Renzo Martinelli girerà un film sulla strage di Ustica

Renzo Martinelli, regista di opere come Porzus, sulle foibe, e Piazza delle Cinque Lune, sul caso Moro, girerà in Calabria The missing paper, film sceneggiato con Valerio Massimo Manfredi, sulla strage di Ustica e i risvolti di un caso ancora irrisolto. Ad annunciarlo è stato lo stesso regista partecipando a Catanzaro alla presentazione delle attività della Calabria Film Commission che sosterrà l’opera cinematografica. Il film sarà prodotto da Rai Cinema e distribuito da 01. Il film, interpretato da Mark Strong, Alicja Bachleda, F. Murray Abraham, si girerà quasi interamente in Calabria dove è ambientata gran parte della trama. «Ci siamo studiati le carte per anni per scrivere la sceneggiatura – ha detto Martinelli – e alle tre ipotesi dell’inchiesta, bomba, missile o cedimento strutturale, ne affiancheremo una quarta. Si tratta di una vicenda che ha coinvolto anche questa regione suo malgrado». (Fonte Ansa)

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La Corte d’Appello di Palermo sospende i risarcimenti

La corte d’appello di Palermo ha sospeso l’efficacia della esecutività della sentenza di primo grado che ha condannato i ministeri dei trasporti e della difesa a risarcire con oltre 110 milioni di euro 81 familiari delle vittime della strage di Ustica. I giudici palermitani, che hanno così accolto la richiesta di sospensione presentata il primo febbraio dall’avvocatura dello Stato, scrivono: «ritenuto che con l’appello principale non è contestato solo il quantum ma anche l’an (il se – ndr) della condanna risarcitoria; che avuto riguardo alla considerevole entità della somma oggetto della condanna ricorrono i gravi motivi richiesti per l’accoglimento dell’istanza avanzata; che in considerazione della solvibilità della parte appellante non ricorrono i presupposti per prevedere specifiche forme di cauzione a garanzia del credito, per questi motivi si dispone la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza». La corte, che ha rinviato all’aprile del 2015 il processo, sottolinea che tra i gravi motivi che giustificano la sospensione della sentenza «va annoverato il grave danno che il debitore potrebbe ricevere dall’adempimento, a fonte di un’impugnazione che non evidenzia profili di evidente infondatezza». (Fonte Ansa) Continua a leggere

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Ustica, Caronna (Pd): partner Ue aiutino l’Italia

Gli Stati membri e tutti i Paesi coinvolti cooperino con le autorità italiane per fare luce su quello che è realmente accaduto la notte della strage di Ustica. È quanto ha chiesto l’europarlamentare del Pd, Salvatore Caronna, con un’interrogazione alla Commissione europea e al Consiglio Ue. «Le istituzioni – ha indicato Caronna – verifichino se le risposte elusive arrivate alle autorità giudiziare italiane dai Paesi coinvolti, non siano in palese contrasto con il principio di piena e leale collaborazione previsto nei Trattati. In questi anni – ha detto Caronna – le autorità giudiziarie italiane hanno ripetutamente chiesto di offrire piena collaborazione, ma le risposte o non ci sono state o sono state carenti». «Le indagini svolte – ha sottolineato Caronna – dalla magistratura italiana hanno accertato che, il 27 giugno 1980 quando il DC9 in volo da Bologna a Palermo fu abbattuto causando la morte di 81 persone, nell’area erano presenti aerei e navi di alcuni Paesi membri, Francia, Germania, Belgio, e di due Paesi terzi, Stati Uniti e Libia». (Fonte Ansa)

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Legali familiari delle vittime: “Le sentenze sono pronunciate in nome del popolo italiano”

