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L’Avvocatura dello Stato appella la sentenza di condanna dei ministeri

ap070307011711L’avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla corte di appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica. L’avvocatura dello Stato chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza e chiede di porre a carico dei familiari il “pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito”. Il giudice monocratico di Palermo, Sebastiana Ciardo, lo scorso ottobre aveva condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 5 mln 637.199 euro i 14 familiari – o eredi di essi – di Annino Molteni, Erica Dora Mazzel, Rita Giovanna Mazzel, Maria Vincenza Calderone, Alessandra Parisi e Elvira De Lisi. E all’inizio di questo mese aveva condannato i ministeri a risarcire quattro familiari di Gaetano La Rocca, con poco più di un milione di euro (1.007.152). Il procedimento per i parenti di La Rocca era stato stralciato per un errore in un documento. Sono diversi i procedimenti per risarcimento ancora pendenti in appello.
La Cassazione si è già pronunciata in maniera definitiva, nel gennaio 2013, sulla richiesta fatta dai familiari di quattro vittime della strage dando loro ragione e giudicando infondata la tesi della prescrizione. L’avvocatura dello Stato boccia il possibile scenario di guerra sui cieli di Ustica quando il 27 giugno ’80 cadde il Dc 9 Itavia con 81 persone a bordo, ribadisce la impossibilità di provare che ad abbattere l’aereo fu un missile e propende per l’ipotesi della bomba a bordo. Lo fa nella citazione d’appello con cui chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza delle richieste di risarcimento dei familiari di 18 vittime della strage ai ministeri della Difesa e dei Trasporti, che il giudice civile aveva invece concesso in primo grado.
Nel “breve riepilogo” dell’evoluzione delle vicende (giudiziarie e mediatiche) riguardanti “il caso Ustica” l’avvocato dello Stato Maurilio Mango evidenzia “come esse siano state talvolta macroscopicamente influenzate dal progressivo formarsi e consolidarsi di un’immaginario collettivo” che ha individuato la causa del disastro nell’abbattimento dell’aeromobile da parte di un missile, con la conseguente responsabilità delle amministrazioni derivante dall’omesso controllo dello spazio aereo”. Mango cita anche il documento redatto dal dipartimento di Ingegneria industriale dell’università Federico II di Napoli, prodotto dalle parti in alcuni giudizi, dicendo che “i media nazionali hanno dato ampia risonanza allo studio diffondendo considerazioni fantasiose e neppure lontanamente affermate dal suo autore per confermare lo scenario di battaglia aerea”. Per una decina di anni dall’incidente – scrive Mango – le commissioni di inchiesta brancolavano nel buio, vi era assoluta mancanza di elementi e sono così nate molteplici supposizioni (cedimento strutturale, collisione con un altro aereo, quasi collisione, esplosione a bordo). Alla mancanza di elementi tecnici hanno “supplito” i mezzi di informazione che denunciando (spesso senza alcun riscontro) trame e complotti internazionali, hanno infine determinato il radicato (ma tecnicamente non supportato) teorema secondo cui all’origine del disastro sarebbe stata una battaglia aerea” e che l’Aeronautica militare per coprire questa battaglia avrebbe ordito un complotto (misteriosamente rimasto senza colpevoli e segreto nonostante avesse coinvolto almeno un centinaio di persone”. “La incommensurabile tragicità dell’evento non può esimere l’avvocato dello Stato dal dovere di svolgere tutte le difese che ritenga necessarie a tutela dell’ Amministrazione, tra l’altro portatrice d’interessi riguardanti la collettività”. Lo scrive l’avvocato dello Stato Maurilio Mango nella citazione d’appello con cui chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza delle richieste di risarcimento dei familiari di 18 vittime della strage ai ministeri della Difesa e dei Trasporti, che il giudice civile aveva invece concesso in primo grado. “Non è algida indifferenza – continua – all’altrui dolore, ma esplicitazione di un preciso dovere che la legge impone, che non può essere certamente precluso dalla vasta eco mediatica della vicenda né tantomeno dall’ingiustificato immaginario collettivo formatosi nel tempo”.
