Caso Ustica, l’analisi dei documenti declassificati dal Governo / I parte

segretoI documenti appena declassificati dal Governo svelano, innanzitutto, l’intenso lavoro della diplomazia italiana nella vicenda della strage di Ustica. Diplomazia all’opera per sollecitare i governi alleati a dare risposta ai quesiti posti dalla magistratura italiana, ma anche per ottenere informazioni in via informale, sempre prestando massima attenzione a non irritare gli alleati, via via che le indagini condotte dal giudice Rosario Priore avanzavano ipotizzando responsabilità anche di paese tradizionalmente amici, come Francia e Stati Uniti. Intensissimo, poi, il lavoro svolto dalla nostra ambasciata a Tripoli. La Libia, infatti, è stata oggetto di numerose rogatorie, e la nostra ambasciata ha fatto sforzi enormi, anche alla luce della complessità della situazione politica libica, per cercare di avere dalle autorità di quel paese le informazioni richieste, cercando sempre di trovare il giusto equilibrio tra la necessaria fermezza nel richiedere risposte esaurienti e la necessità di mantenere buoni rapporti con Gheddafi. Sono le ambasciate di Parigi, Tripoli e Washington quelle che più hanno lavorato nel tentativo di fare luce sulla caso Ustica. Ma la vicenda ha riguardato decine di sedi diplomatiche (Egitto, Iran, Iraq, Malta, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Olanda, Israele, Regno Unito, Polonia, Yugoslavia e estremo Oriente). I documenti più interessanti sono quelli relativi ai tre paesi appena citati – Usa, Libia e Francia – quelli direttamente coinvolti nella strage, non fosse altro per la presenza dei loro mezzi aerei e navali nel Mediterraneo la sera del 27 giugno 1980. E sono proprio questi i paesi verso cui la nostra diplomazia ha compiuto gli sforzi maggiori, a qualsiasi livello. Continua a leggere

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I legali dei familiari delle vittime scrivono a Napolitano e Renzi

giorgio napolitanoUna lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e per conoscenza al premier Matteo Renzi, è stata inviata dagli avvocati Vincenzo, Vanessa e Fabrizio Fallica, legali di numerosi familiari delle vittime della strage di Ustica, affinché intervenga per mettere la parola “fine” a una vicenda che si trascina da 34 anni. «Siamo una famiglia di avvocati – scrivono – intensamente impegnati nella vicenda giudiziaria del disastro aereo di Ustica e rappresentiamo diversi parenti delle vittime tra i quali chi ha perduto l’intera famiglia composta dalla moglie e tre figli (Diodato Pasquale). Le inviamo questa lettera aperta per manifestare il nostro disappunto sul fatto che ancora oggi dopo 34 anni si parla di indagini giudiziarie». «Siamo perfettamente consapevoli – proseguono – dei notevoli impegni che la tengono legata alle sorti del nostro Paese in questo particolare momento di crisi, ma siamo convinti che si sia smorzato quel triste momento di isterismo politico istituzionale così da consentire una particolare attenzione alla nostra vicenda. Ed è per ciò che chiediamo il suo autorevole intervento affinché si ponga fine a questa triste vicenda che chissà per quanti anni ancora può interessare le aule giudiziarie». I legali concludono: «Sottoponiamo pertanto alla sua valutazione l’opportunità che il governo, tenuto conto di quanto già sufficientemente statuito, ponga fine ad ulteriori percorsi giudiziari attraverso un intervento transattivo e definitivamente risolutivo. Tutto ciò all’insegna di quella solidarietà sociale prevista dall’art 2 della Carta Costituzionale, di cui lei è garante». (Fonte Ansa).

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Strage di Ustica, ministeri di nuovo condannati a risarcire i familiari di sei vittime

miniatura dc9Il giudice monocratico del Tribunale civile di Palermo, Sebastiana Ciardo, ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 5 milioni e 637.199 euro i 14 familiari – o eredi di essi – di Annino Molteni, Erica Dora Mazzel, Rita Giovanna Mazzel, Maria Vincenza Calderone, Alessandra Parisi e Elvira De Lisi morti nella tragedia aerea di Ustica [qui il testo della sentenza]. I ministeri sono stati condannati anche a rimborsare 30.417 euro per spese di giudizio. Il giudice ha già calcolato nelle somme gli interessi e ha disposto che dai risarcimenti vadano detratte le somme ottenute dai familiari delle vittime già corrisposte nel ’90, nel 2004 e nel 2005 dallo Stato come indennizzo.
I 14 eredi delle vittime della tragedia del 27 giugno 1980, quando un’aereo dell’Itavia, diretto da Bologna a Palermo, s’inabissò nel Tirreno meridionale, sono stati rappresentati dagli avvocati Vincenzo, Vanessa e Fabrizio Fallica che già avevano ottenuto risarcimenti per altri familiari. Alcuni procedimenti si sono conclusi in Cassazione con la condanna definitiva dei ministeri.
Il giudice ha rigettato l’eccezione di prescrizione sollevata dai ministeri e cita le varie sentenze – sempre dopo i ricorsi di altri familiari delle vittime – del tribunale, della corte d’appello e della Cassazione. Il primo segmento di condotte illecite (entrambi i segmenti, scrive il giudice, sono acclarati in tutti i processi risarcitori celebrati in sede civilistica) è “l’omessa adozione di ogni utile accorgimento e soluzione tecnica al fine di evitare che il Dc9 intercettasse altro velivolo o missile sulla sua rotta“. Continua a leggere

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Strage di Ustica, cosa c’è nei documenti declassificati dal governo

ap070307011711Sono stati declassificati i primi documenti relativi alla strage di Ustica, come si era impegnato a fare il Governo qualche mese fa. Si tratta, è opportuno ribadirlo, di documenti già noti agli inquirenti, ma mai resi pubblici prima d’ora. Tra essi spicca un memorandum, dell’anno 2000, preparato per Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Molte le notizie interessanti. Vengono messe in luce le bugie e le contraddizioni delle autorità americane in merito alla strage. Nel memorandum si sottolinea infatti come gli Usa abbiano mentito relativamente alle attività di volo svolte la notte del 27 giugno 1980.
“Contrariamente a quanto affermato nel documento del 3 luglio […] sono invece emerse più attività di volo, prima durante e dopo l’incidente e in aree prossime a quelle dell’evento” si legge ad un certo punto. Vengono quindi elencati gli aerei americani in volo quella notte: il “Navi 61206”, un UC129, aereo da trasporto decollato da Sigonella alle 20.34; il “Juliet Mike 169”, decollato con urgenza, senza piano di volo, per una attività imprevista e che richiede clearance (autorizzazione) immediata. Tre velivoli P-3C da ricognizione decollati da Sigonella, ufficialmente impegnati in un raid chiuso Sigonella-Sigonella, e che in alcune fasi della navigazione avevano chiesto assistenza al Centro Radar di Marsala. Altri aerei non identificati dei quali esistono conversazioni TBT con l’aeroporto di Napoli Capodichino e Grazzanise, ma di cui non viene citato né il nominativo radio, né il NTN (Nato Track Number), ma vengono chiamati Novembre Uniform e November Yankee (che nell’alfabeto fonetico corrispondono alle lettere NU e NY). Tra le 19.10 e le 19.50 si registra la partenza di cinque velivoli militari dal Golfo di Napoli, Di questi velivoli la torre di controllo di Napoli non conosce i piani di volo. Continua a leggere

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La strage di Ustica in due minuti

flight870Flight870 è un progetto crossmediale che vuole sfruttare nuovi media (come i social media, video virali, podcast, graphic novel) e nuove tecniche narrative (come quella infografica), per raccontare con semplicità i fatti di Ustica a noi noti, riordinandoli e mettendoli in fila, cercando di renderli comprensibili e condivisibili; per cercare di sbrogliare una matassa che si è ingarbugliata per più di 34 anni. «Si vuole raccontare questa storia nella maniera più essenziale possibile – scrivono i promotori dell’iniziativa -, riferendosi sia a chi pur avendo vissuto gli anni del caso Ustica in prima persona ha ricordi confusi, sia a chi, più giovane, non conosce quasi nulla dei fatti». Il progetto Flight870 è stato lanciato on-line il 27 giugno 2014 in occasione della 34a giornata della memoria di Ustica con un video teaser realizzato con la tecnica del videoinfographic che ripercorre in meno di 2 minuti i fatti salienti del caso, per iniziare domani a raccontare Ustica dalle basi e con semplicità.

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La strage di Ustica e gli imbarazzanti silenzi dell’Aeronautica

dc9Chissà ai piani alti dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare come avranno preso la notizia che qualcuno, Oltralpe, trentaquattro anni dopo la notte di Ustica, ha deciso di iniziare a scrivere una nuova pagina di questa brutta storia. La verità è ancora lontana, è vero. E lo è anche perché i francesi non è detto che stavolta faranno sul serio. Potrebbero dire e non dire, o, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero raccontare qualcosa che, pur aggiungendo nuovi tasselli a questo rompicapo, non porterà da nessuna parte, anzi.
I familiari delle vittime hanno ragioni da vendere quando affermano che in questa storia, per fare davvero un passo in avanti, serve il pugno duro del governo e della diplomazia internazionale. La magistratura è arrivata fin dove poteva arrivare: a Parigi. Le rogatorie hanno fatto capire ai francesi che in Italia c’è ancora qualcuno che vuole la verità. Oltre deve andare il governo, perché senza l’avallo della politica difficilmente una dozzina di militari francesi, quelli che la Procura di Roma ha già sentito in qualità di testimoni, riusciranno a condurci verso il punto di svolta.
Il punto da non perdere di vista, tuttavia, è anche un altro. E il governo, in questo caso, potrebbe giocare un ruolo decisivo non solo desecretando veline che nella migliore delle ipotesi confermeranno quello che già sappiamo. Perché quella notte, oltre i francesi, gli americani, i libici e la Nato, ebbe un ruolo – e non di certo secondario – anche la nostra Aeronautica. Lo ha ripetuto, per tre volte consecutive, la Cassazione, in sede civile, tornando a ricordare che qualunque cosa sia accaduta nel cielo di Ustica le nostre istituzioni avevano il dovere di proteggere quel volo, e questo non avvenne. Continua a leggere

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Ustica, caccia e portaerei Usa. Dopo 34 anni Parigi conferma / L’Unità

miniatura dc9Sì, quella notte l’aeroporto Nato di Solenzara, in Corsica, sembrava proprio un alveare impazzito. Caccia intercettori F 104 e Mirage di diverse nazionalità atterravano e decollavano in continuazione: chiamati a svolgere una missione sconosciuta proprio nelle stesse ore in cui il Dc 9 Itavia, volo I-TIGI, partito in ritardo da Bologna e diretto a Palermo con 81 persone a bordo, spariva dai radar e si inabissava nel mare di Ustica. La coincidenza fu rivelata da un testimone, il generale dei carabinieri Nicolò Bozzo, l’uomo che avrebbe descritto dall’interno presenze e deviazioni piduiste nell’Arma, e che il 27 giugno 1980 si trovava in vacanza con la famiglia vicino a quella base operativa. Trentaquattro anni dopo, ormai accertato che il Dc 9 fu abbattuto nel corso di un’operazione di guerra, un altro piccolo strappo si sarebbe prodotto nel silenzio che per troppo tempo ha avvolto la strage come un pesante sudario istituzionale.
Facendo in un primo momento passare il disastro aereo come l’esito di un grave quanto inesistente “cedimento strutturale” del velivolo. Per lacerare quel tessuto i magistrati Erminio Amelio e Maria Monteleone hanno avviato elaborate rogatorie internazionali, cercando di capire di che nazionalità fosse l’aereo militare che quella notte cancellò le vite di 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio imbarcati sul volo I-TIGI. L’unico Paese a rispondere almeno parzialmente alle richieste dei Pm è stata la Francia, che in un primo tempo ha fornito lumi sulle posizioni di due sue portaerei, la Clemenceu e Foch. Poi il governo d’Oltralpe avrebbe rintracciato una decina di avieri che quella notte erano in servizio a Solenzara. Impossibile sapere, visto il riserbo che avvolge l’indagine, cosa questi abbiano dichiarato ai magistrati italiani, ma la ricostruzione di cosa accadde in Corsica non sarebbe più affidata solo a un testimone attento e competente come Bozzo. Altre voci parlerebbero di una base attiva fino a ore insolite, tanto da togliere il sonno a turisti e residenti. Voci che ora dovrebbero essere confermate risalendo la catena di comando, cioè rintracciando, se dopo tanto tempo sono ancora vivi, anche gli ufficiali superiori.
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Bonfietti: «più determinazione da parte del governo per trovare i colpevoli della strage di Ustica»

