La lettera di Daria Bonfietti al direttore de La Stampa

di | 7 maggio 2016

Daria BonfiettiGentile direttore, sono allibita per quello che sta accadendo: Onorevoli membri della Commissione Moro, prendono visione di documenti e in maniera non verificabile parlano di verità nascoste sulle stragi di Ustica, e del 2 agosto. Intanto abbiamo le smentite di altri Commissari. Ricordo che la direttiva Renzi parla chiaramente in proposito: tutti i documenti su Ustica debbono essere resi pubblici.
Questi sono gli elementi che mi portano a denunciare l’ennesima provocazione contro la verità che ci è stata già consegnata in via definitiva anche da diverse Sentenze della Cassazione in sede civile: il DC 9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea. Nel merito poi delle dichiarazione dell’on. Zamberletti, varrebbe la pena oggi chiedergli perché il Presidente emerito Cossiga, a cui è stato particolarmente legato, direttamente incolpi invece i francesi della tragedia.
Come contributo alla conoscenza generale, mi sento di poter affermare che la Libia è stata profondamente “amica” dell’Italia. Nell’80 è padrona di una fetta della Fiat, i radar permettevano il passaggio dei Mig che andavano per manutenzione in Jugoslavia, i nostri Servizi fornivano gli indirizzi dei dissidenti (che venivano regolarmente uccisi). Tra i nostri Servizi e quelli libici l’idillio era totale. Per finire, si trovano documenti in cui i libici affermano di non aver problemi per Malta.
Poi c’è tutto il problema della circolare Renzi sulla trasparenza, che procede a rilento. In ogni caso, qualsiasi passo in avanti per la conoscenza è benvenuto e speriamo di potere leggere presto anche noi questo carteggio ancora coperto dal segreto.
(Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica)