra richiesta di cambiare la formula piena assolutoria con l'altra perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato sarebbe rimasta in vigore la sentenza di primo grado dando così la possibilità ai famigliari di rivalersi in sede civile». Il pm si riferisce alla decisione della Terza Corte d'Assise di Roma del 30 aprile del 2004 che assolse Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo per i presunti depistaggi, ma per un capo di imputazione nei confronti dei primi due, riguardante l'informazione alle autorità politiche della presenza di altri aerei la sera dell'incidente, fu considerata la prescrizione e quindi individuate le responsabilità dei generali dell'Aeronautica. (Adnkronos)
USTICA: IN TRIBUNALE PALERMO PROCESSO RISARCIMENTO 2 VITTIME
PALERMO, 10 GEN - Davanti alla seconda sezione civile del tribunale civile di Palermo, giudice Giovanni Inzerillo, e' in corso un processo per il risarcimento dei danni nei confronti dei familiari di due vittime della strage di Ustica, il 27 giugno '80: Gaetano La Rocca e Francesco Volanti. I sei familiari sono assistiti dagli avvocati di Palermo, Vincenzo Fallica, e di Bologna Giorgio Masini. I legali non avevano seguito l'iter del processo che si e' concluso oggi in Cassazione e nel 1990 avevano citato la presidenza del Consiglio, il ministero dei Trasporti, e il ministero degli Interni, rappresentati dall' avvocatura distrettuale dello Stato, in sede civile per ottenere il risarcimento per la morte dei due passeggeri del Dc9 Itavia. Il processo civile e' nelle fasi finali e i legali hanno presentato le comparse conclusionali. L'avvocato Fallica ha chiesto per gli eredi di La Rocca 1.149.633,05 euro (in base allo stipendio annuo della vittima agli interessi e alla rivalutazione del danno materiale) e 309.874,13 euro per danni morali. Il legale sostiene che ''e' ormai pacifico e processuale che il Dc 9 e' caduto per un' esplosione, e non importa se l'ordigno era dentro l'aereo o se la caduta sia stata provocata da un missile''. ''Se l' aereo e' esploso per una bomba a bordo - dice - c'e' responsabilita' degli organi preposti dallo Stato per il controllo della sicurezza dei voli. Seguendo l'ipotesi che l'ordigno sia esploso dall'esterno non appare dubbio che essa debba considerarsi connessa all'esercizio dell' attivita' militare svolta dalle Forze armate in ordine ad eventuali esercitazioni o di controllo di attivita' militari straniere''. ''Sulla prescrizione - continua - non vi e' nulla da dire perche' il termine e' stato interrotto dal giudizio gia' instaurato dalla dante causa degli odierni attori con atto di citazione del 30 settembre 1984''. ''Sono stati persi 26 anni - aggiunge -. Questo processo si poteva concludere in un anno ma il giudice ha invece aspettato l'esito degli altri processi. E' pacifico che ci sia stata una vera e propria disfunzione dei servizi dello Stato non solo in occasione del disastro ma anche delle fasi concernenti l'accertamento dello stesso disastro. Per questo lo Stato deve pagare la giusta somma agli eredi delle vittime che tanto hanno patito per la tragedia''. (ANSA)
USTICA: GEN. BARTOLUCCI, VERITA' ORMAI INCONTESTATA E ACCERTATA
ROMA, 10 gen - ''Soddisfatto per la riconosciuta estraneita' e per quella che e' ormai una incontestata e accertata verita' ''. Con questo spirito il generale Lamberto Bartolucci ha accolto la notizia della definitiva assoluzione da ogni accusa in merito alla strage di Ustica. ''Dimostrando il decoro del perfetto militare, vero servitore dello Stato, - ha commentato il suo legale, Vincenzo Crupi - il generale e' venuto a conoscenza della Sentenza della Corte di Cassazione ed ha reagito con dignita', coraggio e spina dorsale, senza entusiasmi trionfalistici''. Secondo il legale, ''per lui finisce un incubo durato vent'anni, con accuse infamanti che oggi crollano definitivamente. Si e' trattato di un processo costruito solo su sospetti, ed anche se attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Cassazione, possiamo con molta pacatezza descrivere tutta la vicenda processuale come una delle piu' gravi vicende giudiziarie, una ingiustizia inspiegabile che la storia finalmente giudichera' con obiettivita' ''. (ANSA)
USTICA/GENERALE BARTOLUCCI: È FINITO QUESTO LUNGO CALVARIO
Roma, 10 gen. - "È la fine di un calvario. Questa sentenza non poteva essere diversa. Non potevamo venire riconosciuti in qualche modo responsabili in virtù di una legge che è stata varata dopo le sentenze". Così il generale Lamberto Bartolucci risponde dalla sua abitazione ad Apcom dopo la notizia della pronuncia della Cassazione. "Quale è il mio stato d'animo? Sono sereno. Ormai sono vecchio e non posso permettermi grandi sbalzi d'umore. Ma posso dire che sono sereno". Non ha mai pensato in oltre vent'anni d'indagini e 15 di processo di non uscirne fuori? Di venire un giorno condannato? "No. Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Quando la Presidenza del consiglio si costituì parte civile insieme ai miei colleghi scegliemmo di metterci a riposo, di abbandonare la divisa. Non fu facile mettermi contro lo Stato, contro ciò che avevo difeso in tanti anni di carriera". Qual è l'accusa, il sospetto che l'ha più offesa, umanamente? "Il fatto che io, od i miei colleghi, potessimo essere coinvolti nella morte dei piloti deceduti nell'incidente delle Frecce Tricolore, in Germania. Fu una cosa sconcertante leggere certe cose. Doloroso". È la sera del 27 giugno del 1980, lei viene avvisato da un suo ufficiale sottoposto che l'aereo da Bologna a Palermo non si trova. Cosa pensa? Su due piedi? "Non feci ipotesi. Raccomandai di fare il punto al più presto di tutti i movimenti dei nostri velivoli, di quanto era stato osservato dalle nostre basi. Non pensai ad un attentato, anche se ancora non eravamo usciti dai cosiddetti 'Anni di piombo’. In cuor mio, senza dirlo, sperai solo che non c'entrasse qualche pilota dell'Aeronautica un po’ scavezzacollo, per così dire. Ogni tanto si registravano proteste delle linee aeree civili per il fatto che qualche aereo militare passava a due chilometri di distanza, per esempio, invece che a cinque. Sperai che tutto potesse venire spiegato in modo semplice". Ma quando si è parlato di un missile per uccidere Gheddafi? "Pensai che stavo leggendo un romanzo di fantascienza. Era impossibile che le cose potessero aggrovigliarsi così. Il Mig sulla Sila, con quel che alcuni si inventarono fu il completamento di un quadro assurdo. Per fortuna per è finito". (APCom)
USTICA: COSSIGA GOVERNO PRESENTI DDL PER RISARCIRE FAMIGLIE
Roma, 10 gen. (Adnkronos) - «Fui chiamato a testimonare e testimoniai a favore, quindi conosco le persone. È impossibile condannare per alto tradimento, a cagione di un supposto inganno alle autorità politiche, dei generali su una verità che neanche i giudici hanno accertato». Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, commenta così all'ADNKRONOS l'assoluzione definitiva dei generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri per la vicenda di Ustica. «Pessima figura ha fatto, anche nei confronti dell'Aeronautica militare italiana, certo malconsigliata dall'Avvocatura dello Stato, la presidenza del Consiglio dei ministri a interporre un ricorso che è stato addirittura dichiarato inammissibile. Ciò che -rileva Cossiga- sul piano di un esame universitario di procedura penale, equivarrebbe a una bocciatura». «Quello che dovrebbe fare il governo -continua Cossiga, che all'epoca del disastro aereo era presidente del Consiglio- è presentare nella sua discrezionalità al parlamento un ddl che preveda comunque un risarcimento per le famiglie delle povere vittime, che altrimenti -conclude- potrebbero essere danneggiate da questo giudizio della Corte di Cassazione». (Adnkronos)
USTICA/ L'ULTIMA VITTORIA DEI GENERALI 'CATTIVI D'ITALIA'
Roma, 10 gen. - Il 'Muro di gomma’ ha retto. La giustizia, la sua amministrazione dei processi, ha respinto oggi, in Cassazione, anche l'ultima richiesta di individuare qualche tipo di responsabilità penale dell'Aeronautica militare italiana nell'incidente del DC9 I-TIGI avvenuto tra Ustica e Ponza il 27 giugno 1980, nel quale morirono 81 persone, tra cui tredici bambini. L'assoluzione dei generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri chiude un pezzo di storia e preclude un processo civile complessivo per il risarcimento dei familiari delle vittime. E così come era avvenuto in occasione delle due precedenti sentenze che avevano dichiarato l'innocenza dell'Arma azzurra, tutti i soggetti a diverso titolo citati in questa lunga vicenda italiana gridano: "Ora non siamo pi— i peggiori elementi del nostro Paese". Lo spiegano dal 'Comitato studi per Ustica’ e lo ribadisce chi fino a poco tempo fa era accusato di "attentato agli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento". Quel reato però fu dichiarato prescritto in primo grado. Allora, era il 30 aprile 2004, erano già usciti dalla storia giudiziaria del disastro di Ustica, l'ex responsabile del Sios, Zeno Tascio e l'ex capo reparto di Stato Maggiore Corrado Melillo. Ma la "rivincita" che si è consumata nel pomeriggio al 'Palazzaccio’ è tutta per questo gruppo di ex militari "con la divisa dentro la pelle", coeso, impermeabile, capace di assorbire i molti anni di accuse e sospetti. Arrivati ad essere definiti "cattivi d'Italia", i "generali di Ustica" (durante una puntata del Maurizio Costanzo Show, nel 1991, quando nelle sale c'era già il film di Marco Risi 'Il muro di gomma’), hanno sempre ribadito in ogni occasione, dalla redazione del 'Libro bianco’ al lancio del saggio di Paolo Guzzanti in loro favore, pubblicato da Bietti, che le loro assoluzioni erano sempre le ultime di una lunga serie. Dai marescialli prosciolti nella fase preliminare, agli ufficiali prima rinviati a giudizio poi assolti con le scuse della Procura, sono 39 le persone che possono dirsi "innocenti" per la tragedia del volo dell'Itavia. "Continuano a cadere i pezzi e la gente, spinta dalla disinformazione, continua a credere a sciocchezze come il muro di gomma, il missile lanciato da una portaerei, l'assurdo fisico-logico della 'quasi collisione’ con un aereo che doveva abbatterne un altro, il Mig libico, che è invece atterrato sulla Sila", spiega il generale Enrico Pinto, presidente del 'Comitato’. Rimangono i fatti, in tutto questo. E quelli cominciano alle 20,59 minuti e 45 secondi di quella sera quando il Dc9 Itavia I-Tigi, in rotta su Palermo, proveniente da Bologna, ad una quota di 25mila piedi, sparisce dagli schermi radar di Ciampino. Le ricerche del velivolo daranno qualche risultato soltanto alle prime luci dell'alba. Nel frattempo è già iniziata la ridda di voci e l'affastellarsi di ipotesi. Una telefonata a nome dei Nar sostiene che sull'aereo c'era Marco Affatigato, estremista di destra legato ai servizi. Ci vorranno non pochi controlli per fugare il dubbio, stante anche il fatto che i corpi delle vittime non sono mai stati recuperati tutti. Ma come si è arrivati ai quattro generali dell'Aeronautica? Ha quasi dieci anni quella 'identificazione’. Ed inizia dopo che il giudice istruttore Rosario Priore nel giugno '97 riceve dal collegio peritale nominato un dossier dal quale emerge che il Dc9, la sera dell'incidente, volò all'interno di uno scenario di guerra. Tre anni prima però altri consulenti del giudice avevano indicato in una bomba collocata nella toilette in coda all'aereo la causa del disastro. In ogni caso il 31 luglio 1998 i pubblici ministeri romani Settembrino Nebbioso e Giovanni Salvi chiedono il rinvio a giudizio per i generali dell'Aeronautica Bartolucci, Tascio, Melillo e Ferri. La logica che si segue è chiara: se è impossibile individuare gli autori materiali della strage, si possono portare sotto processo coloro che con il loro comportamento - leggi depistaggi - hanno impedito al governo ed all'autorità giudiziaria di giungere alla verità. La sentenza di primo grado, pronunciata il 30 aprile 2004 dal giudice Giovanni Muscarà, fa uscire però di scena alcune "certezze" del "mistero Ustica". A partire dalla vicenda del Mig libico caduto il 18 luglio dell'80, tra le 11 e le 11.30 del mattino sulle montagne di Castel Silano, in località Timpa delle Megare. Sono passati 21 giorni dal fatto avvenuto a largo di Ustica, ma per molti è la conferma che qualcuno non vuole far sapere. Perché‚ se da una parte la commissione italo-libica conclude che si è trattato di un incidente "effettivamente" avvenuto il 18 luglio, due medici legali (Alfonso Zurlo ed Erasmo Rondanelli) dopo averne condiviso il parere, denunciano che invece secondo loro il cadavere poteva trovarsi nell'abitacolo del Mig da "almeno" 15 giorni. Una successiva inchiesta della Procura di Crotone accerterà che Zurlo, ex sindaco di Catanzaro, era amico di Aldo Davanzali, proprietario dell'Itavia, e che "per smania di protagonismo" - scrisse il magistrato - aveva deciso di collocare pilota e relativo aereo da guerra, in uno scenario che non era il suo. A "suggerire il complotto" come ha detto ancora di recente in un'intervista il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga è stato sicuramente da sempre Muammar Gheddafi. Il quale, in modo ufficiale, nel settembre 2003 ammise l'attentato di Lockerbie, e rilanciò l'ipotesi che il Dc9 Itavia fu abbattuto da aerei Usa. Perché‚ gli americani credevano che a bordo ci fosse lui, che volevano eliminare. Tornando ai generali dell'Aeronautica, secondo la parte civile nascosero già nella mattina seguente l'incidente che erano disponibili i tracciati radar di Ciampino. Bastava "leggerli" - hanno sempre ribadito Daria Bonfietti ed i familiari delle vittime - per percepire la presenza di almeno un velivolo intersecante la rotta del Dc 9, in corrispondenza della zona del disastro. A "render chiaro" lo scenario di guerra, sono due "plot" il "-17" ed il "-12", che dovrebbero individuare un aereo che "accompagna" il volo di linea in parallelo. Per la difesa degli imputati "se lo fa" è a 35 chilometri di distanza. Inoltre una "segnalazione" deve avere tre numeri. Questa ne ha due. Riguardo alle "esercitazioni" che la base di Marsala sta compiendo il 27 giugno e che non le permettono di "vedere" quel che accade, in primo grado si conferma un fatto: quell'impianto radar era completamente obsoleto, datato. I pm Erminio Amelio e Maria Monteleone avevano chiesto per Bartolucci e Ferri la condanna a sei anni e nove mesi di reclusione (di cui quattro anni condonati) ritenendo che vi fosse la prova che i due avevano omesso di riferire alle autorità politiche alcune informazioni sul traffico aereo di quel 27 giugno. La stessa richiesta fatta in primo grado. "La sentenza di oggi chiude un capitolo della storia", commenta uno degli avvocati difensori. La Cassazione oggi non poteva far altro – si spiega in qualche modo a piazzale Clodio - perché‚ le motivazioni dell'assoluzione dell'Appello, erano nette. Quella sentenza a differenza del primo grado (quando si disse che "il reato fu commesso"), ha fatto cadere le prove a carico. Malgrado due milioni e mezzo di mezzo di atti giudiziari, alcune commissioni d'inchiesta parlamentari e il risultato di almeno undici perizie. Oggi l'ultimo atto e "le ombre che per molti anni sono state ingiustamente gettate sulla forza armata tramite l`imputazione dei suoi vertici si sono definitivamente dissolte", ha commentato il Capo di stato maggiore dell'Aeronautica, Vincenzo Camporini. (APCom)
