La sentenza della Corte dei Conti sulla strage di Ustica

Il 20 giugno 2006 la Corte dei Conti assolse in via definitiva 35 tra alti ufficiali, sottufficiali e militari dell’Aeronautica Militare dall’accusa di aver provocato un danno all’erario in relazione alle spese sostenute per il recupero del relitto del DC9 Itavia, precipitato il 27 giugno 1980 con 81 persone a bordo.

L’operazione di recupero della carlinga comportò una spesa di circa 28 miliardi di lire. La vicenda fu oggetto di un procedimento contabile volto ad accertare eventuali responsabilità per l’impiego di risorse pubbliche.

Il procedimento davanti alla Corte dei Conti

Il giudizio riguardava la presunta responsabilità amministrativa di militari coinvolti, a vario titolo, nelle attività connesse alla vicenda del DC9 Itavia e alle spese sostenute per il recupero del relitto.

Secondo la decisione, le operazioni di recupero erano state disposte autonomamente dal magistrato inquirente nell’ambito delle indagini, con l’obiettivo di fare luce sulle circostanze del disastro.

La decisione del 20 giugno 2006

Con la sentenza del 20 giugno 2006, la Corte dei Conti assolse definitivamente i 35 militari coinvolti nel procedimento, escludendo la responsabilità per il danno erariale contestato in relazione alle spese di recupero.

La decisione riguarda il profilo contabile e amministrativo delle spese sostenute per il recupero del relitto e deve essere distinta dalle sentenze penali e civili relative agli altri aspetti giudiziari della strage di Ustica.

> La sentenza della Corte dei Conti (pdf)

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