Strage di Ustica, familiari delle vittime: “non abbiamo ancora la verità completa”

di | 23 giugno 2017

“A 37 anni dalla strage di Ustica non abbiamo ancora la verità completa, nel senso che, dopo il giudizio del giudice Priore, dopo il giudizio dei tribunali di Palermo, dopo le dichiarazioni di Cossiga che attribuiva la responsabilità dell’abbattimento del Dc9 ai francesi, i giudici non sono ancora riusciti a chiudere definitivamente il cerchio”. Così Andrea Benetti membro dell’Associazione parenti delle Vittime della strage di Ustica, alla presentazione, a Palazzo d’Accursio, delle iniziative per il 37° anniversario che cadrà il 27 agosto. Nella strage morirono 81 persone. “Ci manca l’ultima parte della verità cioè chi ha compiuto quell’attacco – sottolinea Benetti che oggi ha sostituito la presidente dell’associazione Daria Bonfietti che ha avuto problemi di salute e non ha potuto partecipare -. Riguardo a questo, i giudici trovano un grande ostacolo: la mancata collaborazione internazionale. Non c’è riscontro alle loro rogatorie da parte di Stati amici e alleati. C’è stata una prima apertura da parte della Francia qualche anno fa ma da lì non si è andati avanti. Sul piano giudiziario della vicenda manca l’ultimo tassello per ottenere la verità e questo lo imputiamo ad una mancanza di volontà internazionale”. “Noi diciamo – scandisce Benetti – che la verità è un fatto di dignità nazionale e su questo continuiamo a chiedere l’impegno delle istituzioni. Serve la verità effettiva su chi ha abbattuto quell’aereo materialmente. Per il giudice, all’interno di un episodio di guerra aerea, sono stati violati i confini di una nazione e non sappiamo nei fatti da chi. Il Governo deve farsi sentire e dire agli altri Stati che su questa vicenda vuole sapere tutto ciò che c’è da sapere”. Un problema a parte è invece quello dei risarcimenti ai familiari delle vittime. “Il tribunale civile di Palermo – commenta Benetti – ha condannato il ministero dei Trasporti e quello della Difesa per la vicenda, partendo dal fatto che l’aereo è stato abbattuto, e ci sono ancora dei processi in corso. E’ una vicenda non ancora conclusa”. (Fonte Adnkronos)

5 commenti su “Strage di Ustica, familiari delle vittime: “non abbiamo ancora la verità completa”

  1. Enrico Brogneri

    Ecco Benetti, la verità effettiva è assolutamente indigeribile e la conoscono bene solo i più assidui sostenitori della storiella del tentativo di uccidere Gheddafi.

    1. Alberto Sidoti

      Sig. Brogneri, a me appare la più accreditata ipotesi e la strada più transitabile.
      Lei cosa propone in merito?
      Grazie

      1. mauro tassi

        Provo a rispondere io, sperando di interpretare in maniera corretta la tesi dell’ avvocato Brogneri, col quale ho avuto un interessante scambio di idee qualche tempo fa. Tutta la faccenda dell’attentato a Gheddafi regge poco, specie se collegata al ritrovamento del Mig23 sulla Sila, per un motivo, soprattutto: a quel tempo ben poche forze aeree erano in grado di compiere una missione volta ad intercettare un aereo a così grande distanza; missione per il cui esito positivo, occorrono non poche risorse quali possibilità di rifornimento in volo, supporto radar, ma soprattutto addestramento. Trovo alquanto improbabile l’ipotesi di un’infiltrazione di uno o più velivoli di quel tipo allo scopo di scortare il presunto volo di Gheddafi( o di abbatterlo, mi pare ci fosse anche questa opzione). A giudicare dalla distanza del luogo del disastro dalla Libia e dalla relativa vicinanza della base di Solenzara, nonchè della probabile dislocazione di portaerei USA e francesi, nonchè dalla relativa vicinanza di nostre basi aeree, solo tre forze aeree avevano i mezzi e l’addestramento a compiere operazioni di “polizia aerea” o comunque operazioni aeree di difesa/offesa: gli americani, i francesi e noi. L’avvocato Brogneri cita gli israeliani, abbracciando in parte l’ipotesi di Claudio Gatti nel suo libro “Il quinto scenario”. Purtroppo mancano molte prove oggettive a suffragare tale scenario, vuoi per possibili interventi di occultamento, ma soprattutto(e qui parlo con cognizione di causa) per i mezzi di localizzazione(radar del traffico aereo e della difesa aerea) alquanto datati. E’ il mio personalissimo pensiero, non vuole essere in assoluto una certezza. Distinti Saluti

  2. Enrico Brogneri

    Sig. Sidoti, è in realtà la più consigliata e, come lei dice, la più transitabile per non fare affermare l’ipotesi vera.
    Il mio scenario è ben diverso e non contiene forzature né falsità. È però politicamente preoccupante. Ma i morti meritano di essere onorati onestamente e con coraggio.

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