ESCLUSIVO: La relazione dell’Aeronautica sull’incidente di Ramstein

di | 29 maggio 2012

Il 31 gennaio scorso l’avvocato Daniele Osnato, legale di un folto gruppo di familiari delle vittime della Strage di Ustica, annunciò l’avvio di attività investigative, private, relative all’incidente occorso alla Pattuglia acrobatica nazionale nella base tedesca di Ramstein, in cui persero la vita, oltre 67 spettatori che assistevano alle evoluzioni della Pan, anche tre piloti delle Frecce tricolori:  Giorgio AlessioIvo Nutarelli e Mario Naldini. I nomi di quest’ultimi due militari (Naldini e Nutarelli) sono legati da tempo all’affaire Ustica, in quanto proprio la notte del 27 giugno 1980, dopo essere decollati dalla base di Grosseto, per molti minuti volarono su un TF-104 di conserva al DC9 dell’Itavia, tra l’altro squockando un codice di emergenza prima di atterrare. Circostanza che li rese, probabilmente, testimoni oculari di quanto potrebbe essersi verificato attorno all’aerovia percorsa dal volo Itavia. L’avvocato Osnato, riaprendo il caso Ramstein, parlò anche dell’esistenza di una relazione tecnica redatta dall’Aeronautica e mai resa nota. Ebbene oggi Stragi80.it è in grado di pubblicare integralmente quella relazione. Si tratta di un documento di 154 pagine che porta la firma del generale Guido Oliviero e di altri sei alti ufficiali della nostra Aeronautica. Il documento è datato 14 ottobre 1988, ed è stato redatto secondo le regole e le procedure dettate dalla Nato in materia di indagini su incidenti aerei che vedono coinvolti velivoli militari. L’indagine, occorre ricordarlo, proprio ai sensi di quanto stabilito dalla Nato, fu affidata a una commissione mista (Usa, Germania e Italia). Gli Americani si occuparono dell’aspetto sicurezza, cioè di verificare se erano state rispettate tutte le norme previste per gli air show, i tedeschi dei soccorsi e gli italiani delle cause tecniche che portarono al disastro. Il risultato di queste indagini è tutto nelle 154 pagine che Stragi80.it pubblica oggi integralmente.

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8 commenti su “ESCLUSIVO: La relazione dell’Aeronautica sull’incidente di Ramstein

  1. Carlo Vancini

    Non esiste un nesso logico di collegamento tra la tragedia di Ramstein e la vicenda dell’aereo di linea precipitato a Ustica. E’ appurato che l’incidente durante la manifestazione in Germania fu causato da un’inspiegabile errore del solista, la cui responsabilita’ oggettiva potrebbe essere messa in discussione da molteplici fattori umani, non ultimo un’eventuale carente condizione fisica dovuta ad un’eccessivo stress lavorativo a cui si sarebbe associata mancanza di lucidita’ psichica che avrebbe poi causato l’errore di manovra del cardioide. Escluderei la fatalita’ che non rientra nella casistica di queste circostanze.
    Cordiali saluti.

    1. Luigi

      Gent.mo Sig.r Vancini,mi permetto di rispondere alle sue adduzioni.Sicuramente Lei ha ragione sull’errore del solista,ma non ha considerato che;se vivessimo in un Paese che fa gli interessi dei cittadini,un paese che non esita a rendere pubblica la verità,in un paese che ha fatto del segreto di Stato la propria base,allora tutti,ma proprio tutti avremmo meno dubbi,ma,invece questa vicenda ha visto:persone che dovevano deporre morire suicidi in situazioni che definire strane è poco,se considera che uno dei piloti deceduto a Ramstein,il giorno dell’abbattimento del DC9 aveva (uso un termine tecnico)scuoccato “allarme generale”,Ella capirà senz’altro che quantomeno qualche dubbio venga in mente,e non senza motivo!Magari,chi come me questo dubbio lo ha,sbaglia,ma il dubbio viene.Mi permetta un sincero saluto.Luigi

  2. Carlo Vancini

    RIFLETTENDO SULL’INCIDENTE DI RAMSTEIN POSSIAMO AFFERMARE CHE QUALSIASI EVENTO CHE LASCIA UN PASSO NELLE VICENDE UMANE, DOVREMO INIZIALMENTE CHIEDERCI SE QUESTO FAMIGERATO CARDIOIDE ERA VERAMENTE UNA FIGURA ACROBATICA PERICOLOSA, SE FACEVA PARTE DI UN PROGRAMMA ACROBATICO CONVINCENTE E ABITUALE O LASCIAVA SPAZIO A UNA PARZIALE INTERPRETAZIONE DEL PILOTA SOLISTA, NEL CASO SI TRATTASSE DI UNA PRASSI DI VOLO DI LUNGA TRADIZIONE CONSOLIDATA E INECCEPIBILE. I 74 MORTI DI RAMSTEIN SCATURISCONO OVVIAMENTE DAL LIVELLO ADDESTRATIVO RAGGIUNTO DALLE FRECCE TRICOLORI NEL 1988, MA SONO ALTRESI’ DA IMPUTARE AL BAGAGLIO TECNICO E ALLE CARATTERISTICHE CHE IL VOLO ACROBATICO COLLETTIVO HA SCATURITO DALLA FONDAZIONE DELLA PATTUGLIA ACROBATICA NAZIONALE FINO AI TEMPI ATTUALI.
    CORDIALI SALUTI.