USTICA: P.CHIGI, RISPETTO SENTENZE E VICINI AI FAMILIARI
ROMA, 10 GEN - Il governo ha sempre dimostrato tutta la sua sensibilita' nei confronti dei familiari delle vittime della tragedia di Ustica. E, con questo spirito, ha previsto nella finanziaria una norma che equipara i parenti delle vittime del Dc9 dell'Itavia ai familiari delle vittime del terrorismo, garantendo cosi' un risarcimento. Cosi', in ambienti di Palazzo Chigi, si commenta la sentenza della Cassazione sulla vicenda di Ustica senza entrare nel merito di aspetti tecnico-giuridici e confermando il ''massimo rispetto'' per il lavoro della magistratura. (ANSA)
USTICA: LEGALE GEN. FERRI RESTITUITI DIGNITA' E ONORE A MIO ASSISTITO
Roma, 10 gen. - «Non posso che esprimere la mia soddisfazione perchè dopo tanto tempo al mio assistito, leale e fedele servitore dello Stato, sono state definitivamente restituiti dignità e onore». Così Giampaolo Filiani, difensore del generale Franco Ferri nel processo per il disastro aereo di Ustica commenta la sentenza della Cassazione. «Un processo -sottolinea il legale- all'esito del quale la giustizia ha fatto il suo corso». «Il processo penale ha raggiunto il suo obiettivo; esso è infatti -spiega l'avvocato in una nota- un delicato strumento il cui unico scopo è e deve essere quello di accertare la sussistenza o meno della responsabilità penale di un individuo. Chi voleva utilizzarlo impropriamente per dare una risposta all'opinione pubblica, non scevra da influenze politiche, è ora costretto a ricredersi». «Il cosiddetto processo per il disastro di Ustica, che poi in realtà era il processo per asseriti depistaggi a carico di coloro che hanno avuto l'unico torto di aver sempre fedelmente adempiuto il proprio dovere attenendosi rigorosamente ai fatti di cui avevano conoscenza senza pregiudizi politici, senza preconcetti, senza subire influenza alcuna, si è concluso nell'unico modo possibile così che ora non può più tacersi -rimarca Filiani- che questo processo non avrebbe dovuto mai iniziare e che molto meglio sarebbe stato investire tutte le relative energie per recuperare anche le ultime parti dell'aeromobile e, quindi -conclude- individuare le vere cause del disastro». (Adnkronos)
USTICA: GOVERNO ASSICURA, CI SARA' RISARCIMENTO VITTIME
ROMA, 10 GEN - Non ci sono colpevoli per la strage di Ustica, dice la Cassazione, mandando definitivamente assolti gli ufficiali accusati di aver depistato le indagini. Subito il Palazzo si divide sulla sentenza, che arriva dopo ventisette anni di processi. La maggioranza e' sgomenta, mentre da Palazzo Chigi - dopo il ricorso del governo ad una prima sentenza assolutoria della Corte d'assise d'appello di Roma - ribadito il massimo rispetto per il lavoro della magistratura, si ricorda la norma della finanziaria che equipara i parenti delle 81 vittime ai familiari delle vittime del terrorismo, garantendo un risarcimento. Nel centrodestra si pone piuttosto l'accento sullo ''schiaffo che il governo Prodi ha ricevuto dalla Cassazione, che ha respinto il suo estremo ed inutile tentativo di accanimento contro gli ufficiali dell'Aereonautica, per tutta la vita fedeli servitori delle istituzioni'' (Carlo Giovanardi, Udc). Si plaude percio' alle decisioni della Cassazione: ''Non abbiamo mai dato credito all'ipotesi che e' stata costruita in questi anni con un chiaro schematismo politico'' (Fabrizio Cicchitto, Forza Italia). Il centrosinistra, invece, si rammarica. ''Penso che dover attendere ben 27 anni per arrivare a questo esito ha, comunque, per tutti gli italiani il sapore amaro della sconfitta'', afferma Daniela Melchiorre, sottosegretario alla Giustizia. ''Si puo' affermare che la Giustizia non e' stata capace di fare giustizia e neppure di ricostruire un minimo di verita' su quanto e' accaduto'', dice Pietro Folena del Prc. ''Lo Stato, che non e' stato in grado di vigilare adeguatamente su alcuni pezzi del suo apparato, ha il dovere di intervenire chiedendo scusa e risarcendo i familiari'', e' il monito del capogruppo del Prc Giovanni Russo Spena. La notizia provoca ''profonda tristezza'' al capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio, mentre la responsabile Giustizia dei Verdi Paola Balducci sottolinea ''il fallimento dello Stato, che non e' stato in grado in tanti anni di garantire giustizia per le vittime''. Fatta salva l'autonomia della magistratura, il senatore della Margherita Luigi Lusi parla di ''insopportabile beffa'' e di ''ferita profonda'', mentre per il deputato dell'IDV Salvatore Raiti si e' di fronte ad una ''intollerabile sconfitta dello Stato''. (ANSA)
USTICA: ZAMBERLETTI DIETRO STRAGE ATTO TERRORISTICO
Roma, 10 gen. - «Ho sempre sostenuto la tesi che la strage di Ustica non avesse nessuna correlazione con i generali processati per alto tradimento». Lo ha dichiarato all'ADNKRONOS Giuseppe Zamberletti, presidente dell'Igi e all'epoca del disastro sottosegretario agli Esteri, commentando la decisione della prima sezione penale della Cassazione che ha assolto definitivamente i generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di alto tradimento nell'ambito del disastro avvenuto il 27 giugno dell''80 che costò 81 morti. «Tutte le valutazioni tecniche - ha proseguito Zamberletti - compresa quella dell'ingegner Misiti, lo confermavano. Non mi stupisce, quindi, la decisione della Cassazione. Anzi, già quando ero sottosegretario agli Esteri, ero convinto della tesi terroristica». Sulle coincidenze temporali tra la strage di Ustica e quella di Bologna, Zamberletti ha scritto un libro, 'La minaccia e la vendetta. Ustica e Bologna: un filo tra due stragì e oggi, in seguito della decisione della Cassazione, commenta: «Era un grande momento di tensione, un periodo di gravi minacce». «La serie di coincidenze temporali tra le due tragedie - ha concluso - mi hanno fatto pensare, e devono far pensare. La bomba del 2 agosto 1980 a Bologna è scoppiata nello stesso giorno e alla stessa ora della sigla dell'accordo contro ogni attentato e per la neutralità e l'autonomia della Repubblica di Malta, dalla delegazione del Governo italiano con il Primo Ministro maltese: non possono essere solo coincidenze». (Adnkronos)
USTICA: STRAGE SENZA COLPEVOLI, CASSAZIONE CHIUDE VICENDA
ROMA, 10 gen - La strage di Ustica resta senza colpevoli e non ci saranno azioni giudiziarie per il risarcimento ai familiari delle 81 vittime del disastro del Dc9 Itavia caduto in mare il 27 giugno del 1980. Dopo quasi 27 anni la prima sezione penale della Cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda, dichiarando inammissibile il ricorso del Procuratore generale della Corte d'Appello di Roma che aveva chiesto una riformulazione della sentenza d'assoluzione, che avrebbe lasciato uno spiraglio per il risarcimento. Una richiesta sostenuta anche dalla Presidenza del Consiglio, che si e' costituita parte civile. I generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa, sono stati assolti, in maniera definitiva, ''perch‚ il fatto non sussiste''. Una soluzione che l' Avvocatura dello Stato e la procura generale della Corte d'Appello di Roma avrebbero voluto evitare puntando alla riformulazione dell'assoluzione perche' ''il fatto contestato non e' piu' previsto dalla legge come reato'', in base alla legge 85/2005, entrata in vigore tra la lettura del dispositivo della sentenza di secondo grado e la pubblicazione delle sue motivazioni. ''Amarezza e disagio'' sono stati espressi dal sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Luigi Ciampoli, in merito all'intera vicenda processuale legata alla strage di Ustica. Prima che la Corte di riunisse in camera di Consiglio, Ciampoli aveva detto ai giornalisti: ''Quel che e' certo e' che anni di vicende processuali non hanno stabilito come e perch‚ sono morte 81 persone. Il processo era iniziato per accertare le cause del disastro, mentre oggi le imputazioni sono del tutto diverse e 81 vittime, insieme a tutta l'Italia, attendono ancora di sapere cosa e' successo". Proprio i familiari delle vittime, pero', si sono dimostrati tra i meno interessati alla sentenza di Piazza Cavour: ''Non ci importa del risarcimento - ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell' Associazione dei familiari della vittime - oggi il problema torna alla politica che deve difendere la dignita' nazionale. Il governo chieda conto ai Paesi coinvolti di quel che e' successo. Paesi che sino ad ora sono stati reticenti''. Secondo l'avvocato Alfredo Galasso, legale in precedenti processi dei familiari di alcune vittime, la sentenza della Cassazione ''consegna definitivamente alla storia come 'mistero' la strage di Ustica. Esprimiamo profonda amarezza e indignazione per cio' che e' accaduto. Una vicenda anomala sulla quale in 27 anni non e' stata fatta luce. Una vicenda su cui pero' noi conosciamo la verita', e cioe' che fu un atto di pirateria aerea per la quale non ha pagato nessuno". Per i due generali che erano imputati nel processo, si e' trattato della ''fine di un incubo''. Il generale Lamberto Bartolucci ha espresso soddisfazione ''per la riconosciuta estraneita' e per quella che e' ormai una incontestata e accertata verita' ''. A parere del suo avvocato, Vincenzo Crupi, ''si e' trattato di un processo costruito solo su sospetti e, anche se attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Cassazione, possiamo con molta pacatezza descrivere tutta la vicenda processuale come una delle piu' gravi vicende giudiziarie, una ingiustizia inspiegabile che la storia finalmente giudichera' con obiettivita'". ''Finalmente la mia onesta' e' stata riconosciuta definitivamente'' ha commentato il generale Franco Ferri. Secondo il suo avvocato, Enzo Musco, la sentenza ''dimostra che i generali hanno trovato finalmente il loro 'giudice a Berlino': in questo modo si chiudono per sempre tutte le manovre politiche''. Il capo di Stato maggiore dell' Aeronautica, generale Vincenzo Camporini, ha detto: "Attendevo serenamente il pronunciamento della Suprema corte che oggi ha scritto la parola fine a questa sofferta vicenda giudiziaria. Le ombre che per molti anni sono state ingiustamente gettate sulla Forza armata tramite l'imputazione dei suoi vertici si sono definitivamente dissolte". (ANSA)
USTICA. BONFIETTI: ASSOLUZIONE? CI HA PENSATO GOVERNO BERLUSCONI
Roma, 10 gen. - L'assoluzione dei generali accusati di alto tradimento per la strage di Ustica? Nessuna sorpresa da parte della senatrice dell'Ulivo Daria Bonfietti "visto che e' stato il governo Berlusconi ad eliminare la fattispecie di reato. Quindi da parte nostra, dei familiari delle vittime, non c'era nessuna aspettativa, sapevamo che la partita era chiusa". Amareggiata? "Molto, anche perche' quando il governo Berlusconi fece la legge a favore dei generali non ci furono proteste, da tutte le parti, la cosa fu lasciata passare cosi'...". Ma la verita', insiste Bonfietti, quella non la si puo' cassare: "anche se in tribunale non si riesce ad avere una piena verita'- spiega- comunque con il giudice Priore un pezzo di verita' e' stata accertata. E cioe' che la strage, che l'abbattimento dell'aereo fu causato da un'azione di guerra di fatto, non dichiarata insomma. Non si e' riusciti ad individuare i responsabili...". Quanto ai risarcimenti ai familiari delle vittime, con il senatore Cossiga che chiede al governo di emanare un disegno di legge ad hoc, Bonfietti dice che non c'entra nulla: "sono gia' previsti. Nel 2004 il governo Berlusconi varo' una legge per i risarcimenti alle vittime del terrorismo. Tenne fuori noi di Ustica e i familiari della Uno Bianca. Per fortuna questo governo ha accolto la nostra richiesta ed e' passato un emendamento che ci riconosce il diritto". (Dire)
USTICA: BONFIETTI ESITO PIRANDELLIANO ORA TOCCA ALLA POLITICA SCOPRIRE VERITA'
Roma, 11 gen. - «Che il Dc9 sia stato abbattuto durante un'azione di guerra non dichiarata è ormai una verità storica. L'unico fatto che non sussiste dunque è la consapevolezza dei nostri militari, ignari, evidentemente, di cosa stesse accadendo nei cieli italiani quel 27 giugno del 1980. E ne vanno fieri? Si rallegrano di non aver capito niente?». Così Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione familiari delle vittime di Ustica, commenta l'annuncio della sentenza di assoluzione da parte della Cassazione in un'intervista al quotidiano 'La Stampa'. «Il caso si chiude in modo pirandelliano. Ma il nodo non è stabilire il colpevole. I tracciati radar e gli esperti della Nato -ha spiegato- hanno confermato che quella notte sopra Ustica volavano aerei da guerra americani, inglesi e francesi. Forse anche libici, a targa spenta. Quel che avrei voluto sapere dai generali è perchè abbiano taciuto e continuino a tacere a costo di passare per incapaci». Bonfietti ha aggiunto che «nessuno ha mai accusato l'aeronautica di aver buttato giù il Dc9, ma perchè i militari hanno nascosto i tracciati radar?Quale patto di fedeltà hanno rispettato più forte di quello con il popolo italiano per il quale, in teoria, lavorano?». «La sentenza della Cassazione non mi scandalizza -ha proseguito- il processo si era già sbriciolato in secondo grado: non si può pretendere che la magistratura arrivi sempre alla verità. È un compito che tocca alla politica e io, a eccezione dei partiti di sinistra con i quali mi sono poi candidata, non ho avuto dalla politica alcun aiuto». Precisando che «non abbiamo mai chiesto denaro», ha concluso: «Chissà che la storia sia davvero finita, il reato di strage in fondo non va mai in prescrizione». (Adnkronos)
