I corpi di Marcucci e Lorenzini saranno riesumati

di | 24 maggio 2013

sandro marcucciSaranno riesumati e sottoposti ad autopsia i resti dei piloti Silvio Lorenzini e Sandro Marcucci, morti il 2 febbraio 1992 in un incidente aereo a Campo Cecina (Massa Carrara) sulle Alpi Apuane. L’autopsia, prevista ai primi di giugno, è stata disposta nell’ambito della nuova inchiesta aperta dalla Procura di Massa sulla vicenda, che a suo tempo fu inquadrata come incidente aereo e su cui, adesso, sembrano essere ripartiti nuovi accertamenti per omicidio. Marcucci (nella foto) era un ex pilota dell’Aeronautica militare coinvolto come teste nell’inchiesta per la strage di Ustica. Secondo quanto apprende l’Ansa, l’esame necroscopico sarà condotto presso l’istituto di medicina legale di Pisa e si tratta del primo in assoluto, perché all’epoca dei fatti non fu eseguita alcuna autopsia sui cadaveri dei due piloti che morirono a distanza di giorni l’uno dall’altro. Le indagini, condotte dal pm Vito Bertoni, che ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti, sono riprese nel febbraio scorso dopo che l’associazione antimafia “Rita Atria” aveva presentato un esposto per chiederne la riapertura contestando la tesi ufficiale secondo cui i due piloti del velivolo antincendio erano morti in seguito a un incidente. Secondo l’associazione l’incidente non fu causato da una sua “condotta di volo azzardata, così come sostennero invece le conclusioni della commissione d’inchiesta tecnica nominata dal ministero dei trasporti” ma da un incidente che potrebbe essere stato provocato da “un attentato attuato con un ordigno al fosforo posto nel cruscotto dell’aereo”. (Fonte Ansa)

3 commenti su “I corpi di Marcucci e Lorenzini saranno riesumati

  1. laura

    Chiedo scusa dell’intromissione, ma qualcuno l’ha controllata la fondatezza della notizia o infondatezza contattando la medicina legale di Pisa?
    A me risulta che siano soltanto voci che ci sarebbero le autopsie entro la prima metà di giugno 2013 a Pisa e prima di dare le notizie l’Ansa se non l’ha fatto dovrebbe verificare.
    Se ci provano che è tutto vero ringraziamo chi fa buona informazione sul caso,
    ma di voci incontrollate è pieno il mondo, di notizie vere un po’ meno.
    Questa nota ovviamente non riguarda stragi80 che si è fidata dell’Ansa come il resto dei siti internet.
    un saluto. laura picchi

  2. laura

    Massa
    Strage di Ustica, al via le autopsie sui corpi dei due piloti caduti nel ’92 sulle Apuane: “Si cercano tracce di ordigno”
    Dai resti di Silvio Lorenzini e Sandro Marcucci possibili indizi su una bomba. Il primo era un ex colonnello pilota di 47 anni coinvolto come testimone nel processo per il DC9 schiantatosi nel Tirreno
    12/06/2013 – 14:44
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    “Cerchiamo tracce della bomba. A questo servono le riesumazioni delle salme e le successive autopsie”.

    Lo ha detto il sostituto procuratore di Massa Carrara Vito Bertoni nel giorno della riesumazione dei resti di Silvio Lorenzini e Sandro Marcucci, i due piloti morti nell’incidente aereo del 1992 sulle Apuane e per le quali è stata riaperta un’indagine nei mesi scorsi che ipotizza il reato di omicidio.

    La salma di Lorenzini è stata estumulata a Carrara ed è in viaggio verso Pisa, mentre nel pomeriggio sarà riesumata quella di Sandro Marcucci, nel cimitero pisano.

    Entrambe saranno trasferite all’istituto di medicina legale dell’ateneo pisano dove saranno esaminate dai medici legali nominati dalla procura apuana Costantino Ciallella e Saverio Romolo.

    “Cerchiamo nei resti ossei – ha spiegato il pm – la presenza di un componente chimico che possa orientare l’ipotesi di un ordigno esplosivo come causa della morte di Marcucci e Lorenzini”.

    Il primo era un ex colonnello pilota di 47 anni ed ex istruttore della 46/a Brigata aerea dell’Aeronautica, che poco prima dell’incidente fu coinvolto come testimone anche nel processo per la strage di Ustica, l’altro era l’avvistatore, 51 anni, che volava con lui nel Piper in servizio di ricognizione antincendio.

    Marcucci era anche uno dei promotori del movimento democratico dei militari, ovvero una specie di sindacato delle forze armate orientato a sinistra, e aveva svolto un lavoro di indagine sulla strage di Ustica.

    In particolare, aveva trovato due testimoni, entrambi militari a Pratica di Mare, che avrebbero testimoniato al giudice che il Mig libico caduto sulla Sila era partito proprio da Pratica di Mare.

    Aveva tenuto per sé i nomi dei testimoni e li avrebbe rivelati solo al giudice Rosario Priore, titolare delle indagini su Ustica, ma non fece in tempo perché morì nell’incidente aereo di Campocecina (Massa Carrara).

    “Se dall’esame dei resti dovessimo trovare la presenza di sostanze chimiche – osserva il pm, Vito Bertoni – allora si aprirebbe uno scenario del tutto diverso da quello dell’incidente aereo e si confermerebbero le ipotesi avanzate dall’associazione antimafia ‘Rita Atria’ che ha presentato istanza per la riapertura delle indagini”.

    Il sostituto procuratore spiega anche che esiste l’ipotesi che “un ordigno esplosivo al fosforo possa avere rilasciato delle sostanze che hanno la caratteristica di penetrare nelle ossa” e che la Procura ha il dovere di “togliere qualsiasi dubbio sulle cause della morte dei due piloti”.

    “Certo dopo più di 20 anni – conclude il magistrato – miracoli non se ne possono fare, ma disponiamo di nuove tecniche di laboratorio e di strumentazioni raffinatissime che, qualora esistessero, riusciranno a scovare tracce di sostanze chimiche: ma servirà molta pazienza perché per questo tipo di analisi ci vorrà molta più accortezza. Ne riparleremo sicuramente dopo l’estate. Se invece questi residui chimici non si troveranno allora prenderemo atto che riaprire le indagini è stato inutile e che si è trattato di un semplice incidente aereo”.

    Fonte: ANSA

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