Daria BonfiettiPer fare piena luce sulla strage di Ustica «ci vuole maggiore sforzo, ci vuole maggiore determinazione, della politica e della diplomazia». L’appello è di Daria Bonfietti, presidente dei famigliari delle vittime, alla vigilia del 34esimo anniversario della tragedia. Bonfietti sottolinea come vada ancora dato un nome e un cognome ai responsabili, come vadano lette finalmente le “targhe” dei velivoli che abbatterono «un aereo civile in tempo di pace», appunto il Dc9 che si inabissò nel Tirreno in quel lontano 27 giugno 1980. «Speriamo e vogliamo credere che un’attenzione maggiore anche del Governo del mio paese, delle Istituzioni del mio paese, pena una caduta irreversibile della dignità nazionale, si attivi con forza per ottenerle queste risposte, sembra quasi che non si sia capito la gravità di ciò che è accaduto». Col Governo Renzi il dialogo è partito, attraverso gli incontri avuti col sottosegretario alla presidenza del Consiglio Marco Minniti e col ministro della Giustizia Andrea Orlando. Ma mancano ancora le risposte alle rogatorie avanzate dalla magistratura italiana. «Un minimo di attenzione da parte dei vari ruoli di uomini e donne degli apparati dello Stato – precisa Bonfietti – c’è stato e noi indurremo sempre questo tipo di attenzione». Per ricordare Ustica quest’anno Bologna va a caccia di video interviste: arriveranno sicuramente quelle di famigliari delle vittime ed ex dipendenti Itavia ma l’invito è rivolto a chiunque abbia testimonienza significative da riferire. Le raccoglierà l’istituto storico Parri nei giorni dell’anniversario della strage. «In un caso come quello di Ustica, in cui ci sono stati depistaggi, riportare anche le sensazioni vissute allora può avere molto senso», spiega il presidente del Parri, Luca Alessandrini. «Nessuno pensa di scoprire chissà quali verità – chiarisce Bonfietti- ma queste testimonianze servono». L’iniziativa è stata presentata nella sede del quartiere Navile, dove è stata illustrata la rassegna culturale del “Giardino della memoria” di fronte al museo di Ustica. Con circa 10.000 visite all’anno (in crescita) il museo è una delle mete museali preferite a Bologna. (Fonte Dire)

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Dalla verità alla storia, gli eventi del XXXIV Anniversario della Strage di Ustica

Anniversario 2014C’è ancora bisogno di verità sulla Strage di Ustica. La magistratura, con le sentenze definitive della Cassazione, ha confermato la verità che il DC9 Itavia è stato abbattuto e che i Ministeri dei Trasporti e della Difesa sono responsabili per non aver saputo difendere la vita di innocenti cittadini e per aver ostacolato il raggiungimento della verità. Ma rimane ancora la necessità di delineare il quadro completo, gli autori materiali di quell’atroce tragedia: in quella notte furono spezzate le vite di 81 cittadini e furono violati i confini e i diritti del nostro Paese. Il 27 giugno ricorre il XXXIV Anniversario della Strage di Ustica e, dopo trentaquattro anni da quel tragico volo, l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica prosegue nel suo impegno civile perché la verità venga consegnata alle pagine della Storia del nostro Paese.
“La memoria non è statica – scrive Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione – non è una lapide che si deteriora e diventa illeggibile: la memoria si fa ogni giorno ricordando e parlando la lingua del presente”.
E dunque per far sì che la memoria rimanga attiva, l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica per il XXXIV Anniversario della Strage dà vita a nuove iniziative. Si stringe il rapporto con l’Istituto per la Storia e le Memorie del ‘900 – Parri Emilia- Romagna con il progetto di “un punto di ascolto” delle testimonianze dei primi giorni successivi alla strage con interviste ai parenti delle vittime, ai giornalisti coinvolti nel caso, al personale dell’Itavia, a periti e militari. Chiunque sia legato alla vicenda e voglia offrire il suo racconto di quegli eventi potrà farlo prendendo contatto con il personale dell’Istituto. Le video interviste saranno realizzate a cominciare dai giorni dell’Anniversario e poi messe a disposizione di cittadini e studiosi. Continua a leggere

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Anatomia di un attacco

ap070307011711Qualcuno, leggendo il mio precedente articolo “Analisi sulla rottura dell’ala sinistra del DC9 Itavia” si sarà chiesto come sia ancora possibile trovare, dopo quasi 34 anni e milioni di pagine di perizie e atti giudiziari, nuovi spunti ed elementi utili alle indagini osservando il relitto del DC9. Rispondo che non solo è possibile, ma aggiungo che guardare il relitto con i giusti occhi è anche molto utile a chi intende farsi un’idea personale sull’incidente, senza farsi sballottare, a destra e a sinistra, dalla montagna di informazione presente in rete e sui giornali. A volte si trova qualcosa di nuovo, a volte semplicemente si verifica la bontà o meno di una perizia o di un’ipotesi, in ogni caso guardare bene non fa male, anzi. Un semplice esempio.
La perizia Casarosa ha accertato, tra le altre cose, che l’ala sinistra, mancante della sua parte terminale, si è staccata dalla fusoliera a causa di una rotazione in avanti dovuta ad una forte decelerazione dell’aereo (avvenuta a causa dell’impatto con la superficie del mare, aggiungo io). Letta così potrebbe apparire come una delle tante ipotesi scritte sulla vicenda, ma osservando con attenzione il relitto del DC9 ne possiamo facilmente verificare la veridicità (o meno, lascio a voi la scelta).

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