Ustica, esposto alla Procura di Grosseto sulla misteriosa morte del maresciallo Dettori

di | 16 dicembre 2016

Nuovi elementi fanno presumere che non si sia trattato di suicidio quello di Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone la notte della strage di Ustica, venerdì 27 giugno 1980, quando un Douglas DC-9-15 della compagnia aerea italiana Itavia, decollato da Bologna e diretto a Palermo, si squarciò in volo all’improvviso e cadde in mare tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza, provocando la morte di 81 persone. E per questo è stato presentato un esposto alla Procura di Grosseto dall’associazione Antimafie Rita Atria, che da più di tre anni, sostiene fattivamente i familiari del Maresciallo Alberto Dettori, che chiamò il Capitano Ciancarella dopo il 27 giugno dicendo ”Siamo stati noi” e che disse ai familiari che “stava scoppiando la terza guerra mondiale”. “Abbiamo atteso la sentenza Ciancarella per dare forza e legittimità all’esposto che il 17 dicembre p.v., – si legge in una nota dell’associazione – e l’avvocato dell’associazione, Goffredo D’Antona, del foro di Catania, depositerà presso la Procura di Grosseto, a nome della figlia del Maresciallo, Barbara un esposto”.  “Tale esposto – prosegue la nota – è frutto delle testimonianze e dei nuovi elementi raccolti in questi anni, correlate anche all’incidente sospetto del Tenente Colonnello Sandro Marcucci (per il quale è in corso una nuova indagine presso la procura di Massa) e al caso emblematico della firma falsa (accertata dal tribunale di Firenze) del Presidente Pertini sulla radiazione del Capitano Ciancarella. Tre storie indubbiamente legate tra loro. Così come abbiamo fatto per il caso Marcucci, le fonti testimoniali e il contenuto dell’esposto non verranno, al momento, divulgate nel pieno rispetto delle azioni che vorrà intraprendere l’Autorità Giudiziaria”. “Alla stampa chiediamo di avere rispetto per la famiglia Dettori al pari del rispetto che ripone per i familiari delle vittime ufficiali delle stragi. Tutte. – sottolinea l’associazione – Perché ormai è assodato che la strage di Ustica ha più vittime di quelle dichiarate. Vittime di cui poco si parla, lasciando così nella totale solitudine le famiglie che devono lottare per l’accertamento della giustizia e contro un sistema troppo ‘cauto’ quando si toccano i livelli ‘alti’ delle dinamiche nazionali ed internazionali”. (Fonte AdnKronos)

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