USTICA: PRIORE, VERITA' POSSIBILE SOLO CON AIUTO GOVERNO
Roma, 11 gen. - La verita' sul disastro di Ustica puo' ancora essere raggiunta con l'aiuto del Governo. E' quanto sostiene l'ex giudice istruttore Rosario Priore, che indago' a lungo sulla sciagura, in un'intervista esclusiva rilasciata a RTL 102.5 all'indomani della pronuncia della Cassazione che ha assolto definitivamente i generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri. "Ci sono stati impedimenti all'accertamento della verita', ci sono stati degli sviamenti - ammette Priore - la ricostruzione e' rimasta la stessa di 27 anni fa. Ritengo che si debba continuare a cercare la verita'". Infatti, osserva l'ex giudice, "esiste un'inchiesta tuttora in corso presso la Procura della Repubblica e se questa inchiesta verra' aiutata da attivita' di governo, si arrivera' ad accertare le responsabilita' personali". Dall'istruttoria, "cioe' dagli anni '90 ad oggi, dopo due dibattimenti in merito e il recente grado di legittimita' - aggiunge Priore - la ricostruzione e' rimasta ferma, resta quella che emergeva gia' alla fine dell'istruttoria. In estrema sintesi, posso dire che quella sera il nostro DC9 Itavia non volava da solo nei cieli, c'erano diverse tracce di aerei che volavano parallelamente alla sua traiettoria o che l'hanno attraversata. Questo emergeva - ricorda - gia' nei primi giorni dopo la tragedia e questa ricostruzione e' stata possibile grazie ai rapporti che la stessa Nato ci ha fornito ed e' una ricostruzione che tiene, anche se non si e' giunti ad accertare nessuna responsabilita' personale". Resta fermo, secondo l'ex giudice istruttore, un altro punto dell'inchiesta: "ci sono stati impedimenti: qualche entita' si e' opposta al fatto che si ricostruisse pienamente la vicenda. Cosi', anche se non sono emerse prove a carico delle persone coinvolte nell'inchiesta, i punti fondamentali della ricostruzione sono rimasti tali". Di certo, rimane "il dispiacere di non aver risolto il caso - conclude Priore - ma ripeto: si puo' e si deve ancora lavorare". (AGI)
USTICA: AVV. FAMIGLIA DAVANZALI, NON E' DETTA ULTIMA PAROLA
ANCONA, 11 GEN - La verita' sulla strage di Ustica ''puo' ancora essere trovata; c'e' un' inchiesta della procura di Roma ancora aperta, che puo' portare a nuovi sviluppi. Certo, e' necessario anche che ci sia la volonta' politica di andare avanti''. Cosi' l' avv. Mario Scaloni, difensore degli eredi di Aldo Davanzali, l' ex presidente dell' Itavia, commenta la sentenza della Prima sezione penale della Corte di Cassazione, che ieri ha mandato assolti due generali dell' Aeronautica dall'accusa di aver depistato le indagini sul disastro del Dc9 Itavia, inabissatosi nel mare di Ustica con 81 persone a bordo. Le figlie di Davanzali, Luisa e Tiziana, coltivano tuttora la causa di risarcimento danni per circa 1.800 miliardi di vecchie lire, intentata dal padre alcuni anni prima di morire e tesa a restituire alla famiglia non solo un patrimonio finanziario andato in fumo, ma anche l' onore di un imprenditore che fu ''ingiustamente accusato di aver armato bare volanti''. ''La causa civile - ricorda Scaloni - e' indipendente dal procedimento penale che si e' chiuso ieri, e la prossima udienza e' gia' fissata per il 14 novembre''. (ANSA)
USTICA: COLARIETI; GOVERNO INTERVENGA SU USA, FRANCIA E LIBIA
RIETI, 11 GEN - ''E' giunto il momento di chiedere con forza al Governo di intervenire affinche' Stati Uniti, Francia e Libia raccontino quanto sanno sulla sera del 27 giugno 1980. Sono passati quasi 27 anni da quando il DC9 Itavia precipito' nel Tirreno e ieri, con la definitiva assoluzione degli ultimi due imputati, la Cassazione ha consegnato alla storia, come mistero, una delle piu' grandi tragedie italiane avvenuta dal dopoguerra ad oggi, quella di Ustica''. Lo ha dichiarato il giornalista Fabrizio Colarieti, autore del sito internet 'www.stragi80.it' che raccoglie la mole di atti giudiziari sulla strage di Ustica. ''Nessuna sentenza - ha aggiunto Colarieti - potra' cancellare un dato di fatto, cioe' quanto scopri', indagando per 19 anni, il giudice Rosario Priore: l'aereo che trasportava da Bologna a Palermo 81 cittadini italiani fu abbattuto da un'azione di intercettamento. Si tratto' cioe' di un'operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti''. ''C'erano - ha concluso - altri aerei quella sera in volo sul Tirreno, lo ha ribadito proprio oggi il giudice Priore in un'intervista: c'erano caccia statunitensi, mirage francesi, un aereo radar Awacs della Nato e c'era anche un F-104 della nostra Aeronautica. Non sono bastati 27 anni per abbattere il muro di gomma ma la politica, la diplomazia, puo' fare ancora tanto in difesa della dignita' nazionale''. (ANSA)
USTICA: BONFIETTI, PRETENDERE VERITA' DA MONDO POLITICA
Roma, 12 gen. - "Oggi bisogna andare a chiedere conto a chi quella notte era presente nei cieli italiani con propri aerei militari intorno al Dc9, e dunque agli Stati Uniti e alla Francia. Dalla politica, dal governo dobbiamo pretendere risposte e verita', se e' vero come e' vero che e' stato abbattuto un aereo italiano in tempo di pace". Cosi' Daria Bonfietti, senatrice Ds, presidente del comitato familiari delle 81 vittime della strage di Ustica. Intervenendo alla trasmissione 'Radio anch'io' dedicata alla sentenza di due giorni fa della Cassazione che ha assolto i generali dell'Aeronautica italiana, la Bonfietti ha ribadito che il reato di strage e' imprescrittibile, e dunque le indagini devono andare avanti". Aggiungendo che "forse e' anche meglio che sia andata cosi' con questa sentenza, perche' toglie l'alibi dietro cui la politica italiana si e' sempre trincerata dicendo 'aspettiamo, ci sono ancora sentenze da attendere'. Ora si puo' continuare per arrivare alla verita'". Inoltre, la senatrice ha sostenuto che qualcosa potra' dirla Gheddafi, "sicuramente puo' dire cose importanti ma non e' la prima porta a cui bussare. Era forse lui la vittima designata quella notte nei cieli italiani. Se poi si e' salvato, qualcuno dei nostri generali lo ha informato, e allora come pretendere che Gheddafi ci dica le cose, che faccia in qualche modo la spia?". (AGI)
USTICA: PRIORE, LA VERITA' IN ARCHIVI DEI SERVIZI STRANIERI
Roma, 12 gen. - La verita' sulla strage di Ustica sta "in carte che sono in archivi di Servizi fuori d'Italia. Quelle carte sicuramente possono dirci qualcosa di utile, e poiche' gli archivi non restano chiusi in eterno, quando verra' meno il motivo politico che li vuole chiusi, qualcosa verra' fuori perche' verranno aperti". Cosi' Rosario Priore, che per anni si e' occupato da magistrato della strage di Ustica, intervenendo questa mattina alla trasmissione 'Radio anch'io' in onda su Rai RadioUno e condotta da Stefano Mensurati. Secondo il giudice Priore l'ultima sentenza, quella di due giorni fa, riporta ogni cosa al punto di partenza, "si e' chiuso il capitolo delle responsabilita' personali in relazione ad occultamenti e depistaggi, pero' la strage resta in piedi. Quello di strage rimane un reato che non cade mai in prescrizione e dunque si puo' sempre indagare per risalire alla verita'". Priore ha sottolineato che all'epoca delle indagini da lui condotte non e' stato mai opposto il segreto di Stato da parte del governo italiano. Certo e' "che un conto sono le sensazioni che un giudice puo' anche avere su una vicenda, ma poi lo stesso giudice deve guardare nelle carte di cui dispone, e su di esse un certo atteggiamento di persone interrogate per anni ha impedito passi in avanti. I militari, ad esempio, hanno addirittura detto di non aver saputo nulla di quella sera. E molti politici interrogati hanno ovviamente riferito che non sapevano nulla perche' a loro non era stato detto nulla. Pero' di segreto di Stato non si e' mai parlato". Nel corso della trasmissione e' intervenuto anche Enzo Fragala', avvocato, gia' parlamentare di An e componente della commissione di inchiesta parlamentare sulla strage, ricordando che all'epoca "l'Italia aveva la moglie americana e l'amante libica", per dire dell'ambiguita' che caratterizzava l'epoca dal punto di vista politico. Secondo Fragala', i segreti sulla strage di Ustica vanno cercati nella situazione politica fuori dai confini nazionali che si aveva in quel periodo, in pieno "terrorismo palestinese". (AGI)
USTICA/ PRIORE: NESSUN COLPO DI SPUGNA ASPETTIAMO
Roma, 12 gen. - "È importante un esecutivo forte che faccia sentire la sua voce. Io di rogatorie ne ho fatte tante, decine negli Stati Uniti, altrettante in Francia. Tanti paesi però non hanno ancora dato risposte esaurienti. Mi rendo conto che su certe cose è fisiologico tenere chiusi gli archivi, tanto più su una vicenda come Ustica. Però penso che anche su questa storia prima o poi gli archivi si apriranno. Bisogna aspettare". Ne è convinto il giudice Rosario Priore, che dal 1990 al 1999 ha indagato sulla strage di Ustica. In un'intervista a Liberazione Priore afferma che, con la sentenza della Cassazione che ha assolto i generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, "non c'è stato assolutamente un colpo di spugna. È stato appurato che non ci sono responsabilità di singoli ma la ricostruzione dell'evento ha tenuto". "Dobbiamo ripartire - rilancia Priore - dalla ricostruzione dei fatti che il processo di primo grado, quello di secondo grado e il giudizio di legittimità hanno lasciato intoccata. Da qui bisogna ricominciare. L'occultamento, la deviazione, il depistaggio non sono in discussione. È necessaria una forte buona volontà per ripartire". (APCom)
USTICA: PELLEGRINO IPOTESI ESPLOSIONE MOLTO PIU' GRAVE DI BATTAGLIA AEREA
Roma, 12 gen. (Adnkronos) - «A sorprendermi fu soprattutto l'atteggiamento dei fautori dell'ipotesi bellica, che consideravano minimalista l'ipotesi dell'esplosione interna al velivolo: e ciò benchè, almeno a me risultasse evidente il contrario, apparendomi oggettivamente più grave rispetto all'ipotesi di un casuale coinvolgimento del DC9 in un evento bellico, quella di una strage volontaria e quindi dolosa, che avrebbe accomunato la tragedia del Dc9 ai tanti attentati esplosivistici, che hanno funestato la storia italiana dal 1969 (Piazza Fontana) al 1984 (il treno di Natale)». Lo scrive Giovanni Pellegrino, ex presidente della commissione Stragi nella prefazione introduttiva al saggio di Vincenzo Manca, ex senatore di Forza Italia e vicepresidente dell'organismo bicamerale di inchiesta, dal titolo 'Ustica, assoluzione dovuta giustiza mancatà (edizioni Koinè) in distribuzione nelle librerie in questi giorni. Nonostante l'ipotesi del duello aereo si affievolisse con il protrarsi dell'inchiesta, nota ancora l'ex senatore diessino nella prefazione al saggio su Ustica, «esemplare di ciò fu la gelida diffidenza, con cui i militanti nel partito del missile accolsero la lunga requisitoria dei Pubblici Ministeri che, ripercorrendo in maniera minuziosa ed attenta i risultati delle tante analisi tecniche eseguite sul relitto, davano onestamente atto che gli indizi di una esplosione interna prevalevano sugli indizi (che pure sussistevano) di un evento esterno, che avrebbe causato il collasso del velivolo per l'onda d'urto determinata da una esplosione ravvicinata o da un aereo che avesse sfiorato, senza intercettarla, la rotta del DC9. Restando in ogni caso esclusa l'ipotesi che il DC9 fosse stato colpito da un missile (aria-aria o terra-aria), che a lungo per i più aveva costituito una certezza.» Successivamente, in merito alle conclusioni del Giudice Istruttore Priore l'ex Presidente della Commissione Stragi sen Pellegrino così scrive: «Ad una lettura attenta le conclusioni cui il G.I.(Priore) era pervenuto svelavano una evidente fragilità derivante non solo dalla intrinseca opinabilità dei dati radaristici su cui si fondava (che in sè necessitano di essere decrittati e quindi si offrono ad una pluralità di contrastanti interpretazioni), ma soprattutto per un dato che anche Manca non omette di sottolineare». «L'intera ricostruzione di Priore muoveva infatti dall'assunto di una anormalità della situazione del cielo italiano nella intera giornata del 27 giugno 1980, anormalità che rendeva quindi plausibile lo scenario bellico finale sul cielo di Ustica. Ma quel giudizio di anormalità mancava di dati di riscontro, che pur sarebbero stati necessari, perchè reggesse al vaglio dibattimentale, cui doveva essere sottoposto.» (Adnkronos)
USTICA: APPELLO PM AMELIO SI SVEGLI COSCIENZA DI CHI SA
Roma, 12 gen. - «Dietro Ustica c'è una verità inconfessabile che ha indotto tantissime persone a chiudersi a riccio, dall'altra parte ci sono 81 morti, tra i quali 13 bambini, ci sono 81 famiglie, e dall'altra parte c'è la coscienza. Allora io dico: si svegli almeno la coscienza di qualcuno che sicuramente sa, non è possibile che a 27 anni di distanza la coscienza sia così chiusa, sia così impermeabile. Noi continueremo a lavorare, ma chi sa parli". È l'appello che Erminio Amelio, pubblico ministero di primo e secondo grado nel processo per la strage di Ustica, relativo ai quattro generali dell'Aeronautica accusati di alto tradimento, ha lanciato dai microfoni di Rainews 24. «Non ci può essere - ha concluso - un segreto così grande che sia tale da giustificare l'impunità, non ci può essere un interesse così grande che sia superiore alla vita umana, in questo caso alla vita di 81 persone e delle loro famiglie." (Adnkronos)
USTICA: PROVINCIA BOLOGNA SOLLECITA RIAPERTURA INCHIESTA
BOLOGNA, 17 GEN - Il Consiglio provinciale di Bologna ha nuovamente espresso - con un ordine del giorno presentato da tutti i gruppi di maggioranza e approvato con 17 voti favorevoli (Ds, Margherita, Rc, Verdi) e 7 contrari (An e Fi) - ''sentimenti di vicinanza e partecipazione ai familiari delle vittime di Ustica, di fronte ad una sentenza (quella della Cassazione che ha prosciolto tutti, ndr) che lascia totalmente insoddisfatta l'intera societa' civile''. Nell'odg si rileva come ''la sentenza della Cassazione risulti tristemente in linea con le conclusioni alle quali sono pervenuti i procedimenti relativi a tante altre stragi rimaste oscure impunite''. Il documento apprezza la scelta del Governo di equiparare i familiari delle vittime di Ustica a quelli del terrorismo, cosi' da garantire loro un pur parziale indennizzo. Chiede inoltre al presidente del Consiglio Prodi e al Governo di ''non lasciare nulla di intentato, anche attraverso una richiesta esplicita alla Nato e al Governo libico, di superare, a ventisei anni di distanza, i segreti di Stato, per arrivare a riaprire l'inchiesta e fare cosi' piena luce e giustizia su questa drammatica vicenda''. (ANSA)
