Tricarico, le sentenze penali sono chiarissime e fugano ogni perplessità (sul versante italiano)

di | 28 giugno 2012

«Nel caso Ustica le sentenze penali sono chiarissime e fugano in via definitiva ogni perplessità sul versante italiano». Lo afferma il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, secondo cui «giustamente i responsabili politici delle Istituzioni, anche ai massimi livelli, non perdono occasione per richiamare la necessità del rispetto del lavoro e delle sentenze della magistratura, salvo poi smentire tale fondamentale assunto prestandosi a convenienze non sempre chiare». Il riferimento è, in particolare, «all’On. Veltroni e al Presidente Prodi» che, con una lettera a un quotidiano, hanno tra l’altro sottolineato che «raggiungere verità e giustizia su quanto accaduto quella sera di 32 anni fa rappresenta un dovere politico, morale e civile». Tricarico sottolinea che fu proprio Prodi, nella sua veste di premier, «a proporre il ricorso contro l’assoluzione in appello, che la Cassazione confermò però senza esitazioni. Mi chiedo perchè ora questo dubbio riaffiori, abilmente articolato». Secondo l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica anche il richiamo fatto da Prodi e Veltroni alla sentenza-ordinanza del giudice istruttore Priore «quale ‘prima verità’ è fuorviante, perchè nessuno dei processi penali l’ha mai condivisa. L’unica ‘verità’ della sua interminabile inchiesta è il proscioglimento o archiviazione di decine di indagati a vario titolo. In tutti gli altri casi si tratta di una semplice ordinanza di rinvio a giudizio, senza alcun accertamento di responsabilità. Nè il processo principale nè quelli minori da esso stralciati si sono mai conclusi con una condanna». Con riferimento poi alle richieste di riaprire l’inchiesta, Tricarico osserva che al processo di primo grado si giunse con «due milioni di pagine di istruttoria, 4.000 testimoni, 115 perizie, un’ottantina di rogatorie internazionali e 300 miliardi di lire di sole spese processuali: vale dunque la pena chiedersi quali siano le probabilità di nuove acquisizioni documentarie e – dato il clima di spending review – quale sarebbe il costo dell’inevitabile nuovo buco nell’acqua». «È noto – continua il generale – che Francia e Usa hanno risposto ai livelli più autorevoli a tutte le richieste sottoposte dalla magistratura italiana, anche se capisco che le risposte non abbiano soddisfatto il cosiddetto ‘partito del missile’». La Nato, poi, «ha consegnato più volte tracciati e sigle degli aerei in volo il 27 e 28 giugno. L’esame obiettivo ha permesso di identificarli tutti». «Credo di poter comprendere – conclude il generale – il dolore dei parenti delle vittime, perchè come aviatore ho perso molti amici in volo. Allo stesso tempo non riesco però a comprendere perchè una teoria debba essere preferita a priori alle altre anche dopo essere stata smontata da ripetute sentenze penali. Mettere davanti a tutto l’affermazione della propria ‘verità’, come avviene purtroppo anche nel Museo costruito a Bologna attorno al relitto del DC-9, non aiuta purtroppo la ricerca della verità e delegittima i tanti magistrati che hanno svolto il proprio lavoro con scrupolo e onestà». (Fonte Ansa)

14 commenti su “Tricarico, le sentenze penali sono chiarissime e fugano ogni perplessità (sul versante italiano)

  1. sergio

    Credo sinceramente che i politici di allora abbiano fatto un grave errore nel non azzerare i vertici dell’aereonautica. Prima di rispondere alle direttive della NATO, questi signori avrebbero dovuto rispondere all’ Italia e alle sue istituzioni. Credo che tra vertici militari e istituzioni valga la regola della fiducia, se la fiducia non c’è si sostituiscono democraticamente i vertici, quando i militari non si fidano delle istituzioni e ne sostituiscono i vertici si chiama Golpe.

