Il 10 gennaio 2007 la Corte di Cassazione si pronunciò sui ricorsi presentati contro la sentenza del 15 dicembre 2005 della Corte d’Assise d’Appello di Roma, relativa al procedimento penale sui presunti depistaggi nelle indagini sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980.
La decisione riguardava i generali dell’Aeronautica Militare Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, imputati nell’ambito delle contestazioni relative alle informazioni sulla presenza di altri velivoli e alla comunicazione di elementi riguardanti il disastro del DC9 Itavia, nel quale morirono 81 persone.
La prima sezione penale della Corte di Cassazione dichiarò inammissibile il ricorso della Procura generale e rigettò quello delle parti civili, lasciando definitiva la sentenza assolutoria pronunciata in appello. L’istruttoria, secondo i supremi giudici, “si è limitata ad acquisire un’imponente massa di dati dai quali peraltro non è stato possibile ricavare elementi di prova a conforto della tesi di accusa”. La sentenza di appello, scrivono ancora nelle motivazioni, “ha ritenuto in modo chiaro ed esplicito che la prova dei fatti contestati sia del tutto mancata” e quindi la formula assolutoria è dovuta alla mancanza di prove e non all’insufficienza o alla contraddittorietà delle stesse.
Il dispositivo e le motivazioni della sentenza
Di seguito è possibile consultare il dispositivo e le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione del 10 gennaio 2007.
> Dispositivo e motivazioni (pdf)
Per ricostruire le fasi precedenti del procedimento, consulta anche la sentenza di secondo grado sulla strage di Ustica e la sentenza di primo grado.
Per approfondire gli altri atti giudiziari, le perizie e i documenti originali, visita l’archivio completo dei documenti sulla strage di Ustica.