USTICA: PRIORE A LEFT, ANCORA TANTI DUBBI ATTORNO A MIG SILA
ROMA, 18 gen - A pochi giorni dalla sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha in pratica chiuso la vicenda giudiziaria della strage di Ustica, il periodico ''Left Avvenimenti'' in edicola da domani dedica la storia di copertina a quanto accaduto 27 anni fa con un' intervista al giudice Rosario Priore. ''Suicidi in ginocchio, incidenti stradali, aerei, infarti, depressioni fulminanti. Ogni tanto mi chiedo: ma ogni volta che c'e' un incidente aereo, succede tutto questo? Che ci siano tante distruzioni di prove, tante stranezze, tante morti...'' dice il magistrato che per anni ha seguito l' inchiesta sul Dc9 Itavia precipitato in mare nell' intervista a Left che ne ha diffuso una sintesi. Priore risponde anche ad alcune domande sul cadavere del pilota del Mig libico trovato sulla Sila tre settimane dopo Ustica: ''Odore e tracce di putrefazione che non potevano essere quelle di chi e' morto quarantotto ore prima, perche' la prima perizia avviene quasi nell' immediatezza''. In un supplemento di perizia, ricorda Priore, ''si dice che la pelle delle mani si sfilava come un guanto, che c'erano vermi grossi come fiammiferi, che gli organi interni erano colliquati... e retrodatano la morte a tre settimane prima. Ovvero, in coincidenza con la notte della strage di Ustica''. Il magistrato ricorda anche che il relitto del Mig aveva tracce di colpi d'arma da fuoco: ''Helde, che e' il massimo esperto di questa materia, ci disse che avevano danni e traiettorie tipiche di colpi di mitraglia''. ''La sintesi di questa storia - sostiene poi Priore - credo si possa trovare nelle parole di un grande capo dei servizi di un Paese straniero che ero andato a interrogare per l' attentato al papa. Il francese Alexandre de Marenches: 'Lei immagina mai di trovare delle prove di quello che e' successo a Ustica? Guardi che se io avessi voluto o dovuto organizzare un attentato a Gheddafi - dice il magistrato riferendo le parole di Marenches - le garantisco che non avrei lasciato tracce'. Questo mi disse...''. (ANSA)
USTICA: AVV. PARTE CIVILE, AZIONI ECLATANTI PER SCUSE STATO
ROMA, 22 gen - Scritta la parola fine sulla vicenda giudiziaria e' arrivato il momento di ''pretendere, anche con azioni eclatanti'' che lo Stato italiano chieda scusa ai familiari delle vittime di Ustica. Lo chiede l'avvocato Gianfranco Paris, che per 26 anni e' stato il difensore di parte civile della madre, della nonna e dello zio della piccola Giuliana Superchi, che all'epoca della tragedia aveva 9 anni. Scuse dovute, aggiunge, quelle dello Stato italiano, ''per non essere stato capace di rendere loro giustizia nelle forme istituzionali e, poiche' fino ad oggi si e' limitato ad elargire elemosine ai familiari danneggiati, provveda ad indennizzare adeguatamente queste persone senza ulteriore indugio, secondo una valutazione fatta in via amministrativa, che tenga conto delle singole situazioni al momento del verificarsi dell'evento''. ''Continuare a illudere le famiglie che il governo italiano possa ancora accertare la verita' su modalita' e responsabilita' - conclude l'avvocato - significa solo alimentare la sfiducia nelle istituzioni. E questo per decenza andrebbe almeno evitato''. (ANSA)
USTICA: GEN. MANCA; NIENTE MISSILE, IL RESTO SOLO CONGETTURE
ROMA, 23 gen - ''La carcassa dell'aereo non recava segni dell'impatto del missile. Tutto il resto - ad avviso del giudice - non essendo provato, era solo nelle congetture della stampa che si era sbizzarrita a costruire scenari di guerra calda e fredda, un intervento della Libia, la presenza sul posto del leader Gheddafi e cosi' via, fino ad escogitare un (falso) collegamento con la caduta di un aereo Mig di nazionalita' libica avvenuta in data successiva (venti giorni dopo)''. Lo afferma l'ex generale dell'Aeronautica Vincenzo Ruggero Manca nel suo libro ''Ustica. Assoluzione dovuta, giustizia mancata'' (Koine' Nuove Edizioni), che sara' presentato domani a Roma. All'indomani della sentenza di assoluzione definitiva di due generali dell'Aeronautica, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa, si torna dunque a parlare della tragedia con questo libro scritto da un ex generale di Squadra aerea, senatore ed ex vicepresidente della Commissione stragi, che propone - documenti inediti alla mano - una nuova lettura di cio' che e' ancora sconosciuto o, quantomeno, poco chiaro. ''Il caso Ustica - afferma Giovanni Pellegrino, autore della prefazione del volume e gia' presidente della Commissione Stragi, ha rivelato i limiti di un sistema-Paese, pronto piu' ad emozionarsi che a ragionare. Limiti riconducibili in parte al carattere nazionale, in parte alle disfunzioni istituzionali proprie di una democrazia non ancora purtroppo matura''. Delle tesi contenute nel libro si discutera' nella tavola rotonda di domani (Casa dell'Aviatore, ore 17:30) presieduta da Gerardo Bianco, presenti - tra gli altri - gli stessi Manca e Pellegrino, l'on. Carlo Giovanardi e l'avvocato Enzo Musco, legale di uno dei due generali assolti definitivamente il 10 gennaio scorso. (ANSA)
USTICA: MARINI, LA RICERCA DELLA VERITA' E' VALORE FONDANTE
ROMA, 24 gen - ''Le vicende seguite alla strage di Ustica invitano tutti a riflettere sull'importanza della ricerca della verita', come mezzo per rendere giustizia alle vittime innocenti di allora, ma anche come valore fondante di una societa' libera e democratica''. E' quanto sostiene il presidente del Senato Franco Marini in un messaggio inviato a Vincenzo Ruggero Manca, in occasione della presentazione del suo libro ''Ustica assoluzione dovuta giustizia mancata''. Secondo Marini, lo sforzo nelle ricerca della verita' ''deve essere condotto con la costante preoccupazione di non accusare degli innocenti, il cui destino, purtroppo, e' spesso quello di essere additati come colpevoli, a prescindere dalle loro responsabilita' e dalle stesse decisioni della magistratura''. L'auspicio del presidente Marini e' che il libro ''possa fornire un utile contributo per l'affermazione della verita' e della giustizia''. (ANSA)
USTICA: A ROMA TAVOLA ROTONDA SULLA TRAGEDIA
Roma, 24 gen. - All'indomani della sentenza che assolve autorevoli esponenti dell'Arma Aeronautica «perchè il fatto non sussiste», prendendo spunto dal libro edito dalla Koinè Nuove Edizioni, basato su documenti anche inediti, del generale Vincenzo Manca già vicepresidente Commissione Stragi, e di Giovanni Pellegrino, già presidente Commissione Stragi tavola rotonda questo pomeriggio presso la Casa dell'Aviatore a Roma dal titolo «Ustica assoluzione dovuta giustizia mancata». All'incontro presieduto dall'onorevole Gerardo Bianco intervengono Carlo Giovanardi, Maria Giovanna Maglie, il generale Vincenzo Manca, Enzo Musco e Giovanni Pellegrino. «Ero anch'io convinto, come la maggior parte degli Italiani, che il DC9 fosse stato casualmente coinvolto in un evento bellico tra aerei di nazionalità sconosciuta; e poichè non era credibile che di un evento di tal tipo l'Arma Aeronautica non avesse percepito nulla, naturale era il sospetto che molte delle informazioni in suo possesso fossero state taciute ai vertici politici, all'opinione pubblica e ai magistrati che indagavano», ha dichiarato Giovanni Pellegrino. (Adnkronos)
USTICA: GEN. CAMPORINI, NON TRASCURARE NULLA CHE GETTI LUCE
ROMA, 24 gen - È «necessario non dimenticare cosa è successo e non trascurare nulla perchè si gettino luci su un evento che ha segnato la storia d'Italia». Lo ha detto, parlando della strage di Ustica, il generale Vincenzo Camporini, capo di Stato maggiore dell'Aeronautica. «Ci sono tre tipi di vittime di questa tragedia», ha detto Camporini, intervenendo alla presentazione del libro dell'ex generale dell'Aeronautica Vincenzo Manca, «Ustica. Assoluzione dovuta, giustizia mancata» (Koinè Nuove Edizioni). «Coloro che sono morti nella tragica caduta del velivolo; chi ha patito ingiustamente per decenni accuse infamanti, e i familiari di quelli che hanno perso la vita nel disastro. Vittime - ha detto il generale - che qualcuno ha cercato con pervicacia di ingannare, seminando menzogne sapendo di mentire, non voglio nemmeno pensare a quale scopo. Sono decine e decine di persone che non hanno potuto darsi pace, cercando sempre un colpevole di un qualcosa che li ha colpiti così profondamente, ma cercandolo dalla parte sbagliata. Lo dico - ha proseguito - con l'amarezza del cittadino italiano, dell'aviatore, dello specialista della sicurezza del volo, che quindi sa come si fa un'indagine per un incidente di volo». Da parte del capo di Stato maggiore dell'Aeronautica c'è «immensa delusione per indagini condotte così superficialmente, tardive, settoriali, che non potevano portare a niente e che infatti non hanno portato da nessuna parte: il Paese - ha affermato Camporini - ancora oggi si interroga su che cosa è successo e come è successo». Proprio per questo, «dopo che le sentenze hanno smontato quella che è stata la più grande montatura mediatica degli ultimi cinquanta anni - ha detto l'onorevole Carlo Giovanardi, che ha presentato il libro insieme a Giovanni Pellegrino, Gerardo Bianco e l'avvocato Enzo Musco, uno dei legali dei generali finiti sotto processo - adesso è necessario che l'opinione pubblica sappia la verità». Giovanardi ha parlato di una montatura «che ha avuto come vittime predestinate persone totalmente innocenti, cioè gli alti ufficiali dell'Aeronautica, indicate all'opinione pubblica come responsabili del presunto depistaggio. Per venti anni invece di indagare sugli assassini si è parlato di questi depistaggi e la cosa incredibile è che ora che la Cassazione ha stabilito l'assoluta estraneità dei generali nessuno del governo abbia detto: 'bene, siamo felici, l'Aeronautica, le nostre istituzioni sono sane, ogni ombra è stata dissipata. Nessuno». Presenti tra il pubblico, nella Casa dell'Aviatore, diversi ex capi di Stato maggiore dell'Aeronautica e due dei generali assolti. In sala anche il giudice Rosario Priore, che nel 1999 li rinviò a giudizio: nessun commento da parte sua con i giornalisti, sull'esito del processo. (ANSA)
CINEMA: MARTINELLI, SU STRAGI USTICA E BOLOGNA IL FILM CHE NON MI FANNO FARE
Roma, 25 gen. - «Un film su Ustica e Bologna. Un film che non farò mai. Perchè in questo Paese è ormai impossibile fare film di impegno civile». Lo ha dichiarato in un suo intervento su 'Liberò il regista Renzo Martinelli, che ha firmato una sceneggiatura inedita sulle stragi di Ustica e Bologna. «In questo Paese è ormai impossible fare film di impegno civile - ha aggiunto - L'impegno civile è morto con l'avvento dei telefonini, dei reality, delle seconde case a Cortina e delle vacanze a New York. Ma va bene così. Il film che vorrei fare non è su Ustica o Bologna. È su Ustica e Bologna. Le due stragi infatti sono drammaticamente collegate». «In questo sciagurato e amatissimo Paese noi pecchiamo di quella che io definirei una 'presunazione di italocentricita’ - ha spiegato ancora Martinelli - Tendiamo cioè a spiegare i fatti drammatici che scandiscono la Storia d'Italia all'interno del nostro modesto orticello. Così la strage di Piazza Fontana viene affibbiata ai fascisti, l'omicidio del Presidente Moro e della scorta alle Brigate Rosse, la strage di Bologna di nuovo ai fascisti... Dimenticando che l'Italia - ha concluso - è una sorta di gigantesca portaaerei proiettata nel Mediterraneo». (Adnkronos)
USTICA: GIOVANARDI, FU ATTENTATO A CAUSARE ABBATTIMENTO DC9
Roma, 25 gen. - «È accertato che si è trattato di un'esplosione, cioè di una bomba che è esplosa nella parte posteriore dell'aereo. Altro che battaglia, il Dc 9 è stato abbattuto da una bomba». È quanto afferma in un'intervista al quotidiano 'Il Tempo’ Carlo Giovanardi, presidente della Giunta per le autorizzazioni alla Camera dei deputati in merito alla strage di Ustica. «Un attentato - spiega Giovanardi - Sui mandanti certezze non ne esistono ma molti indizi vanno verso la Libia. è in quegli anni che furono abbattuti due aerei, uno francese e uno inglese, e in entrambi i casi i libici hanno ammesso responsabilità. Secondo me è lì che si potrebbereo trovare responsabilità». Per Giovanardi l'ipotesi della battaglia aerea «è una storia che ha messo su la sinistra avvelenando per tutti questi anni la ricostruzione dei fatti. La verità è che si voleva individuare un capro espiatorio nella Nato e negli americani. E ancora oggi continuano con questo atteggiamento». (Adnkronos)
USTICA: COSSIGA, LIBIA NON C'ENTRA MA NON DICO CHI È STATO
ROMA, 25 gen - Con la strage di Ustica «il colonnello Gheddafi non c'entra niente, non lo dico il Paese che a mio avviso ha mandato l'aereo ad abbattere sul ... e che ha puntato male il missile». Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in un'intervista a Baobab su Radio Rai. «Il missile non era ad impatto; era a risonanza: perchè se il missile fosse stato ad impatto dell'aereo noi non avremmo più traccia, neanche una scheggia. Questo - ha aggiunto - si è messo sotto il povero aereo di Ustica per nascondersi al radar dell'aereo che voleva abbattere, per far confondere la sua figura con quella dell'aereo, ha lanciato il missile, ha calcolato male ed è andato ad impattare con il Dc9». All'insistenza del giornalista nel chiedere, allora, di quale Paese sia la responsabilità della abbattimento del Dc9 Itavia, Cossiga risponde: «Guardi che il nome di questo paese è stato scritto da tutti i giornali. Ma io non voglio che venga presentata una sorta di protesta di una grande potenza alleata ed amica; e non sono gli Stati Uniti d'America». (ANSA)
USTICA: EX GEN. AERONAUTICA, COSSIGA INTOSSICA INFORMAZIONE
ROMA, 25 gen - ''Le dichiarazioni di Cossiga sul missile che avrebbe colpito il Dc9 di Ustica'' servono ''solo ad intossicare ancor di piu' le informazioni e, quindi, l'immaginario collettivo''. Lo afferma l'ex generale dell'Aeronautica Vincenzo Manca, autore di un libro proprio sulla vicenda di Ustica. Bisognerebbe chiedersi, aggiunge Manca, ''perche' Cossiga non ha detto tutto cio' alla magistratura quando e' stato audito in tribunale. Oppure, se lo ha saputo dopo, perche' non si reca alla Procura della Repubblica per denunciare quanto lui ha affermato alla radio?''. (ANSA)