«Con l’infelice tentativo di distinguere le sentenze emesse da organi collegiali e monocratici, ha dimostrato di nutrire una flebile fiducia nel potere giudiziario e nei suoi organi; tutte le sentenze infatti sono pronunciate in nome del popolo italiano e sono espressione dell’imparzialità, terzietà e indipendenza degli organi che le emettono». Lo dicono gli avvocati Vanessa e Fabrizio Fallica, che rappresentano nei giudizi civili alcuni familiari di vittime della tragedia aerea di Ustica rispondendo all’ex sen. Vincenzo Ruggero Manca che aveva ribattuto a loro dichiarazioni sulla tragedia del Dc9 Itavia il 27 giugno ’80. Manca aveva detto che «appare scoraggiante che si continui a sostenere che, per quest’ultimo caso, il solo processo civile ‘monocratico’, al contrario di quanto accertato in sede di processo penale ‘collegiale’, possa risolvere il problema ‘Ustica’ in termini di saggezza, serietà ed imparzialità» «In merito all’ultima sentenza del settembre 2011 – dicono i legali – del Tribunale di Palermo serve sottolineare che essa è il frutto di una sapiente e saggia manovra giuridica del potere giudiziario finalizzata a tutelare lo Stato italiano, la sua qualifica di Stato di Diritto, e volta a garantire i principi, costituzionalmente regolati, su cui esso si fonda». «Cosa sarebbe accaduto – proseguono – e cosa accadrebbe se si fosse permesso o si concedesse di riconoscere una responsabilità in capo a mandanti ed esecutori della scellerata e fallimentare operazione militare di (spionaggio internazionale) che ha causato, per tragico errore la strage di Ustica? Conseguentemente, i parenti delle vittime sono pronti ad accettare che lo Stato e le organizzazioni internazionali di cui esso fa parte, quali la Nato (più fortemente indiziata), vengano messi alla pubblica gogna e trasformati da pubblici tutori della collettività in carnefici dei propri cittadini?». «Il principio giuridico – concludono – seguito dalla sentenza ‘più probabile che non’ è stato applicato con estrema saggezza ed imparzialità per affermare una responsabilità civile dello Stato, senza mortificare l’esito dei procedimenti giudiziari in sede penale, che avrebbero richiesto una decisione »oltre il ragionevole dubbio«. (Fonte Ansa)

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Ramstein, 28 agosto 1988

Cosa accadde, a Ramstein, quel 28 agosto del 1988 durante il Flugtag Airshow? Accadde che 300mila spettatori si erano radunati presso la base militare per seguire le evoluzioni delle migliori pattuglie acrobatiche, tra cui le Frecce Tricolori. Una delle figure in programma è il cardioide. E’ una figura molto bella, gli aerei, divisi in due formazioni, disegnano, con i fumi bianchi, un cuore nel cielo. Il solista, il tenente colonnello Ivo Nutarelli, deve trafiggere quel cuore con il suo Aermacchi MB-339. E’ considerata una figura molto semplice, e le Frecce la eseguono da oltre venticinque anni. Il solista ha una doppia sicurezza: deve arrivare all’appuntamento con le altre due formazioni, che s’incrociano a 40 metri dal suolo a 600 Km/h, in ritardo di circa mezzo secondo e volando 20 metri più in alto. Se sbagliasse il tempo, comunque volerebbe più in alto, se invece sbagliasse la quota, arriverebbe all’incrocio in ritardo. Nutarelli è un pilota straordinario e di grande esperienza, con quasi 4.500 ore di volo, eppure, incredibilmente, arriva all’incrocio in anticipo e alla quota sbagliata. Colpisce l’aereo del capo formazione, il tenente colonnello Mario Naldini, e l’aereo del capitano Giorgio Alessio, numero 2 della formazione. I tre aerei precipitano al suolo. E’ una strage. Oltre ai tre piloti perdono la vita 67 spettatori. Mario Naldini e Ivo Nutarelli sono strettamente legati alla strage di Ustica. La sera del 27 giugno 1980 decollano da Grosseto a bordo di un F-104 biposto da addestramento, vengono dirottati verso il DC9, molto probabilmente guidati da un Awacs che vola con traiettoria circolare sull’Appennino Tosco-Emiliano. Atterrano a Grosseto alle 20.45 ora locale, 15 minuti prima della tragedia, ma per molti minuti volano tenendo a vista il DC9 dell’Itavia e, prima di dirigersi a Grosseto, lanciano per due volte un allarme, codice 7300, che vuol dire “allarme generale”. Continua a leggere

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Osnato replica all’Ami: “Stanchi delle loro verità. Noi indaghiamo”

