Stragi, Bolognesi: «vigliacco è chi lucra sul dolore dei parenti delle vittime»

di | 12 maggio 2016

paolo bolognesi“Noi vigliacchi? I vigliacchi semmai sono coloro che hanno coperto i depistaggi attorno alle stragi di Ustica e Bologna e non i parenti delle vittime che hanno cercato di arrivare alla verità studiando e analizzando i veri documenti”. Paolo Bolognesi, deputato Pd e presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna (85 morti e 200 feriti) risponde a muso duro ai senatori Carlo Giovanardi di Idea e Maurizio Gasparri di Forza Italia, componenti della commissione d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro, che hanno definito “un metodo vigliacco quello di accusare gli altri di depistaggio nascondendosi dietro Matteo Renzi e il rischio di denunce penali per chi divulga il contenuto delle carte secretate”. Nel mirino dei due senatori ci sono appunto Bolognesi e Daria Bonfietti, presidente dell’associazione delle vittime di Ustica: insieme hanno esaminato i documenti in possesso della commissione d’inchiesta su Moro concludendo che “non hanno nulla a che vedere con le stragi di Ustica e della stazione di Bologna”.
Giovanardi e Gasparri non ci stanno e Bolognesi contrattacca. “Chi depista è chi ancora oggi, con fumose interpretazioni dei documenti, cerca di inquinare la verità passata in giudicato dai tribunali del nostro paese. Vigliacchi – rincara Bolognesi parlando alla Dire – sono quanti pur avendo letto i documenti non hanno saputo leggerli bene o, peggio ancora, cercano di guadagnare visibilità sui giornali sula pelle di chi ha sofferto per anni a causa di depistaggi”. C’è da consolarsi, conclude Bolognesi, che quando il reato di depistaggio sarà nel Codice penale “tutti questi comportamenti saranno perseguiti in maniera pesantissima”. (Fonte Dire)

Un commento su “Stragi, Bolognesi: «vigliacco è chi lucra sul dolore dei parenti delle vittime»

  1. Gianfranco Campus

    Strano paese il nostro, dove io, privato cittadino, se do’ del fazioso o del demente a un politico, rischio la galera oltre che ad una condanna per diffamazione; mentre il politico può inventarsi emerite idiozie, fra l’altro più volte giudicate come fantasie in diverse sentenze, impunemente. Premettendo che è una battuta, inconorerei questi “politici” con la tavoletta del WC di I-TIGI, unica superstite della loro bomba.

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