USTICA: COSSIGA; COLARIETI, DICA QUAL E' PAESE COINVOLTO
RIETI, 25 GEN - ''Perche' il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga se conosce la verita' sulla strage di Ustica non la va a raccontare ai magistrati? Il pm Erminio Amelio della Procura di Roma e' li' che aspetta con un fascicolo gia' aperto''. Lo ha dichiarato il giornalista Fabrizio Colarieti autore del sito internet www.stragi80.it che raccoglie gli atti giudiziari dell'inchiesta sulla strage di Ustica in seguito all'intervista rilasciata oggi da Cossiga a Radio Rai. ''Parlando a Radio Rai, oggi, Cossiga, ci ha detto che la Libia e gli Stati Uniti non c'entrano - prosegue - e che ad abbattere il Dc9 dell'Itavia il 27 giugno 1980 e' stato un missile lanciato per sbaglio contro il nostro aereo civile. Il senatore Cossiga nel giugno del 1980, mentre nei cieli del Tirreno si consumava questa immane tragedia che coinvolse ottantuno innocenti italiani, era il presidente del Consiglio e non poteva non sapere''. ''Oggi, a ventisette anni da quei fatti - ha concluso - con tanta disinvoltura parla alla radio dicendo di sapere tutto ma di non poter dire chi e' stato ad abbattere il nostro Dc9. Ci dica quello che sa presidente, e' un dovere morale, e' una questione di dignita' nazionale: dica ai magistrati qual e' il Paese coinvolto''. (ANSA)
USTICA: COSSIGA, IPOTESI MISSILE FU AVANZATA DA MARTINI
ROMA, 26 gen - Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, fa alcune puntualizzazioni sulla strage di Ustica e sull'ipotesi dell'abbattimento dell'aereo da parte di un missile. Tesi contestata ieri dall'ex generale dell'Aeronautica Vincenzo Manca, per il quale quanto sostenuto da Cossiga serve solo ad ''intossicare'' l'informazione. Cossiga afferma che ''la convinzione che l'aereo italiano caduto ad Ustica fosse stato abbattuto per errore da un caccia alleato con un missile non ad impatto ma a risonanza, che, nascosto al radar avversario, aveva acquisito un obiettivo ostile e sbaglio' l'angolo di lancio, non fu mia, ma del direttore del Sismi ammiraglio Martini, che ne informo' il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di allora, quando io presidente della Repubblica, su richiesta dall'Associazione delle Vittime ed in particolare della collega Senatore Bonfietti, donna coraggiosa, forte, risoluta e prudente, sollecitai perentoriamente il governo, dietro consiglio del mio Consigliere Militare e Primo Aiutante di Campo Generale di squadra aerea Nardini, e ottenendolo, a provvedere al recupero del relitto, cosa che non si era fatta (io lasciai la presidenza del Consiglio dei Ministri subito dopo le due stragi di Bologna e di Ustica)... perche' troppo difficile e costosa''. ''Altro - prosegue Cossiga - non saprei dire, e no so se altro sappia l'allora sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, perche' uomo retto e grande giurista quale e', tutto ha certamente detto di quanto sapeva alla magistratura''. ''Ma di questo - conclude Cossiga - parlarono largamente i giornali dell'epoca che erano allora la principale e quasi esclusiva fonte di informazione dei presidenti della Repubblica dell'epoca, cui erano riconosciuti poteri ben minori che non oggi, ieri, e ... avantieri''. (ANSA)
USTICA: GIRONDA A COSSIGA, IPOTESI MISSILE SUPERATA DA FATTI
ROMA, 26 gen - E' vero che l'ipotesi del missile, condivisa da molti, era stata avanzata dall' ammiraglio Martini, ma da allora il tempo ''ha fatto chiarezza'' grazie all' analisi del relitto e dei tracciati radar. Lo rileva Francesco Gironda, in qualita' di portavoce del Comitato studi per Ustica, rispondendo alle affermazioni odierne di Francesco Cossiga. ''Come sempre - premette Gironda - le comunicazioni fatte dal presidente emerito Francesco Cossiga vanno accolte con grande attenzione e rispetto''. Ma su questo tema, prosegue, ''devo rilevare che le convinzioni di allora dell'ammiraglio Martini citate dal presidente Cossiga erano giustificabili per la mancanza di un riscontro oggettivo su relitto del DC-9 ancora da recuperare e benissimo ha fatto il presidente Cossiga ad intervenire perche' tale recupero fosse possibile''. Erano ipotesi su cui, rileva Gironda, ''il tempo ha fatto chiarezza proprio per le analisi del relitto e dei tracciati radar che nel dibattimento giudiziario sono state in contraddittorio vagliate e si e' dimostrato che quella ipotesi non reggeva il confronto con i fatti. Se il presidente Cossiga avesse avuto prove o testimonianze tali da condurre la giustizia ad esiti differenti sarebbe evidentemente, come era suo dovere, intervenuto prima''. ''Per ora solo una fiction'' e' infine, conclude Gironda, l'ipotesi della pista libica che lo stesso Cossiga ''invita a non percorrere''. (ANSA)
USTICA: CORTE CONTI, GENERALI NON PROCURARONO DANNI A ERARIO
PALERMO, 5 FEB - La Corte dei Conti ha assolto in via definitiva i generali dell'Aeronautica coinvolti nel disastro di Ustica. Per la prima sezione giurisdizionale centrale d'appello non c'e' stato danno all'erario (sentenza 196/2006, presidente Minerva). In particolare, la procura generale accusava 35 alti ufficiali, sottufficiali e militari di aver fatto spendere, con la loro condotta reticente, all'esercito e alla magistratura quasi 28 miliardi di lire per il recupero del velivolo DC9 Itavia, precipitato la sera del 27 giugno 1980 al largo di Ustica. I generali in questione nel 2004 erano gia' stati assolti in primo grado per mancanza dei requisiti dell'attualità e della concretezza del danno. La procura generale propose ricorso ai giudici di Appello, che hanno confermato definitivamente la sentenza di primo grado. Quelle spese sono state disposte dal magistrato inquirente in assoluta autonomia, sottolineano i giudici contabili, nel tentativo di far luce sulla vicenda e non possono essere addebitate agli ufficiali in questione. Il 10 gennaio scorso sulla vicenda penale ha posto la parola fine anche la prima sezione della Cassazione che ha assolto definitivamente gli stessi militari. (ANSA)
USTICA: BONFIETTI, TORNI AL CENTRO DELL'AZIONE DIPLOMATICA
BOLOGNA, 10 FEB - ''Riportare Ustica all'attenzione dell'azione diplomatica del nostro Governo''. Questa la richiesta espressa da Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime della Strage di Ustica, intervenendo a Casalecchio di Reno (Bologna) nel corso di un convegno sui diritti delle vittime. Lo rende noto un comunicato precisando che, ''dopo le dichiarazioni del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ('l'aereo di Ustica e' stato abbattuto per errore da un caccia alleato') ci troviamo nella situazione che due capi di governo all'epoca della tragedia, il 1980, Cossiga appunto e Gheddafi confermano e avvalorano le conclusione della sentenza ordinanza del giudice Priore'', e cioe' che ''l'incidente al DC9 e' occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 e' stato abbattuto, e' stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un'azione, che e' stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto e' avvenuto''. ''E' questo scenario internazionale - ha detto ancora la parlamentare Ds - che dobbiamo svelare e soltanto la collaborazione di stati amici ed alleati ci puo' aiutare,a cominciare dagli Stati Uniti che perfino nei recenti processi per alto tradimento hanno ufficialmente negato la loro collaborazione. Rimane poi il silenzio della Francia su quanto ha visto la base di Solenzara in Corsica, mentre la Libia continua a sostenere che la vittima dell'agguato era il suo leader, senza pero' fornire ulteriori elementi. Proprio in questo giorni assistiamo ad uno dialogo serrato di collaborazione tra Italia ed Usa, mi auguro che ci sia la volonta' di affrontare anche il capitolo Ustica, non in modo generico ma a partire dalle concrete questioni rimaste inevase''. (ANSA)
USTICA: CASSAZIONE A FAVORE GENERALI ASSOLTI IMPONENTE MASSA DI DATI
Roma, 2 mar. - La Corte di Cassazione dopo 27 anni mette la parola fine alla strage di Ustica assolvendo definitivamente i generali dell'Aeronautica militare e senza mai citare nelle 12 pagine di motivazione la parola Ustica. In particolare, con la sentenza 9174 depositata oggi la I sezione penale spiega che i generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di alto tradimento nei confronti dello Stato attraverso la trasmissione di false informazioni sul coinvolgimento di altri aerei nella strage del 27 giugno 1980, vanno assolti con formula piena poiché «è stata acquisita una imponente massa di dati dai quali non è stato possibile ricavare elementi di prova a conforto della tesi di accusa». La Suprema Corte, facendo completamente propria la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Roma, spiega che essa «ben lungi da una valutazione perplessa, secondo quanto sostenuto dalle parti civili ricorrenti, ha ritenuto invece in modo chiaro ed esplicito che la prova dei fatti contestati sia del tutto mancata e quindi la formula assolutoria recepita è riferita alla mancanza della prova e non già alla 'insufficienza' ovvero alla 'contraddittorietà' della stessa». Da annotare ancora che la Suprema Corte, nelle 12 pagine di motivazione, ricorda i tanti morti della strage di 27 anni fa soltanto all'inizio della sentenza quando, ricostruendo la vicenda, si limita a dire che «il presente processo riguarda il preteso coinvolgimento di personale militare addetto al controllo del traffico aereo nella vicenda del disastro del 27 giugno 1980 ai danni dell'aereo della società Itavia con la morte di 77 passeggeri e 4 componenti dell'equipaggio». La decisione della Cassazione che ha assolto con formula piena i due ex generali dell'Aeronautica preclude ai parenti delle 81 vittime della strage di Ustica la possibilità del risarcimento danni. In proposito, la Suprema Corte, che ha dichiarato sul punto inammissibile il ricorso della Procura Generale di Roma, spiega che il pm "siccome estraneo al rapporto processuale civile instauratosi incidentalmente nel processo penale tra il soggetto danneggiato dal reato e l'imputato, e, come tale, indifferente ai profili di soccombenza propri dell'azione civile, non appare legittimato a impugnare un provvedimento all'esclusivo fine di tutelare gli interessi civili della parte privata, così surrogandosi all'inerzia di quest'ultima, la quale, rimanendo acquiescente alla decisione a sè pregiudiziale, ha invece consentito il formarsi del giudicato sul punto". La Cassazione ha inoltre respinto anche i ricorsi delle parti civili, vale a dire della Presidenza del Consiglio e del ministero della Difesa, annotando che la sentenza d'appello "non è censurabile". E non "può di conseguenza trovare spazio la richiesta avanzata dalle parti civili ricorrenti di applicare la nuova legge introdotta nel 2006, che ha abrogato l'ipotesi di reato contestato, nel senso che l'assoluzione andrebbe pronunciata con formula 'perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Formula che avrebbe consentito ai familiari delle vittime di chiedere, con una nuova azione civile, il risarcimento dei danni patiti. (Adnkronos)
CASSAZIONE: USTICA, TOTALE MANCANZA DI PROVE CONTRO GENERALI
ROMA, 2 MARZO - La lunga istruttoria del giudice Rosario Priore sulla strage di Ustica durata oltre 19 anni, conclusa con un'ordinanza di rinvio a giudizio di 5468 pagine, alla quale hanno fatto seguito 272 udienze, si e' limitata ad acquisire una ''imponente massa di dati dai quali peraltro non e' stato possibile ricavare elementi di prova a conforto della tesi di accusa''. Lo ha stabilito la Prima sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza n. 9174, di appena dodici pagine, depositata oggi e la cui udienza si era conclusa lo scorso 10 gennaio: dopo quasi 27 anni la Suprema Corte aveva infatti chiuso definitivamente la vicenda, dichiarando inammissibile il ricorso del Procuratore generale della Corte d'Appello di Roma che aveva chiesto una riformulazione della sentenza d'assoluzione dei generali dell'aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Perri, accusati di aver omesso informazioni sul disastro aereo avvenuto 26 anni fa. ''La sentenza di appello ben lungi da una valutazione perplessa, secondo quanto sostenuto dalle parti civili ricorrenti, ha ritenuto invece in modo chiaro ed esplicito che la prova dei fatti contestati sia del tutto mancata'' e quindi la formula assolutoria per gli alti ufficiali e' dovuta alla ''mancanza di prova, e non all'insufficienza o alla contraddittorietà della stessa''. La decisione d'appello della Corte romana quindi, spiegano i supremi giudici, ''non e' censurabile'' e ''non può trovare spazio la richiesta avanzata dalle parti civili di applicare la nuova legge del 2006 che ha abrogato l'ipotesi di reato contestato'' e cioè che la sentenza fosse modificata con la formula ''il fatto non e' previsto dalla legge come reato''. I generali Bartolucci e Ferri sono quindi definitivamente assolti ''per mancanza di prova''. (ANSA)
CASSAZIONE: USTICA; BONFIETTI, LAVORO PRIORE RIMANE VALIDO
BOLOGNA, 2 MAR - ''Non ho molto da aggiungere alle cose gia' dette, perche' questo era un giudizio di legittimita' e non di merito. La Cassazione non e' quindi intervenuta in nessun tipo di approfondimento rispetto ai reati contestati ai militari.'' Cosi' Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione familiari vittime di Ustica, ha commentato al tg di Telesanterno -Telecentro (che ne ha diffuso il testo) le motivazioni della Cassazione. Il lavoro svolto dal giudice Rosario Priore, secondo Bonfietti, ''rimane valido sempre e comunque, fino a che qualunque altra indagine suppletiva non lo smentisca perche' ha precisato le cause della tragedia. Quelli che vogliono mettere in dubbio la ricostruzione su questa vicenda sono argomenti faziosi''. Sull'impegno politico per la ricostruzione della verita' e l'attribuzione di responsabilita', assunto dalla Provincia di Bologna dopo la sentenza della Suprema Corte, Bonfietti ha detto che ''il tempo non aiuta. Credo che rimanga comunque una verita' incontestabile, quella che ci hanno abbattuto un aereo civile in tempo di pace. La politica e i governi che si sono succeduti non sono riusciti ad avere quello strappo, quella forza, quella dignita' nazionale che dovrebbe portare i nostri governanti a chiedere conto di quel che successe quella notte ai vari Paesi coinvolti e quali erano le presenze nei nostri cieli. Tanti sono i problemi che il nostro Paese deve affrontare nei confronti di queste problematiche che vedono coinvolti altri paesi. Penso ad Abu Omar, all'omicidio Calipari. Penso - ha concluso Bonfietti - che la vicenda si inserisca in quel õol dire che non si debbano provare, come fa la Provincia di Bologna e altri che ci attestano la loro solidarieta', tutti i modi per andare ancora avanti''. (ANSA)