“Siamo stanchi di avere dettata la verità dall’Aeronautica militare. Il codice di procedura penale ci consente di svolgere attività investigative private, noi le stiamo svolgendo”. Così l’avvocato Daniele Osnato, legale dei parenti delle vittime della strage di Ustica replica ad una nota dell’Aeronautica militare diffusa alle agenzie di stampa. “Che ci sia stata una valutazione da parte dell’Aeronautica stessa sull’incidente di Ramstein – aggiunge Osnato – è un fatto loro. Ma ciò non ci comporta un impedimento a fare indagini difensive autonome. Soprattutto se si considera l’inaffidabilità delle indagini svolte dall’Aeronautica sui fatti di Ustica e le inaffidabilità delle informazioni trasmesse ai magistrati così come verificato nella sentenza del Tribunale di Palermo a firma della dottoressa Proto Pisani”. Nella nota diffusa nel pomeriggio l’Aeronautica militare afferma la notizia di una “nuova indagine sull’incidente aereo di Ramstein, come anticipato ieri dal mensile ‘Il Sud’ sono smentite da obiettive risultanze investigative e processuali”. “Infatti – prosegue la nota dell’Aeronautica militare – dopo l’incidente aereo di Ramstein sono state costituite due commissioni di investigazione, una nazionale e l’altra internazionale, quest’ultima composta da ufficiali italiani, tedeschi ed americani, che a seguito degli accertamenti tecnici effettuati dopo l’incidente hanno escluso la possibilità di avarie o malfunzionamenti dei velivoli coinvolti nella sciagura aerea – spiegano dall’Aeronautica – Il giudice istruttore del Tribunale di Udine dottor Roberto Paviotti, ha concluso l’indagine evidenziando che l’evento di Ramstein non è ascrivibile a responsabilità penale di alcuno”. “Il fatto che si siano premurati di fare questa smentita – conclude l’avvocato Osnato – è sintomatico di un interesse che non è più giustificato dopo 31 anni. Non capisco pechè si affannino così…”.

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Al via il processo d’Appello. L’avvocatura chiede la sospensione dei risarcimenti

L’avvocatura dello Stato ha chiesto alla prima sezione della corte d’appello di Palermo di sospendere l’esecutività della sentenza del tribunale che ha condannato i ministeri dei Trasporti e della Difesa a risarcire, con oltre 110 milioni di euro, 86 familiari delle vittime della strage del DC 9 inabissatosi nel mare di Ustica il 27 giugno dell’80. Davanti ai giudici di secondo grado è cominciato oggi il processo d’appello. La corte, presieduta da Rocco Camerata Scovazzo, dopo avere ascoltato le difese delle parti risarcite, che si sono opposte alla richiesta dell’avvocatura, si è riservata la decisione. Qualora i giudici accogliessero l’istanza ci sarebbe uno stop ai risarcimenti fissati dal tribunale che ha ritenuto i ministeri responsabili di non avere garantito la sicurezza del volo e di avere negato ai familiari delle vittime il diritto alla verità sulla strage per oltre 20 anni. La corte si è riservata anche di decidere sulla richiesta di uno dei legali, l’avvocato Daniele Osnato, di dedicare un’udienza straordinaria solo alla discussione del processo per la strage di Ustica. (Fonte Ansa)
«È triste che l’Avvocatura dello Stato ancora una volta contrasti le decisioni di un giudice della Repubblica». Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, commenta così la sospensione dei risarcimenti per i familiari delle vittime della strage del 27 giugno 1980, chiesta oggi dall’Avvocatura dello Stato alla prima sezione della Corte d’Appello di Palermo. Continua a leggere

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Strage Ustica, indagine sull’incidente di Ramstein

I depistaggi messi in atto sulla strage di Ustica sarebbero passati anche attraverso l’incidente aereo di Ramstein, in Germania. Era il 28 agosto del 1988 quando in circostanze assai singolari, tre piloti della Pattuglia Acrobatica Nazionale si scontrarono durante una esibizione provocando la morte di 67 spettatori. I familiari delle vittime della strage di Ustica, adesso, vogliono vederci chiaro sulla morte di due di quei piloti delle Frecce Tricolori che pochi giorni dopo avrebbe dovuto presentarsi dai magistrati per riferire su cosa avessero visto di tanto rilevante nei cieli italiani la sera del 27 giugno 1980 che li aveva indotti a dare l’allarme generale prima di rientrare a Grosseto. E’ la pista investigativa che il Sud, il mensile di economica, politica, cultura e attualità in edicola da venerdì 3 febbraio, riporta in un ampio servizio sull’argomento. L’indagine difensiva è condotta dall’avvocato Daniele Osnato che assiste, con il professore Alfredo Galasso, gran parte dei parenti delle 81 persone morte in seguito all’esplosione del Dc-9 Itavia nei cieli di Ustica. Il mensile il Sud, in edicola nelle regioni del Sud ma anche a Roma e Milano, racconta i dettagli dell’indagine e pubblica una inedita fotografia dell’aereo in fiamme del ‘solista’ delle Frecce Tricolori, il tenente colonnello Ivo Nutarelli, subito dopo l’impatto in volo. Analisi tecniche e testimonianze inducono la difesa a pensare che l’aereo di Nutarelli sia stato sabotato. Domani a Palermo, intanto, comincia il processo d’appello con i ministeri della Difesa e dei Trasporti che contestano la condanna subita a risarcire, con 110 milioni di euro. [Link originale]

