Bonfietti: crediamo ancora che sia possibile la piena verità sulla strage di Ustica

di | 27 giugno 2018

“Crediamo ancora che sia possibile la piena verità sulla Strage di Ustica e dare in ogni modo sostegno all’impegno della Magistratura”. E’ l’appello lanciato nel suo intervento in Comune a Bologna da Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, in occasione del 38/o anniversario. Un appello rivolto, in particolare, al Governo appena insediato, “per operare con determinazione sia livello internazionale, per ottenere risposte adeguate alle rogatorie, sia sul piano interno per una puntuale attuazione della direttiva Renzi che deve permettere effettivamente di rendere pubblica tutta la documentazione delle amministrazioni dello Stato sulle stragi”. A questo riguardo ha, tra l’altro, chiesto direttamente a Matteo Piantedosi, fino a pochi giorni fa prefetto di Bologna, nuovo capo gabinetto di Salvini “di affrontare, dalla sua nuova posizione, la questione non irrilevante di totale mancanza di documentazione proveniente dalla Prefettura di Bologna”. “Il susseguirsi di sentenze civili definitive – ha sottolineato Bonfietti – che facendo propria la ricostruzione sulle cause dell’evento formulata dal giudice Priore e cioè che il dc9 è stato abbattuto, riconoscono la colpevolezza dei Ministeri dei Trasporti e della Difesa, il primo per non aver garantito la sicurezza del volo e il secondo per avere ostacolato in ogni modo l’accertamento della verità”. (ANSA)

5 commenti su “Bonfietti: crediamo ancora che sia possibile la piena verità sulla strage di Ustica

  1. Enrico Brogneri

    USTICA TRA DEPISTAGGI E VERITÀ NEGOZIATA
    A tempo debito i fatti sveleranno un’inqualificabile pattuizione politica col coinvolgimento di insospettabili soggetti, anche istituzionali.
    In linea di massima, nell’accordo verbale si prevedeva:
    1)- che, fatto salvo il risarcimento dei danni in sede civile, l’assoluzione dei generali incriminati dovesse essere favorita da una poco incisiva attività delle parti civili;
    2)- che la domanda di giustizia di livello politico internazionale dovesse essere necessariamente duttile, in modo da consentire la definitiva archiviazione del procedimento ancora aperto per l’individuazione dei responsabili della strage;
    3)- che il rispetto dell’accordo verbale fosse in tale quadro sorvegliato da un influente personaggio di grandissimo spessore.

    1. mauro tassi

      Carissimo avvocato, Lei tocca un nervo scoperto della nostra politica. I punti 1 e 2, all’apparenza in contraddizione tra loro, in realtà rispecchiano uno schema collaudatissimo per parare ogni eventuale intrusione della Giustizia nell’ambito dei poteri occulti. Nelle mie lunghe ricerche sui fatti in almeno un paio di occasioni sono rimasto colpito dalle esternazioni di nostri personaggi politici influenti: una è stata la battuta che il compianto Sen. Spadolini fece all’ex sottufficiale dell’ Aeronautica in servizio al SIOS (“Questo succede quando i generali smettono di essere tali per occuparsi di politica”, non sono forse le esatte parole, ma il senso è quello. Si tratta comunque di una dichiarazione del sottufficiale ormai in pensione e dobbiamo prenderla per buona, salvo smentite dell’ultima ora). Un’altra occasione da brividi l’ho vissuta leggendo le esternazioni dell’ex Presidente Cossiga, non tanto per il merito(missili di prossimità e amenità simili le posso giustificare con l’età avanzata del personaggio) quanto per il metodo: la poca prudenza evidenziata in quell’occasione, fu una contraddizione fin troppo evidente per una personalità di spicco quale era Cossiga. A meno che il suo messaggio non fosse stato ben più inquietante per noi piccoli cittadini: se un personaggio di spicco, benchè ex senatore, ex presidente ex qualsiasi cosa, possa fare esternazioni tanto gravi, evidentemente non teme alcun confronto con la Giustizia, tanto da non doversi preoccupare di eventuali richieste di chiarimento. Che sia lui l’influente personaggio di grandissimo spessore che Lei cita al punto 3?

  2. mauro tassi

    Carissimo avvocato, Lei tocca un nervo scoperto della nostra politica. I punti 1 e 2, all’apparenza in contraddizione tra loro, in realtà rispecchiano uno schema collaudatissimo per parare ogni eventuale intrusione della Giustizia nell’ambito dei poteri occulti. Nelle mie lunghe ricerche sui fatti in almeno un paio di occasioni sono rimasto colpito dalle esternazioni di nostri personaggi politici influenti: una è stata la battuta che il compianto Sen. Spadolini fece all’ex sottufficiale dell’ Aeronautica in servizio al SIOS (“Questo succede quando i generali smettono di essere tali per occuparsi di politica”, non sono forse le esatte parole, ma il senso è quello. Si tratta comunque di una dichiarazione del sottufficiale ormai in pensione e dobbiamo prenderla per buona, salvo smentite dell’ultima ora). Un’altra occasione da brividi l’ho vissuta leggendo le esternazioni dell’ex Presidente Cossiga, non tanto per il merito(missili di prossimità e amenità simili le posso giustificare con l’età avanzata del personaggio) quanto per il metodo: la poca prudenza evidenziata in quell’occasione, fu una contraddizione fin troppo evidente per una personalità di spicco quale era Cossiga. A meno che il suo messaggio non fosse stato ben più inquietante per noi piccoli cittadini: se un personaggio di spicco, benchè ex senatore, ex presidente ex qualsiasi cosa, possa fare esternazioni tanto gravi, evidentemente non teme alcun confronto con la Giustizia, tanto da non doversi preoccupare di eventuali richieste di chiarimento. Che sia lui l’influente personaggio di grandissimo spessore che Lei cita al punto 3?

  3. Enrico Brogneri

    No, signor Mauro, non è lui. E per il momento non posso rivelarne il nominativo.

  4. Teresa

    OMAGGIO ALLA VERITÀ
    Herman Melwille l’immortale autore statunitense di Moby Dick, così scriveva testualmente ad un amico e collega scrittore : “Provate a campare sulla verità, e finirete all’assistenza pubblica. Santo Cielo! Che ci provi un prete a predicare la verità dalla sua stessa roccaforte, il pulpito, e lo cacceranno fuori dalla Chiesa attaccato alla ringhiera del pulpito.”

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