BOLOGNA COMUNE: GOVERNO SI MUOVA PER RIAPRIRE INCHIESTA USTICA
Bologna, 27 mar. - Non lasciare nulla di intentato per arrivare a riaprire l'inchiesta sulla drammatica vicenda dell'abbattimento del DC9 nei cieli di Ustica. A chiederlo è un ordine del giorno, presentato dal consigliere Francesco Critelli (Ds), e approvato ieri dal Consiglio comunale di Bologna, la città da cui partì il volo il 27 giugno del 1980. "Al Presidente del Consiglio ed al Governo - si legge nell'odg passato con 20 voti favorevoli (DS Riformisti, RC), 5 contrari (FI AN) e 4 astenuti (LtB) - di non lasciare nulla di intentato, anche attraverso una richiesta esplicita alla NATO e ai Governi che la compongono, oltre che al Governo Libico per il superamento, a ventisei anni di distanza, dei segreti di Stato per arrivare a riaprire l'inchiesta e fare piena luce e giustizia su questa drammatica vicenda, dando così un segnale preciso sia ai familiari delle 81 vittime, sia - conclude il testo - a tutto il paese della manifestazione di una ferma volontà per diradare le nebbie che sino ad oggi hanno celato la verità sull'episodio e garantito impunità ai responsabili, a tutti i livelli, dell'abbattimento di un aereo civile, in uno scenario di guerra, in tempo di pace". (Apcom)
USTICA: PARISI CONFERMATA PIENA LEALTA' DELL'AERONAUTICA
Vigna di Valle (Roma), 28 mar. - La pronuncia definitiva della Corte di Cassazione che ha prosciolto da ogni accusa i militari dell'Aeronautica indagati per il disastro di Ustica “riconferma oggi a voce alta di fronte al paese la piena lealtà dell'istituzione e dei suoi uomini. In tutti questi anni, gli uomini dell'Aeronautica, pur sottoposti ad accuse gravissime ed ingiuste, hanno saputo mantenere una dignità ed un rispetto per le istituzioni assolutamente esemplari”. Lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Arturo Parisi, intervenuto all'aeroporto di Vigna di Valle (Roma), alla celebrazione dell'84° anniversario dell'Aeronautica militare. “Come Socrate ci ha insegnato una volta per sempre, l'appartenenza alla patria e la fedeltà alla Repubblica possono chiederci talvolta anche l'amarezza di un lungo processo mantenendo la serenità e la fiducia nelle istituzioni. Di questa fiducia, di questa serenità, di questa fedeltà - ha aggiunto Parisi - io voglio rendere oggi pubblico riconoscimento. Queste virtù permeano tutta l'Aeronautica militare italiana”. “Per molti anni, troppi anni - ha aggiunto Parisi - la tragica, dolorosa vicenda di Ustica e la doverosa ricerca della verità e delle responsabilità è stata per alcuni occasione per cercare di frapporre un velo di diffidenza fra l'Aeronautica militare e l'opinione pubblica. Oggi, finalmente, la pronuncia definitiva della magistratura ci consente di dire che ogni rischio è superato”. Il ricorso in Cassazione contro la sentenza dell'aprile del 2006 proposto dal governo “intendeva sollecitare, anche a garanzia degli stessi interessati, una piena e definitiva pronuncia della Corte in ordine all'assoluta estraneità dei soggetti coinvolti ai fatti loro addebitati, pronuncia che potesse anche dare completa e corretta interpretazione del nuovo testo delle norme penali poste a tutela dello Stato e delle sue istituzioni. Un'iniziativa, quindi - ha rilevato Parisi - guidata dalla piena fiducia nelle istituzioni: dalla fiducia nella magistratura, dalla fiducia nell'Aeronautica”. (Adnkronos)
LIBRI: FARRELL, USTICA? DIFFICILMENTE SAPREMO VERITA'
ROMA, 10 APR - Difficilmente sapremo la verita' su Ustica: e' passato oramai troppo tempo. Joseph Farrel - fondatore ed ex presidente della Nrg, la piu' grande societa' di ricerche di mercato nel campo del cinema ed ora produttore - ha scelto per il suo esordio letterario, 'Predatori notturni' (Mondadori; pp.236;17 euro) una storia insoluta: l'aereo, con 81 passeggeri a bordo, dell'Itavia esploso in volo a largo di Ustica nel 1980 per cause ancora totalmente ignote. ''Di questa vicenda negli Usa si parla molto poco ed io stesso - racconta a Roma per presentare quello che definisce un thriller - ne sono venuto a conoscenza da mia moglie Jo Champa che era amica del presidente dell'Itavia. Un uomo, Aldo Davanzali, distrutto e devastato dalle prime ipotesi che parlavano di un cedimento strutturale dell'aereo''. Il libro - aggiunge Farrell - e' quindi una ricostruzione, o meglio ''una fiction'', su quello che, pur senza prove, accadde nei cieli italiani. ''Cio' che mi piu' mi ha stupito, ed incuriosito - spiega l'autore - e' il fatto che gli americani abbiano sostenuto di non sapere cosa fosse avvenuto. Eppure avevano il pieno controllo radar del Mediterraneo dove stazionava la Saratoga, nave ultrasofisticata. Vorrei far notare che in quell'estate avevamo seri problemi con la Libia e il presidente Carter era in viaggio in Europa. Non sembra realistico che la flotta Usa fosse cieca''. ''Anche la posizione dell'ambasciata americana a Roma, di assoluta ignoranza dei fatti, e' stata - spiega - partigiana e insostenibile''. Fatto sta - aggiunge Farrell - che allo stato attuale i libici sono fuori discussione, cosi' come i francesi di cui a lungo si parlo', o gli israeliani che ''non ebbero ne' il tempo ne' le capacita' di intervenire''. Nel romanzo il personaggio principale e' Teresa, la figlia del proprietario di Itavia (nella fiction Aero-Italia), che pazientemente scava nei risvolti della vicenda pronta a dimostrare l'innocenza del padre e l'inconsistenza dell'ipotesi del cedimento strutturale. ''Conosco l'opera di Andrea Purgatori autore del 'Muro di gomma', che ho apprezzato molto. Credo che i responsabili siano piu' attori e per questo ho immaginato che tra questi ci sia anche la Mafia. Sicuramente pero' c'era il governo italiano. Qualcuno, ad alto livello, ha sempre saputo''. E se potesse chiedere, a Cossiga - allora presidente del Consiglio - certamente lo farebbe: ''gli domanderei di darmi un'indicazione, se era a conoscenza, se tutto quello che non e' stato reso pubblico nasconde magari un motivo 'buono'''. Ad Andreotti - che divenne premier subito dopo - invece, Farrell pensa ch e sarebbe inutile chiedere. Degli americani coinvolti meno che mai. ''La verita' - spiega - e' che e' passato troppo tempo. Sono cambiate le cose e anche la gente cambia la propria posizione. Alcuni hanno il rifiuto di dover dare certe risposte''. ''Per questo - conclude - ho voluto fare uscire il mio libro in Italia, prima ancora che negli Usa dove forse sara' pubblicato il prossimo anno. Gli americani di questa storia non sanno nulla ed e' un peccato''. (ANSA)
USTICA: PRESENTATO A RIETI FUMETTO SU STRAGE
RIETI, 13 APR - E' curato dal giornalista reatino Fabrizio Colarieti, ideatore del sito sulla vicenda di Ustica www.stragi80.it, il fumetto 'Ustica, scenari di guerra' edito da Beccogiallo, che ripercorre la storia di quanto accadde a partire dal tragico 27 giugno 1980 quanto il Dc-9 della compagnia Itavia in volo da Bologna a Palermo precipito' a nord dell'isola di Ustica. Dopo 27 anni, tre appelli in giudizio, decine di perizie, la sparizione di documenti e morti sospette, la verita' e' ancora un mistero. Un testo affascinante e curioso, con la sceneggiatura curata da Leonora Sartori ed i disegni da Andrea Vivaldo, oltre ad una prefazione realizzata dal sindaco di Roma Walter Veltroni, un commento di Daria Bonfietti, presidente dell'associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, ed un articolo del giornalista Andrea Purgatori. Per Colarieti, dal 2006 capo dell'ufficio stampa della Provincia di Rieti, si tratta di un nuovo tassello della sua produzione in merito alle vicende di Ustica: oltre al sito, nel 2002, con Daniele Biacchessi di Radio24, Colarieti ha pubblicato 'Punto Condor. Ustica: il processo'. ''Un fumetto non da' risposte. ha spiegato Colarieti - Come un libro o un film, un fumetto non fa altro che raccontare una storia. O almeno ci prova. Ma se la storia non e' chiara, il fumetto da solo non puo' trovare il bandolo della matassa. Per questo servono magistrati, giudici, indagini. Serve lo Stato e servono tante altre cose nascoste dietro le parole 'volonta' politica'. Questa e' la storia di un aereo. Noi non sapevamo come raccontarla, soprattutto ci mancava la conclusione. Perche' purtroppo la storia dell'aereo non e' a lieto fine''. (ANSA)USTICA: ROMANZO FARRELL; FIGLIE DAVANZALI, MAI AVUTO CONTATTI
ANCONA, 23 APR - Il romanzo del produttore Usa Joseph Farrell «Predatori notturni» (Mondadori), ispirato alla strage di Ustica, è il thriller del momento, e l'autore sostiene di averlo scritto dopo aver conosciuto l'armatore anconetano Aldo Davanzali, proprietario del DC9 che il 27 gennaio del 1980 precipitò in mare con 81 passeggeri a bordo, tutti morti. Ma di questi contatti non ci sarebbe traccia, tanto che le figlie e uniche eredi di Davanzali, Luisa e Tiziana, e l'avv. Mario Scaloni, legale di famiglia, hanno diffuso una nota congiunta per prendere le distanze dall'operazione editoriale. Le figlie di Davanzali, dice la nota, «non sono state per nulla interpellate in merito al romanzo, nè hanno concesso alcuna autorizzazione alla pubblicazione del libro, avendone sorprendentemente appresa notizia solo dalla stampa. Neanche l'avv. Davanzali, morto nel maggio del 2005, a 83 anni, ha mai accennato loro di contatti con l'autore del romanzo». In varie interviste, Farrell - vicino ai conservatori, ma dai rapporti bipartisan con l'amministrazione statunitense - ha raccontato di essersi interessato alla tragedia di Ustica spinto dalla moglie, l'attrice italiana Jo Champa, che gli avrebbe presentato il presidente dell'Itavia Aldo Davanzali. Un industriale il cui impero (aerei, costruzioni, rimorchiatori) si sgretolò sotto l'accusa di aver armato una «bara volante», quando a prevalere era l'ipotesi del cedimento strutturale del DC9. Nella realtà, Davanzali si è sempre battuto nelle aule giudiziarie (in sede civile pende ancora una richiesta di risarcimento da 850 milioni di euro allo Stato) perché la verità - attentato o abbattimento accidentale del velivolo durante esercitazioni militari alleate - venisse a galla. Nel romanzo di Farrell invece l'armatore, disperato, si toglie la vita, ed è la figlia, vent'anni dopo, a trovare la chiave del giallo e riabilitare il padre. (ANSA)
USTICA: MINISTERI CONDANNATI A RISARCIRE PARENTI 4 VITTIME
PALERMO, 30 MAG - Il giudice della seconda sezione civile del tribunale di Palermo, Gianfranco Di Leo, ha condannato i ministeri dei Trasporti e della Difesa al risarcimento, per complessivi 980 mila euro, di 15 familiari di quattro delle 81 vittime della strage di Ustica: Gaetano La Rocca, Francesco Volanti, Elvira De Lisi e Salvatore D'Alfonso Ai quattro parenti di La Rocca sono stati assegnati, in quote diverse, 460 mila euro. Ai 4 familiari di Volanti 200 mila euro. Ai tre familiari di De Lisi 180 mila euro. Ai 4 parenti di D' Alfonso 140 mila euro. Gli avvocati di Palermo, Vincenzo e Vanessa Fallica, e di Bologna, Giorgio Masini, che rappresentavano i familiari di La Rocca e Volanti, non avevano seguito l'iter del processo che si era concluso in Cassazione il 10 gennaio scorso e nel 1990 avevano citato in sede civile la presidenza del Consiglio, il ministero dei Trasporti, e il ministero degli Interni, rappresentati dall' avvocatura distrettuale dello Stato, per ottenere il risarcimento per la morte dei due passeggeri del Dc9 Itavia precipitato a largo dell'isola palermitana il 27 giugno '80. A loro, successivamente, si erano aggiunti nella richiesta i familiari di De Lisi e D'Alfonso. La Suprema corte, nel gennaio scorso, aveva chiuso la vicenda del processo penale per la strage di Ustica dichiarando inammissibile il ricorso del procuratore generale della Corte d' Appello di Roma che aveva chiesto una riformulazione della sentenza di assoluzione dei due generali dell'Aeronautica coinvolti. Respingendo il ricorso la Cassazione aveva precluso la possibilità di riaprire il processo per i risarcimenti ai familiari delle vittime. L'avvocato Vincenzo Fallica aveva chiesto per i soli eredi di La Rocca 1.149.633,05 euro (in base allo stipendio annuo della vittima agli interessi e alla rivalutazione del danno materiale) e 309.874,13 euro per danni morali. Il legale nella comparsa conclusionale aveva sostenuto, così come il legale di Marco Volanti (e non Francesco come scritto in precedenza), che «è ormai pacifico e processuale che il Dc 9 è caduto per un' esplosione, e non importa se l'ordigno era dentro l'aereo o se la caduta sia stata provocata da un missile». «Se l' aereo è esploso per una bomba a bordo - scriveva - c'è responsabilità degli organi preposti dallo Stato per il controllo della sicurezza dei voli. Seguendo l'ipotesi che l' ordigno sia esploso dall'esterno non appare dubbio che essa debba considerarsi connessa all'esercizio dell' attività militare svolta dalle Forze armate in ordine ad eventuali esercitazioni o di controllo di attività militari straniere». «Sulla prescrizione - continuava - non vi è nulla da dire perchè il termine è stato interrotto dal giudizio già instaurato dalla dante causa degli odierni attori con atto di citazione del 30 settembre 1984». (ANSA)
USTICA: AVV. FALLICA, IMPORTANTE RICONOSCIMENTO DI RESPONSABILITÀ
Palermo, 30 mag. - «Ritenevamo che la competenza fosse di Palermo e non di Roma, dal momento che la strage del Dc 9 Itavia è avvenuta nei celi di Ustica, oggi, arriva dopo la sentenza della Cassazione dello scorso gennaio un importante riconoscimento di responsabilità dello Stato in quel disastro». Così Vincenzo Fallica, legale dei familiari di Gaetano La Rocca, commenta con l'ADNKRONOS la sentenza di condanna al risarcimento dei familiari delle vittime emessa dal Tribunale di Palermo nei confronti dei ministeri dei Trasporti e della Difesa. «A Roma l'iter giudiziario- aggiunge il legale- è durato 30 anni e si è concluso con un nulla di fatto. È stato un processo dispersivo spesso oggetto di contrastanti interpretazioni, di molteplici segnali ed interventi di ogni genere ampliamente pubblicizzati dalla stampa». Per gli eredi di La Rocca l'avvocato Fallica aveva chiesto 1.149.633,05 euro (in relazione allo stipendio annuo percepito dalla vittima e agli interessi e alla rivalutazione del danno materiale), oltre a 309.874,13 euro per danni morali. Il giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Palermo ha stabilito per i quattro parenti di La Rocca un rimborso complessivo di 460 mila euro. In particolare ai quattro familiari di Gaetano La Rocca il giudice Di Leo ha assegnato complessivamente 460 mila euro. Ai quattro familiari di Marco Volanti complessivamente 200 mila euro; ai tre familiari di Elvira De Lisi 180 mila euro. Infine ai quattro parenti di Salvatore D'Alfonso 140 mila euro. (Adnkronos)
