Saratoga, ammiraglio smenti il Pentagono?
Corriere della Sera - 20 novembre 1992
ROMA - È stato James H. Flatley, comandante della Saratoga, a fornire una ricostruzione sulla notte della strage di Ustica in sostanziale contrasto con quella ribadita dal Pentagono? È stato lui a rivelare che la portaerei americana lasciò la rada del porto di Napoli prima o dopo l'esplosione del DC9 Itavia? Se confermata, quest'indiscrezione aprirebbe un capitolo nuovo e ancora tutto da chiarire sul ruolo (attivo o passivo) della Saratoga nelle ore a cavallo tra il 27 e il 28 giugno 1980. Il comandante James Flatley è stato ascoltato alla fine dell'anno scorso, nella trasferta del giudice istruttore Rosario Priore e dei Pm Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi negli Stati Uniti. "La Saratoga era all'ancora nel porto di Napoli", conferma telefonicamente un portavoce del Pentagono, il comandante Ken Sutterfield. "La stampa italiana è libera di pubblicare quel che vuole. Ma la Saratoga era nel porto e questo è un fatto", ripete un altro portavoce, il colonnello David Garmer. Questo, sul piano ufficiale. E, ufficiosamente, dal Dipartimento della Difesa americano si sottolinea però che la deposizione resa da Flatley non è ancora conosciuta e dunque non è possibile alcun commento specifico sulle rivelazioni che l'ex comandante della Saratoga avrebbe fatto di fronte ai magistrati italiani. Con una aggiunta. E cioè che una uscita "rapida" o "di poche ore" di una portaerei non è tecnicamente realizzabile. Tra irritazione e imbarazzo, l'amministrazione americana continua dunque a mantenere una posizione granitica rispetto allo scenario ufficiale di quella notte. Ma uno scenario più complesso e contrapposto è quello che minuziosamente stanno ricostruendo i magistrati. L'ammiraglio Flatley ha risposto ai quesiti dei giudici italiani nei primi giorni di dicembre del 1991, in seguito alla positiva definizione della richiesta di rogatoria avanzata da Priore il 24 agosto del 1990. Il punto centrale di questa rogatoria era l'intervista rilasciata nel luglio dello stesso anno alla giornalista Manuela Cadringher del TG2, in cui l'ammiraglio ricordava con ottimo sforzo di memoria quanto accaduto nel giugno di dieci anni prima. Flatley parlava del nastro contenente le registrazioni del radar della Saratoga, consegnato ad un alto ufficiale del comando della Sesta Flotta che era piombato a bordo della portaerei appositamente per avere quella bobina. Circostanza che il Pentagono non ha mai ammesso e che nemmeno risulta dal libro di bordo della nave. È probabile che nelle prossime ore l'ex comandante della Saratoga decida di rompere il silenzio e di fornire una propria versione dei fatti. Ma tenendo conto di quanto ha messo a verbale di fronte ai magistrati italiani. La partita giudiziaria sulla strage di Ustica è tutt'altro che chiusa. E tutt'altro che dissolti i misteri sulle diverse versioni acquisite agli atti dell'inchiesta.
Andrea Purgatori - Corriere della Sera