Il governo rinuncia ai danni
Corriere della Sera - 25 gennaio 1992

 

ROMA - Il governo ha deciso di non costituirsi parte civile contro i generali accusati di alto tradimento per la strage di Ustica. Almeno non per adesso. E l'unico tra gli imputati che risulta ancora in servizio, il generale Zeno Tascio, è stato trasferito dal comando dell'Ispettorato logistico allo Stato maggiore. Nei fatti, una promozione. Il doppio annuncio dato dal ministro della Difesa, Virginio Rognoni, ha provocato una valanga di critiche pesantissime, da tutte le parti politiche. Non solo. A sorpresa, ecco che tra Palazzo Chigi e magistrati inquirenti s'apre sulla vicenda una spaccatura che solo giovedì sembrava impensabile. Non era stato, infatti, lo stesso giudice Rosario Priore a notificare alla presidenza del Consiglio la lista dei provvedimenti e a sollecitare il governo perchè si costituisse subito parte civile contro gli alti ufficiali incriminati? "Colpisce che il generale Tascio venga trasferito presso lo staff dello Stato maggiore, proprio lì dove si fornisce quella collaborazione essenziale alle indagini", ha subito dichiarato il presidente della Commissione stragi, Gualtieri. "È una autentica beffa, un insulto al Parlamento e a questa Commissione che ha messo in risalto le responsabilità di Tascio", è sbottato il capogruppo del Pds, Francesco Macis. "Capisco la solidarietà cristiana, ma qui ci sarebbe voluta prudenza", ha aggiunto Lucio Toth, capogruppo dc. "Emerge il sospetto che la cautela venga dalla preoccupazione che un altro atteggiamento possa far saltare le coperture date a suo tempo ai militari, per paura che parlino", ha insinuato il missino Maceratini. "Una manifestazione di sfiducia verso la magistratura", ha valutato De Julio, della Sinistra indipendente. "Questo testimonia di quali protezioni goda Zeno Tascio in Aeronautica e negli ambienti di governo", ha accusato il demoproletario Cipriani. "È stato come assassinare un'altra volta gli 81 passeggeri del DC9", ha commentato l'ex missino Staiti di Cuddia. "Si è deciso di procedere alla nomina di un difensore del governo quale parte offesa - danneggiata dal reato ipotizzato, destinataria, nella persona del presidente del Consiglio, di una comunicazione giudiziaria in quanto potenziale interessato alla costituzione di parte civile", ha spiegato Rognoni tra lo sbigottimento dei rappresentanti della Commissione stragi. E ha precisato che il "difensore", nominato presso l'avvocatura dello Stato, seguirà tutti gli sviluppi dell'inchiesta, dando al governo la possibilità di prendere una diversa decisione "quando fosse accertato un danno" alle sue "prerogative" e ai suoi "poteri": dunque, "si tratta di una scelta per ora solo potenzialmente funzionale alla costituzione di parte civile". Quanto alla "promozione" del generale di squadra aerea Zeno Tascio, nel 1980 responsabile del Sios Aeronautica (il servizio segreto dell'Arma azzurra) secondo il ministro Rognoni "non ricorrono nella specie le condizioni per avviare un'inchiesta formale per la sospensione disciplinare dall'impiego in quanto vi osta la pregiudiziale penale". Ed è per questo che Rognoni ha disposto che Tascio lasci l'attuale incarico per passare "alle dirette dipendenze del generale Nardini", che dell'Aeronautica è il Capo di stato maggiore. Ha spiegato ancora il ministro della Difesa che, proprio "a ragione" del principio della pregiudiziale penale, "in via generale e in relazione a tutti i militari inquisiti dalla autorità giudiziaria è utile ricordare che l'Amministrazione deve soprassedere all'adozione di misure disciplinari" e che "il relativo procedimento naturalmente dovrà seguire alla conclusione del procedimento penale". Insomma, la posizione del governo è la seguente: visto che non si è scelta la costituzione di parte civile, si è deciso di rinviare anche ogni "sospensione dall'impiego per ragioni precauzionali" dei militari incriminati. Rognoni ha infine denunciato le violazioni del segreto istruttorio verificatesi negli ultimi giorni. Gli ha risposto Gualtieri: "Il fatto è che abbiamo appreso proprio dai giornali che esistono lettere anche truccate, con la data cambiata, che noi non abbiamo mai avuto". All'uscita da San Macuto, qualcuno ha obiettato al ministro della Difesa che trasferire il generale Zeno Tascio allo Stato maggiore, centro nevralgico di informazioni (quelle rimaste) sulla strage di Ustica, è un pò come aver messo l'orso vicino al miele. Ma Rognoni ha lasciato il palazzo senza raccogliere la battuta.

Andrea Purgatori - Corriere della Sera

 

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