  3. Tantosole

    Seguendo la vicenda di Davide Cervia, ex sergente della Marina Militare e uno dei massimi esperti europei nel campo delle Guerre Elettroniche, mi chiedevo se fosse plausibile ipotizzare per quanto accaduto a Ramstein l’utilizzo di tali tecnologie.
    Qualcuno puo’ rispondermi? Grazie.
    (Davide Cervia, che venne rapito il 12 settembre 1990 alla vigilia della prima guerra del Golfo, si occupo’ di ECM- Contromisure elettroniche disturbo emissioni radio altrui, ESM-Ricerca segnali comunicazioni radar, ecc. sin dai primi anni ottanta. Era vincolato dalla NATO alla massima segretezza e si ipotizza che la sua sparizione possa condurre in Libia di Gheddafi, alla quale l’Italia aveva venduto fin dagli anni ‘70 a i sistema missili Teseo-Otomat).

  4. Carlo Vancini

    Per quanto riguarda la vicenda di Ramstein non credo sia convincente l’utilizzo di tecnologie elettroniche, tali da far innescare l’incidente, sul quale vorrei tornare sul fattore organizzativo, (cioe’ eventuale errore umano nella manovra di incrocio del cardioide, in cui in un filmato antecedente all’incidente che riprende anche la manovra dall’interno dell’aereo con l’ausilio della telecamera nell’abitacolo del solista)evidenzia come la traiettoria seguita dal pilota singolo sembra identica a quella seguita nell’incidente, tale da far propendere a un clamoroso svarione nel compimento della figura acrobatica.
    Cordiali saluti.

  5. CARLO VANCINI

    Mi unisco a tutti quelli che ricordano il compianto Tenente Colonnello solista Ivo Nutarelli e guardando le sue foto messeci a disposizione sul computer, una in particolare mi ha emozionato particolarmente, quella in cui e’ sorridente e tranquillo in primo piano con gli occhiali da sole a pochi metri dall’aereo, schierato con i compagni, poco prima della salita sul velivolo per la messa in moto prima dell’esibizione, che credo sia quella di Ramstein del 28 Agosto 1988. Qualcuno mi puo’ aiutare a chiarire il mio dubbio grazie. Per aiutare a capire di quale foto parlo, indico che sulla sinistra della fotografia si intravede parzialmente la parte posteriore di alcuni aerei di colore bianco, rosso che dovrebbero forse appartenere alla Pattuglia Nazionale Polacca.
    Grazie e cordiali saluti.

  6. CARLO VANCINI

    PENSO RISPONDENDO AL SIGNOR LUIGI, CHE DUBBI SULL’INCIDENTE DI RAMSTEIN LI ABBIANO TUTTI, IN QUANTO QUESTO E’ IL PIU’ GRAVE INCIDENTE NELLA STORIA DEGLI AIR SHOW CON COINVOLGIMENTO DI AEREI DA ADDESTRAMENTO. TALI DUBBI COLLEGATI ALL’ABBATTIMENTO DEL DC 9 A USTICA CON L’INSPIEGABILE ERRORE DEL SOLISTA SONO POCO CONVINCENTI POICHE’ AL DI’ LA DELL’ALLARME GENERALE SCUOCCATO DAI DUE PILOTI DECEDUTI A RAMSTEIN, ESSI AVEVANO GIA’ CHIUSO QUESTA OSCURA VICENDA TESTIMONIANDO LEGALMENTE NELLA SEDE DOVUTA, PERALTRO L’INCIDENTE CON VITTIME QUASI TUTTE TEDESCHE AVVIENE IN UN PAESE, LA GERMANIA CHE NON E’ PER NIENTE COINVOLTA NELLA VICENDA DI USTICA . RIGUARDO AL SEGRETO DI STATO, I QUATTRO PAESI COINVOLTI NELL’ABBATTIMENTO DELL’AEREO DELL’ITAVIA NON PARLERANNO FINO A QUANDO NON CI SARA’ UN’ACCORDO COMUNE SULL’ACCADUTO.PERTANTO FIN D’ORA NON POSSIAMO PARLARE DI VERITA’ NASCOSTE. GRAZIE E CORDIALI SALUTI.

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