Sulla strage di Ustica ancora troppi misteri

di | 7 febbraio 2018

Facciamo il punto. L’anno si è chiuso con un servizio televisivo sulla Strage di Ustica e martedì le Associazioni delle Vittime del Terrorismo hanno denunciato i limiti dell’attuazione della Direttiva Renzi che doveva rendere pubblica tutta la documentazione sui terribili avvenimenti della nostra storia più recente.
I due “episodi” hanno un clamoroso punto in comune: il programma televisivo mette in risalto un’intensa attività aerea supportata da una grande presenza di navi nel Tirreno. Segnalo che di presenza di navi si è ampiamente avuto sentore nel corso delle indagini. Invece nella documentazione “offerta” dalla Marina Militare c’è un clamoroso buco proprio nel periodo che più attiene alla Strage di Ustica. Possiamo dire che se nell’immediatezza dell’evento si era fatto credere il cielo completamento vuoto, oggi, per la documentazione che sono tenuti a tenere i Militari, anche il mare è vuoto!
Nei fatti abbiamo avuto alla fine del 2017 con il programma televisivo su La 7 di Andrea Purgatori una testimonianza che ci dà una versione dell’ultimo atto della tragedia di Ustica: aerei americani che si alzano dalla portaerei Saratoga contro voli di aerei libici, particolarmente nemici in quel periodo, che si trovavano sul Tirreno. Intanto questa ricostruzione ha il merito di riportare l’attenzione sulla Strage di Ustica – e non dobbiamo mai smettere di ringraziare Andrea Purgatori e con lui la stampa e l’informazione tutta per questo impegno indefesso per la verità, anche quando attorno alla vicenda si perde un poco di mordente!-
Poi bisogna tener presente che la ricostruzione che il testimone americano ci offre è ben inseribile in un quadro generale conosciuto, ma forse non chiarito fino in fondo: nella notte della tragedia gli avieri in servizio hanno parlato di aerei americani attorno al DC9, di una presenza di una portaerei. Abbiamo avuto notizia di telefonate concitate e fuori di ogni consuetudine all’ambasciata americana, fino ad una riunione d’emergenza, inspiegabile, sempre nella notte della tragedia, proprio all’ambasciata americana, (ricordiamo sempre che si trattava di un volo di linea interna italiana e senza nessun cittadino americano a bordo). Poi hanno sempre destato perplessità i movimenti mai chiariti della Saratoga nel porto di Napoli e nemmeno la sua copertura radar nella notte. Abbandonata a radar spenti nella notte per non turbare le trasmissione televisive dei napoletani!? Questo dissero al magistrato!
Il teste ci parla di due aerei libici abbattuti. Ben sappiamo che i Mig passavano sui nostri cieli “indisturbati” con l’assenso italiano per recarsi in Jugoslavia e ricordiamo che quando Jalloud viene in Italia ufficialmente, come ministro degli esteri libico denuncerà proprio l’abbattimento di due Mig nella notte della tragedia e recentemente, un ricercatore dell’Associazione, ha trovato una annotazione sull’ abbattimento di due Mig in documentazione legata al Quirinale.
Mentre ricordiamo che la “vulgata” ha sempre parlato per lo più di un solo Mig, pensando poi a quello ritrovato sulla Sila.
Dunque il Servizio televisivo di fine anno, al di là della sua completa veridicità, deve proporci un ulteriore impegno per la verità nel nuovo anno. Bisogna che la magistratura, che è proprio impegnata a mettere a fuoco, disveli la totale verità sugli ultimi attimi della tragedia, ritorni con ulteriori approfondimenti sul panorama indicato e si sforzi di superare le ombre che sono già emerse in passato. È chiaro che il grande ostacolo che si oppone alla completa verità viene, come sempre in questa vicenda dalla mancanza di documentazione militare. Ma più nello specifico ora, dopo le distruzioni nazionali, la documentazione è in possesso anche di apparati militari di altri Stati.
E’ dunque la volontà politica che deve diventare protagonista: è l’esecutivo – questo e il prossimo governo – che deve intraprendere una convinta e incisiva azione diplomatica con Paesi amici ed alleati per una piena e leale collaborazione con la nostra magistratura che al momento ha avuto risposte alle rogatorie evasive, o completamente nulle.
Ma anche sul piano nazionale, nei riguardi delle varie amministrazioni si deve porre in atto un’azione determinata per la totale messa a disposizione di ogni tipo di documentazione. E gli esiti della applicazione della Direttiva Renzi, come ho già segnalato, dimostrano quanto lavoro deve ancora essere fatto proprio nel nostro Paese.

Daria Bonfietti / Il Manifesto

2 commenti su “Sulla strage di Ustica ancora troppi misteri

  1. Enrico Brogneri

    Vogliamo davvero credere che tutto ciò sia avvenuto – come ci ha detto Brian – solo “per dare una lezione a Gheddafi”?

  2. Teresa

    Alla dolce e cara Daria BONFIETTI, malinconica Regina con un grande cuore da leonessa
    Si ricorda doverosamente che dobbiamo nutrire una riconoscente gratitudine alle Prove Testimoniali registrate agli Atti come “genuine e non ispirate da nessuno” che, in rango serrato da primato assoluto, hanno rivelato con grande coraggio una provvista di informazioni di inestimabile importanza: come Quella del Generale dei Carabinieri BOZZO (al Quale va il nostro più mesto ricordo) e tutte le altre, da sgomento Quelle Calabresi che ancora oggi forse avrebbero bisogno di una riflessione più profonda.

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