“Questa difesa che ha seguito la triste vicenda della strage di Ustica sin dall’inizio ritiene sia giunto il momento di scavalcare la perseverante resistenza seguita dall’avvocatura dello Stato in un lungo percorso giudiziario, mantenendosi la stessa tutt’ora insensibile al risultato già raggiunto attraverso tre sentenze della Cassazione che ha fissato chiaramente i principi di diritto su cui si fonda la responsabilità dello Stato”. Lo dice l’avvocato Vincenzo Fallica, legale dei familiari di 18 vittime della strage aerea di Ustica. “Attraverso un altro giudizio pendente presso la Corte d’Appello di Palermo – aggiunge – dovrebbe essere confermata la responsabilità dello Stato per depistaggio. L’avvocatura dello Stato continua a mantenere un atteggiamento dispersivo, soffermandosi ulteriormente su un percorso che avrebbe dovuto già essere abbandonato e non proseguito. Tale condotta è definibile affermando che si vuole depistare perfino il depistaggio che ha determinato la inutile e sterile perdita di tempo”. “Provvederemo ad eseguire le sentenze già emesse, visto il mancato risultato della richiesta fatta al Governo di sederci ad un tavolo per raggiungere una transazione in armonia a principi di solidarietà sociale previsti dall’art 2 della costituzione”, conclude.
“E’ una notizia inaspettata e incredibile. Eravamo certi che lo Stato garantisse il sostegno alle richieste di risarcimento”. Così il deputato democratico Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari della Strage di Bologna, dopo aver appreso che l’avvocato dello Stato ha chiesto alla Corte di appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il Tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica il 27 giugno ’80 quando il Dc9 Itavia s’inabissò in mare tra Ponza e Ustica con 81 persone. “Il punto – prosegue Bolognesi – è che esistono già due sentenze della Cassazione che riconoscono le responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti per la strage di Ustica – il primo per i depistaggi, l’altro per non aver garantito la sicurezza nei cieli. Mi pare dunque un accanimento inutile quello dell’Avvocatura, oltre che uno sperpero di denaro pubblico. E, da un punto di vista politico, un atto insensato e inaccettabile. Apprendiamo, tra l’altro, che l’avvocatura chiede di porre a carico dei familiari il pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito: davvero siamo ancora a questo punto?”.
“L’intervento dell’Avvocatura dello Stato è incomprensibile. Ben due sentenze della Cassazione stabiliscono le responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e della Difesa. Chiederò con una interrogazione al ministro della Giustizia di spiegare questa decisione al momento inspiegabile”. Lo dice Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia della Camera, in merito all’appello presentato dall’avvocato dello Stato contro la sentenza della Corte di appello civile di Palermo che aveva stabilito il risarcimento per 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica il 27 giugno ’80 quando il Dc9 Itavia s’inabissò in mare tra Ponza e Ustica con 81 persone. Verini ricorda che “c’è un tema delicato sul quale, invece, sarebbe molto importante una azione sollecita, cioè le rogatorie internazionali riguardanti l’inchiesta sulla strage che la procura della Repubblica ha rivolto a Stati amici e alleati. Su questo è necessario accelerare per approvare la proposta di legge che ho presentato insieme al capogruppo Pd nella commissione Esteri di Montecitorio, Enzo Amendola. E ci aspettiamo la collaborazione di tutti, perché innanzitutto i familiari ed il Paese attendono ancora verità e giustizia sulla strage di Ustica”.
“Vergognosa e inaccettabile la posizione dell’Avvocatura dello Stato”. Lo afferma Daria Bonfietti, Presidente associazione parenti vittime strage Ustica, dopo che l’Avvocato dello Stato ha chiesto alla Corte di appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea. “Proprio avvicinandosi il XXXV anniversario della strage di Ustica – spiega Bonfietti – avevo chiesto a tutte le Istituzioni dello Stato di prendere atto, nel rispetto dello stato di diritto, che sentenze definitive della Magistratura avevano riconosciuto che il Dc9 Itavia era stato abbattuto nel corso di un episodio di guerra aerea e che i Ministeri della Difesa e dei trasporti erano stati condannati per non avere tutelati i cittadini e per aver contribuito a nascondere la verità. Ritengo oggi vergognosa e inaccettabile la posizione dell’Avvocatura dello Stato che ricorrendo contro una ennesima condanna, non solo non vuol tenere conto delle precedenti sentenze della Cassazione, ma addirittura ritorna a parlare di bomba a bordo”. “E qui bisogna direttamente chiamare in causa il Governo – conclude – che deve prendersi la responsabilità politica, anche nei tribunali, di rispettare la verità su Ustica che le sentenze passate in giudicato ci hanno dato. Mi sembra davvero incredibile poi dover ricordare all’Avvocatura dello Stato che nei vari processi che si sono svolti la stessa Avvocatura si è sempre spesa a sostegno della tesi del missile”. (Fonte Ansa)

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