Ustica non si archivia era un impegno che volevamo prendere – oltre al ruolo degli avvocati nelle pratiche giudiziarie – davanti alla opinione pubblica, proprio per la dignità del nostro paese che ha visto violati il diritto alla verità e alla giustizia. E avevamo ben in mente l’insegnamento e le parole consegnateci dal Presidente della Repubblica: “La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne quel 27 giugno 1980”. Lo ha detto Daria Bonfietti, Presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, intervenendo a Bologna nel corso di un intervento pubblico con i parlamentari delle opposizioni.
Urlavamo Ustica non si archivia, consapevoli che proprio nella richiesta di archiviazione vi fossero prove importanti che dovevano imporre il proseguimento delle indagini; voglio ricordare la presenza della porta aerei Foch nel Tirreno, l’esistenza documentata di un’esercitazione nei cieli di forze francesi e americane che partiva dalla base di Grazzanise e la certezza che tutto quanto accadeva quella notte era visto, studiato, compreso, registrato nei siti Nato, fino allo Shape di Bruxelles.
Ma voglio sottolineare che proprio nella domanda di archiviazione era ben chiara la denuncia del grande ostacolo alle indagini dovuto all’insufficiente, se non menzognera, collaborazione internazionale.
Con il Sindaco di Bologna nel giorno dell’anniversario, abbiamo ripetuto le nostre richieste e ho ricevuto in quell’occasione dalla Presidente del Consiglio l’impegno, da me sollecitato, per schierare l’Avvocatura dello Stato a sostegno della non archiviazione e per una richiesta di interessamento da parte della Francia.
Dopo quel 27 giugno, dopo le nostre Assemblee con le associazioni, con i parlamentari, oggi ci ritroviamo per dire con soddisfazione che abbiamo avuto un importante successo, dobbiamo essere fieri e io continuo a ringraziare come Associazione, chi è stato con me in questo percorso per la verità.
Diamo innanzitutto atto che la Presidente del Consiglio ha mantenuto e possiamo dire con successo, gli impegni che aveva preso personalmente con me e con i parlamentari tutti. E allora continuiamo tutti assieme la battaglia.
Voglio ricordare che le indagini, che si era chiesto di archiviare e che oggi chiediamo di proseguire con rinnovato impegno, erano partite nel 2008, dopo le dichiarazione del Presidente Cossiga, che incolpavano i francesi per l’abbattimento del DC9.
Da qui si riparte, considerando che le indagini svolte in questi altri 17 anni, hanno ribadito le conclusioni della Sentenza ordinanza del giudice Priore: il DC9 è stato abbattuto.
E quindi hanno dato valore alla ricostruzione di Cossiga e hanno escluso ancora una volta la possibilità di una esplosione a bordo.
In questi anni ho sempre sottolineato, oltre ovviamente all’impegno della Magistratura, il ruolo indispensabile della politica.
Voglio ricordare l’impegno, inizi anni ’90, del governo Amato-Andò, che fece costituire l’Avvocatura dello Stato, anche in quell’occasione come oggi, contro gli imputati, spezzando quella catena che – dopo la colpevole sparizione di tutta la documentazione della notte della strage- metteva tutta le conoscenze militari a disposizione degli imputati.
E non dimentichiamo a questo riguardo, le già denunciate “carriere in riscossione”, meriti contro la verità! Scrisse Priore.
E poi l’intervento del governo Prodi-Veltroni che ha portato alla Nato i giudici della Repubblica, e alla collaborazione piena, permettendo di decrittare quella documentazione, quei tabulati radar che non erano messi a disposizione in Italia da parte di uomini dell’Aeronautica militare e che hanno permesso invece la definizione dello scenario completo del cielo, mostrando la presenza di aerei di molte nazionalità attorno al DC9 in quella tragica notte. E ancora la politica, oggi, con l’intervento della presidente Meloni, che schiera, come Amato–Andò, l’Avvocatura dello Stato e fa riaprire il dialogo con la Francia.
La Francia, voglio ricordare che la Francia ci ha raccontato che Solenzara chiudeva alle 17 del pomeriggio ed ha permesso di interrogare solo negli anni scorsi personale militare che lavorava alla base, (mi piace precisare nomi indicati ai Pm da Andrea Purgatori), i quali hanno ammesso di aver lavorato tutta la notte, senza però mai precisare cosa avessero fatto o visto.