USTICA: FISSATO APPELLO PROCEDIMENTO CIVILE PER VITTIMA
PALERMO, 30 MAG - È stata fissata per il prossimo 17 giugno l' udienza del processo civile d'appello relativo al risarcimento stabilito nel maggio dell'anno scorso dal giudice Giovanni Inzerillo per i familiari, padre, madre e due sorelle, di Rita Guzzo una delle 81 vittime della strage del Dc9 Itavia, al largo di Ustica il 27 giugno 1980. Nel primo processo il ministero dei Trasporti venne condannato a risarcire 123 mila euro ai parenti della vittima. L'avvocatura distrettuale dello Stato ha presentato appello alla sentenza. La famiglia Guzzo venne assistita dall' avvocato Pietro Norrito che citò il registro aeronautico nel 1981. Quello dei familiari di Rita Guzzo è stato il primo caso di risarcimento per la strage di Ustica. (ANSA)
USTICA: GIUDICE CONDANNA MINISTERI A RISARCIRE VITTIME
PALERMO, 30 MAG - Un giudice ha condannato i ministeri dei Trasporti e delle Difesa a risarcire i 15 familiari di quattro vittime della strage di Ustica quando, il 27 giugno '80, un Dc9 Itavia precipitò a largo dell'isola palermitana provocando la morte di 81 persone e aggiungendosi alla lista dei grandi misteri italiani. Il magistrato Gianfranco Di Leo, della seconda sezione civile del tribunale di Palermo, ha condannato i due dicasteri, rappresentati dall' avvocatura distrettuale dello Stato, a complessivi 980 mila euro a favore dei parenti di Gaetano La Rocca, Marco Volanti, Elvira De Lisi e Salvatore D' Alfonso a fronte di richieste di alcuni milioni di euro. Ai quattro parenti di La Rocca sono stati assegnati, in quote diverse, 460 mila euro. Ai quattro familiari di Volanti 200 mila euro. Ai tre congiunti di De Lisi 180 mila euro. Ai quattro parenti di D' Alfonso 140 mila euro. Hanno quindi avuto ragione, nella scelta prodecurale, gli avvocati palermitani Vincenzo e Vanessa Fallica, e di Bologna, Giorgio Masini, che rappresentavano i familiari di La Rocca e Volanti, che non avevano seguito l'iter del processo che si era concluso in Cassazione il 10 gennaio scorso e nel 1990 avevano citato in sede civile la presidenza del Consiglio, il ministero dei Trasporti, e il ministero dell'Interno per ottenere il risarcimento per la morte dei due passeggeri. A loro, successivamente, si erano aggiunti nella richiesta i familiari di De Lisi e D'Alfonso. Un' altra citazione era stata definita nel maggio 2006 dal giudice Giovanni Inzerillo che ordinò il pagamento di oltre 130 mila euro in favore dei familiari di un'altra vittima, Rita Guzzo. La Suprema corte, nel gennaio scorso, aveva chiuso la vicenda del processo penale per la strage di Ustica dichiarando inammissibile il ricorso del procuratore generale della Corte d' Appello di Roma che aveva chiesto una riformulazione della sentenza di assoluzione dei due generali dell'Aeronautica coinvolti. Respingendo il ricorso la Cassazione avrebbe precluso la possibilità di riaprire il processo per i risarcimenti ai familiari delle vittime. Ma di ciò non è certo l'avvocato Fallica secondo cui «i familiari delle vittime possono ancora chiedere il risarcimento in sede civile in quanto il tempo per la prescrizione può decorrere dalla chiusura del procedimento penale terminato in Cassazione il 10 gennaio scorso». «Sono stati persi 26 anni - aggiunge - Questo processo si poteva concludere in un anno ma il giudice palermitano ha invece aspettato l'esito degli altri processi. È pacifico che ci sia stata una vera e propria disfunzione dei servizi dello Stato non solo in occasione del disastro ma anche delle fasi concernenti l' accertamento dello stesso disastro. Per questo lo Stato deve pagare il risarcimento agli eredi delle vittime che tanto hanno patito per la tragedia». Fallica nella 'comparsa conclusionalè aveva sostenuto, che «è ormai pacifico e processuale che il Dc 9 è caduto per un' esplosione, e non importa se l'ordigno era dentro l'aereo o se la caduta sia stata provocata da un missile». «Se l' aereo è esploso per una bomba a bordo - scriveva - c'è responsabilità degli organi preposti dallo Stato per il controllo della sicurezza dei voli. Seguendo l'ipotesi che l' ordigno sia esploso dall'esterno non appare dubbio che essa debba considerarsi connessa all'esercizio dell' attività militare svolta dalle Forze armate in ordine ad eventuali esercitazioni o di controllo di attività militari straniere». «Sulla prescrizione - continuava - non vi è nulla da dire perchè il termine è stato interrotto dal giudizio già instaurato dalla dante causa degli odierni attori con atto di citazione del 30 settembre 1984». (ANSA)
USTICA: POLLINA, L'ORAZIONE CIVILE CHE LA TV NON VUOLE
ROMA, 18 GIU - Nè Daria Bonfietti, presidente dell'associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica, nè il produttore di Accademia Perduta/Romagna Teatri Ruggero Sintoni sapevano, quando gli hanno proposto il progetto di un'Orazione civile su Ustica, del profondo legame tra l'eclettico musicista Pippo Pollina e la tragedia di Ustica. «Una delle 81 vittime del Dc9 Itavia caduto a largo di Palermo il 27 giugno di 27 anni fa - racconta all'ANSA Pollina - era un mio caro amico, Francesco Baiamonte, palermitano come me». Ora, mancano 9 giorni alla prima assoluta al teatro Manzoni di Bologna di Ultimo Volo, un'opera di teatro musicale, scritta e composta dal musicista e cantautore siciliano noto più all'estero che in Italia, che inaugurerà anche il Museo per la Memoria di Ustica, uno spazio reiventato dalla installazione di arte contemporanea di Christian Boltansky attorno ai frammenti ricomposti dell'aereo diventato simbolo di uno dei troppi misteri insoluti dell'Italia di oggi. A rovinare l'attesa per questo Ultimo Volo, al quale i parenti delle vittime hanno collaborato perchè «bisogna ricordare, capire e chiedere», come dice la Bonfietti, c'è l'amarezza per essere stati abbandonati dalle televisioni italiane. «Mancanza di coraggio, nervi ancora scoperti», ha detto Sintoni. Il produttore Marangoni (lo stesso di Grillo e di Teocoli) aveva presentato il progetto a Rai, Mediaset e La7; la risposta, riferisce Sintoni, era stata entusiasta («un'idea geniale»), «pensavamo, ingenuamente di essere noi a scegliere rete e collocazione più adatta. Poi più niente, tutti scomparsi. Il 27 giugno ci saranno tra le altre la tv tedesca e svizzera, quella italiana sarà assente». La Bonfietti ne è quasi umiliata, Pollina più che al poco coraggio attribuisce «alla superficialità, alla sciatteria» questo dietrofront «e anche un pò il segno del declino di una società civile che sembra non saper più reagire». Pollina, da 22 anni all'estero (in Svizzera) dove ha trovato il successo, ha accolto non senza timori questo progetto, poi però ci si è buttato a capofitto. «Ho visto i reperti, ho studiato i documenti, ho incontrato il giudice Priore e poi ho scritto, anche cose scomode, cose che Priore non ha messo nell'ordinanza, come una visita al capo dei servizi segreti francesi», racconta il musicista che porterà il suo Palermo Acoustic Quartet sul palco con i professori d'orchestra degli Archi della Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Dimitri Jurowksy. Canzoni d'impegno civile, dialoghi interpretati da Daniela Piccari e da Vito, monologhi letti dal filosofo Manlio Sgalambro, musica sinfonica si fondono sul palco che avrà come unica scenografia un'elica. «Tutto il testo - aggiunge - ha come protagonista l'aereo, come fosse l'unico superstite di quel giorno. Prima era impiegato alle Hawaii per il trasporto del pesce, poi sulla rotta passeggeri italiana, racconto le sue sensazioni nell'abisso del mare, il suo ultimo viaggio da Pratica di Mare al Museo della Memoria e tutto il dolore attorno». Ultimo Volo - Orazione civile per Ustica (senza Sgalambro però) sarà anche in tourneè a partire da novembre. (ANSA)
USTICA: APRE MUSEO MEMORIA A BOLOGNA CON OPERA DI BOLTANSKI
BOLOGNA, 22 GIU - Un relitto di un aereo con il museo costruito tutt'intorno, a partire dall'installazione dell' artista contemporaneo Christian Boltanski composta in parte dai tanti effetti personali dei viaggiatori, dispersi in mare. È quello che si potrà vedere nel Museo della memoria della strage di Ustica che mercoledì aprirà i battenti a Bologna, in occasione del 27/o anniversario della strage che il 27 giugno 1980 provocò 81 morti. Presentato alla stampa nel palazzo comunale di Bologna, il museo è il frutto di un'idea lanciata dall'Associazione parenti delle vittime negli anni '90 e realizzato nel giro di un anno da quando il relitto del Dc9 Itavia è stato riportato a Bologna da Pratica di Mare (Roma), con un trasporto eccezionale a bordo di decine di mezzi. «È un'opera in cui abbiamo creduto moltissimo - ha spiegato Daria Bonfietti, presidente dell'associazione - perchè vogliamo ricordare, capire, andare avanti. Non ci basta sapere che quell'aereo è stato abbattuto all'interno di un momento di guerra aerea». Il museo sarà all'interno di tre vecchi depositi delle tramvie inutilizzati, ed è stato finanziato da Comune e Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna, ministero di Grazia e giustizia e dei Beni culturali per un valore complessivo di oltre 2,5 milioni di euro. L'opera di Boltanski (su cui non sono stati rivelati dettagli perchè, secondo gli organizzatori, è difficile da spiegare) è stata donata gratuitamente dall'artista francese e rimarrà fissa nel museo. Sotto gli occhi dei visitatori ci saranno anche decine fra scarpe, occhiali, pezzi di racchette da tennis, maschere sub e anche una bambola appartenuti alle vittime. In occasione dell'anniversario, la sera del 27 ci sarà un' orazione civile intitolata 'Ultimo volò, realizzata da Pippo Pollina con la partecipazione straordinaria del filosofo Manlio Sgalambro. (ANSA)
STRAGE USTICA: LE INIZIATIVE PER IL 27MO ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA
Roma, 26 giu. - In occasione del 27° anniversario della Strage di Ustica, numerose le iniziative messe in campo a partire dall'inaugurazione del Museo della Memoria di Ustica a Bologna. ''Si tratta di un progetto al quale l'Associazione si dedica da molti anni, che nasce dalla esigenza primaria e irrinunciabile di evitare che il relitto del dc9 Itavia, ripescato dal Tirreno e ricomposto per effettuare le varie perizie a Pratica di Mare, potesse andare irrimediabilmente disperso in qualche discarica, perduto per sempre" afferma la Senatrice Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime. Accanto all'inaugurazione, prevista la prima nazionale dell'opera ''L'ultimo Volo'', realizzata da Pippo Pollina e prodotta da Riccardo Sintoni, il quale afferma: ''Ho pensato di produrre per il 27mo anniversario della strage un'opera che avesse tutte le valenze del teatro popolare. Mi sono tornati alla mente i lieder di Weill, il War Requiem di Britten, la canzone d'autore italiana e francese, ma anche lo straordinario lavoro di Battiato per Gilgamesh e Genesi. Ho quindi pensato a Pippo Pollina, musicista e cantante, riconosciuto in tutta Europa come uno dei piu' qualificati interpreti della nuova canzone d'autore.'' Per quanto riguarda, la mancata diretta Tv da parte delle reti nazionali, pubbliche e private, Pollina non si dice sorpreso: ''Una decisione simile e' assolutamente in linea con il declino cui la nostra societa' sta assistendo, anzi, mi avrebbe meravigliato il contrario.Ci sara' invece la Tv svizzera che non solo trasmettera' l'opera ma inviera' ben 12 ragazzi dell'Universita' del cinema di Lugano, invitandoli a fare una tesi di laurea sull'argomento''. '' Ci auguriamo che la Rai voglia fornire una risposta adeguata alle osservazioni sollevate, anche perche', appare singolare che spettatori svizzeri e tedeschi possano assistere a quest'anteprima, mentre gli italiani no'' sostiene Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. '' In ogni caso ci attendiamo che l'intero sistema mediatico, e il servizio pubblico in particolare, vogliano dedicare la dovuta attenzione alle iniziative del 27 giugno, affinche' possa essere un'occasione per tornare ad illuminare la vicenda di Ustica'' e, continua '' un'occasione non solo di rievocazione, ma anche di rinnovato impegno per chiedere verita' e giustizia, come ha continuato a fare con tenacia e passione in tutti questi anni, l'Associazione dei parenti delle vittime''. (Adkronos)
USTICA: COLARIETI, VERITÀ DOVE PRIORE TROVÒ PORTE CHIUSE
RIETI, 27 GIU - «Si torni a ricercare la verità sul caso Ustica là dove il giudice Rosario Priore trovò le porte chiuse perchè oggi, come allora, c'è ancora chi la conosce ma per convenienze politico-diplomatiche si guarda bene da raccontarla». Lo ha detto il giornalista Fabrizio Colarieti, curatore del sito www.stragi80.it, che raccoglie gli atti ufficiali dell'inchiesta e del libro 'Ustica,scenari di guerrà. «Ventisette anni dopo - ha aggiunto Colarieti - siamo di fronte al paradosso che il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, che nel giugno 1980 quando il Dc9 precipitò nel Tirreno era presidente del Consiglio, dichiara in un'intervista a Radio Rai di sapere tutto ma allo stesso tempo di non poterlo raccontare agli italiani». «Siamo di fronte al paradosso che perfino un romanzo, 'Predatori Notturnì, scritto dal produttore americano Joseph Farrell - ha proseguito Colarieti - si avvicina talmente tanto ad un possibile scenario da passare inosservato come un qualunque giallo. La diplomazia dovrebbe tornare, con forza, a chiedere a Stati Uniti, Francia e Libia di collaborare nella ricerca della verità perchè solo in questo modo il Paese onorerà la memoria». Secondo Colarieti, «si continua a sottovalutare il ruolo che potrebbe aver ricoperto in questa vicenda Israele, per non parlare della Francia, quando in più punti della stessa inchiesta condotta da Priore si intravedeva un loro coinvolgimento diretto». (ANSA)
