Gli scenari internazionali intorno a Ustica

By | 2 novembre 2015

Dc9 miniaturaUstica: una strage, un disa­stro, la caduta del DC9. Quello che accadde la sera del 27 giu­gno 1980 sul cieli del Tir­reno è, ancora, deno­mi­nato in modo diverso addi­rit­tura nei comu­ni­cati delle auto­rità isti­tu­zio­nali che scri­vono ai fami­liari delle vit­time in occa­sione dell’anniversario. Ancora dopo 36 anni non esi­ste una parola con­di­visa. Ustica è stato con tutta pro­ba­bi­lità l’evento della sta­gione delle stragi sul quale c’è stata più «insta­bi­lità» nel nomi­narlo, l’avvenimento ha avuto «diverse tra­sfor­ma­zioni di senso o di signi­fi­cato» per dirla con Daniele Salerno, ricer­ca­tore di semio­tica che ha par­te­ci­pato al con­ve­gno di due giorni a Bolo­gna dal titolo «1980. L’anno di Ustica». Un evento su cui sono state molte le «esi­ta­zioni su quello che si può dire o non si può dire, su quello che si sa e quello che non si sa».
A tanti anni di distanza invece si può dire che molto si cono­sce su quell’azione di guerra in tempo di pace quando un aereo civile rimase vit­tima incon­sa­pe­vole di un inter­cet­ta­mento tra veli­voli mili­tari. Erano 21 gli aerei mili­tari in cielo quella notte come fece sapere la Nato nel 1996 rispon­dendo al giu­dice Rosa­rio Priore. Daria Bon­fietti, la pre­si­dente dell’associazione dei parenti delle vit­time lo dice sem­pre ma non si è stan­cata di ripe­terlo nean­che in occa­sione di que­sto con­ve­gno: «In que­sto campo non ci sono ipo­tesi ma verità che ci ha con­se­gnato la magi­stra­tura che ha rico­no­sciuto la respon­sa­bi­lità del mini­stero dei Tra­sporti, per non aver con­trol­lato la sicu­rezza, e della difesa, per aver distrutto le prove. Ma oggi serve a tutti sapere chi abbia abbat­tuto un aereo civile: è un pro­blema di dignità nazio­nale, non solo dei parenti, cer­care di con­qui­stare que­sta verità. Noi fac­ciamo que­sta rifles­sione sto­rica per impe­gnare il governo a chie­dere con più deci­sione que­sto pezzo di verità ai paesi amici coin­volti». Si sa quel che è suc­cesso, si deve sapere chi l’ha fatto.
La due giorni bolo­gnese è stata un appun­ta­mento di alto livello nel quale diversi sto­rici hanno rico­struito il con­te­sto inter­na­zio­nale e interno di quel 1980. Leo­poldo Nuti dell’università di Roma Tre spiega, alla luce delle sue ricer­che sto­ri­che: «Gli Stati uniti erano i primi a volere la sta­bi­lità nell’area medi­ter­ra­nea in quel periodo, è con la pre­si­denza di Ronald Rea­gan che Ghed­dafi ini­zia a diven­tare un pro­blema». Se il ragio­na­mento di Nuti por­te­rebbe a girarsi verso la Fran­cia nella ricerca di chi ha lan­ciato il mis­sile che ha abbat­tuto il DC9 è lo stesso stu­dioso che sot­to­li­nea: «Esco da que­sta due giorni con le idee più chiare ma ancora fac­cio fatica ad accet­tare quello che è acca­duto. Se fosse stata la Fran­cia stiamo par­lando di uno dei paesi che con noi è alla base dell’integrazione europea».
Per que­sto il punto è ancora quello, come ripete Bon­fietti: «una verità potrà arri­vare solo da un rap­porto poli­tico, da pres­sioni vere del governo sui Paesi alleati». Luca Ales­san­drini, diret­tore dell’istituto sto­rico Fer­ruc­cio Parri che ha orga­niz­zato con l’associazione il con­ve­gno ha par­lato di un per­corso che non si chiude con que­sta due giorni ma pro­se­guirà anche l’anno prossimo. (Giusi Marcante – Il Manifesto)

Un commento su “Gli scenari internazionali intorno a Ustica

  1. SG

    “A tanti anni di distanza invece si può dire che molto si cono­sce su quell’azione di guerra in tempo di pace quando un aereo civile rimase vit­tima incon­sa­pe­vole di un inter­cet­ta­mento tra veli­voli mili­tari.“
    E da qui si capisce gia tutto, si capisce dove si vuole andare a parare.

    Per la giustizia i colpevoli della strage della stazione di Bologna sono due fascisti, Fioravanti e Mambro. Verità ufficiale e ufficialmente accettata ma a cui nessuno, ma proprio nessuno, sinceramente crede, neanche l’ultimo degli italiani che vive nell’ultima contrada dell’ultima frazione dell’ultimo paese dell’ultima provincia di questo disgraziato Paese.

    E’ stata una sentenza di comodo, faceva, e fa, comodo a tutti. Ipocrisia a fiumi, amichevoli strette di mano con la destra, disdicevoli scongiuri nascosti con la sinistra.

    Per il disastro aereo di Lockerbie furono accusati e condannati dei cittadini libici e lo stesso governo libico, ma neanche gli stessi famigliari delle vittime hanno creduto a questa “verità”. Condannare la Libia di Ghedafi faceva comodo a molti e nessuno si è voluto pubblicamente esporre per sollevare qualche legittimo dubbio.

    Ora hanno cominciato ad impostare quella che sarà la definitiva vera verità su ustica. Quella che metterà finalmente d’accordo tutti, vittime e carnefici.
    Un combattimento aereo, i cattivoni libici vengono scoperti, l’eroico pilota occidentale che, nel compimento del suo dovere, con sprezzo del pericolo e mettendo a rischio la propria vita, li attacca, e durante il combattimento viene abbattuto involontariamente il dc9 Itavia.
    Un incidente. Solo fatalità. Capita. I cattivi sono gli altri. Tutti assolti. Nessun colpevole. Anzi dovremmo ringraziare gli eroici piloti occidentali che eroicamente ci proteggono dai perfidi pirati del cielo libici.
    Ma quanto sono buoni, ma quanto sono bravi.

    Anche Amleto voleva colpire il re usurpatore ed invece per errore uccide il Ciambellano. Capita.

    Dopo 35 anni di lento invecchiamento in botticelle ci viene servito quello che ci viene spacciato come un aceto balsamico IGP, un elisir, buono per tutte le pietanze, da servire e centellinare poco alla volta, goccia a goccia.
    Altro che aceto balsamico. È un estratto mefitico che ci avvelenerà per i prossimi decenni. Ci stanno intossicando, vogliono intingere nel cianuro le pagine della storia, e purtroppo, come la storia ci insegna, ci riusciranno pure.

    SG

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