    1. Sara

      Non ti preoccupare l’AM e stato il piu gigantesco caprio espiatorio per i politici, …speriamo che un giorno qualcuno si metta a cercare la Verita’ e non la Verita’ che fa piu comodo, e che quando verra’ qualcuno abbia il coraggio di chiedere scusa a tutte quelle persone che indossano l’uniforme e alle loro famiglie anche loro vittime della sciatteria di Stato.

    2. Sara

      Non ti preoccupare l’AM e stato il piu gigantesco capro espiatorio per i politici, …speriamo che un giorno qualcuno si metta a cercare la Verita’ e non la verita’ che fa piu comodo, e che quando quel giorno verra’ , speriamo anche che qualcuno abbia il coraggio di chiedere scusa a tutte quelle persone che indossano l’uniforme e alle loro famiglie anche loro vittime della sciatteria di Stato.

  2. sergio

    Certo che un Tricarico conta più di un Carico.

  3. alex

    Sacrosanta verità quella generale. Non si vuole la verità, ma una verità.

  4. amen

    Ogni ipotesi contraria a quella del partito dominante viene bollata di cospirazionismo. Con buona pace per la giustizia, la verità e soprattutto la memoria delle 81 vittime di cui si sbandiera troppo spesso la difesa.

  5. Libero

    Si Generale le Sentenze sono chiarissime:

    6 maggio 2009
    la Cassazione, accogliendo il ricorso della compagnia Itavia contro la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva negato il risarcimento danni alla società ed escluso le responsabilità civili dei due ministeri in relazione al disastro. La Terza Sezione Civile della Cassazione osserva: «che il solo fatto che i ministeri non avessero conoscenza della presenza di velivoli nell’aerovia assegnata ad Itavia, e a maggior ragione, che si trattasse di aerei militari non identificati, di per sé non è elemento idoneo ad escludere la colpevolezza, poiché integra proprio, se non altrimenti giustificato, l’inosservanza delle norme di condotta e di sorveglianza e di controllo o quanto meno il difettoso esercizio di tali attività».

    15 giugno 2010.
    La Corte d’appello di Palermo conferma la condanna dei ministeri dell’Interno, dei Trasporti e della Difesa a risarcire complessivamente un milione e 390mila euro a sei familiari di tre delle 81 vittime del disastro aereo di Ustica

    10 settembre 2011.
    I familiari delle vittime saranno risarciti dai ministeri della Difesa e dei Trasporti. Lo ha deciso il giudice Paola Proto Pisani del terza sezione civile del Tribunale di Palermo. A 81 parenti andranno oltre cento milioni di euro. Il Tribunale, ricostruendo i fatti accaduti la sera del 27 giugno 1980, ha ritenuto responsabili i ministeri per non avere garantito la sicurezza del volo Itavia, ma anche per l’occultamento della verità, con depistaggi e distruzione di atti. Secondo la sentenza si può “ritenere provato che l’incidente occorso al DC9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del DC9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del DC9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell’esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l’aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l’aereo nascosto ed il DC9”.

    Eppure queste notizie sono di dominio pubblico, come fa il Generale ad ignorarle scrivendo un articolo che sembra dimostrare esattamente il contrario?

    Ma si sa, i Generali, da qualche decennio, soffrono della “sindrome delle Scimmiette”.

    Si, quelle del “Io non parlo, io non vedo , io non sento”…

    Libero

    “Noi Ricordiamo”

    1. Sara

      Anche tutto il popolo italiano e che vive in regime di democrazia, ricorda, che cercare la Verita’ non e’ una gara a chi urla piu forte e nemmeno a chi ha sofferto di piu. Soprattutto la ricerca della verita’ non puo’ essere scambiata per un opportunita’ per fare carriera nel giornalismo, nella magistratura, o in politica. E’ successo troppe volte e questa e’ un offesa per tutti.