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Gaddur: “La nuova Libia è disponibile a collaborare”

“La nuova Libia libera sarà sicuramente disponibile per qualsiasi forma di collaborazione nella ricerca della verità sulla strage di Ustica”. Lo ha affermato l’ambasciatore libico a Roma, Abdul Hafed Gaddur, intervenendo alla presentazione del libro Italia-Libia. Stranamore che in alcuni capitoli tratta di una sospetta mano gheddafiana sul caso della caduta del velivolo Dc-9 Itavia, avvenuta il 27 giugno 1980. Tuttavia, il diplomatico di Tripoli ha sottolineato di “non essere certo che la Libia possa dare realmente una mano in questo senso. Non è che in tutte le stragi che ci sono state al mondo si possa dire che ci sia la Libia dietro”. In ogni caso, ha assicurato Gaddur, “siamo felici di dare la nostra disponibilità ma occorre avere pazienza perché la nuova Libia ha bisogno di tempo. Noi dobbiamo essere responsabili di tutto ciò che è stato fatto con il regime e avere un impegno internazionale con i paesi amici, a partire dall’Italia”. (Fonte Ansa)

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La Procura di Bologna “assolve” il volantino del Museo

Secondo la Procura di Bologna va archiviata la querela per diffamazione presentata dall’ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa, generale Lamberto Bartolucci, nei confronti degli autori di un volantino-depliant sulla ricostruzione della strage di Ustica (27 giugno del 1980, un aereo Itavia si inabissò con a bordo quattro membri dell’equipaggio e 77 passeggeri), distribuito al Museo della memoria di Ustica, che si trova nel capoluogo emiliano. Per il Pm Giampiero Nascimbeni non ci sono elementi di rilevanza penale e comunque non ci sono elementi per andare in giudizio e sostenere l’accusa. Il generale aveva spiegato nel giugno scorso di aver presentato la querela perchè «non si può tollerare dopo anni di sofferenze ed un processo nel quale assieme ad altri generali dell’Aeronautica sono stato prosciolto da ogni addebito, di essere nuovamente vittima di affermazioni false e diffamatorie nei confronti miei, dei colleghi nel frattempo deceduti e dell’intera Aeronautica italiana». Ad essere contestato era, innazitutto, un passaggio del depliant in cui si diceva che gli imputati accusati di alto tradimento vennero «prosciolti nel 2004 e all’inizio del 2006 assolti dalla Cassazione». Secondo Bartolucci si tratta di una informazione non esatta, visto che i gen. Corrado Melillo e Zeno Tascio vennero assolti per non aver commesso il fatto, perchè il fatto non costituisce reato e perchè il fatto non sussiste. Per i generali Bartolucci e Franco Ferri la Corte di Assise aveva deciso il non doversi procedere per prescrizione per un paio di capi di imputazione e assoluzione perchè il fatto non sussiste per tutte le altre imputazioni. Riguardo al passaggio che dice «all’inizio del 2006 assolti dalla Cassazione», Bartolucci e Ferri vennero assolti in Assise d’Appello perchè il fatto non sussiste e la sentenza fu poi confermata dalla Cassazione. Secondo la Procura di Bologna non c’è contenuto diffamatorio ma si tratta di una piccola leggerezza nella ricostruzione. C’era poi un passaggio del volantino ritenuto diffamatorio dal generale, perchè si diceva che i Vertici dell’Aeronautica Militare e in parte dello Stato «hanno ritenuto essere fedeli al patto militare prima che al loro paese». Ma per il Pm Nascimbeni queste considerazioni hanno avuto riscontro nelle sentenza con cui la terza sezione Civile del Tribunale di Palermo nel novembre scorso ha condannato il Ministero della Difesa al risarcimento dei danni dovuti per intralci alle indagini di appartenenti all’Aeronautica militare. In pratica il giudizio della Procura è che il volantino, che riporta affermazioni non dirette contro Bartolucci ma contro vertici di Aeronautica e di parte dello Stato, è la sintesi di una verità giudiziaria e non travalica i limiti dell’esercizio del diritto di critica. Quindi non c’è diffamazione. Sul volantino ci furono anche polemiche politiche, avviate da Carlo Giovanardi, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio del Governo Berlusconi. Continua a leggere

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