USTICA: IL RELITTO DIVENTA ARTE PER CHIEDERE LA VERITÀ
BOLOGNA, 27 GIU - La verità, per ora, è fatta soltanto da duemila frammenti. Come quelli che rimangono del Dc-9 Itavia precipitato il 27 giugno 1980 al largo di Ustica, il volo Ih 870 Bologna-Palermo che alle 20.59 che cadde in mare, non si sa perchè e non si sa per colpa di chi. Duemila pezzi che, da soli, non possono dire la verità. Ma che, rimessi insieme da un'installazione dell'artista francese Christian Boltanski nel museo per la memoria della strage di Ustica inaugurato a Bologna in occasione del 27/o anniversario della strage, provano a dar voce a chi non ce l'ha più. Un'installazione che non solo ha rimesso insieme quello che resta dell'aereo, ma che l'ha circondato di 81 specchi, di 81 voci, di 81 lampadine che provano (con un crescere e diminuire d'intensità) a restituire alle 81 vittime almeno il respiro della memoria. Compito di un artista non è cercare la verità e l'impegno civile di Boltanski non vuol sostituirsi nè alla storia nè alla magistratura. «Ho voluto ricostruire la memoria della catastrofe - ha detto l'artista francese - ma con gli specchi anche far partecipare ogni spettatore all'installazione». Come un «salutare pugno nello stomaco», come l'ha definito il ministro per le politiche giovanili Giovanna Melandri che ha però ricordato che ci sono delle domande da porre anche a «paesi nostri alleati». La ricerca, o per meglio dire la pretesa della verità, rimane un punto imprescindibile per i familiari delle vittime, che il museo non fa che ribadire con forza. Confortati, in questo, dalle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in un telegramma alla presidente dell'associazione dei familiari Daria Bonfietti ha detto che il museo «rende ancora più intenso il ricordo e più determinato il desiderio di tutti di vedere accertata la verità sulle cause di un evento così drammatico per il paese». Il ricordo di quella sera deve essere rivolto soprattutto ai giovani. Lo ha sottolineato anche il sindaco di Bologna Sergio Cofferati che però si è associato nella richiesta ai governi stranieri «che molto potrebbero dire su cosa è successo quella sera nel cielo di Ustica. Il museo aiuterà a completare questo percorso». La memoria, grazie al museo, è salva. Manca la verità, non ci sono colpevoli, non ci sono motivi, non ci sono spiegazioni dell'abbattimento di un'aereo civile durante un'azione di guerra in tempo di pace. La verità giudiziaria, unica e intera non c'è. Ce ne sono duemila pezzi che qualcuno un giorno forse riuscirà a rimettere insieme. (ANSA)
STRAGE USTICA: MELANDRI INAUGURA A BOLOGNA 'MUSEO DELLA MEMORIA'
Bologna, 27 giu. - Nella ricorrenza del 27° anniversario della strage di Ustica, nella quale persero la vita le 81 persone che dall'Emilia Romagna stavano raggiungendo la Sicilia a bordo di un Dc-9 Itavia, il ministro per le Politiche giovanili, Giovanna Melandri, ha inaugurato questa sera a Bologna il 'Museo della memorià che contiene oltre ai frammenti del relitto dell'aereo anche l'opera dell'artista Boltanski. «Ventisette anni senza risposte sono troppi, insostenibili» ha osservato il ministro, sottolineando che lo sono «per le famiglie che Daria Bonfietti ha chiamato a raccolta con una lettera, ma sono dolorosi anche per chi quelle risposte vorrebbe darle e non riesce perchè si trova davanti a uno dei mattoni del palazzo che nessuno è autorizzato a toccare». Ma, «non possiamo rinunciare alla verità», alle domande «da rivolgere anche ai paesi nostri alleati» ha proseguito il ministro, rimancando il fatto che «è così ingiusto, dopo tanti anni, sentir parlare ancora di ipotesi». «Ma da oggi -ha aggiunto il ministro- c'è un luogo che restituisce un pezzo di giustizia all'enorme ingiustizia del silenzio». Melandri si è detta poi «convinta che il Museo sarà un luogo pieno di ragazzi» e ha anche sottolineato il fatto che le famiglie delle vittime «lo hanno pensato proprio per i giovani». «Ne arriveranno qui a decine -assicura- nei prossimi mesi. Verranno qui a prendersi un salutare pugno nello stomaco, ma in loro crescerà l'ostinazione della ricerca», ha ribadito il ministro, aggiungendo che saranno proprio i giovani che «risarciranno un pò e vi restituiranno un filo di speranza per questa ricerca». «I ragazzi capiscono -ha concluso Melandri- che il caso non è chiuso. Che questo è un posto sacro. Il futuro di questa comunità e del paese è impensabile senza fare luce su questa verità». (Adnkronos)
USTICA: NAPOLITANO, COMMOVENTE IL MUSEO DELLA MEMORIA
BOLOGNA, 27 GIU - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del 27/o anniversario della strage di Ustica del 27 giugno 1980, ha scritto una lettera alla presidente dell'Associazione delle vittime, Daria Bonfietti, in cui ha rinnovato la propria «solidarietà». «Il loro dolore - è il messaggio del Capo dello Stato ai familiari, diffuso dall'Associazione - è quest'anno acuito dalla commovente iniziativa di aprire un 'Museo della Memorià (nel pomeriggio l'inaugurazione a Bologna, ndr) nel quale è ricostruito il relitto del DC9 che è stato recuperato nelle acque del Tirreno. L'iniziativa, cui va il mio partecipe apprezzamento anche per la sua valenza artistica, rende ancora più intenso il ricordo e più determinato il desiderio di tutti di vedere accertata la verità sulle cause di un evento così drammatico per il paese». (ANSA)
USTICA: VELTRONI, RESTIAMO IN ATTESA VERITÀ
BOLOGNA, 27 GIU - «Ci sono nella vita di una persona alcuni eventi che hanno avuto un significato particolare, che hanno determinato un impegno al quale proprio non ci si poteva sottrarre. La strage di Ustica ha rappresentato tutto questo». È uno dei passi del messaggio che il sindaco di Roma Walter Veltroni ha inviato all'Associazione dei familiari delle vittime della strage del Dc9-Itavia inabissatosi nei mari di Ustica il 27 giugno 1980. Veltroni spiega che l'impegno di Torino «che non posso proprio rimandare» gli impedisce di essere presente all'inaugurazione del Museo della Memoria a Bologna, progetto in cui «la città di Roma - scrive rivolto alla presidente Daria Bonfietti - ha creduto fortemente». Quel Museo è una delle «molte cose» che sono state fatte alla ricerca di verità e giustizia, «perchè i luoghi fisici hanno a volte l'incredibile forza di evitare che il tempo che passa porti via con sè il ricordo di ciò che non dovrebbe essere dimenticato. Non potrebbe comunque, il tempo, portare via con sè la verità su quel 27 giugno 1980. Di quella per ora - e io desidero, nonostante tutto, sottolineare 'per orà - restiamo tutti in attesa. Perchè c'è sempre spazio per la verità. Adesso a parlare di ciò che è accaduto ci saranno anche il Museo, il relitto del Dc9 e l'opera di Chistian Boltanski». Saranno il racconto della «tragedia» di 81 persone che non hanno «neanche il diritto di conoscere il perchè». (ANSA)
USTICA. APERTO MUSEO DEL DC9, IN 500 PER VEDERE IL RELITTO
Bologna, 27 giu. - In tanti sono accorsi oggi all'apertura del museo della Memoria di Ustica con l'aereo della tragedia del 1980: circa 500 bolognesi che hanno fatto la fila per dare uno sguardo al Dc9 Itavia arrivato un anno fa da Pratica di mare. L'allestimento, curato dall'artista Christian Boltanski, e' stato realizzato grazie ad una vera e propria corsa contro il tempo per rispettare l'anniversario del 27 giugno, il 27^ dalla strage. Negli ex magazzini Atc l'aereo emerge dalla semioscurita', tra voci sussurrate che escono da pannelli oscuri alle pareti: 81 come le vittime di quel giorno. Il ministro per le Politiche giovanili, Giovanna Melandri, prevede un "salutare pugno nello stomaco" per le giovani generazioni che verranno in via Saliceto a visitare l'installazione. Si tratta di "un posto- ha detto prima di tagliare il nastro- che restituisce un po' di giustizia all'immensa ingiustizia del silenzio". Per Melandri "27 anni senza risposte sono troppi, insostenibili, dolorose per le famiglie. Ma dolorose- aggiunge- anche per chi vorrebbe contribuire a dare queste risposte e non ci riesce". Daria Bonfietti, presidente dell'associazione famigliari delle vittime, ha visitato il museo in mattinata assieme agli altri parenti "con molta emozione". "L'abbattimento di un aereo civile in tempo di pace- ricorda pero' Bonfietti- non puo' essere dimenticato. E' in gioco la dignita' nazionale". Dell'impegno per individuare i responsabili della tragedia ha parlato anche il sindaco Sergio Cofferati. Il quale parla di un museo "fortemente voluto da questa citta', che e' stato reso possibile dal contributo di molti". Tra questi l'ex amministrazione Guazzaloca (era presente l'allora vicesindaco Giovanni Salizzoni) che firmo' proprio con Melandri il "patto" del 2001 sul museo della Memoria. Un luogo dunque "preteso in certi momenti dalla nostra comunita' come elemento non solo di ricordo, ma come uno degli strumenti per cercare la verita', la verita' giudiziaria", spiega Cofferati. Alla cerimonia c'erano anche la presidente della Provincia Beatrice Draghetti, il vicepresidente della Regione Flavio Delbono e la presidente dell'assemblea regionale Monica Donini. Due piccoli contrattempi hanno caratterizzato l'inaugurazione: prima Cofferati ha detto "Dc8" anziche' "Dc 9" ed e' stato corretto dai presenti; poi nella scaletta dell'evento e' stato "saltata" la benedizione di monsignor Gabriele Cavina, che sostituiva il vescovo Carlo Caffarra: gli organizzatori se ne sono accorti quando gia' Melandri e Cofferati stavano tagliando il nastro per poi entrare nella struttura. Il museo sara' aperto da domani con gli stessi orari di Mambo e ingresso gratuito. (Dire)
STRAGE USTICA: PARENTI VITTIME A PRODI, DECADUTO SEGRETO DI STATO TUTTA LA VERITÀ
Palermo, 3 ago. - Ventisette anni fa nei cieli di Ustica un DC9 della compagnia Itavia precipitava. Ottantuno le vittime di una strage che rimane ancora adesso uno dei grandi misteri d'Italia. Oggi Daniele Osnato, legale dei parenti di Enzo Fontana, Giovanni Cerami, Michele Davì, Rosario Fullone, Maria Volpe, Carmela Fullone, Giuseppe Valenza, Giacomo Guerino, Daniela e Tiziana Marfisi, Paolo Licata, Marianna Siragusa, Antonella e Giovanni Pinocchio e Martha Gruber, vittime di quella strage, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Poche pagine per chiedere di far luce su quello che accadde quel 27 giugno del 1980. «L'iter giudiziario - scrive il legale - si è concluso, dopo 27 lunghi anni di istruttoria e processi penali, con un nulla di fatto in ordine alla ricerca della verità e, in particolare, in ordine all'identificazione delle cause e degli autori materiali della strage. Dalle indagini penali nulla di significativo si è potuto accertare poichè l'intera vicenda processuale è stata caratterizzata da 'numerosi casi di chiusura totale delle persone che deponevanò. Va segnalato - prosegue l'avvocato Osnato - che l'Istruttoria penale ha concluso che 'sono emerse anche responsabilità di altra specie su cui altri giudici dovranno pronunciarsi; di gruppi, di organi, di cordate con presenze in più istituzioni e con ogni probabilità anche fuori dal Paesè. La Corte di Assise di Roma, arrendendosi anch'essa all'accertata devastazione documentale, ha dovuto prendere atto dell'impossibilità di giungere all'agognata verità». Reticenze, silenzi e omissioni che hanno finito per accrescere la «profonda amarezza» per una «verità negata» dei familiari delle vittime. Da qui la richiesta del legale al premier affinchè siano finalmente resi pubblici tutti quei dati e quelle informazioni fino ad ora coperti dal segreto di stato. «Dal 27 giugno del 1980 sono decorsi 15 anni - scrive ancora l'avvocato Osnato -. L'apposizione del segreto cessa di avere ogni effetto decorsi 15 anni. Le chiedo di dar seguito all'impegno preso da questo Governo e di far luce una volta per tutte sulla intera triste vicenda indicandomi tutto ciò che, già coperto da segreto di Stato, non lo è più a seguito della entrata in vigore della nuova legge». Affinchè «quella sensazione di profonda frustrazione dei parenti di quella ignobile strage sia, almeno, attenuata da una ritrovata fiducia nel Governo del proprio Paese. Affinchè sia ridata dignità a 81 cittadini italiani ed a un intero Paese». (Adnkronos)
USTICA: FAMILIARE VITTIME CITA MINISTERI A PALERMO
PALERMO, 13 SET - Il familiare di quattro vittime della strage di Ustica, Pasquale Diodato, ha citato i ministeri della Difesa e dell'Interno e la presidenza del Consiglio dei ministri davanti al tribunale civile di Palermo chiedendo un risarcimento. Nella tragedia del Dc 9 dell' Itavia, il 27 giugno '80, in cui morirono 81 persone, Diodato perse la moglie Giovanna Lupo e i tre figli Vincenzo, 10 anni, Antonello, 7 anni, e Giuseppe di appena sei mesi. I legali dell'uomo, Vanessa e Fabrizio Fallica, sostengono «la legittimità della richiesta risarcitoria, nonostante l'esito del procedimento penale, conclusosi in Cassazione con la sentenza del 2 marzo 2007, nel quale si erano costituiti parte civile». Gli avvocati sostengono che «nonostante l'esito sfavorevole del predetto giudizio penale, tendente ad accertare le responsabilità personali dei vari esponenti della struttura pubblica (generali Alberto Bartolucci, Zeno Tascio, Corrado Mellillo e Franco Ferri, che erano stati imputati del depistaggio e di alto tradimento), sussiste una responsabilità presuntiva nei confronti della struttura stessa, preposta al controllo del traffico aereo». Insomma, secondo i legali, i ventisette anni decorsi non sono bastati per porre fine a questa vicenda che non ha, ancora, raggiunto un epilogo definitivo. In ordine alla prescrizione, sostengono gli avvocati Fallica che «il giudizio penale conclusosi in Cassazione è servito solo ad interrompere i termini per proporre l'azione risarcitoria, che decorrono dalla definizione del predetto giudizio e, cioè, dal 2 marzo 2007». Lo scorso maggio il giudice condannò gli stessi ministeri citati ora al pagamento di 980 mila euro nei confronti di 15 familiari di quattro vittime della strage. Il giudizio era stato promosso dagli stessi avvocati Fallica. È cominciato invece lo scorso giugno l'appello del processo civile in cui venne deciso il risarcimento ai familiari, padre madre e due sorelle, di Rita Guzzo una delle 81 vittime della strage. Questo è stato il primo procedimento concluso con la condanna ad un risarcimento: l'avvocato Pietro Norrito citò il registro aeronautico nel 1981. (ANSA)