Alla Francia quindi, con la riapertura delle indagini, si dovrà chiedere e dell’attività della Foch, e delle esercitazioni militari da Grazzanise in quelle ore, e anche chiedere conto di alcune affermazioni contenute nelle pagine di Richiesta di archiviazione dei Pm romani. Ad es. a pag 216 nel capitolo dedicato alle Rogatorie francesi, si può leggere, e cito: “alcuni documenti non sono stati mandati (registri, viaggi, operazioni aerei, radar, ecc.) perché coperti da Segreto.”(!); o ancora: “…in data 20.5.2015 l’Autorità francese ha comunicato che l’Ufficio Affari Penali Militari ha riferito che i documenti relativi al Diario di Marcia delle operazioni dello Squadrone da caccia Normandie-Nimen, per il primo semestre 1980 si deve ritenere protetto dal SEGRETO DI DIFESA NAZIONALE”. Ecco la collaborazione dichiarata in questi giorni dai Francesi, deve andare nella direzione di ottenere al più presto risposte chiare!
Dunque, rimane anche oggi questo lo snodo da cui ripartire chiedendo alla politica, alle istituzioni di riprendere il ruolo di protagonisti nella battaglia, assieme alla Magistratura, per poter scrivere tutta la verità sulla strage.
Chiedere a politici e istituzioni, certo, aggiunge la Presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Daria Bonfietti.
Ma oggi sento di volermi rivolgere anche alla stampa, peraltro degnamente rappresentata a questo tavolo. Ricordo il ruolo della stampa nella battaglia per la verità e oggi, dopo aver rivolto un particolare pensiero ad Andrea Purgatori, non voglio dimenticare che Ustica ha visto un grande impegno – io dico unitario- per tanti anni della stampa. Credo di poter dire che è stata la stampa con l’opinione pubblica, con il riportare a galla il bisogno di verità – affondato dalla menzogna del cedimento strutturale – a riportare a galla, simbolicamente il relitto del DC9. Mi viene da ricordare che l’appello per: “la verità è un prezzo che vogliamo pagare”, dei primi anni ’90, per la raccolta di fondi, fu ospitato gratuitamente sui principali organi di informazione. In questo periodo mi ha commosso la proposta di un caro giornalista, di par condicio fra Ustica e i casi di cronaca nera che, se posso dire, perversano in questo periodo. Sì, c’è bisogno di più spazio per Ustica!
Ma volevo anche dire che troppo spesso sono contrariata da una malefica par condicio che ad ogni iniziativa dell’Associazione, mi fa trovare affiancata dalla riproposizione di tesi escluse dalla logica e dalla Magistratura!
Qualche volta mi pongo e vi pongo oggi il quesito: meglio tacere sulla verità, per non dare spazio alla menzogna?
Oggi ci stiamo incontrando, qui, vicino al Museo. Credo che anche il Museo con la sua presenza e con le sue attività, con gli incontri con gli studenti, con gli spettacoli, sia protagonista insostituibile dell’impegno per la verità. E alla sua vita è necessario anche oggi ancora pensare, purtroppo dopo il doloroso fallimento della Fondazione. E ancora: davanti al museo, abbiamo fatto nascere il muretto di Andrea, e nella stele a lui dedicata, con la modalità della tecnica, si possono leggere tutti gli articoli del Corriere della Sera, che ringrazio, di Andrea Purgatori per Ustica.
Voglio infine ricordare che ci troveremo proprio per ricordare Andrea Purgatori in occasione del 1 febbraio, giorno del suo compleanno, saremo proprio davanti al muretto per un ennesimo appuntamento per la verità e la Memoria.
Credo che dobbiamo mantenere l’impegno assunto con gli studenti dell’Accademia, per dare al muretto una collocazione, una sistemazione dignitosa e definitiva.
Intanto mi piace ricordare anche che si è conclusa la digitalizzazione del materiale dell’Associazione, da parte del Parri e che continua il nostro impegno per la Storia, è in uscita infatti un libro che raccoglie gli interventi dell’ultimo Convegno di ricostruzione storica, svolto lo scorso anno.
Insomma, l’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, i parenti che si sono stretti assieme in questi anni nei processi e negli impegni, con i loro cuori, i loro sentimenti, le loro conoscenze, le loro attività, sono ancora qui per chiedere tutta la verità e giustizia.
Daria Bonfietti
Presidente Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica