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Le reazioni dell’Aeronautica e del Governo

«La sentenza del Tribunale civile di Palermo, per quello che sembrano essere le motivazioni, è in totale contrasto con la sentenza della Cassazione, già passata in giudicato, e con le altre sentenze del Tribune civile di Roma». Lo rileva all’Adnkronos, Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. «È ormai accertato, – sottolinea in una nota – sulla base della documentazione ufficiale acquisita presso la Nato, che nessun altro aereo era in volo in quella notte in prossimità del DC9 Itavia mentre la Commissione dei periti internazionali guidata da Aurelio Misiti ha concluso all’unanimità, dopo il recupero del relitto, per l’esplosione di una bomba in una toilette di bordo. Sarà interessante conoscere sulla base di quali documenti, ignoti al Governo italiano e alla Cassazione, il Tribunale civile di Palermo ha tratto le sua conclusioni che dovranno naturalmente essere vagliate nei gradi successivi».
«Mi pare una un pò strano che alla fine venga fuori una sentenza monocratica da parte di un tribunale sulla base non so di che cosa perchè, per smontare la perizia tecnica che porta il mio nome effettuata da una commissione di 11 esperti di levatura internazionale e che portò all’assoluzione dei ministeri c’è bisogno di un’altra perizia effettuata da una commissione dello stesso livello e non di giudizi ideologici». Lo afferma all’Ansa, Aurelio Misiti, sottosegretario ai Trasporti commentando la sentenza del tribunale civile di Palermo che ha condannato il miniserto della Difesa e dei Trasporti a risarcire le vittime della strage di Ustica.
«Rispetto» per i generali dell’Aeronautica assolti per la vicenda di Ustica viene chiesto in una nota dello Stato maggiore dell’Aeronautica, che esprime «incondizionato sostegno al proprio personale» e «solidarietà ai familiari» delle vittime, dopo la «decisione con la quale il Tribunale di Palermo, nell’ambito del procedimento civile promosso da alcuni familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica, ha condannato lo Stato al risarcimento del danno». L’Aeronautica militare, si legge nel comunicato, «prende atto» di questa decisione; «la Forza armata non commenta le decisioni dell’Autorità giudiziaria, ma le rispetta e, qualora non ne condivida i presupposti di fatto e di diritto, si avvale degli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico per impugnarle al fine di tutelare compiutamente gli interessi della propria gente». In questa fase, tuttavia, «l’Aeronautica militare non può non esprimere indignazione per la gravità ed il chiaro intento strumentale di alcune dichiarazioni rese a mezzo stampa che, speculando su una sentenza emessa da un giudice monocratico in sede civile, formulano un giudizio di colpevolezza nei confronti di generali dell’Aeronautica militare i quali, dopo un procedimento penale protrattosi per circa venti anni, sono stati definitivamente assolti in Cassazione con formula piena ‘perchè il fatto non sussiste’. Detto personale, che ha atteso per anni silente e rispettoso il corso della giustizia, per vedersi affrancato da ogni responsabilità, non merita giudizi sommari di colpevolezza da parte di quanti, dimostrando mancanza di rispetto verso le istituzioni e nei confronti delle decisioni assunte dalla Magistratura penale, si appellano esclusivamente a sentenze funzionali ai propri interessi, ignorando del tutto quelle che hanno definitivamente prosciolto gli imputati da qualsiasi addebito». Con l’occasione l’Aeronautica Militare esprime «incondizionato sostegno al proprio personale ed immutata solidarietà ai familiari di quanti sono purtroppo deceduti senza aver visto definitivamente chiarita la propria posizione».
«Con la sentenza del Tribunale Civile di Palermo pare di essere di fronte ad una di quelle incredibili storie tutte italiane in cui il clamore mediatico, l’interesse di parte, la superficialità di taluni attori, prevalgono sulla verità e la giustizia». Lo afferma all’Ansa, a proposito della sentenza che ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire i parenti delle vittime della strage di Ustica, il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. «Dopo oltre trenta anni di approfondimenti meticolosi – afferma il generale Tricarico – il procedimento penale si era concluso con il proscioglimento limpido da parte dei giudici di Appello e Cassazione. L’escussione di centinaia di testimoni aveva portato alla sconfessione clamorosa delle indagini condotte dal giudice istruttore. Ma tutta questa fatica sembra inutile ed inutilizzata nel processo civile di Palermo». «Chi ha difeso la Pubblica amministrazione nel processo di Palermo e con quali argomentazioni? Quale mandato avevano dai rispettivi ministri gli Avvocati dello Stato che si sono presentati in giudizio?», si chiede Tricarico, ricordando che «nel 2006 l’Avvocatura dello Stato aveva approfondito bene il dossier Ustica», giungendo alla conclusione (nel parere che «sconsigliò perentoriamente il presidente Prodi dall’impugnare la sentenza di secondo grado») che «le certezze giudiziarie così a fatica raggiunte fossero incontestabili, come infatti la Cassazione confermò». «Se poi deve passare il principio – conclude l’ex capo di Stato maggiore che, indipendentemente dalle cause di un fatto delittuoso e dall’accertamento delle responsabilità, lo Stato deve comunque risarcire un danno, allora lo Stato rischia di diventare una diligenza da assaltare. Il ministro Maroni si prepari ad indennizzare le vittime di ogni forma di criminalità perchè lo Stato non è stato in grado di proteggere i propri cittadini. Il ministro Matteoli si prepari a pagare per ogni incidente stradale, perchè lo Stato non è stato in grado di completare la Salerno-Reggio Calabria».

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