  6. Angelo

    A me in tutta questa inchiesta, viene spontanea una domanda: partiamo dall’ipotesi che dietro l’aereo itavia ci sia stato un mig libico in scia…si può sapere da dove è arrivato questo aereo? c’è qualche tracciamento radar? Non riesco a capire come possa inserirsi in questo discorso il fatto del MIG (trovato sulla Sila) se alla base non si riesce a capire da dove sia spuntato questo stesso MIG, e se è vero che era in scia a quell’aereo!

    1. Libero

      Angelo informati sul cosiddetto “Ingorgo di Firenze” delle 20,23 nel quale viene chiesto all’I-TIGI di squakkare per ben 13 volte l’identificazione via trasponder.

      Lì, alle 20,23 su Firenze Peretola c’erano tutti:

      Il DC-9 ITAVIA
      Gli F-104 di Naldini e Nutarelli
      L’ E3 Sentry AWACS
      L’ F-111 Tretz31 deviato ad AVIANO
      Il MiG-23MS dell’Aviazione Libica…
      etc…

      Vedrai che non si tratta di un ingorgo stradale…

      Noi Ricordiamo…

      1. Sara

        Libero, e magari se aggiungi anche tutte le altre informazioni relative a come appare il cielo in una giornata normale forse manifesti un po’ di competenza e non solo di scegliere le info che sostengono la tua tesi in modo chirurgico… atteggiamento tipico dell’uomo italico ahime’… poi lo chiamano il paese dei misteri diciamo che e’ il paese con un altra concentrazione di gente incompetente che oltretutto e’ pure boriosa.

        1. R. Cipressi

          Qui ci sono le risposte che la gentile signara Sara richiede
          http://www.stragi80.it/?p=972#comment-351

          naturalmente tutte supportate dalla relativa fonte che poi è l’Inchiesta Istruttoria del Giudice Priore, cioè il documento più importante che lo Stato Italiano, con grande impegno di risorse, ci ha messo a disposizione, e i cui risultati sono stati finalmente recepiti dalle ultime Sentenze Civili di portata storica.

          Milady…chapeau

  7. Paolo

    DOPO QUASI 33ANNI, MILIONI DI PAGINE DI ISTRUTTORIA, CENTINAIA DI
    MILIONI DI EURO PER SPESE PROCESSUALI, ETC, ETC……………
    CASSAZIONE PENALE: BIANCO.
    CASSAZIONE CIVILE : NERO.
    IN QUESTO PAESE ABBIAMO IL GARANTE DELLA PRIVACY, MANCA QUELLO DELLA LOGICA,

    1. R. Cipressi

      In realtà esiste una logica anche nelle due sentenze discordanti della Cassazione, che comunque, alla luce dei risultati dei procedimenti civili, ci auguriamo tutti che possa venire aggiustata.

      La Cassazione in sede penale, non può condannare i Generali accusati di alto tradimento perchè le prove a loro carico non raggiungono il 100% e quindi anche un eventuale 99% delle stesse non sarebbe stato sufficiente per una condanna penale, raccomandando però che “una cosa era condannare i generali per i loro eventuali carichi, cosa ben diversa era stabilire se il nostro aereo civile fosse finito in mezzo ad un’azione di guerra internazionale…” compito che la stessa Corte affiderà agli Storici “se questi ne avranno l’opportunità futura”.

      La Cassazione in sede Civile recepisce invece la sentenza del giudice Proto Pisani, che si è avvalsa del criterio del “Più probabile che Non”, per il quale si può assegnare un carico di responsabilità anche con una maggioranza di prove a supporto della colpa.
      Inoltre la motivazione della Sentenza del Tribunale di Palermo si appoggia sul principio accertato e indiscutibile della “Mancanza di Sicurezza lungo le aerovie che si sarebbero dovute proteggere” in questo caso dall’inserimento di velivoli militari perdipiù in configurazione da guerra.

      Certo che, come fa osservare Purgatori, ci troviamo di fronte ad un caso simile a quello di OJ Simpson, assolto dall’accusa di omicidio ma condannato a pagare i danni civili ai parenti delle vittime…

      Finalmente l’Italia è come l’America?…. (solo nel peggio sicuramente…)

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